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	Commenti a: Caro bimbo ti penso	</title>
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		<title>
		Di: Ghega		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-104077</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ghega]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 22:16:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Cara Portinaia, apprezzo il tuo stare sull&#039;uscio indicando la strada, proverò a prendere la porta e ad avventurarmi oltre.)

Quanti aspiranti anatomopatologi... è un bel mestiere, votato alla scienza e alla ricerca della verità, e la verità mobilita le coscienze.
Però va fatto fino in fondo, il mestiere, da bravi professionisti.
Un anatomopatologo non si limita a guardare. Eh no.
La Conoscenza ha bisogno di ben altro, la Conoscenza ha bisogno dell&#039;esperienza di tutti e cinque i sensi umani per essere definita compiutamente tale.
Allora che si provi il tatto, ove la vista non basti, è forse un senso meno nobile e con meno diritti? Dopo averla veduta, la verità, la si deve toccare con mano.
Quindi l&#039;olfatto, perché ogni verità ha un odore, un fetore da dar la nausea. Snuff it! e vomitala, la verità, potrai dire che finalmente ti ha mosso qualcosa, dentro.
E l&#039;udito, è importante l&#039;udito, perché la verità fa rumore: un rumore di carni mosse.
Rimane il gusto.
Che ne facciamo del gusto? E&#039; un bel problema. Ne facciamo l&#039;ultimo tabù da infrangere? O lo sacrifichiamo in nome della civiltà e dell&#039;etica?
Eppure, come può dirsi l&#039;esperienza completa senza il gusto?
Una società meno ipocrita l&#039;ha messo in scena con Medea, il gusto della verità.

Portinaia, non beviamo un bicchiere d&#039;acqua sulla pelle degli altri, noi quella pelle la divoriamo, un pezzo alla volta.

Ghega]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Cara Portinaia, apprezzo il tuo stare sull&#8217;uscio indicando la strada, proverò a prendere la porta e ad avventurarmi oltre.)</p>
<p>Quanti aspiranti anatomopatologi&#8230; è un bel mestiere, votato alla scienza e alla ricerca della verità, e la verità mobilita le coscienze.<br />
Però va fatto fino in fondo, il mestiere, da bravi professionisti.<br />
Un anatomopatologo non si limita a guardare. Eh no.<br />
La Conoscenza ha bisogno di ben altro, la Conoscenza ha bisogno dell&#8217;esperienza di tutti e cinque i sensi umani per essere definita compiutamente tale.<br />
Allora che si provi il tatto, ove la vista non basti, è forse un senso meno nobile e con meno diritti? Dopo averla veduta, la verità, la si deve toccare con mano.<br />
Quindi l&#8217;olfatto, perché ogni verità ha un odore, un fetore da dar la nausea. Snuff it! e vomitala, la verità, potrai dire che finalmente ti ha mosso qualcosa, dentro.<br />
E l&#8217;udito, è importante l&#8217;udito, perché la verità fa rumore: un rumore di carni mosse.<br />
Rimane il gusto.<br />
Che ne facciamo del gusto? E&#8217; un bel problema. Ne facciamo l&#8217;ultimo tabù da infrangere? O lo sacrifichiamo in nome della civiltà e dell&#8217;etica?<br />
Eppure, come può dirsi l&#8217;esperienza completa senza il gusto?<br />
Una società meno ipocrita l&#8217;ha messo in scena con Medea, il gusto della verità.</p>
<p>Portinaia, non beviamo un bicchiere d&#8217;acqua sulla pelle degli altri, noi quella pelle la divoriamo, un pezzo alla volta.</p>
<p>Ghega</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: - Di-mostrare l&#8217;orrore -Nazione Indiana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-104012</link>

		<dc:creator><![CDATA[- Di-mostrare l&#8217;orrore -Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 07:01:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] sto pensando da alcuni giorni - dopo aver seguito la discussione a questo post - non ho il modo di articolare come vorrei, ma ora che trovo il tempo scrivo quanto meno questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] sto pensando da alcuni giorni &#8211; dopo aver seguito la discussione a questo post &#8211; non ho il modo di articolare come vorrei, ma ora che trovo il tempo scrivo quanto meno questi [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: La Portinaia dell'Accademia della Crusca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103934</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Portinaia dell'Accademia della Crusca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 11:38:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lorenzo Carlucci, ti ringrazio molto.

Tuttavia, sono certa, pur non conoscendoci, che tu sappia che a me importa molto molto poco, se mi danno d&#039;isterica o di donnetta o mi mandano a cagare. Mica perdo la ragione così facilmente, io.

Mi dispiace, questo sì, che si voglia (anche non volendolo) distogliere l&#039;attenzione da cose che ritengo abbastanza importanti: tipo provare ad analizzare anche un po&#039; noi stessi. Tipo.


*


(D)

“tuttavia non cambia la sostanza delle cose: a Gaza muoiono i bambini”


Domanda ingenua: ora o da un po&#039;? 


“ed io non riesco a capire lo sguardo che vuole distogliersi ad ogni costo.”


Ma io le fotografie le ho guardate: non ho “distolto lo sguardo”. 
Però dopo che le ho guardate non ho pensato: ora basta, faccio la magia. Abracadabra... La guerra da oggi non ci sarà più, i bambini non moriranno più ecc. ecc.


*


Io credo che ci sono due specie di ipocriti: quelli che sanno d&#039;esserlo (carnefici) e quelli che non sanno minimamente d&#039;esserlo. Qua io vedo diverse vittime (non tutte, per fortuna, anzi, con sommo piacere non ne ho viste tanto quanto avrei creduto), mi dispiace dirlo, dell&#039;ipocrisia. 
La nostra società (noi) è vittima dell&#039;ipocrisia che sta a raccontarsela.
Vorrei che smettessimo di raccontarcela: ammettendo la nostra (reale) impotenza.
Qua si richiama continuamente l&#039;opinione pubblica e il suo (ancora tutto da dimostrare, secondo me; e riconosco a D almeno di avere portato un esempio positivo e concreto in tal senso) “potere”. Bene.

Quando l&#039;opinione pubblica, da diverse parti nel mondo, mi pare, diceva con forza no alla guerra, Bush non l&#039;ha fatta la guerra?
Quale “potere” avrebbe l&#039;opinione pubblica? Qua, a casa nostra, abbiamo la metà del paese RINCRETINITO e dai problemi reali e dai sogni televisivi...

Quanti di quelli che pensano che sia “giusto” (per informare) esporre le fotografie senza preoccuparsi dei rischi (certi) che quelle fotografie siano USATE per tutt&#039;altri scopi (compreso quello di farci sentire, a noi, tanto bravi, tanto buoni) ammettono che in questo paese non si leggono libri, anzi, nemmeno si leggono quotidiani? 

Quale potere dovrebbe avere una “portinaia”, un pescivendolo, un camionista, un extracomunitario, una donna delle pulizie, una babysitter, una commessa, un cameriere, un vattelapesca che compone LA MAGGIORANZA?
O nel mondo siamo diventati tutti professori, scrittori, saggisti, studenti universitari?

Perché allora anche questi hanno iniziato ad affidarsi alle immagini? Forse perché hanno capito che qui in Italia siamo mezzi analfabeti?
La maggioranza degli Italiani non legge. Bene. Quindi, cortesemente: ammettiamo questa cosa semplice. E dopo ammettiamo anche che TUTTE QUESTE PERSONE, dopo avere visto le fotografie ed essere inorridite (esattamente come me) NON HANNO ALCUN POTERE DI FARE qualcosa (non riescono manco a far valere i loro diritti in Italia, figuriamoci in Palestina...).

Ammettiamo che l&#039;opinione pubblica qui tanto richiamata (l&#039;attenzione, il risveglio ecc.) di fatto è solo una “manciata di persone”, che sta in piedi di fronte a un gigante, ecco cos&#039;è.
E dentro a quel gigante, ora uscendone ora entrandone, ci siamo anche noi: con le nostre automobili, le nostre energie sporche, le nostre perversioni.

Infine, vorrei far notare che quando parliamo del caso Israele/Palestina o Palestina/Israele (parliamo per esempio in televisione) non so nemmeno se ci accorgiamo (giornalisti, intervistati ecc.) che tendiamo a dire “Israele” da una parte e “Palestinesi” dall&#039;altra. Che cosa significa questo? Significa che abbiamo “interiorizzato” che Israele è uno Stato, mentre i Palestinesi sono i Palestinesi sparsi per il mondo...
 

*


A che cosa serviva vedere in televisione, ieri sera, ad Anno Zero, l&#039;esagitata asmatica israeliana ragazza che raccontava il suo (ovvio umanissimo) panico, con sullo sfondo, dietro a lei, la fotografia orrenda della bimba che emergeva solo con la testa dalla terra? La fotografia grande grande tutta ripetuta sullo sfondo dello studio? Cos&#039;è, una tenda, quella bimba? Una scenografia? Si può, dico, fare una “scenografia” con la testa del cadavere di una bimba?
Possiamo, dico, PROVARE a RESTARE SVEGLI in mezzo a tutto questo che  accade, nel nostro bel mondo occidentale, e non comportarci come se stessimo bevendo un bicchiere d&#039;acqua SULLA PELLE DEGLI ALTRI?
“Stiamo informando”. Va bene, ma mica siamo a teatro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lorenzo Carlucci, ti ringrazio molto.</p>
<p>Tuttavia, sono certa, pur non conoscendoci, che tu sappia che a me importa molto molto poco, se mi danno d&#8217;isterica o di donnetta o mi mandano a cagare. Mica perdo la ragione così facilmente, io.</p>
<p>Mi dispiace, questo sì, che si voglia (anche non volendolo) distogliere l&#8217;attenzione da cose che ritengo abbastanza importanti: tipo provare ad analizzare anche un po&#8217; noi stessi. Tipo.</p>
<p>*</p>
<p>(D)</p>
<p>“tuttavia non cambia la sostanza delle cose: a Gaza muoiono i bambini”</p>
<p>Domanda ingenua: ora o da un po&#8217;? </p>
<p>“ed io non riesco a capire lo sguardo che vuole distogliersi ad ogni costo.”</p>
<p>Ma io le fotografie le ho guardate: non ho “distolto lo sguardo”.<br />
Però dopo che le ho guardate non ho pensato: ora basta, faccio la magia. Abracadabra&#8230; La guerra da oggi non ci sarà più, i bambini non moriranno più ecc. ecc.</p>
<p>*</p>
<p>Io credo che ci sono due specie di ipocriti: quelli che sanno d&#8217;esserlo (carnefici) e quelli che non sanno minimamente d&#8217;esserlo. Qua io vedo diverse vittime (non tutte, per fortuna, anzi, con sommo piacere non ne ho viste tanto quanto avrei creduto), mi dispiace dirlo, dell&#8217;ipocrisia.<br />
La nostra società (noi) è vittima dell&#8217;ipocrisia che sta a raccontarsela.<br />
Vorrei che smettessimo di raccontarcela: ammettendo la nostra (reale) impotenza.<br />
Qua si richiama continuamente l&#8217;opinione pubblica e il suo (ancora tutto da dimostrare, secondo me; e riconosco a D almeno di avere portato un esempio positivo e concreto in tal senso) “potere”. Bene.</p>
<p>Quando l&#8217;opinione pubblica, da diverse parti nel mondo, mi pare, diceva con forza no alla guerra, Bush non l&#8217;ha fatta la guerra?<br />
Quale “potere” avrebbe l&#8217;opinione pubblica? Qua, a casa nostra, abbiamo la metà del paese RINCRETINITO e dai problemi reali e dai sogni televisivi&#8230;</p>
<p>Quanti di quelli che pensano che sia “giusto” (per informare) esporre le fotografie senza preoccuparsi dei rischi (certi) che quelle fotografie siano USATE per tutt&#8217;altri scopi (compreso quello di farci sentire, a noi, tanto bravi, tanto buoni) ammettono che in questo paese non si leggono libri, anzi, nemmeno si leggono quotidiani? </p>
<p>Quale potere dovrebbe avere una “portinaia”, un pescivendolo, un camionista, un extracomunitario, una donna delle pulizie, una babysitter, una commessa, un cameriere, un vattelapesca che compone LA MAGGIORANZA?<br />
O nel mondo siamo diventati tutti professori, scrittori, saggisti, studenti universitari?</p>
<p>Perché allora anche questi hanno iniziato ad affidarsi alle immagini? Forse perché hanno capito che qui in Italia siamo mezzi analfabeti?<br />
La maggioranza degli Italiani non legge. Bene. Quindi, cortesemente: ammettiamo questa cosa semplice. E dopo ammettiamo anche che TUTTE QUESTE PERSONE, dopo avere visto le fotografie ed essere inorridite (esattamente come me) NON HANNO ALCUN POTERE DI FARE qualcosa (non riescono manco a far valere i loro diritti in Italia, figuriamoci in Palestina&#8230;).</p>
<p>Ammettiamo che l&#8217;opinione pubblica qui tanto richiamata (l&#8217;attenzione, il risveglio ecc.) di fatto è solo una “manciata di persone”, che sta in piedi di fronte a un gigante, ecco cos&#8217;è.<br />
E dentro a quel gigante, ora uscendone ora entrandone, ci siamo anche noi: con le nostre automobili, le nostre energie sporche, le nostre perversioni.</p>
<p>Infine, vorrei far notare che quando parliamo del caso Israele/Palestina o Palestina/Israele (parliamo per esempio in televisione) non so nemmeno se ci accorgiamo (giornalisti, intervistati ecc.) che tendiamo a dire “Israele” da una parte e “Palestinesi” dall&#8217;altra. Che cosa significa questo? Significa che abbiamo “interiorizzato” che Israele è uno Stato, mentre i Palestinesi sono i Palestinesi sparsi per il mondo&#8230;</p>
<p>*</p>
<p>A che cosa serviva vedere in televisione, ieri sera, ad Anno Zero, l&#8217;esagitata asmatica israeliana ragazza che raccontava il suo (ovvio umanissimo) panico, con sullo sfondo, dietro a lei, la fotografia orrenda della bimba che emergeva solo con la testa dalla terra? La fotografia grande grande tutta ripetuta sullo sfondo dello studio? Cos&#8217;è, una tenda, quella bimba? Una scenografia? Si può, dico, fare una “scenografia” con la testa del cadavere di una bimba?<br />
Possiamo, dico, PROVARE a RESTARE SVEGLI in mezzo a tutto questo che  accade, nel nostro bel mondo occidentale, e non comportarci come se stessimo bevendo un bicchiere d&#8217;acqua SULLA PELLE DEGLI ALTRI?<br />
“Stiamo informando”. Va bene, ma mica siamo a teatro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103922</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 23:00:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maria V ha ragione. a mio avviso.

Sebbene penso ora, dopo una buona riflessione, che ci sia una distizione tra il mostrare delle foto in un social network (come Facebook) e per esempio qui.

Tra i cazzeggi del social network la cosa stona alquanto, e fa venir voglia di rimozione (esperienza mia e di vari altri.)

Qui effettivamente è diverso. Ma Maria V la comprendo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maria V ha ragione. a mio avviso.</p>
<p>Sebbene penso ora, dopo una buona riflessione, che ci sia una distizione tra il mostrare delle foto in un social network (come Facebook) e per esempio qui.</p>
<p>Tra i cazzeggi del social network la cosa stona alquanto, e fa venir voglia di rimozione (esperienza mia e di vari altri.)</p>
<p>Qui effettivamente è diverso. Ma Maria V la comprendo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo carlucci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103915</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 18:14:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[alcuni contestano a.a) e a.b). alcuni contestano a.a) e a.b) basandosi sulla essenziale ambiguità delle immagini, che parlano non all&#039;intelletto, ma all&#039;immaginazione. poi se vogliamo far finta che a.a) e a.b) siano incontestabili, facciamo finta. 

saluti, 
lorenzo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>alcuni contestano a.a) e a.b). alcuni contestano a.a) e a.b) basandosi sulla essenziale ambiguità delle immagini, che parlano non all&#8217;intelletto, ma all&#8217;immaginazione. poi se vogliamo far finta che a.a) e a.b) siano incontestabili, facciamo finta. </p>
<p>saluti,<br />
lorenzo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103908</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 16:27:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103908</guid>

					<description><![CDATA[@ Lorenzo Carlucci

&quot;qui non trattiamo di pace, ma dell’opinione pubblica riguardo a certi eventi sui quali abbiamo poco potere immediato. in questo contesto la pubblicazione di foto di morti ammazzati accompagnata dall’auspicio di vedere servizi interi di sole fotografie senza commento può essere coerentemente considerato peggiore di una non-azione.&quot;

a) alcuni pensano che l&#039;orientamento dell&#039;opinione pubblica influenzi le parti in guerra, aumentando o diminuendo la possibilità che vogliano perseguire la pace

a.a) alcuni pensano che la pubblicazione di fotografie, anche scioccanti, che mostrano le vittime della guerra, spinga una pubblica opinione, colpevolmente indifferente, ad esprimersi perché lo scempio venga fermato.

a.b) alcuni pensano che la pubblicazione di fotografie, anche scioccanti, che mostrano le vittime della guerra, spinga una pubblica opinione, colpevolmente indifferente, ad esprimersi perché lo scempio prosegua.

*

&quot;non rubare, non lanciare missili, non dire fesserie&quot;

Non rubare un panino, se stai morendo di fame.

Non lanciare missili, se devi inviare una spedizione di soccorso a un astronauta.

Non dire fesserie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lorenzo Carlucci</p>
<p>&#8220;qui non trattiamo di pace, ma dell’opinione pubblica riguardo a certi eventi sui quali abbiamo poco potere immediato. in questo contesto la pubblicazione di foto di morti ammazzati accompagnata dall’auspicio di vedere servizi interi di sole fotografie senza commento può essere coerentemente considerato peggiore di una non-azione.&#8221;</p>
<p>a) alcuni pensano che l&#8217;orientamento dell&#8217;opinione pubblica influenzi le parti in guerra, aumentando o diminuendo la possibilità che vogliano perseguire la pace</p>
<p>a.a) alcuni pensano che la pubblicazione di fotografie, anche scioccanti, che mostrano le vittime della guerra, spinga una pubblica opinione, colpevolmente indifferente, ad esprimersi perché lo scempio venga fermato.</p>
<p>a.b) alcuni pensano che la pubblicazione di fotografie, anche scioccanti, che mostrano le vittime della guerra, spinga una pubblica opinione, colpevolmente indifferente, ad esprimersi perché lo scempio prosegua.</p>
<p>*</p>
<p>&#8220;non rubare, non lanciare missili, non dire fesserie&#8221;</p>
<p>Non rubare un panino, se stai morendo di fame.</p>
<p>Non lanciare missili, se devi inviare una spedizione di soccorso a un astronauta.</p>
<p>Non dire fesserie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103897</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 12:50:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103897</guid>

					<description><![CDATA[Volevo segnalare una cosa letta sul blog di Andrea Pomini ( http://www.soulfood.blogspot.com ). Riguarda il doppiaggio del film &quot;The Millionaire&quot;, ma più profondamente concerne il nostro rapporto con l&#039;islam, e spiega l&#039;inconsapevole doppiopesismo col quale giudichiamo il conflitto fra israeliani e palestinesi. Beh, nel film di Danny Boyle c&#039;è una scena in cui i due bambini protagonisti vedono la madre assassinata a sangue freddo. Tutto è ambientato in un lavatoio pieno di donne e bambini allegri, in cui a un certo punto irrompono un centinaio di uomini armati di bastoni e molotov. Si sente una voce femminile che grida: &quot;aiuto, sono musulmani, scappiamo!&quot;. Pomini, insospettito dal fatto che i due bambini erano stati fino a quel momento presentati come musulmani, si informa e scopre che la frase originale in realtà proviene da una voce maschile, cioè da uno degli assalitori, che invece dice: &quot;they are muslims, get them!&quot;, vale a dire &quot;sono musulmani, prendeteli!&quot; In sintesi: quella scena del film narrava un eccidio compiuto da hindù contro musulmani, e in fase di doppiaggio la voce femminile, di una vittima, è diventata una voce maschile, di un assalitore, e la frase &quot;sono musulmani, prendeteli!&quot; è diventata &quot;aiuto, sono musulmani!&quot; Il che, secondo me, e anche volendo credere alla buona fede dell&#039;errore del doppiatore, fa capire che tipo di atteggiamento abbiamo nei confronti dei musulmani, colpevoli a prescindere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo segnalare una cosa letta sul blog di Andrea Pomini ( <a href="http://www.soulfood.blogspot.com" rel="nofollow ugc">http://www.soulfood.blogspot.com</a> ). Riguarda il doppiaggio del film &#8220;The Millionaire&#8221;, ma più profondamente concerne il nostro rapporto con l&#8217;islam, e spiega l&#8217;inconsapevole doppiopesismo col quale giudichiamo il conflitto fra israeliani e palestinesi. Beh, nel film di Danny Boyle c&#8217;è una scena in cui i due bambini protagonisti vedono la madre assassinata a sangue freddo. Tutto è ambientato in un lavatoio pieno di donne e bambini allegri, in cui a un certo punto irrompono un centinaio di uomini armati di bastoni e molotov. Si sente una voce femminile che grida: &#8220;aiuto, sono musulmani, scappiamo!&#8221;. Pomini, insospettito dal fatto che i due bambini erano stati fino a quel momento presentati come musulmani, si informa e scopre che la frase originale in realtà proviene da una voce maschile, cioè da uno degli assalitori, che invece dice: &#8220;they are muslims, get them!&#8221;, vale a dire &#8220;sono musulmani, prendeteli!&#8221; In sintesi: quella scena del film narrava un eccidio compiuto da hindù contro musulmani, e in fase di doppiaggio la voce femminile, di una vittima, è diventata una voce maschile, di un assalitore, e la frase &#8220;sono musulmani, prendeteli!&#8221; è diventata &#8220;aiuto, sono musulmani!&#8221; Il che, secondo me, e anche volendo credere alla buona fede dell&#8217;errore del doppiatore, fa capire che tipo di atteggiamento abbiamo nei confronti dei musulmani, colpevoli a prescindere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: D		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103896</link>

		<dc:creator><![CDATA[D]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 12:39:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103896</guid>

					<description><![CDATA[c’è una foto della guerra del Vietnam, una foto famosissima che valse al suo autore il premio Pulitzer nel 1972.
quella foto rappresenta una bambina ustionata e nuda, che fugge, in preda al terrore, insieme ad altri bambini, mentre il loro villaggio viene bombardato con il napalm, dietro di loro i soldati.
QUESTA foto per chi non la ricorda:

http://www.tevacphoto.com/wp-content/uploads/2008/08/kimphuc1.jpg

a quei tempi ai giornalisti veniva consentito di seguire gli eserciti nei teatri di guerra e quella foto, insieme a molte altre, sconvolse l’opinione pubblica mondiale a tal punto da costituìre, per gli Stati Uniti, una disfatta peggiore di qualunque offensiva Vietcong.
perchè il dolore, l’orrore e la morte dei piccoli è sempre sconvolgente più d’ogni altra cosa per qualunque adulto sufficientemente sano di mente. è una questione legata alla protezione dei cuccioli e alla riproduzione della specie, una questione biologica che, nel nostro caso, ferisce a maggior ragione per la sua valenza culturale.
voglio dire che l’impatto delle immagini, della rappresentazione dei fatti, è fondamentale, assai più delle parole, per la costruzione di un’opinione pubblica libera e capace di autodeterminazione.

esattamente ciò che non si vuole.

non a caso, da allora, hanno imparato bene la lezione e non permettono più ai giornalisti di avvicinarsi.
è chiaro quanto questo atteggiamento sia controproducente: consente ad Hamas di diffondere ciò che gli conviene e di utilizzare anche la morte a scopi propagandistici.
tuttavia non cambia la sostanza delle cose: a Gaza muoiono i bambini ed io non riesco a capire lo sguardo che vuole distogliersi ad ogni costo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>c’è una foto della guerra del Vietnam, una foto famosissima che valse al suo autore il premio Pulitzer nel 1972.<br />
quella foto rappresenta una bambina ustionata e nuda, che fugge, in preda al terrore, insieme ad altri bambini, mentre il loro villaggio viene bombardato con il napalm, dietro di loro i soldati.<br />
QUESTA foto per chi non la ricorda:</p>
<p><a href="http://www.tevacphoto.com/wp-content/uploads/2008/08/kimphuc1.jpg" rel="nofollow ugc">http://www.tevacphoto.com/wp-content/uploads/2008/08/kimphuc1.jpg</a></p>
<p>a quei tempi ai giornalisti veniva consentito di seguire gli eserciti nei teatri di guerra e quella foto, insieme a molte altre, sconvolse l’opinione pubblica mondiale a tal punto da costituìre, per gli Stati Uniti, una disfatta peggiore di qualunque offensiva Vietcong.<br />
perchè il dolore, l’orrore e la morte dei piccoli è sempre sconvolgente più d’ogni altra cosa per qualunque adulto sufficientemente sano di mente. è una questione legata alla protezione dei cuccioli e alla riproduzione della specie, una questione biologica che, nel nostro caso, ferisce a maggior ragione per la sua valenza culturale.<br />
voglio dire che l’impatto delle immagini, della rappresentazione dei fatti, è fondamentale, assai più delle parole, per la costruzione di un’opinione pubblica libera e capace di autodeterminazione.</p>
<p>esattamente ciò che non si vuole.</p>
<p>non a caso, da allora, hanno imparato bene la lezione e non permettono più ai giornalisti di avvicinarsi.<br />
è chiaro quanto questo atteggiamento sia controproducente: consente ad Hamas di diffondere ciò che gli conviene e di utilizzare anche la morte a scopi propagandistici.<br />
tuttavia non cambia la sostanza delle cose: a Gaza muoiono i bambini ed io non riesco a capire lo sguardo che vuole distogliersi ad ogni costo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo carlucci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103894</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo carlucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 12:09:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103894</guid>

					<description><![CDATA[caro soldato blu, tutti i miei interventi, dal primo all&#039;ultimo, erano proprio un richiamo all&#039;intelletto e alla ragione, in contrapposizione con l&#039;immaginazione e la comunicazione non verbale. &quot;riguardi&quot; e &quot;amore&quot; erano menzionati solo nell&#039;ultima mia risposta a maria, che li citava. chi ha criticato l&#039;uso delle fotografie è stato accusato di pregiudizi, di cattiva coscienza, di religiosità da donnetta. per quanto mi riguarda la critica era una critica all&#039;abuso delle immagini a detrimento di un approccio razionale e intellettuale al problema. un approccio che possa aiutare a comprendere, prima che a reagire. 

lei poi richiede di argomentare come una &quot;non azione&quot; (non pubblicare una foto) possa favorire la pace più che un&#039;azione (pubblicare la foto). che una non azione possa favorire l&#039;attuarsi di una condizione è ovvio in più contesti: &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; rubare, &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; lanciare missili, &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; dire fesserie, etc. sono tutte non-azioni che favoriscono l&#039;attuarsi di una condizione desiderabile più di quanto facciano le azioni loro opposte. inoltre, nel nostro caso, nessuno ha detto che la pubblicazione di una fotografia intralci la pace. qui non trattiamo di pace, ma dell&#039;opinione pubblica riguardo a certi eventi sui quali abbiamo poco potere immediato. in questo contesto la pubblicazione di foto di morti ammazzati accompagnata dall&#039;auspicio di vedere servizi interi di sole fotografie senza commento può essere coerentemente considerato peggiore di una non-azione.

spero solo di non vedere rigirata ulteriormente la frittata, facendo passare chi usa immagini sensazionalistiche invece di argomenti come un paladino dell&#039;intelletto e della ragione, e chi ne critica l&#039;uso - su basi razionali - come una donnicciola della parrocchia. 

saluti, 
lorenzo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro soldato blu, tutti i miei interventi, dal primo all&#8217;ultimo, erano proprio un richiamo all&#8217;intelletto e alla ragione, in contrapposizione con l&#8217;immaginazione e la comunicazione non verbale. &#8220;riguardi&#8221; e &#8220;amore&#8221; erano menzionati solo nell&#8217;ultima mia risposta a maria, che li citava. chi ha criticato l&#8217;uso delle fotografie è stato accusato di pregiudizi, di cattiva coscienza, di religiosità da donnetta. per quanto mi riguarda la critica era una critica all&#8217;abuso delle immagini a detrimento di un approccio razionale e intellettuale al problema. un approccio che possa aiutare a comprendere, prima che a reagire. </p>
<p>lei poi richiede di argomentare come una &#8220;non azione&#8221; (non pubblicare una foto) possa favorire la pace più che un&#8217;azione (pubblicare la foto). che una non azione possa favorire l&#8217;attuarsi di una condizione è ovvio in più contesti: <i>non</i> rubare, <i>non</i> lanciare missili, <i>non</i> dire fesserie, etc. sono tutte non-azioni che favoriscono l&#8217;attuarsi di una condizione desiderabile più di quanto facciano le azioni loro opposte. inoltre, nel nostro caso, nessuno ha detto che la pubblicazione di una fotografia intralci la pace. qui non trattiamo di pace, ma dell&#8217;opinione pubblica riguardo a certi eventi sui quali abbiamo poco potere immediato. in questo contesto la pubblicazione di foto di morti ammazzati accompagnata dall&#8217;auspicio di vedere servizi interi di sole fotografie senza commento può essere coerentemente considerato peggiore di una non-azione.</p>
<p>spero solo di non vedere rigirata ulteriormente la frittata, facendo passare chi usa immagini sensazionalistiche invece di argomenti come un paladino dell&#8217;intelletto e della ragione, e chi ne critica l&#8217;uso &#8211; su basi razionali &#8211; come una donnicciola della parrocchia. </p>
<p>saluti,<br />
lorenzo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/11/caro-bimbo-ti-penso/#comment-103892</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 11:00:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=13195#comment-103892</guid>

					<description><![CDATA[Anch&#039;io, come Maria, ho la tentazione di mandare a cagare chi continua a pensare che il &quot;giusto agire&quot; si debba fondare pregiudizialmente sui &quot;riguardi&quot; e sull&#039;&quot;amore&quot;.
Hanno idea di che cosa sia il sentimento? Si tratta, sì, di una facoltà razionale che decide sul bene e sul male, ma che lo fa in base a propri pregiudizi.
Per assumere  la responsabilità di una decisione ci si deve servire di un&#039;altra capacità razionale: l&#039;intelletto.
Assumendo su di sè quello che fa di una persona una persona responsabile dei propri atti: la possibilità di sbagliare.
Per esempio negandosi &quot;riguardi&quot; e &quot;amore&quot; che in questo caso della &quot;fotografia di una fanciullo morto&quot; non servono a niente. 
Ma volendo utilizzando tutto quello che è possibile utilizzare pr far sì che quelle morti non si ripetano.

Resterebbe comunque interessante un ragionamento che argomenti come, la non-azione di pubblicazione della fotografia, favorisca la pace più che l&#039;azione della pubblicazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io, come Maria, ho la tentazione di mandare a cagare chi continua a pensare che il &#8220;giusto agire&#8221; si debba fondare pregiudizialmente sui &#8220;riguardi&#8221; e sull'&#8221;amore&#8221;.<br />
Hanno idea di che cosa sia il sentimento? Si tratta, sì, di una facoltà razionale che decide sul bene e sul male, ma che lo fa in base a propri pregiudizi.<br />
Per assumere  la responsabilità di una decisione ci si deve servire di un&#8217;altra capacità razionale: l&#8217;intelletto.<br />
Assumendo su di sè quello che fa di una persona una persona responsabile dei propri atti: la possibilità di sbagliare.<br />
Per esempio negandosi &#8220;riguardi&#8221; e &#8220;amore&#8221; che in questo caso della &#8220;fotografia di una fanciullo morto&#8221; non servono a niente.<br />
Ma volendo utilizzando tutto quello che è possibile utilizzare pr far sì che quelle morti non si ripetano.</p>
<p>Resterebbe comunque interessante un ragionamento che argomenti come, la non-azione di pubblicazione della fotografia, favorisca la pace più che l&#8217;azione della pubblicazione.</p>
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