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	Commenti a: L&#8217;annerita, prosa per De Signoribus	</title>
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		<title>
		Di: Grünewald		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Grünewald]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 16:01:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho letto il poeta de signoribus dopo la vittoria del premio viareggio e quel poco che ho letto mi è piaciuto molto. ho letto questa recensione tra questa mattina e oggi pomeriggio e devo dire che non faticavo così tanto da quando ho provato, con insuccesso, a leggere lacan; ma l&#039;impressione è che lì ci fosse un motivo più fondato, a tanto oscurismo. forse è solo mia mancanza di strumenti; però, se per salvare la lingua italiana si usa la sintassi di un principe del foro avellinese e un lessico tra puoti e il pedante manfurio, allora stiamo freschi, dalla scilla dell&#039;intradosso alla brace dell&#039;estradosso...

pedante: che vuol dire quasi pede ante, utpote quia have lo incesso prosequitivo col quale fa avanzare gli erudiendi puberi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho letto il poeta de signoribus dopo la vittoria del premio viareggio e quel poco che ho letto mi è piaciuto molto. ho letto questa recensione tra questa mattina e oggi pomeriggio e devo dire che non faticavo così tanto da quando ho provato, con insuccesso, a leggere lacan; ma l&#8217;impressione è che lì ci fosse un motivo più fondato, a tanto oscurismo. forse è solo mia mancanza di strumenti; però, se per salvare la lingua italiana si usa la sintassi di un principe del foro avellinese e un lessico tra puoti e il pedante manfurio, allora stiamo freschi, dalla scilla dell&#8217;intradosso alla brace dell&#8217;estradosso&#8230;</p>
<p>pedante: che vuol dire quasi pede ante, utpote quia have lo incesso prosequitivo col quale fa avanzare gli erudiendi puberi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: enrico de lea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/16/lannerita-prosa-per-de-signoribus/#comment-106242</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico de lea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 14:24:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho letto poco di De Signoribus 
quanto ne scrive Marco ce lo fa sentire  vicino, da perlustrare, compitare, amare come d&#039;obbligo per la poesia di valore

bene un bel &quot;prelievo&quot; dallo Scricciolo di Ceriani (e dagli &quot;Apici&quot; usciti su rivista) : altro grande &quot;romito&quot; cui dobbiamo una costante, elevata
fedeltà (i suoi versi, il suo Holan)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho letto poco di De Signoribus<br />
quanto ne scrive Marco ce lo fa sentire  vicino, da perlustrare, compitare, amare come d&#8217;obbligo per la poesia di valore</p>
<p>bene un bel &#8220;prelievo&#8221; dallo Scricciolo di Ceriani (e dagli &#8220;Apici&#8221; usciti su rivista) : altro grande &#8220;romito&#8221; cui dobbiamo una costante, elevata<br />
fedeltà (i suoi versi, il suo Holan)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: domenico pinto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/16/lannerita-prosa-per-de-signoribus/#comment-106148</link>

		<dc:creator><![CDATA[domenico pinto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 22:20:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Va bene, faremo qualche prelievo dallo &lt;em&gt;Scricciolo penitente&lt;/em&gt; (Scheiwiller 2002). :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va bene, faremo qualche prelievo dallo <em>Scricciolo penitente</em> (Scheiwiller 2002). :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/16/lannerita-prosa-per-de-signoribus/#comment-106086</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 12:13:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A quando un ritorno al futuro?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quando un ritorno al futuro?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/16/lannerita-prosa-per-de-signoribus/#comment-106061</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 09:21:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[memoria del futuro:

https://www.nazioneindiana.com/2007/01/23/anteprima-sud-8-tre-poesie-di-marco-ceriani/

pubblicazione avvenuta su segnalazione di pinto, se non ricordo male :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>memoria del futuro:</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2007/01/23/anteprima-sud-8-tre-poesie-di-marco-ceriani/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2007/01/23/anteprima-sud-8-tre-poesie-di-marco-ceriani/</a></p>
<p>pubblicazione avvenuta su segnalazione di pinto, se non ricordo male :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: funiculì funiculà		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/16/lannerita-prosa-per-de-signoribus/#comment-106009</link>

		<dc:creator><![CDATA[funiculì funiculà]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 20:22:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gran bella pagina critica (&quot;contineggiante&quot; ne esprime appieno la qualità), condivido tutto quanto espresso nei commenti precedenti. aggiungo un invito a DP a ospitare Ceriani anche come poeta: notevolissima la sua scrittura in versi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gran bella pagina critica (&#8220;contineggiante&#8221; ne esprime appieno la qualità), condivido tutto quanto espresso nei commenti precedenti. aggiungo un invito a DP a ospitare Ceriani anche come poeta: notevolissima la sua scrittura in versi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea ponso		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/16/lannerita-prosa-per-de-signoribus/#comment-106007</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea ponso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 19:37:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[davvero molto bella l&#039;analisi proposta del lavoro di De Signoribus: precisa e centrata. Aggiungerei tutta la problematica relativa ai rapporti tra lingua e potere... penso infatti che De Signoribus sia uno dei pochissimi poeti che si possano dire civili e politici nel senso forte del termine: la sua lingua è quasi biologicamente un corpo a corpo con il potere e la retorica (nel senso che di quest&#039;ultima assume la carica positiva, semiogenetica e quella negativa di connivenza con il potere) che non si riduce mai a facili prese di posizione di tipo esteriore e ideologico ma che avvengono NELLA lingua, in atto, in una pratica e non in una teoria... non è cosa da poco
Con grande gioia devo dire che sono riuscito a strappare De Signobus al suo &quot;romitaggio&quot; per portarlo al nostro prossimo convegno a Camaldoli dal 24 al 26 aprile... il titolo sarà appunto &quot;La parola e il potere&quot;... se a qualcuno interessa posso fornire maggiori informazioni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>davvero molto bella l&#8217;analisi proposta del lavoro di De Signoribus: precisa e centrata. Aggiungerei tutta la problematica relativa ai rapporti tra lingua e potere&#8230; penso infatti che De Signoribus sia uno dei pochissimi poeti che si possano dire civili e politici nel senso forte del termine: la sua lingua è quasi biologicamente un corpo a corpo con il potere e la retorica (nel senso che di quest&#8217;ultima assume la carica positiva, semiogenetica e quella negativa di connivenza con il potere) che non si riduce mai a facili prese di posizione di tipo esteriore e ideologico ma che avvengono NELLA lingua, in atto, in una pratica e non in una teoria&#8230; non è cosa da poco<br />
Con grande gioia devo dire che sono riuscito a strappare De Signobus al suo &#8220;romitaggio&#8221; per portarlo al nostro prossimo convegno a Camaldoli dal 24 al 26 aprile&#8230; il titolo sarà appunto &#8220;La parola e il potere&#8221;&#8230; se a qualcuno interessa posso fornire maggiori informazioni&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: liviobo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/16/lannerita-prosa-per-de-signoribus/#comment-105984</link>

		<dc:creator><![CDATA[liviobo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 14:39:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[questa prosa forse troppo Contineggiante (nel senso di gianfrancante)  di ceriani è una di quelle che farebbero venire il latte alle ginocchia ai 24enni in ascolto (vedi commenti a trevi), e tuttavia è un&#039;analisi ricca e stimolante, e che oltretutto analizza un autore irto ma rigoroso e proficuo come de signoribus, che tutti farebbero bene a conoscere. bello anche il commneto di macondo - e concordo con entrambi sulla crucialità e essenzialità della questione ritmica in d.s.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>questa prosa forse troppo Contineggiante (nel senso di gianfrancante)  di ceriani è una di quelle che farebbero venire il latte alle ginocchia ai 24enni in ascolto (vedi commenti a trevi), e tuttavia è un&#8217;analisi ricca e stimolante, e che oltretutto analizza un autore irto ma rigoroso e proficuo come de signoribus, che tutti farebbero bene a conoscere. bello anche il commneto di macondo &#8211; e concordo con entrambi sulla crucialità e essenzialità della questione ritmica in d.s.</p>
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		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/16/lannerita-prosa-per-de-signoribus/#comment-105815</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 15:00:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Finalmente) un ottimo poeta (e un&#039;ottima lettura complessiva della sua poesia). Quanto alla &quot;forte maturità&quot; del poeta a partire da &quot;Istmi e chiuse&quot; (1996) e, in relazione a ciò, quanto alla costante presenza nella sua poesia di forme metriche chiuse della tradizione poetica come l&#039;endecasillabo, vorrei dire che De Signoribus sembra puntellare i propri frammenti poetici con questi moduli canonici della tradizione poetica, per poi rovesciarli proponendo una lettura altra dei suoi versi. Ossia una lettura fondata su un altro indicatore metrico-ritmico, decisivo per la poesia fine novecentesca, che è l&#039;ictus o accento forte. E&#039; l&#039;ictus, mi pare, in De Signoribus a dare la reale scansione ritmica dei suoi versi, giocato su un ventaglio che va da 3 a 4 (e, più raramente, da 2 a 5) accenti ritmici forti, non già la misura endecasillaba in sé (o di qualsiasi altra forma canonica chiusa della tradizione) dei suoi versi. Difatti, la metrica varia, ma la ritmica degli ictus è più regolare. Altrimenti detto, per la poesia tardo-novecentesca (che nel caso di De Signoribus si protende nel XXI secolo) è indifferente che un verso sia un endecasillabo o un settenario, quello che conta è il numero di ictus per verso, perché su ciò si basa la sua costante ritmica. E in questo aspetto mi pare rientrare l&#039;opposizione o il gioco dialettico individuato complessivamente da Ceriani tra intradosso (qui endecasillabo, o metrica canonica) e estradosso (o ictus, a moto centrifugo). Insomma, nel dettaglio metrico-ritmico mi pare risuonare quell&#039;&quot;eco&quot; della contrapposizione intradosso vs estradosso individuata da Ceriani, del quale mi piacerebbe leggere qui su NI altre sue &quot;cose&quot;. Mentre il &quot;romito di Cupra Marittima&quot; è così inaccessibile nel suo romitaggio pre-internettiano che forse non basterà un chiamo per farlo arrivare fin qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Finalmente) un ottimo poeta (e un&#8217;ottima lettura complessiva della sua poesia). Quanto alla &#8220;forte maturità&#8221; del poeta a partire da &#8220;Istmi e chiuse&#8221; (1996) e, in relazione a ciò, quanto alla costante presenza nella sua poesia di forme metriche chiuse della tradizione poetica come l&#8217;endecasillabo, vorrei dire che De Signoribus sembra puntellare i propri frammenti poetici con questi moduli canonici della tradizione poetica, per poi rovesciarli proponendo una lettura altra dei suoi versi. Ossia una lettura fondata su un altro indicatore metrico-ritmico, decisivo per la poesia fine novecentesca, che è l&#8217;ictus o accento forte. E&#8217; l&#8217;ictus, mi pare, in De Signoribus a dare la reale scansione ritmica dei suoi versi, giocato su un ventaglio che va da 3 a 4 (e, più raramente, da 2 a 5) accenti ritmici forti, non già la misura endecasillaba in sé (o di qualsiasi altra forma canonica chiusa della tradizione) dei suoi versi. Difatti, la metrica varia, ma la ritmica degli ictus è più regolare. Altrimenti detto, per la poesia tardo-novecentesca (che nel caso di De Signoribus si protende nel XXI secolo) è indifferente che un verso sia un endecasillabo o un settenario, quello che conta è il numero di ictus per verso, perché su ciò si basa la sua costante ritmica. E in questo aspetto mi pare rientrare l&#8217;opposizione o il gioco dialettico individuato complessivamente da Ceriani tra intradosso (qui endecasillabo, o metrica canonica) e estradosso (o ictus, a moto centrifugo). Insomma, nel dettaglio metrico-ritmico mi pare risuonare quell'&#8221;eco&#8221; della contrapposizione intradosso vs estradosso individuata da Ceriani, del quale mi piacerebbe leggere qui su NI altre sue &#8220;cose&#8221;. Mentre il &#8220;romito di Cupra Marittima&#8221; è così inaccessibile nel suo romitaggio pre-internettiano che forse non basterà un chiamo per farlo arrivare fin qui.</p>
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