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	Commenti a: Il sorriso e il pescatore	</title>
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		<title>
		Di: andrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 16:22:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quel che io chiedo a un blog è un punto di vista originale sulle cose. Nazione Indiana ne offre tanti, e ogni giorno, di punti di vista. Grazie. Post intelligente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quel che io chiedo a un blog è un punto di vista originale sulle cose. Nazione Indiana ne offre tanti, e ogni giorno, di punti di vista. Grazie. Post intelligente.</p>
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		Di: francesca del mercato		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/16/il-sorriso-e-il-pescatore/#comment-104338</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca del mercato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 14:49:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[saluto tutti preliminarmente essendo la prima volta che scrivo su nazione indiana.
sono stata avvisata da un amico che qui si (s)parlava di de andrè, ed essendo una delle tante fan, così si dice ora, del faber mi sono catapultata a leggere che si diceva. solitamente leggo prima gli ultimi post per capire qual&#039;è il senso del discorso a cui si è arrivati, e in verità credevo di aver sbagliato discussione e addirittura sito! solo andando a ritroso e arrivando a leggere il primo post mi sono rassicurata avendo capito di essere nel posto giusto.
con mia profonda meraviglia ho notato che partendo da de andrè si è arrivati a parlare del caravaggio, passando da battisti e sofri, si è fatto anche un accenno a brassens, che non guasta mai quando si parla di de andrè, senza dimenticare i reati penali che sono stati sfiorati come l&#039;ingiuria e la diffamazione accompagnati dalla censura.
mi complimento anzitempo con colui che ha dato il via a tutto ciò lodandone, per lo meno, la capacità di proporre argomenti che consenstono voli pindarici, che si sà, fanno sempre bene alla mente.
tengo a commentare per parte mia, quanto più brevemente possibile, il post iniziale che ha dato vita a tutto ciò:
egregio signor effeffe ho inteso che la sua meraviglia, nei giorni in cui noi tutti ricordavamo de andrè nel decennale della sua scomparsa, scaturisse dal fatto che nonostante mezza italia, o poco più, lodasse il lavoro svolto dal cantatutore in questi anni non solo relativo ai testi che oggi cantiamo tutti ma anche relativamente ad un modo di pensare e di vivere, quasi automaticamente dimenticavamo i cardini di questo pensiero, ossia la pietas per chi sbaglia e il disagio nei confronti del potere.
questo è vero: si sa che diventiamo molto smemorati ed egoisti in certi momenti.
però attenzione! non si deve cadere nell&#039;errore di pensare che de andrè perchè ha dedicato molte delle sue canzoni ai derelitti e ai perseguitati perdonasse loro gli atti che li avevano portati ad essere giudicati tali. tutt&#039;al più li capiva e non li condannava ad occhi chiusi, provava cioè nei loro confronti quella pietas, prima greca e poi cristiana (almeno dovrebbe essere cristiana) e concedeva loro una sorta di salvezza terrena, un appoggio intelletivo, un&#039;immedesimazione ecco.
de andrè canta di Tito, del bombarolo, del blasfemo, dello spacciatore di lenti e di tanti altri, del giudice che riesce a riscattarsi facendo del male a sua volta dopo e del giudice che rimane incastrato con un gorilla e che negli inetervalli gridava mamma come a quel tale a cui prima aveva fatto tagliare il collo. 
quello che non è piaciuto a iannotti, mi sembra di capire sia stato utilizzare il senso della pietas di de andrè per parlare di battisti, venuto alle cronache ultimamente per il diniego di espatrio del brasile.
ma non si voleva certo paragonare la figura di de andrè con quella di battisti, penso si volesse semplicemente sottolineare che è difficile, o quanto meno improbabile, riuscire a condurre una vita esattamente aderente ai principi e alle idee che invece ci piace tanto cantare.
e questo è vero.
ma de andrè perdona i suoi carcerieri e non i mandanti del suo sequestro, de andrè è presente in tribunale quando viene data la condanna, de andrè risponde a raffaele cutolo ma non dice mai che non è giusto che stia in galera, de andrè in una delle sue più belle canzoni, a mio avviso, addirittura mette a tacere maria che insieme ad altre due madri piange suo figlio, perchè il pianto della madre di tito, equivale al suo o è addirittura più sacro, perchè suo figlio non risorgerà e non passerà alla storia come un prescelto, ma solo come un ladrone, e maria risponde che piange di lui ciò che gli è tolto e non il figlio di dio.
ecco ci tengo che sia ben chiaro che la forza di de andrè sta proprio, beato lui, nel riuscire a farci pensare che non sempre un assassino è un uomo sbagliato o atroce, ma che può essere uno come me, o come voi che state leggendo, che si è perso, che non ce l&#039;ha fatta.
che non si dovrebbe mai condannare nessuno a priori per il male che ha fatto agli altri o a sè, e che bisognerebbe sforzarsi di capirlo e di perdonarlo per quanto è possibile. alle aule di tribunali e alle sentenze il resto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>saluto tutti preliminarmente essendo la prima volta che scrivo su nazione indiana.<br />
sono stata avvisata da un amico che qui si (s)parlava di de andrè, ed essendo una delle tante fan, così si dice ora, del faber mi sono catapultata a leggere che si diceva. solitamente leggo prima gli ultimi post per capire qual&#8217;è il senso del discorso a cui si è arrivati, e in verità credevo di aver sbagliato discussione e addirittura sito! solo andando a ritroso e arrivando a leggere il primo post mi sono rassicurata avendo capito di essere nel posto giusto.<br />
con mia profonda meraviglia ho notato che partendo da de andrè si è arrivati a parlare del caravaggio, passando da battisti e sofri, si è fatto anche un accenno a brassens, che non guasta mai quando si parla di de andrè, senza dimenticare i reati penali che sono stati sfiorati come l&#8217;ingiuria e la diffamazione accompagnati dalla censura.<br />
mi complimento anzitempo con colui che ha dato il via a tutto ciò lodandone, per lo meno, la capacità di proporre argomenti che consenstono voli pindarici, che si sà, fanno sempre bene alla mente.<br />
tengo a commentare per parte mia, quanto più brevemente possibile, il post iniziale che ha dato vita a tutto ciò:<br />
egregio signor effeffe ho inteso che la sua meraviglia, nei giorni in cui noi tutti ricordavamo de andrè nel decennale della sua scomparsa, scaturisse dal fatto che nonostante mezza italia, o poco più, lodasse il lavoro svolto dal cantatutore in questi anni non solo relativo ai testi che oggi cantiamo tutti ma anche relativamente ad un modo di pensare e di vivere, quasi automaticamente dimenticavamo i cardini di questo pensiero, ossia la pietas per chi sbaglia e il disagio nei confronti del potere.<br />
questo è vero: si sa che diventiamo molto smemorati ed egoisti in certi momenti.<br />
però attenzione! non si deve cadere nell&#8217;errore di pensare che de andrè perchè ha dedicato molte delle sue canzoni ai derelitti e ai perseguitati perdonasse loro gli atti che li avevano portati ad essere giudicati tali. tutt&#8217;al più li capiva e non li condannava ad occhi chiusi, provava cioè nei loro confronti quella pietas, prima greca e poi cristiana (almeno dovrebbe essere cristiana) e concedeva loro una sorta di salvezza terrena, un appoggio intelletivo, un&#8217;immedesimazione ecco.<br />
de andrè canta di Tito, del bombarolo, del blasfemo, dello spacciatore di lenti e di tanti altri, del giudice che riesce a riscattarsi facendo del male a sua volta dopo e del giudice che rimane incastrato con un gorilla e che negli inetervalli gridava mamma come a quel tale a cui prima aveva fatto tagliare il collo.<br />
quello che non è piaciuto a iannotti, mi sembra di capire sia stato utilizzare il senso della pietas di de andrè per parlare di battisti, venuto alle cronache ultimamente per il diniego di espatrio del brasile.<br />
ma non si voleva certo paragonare la figura di de andrè con quella di battisti, penso si volesse semplicemente sottolineare che è difficile, o quanto meno improbabile, riuscire a condurre una vita esattamente aderente ai principi e alle idee che invece ci piace tanto cantare.<br />
e questo è vero.<br />
ma de andrè perdona i suoi carcerieri e non i mandanti del suo sequestro, de andrè è presente in tribunale quando viene data la condanna, de andrè risponde a raffaele cutolo ma non dice mai che non è giusto che stia in galera, de andrè in una delle sue più belle canzoni, a mio avviso, addirittura mette a tacere maria che insieme ad altre due madri piange suo figlio, perchè il pianto della madre di tito, equivale al suo o è addirittura più sacro, perchè suo figlio non risorgerà e non passerà alla storia come un prescelto, ma solo come un ladrone, e maria risponde che piange di lui ciò che gli è tolto e non il figlio di dio.<br />
ecco ci tengo che sia ben chiaro che la forza di de andrè sta proprio, beato lui, nel riuscire a farci pensare che non sempre un assassino è un uomo sbagliato o atroce, ma che può essere uno come me, o come voi che state leggendo, che si è perso, che non ce l&#8217;ha fatta.<br />
che non si dovrebbe mai condannare nessuno a priori per il male che ha fatto agli altri o a sè, e che bisognerebbe sforzarsi di capirlo e di perdonarlo per quanto è possibile. alle aule di tribunali e alle sentenze il resto.</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/16/il-sorriso-e-il-pescatore/#comment-104310</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 10:02:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Girolamo, mi arrendo. Diciamo che per me farlo è uno scherzo, per lui no di certo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Girolamo, mi arrendo. Diciamo che per me farlo è uno scherzo, per lui no di certo.</p>
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		<title>
		Di: Pino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/16/il-sorriso-e-il-pescatore/#comment-104282</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 21:54:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Ma resta sempre il fatto che Sofri scriveva da una cella, Battisti non mi risulta.&quot;

Adesso andare in galera è un valore??
Ai miei tempi era una cosa da evitare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ma resta sempre il fatto che Sofri scriveva da una cella, Battisti non mi risulta.&#8221;</p>
<p>Adesso andare in galera è un valore??<br />
Ai miei tempi era una cosa da evitare.</p>
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		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/16/il-sorriso-e-il-pescatore/#comment-104272</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 19:25:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Franz
sacrificare la libertà o la vita per la legge presuppone, da Socrate in poi, una scala di valori che mette la Legge al di sopra della libertà. O, nel caso di Sofri, una qualche testardaggine a non darla vinta al mondo. Della quale testardaggine, faccio notare, ha fatto le spese Ovidio Bompressi. Sofri, per dire, l&#039;ha fatta troppo facile nel dire che lui rispondeva solo alla sua coscienza: era l&#039;ex leader di LC, e secondo me avrebbe dovuto farsi carico di quella responsabilità anche a 10 anni di distanza dallo scioglimento di LC, nei confronti di un militante che non aveva modo di disgiungere il proprio destino da quello che Sofri si stava scegliendo con una condotta processuale molto discutibile (come lo fu quella di Socrate: e il destino di Santippe e dei suoi figli?).
Ma se, per dire, uno ha come valore supremo la Libertà? Se ha la convinzione di essere innocente, perché dovrebbe rinunciarvi?
Ma stiamo ragionando sui massimi sistemi, su quello che altri dovrebbero fare se fossero noi... Il punto che noi di Carmilla abbiamo sempre tenuto è un altro: abbiamo riserve fortissime sul processo in sé, riserve di carattere tecnico e giuridico prima ancora che politico. E su queste non mi sembra che siano ancora arrivate obiezioni di merito. Come nel caso Sofri, per altro, io discuto a partire da una certa conoscenza degli atti processuali, e mi accorgo che gli interlocutori non hanno la stessa conoscenza. E non sembrano volerla acquisire. Allora il dialogo diventa un ping pong inutile. Forse vuol dire che ci sono cose più importanti da discutere (e sono d&#039;accordo, per inciso).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Franz<br />
sacrificare la libertà o la vita per la legge presuppone, da Socrate in poi, una scala di valori che mette la Legge al di sopra della libertà. O, nel caso di Sofri, una qualche testardaggine a non darla vinta al mondo. Della quale testardaggine, faccio notare, ha fatto le spese Ovidio Bompressi. Sofri, per dire, l&#8217;ha fatta troppo facile nel dire che lui rispondeva solo alla sua coscienza: era l&#8217;ex leader di LC, e secondo me avrebbe dovuto farsi carico di quella responsabilità anche a 10 anni di distanza dallo scioglimento di LC, nei confronti di un militante che non aveva modo di disgiungere il proprio destino da quello che Sofri si stava scegliendo con una condotta processuale molto discutibile (come lo fu quella di Socrate: e il destino di Santippe e dei suoi figli?).<br />
Ma se, per dire, uno ha come valore supremo la Libertà? Se ha la convinzione di essere innocente, perché dovrebbe rinunciarvi?<br />
Ma stiamo ragionando sui massimi sistemi, su quello che altri dovrebbero fare se fossero noi&#8230; Il punto che noi di Carmilla abbiamo sempre tenuto è un altro: abbiamo riserve fortissime sul processo in sé, riserve di carattere tecnico e giuridico prima ancora che politico. E su queste non mi sembra che siano ancora arrivate obiezioni di merito. Come nel caso Sofri, per altro, io discuto a partire da una certa conoscenza degli atti processuali, e mi accorgo che gli interlocutori non hanno la stessa conoscenza. E non sembrano volerla acquisire. Allora il dialogo diventa un ping pong inutile. Forse vuol dire che ci sono cose più importanti da discutere (e sono d&#8217;accordo, per inciso).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/16/il-sorriso-e-il-pescatore/#comment-104268</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 17:38:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi scuso, riarticolo:

Mediti, Grassini, se vuole, su una pratica di cui molti “indignati speciali” e “strenui difensori” (non necessariamente di Cesare Battisti) sono specialisti, e che viene chiamata “doppiopesismo”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scuso, riarticolo:</p>
<p>Mediti, Grassini, se vuole, su una pratica di cui molti “indignati speciali” e “strenui difensori” (non necessariamente di Cesare Battisti) sono specialisti, e che viene chiamata “doppiopesismo”.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/16/il-sorriso-e-il-pescatore/#comment-104267</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 17:37:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mediti, Grassini, se vuole, su una pratica di cui molti &quot;indignati speciali&quot; e &quot;strenui difensori&quot; (non necessariamente di Cesare Battisti) che viene chiamata &quot;doppiopesismo&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mediti, Grassini, se vuole, su una pratica di cui molti &#8220;indignati speciali&#8221; e &#8220;strenui difensori&#8221; (non necessariamente di Cesare Battisti) che viene chiamata &#8220;doppiopesismo&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/16/il-sorriso-e-il-pescatore/#comment-104266</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 17:35:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma resta sempre il fatto che Sofri scriveva da una cella, Battisti non mi risulta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma resta sempre il fatto che Sofri scriveva da una cella, Battisti non mi risulta.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Grassini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/16/il-sorriso-e-il-pescatore/#comment-104227</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Grassini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 08:15:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Franz Krauspenhaar: correggimi se sbaglio, ma Battisti è stato dipinto come uno che faceva &quot;la bella vita&quot;, il buon riscontro dei suoi libri è stato descritto come un trionfo della cattiva coscienza e il suo arresto lo hanno strombazzato come una vittoria del governo Berlusconi contro il terrorismo. Invece pare facesse una vita normalissima, da portinaio. I suoi libri (almeno quelli che ho letto io, &quot;L&#039;ultimo sparo&quot; e &quot;Le cargo sentimental&quot;) contengono una riflessione e presa di distanze sul passato pari a quella del congratulatissimo Sofri (che tra un poco lo fanno santo!), e Battisti la lotta armata l&#039;ha abbandonata da trent&#039;anni, viveva in Francia dal 1990 da cittadino onesto, è innocuo e inoltre ci sono molte, moltissime ombre sul suo processo.... Tuttavia, ormai è diventato il più facile capro espiatorio per gli anni di piombo. Io credo di non avere mai, mai, mai visto così tanto odio riversato da così tanta gente su un uomo solo per giunta innocuo. E&#039; spaventoso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Franz Krauspenhaar: correggimi se sbaglio, ma Battisti è stato dipinto come uno che faceva &#8220;la bella vita&#8221;, il buon riscontro dei suoi libri è stato descritto come un trionfo della cattiva coscienza e il suo arresto lo hanno strombazzato come una vittoria del governo Berlusconi contro il terrorismo. Invece pare facesse una vita normalissima, da portinaio. I suoi libri (almeno quelli che ho letto io, &#8220;L&#8217;ultimo sparo&#8221; e &#8220;Le cargo sentimental&#8221;) contengono una riflessione e presa di distanze sul passato pari a quella del congratulatissimo Sofri (che tra un poco lo fanno santo!), e Battisti la lotta armata l&#8217;ha abbandonata da trent&#8217;anni, viveva in Francia dal 1990 da cittadino onesto, è innocuo e inoltre ci sono molte, moltissime ombre sul suo processo&#8230;. Tuttavia, ormai è diventato il più facile capro espiatorio per gli anni di piombo. Io credo di non avere mai, mai, mai visto così tanto odio riversato da così tanta gente su un uomo solo per giunta innocuo. E&#8217; spaventoso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/16/il-sorriso-e-il-pescatore/#comment-104219</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 00:15:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusa Girolamo. Ma che c&#039;entra? Faceva la sua vita normale. Come me. Ma io non ho bisogno di farla a Parigi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa Girolamo. Ma che c&#8217;entra? Faceva la sua vita normale. Come me. Ma io non ho bisogno di farla a Parigi.</p>
]]></content:encoded>
		
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