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	Commenti a: I pericoli degli insiemi	</title>
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		Di: soldato blu		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 07:21:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Visto che il professor Sparzani o mi ignora o mi snobba o non mi capisce - come dice lui - cerco di dichiarire cosa volevo intendere col mio commento e con il richiamo all&#039;atteggiamento &quot;ideologico&quot; - messo in chiaro da Godel - che guida le scelte fondamentali in un campo, che vorrebbe dirsi &quot;oggettivo&quot;, come la scienza.

Questa qua sotto è una citazione già sottoposta all&#039;attenzione del professor Sparzani:

*

La conoscenza scientifica-fiolosofica -  dal punto di vista dell&#039;interrogazione filosofica, ciò dell&#039;interesse perr l&#039;esperienza complessiva in cui viviamo - ha la sua matrice nelle forme di organizzazione della vita umana. Dagli abiti decisionali e dalla condotta operativa espressi nelle questioni della fede religiosa, o nelle presunzioni probabilistiche, nei calcoli concernenti le imprese commerciali, le transazioni economiche rischiose, oppure nei procedimenti giudiziari nei tribunali, o nei lavori artigianali, nelle manifatture, si sono storicamente formate le condizioni che hanno modellato gli apparati decisionali, gli usi linguistici, le regole di legittimazione e di decisione cui sono state consegnate le dottrine scientifiche e filosofiche. Messe a confronto con le loro matrici costruttive, con gli abiti della condotta, con le procedure decisionali e operative, le istituzioni della scienza e della filosofia perdono il loro statuto di irrevocabilità e di insorabilità. E si rivelano illusorie e fallaci le strategie epistemologiche di tipo fondazionale che sono andate e vanno tuttora alla caccia di sicurezze teoriche che ci preservino, per usare l&#039;espressione di Hilbert, &quot;dal terrore delle proibizioni non necessarie così come dal pericolo dei paradossi&quot;. In realtà, la strategia teorica di tipo fondazionalista è il relitto di un atteggiamento religioso coperto e trasposto forse inconsapevolmente nelle tecniche dell&#039;epistemologia&quot;.

ALDO GARGANI, Il sapere senza fondamenti, Einaudi 1975, pag.VII.

*

Volendo restringere al massimo, il mio quesito è questo:

l&#039;assunzione, a livello di opinione pubblica, di tutto quello che è &quot;scientifico&quot; sotto il manto del &quot;progressivo&quot;, oltre a far dimenticare che certi paradigmi si sono imposti su altri in una battaglia in cui non è detto che il vittorioso possa vantare più meriti rispetto allo sconfitto per quanto riguarda il benessere dell&#039;umanità, ha portato a questo assurdo:
che i grandi scienziati, meritevoli di avere fatto grandi scoperte, siano stati assunti anche come &quot;saggi&quot; o addirittura come &quot;santi laici&quot;, il cui parere da tuttologhi  andrebbe considerato autorevole. Tipo i reazionari Godel ed Einstein, per non citare altro che i maggiori.
Questa ambiguità innesca, per esempio tra gli intellettuali, un meccanismo perverso che, nell&#039;opinione pubblica, è messo in moto dall&#039;atteggiamento ossequiente verso gli autorevoli pareri di veline, calciatori e gestori di scuderie.

Mi piacerebbe che il professor Sparzani scrivesse un articolo - dopo questo sui pericoli degli insieme - sui pericoli rappresentati da chi gli insiemi e le idee li manipola senza che noi ci si possa rendere conto di quali danni possano provocare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che il professor Sparzani o mi ignora o mi snobba o non mi capisce &#8211; come dice lui &#8211; cerco di dichiarire cosa volevo intendere col mio commento e con il richiamo all&#8217;atteggiamento &#8220;ideologico&#8221; &#8211; messo in chiaro da Godel &#8211; che guida le scelte fondamentali in un campo, che vorrebbe dirsi &#8220;oggettivo&#8221;, come la scienza.</p>
<p>Questa qua sotto è una citazione già sottoposta all&#8217;attenzione del professor Sparzani:</p>
<p>*</p>
<p>La conoscenza scientifica-fiolosofica &#8211;  dal punto di vista dell&#8217;interrogazione filosofica, ciò dell&#8217;interesse perr l&#8217;esperienza complessiva in cui viviamo &#8211; ha la sua matrice nelle forme di organizzazione della vita umana. Dagli abiti decisionali e dalla condotta operativa espressi nelle questioni della fede religiosa, o nelle presunzioni probabilistiche, nei calcoli concernenti le imprese commerciali, le transazioni economiche rischiose, oppure nei procedimenti giudiziari nei tribunali, o nei lavori artigianali, nelle manifatture, si sono storicamente formate le condizioni che hanno modellato gli apparati decisionali, gli usi linguistici, le regole di legittimazione e di decisione cui sono state consegnate le dottrine scientifiche e filosofiche. Messe a confronto con le loro matrici costruttive, con gli abiti della condotta, con le procedure decisionali e operative, le istituzioni della scienza e della filosofia perdono il loro statuto di irrevocabilità e di insorabilità. E si rivelano illusorie e fallaci le strategie epistemologiche di tipo fondazionale che sono andate e vanno tuttora alla caccia di sicurezze teoriche che ci preservino, per usare l&#8217;espressione di Hilbert, &#8220;dal terrore delle proibizioni non necessarie così come dal pericolo dei paradossi&#8221;. In realtà, la strategia teorica di tipo fondazionalista è il relitto di un atteggiamento religioso coperto e trasposto forse inconsapevolmente nelle tecniche dell&#8217;epistemologia&#8221;.</p>
<p>ALDO GARGANI, Il sapere senza fondamenti, Einaudi 1975, pag.VII.</p>
<p>*</p>
<p>Volendo restringere al massimo, il mio quesito è questo:</p>
<p>l&#8217;assunzione, a livello di opinione pubblica, di tutto quello che è &#8220;scientifico&#8221; sotto il manto del &#8220;progressivo&#8221;, oltre a far dimenticare che certi paradigmi si sono imposti su altri in una battaglia in cui non è detto che il vittorioso possa vantare più meriti rispetto allo sconfitto per quanto riguarda il benessere dell&#8217;umanità, ha portato a questo assurdo:<br />
che i grandi scienziati, meritevoli di avere fatto grandi scoperte, siano stati assunti anche come &#8220;saggi&#8221; o addirittura come &#8220;santi laici&#8221;, il cui parere da tuttologhi  andrebbe considerato autorevole. Tipo i reazionari Godel ed Einstein, per non citare altro che i maggiori.<br />
Questa ambiguità innesca, per esempio tra gli intellettuali, un meccanismo perverso che, nell&#8217;opinione pubblica, è messo in moto dall&#8217;atteggiamento ossequiente verso gli autorevoli pareri di veline, calciatori e gestori di scuderie.</p>
<p>Mi piacerebbe che il professor Sparzani scrivesse un articolo &#8211; dopo questo sui pericoli degli insieme &#8211; sui pericoli rappresentati da chi gli insiemi e le idee li manipola senza che noi ci si possa rendere conto di quali danni possano provocare.</p>
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		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/23/i-pericoli-degli-insiemi/#comment-104570</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 12:42:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sergio! Un commento stupendo. Vado da una barbiera solo per i capelli...
Gianni, comodo, comodo, troppo buono....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sergio! Un commento stupendo. Vado da una barbiera solo per i capelli&#8230;<br />
Gianni, comodo, comodo, troppo buono&#8230;.</p>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/23/i-pericoli-degli-insiemi/#comment-104561</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 00:20:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e dovresti vedere Sparz, che fisico! ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e dovresti vedere Sparz, che fisico! ;-)</p>
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		<title>
		Di: gianluca g.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/23/i-pericoli-degli-insiemi/#comment-104560</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianluca g.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 00:12:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi piace troppo &#039;sto pezzo:)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi piace troppo &#8216;sto pezzo:)</p>
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		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/23/i-pericoli-degli-insiemi/#comment-104551</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 12:43:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo me l&#039;insieme di tutti gli scritti di Sparz è esso stesso uno scritto, una sorta di autobiografia pudica perché composta da tanti piccoli frammenti di saggi scientifici divulgativi, e dunque appartiene a se stesso nonostante il suo autore abbia la barba e non sia mai andato dal barbiere :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me l&#8217;insieme di tutti gli scritti di Sparz è esso stesso uno scritto, una sorta di autobiografia pudica perché composta da tanti piccoli frammenti di saggi scientifici divulgativi, e dunque appartiene a se stesso nonostante il suo autore abbia la barba e non sia mai andato dal barbiere :-)</p>
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		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/23/i-pericoli-degli-insiemi/#comment-104549</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 12:22:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[aspettando ansiosamente la continuazione godo felice di ritrovare una pulizia di pensiero che crea architetture e che continuo a trovare un gioco gustosissimo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>aspettando ansiosamente la continuazione godo felice di ritrovare una pulizia di pensiero che crea architetture e che continuo a trovare un gioco gustosissimo.</p>
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		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/23/i-pericoli-degli-insiemi/#comment-104544</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 09:01:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In un intorno di anni che ha come perno l’inizio del ‘900, molti furono i &quot;disperati&quot; a causa di crolli, provocati dalla scoperta di antinomie o errori nelle loro costruzioni. 
Anche per chi non è matematico, alcuni episodi assumono - come quello ricordato da Sparz che ha interessato Frege e Russell - aspetti quasi mitici, come Waterloo:

Cantor - benché avesse già individuato la crepa da sé - per merito di Buriali-Forti che individuò una contraddizione nell&#039;&quot;insieme di tutti i numeri ordinali&quot;; Poincaré - per merito di un oscuro redattore della rivista &quot;Acta Mathematica&quot; Lars Edvard Phragmén - anche se poi riuscì a correggere l&#039;errore nella sua parziale dimostrazione della stabilità del sistema solare, ritrovandosi però a dimostrare il contrario: che la stabilità del sistema solare non è dimostrabile; Hilbert che, benché messo sull&#039;avviso dal suo allievo von Neumann - l&#039;unico ad essersi accorto di quanto fosse importante quel &quot;teorema di incompletezza&quot; appena annunciato da un giovane semisconosciuto - continuò ad affermare la sua fede che, in matematica, fosse possibile la scoperta della verità: 

&quot;Noi dobbiamo conoscere,
noi conosceremo.&quot;

mentre Gödel aveva già dimostrato che ci sono proposizioni vere di cui non può esistere dimostrazione. E che pertanto è possibile dire la stessa cosa per la proposizione che ne afferma il contrario.


Rischio, in questi piccoli appunti, di fare errori di linguaggio e anche di fatto, che riuscirebbero indigesti agli addetti ai lavori, ma quello che a me interessa non è certo stabilire cosa è veramente successo, bensì cercare di rompere un muro di silenzio che spesso viene costruito attorno ai risultati di queste vicende e che impedisce, ai non addetti ai lavori, di farsi un&#039;idea su che cosa abbiano rappresentato per  cultura in generale e quali necessarie modifiche e vincoli abbiano per esempio imposto  allo stesso pensare filosofico.
In troppi libri, specie quelli di alta divulgazione scritti da scienziati, ci si trova a essere terrorizzati da affermazioni che negano ogni possibilità di trasferire nel discorso comune assunti come quello sul limite delle dimostrazioni di Gödel o come quello dell&#039;impossibilità di definizione della verità di Tarski.
E questo senza che questi scienziati argomentino o dimostrino in modo convincente il divieto.

Tutto si reggerebbe sull’incommensurabilità tra formale e non.formale.

Ma se la differenza è tra linguaggio formale e non.formale, ciò che Sparz dice sulle ambiguità di definizione di un insieme, fa del linguaggio formale qualcosa di non molto diverso dal linguaggio comune, che utilizza concetti e categorie. Le definizioni di quest&#039;ultimi non hanno difficoltà maggiori di quelle degli insiemi.
Di fatto l&#039;ultimo grande amico di Gödel, Hao Wang, nega che questa differenza sia “qualitativa”. Si tratta, nel discorso, dell’univocità dei termini, e il discorso potrebbe comportarsi come un sistema formale.


Ora tutto questo può apparire senza senso e mi spiacerebbe di essermi dimostrato incapace di trasmettere l’importanza che tutto questo assume per me..

Allora, sempre per timidezza, e per paura di far pensare agli altri che ho osato utilizzare cose su cui non si può parlare, se non se ne ha conoscenza &quot;satura&quot;, trascrivo parole di altri che forse possono far luce su quanto possa essere importante per me, e per tutti noi, quello che per noi, invece, avviene nel buio:

*

Lo scopo dichiarato [di Gödel] era &quot;descrivere (...) lo sviluppo della ricerca sui fondamenti della matematica a partire dalla svolta del secolo, e inquadrarla in uno schema generale di possibili concezioni del mondo [...classificate] in base al grado (...) della loro affinità o divergenza con la metafisica&quot;. Nel suo schema Gödel pose lo scetticismo, il materialismo e il positivismo a sinistra, lo spiritualismo, l&#039;idealismo e la teologia a destra, dichiarando che era &quot;un fatto noto&quot; che a partire dal Rinascimento lo sviluppo della filosofia era andato &quot;di gran lunga da destra verso sinistra&quot;.
Osservò che &quot;la matematica, per la sua natura di scienza a priori&quot;, aveva &quot;resistito a lungo&quot; a questa tendenza di sinistra. Ma, accusava &quot;intorno al volgere del secolo&quot; l&#039;importanza delle antinomie della teoria degli insiemi era &quot;stata esagerata dagli scettici e dagli empiristi&quot; e &quot;usata come un pretesto per [una] sollevazione a sinistra&quot;. In effetti, affermò Gödel, le antinomie &quot;non compaiono all&#039;interno della matematica, ma in prossimità della sua frontiera più esterna nella direzione della filosofia&quot; e in conseguenza, &quot;erano state risolte in un modo del tutto soddisfacente e quasi ovvio per chiunque comprendesse la teoria degli insiemi&quot;

Il programma di Hilbert era affondato con i teoremi di incompletezza, in conseguenza dei quali Gödel vedeva soltanto due possibilità: &quot;Si è costretti ad abbandonare il vecchio aspetto della matematica indirizzata a destra oppure tentare di sostenerlo in contrasto con lo spirito del tempo&quot;. Questa seconda via, tramite la quale &quot;la certezza della matematica non è assicurata attraverso la (...) manipolazione dei simboli fisici, ma piuttosto sviluppando (...) la conoscenza dei concetti astratti di Per sé&quot;, nella visione di Gödel era tale che &quot;valeva senza dubbio la pena&quot;.


JOHN W. DAWSON JR, Dilemmi logici, La vita e l’opera di Kurt Gödel, Bollati Boringhieri 2001, pagg. 233-234.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un intorno di anni che ha come perno l’inizio del ‘900, molti furono i &#8220;disperati&#8221; a causa di crolli, provocati dalla scoperta di antinomie o errori nelle loro costruzioni.<br />
Anche per chi non è matematico, alcuni episodi assumono &#8211; come quello ricordato da Sparz che ha interessato Frege e Russell &#8211; aspetti quasi mitici, come Waterloo:</p>
<p>Cantor &#8211; benché avesse già individuato la crepa da sé &#8211; per merito di Buriali-Forti che individuò una contraddizione nell'&#8221;insieme di tutti i numeri ordinali&#8221;; Poincaré &#8211; per merito di un oscuro redattore della rivista &#8220;Acta Mathematica&#8221; Lars Edvard Phragmén &#8211; anche se poi riuscì a correggere l&#8217;errore nella sua parziale dimostrazione della stabilità del sistema solare, ritrovandosi però a dimostrare il contrario: che la stabilità del sistema solare non è dimostrabile; Hilbert che, benché messo sull&#8217;avviso dal suo allievo von Neumann &#8211; l&#8217;unico ad essersi accorto di quanto fosse importante quel &#8220;teorema di incompletezza&#8221; appena annunciato da un giovane semisconosciuto &#8211; continuò ad affermare la sua fede che, in matematica, fosse possibile la scoperta della verità: </p>
<p>&#8220;Noi dobbiamo conoscere,<br />
noi conosceremo.&#8221;</p>
<p>mentre Gödel aveva già dimostrato che ci sono proposizioni vere di cui non può esistere dimostrazione. E che pertanto è possibile dire la stessa cosa per la proposizione che ne afferma il contrario.</p>
<p>Rischio, in questi piccoli appunti, di fare errori di linguaggio e anche di fatto, che riuscirebbero indigesti agli addetti ai lavori, ma quello che a me interessa non è certo stabilire cosa è veramente successo, bensì cercare di rompere un muro di silenzio che spesso viene costruito attorno ai risultati di queste vicende e che impedisce, ai non addetti ai lavori, di farsi un&#8217;idea su che cosa abbiano rappresentato per  cultura in generale e quali necessarie modifiche e vincoli abbiano per esempio imposto  allo stesso pensare filosofico.<br />
In troppi libri, specie quelli di alta divulgazione scritti da scienziati, ci si trova a essere terrorizzati da affermazioni che negano ogni possibilità di trasferire nel discorso comune assunti come quello sul limite delle dimostrazioni di Gödel o come quello dell&#8217;impossibilità di definizione della verità di Tarski.<br />
E questo senza che questi scienziati argomentino o dimostrino in modo convincente il divieto.</p>
<p>Tutto si reggerebbe sull’incommensurabilità tra formale e non.formale.</p>
<p>Ma se la differenza è tra linguaggio formale e non.formale, ciò che Sparz dice sulle ambiguità di definizione di un insieme, fa del linguaggio formale qualcosa di non molto diverso dal linguaggio comune, che utilizza concetti e categorie. Le definizioni di quest&#8217;ultimi non hanno difficoltà maggiori di quelle degli insiemi.<br />
Di fatto l&#8217;ultimo grande amico di Gödel, Hao Wang, nega che questa differenza sia “qualitativa”. Si tratta, nel discorso, dell’univocità dei termini, e il discorso potrebbe comportarsi come un sistema formale.</p>
<p>Ora tutto questo può apparire senza senso e mi spiacerebbe di essermi dimostrato incapace di trasmettere l’importanza che tutto questo assume per me..</p>
<p>Allora, sempre per timidezza, e per paura di far pensare agli altri che ho osato utilizzare cose su cui non si può parlare, se non se ne ha conoscenza &#8220;satura&#8221;, trascrivo parole di altri che forse possono far luce su quanto possa essere importante per me, e per tutti noi, quello che per noi, invece, avviene nel buio:</p>
<p>*</p>
<p>Lo scopo dichiarato [di Gödel] era &#8220;descrivere (&#8230;) lo sviluppo della ricerca sui fondamenti della matematica a partire dalla svolta del secolo, e inquadrarla in uno schema generale di possibili concezioni del mondo [&#8230;classificate] in base al grado (&#8230;) della loro affinità o divergenza con la metafisica&#8221;. Nel suo schema Gödel pose lo scetticismo, il materialismo e il positivismo a sinistra, lo spiritualismo, l&#8217;idealismo e la teologia a destra, dichiarando che era &#8220;un fatto noto&#8221; che a partire dal Rinascimento lo sviluppo della filosofia era andato &#8220;di gran lunga da destra verso sinistra&#8221;.<br />
Osservò che &#8220;la matematica, per la sua natura di scienza a priori&#8221;, aveva &#8220;resistito a lungo&#8221; a questa tendenza di sinistra. Ma, accusava &#8220;intorno al volgere del secolo&#8221; l&#8217;importanza delle antinomie della teoria degli insiemi era &#8220;stata esagerata dagli scettici e dagli empiristi&#8221; e &#8220;usata come un pretesto per [una] sollevazione a sinistra&#8221;. In effetti, affermò Gödel, le antinomie &#8220;non compaiono all&#8217;interno della matematica, ma in prossimità della sua frontiera più esterna nella direzione della filosofia&#8221; e in conseguenza, &#8220;erano state risolte in un modo del tutto soddisfacente e quasi ovvio per chiunque comprendesse la teoria degli insiemi&#8221;</p>
<p>Il programma di Hilbert era affondato con i teoremi di incompletezza, in conseguenza dei quali Gödel vedeva soltanto due possibilità: &#8220;Si è costretti ad abbandonare il vecchio aspetto della matematica indirizzata a destra oppure tentare di sostenerlo in contrasto con lo spirito del tempo&#8221;. Questa seconda via, tramite la quale &#8220;la certezza della matematica non è assicurata attraverso la (&#8230;) manipolazione dei simboli fisici, ma piuttosto sviluppando (&#8230;) la conoscenza dei concetti astratti di Per sé&#8221;, nella visione di Gödel era tale che &#8220;valeva senza dubbio la pena&#8221;.</p>
<p>JOHN W. DAWSON JR, Dilemmi logici, La vita e l’opera di Kurt Gödel, Bollati Boringhieri 2001, pagg. 233-234.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/23/i-pericoli-degli-insiemi/#comment-104543</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 08:22:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quando fondiamo un Ensemble Musicale? 
A me il triangolo!
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quando fondiamo un Ensemble Musicale?<br />
A me il triangolo!<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: teqnofobico		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/23/i-pericoli-degli-insiemi/#comment-104515</link>

		<dc:creator><![CDATA[teqnofobico]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 09:48:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[en attendant godelot... grazie a te, per tutto :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>en attendant godelot&#8230; grazie a te, per tutto :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: viola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/23/i-pericoli-degli-insiemi/#comment-104511</link>

		<dc:creator><![CDATA[viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 07:49:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la magnificenza logica è che prende in considerazione giustamente anche i &quot;paperadossi&quot;..grazie a te, Sparz e a tequno.. attendo Gödel , V.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la magnificenza logica è che prende in considerazione giustamente anche i &#8220;paperadossi&#8221;..grazie a te, Sparz e a tequno.. attendo Gödel , V.</p>
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			</item>
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