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	Commenti a: Corde del sogno #2#	</title>
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		Di: macondo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 23:53:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ah, beh, la grossa differenza tra editoria telematica e cartacea è che nella prima manca il filtro, ossia la valutazione di terzi del tuo prodotto, che è pur sempre una garanzia di serietà, o dovrebbe... vista certa politica culturale delle major cartacee...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ah, beh, la grossa differenza tra editoria telematica e cartacea è che nella prima manca il filtro, ossia la valutazione di terzi del tuo prodotto, che è pur sempre una garanzia di serietà, o dovrebbe&#8230; vista certa politica culturale delle major cartacee&#8230;</p>
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		Di: macondo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 23:49:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Franz: Non avendo di meglio da fare, e la notte essendo ancora lunga, allora faccio un po&#039; il pignolo. Con Lulù (che non mi frega niente di difendere, anche se... vedi lo pseudo-link sopra) non si perdono soldi, semmai si perde tempo. In quanto Lulù non è editore a pagamento. Semmai, se vendi qualcosina, ti paga lui (cioè ti dà la percentuale pattuita su ogni copia venduta). Poi a Lulù si è aggiunta l&#039;editoria on-line di Repubblica (credo funzioni con lo stesso meccanismo, ma mi dicono che però devi pagare qualcosa). Vibrisselibri è in parte un&#039;esperienza diversa, ma alla base tutti questi &quot;progetti&quot; mi pare abbiano la scommessa (certo, ricavandoci dell&#039;utile, non sono enti di beneficienza) che all&#039;editoria cartacea, o &quot;vera&quot; come dici tu, si possa affiancare quella telematica. Del resto, tu stesso con i Feaci non partecipi a un&#039;esperienza simile (anche con Lulù puoi scaricare il libro scelto, e il download costa meno che ricevere a casa l&#039;oggetto cartaceo)?
Ma questa pignoleria fa sbadigliare me per primo. Buenas noches (o Nochebuena?)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Franz: Non avendo di meglio da fare, e la notte essendo ancora lunga, allora faccio un po&#8217; il pignolo. Con Lulù (che non mi frega niente di difendere, anche se&#8230; vedi lo pseudo-link sopra) non si perdono soldi, semmai si perde tempo. In quanto Lulù non è editore a pagamento. Semmai, se vendi qualcosina, ti paga lui (cioè ti dà la percentuale pattuita su ogni copia venduta). Poi a Lulù si è aggiunta l&#8217;editoria on-line di Repubblica (credo funzioni con lo stesso meccanismo, ma mi dicono che però devi pagare qualcosa). Vibrisselibri è in parte un&#8217;esperienza diversa, ma alla base tutti questi &#8220;progetti&#8221; mi pare abbiano la scommessa (certo, ricavandoci dell&#8217;utile, non sono enti di beneficienza) che all&#8217;editoria cartacea, o &#8220;vera&#8221; come dici tu, si possa affiancare quella telematica. Del resto, tu stesso con i Feaci non partecipi a un&#8217;esperienza simile (anche con Lulù puoi scaricare il libro scelto, e il download costa meno che ricevere a casa l&#8217;oggetto cartaceo)?<br />
Ma questa pignoleria fa sbadigliare me per primo. Buenas noches (o Nochebuena?)</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/29/corde-del-sogno-2/#comment-102745</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 23:18:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Paolo, grazie davvero per le tue brillanti osservazioni. Metterò a posto le ripetizioni, temo non volute!

(La birra, se sei di Milano o zone limitrofe, quando vuoi.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo, grazie davvero per le tue brillanti osservazioni. Metterò a posto le ripetizioni, temo non volute!</p>
<p>(La birra, se sei di Milano o zone limitrofe, quando vuoi.)</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/29/corde-del-sogno-2/#comment-102744</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 23:14:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Torno a Baldrati: sono d&#039;accordo. Alligator a me ha fatto più volte infuriare; è subdolo, colpisce per ferire. Al confronto Iannozzi fa tenerezza. Adottare il sarcasmo con un personaggio così è forse la cosa migliore, a parte ignorarlo. Ma se si ignorasse da solo, come gli ho consigliato io una volta, cioè se si togliesse gentilmente dai coglioni, sarebbe un bel guadagno per tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torno a Baldrati: sono d&#8217;accordo. Alligator a me ha fatto più volte infuriare; è subdolo, colpisce per ferire. Al confronto Iannozzi fa tenerezza. Adottare il sarcasmo con un personaggio così è forse la cosa migliore, a parte ignorarlo. Ma se si ignorasse da solo, come gli ho consigliato io una volta, cioè se si togliesse gentilmente dai coglioni, sarebbe un bel guadagno per tutti.</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/29/corde-del-sogno-2/#comment-102743</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 23:09:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Mauro, quello della brughiera è l&#039;unico sogno vero. Un abbraccio, e sono con te contro l&#039;Alligator.

Macondo: i Feaci non mi risulta stampino alcunchè. Fanno degli e-book, ce ne sono tre miei nel loro catalogo. O ultimamente stampano su carta?

Lulu non è un editore. Un editore si affida a una distribuzione. E&#039; vero, non fa pagare, però non si sobbarca la distribuzione. Un editore è tale se mette ciò che ha prodotto sul mercato, non se lascia il grosso del lavoro all&#039;autore. Ergo: Lulu è una dignitosa maniera di perdere tempo e denaro. Gli &quot;editori&quot; a pagamento, per come la vedo io, sono dei poco di buono e basta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mauro, quello della brughiera è l&#8217;unico sogno vero. Un abbraccio, e sono con te contro l&#8217;Alligator.</p>
<p>Macondo: i Feaci non mi risulta stampino alcunchè. Fanno degli e-book, ce ne sono tre miei nel loro catalogo. O ultimamente stampano su carta?</p>
<p>Lulu non è un editore. Un editore si affida a una distribuzione. E&#8217; vero, non fa pagare, però non si sobbarca la distribuzione. Un editore è tale se mette ciò che ha prodotto sul mercato, non se lascia il grosso del lavoro all&#8217;autore. Ergo: Lulu è una dignitosa maniera di perdere tempo e denaro. Gli &#8220;editori&#8221; a pagamento, per come la vedo io, sono dei poco di buono e basta.</p>
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		<title>
		Di: niky lismo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/29/corde-del-sogno-2/#comment-102739</link>

		<dc:creator><![CDATA[niky lismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 21:47:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Solo una parola, se posso, in difesa del self publishing. Mi pare una pratica dignitosa, che elude trafile e sudditanze, non richiede investimenti e non umilia nessuno. Da incentivare, salvo che come ripiego ai rifiuti editoriali (in tal caso l&#039;umiliazione forse c&#039;è)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo una parola, se posso, in difesa del self publishing. Mi pare una pratica dignitosa, che elude trafile e sudditanze, non richiede investimenti e non umilia nessuno. Da incentivare, salvo che come ripiego ai rifiuti editoriali (in tal caso l&#8217;umiliazione forse c&#8217;è)</p>
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		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/29/corde-del-sogno-2/#comment-102734</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 15:54:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ franz,

chiosina: lo &quot;stampatore&quot; lulù non stampa libri a spese degli autori

(http://www.lulu.com/content/686440)

(nemmeno i feaci lo fanno... credo)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ franz,</p>
<p>chiosina: lo &#8220;stampatore&#8221; lulù non stampa libri a spese degli autori</p>
<p>(<a href="http://www.lulu.com/content/686440" rel="nofollow ugc">http://www.lulu.com/content/686440</a>)</p>
<p>(nemmeno i feaci lo fanno&#8230; credo)</p>
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		<title>
		Di: mauro baldrati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/29/corde-del-sogno-2/#comment-102724</link>

		<dc:creator><![CDATA[mauro baldrati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 14:21:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Puntualizzo brevemente, per cercare di lasciare il meno spazio possibile all&#039;ambiguità in cui incunearsi: quanto ho scritto sopra non riguarda la critica a un pezzo, anche se i personaggi che ho descritto si attaccano a questo: ma come, io critico, tu non l&#039;accetti eh? Non è critica. Cercano di attirati in un battibecco che è una finta discussione, un cicaleccio allucinato che ha come solo scopo quello di nutrire l&#039;impulso distruttivo-aggressivo. In un certo senso ha colto nel segno Francesca Matteoni: portano sempre la stessa merce, ogni volta, e continuano a proporla fino allo sfinimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Puntualizzo brevemente, per cercare di lasciare il meno spazio possibile all&#8217;ambiguità in cui incunearsi: quanto ho scritto sopra non riguarda la critica a un pezzo, anche se i personaggi che ho descritto si attaccano a questo: ma come, io critico, tu non l&#8217;accetti eh? Non è critica. Cercano di attirati in un battibecco che è una finta discussione, un cicaleccio allucinato che ha come solo scopo quello di nutrire l&#8217;impulso distruttivo-aggressivo. In un certo senso ha colto nel segno Francesca Matteoni: portano sempre la stessa merce, ogni volta, e continuano a proporla fino allo sfinimento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mauro baldrati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/29/corde-del-sogno-2/#comment-102723</link>

		<dc:creator><![CDATA[mauro baldrati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 14:11:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Franz, ti capisco e sono con te. Ma dovremmo cercare di capire e soprattutto di adottare un comportamento adeguato verso un certo tipo di personaggio che viaggia sulla rete, proprio come viaggiamo noi. Io ho uno che adesso si firma Alligator (che sarebbe poi tashtego, gliel&#039;ho detto io come battuta e adesso si firma così) attaccato come una zecca, non si perde un mio articolo e interviene sempre per dire che scrivo cose stupide o che i racconti fanno schifo ecc. Cerca la parolina che può essere ambigua, e se la trova fa leva, cerca di mandare in vacca tutto. E&#039; questo infatti che li contraddistingue: un&#039;ossessione distruttiva, particolarmente subdola e populista quella dell&#039;Alligator. Eppure è evidente la motivazione di fondo: alcuni individuano in altri dei bersagli, chissà perché, per scaricare una parte dei loro problemi interiori, spacciando il tutto per libertà di critica ecc. Certamente non provano una vera soddisfazione, perché non vi è soddisfazione nella maldicenza e nell&#039;impulso distruttivo, ma solo un auto-caricamento della stessa distruttività. Eppure esistono, e se ci prendono di mira dobbiamo farci i conti, visto che i commenti sono aperti. Sarebbero probabilmente da ignorare, ma non è facile.  Anche noi non siamo dei santi. O non siamo abbastanza saggi. Però è sbagliato cadere nell&#039;errore di reagire seguendo i loro codici. L&#039;ironia, per esempio, sarebbe forse una buona risposta. Anche per noi stessi, per non innervosirci inutilmente. Intanto però è importante capire che non siamo noi i veri obiettivi del loro impulso distruttivo. Siamo dei pretesti, gli obiettivi sono dei fantasmi che si portano dentro. 

Saluti e complimenti per il tuo testo, mi sei piaciuto quando corri nella brughiera &quot;con le scarpe speciali&quot;, libero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franz, ti capisco e sono con te. Ma dovremmo cercare di capire e soprattutto di adottare un comportamento adeguato verso un certo tipo di personaggio che viaggia sulla rete, proprio come viaggiamo noi. Io ho uno che adesso si firma Alligator (che sarebbe poi tashtego, gliel&#8217;ho detto io come battuta e adesso si firma così) attaccato come una zecca, non si perde un mio articolo e interviene sempre per dire che scrivo cose stupide o che i racconti fanno schifo ecc. Cerca la parolina che può essere ambigua, e se la trova fa leva, cerca di mandare in vacca tutto. E&#8217; questo infatti che li contraddistingue: un&#8217;ossessione distruttiva, particolarmente subdola e populista quella dell&#8217;Alligator. Eppure è evidente la motivazione di fondo: alcuni individuano in altri dei bersagli, chissà perché, per scaricare una parte dei loro problemi interiori, spacciando il tutto per libertà di critica ecc. Certamente non provano una vera soddisfazione, perché non vi è soddisfazione nella maldicenza e nell&#8217;impulso distruttivo, ma solo un auto-caricamento della stessa distruttività. Eppure esistono, e se ci prendono di mira dobbiamo farci i conti, visto che i commenti sono aperti. Sarebbero probabilmente da ignorare, ma non è facile.  Anche noi non siamo dei santi. O non siamo abbastanza saggi. Però è sbagliato cadere nell&#8217;errore di reagire seguendo i loro codici. L&#8217;ironia, per esempio, sarebbe forse una buona risposta. Anche per noi stessi, per non innervosirci inutilmente. Intanto però è importante capire che non siamo noi i veri obiettivi del loro impulso distruttivo. Siamo dei pretesti, gli obiettivi sono dei fantasmi che si portano dentro. </p>
<p>Saluti e complimenti per il tuo testo, mi sei piaciuto quando corri nella brughiera &#8220;con le scarpe speciali&#8221;, libero.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo Sciola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/29/corde-del-sogno-2/#comment-102720</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Sciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 13:53:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=12920#comment-102720</guid>

					<description><![CDATA[Franz,
ho riletto il pezzo con attenzione, con calma.
Per obiettività - ma dubito che possa interessare - preciso che coltivo un&#039;innata idiosincrasia per l&#039;uso dei sogni in letteratura.
Per la stessa ragione (o mancanza di) detesto il carnevale, i film in costume, i romanzi storici, il fantasy e la fantascienza (mi sto chiedendo cos&#039;è che mi piace, ma questo riguarda solo me). Per non parlare dei fumetti, dei cartoon e dei film di animazione.
Non chiedermi perché, perché non saprei spiegarlo.
So solo che quando uno scrittore spende più di due o tre righe a descrivere un sogno di un suo personaggio, c&#039;è qualcosa in me che si rifiuta di accettarlo.
Credo dipenda dal mio considerare i sogni, in termini narrativi, una pericolosa sospensione dell&#039;azione - benché ci siano esempi, credo, di autori che ne hanno fatto un uso splendido.
Mi viene in mente Kundera, non ricordo in quale dei suoi romanzi, che descrive la protagonista (mi pare), a inizio di un capitolo, alle prese con la collina degli impiccati.
Kundera usa un trucco: non di che che si tratta di un sogno - e dunque non interrompe &quot;l&#039;azione&quot;. Lo fa capire dopo, quando il danno è fatto (si fa per dire).
L&#039;effetto, in termini narrativi, è devastante (in senso positivo): ma Kundera è un maestro.
Su quanto sia da considerare &quot;azione&quot; in un romanzo, rimando a Hemingway: per il quale anche il dialogo è azione (e il teatro, così statico per natura, ne è un buon esempio), oltre a ciò che sappiamo tutti intuitivamente (l&#039;introspezione, per quanto sia indice di un movimento interiore, a mio parere non può considerarsi &quot;azione&quot;, almeno nei termini in cui la intendo io.
Tutta questa lunga premessa - di cui chiedo venia - per ribadire che non sono certo io la persona più indicata per esprimere un giudizio oggettivo su questo tuo work in progress (è questa l&#039;idea che mi sono fatto).
Se ho commentato è perché mi è sembrato che tenevi particolarmente a raccogliere dei pareri, com&#039;è normale che sia, anche i più disparati.
Nell&#039;altro post l&#039;hai buttata sul venale. Ma senza sminuire l&#039;importanza del problema, io credo che al fondo ci sia il solito problema della solitudine dell&#039;artefice e della possibilità di stabilire un ponte di comunicazione con i fruitori dell&#039;opera, chiunque essi siano.
Ne abbiamo già parlato in quel contesto, non è il caso adesso di tornarci sopra (io per esempio da un po&#039; mi interrogo sull&#039;utilità dell&#039;arte e sulla necessità di chi vi dedica, ma questo è un altro discorso - ma forse no).

Per tornare a bomba: 
Ho parlato di fotogrammi perché al momento non mi è venuta altra parola e anche perché questi quadri, se è lecito definirli tali, mi hanno trasmesso, a una prima lettura, un&#039;impressione di staticità.
Adesso posso definirli meglio, con un termine credo più appropriato: visioni.
Come dichiari tu stesso (&quot;...dormiveglia separato dal corpo...&quot;) si tratta di veglie oniriche, di viaggi mentali in una sorta di terra di nessuno, che si caricano di suggestioni visive subliminali.
Ho parlato di prosa d&#039;arte perché mi pare - e lo ribadisco dopo aver riletto - che lo stile sia molto curato, introspettivo, moderno senza essere &quot;buttato via&quot; alla comevieneviene.
Rileggendo si possono apprezzare parecchie finezze che sfuggono a una prima lettura a video, specie in questi tempi di velocità internettiana.
C&#039;è anche profondità, ma va saputa trovare.
Ecco: se i quadri appaiono statici - e lo sono per definizione - dentro la cornice è tutto un agitarsi di immagini e pensieri magmatici che trovano la loro ragione d&#039;essere per associazione e/o disgiunzione. L&#039;idea è quella di qualcosa che ribolle, dunque il movimento è tutto interiore, all&#039;interno di uno spazio predefinito (i quadri hanno un titolo e sono introdotti da citazioni).
Dico che come scrittore non è facile muoversi all&#039;interno di queste condizioni preliminarmente date, mi pare tu riesca a giostrarci abbastanza bene.
Quello che preferisco è &quot;Stagioni&quot;, a mio modesto parere il più riuscito.
Lo preferisco perché ha un andamento sommesso, ma preciso, da diario pacato, ai limiti del poetico, di un uomo che conosce la vita e la disillusione inevitabile che subentra suo malgrado a un certo punto del percorso, ma che pure non ha smesso la speranza, o quel che ne resta.
I cavalli del vicino ippodromo rimandano alla potenza giovanile (ne riappare uno, nel finale, che strizza l&#039;occhiolino, come a dire: possiamo ancora dire la nostra, Joe). 
Molto ironici, a mio parere, i nomi dei cavalli da corsa, compreso quell&#039;ultimo Gitana d&#039;Asolo.
Insomma, LSD a parte, è un bel trip fantastico pieno di simboli che farebbero la gioia di qualsiasi piscoanalista (per tua e mia fortuna non lo sono), fino alla conclusione tra il surrealista (ho pensato a Dalì e Sassu, oltre che al De Chirico da te citato) e il poetico.
En passant:
A metà circa di &quot;Stagioni&quot; c&#039;è &quot;inattesa&quot; ripetuto in due righe contigue. Te lo segnalo nel caso la ripetizione non fosse voluta.
In &quot;Osare&quot; c&#039;è un &quot;lamiere divelte&quot; che, considerate le immagini successive, farebbe pensare meglio a un &quot;accartocciate&quot;.
Dopo di che, Buon Anno (mi devi una birra, minimo).
(Mando senza rileggermi)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Franz,<br />
ho riletto il pezzo con attenzione, con calma.<br />
Per obiettività &#8211; ma dubito che possa interessare &#8211; preciso che coltivo un&#8217;innata idiosincrasia per l&#8217;uso dei sogni in letteratura.<br />
Per la stessa ragione (o mancanza di) detesto il carnevale, i film in costume, i romanzi storici, il fantasy e la fantascienza (mi sto chiedendo cos&#8217;è che mi piace, ma questo riguarda solo me). Per non parlare dei fumetti, dei cartoon e dei film di animazione.<br />
Non chiedermi perché, perché non saprei spiegarlo.<br />
So solo che quando uno scrittore spende più di due o tre righe a descrivere un sogno di un suo personaggio, c&#8217;è qualcosa in me che si rifiuta di accettarlo.<br />
Credo dipenda dal mio considerare i sogni, in termini narrativi, una pericolosa sospensione dell&#8217;azione &#8211; benché ci siano esempi, credo, di autori che ne hanno fatto un uso splendido.<br />
Mi viene in mente Kundera, non ricordo in quale dei suoi romanzi, che descrive la protagonista (mi pare), a inizio di un capitolo, alle prese con la collina degli impiccati.<br />
Kundera usa un trucco: non di che che si tratta di un sogno &#8211; e dunque non interrompe &#8220;l&#8217;azione&#8221;. Lo fa capire dopo, quando il danno è fatto (si fa per dire).<br />
L&#8217;effetto, in termini narrativi, è devastante (in senso positivo): ma Kundera è un maestro.<br />
Su quanto sia da considerare &#8220;azione&#8221; in un romanzo, rimando a Hemingway: per il quale anche il dialogo è azione (e il teatro, così statico per natura, ne è un buon esempio), oltre a ciò che sappiamo tutti intuitivamente (l&#8217;introspezione, per quanto sia indice di un movimento interiore, a mio parere non può considerarsi &#8220;azione&#8221;, almeno nei termini in cui la intendo io.<br />
Tutta questa lunga premessa &#8211; di cui chiedo venia &#8211; per ribadire che non sono certo io la persona più indicata per esprimere un giudizio oggettivo su questo tuo work in progress (è questa l&#8217;idea che mi sono fatto).<br />
Se ho commentato è perché mi è sembrato che tenevi particolarmente a raccogliere dei pareri, com&#8217;è normale che sia, anche i più disparati.<br />
Nell&#8217;altro post l&#8217;hai buttata sul venale. Ma senza sminuire l&#8217;importanza del problema, io credo che al fondo ci sia il solito problema della solitudine dell&#8217;artefice e della possibilità di stabilire un ponte di comunicazione con i fruitori dell&#8217;opera, chiunque essi siano.<br />
Ne abbiamo già parlato in quel contesto, non è il caso adesso di tornarci sopra (io per esempio da un po&#8217; mi interrogo sull&#8217;utilità dell&#8217;arte e sulla necessità di chi vi dedica, ma questo è un altro discorso &#8211; ma forse no).</p>
<p>Per tornare a bomba:<br />
Ho parlato di fotogrammi perché al momento non mi è venuta altra parola e anche perché questi quadri, se è lecito definirli tali, mi hanno trasmesso, a una prima lettura, un&#8217;impressione di staticità.<br />
Adesso posso definirli meglio, con un termine credo più appropriato: visioni.<br />
Come dichiari tu stesso (&#8220;&#8230;dormiveglia separato dal corpo&#8230;&#8221;) si tratta di veglie oniriche, di viaggi mentali in una sorta di terra di nessuno, che si caricano di suggestioni visive subliminali.<br />
Ho parlato di prosa d&#8217;arte perché mi pare &#8211; e lo ribadisco dopo aver riletto &#8211; che lo stile sia molto curato, introspettivo, moderno senza essere &#8220;buttato via&#8221; alla comevieneviene.<br />
Rileggendo si possono apprezzare parecchie finezze che sfuggono a una prima lettura a video, specie in questi tempi di velocità internettiana.<br />
C&#8217;è anche profondità, ma va saputa trovare.<br />
Ecco: se i quadri appaiono statici &#8211; e lo sono per definizione &#8211; dentro la cornice è tutto un agitarsi di immagini e pensieri magmatici che trovano la loro ragione d&#8217;essere per associazione e/o disgiunzione. L&#8217;idea è quella di qualcosa che ribolle, dunque il movimento è tutto interiore, all&#8217;interno di uno spazio predefinito (i quadri hanno un titolo e sono introdotti da citazioni).<br />
Dico che come scrittore non è facile muoversi all&#8217;interno di queste condizioni preliminarmente date, mi pare tu riesca a giostrarci abbastanza bene.<br />
Quello che preferisco è &#8220;Stagioni&#8221;, a mio modesto parere il più riuscito.<br />
Lo preferisco perché ha un andamento sommesso, ma preciso, da diario pacato, ai limiti del poetico, di un uomo che conosce la vita e la disillusione inevitabile che subentra suo malgrado a un certo punto del percorso, ma che pure non ha smesso la speranza, o quel che ne resta.<br />
I cavalli del vicino ippodromo rimandano alla potenza giovanile (ne riappare uno, nel finale, che strizza l&#8217;occhiolino, come a dire: possiamo ancora dire la nostra, Joe).<br />
Molto ironici, a mio parere, i nomi dei cavalli da corsa, compreso quell&#8217;ultimo Gitana d&#8217;Asolo.<br />
Insomma, LSD a parte, è un bel trip fantastico pieno di simboli che farebbero la gioia di qualsiasi piscoanalista (per tua e mia fortuna non lo sono), fino alla conclusione tra il surrealista (ho pensato a Dalì e Sassu, oltre che al De Chirico da te citato) e il poetico.<br />
En passant:<br />
A metà circa di &#8220;Stagioni&#8221; c&#8217;è &#8220;inattesa&#8221; ripetuto in due righe contigue. Te lo segnalo nel caso la ripetizione non fosse voluta.<br />
In &#8220;Osare&#8221; c&#8217;è un &#8220;lamiere divelte&#8221; che, considerate le immagini successive, farebbe pensare meglio a un &#8220;accartocciate&#8221;.<br />
Dopo di che, Buon Anno (mi devi una birra, minimo).<br />
(Mando senza rileggermi)</p>
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