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	Commenti a: Vivi a Berlino (Life in Berlin)	</title>
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		<title>
		Di: Valerio Bongiorno		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/27/vivi-da-berlino-life-in-berlin/#comment-108282</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valerio Bongiorno]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 16:44:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie meraviglia
più vita per tutti
Valerio

&quot;veln ale mensh in Eretz Yisroyl aynshteyn&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie meraviglia<br />
più vita per tutti<br />
Valerio</p>
<p>&#8220;veln ale mensh in Eretz Yisroyl aynshteyn&#8221;</p>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/27/vivi-da-berlino-life-in-berlin/#comment-104764</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 18:09:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Provo a riprendere il discorso, come promesso.
Ci sono, a mio giudizio, in questo discorso che è assai complesso, vari livelli.
-Il primo riguarda quel che è più urgente adesso. Dato che oggi l&#039;odio contro gli zingari è diffusissimo e per nulla disdicevole, sarebbe importante non solo per dovere di memoria e amore di verità, strappare il loro sterminio ad opera dei &quot;cattivi&quot; per antonomasia dall&#039;oblio.
(parlo soprattutto del porrajmos, perché - come giustamente emerge anche qui dentro - è la rimozione più clamorosa per dimensioni e la più &quot;comoda&quot; allo stato delle cose).
- Il secondo - ad esso collegato- riguarda più in genere il problema se una giornata della memoria dedicata alla shoah, non rischi di appiattire e semplificare la percezione di quel che il nazismo è stato e dei crimini che ha commesso al solo sterminio degli ebrei. Ma celebrando una giornata unica per tutte le vittime del nazifascismo (e dove ci si ferma: ai lager? i deportati ai lavori forzati, no? i disabili soggetti ad eutanasia, si?), si corre il rischio opposto. Si corre inoltre il rischio che sfumi quella che viene definità l&#039;unicità della shoah, il suo grado di metodicità, accannimento, insesorabilità. E anche che sfugga la questione millenaria del rapporto fra l&#039;Europa cristiana e gli ebrei culminata con Hitler, qualcosa che infatti è già abbontantemente mistificato nei richiami alla supposta identità &quot;giudaico-cristiana&quot;.  Questo nella discussione che ricorda Sergio era uno degli argomenti più seri di una delle parti (o sarebbe meglio dire: di una parte di una parte). Insomma ci sarà stata anche la pressione in difesa del proprio &quot;particulare&quot; da parte di certo establishment ebraico, ma è riduttivo ricodurre tutto il dibattito solo a un atteggiamento simil-lobbistico.
- infatti è bene ricordare che in un passato non remoto che sembra in questo momento l&#039;epoca dei dinosauri, se esisteva un qualche monumento era rigorosamente intitolato indistintamente - appunto- &quot;alle vittime del nazifascismo&quot;. Persino al museo di Auschwitz (che si trova nelle ex caserme di Auschwitz I, non sull&#039;immenso territorio del campo di sterminio di Birkenau) mancava un luogo dedicato agli ebrei sterminati. Ed è utile ricordare l&#039;accoglienza fredda riservata qui in Italia a &quot;Se questo è un uomo&quot; di Primo Levi.
-D&#039;altra parte che commemorare la Shoah serva a dimenticare non solo il porrajmos, ma anche tutto quello che &quot;non doveva ripetersi mai più&quot; e che invece si è ripetuto: in Cambogia e in Ruanda, per esempio (o gli armeni prima).
- Poi c&#039;è il problema del rapporto fra storia e memoria che dev&#039;essere dialettico, ma dove mentre prima si vedeva solo la prima nella sua &quot;oggettivita&quot; ora talvolta si rischia il contrario, ossia che la memoria (o le memorie) vada a sostituirsi all&#039;esigenza di conoscere e indagare la complessità storica. Ossia che la memoria - e quella della shoah prima di tutto - trasmetta una matrice di confrontarsi col nazismo che sia in fondo mitica, archetipica, antistorica, cosa rischiosa e dannosa per tutti, inclusi coloro che il &quot;giorno della memoria&quot; vuole commemorare.
- infine se ho detto che un 12% di antisemiti &quot;confessi&quot; in Italia non mi sembrano pochi, il mio commento partiva proprio dall&#039;assunto che - a differenza del grido &quot;gli sporchi zingari Hitler faceva bene a farli fuori tutti&quot;- oggi è ancora socialmente disdicevole pronunciarsi contro gli ebrei. Io non faccio parte degli ebrei paranoici e so bene che oggi quelli che rischiano di più sono altri (nell&#039;ordine - azzardo: zingari, musulmani, rumeni, albanesi, neri), ma papa Ratzinger che semplicemente se ne fotte che fra i lefebriani riaccolti nel seno della sua chiesa rezionaria ci sia un negazionista, non è un buon segno. Molto peggio di tante svastiche = stelle di davide o bandiere israeliani bruciate in manifestazione (delle due per me è peggio la prima della seconda). Insomma qui si è partiti con lo sdoganamento e questi viaggiano con l&#039;onda lunga. 
Detto questo, che fare? Battersi senz&#039;altro perché venga ricordato soprattutto il porrajmos e la storia di discriminazioni e demonizzazioni, e persecuzioni che a condotto a quello sterminio. E che non è stata né elaborata né interrotta. Questo pure nel giorno della memoria. Esigere poi che nelle scuole vengano ricordati tutti i gruppi uccisi nei lager nazisti.
E farlo fuori dal ricordo istituzionalizzato ogni volta che se ne presenta l&#039;occasione: quando emerge l&#039;omofobia, quando alcuni cristiani hanno tutti i diritti mentre altri appartengono a &quot;sette&quot;, quando occorre. Ossia sempre. E ovviamente non lasciar passare nessuna forma di razzismo, anche se non ha avuto un proprio orrendo precedente ai tempi di Hitler.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Provo a riprendere il discorso, come promesso.<br />
Ci sono, a mio giudizio, in questo discorso che è assai complesso, vari livelli.<br />
-Il primo riguarda quel che è più urgente adesso. Dato che oggi l&#8217;odio contro gli zingari è diffusissimo e per nulla disdicevole, sarebbe importante non solo per dovere di memoria e amore di verità, strappare il loro sterminio ad opera dei &#8220;cattivi&#8221; per antonomasia dall&#8217;oblio.<br />
(parlo soprattutto del porrajmos, perché &#8211; come giustamente emerge anche qui dentro &#8211; è la rimozione più clamorosa per dimensioni e la più &#8220;comoda&#8221; allo stato delle cose).<br />
&#8211; Il secondo &#8211; ad esso collegato- riguarda più in genere il problema se una giornata della memoria dedicata alla shoah, non rischi di appiattire e semplificare la percezione di quel che il nazismo è stato e dei crimini che ha commesso al solo sterminio degli ebrei. Ma celebrando una giornata unica per tutte le vittime del nazifascismo (e dove ci si ferma: ai lager? i deportati ai lavori forzati, no? i disabili soggetti ad eutanasia, si?), si corre il rischio opposto. Si corre inoltre il rischio che sfumi quella che viene definità l&#8217;unicità della shoah, il suo grado di metodicità, accannimento, insesorabilità. E anche che sfugga la questione millenaria del rapporto fra l&#8217;Europa cristiana e gli ebrei culminata con Hitler, qualcosa che infatti è già abbontantemente mistificato nei richiami alla supposta identità &#8220;giudaico-cristiana&#8221;.  Questo nella discussione che ricorda Sergio era uno degli argomenti più seri di una delle parti (o sarebbe meglio dire: di una parte di una parte). Insomma ci sarà stata anche la pressione in difesa del proprio &#8220;particulare&#8221; da parte di certo establishment ebraico, ma è riduttivo ricodurre tutto il dibattito solo a un atteggiamento simil-lobbistico.<br />
&#8211; infatti è bene ricordare che in un passato non remoto che sembra in questo momento l&#8217;epoca dei dinosauri, se esisteva un qualche monumento era rigorosamente intitolato indistintamente &#8211; appunto- &#8220;alle vittime del nazifascismo&#8221;. Persino al museo di Auschwitz (che si trova nelle ex caserme di Auschwitz I, non sull&#8217;immenso territorio del campo di sterminio di Birkenau) mancava un luogo dedicato agli ebrei sterminati. Ed è utile ricordare l&#8217;accoglienza fredda riservata qui in Italia a &#8220;Se questo è un uomo&#8221; di Primo Levi.<br />
-D&#8217;altra parte che commemorare la Shoah serva a dimenticare non solo il porrajmos, ma anche tutto quello che &#8220;non doveva ripetersi mai più&#8221; e che invece si è ripetuto: in Cambogia e in Ruanda, per esempio (o gli armeni prima).<br />
&#8211; Poi c&#8217;è il problema del rapporto fra storia e memoria che dev&#8217;essere dialettico, ma dove mentre prima si vedeva solo la prima nella sua &#8220;oggettivita&#8221; ora talvolta si rischia il contrario, ossia che la memoria (o le memorie) vada a sostituirsi all&#8217;esigenza di conoscere e indagare la complessità storica. Ossia che la memoria &#8211; e quella della shoah prima di tutto &#8211; trasmetta una matrice di confrontarsi col nazismo che sia in fondo mitica, archetipica, antistorica, cosa rischiosa e dannosa per tutti, inclusi coloro che il &#8220;giorno della memoria&#8221; vuole commemorare.<br />
&#8211; infine se ho detto che un 12% di antisemiti &#8220;confessi&#8221; in Italia non mi sembrano pochi, il mio commento partiva proprio dall&#8217;assunto che &#8211; a differenza del grido &#8220;gli sporchi zingari Hitler faceva bene a farli fuori tutti&#8221;- oggi è ancora socialmente disdicevole pronunciarsi contro gli ebrei. Io non faccio parte degli ebrei paranoici e so bene che oggi quelli che rischiano di più sono altri (nell&#8217;ordine &#8211; azzardo: zingari, musulmani, rumeni, albanesi, neri), ma papa Ratzinger che semplicemente se ne fotte che fra i lefebriani riaccolti nel seno della sua chiesa rezionaria ci sia un negazionista, non è un buon segno. Molto peggio di tante svastiche = stelle di davide o bandiere israeliani bruciate in manifestazione (delle due per me è peggio la prima della seconda). Insomma qui si è partiti con lo sdoganamento e questi viaggiano con l&#8217;onda lunga.<br />
Detto questo, che fare? Battersi senz&#8217;altro perché venga ricordato soprattutto il porrajmos e la storia di discriminazioni e demonizzazioni, e persecuzioni che a condotto a quello sterminio. E che non è stata né elaborata né interrotta. Questo pure nel giorno della memoria. Esigere poi che nelle scuole vengano ricordati tutti i gruppi uccisi nei lager nazisti.<br />
E farlo fuori dal ricordo istituzionalizzato ogni volta che se ne presenta l&#8217;occasione: quando emerge l&#8217;omofobia, quando alcuni cristiani hanno tutti i diritti mentre altri appartengono a &#8220;sette&#8221;, quando occorre. Ossia sempre. E ovviamente non lasciar passare nessuna forma di razzismo, anche se non ha avuto un proprio orrendo precedente ai tempi di Hitler.</p>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/27/vivi-da-berlino-life-in-berlin/#comment-104680</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 17:40:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate, ho promesso seconde puntate che non ho fatto in tempo di far arrivare. E non ci riesco nemmeno adesso che sono in giro fino a sabato. E che dire &quot;torno subito&quot; e poi sparire, pareva brutto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, ho promesso seconde puntate che non ho fatto in tempo di far arrivare. E non ci riesco nemmeno adesso che sono in giro fino a sabato. E che dire &#8220;torno subito&#8221; e poi sparire, pareva brutto.</p>
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		<title>
		Di: stalker		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/27/vivi-da-berlino-life-in-berlin/#comment-104657</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 21:03:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[*intreccio]]></description>
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		<title>
		Di: stalker		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/27/vivi-da-berlino-life-in-berlin/#comment-104656</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 21:02:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bello l&#039;inreccio e la con-fusione di lingue, idiomi, suoni, odori
e tanto altro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bello l&#8217;inreccio e la con-fusione di lingue, idiomi, suoni, odori<br />
e tanto altro</p>
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		<title>
		Di: stalker		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/27/vivi-da-berlino-life-in-berlin/#comment-104655</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 20:58:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[vivi a berlino
o ovunque
ovunque tu viva
ti sia data la possibilità di vivere
e non di sopravvivere
o nasconderti come animale braccato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vivi a berlino<br />
o ovunque<br />
ovunque tu viva<br />
ti sia data la possibilità di vivere<br />
e non di sopravvivere<br />
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		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/27/vivi-da-berlino-life-in-berlin/#comment-104653</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 20:23:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Congiugere il sublime del comunicare col dolore che viene comunicato è vetta che pochi artisti hanno raggiunto.
Che poi il cogliere la diversità come fonte di gioia sia la premessa perchè
l&#039;arte diventi maestra di vita, anche questo è un accenno alla necessità di una conquista di sensibilità che sola può renderci uomini.

Ringrazio Helena per il suo post che &quot;mostra&quot;, e i commentatori che nei loro commenti dimostrano che questa è la loro strada.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Congiugere il sublime del comunicare col dolore che viene comunicato è vetta che pochi artisti hanno raggiunto.<br />
Che poi il cogliere la diversità come fonte di gioia sia la premessa perchè<br />
l&#8217;arte diventi maestra di vita, anche questo è un accenno alla necessità di una conquista di sensibilità che sola può renderci uomini.</p>
<p>Ringrazio Helena per il suo post che &#8220;mostra&#8221;, e i commentatori che nei loro commenti dimostrano che questa è la loro strada.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/27/vivi-da-berlino-life-in-berlin/#comment-104645</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 18:54:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Leggendo i vari commenti mi veniva in mente che a me musicista con una possibilità nel passato di vivere invece di matematica è stata molto utile la sana complessità del vero pensiero scientifico che sento tanto raffinata in Antonio Sparzani. Mi viene in mente che una delle cose che in fisica e in matematica  (e non solo) ci si chiede sempre è quale sia il campo di esistenza di una certa regola e c&#039;è un&#039;abitudine laicamente precisa di applicare qualità e pensieri chiedendosi se lo si stia facendo senza forzature non dimostrate. In qualche modo (leggetevi l&#039;ultimo post sugli insiemi di Antonio Sparzani) abitua a dare l&#039;importanza alle cose nel loro contesto e non fuori e secondo me anche a dubitare delle proprie deduzioni pensando sempre che possano essere frutto di proprie semplificazioni. Voglio dire che delle volte si usano proprietà transitive per situazioni in cui questa proprietà proprio non vale e non si sente la pecca. Potrebbe aiutare a renderci non &quot;tolleranti&quot; (concetto che trovo orrido perché presuppone un fastidio e quindi un &quot;sopportare&quot; e quindi anche u giudizio) ma (come altrove avevo già detto) indifferenti alle differenze, di quella indifferenza che crea libertà per gli latri perché semplicemente non è pertinente con me se il mio vicino ama gli uomini o le donne e me ne interesso solo se vuole sedurre il mio uomo.  
@ helena
quel Lied è da farsi e affondarci ed è uno di quelli che non ho fatto in tempo a cantare in pubblico (ma mi sono prenotata per la prossima vita, fosse pure da formica!). Mahler per me è uno dei pochi che può cantare l&#039;indicibile riportandolo umano e vivente. 
Ti mando un altro modo di essere perduti al mondo ma tanto meno fondo e invece pigro e dolce   http://it.youtube.com/watch?v=umxD_5vfh_U]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo i vari commenti mi veniva in mente che a me musicista con una possibilità nel passato di vivere invece di matematica è stata molto utile la sana complessità del vero pensiero scientifico che sento tanto raffinata in Antonio Sparzani. Mi viene in mente che una delle cose che in fisica e in matematica  (e non solo) ci si chiede sempre è quale sia il campo di esistenza di una certa regola e c&#8217;è un&#8217;abitudine laicamente precisa di applicare qualità e pensieri chiedendosi se lo si stia facendo senza forzature non dimostrate. In qualche modo (leggetevi l&#8217;ultimo post sugli insiemi di Antonio Sparzani) abitua a dare l&#8217;importanza alle cose nel loro contesto e non fuori e secondo me anche a dubitare delle proprie deduzioni pensando sempre che possano essere frutto di proprie semplificazioni. Voglio dire che delle volte si usano proprietà transitive per situazioni in cui questa proprietà proprio non vale e non si sente la pecca. Potrebbe aiutare a renderci non &#8220;tolleranti&#8221; (concetto che trovo orrido perché presuppone un fastidio e quindi un &#8220;sopportare&#8221; e quindi anche u giudizio) ma (come altrove avevo già detto) indifferenti alle differenze, di quella indifferenza che crea libertà per gli latri perché semplicemente non è pertinente con me se il mio vicino ama gli uomini o le donne e me ne interesso solo se vuole sedurre il mio uomo.<br />
@ helena<br />
quel Lied è da farsi e affondarci ed è uno di quelli che non ho fatto in tempo a cantare in pubblico (ma mi sono prenotata per la prossima vita, fosse pure da formica!). Mahler per me è uno dei pochi che può cantare l&#8217;indicibile riportandolo umano e vivente.<br />
Ti mando un altro modo di essere perduti al mondo ma tanto meno fondo e invece pigro e dolce   <a href="http://it.youtube.com/watch?v=umxD_5vfh_U" rel="nofollow ugc">http://it.youtube.com/watch?v=umxD_5vfh_U</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: niky lismo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/27/vivi-da-berlino-life-in-berlin/#comment-104637</link>

		<dc:creator><![CDATA[niky lismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 14:44:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nello schema pseudosemplificato del pensiero unico, un quantitativo d&#039;odio sociale va generato e mantenuto acceso verso chi (individui o gruppi), deviando da esso, compromette il raggiungimento di un modello meccanico di &quot;felicità sociale&quot; (modello che è poi una blanda evoluzione dell&#039;imperiale &quot;panem et circenses&quot;). Quattro spiccioli in tasca, un suv a rate e una marea di canali televisivi compendiano l&#039;idea di realizzazione personale propugnata dai laudatores dell&#039;attuale come migliore dei mondi possibili. Chi non ci arriva è per sua colpa, è fannullone o incapace. A tanto appagamento interiore va accoppiato il senso di sicurezza: strade ordinate, niente furti, stupri solo di tipo matrimoniale. Nemico del benessere collettivo è dunque chi devia da un ordine che è un &quot;modello&quot; di ordine, da una realizzazione che è una &quot;idea&quot; di realizzazione, e perciò da un pensiero che è uno &quot;standard&quot; di pensiero. I gruppi devianti (tradizionalmente individuati come tali dal potere, hard o soft che sia) sono dunque responsabili di ciò che nella migliore delle società non funziona, dei suoi effetti collaterali e della mancata felicità dei suoi membri. Odiandoli si assume una felicità accessibile, a basso costo. Odiandoli, soprattutto, quei modelli e quel pensiero si alimentano di se stessi, e l&#039;assetto sociale esistente non postula alternative, resta il migliore perché è l&#039;unico immaginabile. Se ciò che si produce (e che arricchisce) sono suv e reality, necessariamente la felicità deve consistere in questo: chi prospetta una felicità fatta di cose diverse, propaga infelicità e mina gli arricchimenti. Va odiato per il bene di tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nello schema pseudosemplificato del pensiero unico, un quantitativo d&#8217;odio sociale va generato e mantenuto acceso verso chi (individui o gruppi), deviando da esso, compromette il raggiungimento di un modello meccanico di &#8220;felicità sociale&#8221; (modello che è poi una blanda evoluzione dell&#8217;imperiale &#8220;panem et circenses&#8221;). Quattro spiccioli in tasca, un suv a rate e una marea di canali televisivi compendiano l&#8217;idea di realizzazione personale propugnata dai laudatores dell&#8217;attuale come migliore dei mondi possibili. Chi non ci arriva è per sua colpa, è fannullone o incapace. A tanto appagamento interiore va accoppiato il senso di sicurezza: strade ordinate, niente furti, stupri solo di tipo matrimoniale. Nemico del benessere collettivo è dunque chi devia da un ordine che è un &#8220;modello&#8221; di ordine, da una realizzazione che è una &#8220;idea&#8221; di realizzazione, e perciò da un pensiero che è uno &#8220;standard&#8221; di pensiero. I gruppi devianti (tradizionalmente individuati come tali dal potere, hard o soft che sia) sono dunque responsabili di ciò che nella migliore delle società non funziona, dei suoi effetti collaterali e della mancata felicità dei suoi membri. Odiandoli si assume una felicità accessibile, a basso costo. Odiandoli, soprattutto, quei modelli e quel pensiero si alimentano di se stessi, e l&#8217;assetto sociale esistente non postula alternative, resta il migliore perché è l&#8217;unico immaginabile. Se ciò che si produce (e che arricchisce) sono suv e reality, necessariamente la felicità deve consistere in questo: chi prospetta una felicità fatta di cose diverse, propaga infelicità e mina gli arricchimenti. Va odiato per il bene di tutti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/01/27/vivi-da-berlino-life-in-berlin/#comment-104633</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 13:23:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=13783#comment-104633</guid>

					<description><![CDATA[riflettevo ora sul fatto che non esiste una parola per definire l&#039;odio per gli zingari, l&#039;equivalente per intenderci dell&#039;antisemitismo, e questo mi pare molto significativo, un dato in più da aggiungersi a quella sperequazione di cui parlavo prima (poi magari esiste, ma la conoscono giusto 4 accademici della crusca, per cui...). quando in una lingua manca una parola per definire un fenomeno vuol dire che quel fenomeno non è sentito come un problema, anzi non esiste neppure. l&#039;avversione agli zingari è un sentimento diffuso e normale, non è disdicevole, non è un marchio infamante come quella per gli ebrei.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>riflettevo ora sul fatto che non esiste una parola per definire l&#8217;odio per gli zingari, l&#8217;equivalente per intenderci dell&#8217;antisemitismo, e questo mi pare molto significativo, un dato in più da aggiungersi a quella sperequazione di cui parlavo prima (poi magari esiste, ma la conoscono giusto 4 accademici della crusca, per cui&#8230;). quando in una lingua manca una parola per definire un fenomeno vuol dire che quel fenomeno non è sentito come un problema, anzi non esiste neppure. l&#8217;avversione agli zingari è un sentimento diffuso e normale, non è disdicevole, non è un marchio infamante come quella per gli ebrei.</p>
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