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	Commenti a: da &#8220;peepshow&#8221;	</title>
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		<title>
		Di: db		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 09:52:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[complimenti
(e un altro nordestino è in finale al baghetta...)]]></description>
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(e un altro nordestino è in finale al baghetta&#8230;)</p>
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		Di: Diamante		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diamante]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 08:17:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Analizzo di volo, una a una, le poesie di Turra.
SUPERFICI: non mi piace il termine &quot;ermafroditi&quot; - un vero pugno in un occhio - né l&#039;espressione latina &quot;tabulae incisae&quot;, che rende pretenzioso un discorso semplice, o meglio un discorso complesso condotto in modo semplice e piano, il che mi pareva l&#039;artificio migliore del brano; il brano ci portava per mano (chiedo venia per la rima) verso questa situazione di solitudine da pesci in un acquario, da quotidianità in apparenza innocua e invece spietata, ma il latino distrugge a mio avviso il tentativo di rendere l&#039;incomunicabilità, in quanto è lingua in disuso, con cui è già di per sé difficile comunicare. Il latino sbianca il grassetto nero dell&#039;incomunicabilità vera e drammatica, non quella delle parole (che pure vengono scambiate sempre meno), ma quella di ciò che sta dietro alle parole, o oltre. E anche stilisticamente, in un contesto di lingua &quot;facile&quot; il latino stona, mi sembra inutile orpello.
QUATTRO A. M. : è il brano migliore, l&#039;unico che mi sia piaciuto, sul quale faccio i complimenti all&#039;autore e non trovo appunti da fare. Perfetta l&#039;adesione della forma al contenuto.
L&#039;IO CHE ERO IO A SEDICI ANNI: &quot;cigliato protozoo/millepiedi incapsulato&quot; è da riga blu, ma in generale il brano è banale, eccezion fatta per l&#039;ultima strofa, che per me avrebbe potuto rappresentare l&#039;intera poesia, guadagnando in profondità, spiazzamento, densità emotiva. Ciò che precede è sin troppo inflazionato.
POESIA SENZA TITOLO IN CORSIVO: mi sembra insignificante.
BRICOLAGE: &quot;ineccepibile controllo mimico&quot; , brr. Anche qui, bella esclusivamente l&#039;ultima strofa, che poteva starsene da sola a costituire l&#039;intero brano o quasi, naturalmente cambiando titolo; infatti a cos&#039;altro porta il testo, se non a una esausta riflessione su quanto questa giovane donna attraente sia già stanca? E&#039; evidentemente quello il tema già dal primo verso, e la trattazione non ha nulla di originale tranne appunto il finale, che possiede invece un che di fulmineo, irrevocabile, un punto di non ritorno tragico, ma senza ovvietà: essere consapevoli da dove venga il proprio male, e male farsi, ciononostante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Analizzo di volo, una a una, le poesie di Turra.<br />
SUPERFICI: non mi piace il termine &#8220;ermafroditi&#8221; &#8211; un vero pugno in un occhio &#8211; né l&#8217;espressione latina &#8220;tabulae incisae&#8221;, che rende pretenzioso un discorso semplice, o meglio un discorso complesso condotto in modo semplice e piano, il che mi pareva l&#8217;artificio migliore del brano; il brano ci portava per mano (chiedo venia per la rima) verso questa situazione di solitudine da pesci in un acquario, da quotidianità in apparenza innocua e invece spietata, ma il latino distrugge a mio avviso il tentativo di rendere l&#8217;incomunicabilità, in quanto è lingua in disuso, con cui è già di per sé difficile comunicare. Il latino sbianca il grassetto nero dell&#8217;incomunicabilità vera e drammatica, non quella delle parole (che pure vengono scambiate sempre meno), ma quella di ciò che sta dietro alle parole, o oltre. E anche stilisticamente, in un contesto di lingua &#8220;facile&#8221; il latino stona, mi sembra inutile orpello.<br />
QUATTRO A. M. : è il brano migliore, l&#8217;unico che mi sia piaciuto, sul quale faccio i complimenti all&#8217;autore e non trovo appunti da fare. Perfetta l&#8217;adesione della forma al contenuto.<br />
L&#8217;IO CHE ERO IO A SEDICI ANNI: &#8220;cigliato protozoo/millepiedi incapsulato&#8221; è da riga blu, ma in generale il brano è banale, eccezion fatta per l&#8217;ultima strofa, che per me avrebbe potuto rappresentare l&#8217;intera poesia, guadagnando in profondità, spiazzamento, densità emotiva. Ciò che precede è sin troppo inflazionato.<br />
POESIA SENZA TITOLO IN CORSIVO: mi sembra insignificante.<br />
BRICOLAGE: &#8220;ineccepibile controllo mimico&#8221; , brr. Anche qui, bella esclusivamente l&#8217;ultima strofa, che poteva starsene da sola a costituire l&#8217;intero brano o quasi, naturalmente cambiando titolo; infatti a cos&#8217;altro porta il testo, se non a una esausta riflessione su quanto questa giovane donna attraente sia già stanca? E&#8217; evidentemente quello il tema già dal primo verso, e la trattazione non ha nulla di originale tranne appunto il finale, che possiede invece un che di fulmineo, irrevocabile, un punto di non ritorno tragico, ma senza ovvietà: essere consapevoli da dove venga il proprio male, e male farsi, ciononostante.</p>
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		Di: elena		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 23:43:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Belle, davvero. E finalmente anche da nord est arriva qualcosa di buono.:))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Belle, davvero. E finalmente anche da nord est arriva qualcosa di buono.:))</p>
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		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/11/da-peepshow/#comment-108041</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 22:20:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro Giovanni, ben atterrato in NI! Un altro &quot;bravo&quot; dal tuo vecchio prefatore...]]></description>
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		Di: luigisocci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/11/da-peepshow/#comment-108029</link>

		<dc:creator><![CDATA[luigisocci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 18:51:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[leggo ancora una volta con vivo interesse le poesie del turra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>leggo ancora una volta con vivo interesse le poesie del turra</p>
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		Di: Natàlia Castaldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/11/da-peepshow/#comment-108023</link>

		<dc:creator><![CDATA[Natàlia Castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 16:57:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bravissimo, bellissime.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bravissimo, bellissime.</p>
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		<title>
		Di: Soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/11/da-peepshow/#comment-107982</link>

		<dc:creator><![CDATA[Soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 07:30:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trovo in Giovanni Turra un inaspettato fratello.

Sarà il nome, saranno le parole in bocca a un mattino insonne
saranno le sedie del bar di piazza Pola
tutto mira a nascondere il fatto che le cose sono altre
cose scomparse da anni alla vista e richiamate un mattino
in Nazione Indiana

Sassari non è Treviso, la piazza Tola
Turra che storpia Torres è Turritania
sparita quando avevo sedicianni

la giovane prof, non supplente, ma magra
è l&#039;unica maestra che abbia avuto
è lei che una volta mi scrisse:

&quot;non importa il costo che sta dietro le parole - costo in termini di sofferenza ecc. -  al crudele lettore questo non importa affatto, mai.&quot;

a proposito di un manoscritto che iniziava con un&#039;altra piazza ancora:


PIAZZA DELLA SIGNORIA


gli ombrelloni di Rivoire
, riposti per la minaccia di pioggia
  fanno bruciare d’invidia
  il Biancone, con la loro eleganza

sempre questa piazza,
ricorda a Savonarola 
che non soltanto gli uomini
soffrono ad essere bruciati

la giornata è oscura
il cielo coperto
, ma la pioggia non viene
: tra poco la normalità
  farà ancora mostra di sé]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo in Giovanni Turra un inaspettato fratello.</p>
<p>Sarà il nome, saranno le parole in bocca a un mattino insonne<br />
saranno le sedie del bar di piazza Pola<br />
tutto mira a nascondere il fatto che le cose sono altre<br />
cose scomparse da anni alla vista e richiamate un mattino<br />
in Nazione Indiana</p>
<p>Sassari non è Treviso, la piazza Tola<br />
Turra che storpia Torres è Turritania<br />
sparita quando avevo sedicianni</p>
<p>la giovane prof, non supplente, ma magra<br />
è l&#8217;unica maestra che abbia avuto<br />
è lei che una volta mi scrisse:</p>
<p>&#8220;non importa il costo che sta dietro le parole &#8211; costo in termini di sofferenza ecc. &#8211;  al crudele lettore questo non importa affatto, mai.&#8221;</p>
<p>a proposito di un manoscritto che iniziava con un&#8217;altra piazza ancora:</p>
<p>PIAZZA DELLA SIGNORIA</p>
<p>gli ombrelloni di Rivoire<br />
, riposti per la minaccia di pioggia<br />
  fanno bruciare d’invidia<br />
  il Biancone, con la loro eleganza</p>
<p>sempre questa piazza,<br />
ricorda a Savonarola<br />
che non soltanto gli uomini<br />
soffrono ad essere bruciati</p>
<p>la giornata è oscura<br />
il cielo coperto<br />
, ma la pioggia non viene<br />
: tra poco la normalità<br />
  farà ancora mostra di sé</p>
]]></content:encoded>
		
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