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	Commenti a: Per Witold Gombrowicz: un elogio	</title>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/22/per-witold-gombrowicz-un-elogio/#comment-106736</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 09:56:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Aggiungo con la mia piccola voce che A Capofitto è un romanzo di lingua esilarante, ricca, saporosa come un pranzo a Napoli. Le parole sono cibo lussureggiante con bellezza mostruosa. Si entra nella caverna dei sogni, alla matrice della madre prima: la città partorita in doglia sempre.

Ringrazio Salvatore d&#039;Angelo per la scoperta di questa grande voce di Napuli.

Consiglio anche la lettura du festin de la comtesse Fritouille (racconto ) di Gombrowicz]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo con la mia piccola voce che A Capofitto è un romanzo di lingua esilarante, ricca, saporosa come un pranzo a Napoli. Le parole sono cibo lussureggiante con bellezza mostruosa. Si entra nella caverna dei sogni, alla matrice della madre prima: la città partorita in doglia sempre.</p>
<p>Ringrazio Salvatore d&#8217;Angelo per la scoperta di questa grande voce di Napuli.</p>
<p>Consiglio anche la lettura du festin de la comtesse Fritouille (racconto ) di Gombrowicz</p>
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		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/22/per-witold-gombrowicz-un-elogio/#comment-106702</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 21:45:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma in &quot;Diario&quot; c&#039;era questa chiusa: &quot;Ribellarmi? Ma come? Io? Un servo?&quot; E già che ci sono, mi pare che la prescrizione di Gombrowicz:
&quot;Non scrivere mai dell’autore e nemmeno della sua opera, bensì di te stesso in rapporto all’opera o all’autore&quot; sia giusta nel rivendicare la legittimità di riportare l&#039;opera letteraria alla contemporaneità del lettore, ossia la lettura di un&#039;opera, in qualsiasi epoca la si legga, è sempre rapporto tra due contemporaneità. In questo, a mio avviso, l&#039;opera scritta nel passato è sempre viva e attuale, essa vive con gli occhi del lettore presente. E&#039; la ricezione di un&#039;opera attraverso le varie epoche storiche che ce la fa apparire sempre come se fosse stata scritta oggi. Però, anche alla filologia bisogna riconoscere il proprio ruolo, indispensabile nella conoscenza storica dell&#039;opera e della cultura di quel tempo storico che l&#039;ha resa possibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma in &#8220;Diario&#8221; c&#8217;era questa chiusa: &#8220;Ribellarmi? Ma come? Io? Un servo?&#8221; E già che ci sono, mi pare che la prescrizione di Gombrowicz:<br />
&#8220;Non scrivere mai dell’autore e nemmeno della sua opera, bensì di te stesso in rapporto all’opera o all’autore&#8221; sia giusta nel rivendicare la legittimità di riportare l&#8217;opera letteraria alla contemporaneità del lettore, ossia la lettura di un&#8217;opera, in qualsiasi epoca la si legga, è sempre rapporto tra due contemporaneità. In questo, a mio avviso, l&#8217;opera scritta nel passato è sempre viva e attuale, essa vive con gli occhi del lettore presente. E&#8217; la ricezione di un&#8217;opera attraverso le varie epoche storiche che ce la fa apparire sempre come se fosse stata scritta oggi. Però, anche alla filologia bisogna riconoscere il proprio ruolo, indispensabile nella conoscenza storica dell&#8217;opera e della cultura di quel tempo storico che l&#8217;ha resa possibile.</p>
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		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/22/per-witold-gombrowicz-un-elogio/#comment-106455</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 17:59:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...oops, il criticismo è letterario, non letteraio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;oops, il criticismo è letterario, non letteraio.</p>
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		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 17:57:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...e allora leggete &quot;A capofitto&quot; (dell&#039;autore del post), dove uno dei personaggi attanti nella sarabanda &quot;Post-picaresca&quot; (vai, mi concedo una botta di criticismo letteraio) si chiama- e non a caso- Gombro.
Comunque, sempre lucidissimo e innamorato della letteratura, Montesano, fino a &quot;perdersi&quot; dietro il sogno di una iraggiungibile ( o meglio intrattenibile) bellezza!
Si, amici, leggete o ri-leggete A CAPOFITTO, il romanzo d&#039;esordio di Giuseppe Montesano. Lo trovate in una comoda edizione degli Oscar Mondadori, vi trovate &quot;messe in scena&quot;, sotto i vostri occhi e con la forza della rappresentazione comico/grottesca , gran parte delle considerazioni estetiche presenti in questo post.Corroborate dall&#039;occhio affascinato, indignato e trasognato di Montesano su una realtà che è essa stessa epifania del grottesco;dove il bello è un fuggevole lampo fermentato dalle bassezze e dalle brutture del reale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;e allora leggete &#8220;A capofitto&#8221; (dell&#8217;autore del post), dove uno dei personaggi attanti nella sarabanda &#8220;Post-picaresca&#8221; (vai, mi concedo una botta di criticismo letteraio) si chiama- e non a caso- Gombro.<br />
Comunque, sempre lucidissimo e innamorato della letteratura, Montesano, fino a &#8220;perdersi&#8221; dietro il sogno di una iraggiungibile ( o meglio intrattenibile) bellezza!<br />
Si, amici, leggete o ri-leggete A CAPOFITTO, il romanzo d&#8217;esordio di Giuseppe Montesano. Lo trovate in una comoda edizione degli Oscar Mondadori, vi trovate &#8220;messe in scena&#8221;, sotto i vostri occhi e con la forza della rappresentazione comico/grottesca , gran parte delle considerazioni estetiche presenti in questo post.Corroborate dall&#8217;occhio affascinato, indignato e trasognato di Montesano su una realtà che è essa stessa epifania del grottesco;dove il bello è un fuggevole lampo fermentato dalle bassezze e dalle brutture del reale.</p>
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		Di: chi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[chi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 15:33:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io ho letto Ferdydurke e Pornografia (Pornograzia in un certo senso) e la Lezione di filosofia, e per quanto possa essere inutile, dannoso, antiletterario perché possessivo molte delle cose che amo, ho che ho amato (come il mio gatto rosso), si chiamano Witold.
Witold.
bel post e bello che sia stato postato qui.
chi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho letto Ferdydurke e Pornografia (Pornograzia in un certo senso) e la Lezione di filosofia, e per quanto possa essere inutile, dannoso, antiletterario perché possessivo molte delle cose che amo, ho che ho amato (come il mio gatto rosso), si chiamano Witold.<br />
Witold.<br />
bel post e bello che sia stato postato qui.<br />
chi</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/02/22/per-witold-gombrowicz-un-elogio/#comment-106435</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 15:26:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto solo Cosmo, e mi ha molto intrigato, specie all&#039;inizio. Poi ricordo un monologo delirante davvero gustoso verso la fine del libro. Mi è piaciuta la sua imprevedibilità. Però la mancanza di senso e di connessione tra gli atti narrati - questo è ciò che percepisco io, ma può esser dovuto a un mio limite di interpretazione - a me fa rimanere, con questo libro come con altri, con la sensazione di un esercizio un po&#039; fine a se stesso, e forse per questo mi vien da pensarlo come un romanzo notevole ma non come un capolavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto solo Cosmo, e mi ha molto intrigato, specie all&#8217;inizio. Poi ricordo un monologo delirante davvero gustoso verso la fine del libro. Mi è piaciuta la sua imprevedibilità. Però la mancanza di senso e di connessione tra gli atti narrati &#8211; questo è ciò che percepisco io, ma può esser dovuto a un mio limite di interpretazione &#8211; a me fa rimanere, con questo libro come con altri, con la sensazione di un esercizio un po&#8217; fine a se stesso, e forse per questo mi vien da pensarlo come un romanzo notevole ma non come un capolavoro.</p>
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