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	Commenti a: Autismi 6 &#8211; Il mio primo infarto (2a parte)	</title>
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		Di: Diamante		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diamante]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 08:14:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho capito se il racconto è finito. In ogni caso, la seconda parte mi è piaciuta di più della prima, specie per via del ritmo, un ritmo parlato che segue con efficacia lo svolgersi degli eventi dentro e fuori il protagonista, aderendo bene alla situazione. Alcuni punti poi hanno a mio avviso effetti di crudo umorismo, volutamente &quot;rozzo&quot;. Inoltre si è venuta chiarendo la figura materna, che pare, assieme alla famiglia di infartuati, la chiave di lettura del racconto, ovvero: in che maniera una famiglia - la tua famiglia - ti può rovinare senza che tu te ne renda conto abbastanza da reagire? Un inganno che finisce per ribaltare anche l&#039;assunto iniziale dell&#039;infarto, il quale è aprioristicamente infarto per via dei trascorsi familiari e delle maligne dosi di cibo materne. Questo, se il racconto finisse qua, sarebbe in fondo il senso che ne ricaverei: il pericolo può esserti molto vicino, addirittura intimo (la tua famiglia, il tuo corpo), così intimo che tu non riesci più a comprenderlo, e ti ci perdi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho capito se il racconto è finito. In ogni caso, la seconda parte mi è piaciuta di più della prima, specie per via del ritmo, un ritmo parlato che segue con efficacia lo svolgersi degli eventi dentro e fuori il protagonista, aderendo bene alla situazione. Alcuni punti poi hanno a mio avviso effetti di crudo umorismo, volutamente &#8220;rozzo&#8221;. Inoltre si è venuta chiarendo la figura materna, che pare, assieme alla famiglia di infartuati, la chiave di lettura del racconto, ovvero: in che maniera una famiglia &#8211; la tua famiglia &#8211; ti può rovinare senza che tu te ne renda conto abbastanza da reagire? Un inganno che finisce per ribaltare anche l&#8217;assunto iniziale dell&#8217;infarto, il quale è aprioristicamente infarto per via dei trascorsi familiari e delle maligne dosi di cibo materne. Questo, se il racconto finisse qua, sarebbe in fondo il senso che ne ricaverei: il pericolo può esserti molto vicino, addirittura intimo (la tua famiglia, il tuo corpo), così intimo che tu non riesci più a comprenderlo, e ti ci perdi.</p>
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		Di: vito		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 07:57:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... strepitoso]]></description>
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