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	Commenti a: Gaza, chi ha iniziato?	</title>
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		<title>
		Di: Daniele Ventre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/10/gaza-chi-ha-iniziato/#comment-103754</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 16:45:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Temo che di questo passo l&#039;unica soluzione possibile sia allontanare le due parti in causa dalla zona e renderla nuclearmente inabitabile per i prossimi quattro eoni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Temo che di questo passo l&#8217;unica soluzione possibile sia allontanare le due parti in causa dalla zona e renderla nuclearmente inabitabile per i prossimi quattro eoni.</p>
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		<title>
		Di: simona baldanzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/10/gaza-chi-ha-iniziato/#comment-103711</link>

		<dc:creator><![CDATA[simona baldanzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 11:20:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Chi fa una guerra non può limitarsi a programmare le operazioni militari. Deve avere un progetto per il dopoguerra. Se l’ obiettivo è  
sbaragliare Hamas, chi governerà la Striscia di Gaza dopo la fine del conflitto? Con chi fare la pace se non con quelli contro i quali si è combattuto?&quot;
si deve citare l&#039;esempio dell&#039;IRAQ? l&#039;importazione della democrazia. questo vogliamo progettare?
se non si ammettono le responsabilità di Israele, si sbaglierà anche a progettare il futuro, è banale. 
mi interessa di più, adesso, cosa si può fare per fermare tutto questo. anche da qua.

dal manifesto:
Naomi Klein:
perchè io boicotto

“La strategia più efficace per fermare un’occupazione sempre più sanguinosa è far sì che Israele diventi il bersaglio della stessa specie di movimento globale che fermò l’apartheid in Sudafrica”. Lo scrive Naomi Klein su The Nation&quot;
invito a leggere...

“Molti noi – riflette ancora Klein – non riescono ancora ad abbracciare questa causa. Le ragioni sono complesse, emotive e comprensibili. Ma semplicemente non valgono abbastanza. Le sanzioni economiche sono l’arma più efficace nell’arsenale della non violenza”.

http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/01/articolo/233/?tx_ttnews%5BbackPid%5D=16&#038;cHash=2507ed4454

inoltre invito a leggere l&#039;editoriale della Ciotta ieri su Il Manifesto, titolato CHI è ANTISEMITA (scaricabile da internet, da domani)

e naturalmente a seguire Arrigoni.
il suo &quot;restiamo umani&quot; di ogni giorno ci da la dimensione delle cose.
lui è lì, influenzato da lì. Sergio Romano, noi e tanti altri siamo qua.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Chi fa una guerra non può limitarsi a programmare le operazioni militari. Deve avere un progetto per il dopoguerra. Se l’ obiettivo è<br />
sbaragliare Hamas, chi governerà la Striscia di Gaza dopo la fine del conflitto? Con chi fare la pace se non con quelli contro i quali si è combattuto?&#8221;<br />
si deve citare l&#8217;esempio dell&#8217;IRAQ? l&#8217;importazione della democrazia. questo vogliamo progettare?<br />
se non si ammettono le responsabilità di Israele, si sbaglierà anche a progettare il futuro, è banale.<br />
mi interessa di più, adesso, cosa si può fare per fermare tutto questo. anche da qua.</p>
<p>dal manifesto:<br />
Naomi Klein:<br />
perchè io boicotto</p>
<p>“La strategia più efficace per fermare un’occupazione sempre più sanguinosa è far sì che Israele diventi il bersaglio della stessa specie di movimento globale che fermò l’apartheid in Sudafrica”. Lo scrive Naomi Klein su The Nation&#8221;<br />
invito a leggere&#8230;</p>
<p>“Molti noi – riflette ancora Klein – non riescono ancora ad abbracciare questa causa. Le ragioni sono complesse, emotive e comprensibili. Ma semplicemente non valgono abbastanza. Le sanzioni economiche sono l’arma più efficace nell’arsenale della non violenza”.</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/01/articolo/233/?tx_ttnews%5BbackPid%5D=16&#038;cHash=2507ed4454" rel="nofollow ugc">http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2009/mese/01/articolo/233/?tx_ttnews%5BbackPid%5D=16&#038;cHash=2507ed4454</a></p>
<p>inoltre invito a leggere l&#8217;editoriale della Ciotta ieri su Il Manifesto, titolato CHI è ANTISEMITA (scaricabile da internet, da domani)</p>
<p>e naturalmente a seguire Arrigoni.<br />
il suo &#8220;restiamo umani&#8221; di ogni giorno ci da la dimensione delle cose.<br />
lui è lì, influenzato da lì. Sergio Romano, noi e tanti altri siamo qua.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/10/gaza-chi-ha-iniziato/#comment-103705</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 10:17:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sullo stesso tema volevo segnalare questo post e i commenti dello stesso autore,  che sono entrati di diritto ai vertici della mia personale Hall of Shame:

http://letturalenta.net/2008/12/lincorreggibile-massimo/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sullo stesso tema volevo segnalare questo post e i commenti dello stesso autore,  che sono entrati di diritto ai vertici della mia personale Hall of Shame:</p>
<p><a href="http://letturalenta.net/2008/12/lincorreggibile-massimo/" rel="nofollow ugc">http://letturalenta.net/2008/12/lincorreggibile-massimo/</a></p>
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		<title>
		Di: ng		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/10/gaza-chi-ha-iniziato/#comment-103700</link>

		<dc:creator><![CDATA[ng]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 09:39:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’oppressione rende spietati. In base a quale diritto l’oppresso dovrebbe sempre e soltanto tollerare? C’è chi si accontenta, accettando di vivere relegato in un angolo buio dell’umano e costretto a una vita sotto minaccia; e c’è chi all’umiliazione risponde come può, talvolta con una rabbia che gli si rivolta contro. Costui, stanco di fili spinati e di checkpoint, si condanna all’atto partigiano. Non lo fa per capriccio o per partito preso; è una vittima che si ingegna come può per smettere di essere tale. Gli propongono dei patti che lo umiliano. Non li accetta, combatte. Combatte perché vuole spuntarla, uscendo una volta per tutte dal castigo cui è costretto. Si assume su di sé il rischio, compreso quello di agire nell’errore. D’altra parte, solo chi fa qualcosa sbaglia. 

Ho la fortuna di non abitare a Gaza. Se ci abitassi, probabilmente parteciperei alla resistenza a fianco di Hamas. Gli invasori non fanno distinzione: davanti al mirino hanno un palestinese qualsiasi. Perché dovrebbe farla chi subisce? Da palestinese, pur restando distinto da Hamas, farei di tutto per bloccare l’avanzata dei tank. Ma, per mia fortuna, non devo prendere decisioni così pesanti. Posso starmene davanti al mio computer e leggere riflessioni e commenti su quanto sta accadendo a Gaza. Qui, in questa nostra condizione di privilegiati, possiamo mantenere la lucidità e discernere sulla situazione, senz’altra pressione che quella della nostra coscienza. Ci indigniamo, cerchiamo un senso, magari partecipiamo a iniziative di solidarietà. Non corriamo rischi. 

Il dramma del popolo palestinese è l’assenza di serenità. Vittima di un’oppressione incontestabile (può negare l’oppressione del popolo palestinese solo chi si autoesclude dall’intelligenza), è condannato a dover scegliere tra una forma di resa che consacra la propria oppressione, magari addolcendola, e una forma di combattimento che rischia di essere ostacolo alla propria libertà. Una condizione tragica. Quanti di noi, dentro la crudeltà di quegli avvenimenti, sarebbero in grado di conservare la misura?

Cosa può fare un abitante del privilegio occidentale? Se potessi, consiglierei ai palestinesi di Gaza di perseguire una resa che non sbaragli del tutto il fronte della resistenza, attestandosi su alcune posizioni difensive e mantenendo il controllo di parti di territorio. Nell’impossibilità di ottenere una vittoria, cercherei cioè di garantire uno scenario che, oltre che evitare ulteriori traumi alla popolazione, permetta la ripresa futura delle ostilità con mutati rapporti di forza. Il mio sarebbe, per così dire, un consiglio di tattica. Ma sarebbe comunque un consiglio astratto, essendo io del tutto ignorante sulla reale situazione che si vive nelle strade di Gaza. Che fare, allora? Forse da qui, dalla nostra posizione periferica, possiamo solo provare a smascherare l’arroganza filo-israeliana. Svincolarsi dal senso comune che ribadisce il diritto di Israele a difendersi per affermare il diritto dei palestinesi a ribellarsi. Tutto il resto è imbroglio linguistico. 

ng]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’oppressione rende spietati. In base a quale diritto l’oppresso dovrebbe sempre e soltanto tollerare? C’è chi si accontenta, accettando di vivere relegato in un angolo buio dell’umano e costretto a una vita sotto minaccia; e c’è chi all’umiliazione risponde come può, talvolta con una rabbia che gli si rivolta contro. Costui, stanco di fili spinati e di checkpoint, si condanna all’atto partigiano. Non lo fa per capriccio o per partito preso; è una vittima che si ingegna come può per smettere di essere tale. Gli propongono dei patti che lo umiliano. Non li accetta, combatte. Combatte perché vuole spuntarla, uscendo una volta per tutte dal castigo cui è costretto. Si assume su di sé il rischio, compreso quello di agire nell’errore. D’altra parte, solo chi fa qualcosa sbaglia. </p>
<p>Ho la fortuna di non abitare a Gaza. Se ci abitassi, probabilmente parteciperei alla resistenza a fianco di Hamas. Gli invasori non fanno distinzione: davanti al mirino hanno un palestinese qualsiasi. Perché dovrebbe farla chi subisce? Da palestinese, pur restando distinto da Hamas, farei di tutto per bloccare l’avanzata dei tank. Ma, per mia fortuna, non devo prendere decisioni così pesanti. Posso starmene davanti al mio computer e leggere riflessioni e commenti su quanto sta accadendo a Gaza. Qui, in questa nostra condizione di privilegiati, possiamo mantenere la lucidità e discernere sulla situazione, senz’altra pressione che quella della nostra coscienza. Ci indigniamo, cerchiamo un senso, magari partecipiamo a iniziative di solidarietà. Non corriamo rischi. </p>
<p>Il dramma del popolo palestinese è l’assenza di serenità. Vittima di un’oppressione incontestabile (può negare l’oppressione del popolo palestinese solo chi si autoesclude dall’intelligenza), è condannato a dover scegliere tra una forma di resa che consacra la propria oppressione, magari addolcendola, e una forma di combattimento che rischia di essere ostacolo alla propria libertà. Una condizione tragica. Quanti di noi, dentro la crudeltà di quegli avvenimenti, sarebbero in grado di conservare la misura?</p>
<p>Cosa può fare un abitante del privilegio occidentale? Se potessi, consiglierei ai palestinesi di Gaza di perseguire una resa che non sbaragli del tutto il fronte della resistenza, attestandosi su alcune posizioni difensive e mantenendo il controllo di parti di territorio. Nell’impossibilità di ottenere una vittoria, cercherei cioè di garantire uno scenario che, oltre che evitare ulteriori traumi alla popolazione, permetta la ripresa futura delle ostilità con mutati rapporti di forza. Il mio sarebbe, per così dire, un consiglio di tattica. Ma sarebbe comunque un consiglio astratto, essendo io del tutto ignorante sulla reale situazione che si vive nelle strade di Gaza. Che fare, allora? Forse da qui, dalla nostra posizione periferica, possiamo solo provare a smascherare l’arroganza filo-israeliana. Svincolarsi dal senso comune che ribadisce il diritto di Israele a difendersi per affermare il diritto dei palestinesi a ribellarsi. Tutto il resto è imbroglio linguistico. </p>
<p>ng</p>
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		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/10/gaza-chi-ha-iniziato/#comment-103676</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 22:57:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;i&gt;Con chi fare la pace dopo Gaza. Con chiunque non sparerà missili.&lt;/i&gt;
Fermarsi una parola prima - &lt;i&gt;Con chiunque non sparerà&lt;/i&gt; suona troppo radicale?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>Con chi fare la pace dopo Gaza. Con chiunque non sparerà missili.</i><br />
Fermarsi una parola prima &#8211; <i>Con chiunque non sparerà</i> suona troppo radicale?</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: andrea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/10/gaza-chi-ha-iniziato/#comment-103675</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 22:54:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot; (...) Israele non ha mai nascoosto il suo obiettivo, fin da principio: fare il vuoto nel territorio palestinese. Anzi, fare come se il territorio palestinese fosse vuoto, destinato da sempre ai sionisti. Era sì colonizzazione, ma non nel senso europeo del XIX secolo: non si trattava di sfruttare gli abitanti del luogo, ma di farli andare via. E quelli che restavano non sarebbero diventati mano d&#039;opera locale, ma mano d&#039;opera itinerante e separata, come se fossero immigratii, messi in un ghetto. Fin da principio l&#039;acquisto delle terre ha come condizione che siano vuote o che lo possano diventare. È un genocidio, ma un genocidio in cui lo sterminio fisico resta subordinato all&#039;evacuazione geografica: poiché non sono che arabi in generale, i palestinesi sopravvissuti debbono andare a fondersi con gli altri arabi. Lo sterminio fisico, affidato o meno a mercenari, è interamente presente. Ma non è un genocidio, si dice, perché lo sterminio non è &quot;lo scopo finale&quot;: ed effettivamente non è che un mezzo fra gli altri.
La complicità fra gli Stati Uniti e Israele non deriva soltanto dalla potenza di una lobby sionista. Elias Sanbar ha mostrato come gli Stati Uniti ritrovino in Israele un elemento della loro storia: lo sterminio degli indiani, che anche in quel caso fu fisico solo parzialmente. Bisognava fare il vuoto, bisognava fare come se gli indiani non ci fossero mai stati, tranne che nei ghetti che ne fanno degli immigrati dall&#039;interno. Per molti aspetti i palestinesi sono i nuovi indiani, gli indiani di Israele.(...)&quot;

Gilles Deleuze, Grandezza di Yasser Arafat, ed. Cronopio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221; (&#8230;) Israele non ha mai nascoosto il suo obiettivo, fin da principio: fare il vuoto nel territorio palestinese. Anzi, fare come se il territorio palestinese fosse vuoto, destinato da sempre ai sionisti. Era sì colonizzazione, ma non nel senso europeo del XIX secolo: non si trattava di sfruttare gli abitanti del luogo, ma di farli andare via. E quelli che restavano non sarebbero diventati mano d&#8217;opera locale, ma mano d&#8217;opera itinerante e separata, come se fossero immigratii, messi in un ghetto. Fin da principio l&#8217;acquisto delle terre ha come condizione che siano vuote o che lo possano diventare. È un genocidio, ma un genocidio in cui lo sterminio fisico resta subordinato all&#8217;evacuazione geografica: poiché non sono che arabi in generale, i palestinesi sopravvissuti debbono andare a fondersi con gli altri arabi. Lo sterminio fisico, affidato o meno a mercenari, è interamente presente. Ma non è un genocidio, si dice, perché lo sterminio non è &#8220;lo scopo finale&#8221;: ed effettivamente non è che un mezzo fra gli altri.<br />
La complicità fra gli Stati Uniti e Israele non deriva soltanto dalla potenza di una lobby sionista. Elias Sanbar ha mostrato come gli Stati Uniti ritrovino in Israele un elemento della loro storia: lo sterminio degli indiani, che anche in quel caso fu fisico solo parzialmente. Bisognava fare il vuoto, bisognava fare come se gli indiani non ci fossero mai stati, tranne che nei ghetti che ne fanno degli immigrati dall&#8217;interno. Per molti aspetti i palestinesi sono i nuovi indiani, gli indiani di Israele.(&#8230;)&#8221;</p>
<p>Gilles Deleuze, Grandezza di Yasser Arafat, ed. Cronopio</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: sebastian76		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/10/gaza-chi-ha-iniziato/#comment-103667</link>

		<dc:creator><![CDATA[sebastian76]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 21:23:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido quello che scrive Romano sul primo punto, cioé sulla responsabilità di Hamas nel reinnescare la guerra a Gaza, prime con la esplicite dichiarazioni dei suoi leader di non voler rinnovare la tregua da e con poi con il susseguente massicio lancio di missili verso il sud di Israele. Questa decisione non è una semplice reazione a sporadiche violazioni della tregua (tra l&#039;altro non solo di Israele), ma rappresenta una esplicita volonta di riaprire le ostilità, mettendo in conto anche una reazione di Israele su ampia scala.

L&#039;occupazione di militare di un territorio è un mestiere che incanaglisce chi lo fa e esaspera e umilia chi la subisce e trovo fondate le accuse che Romano rivolge in proposito a Israele. 

Con chi fare la pace dopo a aza. Con chiunque non sparerà missili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido quello che scrive Romano sul primo punto, cioé sulla responsabilità di Hamas nel reinnescare la guerra a Gaza, prime con la esplicite dichiarazioni dei suoi leader di non voler rinnovare la tregua da e con poi con il susseguente massicio lancio di missili verso il sud di Israele. Questa decisione non è una semplice reazione a sporadiche violazioni della tregua (tra l&#8217;altro non solo di Israele), ma rappresenta una esplicita volonta di riaprire le ostilità, mettendo in conto anche una reazione di Israele su ampia scala.</p>
<p>L&#8217;occupazione di militare di un territorio è un mestiere che incanaglisce chi lo fa e esaspera e umilia chi la subisce e trovo fondate le accuse che Romano rivolge in proposito a Israele. </p>
<p>Con chi fare la pace dopo a aza. Con chiunque non sparerà missili.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/10/gaza-chi-ha-iniziato/#comment-103650</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 17:45:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[muchisimas gracias, georgia
li ho messi in memoria (i due siti)
spero di essere un alunno diligente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>muchisimas gracias, georgia<br />
li ho messi in memoria (i due siti)<br />
spero di essere un alunno diligente</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/10/gaza-chi-ha-iniziato/#comment-103632</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 13:35:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ti aiuto io macondo vai &lt;a href=&quot;http://www.echoecho.com/it/html.htm&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt; e in particolare per i link &lt;a href=&quot;http://www.echoecho.com/it/htmllinks01.htm&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt; vedrai che impari facilmente :-), non posso spiegartelo direttamente perchè se metto i tag poi non appaiono
georgia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ti aiuto io macondo vai <a href="http://www.echoecho.com/it/html.htm" rel="nofollow">QUI</a> e in particolare per i link <a href="http://www.echoecho.com/it/htmllinks01.htm" rel="nofollow">QUI</a> vedrai che impari facilmente :-), non posso spiegartelo direttamente perchè se metto i tag poi non appaiono<br />
georgia</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/10/gaza-chi-ha-iniziato/#comment-103621</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 12:11:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=13178#comment-103621</guid>

					<description><![CDATA[grazie, girolamo
per chi fosse interessato a saperne di più, può farsi un giretto qui:
http://enlacezapatista.ezln.org.mx/

(chi mi aiuta a linkare bene?)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie, girolamo<br />
per chi fosse interessato a saperne di più, può farsi un giretto qui:<br />
<a href="http://enlacezapatista.ezln.org.mx/" rel="nofollow ugc">http://enlacezapatista.ezln.org.mx/</a></p>
<p>(chi mi aiuta a linkare bene?)</p>
]]></content:encoded>
		
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