<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Autismi 5 &#8211; Il mio organo di riproduzione (2a parte)	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/18/autismi-5-2a-parte/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/18/autismi-5-2a-parte/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Feb 2009 12:43:08 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Carlo Capone		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/18/autismi-5-2a-parte/#comment-106216</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 12:43:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=14356#comment-106216</guid>

					<description><![CDATA[Scusate, ripeto il post, zeppo di refusi.

Non dobbiamo dimenticare che tra Moravia e chi oggi gli succede c’è un certo Calvino. Io non ho alcun dubbio che Sartori ignorasse   Io &#038; Lui, ma se anche l’avesse letto nulla di strano ci avrei trovato in quanto il postmoderno, con i suoi importanti risultati, ha reso possibili e preziose un’ampia gamma di rivisitazioni, specie  in chiave parodica e/o leggera, impensabili negli anni settanta. Negare un principio del genere significa cancellare appunto Calvino, ma poi Eco e poi ancora, o soprattutto, Tondelli.

Carlo Capone]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, ripeto il post, zeppo di refusi.</p>
<p>Non dobbiamo dimenticare che tra Moravia e chi oggi gli succede c’è un certo Calvino. Io non ho alcun dubbio che Sartori ignorasse   Io &amp; Lui, ma se anche l’avesse letto nulla di strano ci avrei trovato in quanto il postmoderno, con i suoi importanti risultati, ha reso possibili e preziose un’ampia gamma di rivisitazioni, specie  in chiave parodica e/o leggera, impensabili negli anni settanta. Negare un principio del genere significa cancellare appunto Calvino, ma poi Eco e poi ancora, o soprattutto, Tondelli.</p>
<p>Carlo Capone</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carlo Capone		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/18/autismi-5-2a-parte/#comment-106212</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 12:40:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=14356#comment-106212</guid>

					<description><![CDATA[Non dobbiamo dimenticare che tra Moravia e chi oggi gli  succede c&#039;è un certo Calvino. Io non ho alcun dubbio che Sartori ignorasse tutto  Io &#038; Lui, ma se anche l&#039;avesse fosse nulla di strano ci avrei trovato in quanto il postmoderno, con i suoi importanti risultati, ha reso possibili e preziose un&#039;ampia gamma di rivisitazioni, soprattutto  in chiave parodica e/o leggera, impensabili  negli anni settanta. Negare un principio del genere significa cancellare  appunto  Calvino , ma poi Eco e poi ancira, o soprattutto,  Tondelli.

Carlo Capone

Carlo Capone]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non dobbiamo dimenticare che tra Moravia e chi oggi gli  succede c&#8217;è un certo Calvino. Io non ho alcun dubbio che Sartori ignorasse tutto  Io &amp; Lui, ma se anche l&#8217;avesse fosse nulla di strano ci avrei trovato in quanto il postmoderno, con i suoi importanti risultati, ha reso possibili e preziose un&#8217;ampia gamma di rivisitazioni, soprattutto  in chiave parodica e/o leggera, impensabili  negli anni settanta. Negare un principio del genere significa cancellare  appunto  Calvino , ma poi Eco e poi ancira, o soprattutto,  Tondelli.</p>
<p>Carlo Capone</p>
<p>Carlo Capone</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/18/autismi-5-2a-parte/#comment-106183</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 10:27:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=14356#comment-106183</guid>

					<description><![CDATA[@ g.sartori
Caro Giacomo,
siamo perfettamente d&#039;accordo. E aggiungo che non ha nulla (non hai nulla, vada per il tu) da stare sulla difensiva. Uno dei valori comunicativi della letteratura sta proprio in quello che dici, cioè in quella sorta di &quot;inconscio letterario&quot; che presiede a ogni creazione . A volta la bellezza ( e la novità)  la si coglie non tanto in COSA si dice ma in COME si dice la tal cosa. Ecco perchè il tuo racconto, nello stile e nell&#039;impostazione è vicino a Diderot, ma ne è distante nei temi e contenuti, ed è - mutatis mutandis, si capisce- vicino all &#039; Io e Lui di Moravia nei temi e contenuti,  ma lontano nello stile. Proprio per le ragioni da te addotte e che condivido. Il mondo evocato da Moravia, con le sue tare eccetera, è ancora largamente quello che viviamo,mutatis mutandis.
Il fatto poi che vivi molto all&#039;estero, mi spiega il francesismo di quel &quot;da degli scienziati...&quot; (par des savants), piuttosto che &quot;da scienziati...&quot;
Quando posso leggo di tutto e di più, compresa la Nothomb, ma poi - gira e rigira- davanti a un testo, è più facile ricordarsi di Moravia o Diderot che di altri più &quot;à la page&quot;. Sarà per quei famosi &quot;sottotesti&quot; o per quel famigerato &quot;inconscio letterario&quot;.  O , semplicemente, perchè sono ormai dei classici.
Beh, è questo l&#039;augurio che ti faccio. Che tu possa diventarlo.
Saldan]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ g.sartori<br />
Caro Giacomo,<br />
siamo perfettamente d&#8217;accordo. E aggiungo che non ha nulla (non hai nulla, vada per il tu) da stare sulla difensiva. Uno dei valori comunicativi della letteratura sta proprio in quello che dici, cioè in quella sorta di &#8220;inconscio letterario&#8221; che presiede a ogni creazione . A volta la bellezza ( e la novità)  la si coglie non tanto in COSA si dice ma in COME si dice la tal cosa. Ecco perchè il tuo racconto, nello stile e nell&#8217;impostazione è vicino a Diderot, ma ne è distante nei temi e contenuti, ed è &#8211; mutatis mutandis, si capisce- vicino all &#8216; Io e Lui di Moravia nei temi e contenuti,  ma lontano nello stile. Proprio per le ragioni da te addotte e che condivido. Il mondo evocato da Moravia, con le sue tare eccetera, è ancora largamente quello che viviamo,mutatis mutandis.<br />
Il fatto poi che vivi molto all&#8217;estero, mi spiega il francesismo di quel &#8220;da degli scienziati&#8230;&#8221; (par des savants), piuttosto che &#8220;da scienziati&#8230;&#8221;<br />
Quando posso leggo di tutto e di più, compresa la Nothomb, ma poi &#8211; gira e rigira- davanti a un testo, è più facile ricordarsi di Moravia o Diderot che di altri più &#8220;à la page&#8221;. Sarà per quei famosi &#8220;sottotesti&#8221; o per quel famigerato &#8220;inconscio letterario&#8221;.  O , semplicemente, perchè sono ormai dei classici.<br />
Beh, è questo l&#8217;augurio che ti faccio. Che tu possa diventarlo.<br />
Saldan</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giacomo s.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/18/autismi-5-2a-parte/#comment-106146</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo s.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 20:51:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=14356#comment-106146</guid>

					<description><![CDATA[@ Salvatore
giuro sulle mie mutande che non ho mai letto Io &#038; Lui, anche se (molto tempo fa) ho letto altri testi di Moravia, apprezzando soprattutto i racconti. E quindi sembra pure a me interessante - non sei solo tu a dirlo - che ci siano delle analogie, di temi ma forse non solo. O meglio, a dir la verità non mi stupisce per nulla. Come ho cercato di dire più volte - forse molto male, e sicuramente con un approccio molto empirico - anche qui su NI, credo che gli scrittori che scrivono in una data lingua (grandi, piccoli, famosi, negletti…) e la “abitano”, esistano dei legami profondissimi e molto sottovalutati. Molto più forti, anche se viviamo in un mondo globale, e nonostante se dio vuole la letteratura globale lo sia sempre stata, con continue influenze e rimbalzi da una lingua all’altra (i francesi che influenzano gli americani che poi a loro volta influenzano i francesi …), dei legami appunto da scrittori di lingue diverse. I tabù, i cliché, le possibilità umoristiche, i rovesciamenti paradossali … sono esattamente gli stessi. Tanto più in Italia, dove le ristrettezze culturali le vivono beninteso anche gli scrittori, esattamente come tutti gli altri. Anche chi legge Diderot invece di Amelie Nothomb, anche chi – come il sottoscritto – vive da decenni all’estero. E purtroppo il periodo di Moravia (= Moravia è pur sempre uno scrittore della sua generazione, anche se è vissuto e scritto a lungo) ci è molto più vicino di quanto si potrebbe pensare, e di quanto sarebbe normale che fosse. Il fascismo e l’antifascismo, e i loro immaginari, sono onnipresenti, se non altro in filigrana, nella cultura italiana. E appunto, ma lo dici tu stesso, non è solo la borghesia cheè la stessa. E allora possono appunto succedere di queste cose. Certo potrebbe succedere anche che un mio testo ricalchi quello di un autore nepalese, per carità, o più verosimilmente di un belga, e qualche volta succede (si può benissimo conoscere un autore attraverso altri autori, del resto), ma credo che le analogie sarebbero meno serrate. Tanto più quando si parla di sesso e affini, dove abbiamo appunto le nostre ben specifiche e più o meno felliniane tare. Naturalmente leggerò Io &#038; Lui]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Salvatore<br />
giuro sulle mie mutande che non ho mai letto Io &amp; Lui, anche se (molto tempo fa) ho letto altri testi di Moravia, apprezzando soprattutto i racconti. E quindi sembra pure a me interessante &#8211; non sei solo tu a dirlo &#8211; che ci siano delle analogie, di temi ma forse non solo. O meglio, a dir la verità non mi stupisce per nulla. Come ho cercato di dire più volte &#8211; forse molto male, e sicuramente con un approccio molto empirico &#8211; anche qui su NI, credo che gli scrittori che scrivono in una data lingua (grandi, piccoli, famosi, negletti…) e la “abitano”, esistano dei legami profondissimi e molto sottovalutati. Molto più forti, anche se viviamo in un mondo globale, e nonostante se dio vuole la letteratura globale lo sia sempre stata, con continue influenze e rimbalzi da una lingua all’altra (i francesi che influenzano gli americani che poi a loro volta influenzano i francesi …), dei legami appunto da scrittori di lingue diverse. I tabù, i cliché, le possibilità umoristiche, i rovesciamenti paradossali … sono esattamente gli stessi. Tanto più in Italia, dove le ristrettezze culturali le vivono beninteso anche gli scrittori, esattamente come tutti gli altri. Anche chi legge Diderot invece di Amelie Nothomb, anche chi – come il sottoscritto – vive da decenni all’estero. E purtroppo il periodo di Moravia (= Moravia è pur sempre uno scrittore della sua generazione, anche se è vissuto e scritto a lungo) ci è molto più vicino di quanto si potrebbe pensare, e di quanto sarebbe normale che fosse. Il fascismo e l’antifascismo, e i loro immaginari, sono onnipresenti, se non altro in filigrana, nella cultura italiana. E appunto, ma lo dici tu stesso, non è solo la borghesia cheè la stessa. E allora possono appunto succedere di queste cose. Certo potrebbe succedere anche che un mio testo ricalchi quello di un autore nepalese, per carità, o più verosimilmente di un belga, e qualche volta succede (si può benissimo conoscere un autore attraverso altri autori, del resto), ma credo che le analogie sarebbero meno serrate. Tanto più quando si parla di sesso e affini, dove abbiamo appunto le nostre ben specifiche e più o meno felliniane tare. Naturalmente leggerò Io &amp; Lui</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/18/autismi-5-2a-parte/#comment-106141</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 19:55:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=14356#comment-106141</guid>

					<description><![CDATA[Un giorno andai a una festa in una casa molto ricca, piena di opere d&#039;arte, di cui non conoscevo il proprietario. 
Mi accompagnava un amico.

Appena entrati vidi uno splendido ritratto e chiesi al mio amico:
- E&#039; lui? Il padrone di casa?
- Mah, non proprio. Mi pare piuttosto simile a quella.
Rispose il mio amico, indicando, appesa a un&#039;altra parete, la fotografia di un famoso fotografo che ritraeva lo stesso personaggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno andai a una festa in una casa molto ricca, piena di opere d&#8217;arte, di cui non conoscevo il proprietario.<br />
Mi accompagnava un amico.</p>
<p>Appena entrati vidi uno splendido ritratto e chiesi al mio amico:<br />
&#8211; E&#8217; lui? Il padrone di casa?<br />
&#8211; Mah, non proprio. Mi pare piuttosto simile a quella.<br />
Rispose il mio amico, indicando, appesa a un&#8217;altra parete, la fotografia di un famoso fotografo che ritraeva lo stesso personaggio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/18/autismi-5-2a-parte/#comment-106138</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 19:27:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=14356#comment-106138</guid>

					<description><![CDATA[Ecco, in qualche modo Carlo Capone rende in parte giustizia al testo di Moravia il quale, si sa, non ha nelle sue corde la dote dell&#039;ironia, ed ha una scrittura dallo stile scarno, talvolta piatto, ma di sicuro ha detto cose toste su una borghesia (piccolissima, piccola, media e grande) che è quella che è (anche adesso, rimasta tale e quale, mutatis &quot;mutandis&quot;&quot;... e mutandis inteso non solo nel senso letterale, ma anche maccheronico), lo ha fatto in tempi meno facili di adesso (a partire dagli anni trenta) e, come tutti i moralisti (nell&#039;accezione positiva del termine), ha -per paradosso- una &quot;tensione etica&quot;, anche lui nonostante. Ma non si dica che la sua è una scittura &quot;pornografica&quot; (Che sciocchezza!). Però tutto questo c&#039;entra solo marginalmente con il testo di Sartori, che , giustamente, è ironico e leggero. Ma, se Sartori me lo consente, ha comunque a che fare con i temi sollevati da Moravia e in qualche modo ripresi da Capone. Magari &quot;nonostante&quot; le intenzioni di Sartori. In tal caso, la cosa depone A FAVORE del suo testo. Vuol dire che non è affatto banale, ma denso di &quot;sottotesti&quot;. E dunque efficace. E mi pare di averlo detto. Se mi ero permesso delle osservazioni era proprio in virtù dell&#039;efficacia del testo, che &quot;funziona&quot; e dunque &quot;cattura&quot; l&#039;attenzione.
Infine, posto che non ho nessuna ambizone di essere &quot;penna virtuale&quot; in sanguinoso agguato, ma - al pari di Vérionique, che sia sempre benedetta per il suo candore! - mi muove il solo &quot;diletto&quot; della lettura,; e allora dico, infine, che se ne fa uno scrittore del solo e solito coro plaudente e acritico?
Comunque, bravo Sartori, le fa onore rivendicare un debito verso Diderot. Ma, mi creda, anche senza che lei l&#039;abbia voluto, qualcosa ha a che fare il suo testo con qello di Moravia . E, opinione personale, non credo sia un danno. Mutatis &quot;mutandis&quot;.
Con stima

Saldan]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, in qualche modo Carlo Capone rende in parte giustizia al testo di Moravia il quale, si sa, non ha nelle sue corde la dote dell&#8217;ironia, ed ha una scrittura dallo stile scarno, talvolta piatto, ma di sicuro ha detto cose toste su una borghesia (piccolissima, piccola, media e grande) che è quella che è (anche adesso, rimasta tale e quale, mutatis &#8220;mutandis&#8221;&#8221;&#8230; e mutandis inteso non solo nel senso letterale, ma anche maccheronico), lo ha fatto in tempi meno facili di adesso (a partire dagli anni trenta) e, come tutti i moralisti (nell&#8217;accezione positiva del termine), ha -per paradosso- una &#8220;tensione etica&#8221;, anche lui nonostante. Ma non si dica che la sua è una scittura &#8220;pornografica&#8221; (Che sciocchezza!). Però tutto questo c&#8217;entra solo marginalmente con il testo di Sartori, che , giustamente, è ironico e leggero. Ma, se Sartori me lo consente, ha comunque a che fare con i temi sollevati da Moravia e in qualche modo ripresi da Capone. Magari &#8220;nonostante&#8221; le intenzioni di Sartori. In tal caso, la cosa depone A FAVORE del suo testo. Vuol dire che non è affatto banale, ma denso di &#8220;sottotesti&#8221;. E dunque efficace. E mi pare di averlo detto. Se mi ero permesso delle osservazioni era proprio in virtù dell&#8217;efficacia del testo, che &#8220;funziona&#8221; e dunque &#8220;cattura&#8221; l&#8217;attenzione.<br />
Infine, posto che non ho nessuna ambizone di essere &#8220;penna virtuale&#8221; in sanguinoso agguato, ma &#8211; al pari di Vérionique, che sia sempre benedetta per il suo candore! &#8211; mi muove il solo &#8220;diletto&#8221; della lettura,; e allora dico, infine, che se ne fa uno scrittore del solo e solito coro plaudente e acritico?<br />
Comunque, bravo Sartori, le fa onore rivendicare un debito verso Diderot. Ma, mi creda, anche senza che lei l&#8217;abbia voluto, qualcosa ha a che fare il suo testo con qello di Moravia . E, opinione personale, non credo sia un danno. Mutatis &#8220;mutandis&#8221;.<br />
Con stima</p>
<p>Saldan</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carlo Capone		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/18/autismi-5-2a-parte/#comment-106126</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 17:45:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=14356#comment-106126</guid>

					<description><![CDATA[Con Io &#038; Lui ( non certo tra le sue migliori produzioni) Moravia sceneggia  le pretese dell&#039;Es nei riguardi di un Io impaurito e fellone, con il datato Super Io a pretendere sublimazione  nell&#039;impegno cultural- rivoluzionario. Quel poveraccio di Io cerca di porre rimedio sia alle pretese del membro che alle istanze superiori sottoponendosi a umilianti confronti con un giovin fighetto,  indisponente, intellettuale a modo suo,  un po&#039; stronzillo, che non perde occasione di rimproverargli  una cocente appartenenza alla classe borghese. Andrà, il nostro eroe, andrà perfino da un amico  psicoanalista cui, non sostenendone i silenzi, rinfaccerà per ritorsione il fallimento esistenziale e professionale. Ma il fallito è lui, come si evince dalla narrazione e  dagli esiti della vicenda, e se anche non lo  fosse una cosa  è certa:  mai parlare di falliti in casa del fallo.

Carlo Capone]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con Io &amp; Lui ( non certo tra le sue migliori produzioni) Moravia sceneggia  le pretese dell&#8217;Es nei riguardi di un Io impaurito e fellone, con il datato Super Io a pretendere sublimazione  nell&#8217;impegno cultural- rivoluzionario. Quel poveraccio di Io cerca di porre rimedio sia alle pretese del membro che alle istanze superiori sottoponendosi a umilianti confronti con un giovin fighetto,  indisponente, intellettuale a modo suo,  un po&#8217; stronzillo, che non perde occasione di rimproverargli  una cocente appartenenza alla classe borghese. Andrà, il nostro eroe, andrà perfino da un amico  psicoanalista cui, non sostenendone i silenzi, rinfaccerà per ritorsione il fallimento esistenziale e professionale. Ma il fallito è lui, come si evince dalla narrazione e  dagli esiti della vicenda, e se anche non lo  fosse una cosa  è certa:  mai parlare di falliti in casa del fallo.</p>
<p>Carlo Capone</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: honeyboy		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/18/autismi-5-2a-parte/#comment-106097</link>

		<dc:creator><![CDATA[honeyboy]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 13:03:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=14356#comment-106097</guid>

					<description><![CDATA[davvero bello, ecco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>davvero bello, ecco</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/18/autismi-5-2a-parte/#comment-106092</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 12:33:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=14356#comment-106092</guid>

					<description><![CDATA[beeeeelllo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>beeeeelllo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/18/autismi-5-2a-parte/#comment-106081</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 11:41:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=14356#comment-106081</guid>

					<description><![CDATA[Grazie Saldan,

e la parola in dialetto napoletano mi va benissimo.

Con affetto e amicizia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Saldan,</p>
<p>e la parola in dialetto napoletano mi va benissimo.</p>
<p>Con affetto e amicizia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-04-17 15:30:22 by W3 Total Cache
-->