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	Commenti a: Se non ora, quando&#8230;	</title>
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		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/07/se-non-ora-quando/#comment-105275</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 22:47:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Valter
Le tue parole ultime sono simili a quelle che il liberal (e, suppongo, protestante) Dawkins pronuncerebbe oggi (lo deduco da quello che ha più volte detto sul diritto d&#039;aborto): l&#039;unico soggetto responsabile della decisione ultima deve essere tutelato da una giurisprudenza che lo lascia libero di scegliere (e non vincolato da un imperativo di Stato), laddove il compito della Stato non può che essere quello, solo, di proteggere da ingerenze esterne la sua libertà di scelta, che compete a lui, il soggetto che vive in maniera irripetibile e non emulabile da alcuno il dramma in atto.
In un proliferare ed agitarsi di grandi, piccoli e microbici sciacallaggi, questa minuscola scintilla di ragionevolezza dà speranza a chi crede in un uso mite della ragione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Valter<br />
Le tue parole ultime sono simili a quelle che il liberal (e, suppongo, protestante) Dawkins pronuncerebbe oggi (lo deduco da quello che ha più volte detto sul diritto d&#8217;aborto): l&#8217;unico soggetto responsabile della decisione ultima deve essere tutelato da una giurisprudenza che lo lascia libero di scegliere (e non vincolato da un imperativo di Stato), laddove il compito della Stato non può che essere quello, solo, di proteggere da ingerenze esterne la sua libertà di scelta, che compete a lui, il soggetto che vive in maniera irripetibile e non emulabile da alcuno il dramma in atto.<br />
In un proliferare ed agitarsi di grandi, piccoli e microbici sciacallaggi, questa minuscola scintilla di ragionevolezza dà speranza a chi crede in un uso mite della ragione.</p>
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		Di: Irene		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/07/se-non-ora-quando/#comment-105270</link>

		<dc:creator><![CDATA[Irene]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 19:46:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Tutto il resto è silenzio&quot;. Speriamo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Tutto il resto è silenzio&#8221;. Speriamo&#8230;</p>
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		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/07/se-non-ora-quando/#comment-105264</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 19:09:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Helena, io credo che, anzichè dissociarsi dalla teologia vaticana (che finchè resta tale ha tutto il diritto di esprimere le proprie convinzioni), i cattolici debbano chiedere con tutta la forza ai vertici della Chiesa di non lasciarsi irretire dalle sirene della politica. Però i politici sono presenti in parlamento in quanto eletti e, di solito, quando sono cattolici, sono eletti da elettori cattolici. Non si possono separare coscienza morale e coscienza politica, ma lo stato di diritto nasce per garantire una condizione universale, non particolare. E, comunque, io non credo che si possa mai sindacare su situazioni come quella degli Englaro, davanti alla quale nessuno se non chi vive quel dramma può avere responsabilità di decidere. Il che però, attenzione, significa anche che il diritto alla vita o alla morte non può essere sancito dalla legge. E&#039; lo stesso motivo per cui credo che l&#039;aborto debba continuare a essere considerato non-punibile, non trasformarsi in un diritto. Forse qui la legislazione potrebbe muoversi nello stesso modo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Helena, io credo che, anzichè dissociarsi dalla teologia vaticana (che finchè resta tale ha tutto il diritto di esprimere le proprie convinzioni), i cattolici debbano chiedere con tutta la forza ai vertici della Chiesa di non lasciarsi irretire dalle sirene della politica. Però i politici sono presenti in parlamento in quanto eletti e, di solito, quando sono cattolici, sono eletti da elettori cattolici. Non si possono separare coscienza morale e coscienza politica, ma lo stato di diritto nasce per garantire una condizione universale, non particolare. E, comunque, io non credo che si possa mai sindacare su situazioni come quella degli Englaro, davanti alla quale nessuno se non chi vive quel dramma può avere responsabilità di decidere. Il che però, attenzione, significa anche che il diritto alla vita o alla morte non può essere sancito dalla legge. E&#8217; lo stesso motivo per cui credo che l&#8217;aborto debba continuare a essere considerato non-punibile, non trasformarsi in un diritto. Forse qui la legislazione potrebbe muoversi nello stesso modo.</p>
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		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/07/se-non-ora-quando/#comment-105260</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 18:06:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Valter, io credo con tutta la mia forza che farsi la guerra fra guelfi e ghibellini sia la stronzata più grossa che oggi si possa fare. Qui occorrerebbe fare fronte comune fra chi desidera che sia garantito uno stato di diritto entro il quale ciascuno possa vivere secondo le proprie convinzioni. E credo che sulla base di una civiltà condivisa (ho in mente l&#039;articolo di Vito Mancuso sulla religio civile che manca all&#039;Italia e pure i suoi interventi sul caso Englaro sia sulla stampa sia all&#039;Infedele), sia giunto il momento di aggiungere al grido di dolore di Evelina un altro.
Se non ora, quando volete voi cattolici variegati difendere quello che per voi significa la fede in Cristo, il vostro modo di interpretarla, le molte cose che fate - laici e pure preti - per consentire a questo paese di restare un po&#039; più umano e decente? Non sentite l&#039;urgenza di dirlo chiaro e forte che non vi riconoscete nel disegno reazionario plumbeo che vi sta piovendo addosso dagli alti vertici della vostra chiesa? E che non vi riconoscete nelle alleanze fatte cinicamente con puttanieri, adulteri, grassi e gongolanti mercanti fuori dal tempio?
Non è una provocazione, è solo quel che sento: perché credo che di tutto questo sarà quella che credo essere la maggioranza dei cattolici che ne farà pesantemente le spese.
E aggiungo: io non credo che ci sia un modo giusto per affrontare certe scelte tragiche. Tragiche nel senso pieno. E credo che sia altrettanto doloroso voler o dover accudire il corpo inerte tenuto di un essere amato tenuto in vita dalla medicina che voler o dover farlo spegnere. Non me la sento nemmeno di giudicare umanamente chi cerca scorciatioie e non se la sente di affrontare calvari simili a Beppino Englaro. Persino chi trova un modo per praticare l&#039;eutanasia. (Con questo non intendo incitare a commettere un reato assimilabile all&#039;omicidio, finché non ci sia una legge. E credo che la legge - così come avvenne per l&#039;aborto- ci dovrebbe essere proprio per questo. Perché non accada comunque, nell&#039;iillegalità, fuori da ogni controllo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valter, io credo con tutta la mia forza che farsi la guerra fra guelfi e ghibellini sia la stronzata più grossa che oggi si possa fare. Qui occorrerebbe fare fronte comune fra chi desidera che sia garantito uno stato di diritto entro il quale ciascuno possa vivere secondo le proprie convinzioni. E credo che sulla base di una civiltà condivisa (ho in mente l&#8217;articolo di Vito Mancuso sulla religio civile che manca all&#8217;Italia e pure i suoi interventi sul caso Englaro sia sulla stampa sia all&#8217;Infedele), sia giunto il momento di aggiungere al grido di dolore di Evelina un altro.<br />
Se non ora, quando volete voi cattolici variegati difendere quello che per voi significa la fede in Cristo, il vostro modo di interpretarla, le molte cose che fate &#8211; laici e pure preti &#8211; per consentire a questo paese di restare un po&#8217; più umano e decente? Non sentite l&#8217;urgenza di dirlo chiaro e forte che non vi riconoscete nel disegno reazionario plumbeo che vi sta piovendo addosso dagli alti vertici della vostra chiesa? E che non vi riconoscete nelle alleanze fatte cinicamente con puttanieri, adulteri, grassi e gongolanti mercanti fuori dal tempio?<br />
Non è una provocazione, è solo quel che sento: perché credo che di tutto questo sarà quella che credo essere la maggioranza dei cattolici che ne farà pesantemente le spese.<br />
E aggiungo: io non credo che ci sia un modo giusto per affrontare certe scelte tragiche. Tragiche nel senso pieno. E credo che sia altrettanto doloroso voler o dover accudire il corpo inerte tenuto di un essere amato tenuto in vita dalla medicina che voler o dover farlo spegnere. Non me la sento nemmeno di giudicare umanamente chi cerca scorciatioie e non se la sente di affrontare calvari simili a Beppino Englaro. Persino chi trova un modo per praticare l&#8217;eutanasia. (Con questo non intendo incitare a commettere un reato assimilabile all&#8217;omicidio, finché non ci sia una legge. E credo che la legge &#8211; così come avvenne per l&#8217;aborto- ci dovrebbe essere proprio per questo. Perché non accada comunque, nell&#8217;iillegalità, fuori da ogni controllo.</p>
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		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/07/se-non-ora-quando/#comment-105250</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 16:05:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Evelina, mi sembra che la tua risposta non abbia nessuna relazione con il mio intervento. 

Se non nella prima frase, quando scrivi: &quot;Non è assolutamente vero che si è sentito tutto e il contrario di tutto&quot;. Raccolto un campione al volo. Leggi qui:
http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_04/eluana_sofferenza_bazzi_1ab5e560-f28b-11dd-8878-00144f02aabc.shtml
E qui:
http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Salute/Zoom/info916694557.html

Può darsi che la mia formula (&quot;ho sentito e letto, a questo proposito, tutto e il contrario di tutto&quot;) sia stata troppo sbrigativa, ma mi pare che alla domanda - se Eluana soffrirà o non soffrirà - dai medici non venga una risposta univoca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Evelina, mi sembra che la tua risposta non abbia nessuna relazione con il mio intervento. </p>
<p>Se non nella prima frase, quando scrivi: &#8220;Non è assolutamente vero che si è sentito tutto e il contrario di tutto&#8221;. Raccolto un campione al volo. Leggi qui:<br />
<a href="http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_04/eluana_sofferenza_bazzi_1ab5e560-f28b-11dd-8878-00144f02aabc.shtml" rel="nofollow ugc">http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_04/eluana_sofferenza_bazzi_1ab5e560-f28b-11dd-8878-00144f02aabc.shtml</a><br />
E qui:<br />
<a href="http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Salute/Zoom/info916694557.html" rel="nofollow ugc">http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Salute/Zoom/info916694557.html</a></p>
<p>Può darsi che la mia formula (&#8220;ho sentito e letto, a questo proposito, tutto e il contrario di tutto&#8221;) sia stata troppo sbrigativa, ma mi pare che alla domanda &#8211; se Eluana soffrirà o non soffrirà &#8211; dai medici non venga una risposta univoca.</p>
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		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/07/se-non-ora-quando/#comment-105223</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 13:00:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il motivo per cui sono scattata con tanta foga di fronte al commento di Francesca Matteoni ( alla quale voglio dire che capisco la assoluta buonafede e mancanza di intenzione di essere anche solo minimamente violenta o meno che rispettosa e che ringrazio della precisazione) è non solo nella mia privata situazione (che forse rende meno chiare delle volte intenzioni per la mia di foga questa volta) ma soprattutto nelle due idee di vita che da molti commenti e molti articoli e strumentalizzazioni di situazioni difficili o disagiate si vuole difendere. Vi proporrei di riflettere sul fatto che riguardo Eluana Englaro è la sua idea di vita e il diritto ad averla che dobbiamo difendere e che anche non condivisa il rispetto e la Costituzione vogliono la si accolga. Sono scattata perché si pensa di giudicare secondo criteri &quot;quotidiani&quot; anche situazioni meno limite ma che nella loro natura intrinseca sono perennemente &quot;extraquotidiane&quot;, che questo venga fatto percepire o meno. Non mi ricordo chi disse che Pistorius quando si allena smette non per stanchezza o pigrizia ma perché la pelle a contatto delle protesi sanguina. Ora non so quanto sia pesante o leggera o soddisfacente la vita di Pistorius, poi è anche una vita come quella di tutti, ma ho imparato a non dire mai vedendo qualcuno in piazza o in ospedale se è una vita degna o più facile o difficile, semplicemente non lo so e anche posso non capirlo. Per me sono ora vitali cose futilissime e credo crollerei di fronte a cose per altri ininfluenti. Quando si dice che la vita di Eluana così non è vita bisogna pensare che per lei non lo è (secondo la volontà che la magistratura ha accertato) mentre per qualcun altro lo è e non vuole averla rescissa. Senza volerlo state violentando quelli che invece trovano ancora vita dove voi non la trovate. Bisogna pensare a tutti quelli che hanno un altro metro e devono poterlo applicare a se stessi e che nessuno si ritenga in diritto di scegliere o anche solo pensare per loro. In certe situazioni non sono più criteri comprensibili a tutti e credo che il passo indietro di accettare anche senza capire sia vero segno di rispetto. A me il dolore mi inquina la vita, ma la non lucidità se prendessi la morfina mi farebbe sentire morta e allora scelgo per me. Mi uccide chi mi dice che allora non deve essere un gran dolore, giusto perché non capisce come io possa vivere così. Forse domani sarà diverso, ma devo avere il diritto di scegliere. La medicina parla per statistiche e quando è bene utilizzata indietreggia di fronte alle indispensabili necessità intime di un essere perché sa quanta vita e morte mescolate possono coesistere e devono avere la libertà di trovare la loro strada. 
Poi per chi pensa che il pensiero del padre possa essere sbagliato, pensi alla responsabilità che questo uomo si prende di interpretare al meglio parole e pensieri della figlia invece che comodamente non scegliere (che è sempre una scelta). Pensate al dolore immenso e l&#039;amore che ci vuole per non averla abbandonata in una struttura e sottoporsi a tutto ciò.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il motivo per cui sono scattata con tanta foga di fronte al commento di Francesca Matteoni ( alla quale voglio dire che capisco la assoluta buonafede e mancanza di intenzione di essere anche solo minimamente violenta o meno che rispettosa e che ringrazio della precisazione) è non solo nella mia privata situazione (che forse rende meno chiare delle volte intenzioni per la mia di foga questa volta) ma soprattutto nelle due idee di vita che da molti commenti e molti articoli e strumentalizzazioni di situazioni difficili o disagiate si vuole difendere. Vi proporrei di riflettere sul fatto che riguardo Eluana Englaro è la sua idea di vita e il diritto ad averla che dobbiamo difendere e che anche non condivisa il rispetto e la Costituzione vogliono la si accolga. Sono scattata perché si pensa di giudicare secondo criteri &#8220;quotidiani&#8221; anche situazioni meno limite ma che nella loro natura intrinseca sono perennemente &#8220;extraquotidiane&#8221;, che questo venga fatto percepire o meno. Non mi ricordo chi disse che Pistorius quando si allena smette non per stanchezza o pigrizia ma perché la pelle a contatto delle protesi sanguina. Ora non so quanto sia pesante o leggera o soddisfacente la vita di Pistorius, poi è anche una vita come quella di tutti, ma ho imparato a non dire mai vedendo qualcuno in piazza o in ospedale se è una vita degna o più facile o difficile, semplicemente non lo so e anche posso non capirlo. Per me sono ora vitali cose futilissime e credo crollerei di fronte a cose per altri ininfluenti. Quando si dice che la vita di Eluana così non è vita bisogna pensare che per lei non lo è (secondo la volontà che la magistratura ha accertato) mentre per qualcun altro lo è e non vuole averla rescissa. Senza volerlo state violentando quelli che invece trovano ancora vita dove voi non la trovate. Bisogna pensare a tutti quelli che hanno un altro metro e devono poterlo applicare a se stessi e che nessuno si ritenga in diritto di scegliere o anche solo pensare per loro. In certe situazioni non sono più criteri comprensibili a tutti e credo che il passo indietro di accettare anche senza capire sia vero segno di rispetto. A me il dolore mi inquina la vita, ma la non lucidità se prendessi la morfina mi farebbe sentire morta e allora scelgo per me. Mi uccide chi mi dice che allora non deve essere un gran dolore, giusto perché non capisce come io possa vivere così. Forse domani sarà diverso, ma devo avere il diritto di scegliere. La medicina parla per statistiche e quando è bene utilizzata indietreggia di fronte alle indispensabili necessità intime di un essere perché sa quanta vita e morte mescolate possono coesistere e devono avere la libertà di trovare la loro strada.<br />
Poi per chi pensa che il pensiero del padre possa essere sbagliato, pensi alla responsabilità che questo uomo si prende di interpretare al meglio parole e pensieri della figlia invece che comodamente non scegliere (che è sempre una scelta). Pensate al dolore immenso e l&#8217;amore che ci vuole per non averla abbandonata in una struttura e sottoporsi a tutto ciò.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/07/se-non-ora-quando/#comment-105213</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 11:44:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Invito a leggere il fondo di Panebianco sul Corriere di oggi. La militarizzazione delle coscienze cui si assiste da una parte e dall&#039;altra ha due vittime sicure: la privatezza che certe scelte dovrebbero esigere (proprio per essere circondate dal rispetto di tutti) e lo stato di diritto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Invito a leggere il fondo di Panebianco sul Corriere di oggi. La militarizzazione delle coscienze cui si assiste da una parte e dall&#8217;altra ha due vittime sicure: la privatezza che certe scelte dovrebbero esigere (proprio per essere circondate dal rispetto di tutti) e lo stato di diritto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: magda		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/07/se-non-ora-quando/#comment-105207</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 10:22:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avete sentito Stefano Rodotà in questi giorni?
Voce competente in termini giuridici e in termini di diritti civili, sostiene con toni fermi, incisivi, appassionati la difesa senza se e senza ma della Costituzione, e condanna nello stesso modo i tentativi maldestri e pericolossissimi di attacco alla Carta.
Stamattina era particolarmente caustico e ha dipinto qualsi intermini eroici la figura di padre Englaro proprio per la determinazione e la convinzione di condurre una battaglia civile all&#039;interno della legalità.
Questo contrasta per esempio con le argomentazioni di Formigoni che sostiene invece che la motivazione di tale scelta sarebbe la stanchezza e la negligenza nell&#039;occuparsi per 17 anni di un peso come un parente non autonomo.
Forse Formigoni non si rende conto di quanto più impegnativo, snervante, massacrante sia prendersi l&#039;impegno di autoderminare la propria volontà e la propria coscienza quando questo viene fatto come una battaglia contro tutto il bigottismo, l&#039;arretratezza, la monomaniacalità persecutoria dell&#039;integralismo cattolico di cui egli è solo una minima rappresentanza.
HRazie sign. Englaro, cmq vada a finire Lei ci ha dato una lezione di determinatezza e impegno che forse pochi di noi avrebbero avuto il coraggio e la coerenza di condurre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete sentito Stefano Rodotà in questi giorni?<br />
Voce competente in termini giuridici e in termini di diritti civili, sostiene con toni fermi, incisivi, appassionati la difesa senza se e senza ma della Costituzione, e condanna nello stesso modo i tentativi maldestri e pericolossissimi di attacco alla Carta.<br />
Stamattina era particolarmente caustico e ha dipinto qualsi intermini eroici la figura di padre Englaro proprio per la determinazione e la convinzione di condurre una battaglia civile all&#8217;interno della legalità.<br />
Questo contrasta per esempio con le argomentazioni di Formigoni che sostiene invece che la motivazione di tale scelta sarebbe la stanchezza e la negligenza nell&#8217;occuparsi per 17 anni di un peso come un parente non autonomo.<br />
Forse Formigoni non si rende conto di quanto più impegnativo, snervante, massacrante sia prendersi l&#8217;impegno di autoderminare la propria volontà e la propria coscienza quando questo viene fatto come una battaglia contro tutto il bigottismo, l&#8217;arretratezza, la monomaniacalità persecutoria dell&#8217;integralismo cattolico di cui egli è solo una minima rappresentanza.<br />
HRazie sign. Englaro, cmq vada a finire Lei ci ha dato una lezione di determinatezza e impegno che forse pochi di noi avrebbero avuto il coraggio e la coerenza di condurre.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Evelina Santangelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/07/se-non-ora-quando/#comment-105205</link>

		<dc:creator><![CDATA[Evelina Santangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 09:54:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Giulio Mozzi,
intanto non è assolutamente vero che si è sentito tutto e il contrario di tutto. Per quel che mi riguarda, fino ad ora, l&#039;unica parola attendibile è quella della  scienza. Mi dà sollievo e mi fa piacere il fatto che qualcuno abbia certezze diverse, né mi sognerei mai di infrangere nemmeno i più improbabili sogni, perché non credo sia mio diritto... Dunque, figuriamoci se oserei convincere altri ad abbandonare le loro certezze.
Non posso assolutamente accettare però che le certezze di alcuni non solo debbano diventare le certezze di tutti, ma  debbano essere imposte a tutti (nei modi e nei termini osceni cui stiamo assistendo) sulla base di un&#039;infallibilità che, fino a prova contraria, è una «prerogativa» della Chiesa, non certo del mondo scientifico che, proprio perché non crede nella propria infallibilità, non cessa mai di interrogarsi.
Quel che poi misembra ancora più osceno, in tutta questa vicenda, è che non si retroceda neanche di un passo dinanzi a quella cosa, oserei dire, sacra e inviolabile che è la morte di una persona, sia per chi se ne va (questa figlia) sia per chi resta (questo padre e questa madre...).
Di tutto il corollario di abusi evidenti all&#039;idea stessa di diritto e alla nostra unica certezza giuridica, cioè la carta costituzionale, ho già detto. Né credo sia opportuno, a questo punto, scrivere oltre.
Mi stupisce solo che tu abbia isolato un passaggio della mia riflessione per difendere non so bene cosa...
Evelina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giulio Mozzi,<br />
intanto non è assolutamente vero che si è sentito tutto e il contrario di tutto. Per quel che mi riguarda, fino ad ora, l&#8217;unica parola attendibile è quella della  scienza. Mi dà sollievo e mi fa piacere il fatto che qualcuno abbia certezze diverse, né mi sognerei mai di infrangere nemmeno i più improbabili sogni, perché non credo sia mio diritto&#8230; Dunque, figuriamoci se oserei convincere altri ad abbandonare le loro certezze.<br />
Non posso assolutamente accettare però che le certezze di alcuni non solo debbano diventare le certezze di tutti, ma  debbano essere imposte a tutti (nei modi e nei termini osceni cui stiamo assistendo) sulla base di un&#8217;infallibilità che, fino a prova contraria, è una «prerogativa» della Chiesa, non certo del mondo scientifico che, proprio perché non crede nella propria infallibilità, non cessa mai di interrogarsi.<br />
Quel che poi misembra ancora più osceno, in tutta questa vicenda, è che non si retroceda neanche di un passo dinanzi a quella cosa, oserei dire, sacra e inviolabile che è la morte di una persona, sia per chi se ne va (questa figlia) sia per chi resta (questo padre e questa madre&#8230;).<br />
Di tutto il corollario di abusi evidenti all&#8217;idea stessa di diritto e alla nostra unica certezza giuridica, cioè la carta costituzionale, ho già detto. Né credo sia opportuno, a questo punto, scrivere oltre.<br />
Mi stupisce solo che tu abbia isolato un passaggio della mia riflessione per difendere non so bene cosa&#8230;<br />
Evelina</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/07/se-non-ora-quando/#comment-105196</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 08:57:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Evelina Santangelo scrive: &quot;Abbiamo assistito alla spregiudicatezza con cui la Chiesa e i suoi prelati hanno violato la sacralità stessa della Parola (il verbo) mistificando la verità, ricorrendo a menzognere argomentazioni cliniche (come la presunta sofferenza della morte per disidratazione o la presunta «morte di fame e sete»)&quot;.

Qualcuno sa dirmi dove posso trovare una spiegazione del perché queste &quot;argomentazioni cliniche&quot; sarebbero &quot;menzognere&quot;? Santangelo intende dire, mi pare, che è falso sostenere che Eluana Englaro &quot;soffrirà&quot; a causa della &quot;morte per disidratazione&quot;: è possibile provare che Eluana Englaro non soffrirà? Esistono &quot;argomentazioni cliniche&quot; veritiere in proposito? (Io, personalmente, ho sentito e letto, a questo proposito, tutto e il contrario di tutto).

E se, mettiamo, si potesse provare che Eluana Englaro soffrirà, o si concludesse che non si può sapere se soffrirà o no: queste &quot;argomentazioni cliniche&quot; diventerebbero allora importanti? Lo chiedo perché il ragionamento di Santangelo sembra sottintendere che, se queste benedette - in senso proprio - &quot;argomentazioni cliniche&quot; fossero non &quot;menzognere&quot; ma veritiere, allora diventerebbero importanti. Cioè: Santangelo stigmatizza quelle argomentazioni per la loro cattiva qualità, ma non dice nulla sulla loro pertinenza.

Analogamente, mi pare che Santangelo intenda dire che Eluana Englaro non morirà per &quot;fame e sete&quot;. Di che cosa morirà, dunque? Qualcuno le darà una botta in testa?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Evelina Santangelo scrive: &#8220;Abbiamo assistito alla spregiudicatezza con cui la Chiesa e i suoi prelati hanno violato la sacralità stessa della Parola (il verbo) mistificando la verità, ricorrendo a menzognere argomentazioni cliniche (come la presunta sofferenza della morte per disidratazione o la presunta «morte di fame e sete»)&#8221;.</p>
<p>Qualcuno sa dirmi dove posso trovare una spiegazione del perché queste &#8220;argomentazioni cliniche&#8221; sarebbero &#8220;menzognere&#8221;? Santangelo intende dire, mi pare, che è falso sostenere che Eluana Englaro &#8220;soffrirà&#8221; a causa della &#8220;morte per disidratazione&#8221;: è possibile provare che Eluana Englaro non soffrirà? Esistono &#8220;argomentazioni cliniche&#8221; veritiere in proposito? (Io, personalmente, ho sentito e letto, a questo proposito, tutto e il contrario di tutto).</p>
<p>E se, mettiamo, si potesse provare che Eluana Englaro soffrirà, o si concludesse che non si può sapere se soffrirà o no: queste &#8220;argomentazioni cliniche&#8221; diventerebbero allora importanti? Lo chiedo perché il ragionamento di Santangelo sembra sottintendere che, se queste benedette &#8211; in senso proprio &#8211; &#8220;argomentazioni cliniche&#8221; fossero non &#8220;menzognere&#8221; ma veritiere, allora diventerebbero importanti. Cioè: Santangelo stigmatizza quelle argomentazioni per la loro cattiva qualità, ma non dice nulla sulla loro pertinenza.</p>
<p>Analogamente, mi pare che Santangelo intenda dire che Eluana Englaro non morirà per &#8220;fame e sete&#8221;. Di che cosa morirà, dunque? Qualcuno le darà una botta in testa?</p>
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