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	Commenti a: Achille e la tartaruga	</title>
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		<title>
		Di: Achille finalmente raggiunge la tartaruga - Nazione Indiana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/12/achille-e-la-tartaruga/#comment-108669</link>

		<dc:creator><![CDATA[Achille finalmente raggiunge la tartaruga - Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 08:00:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Parlando della presa del pensiero sulla realtà, spero di avervi convinto almeno di una cosa, che per superare, risolvere, capire davvero quello che sembra un paradosso, occorre andargli dentro e spiegarlo con le sue stesse armi: nel caso della storia di Achille e della tartaruga, non basta cioè l’osservazione sperimentale del fatto che voi – ancorché non siate il Piè Veloce – raggiungete facilmente, se volete, qualsiasi tartaruga arranchi davanti ai vostri piedi (in terra, perché in mare con quelle delle Galàpagos, non saprei…), e neppure basta una procedura apparentemente più razionale, e cioè quello che seguirebbe qualsiasi studente di meccanica cui venisse posto il problema così formulato: dato Achille che corre con velocità V e parte da un punto distante a dal punto, davanti a lui, dal quale parte una tartaruga che comincia a correre (si fa per dire) con velocità v nello stesso istante nel quale comincia Achille e ovviamente nella stessa direzione, dopo quanto tempo (se, come si presume, V è maggiore di v) Achille raggiunge la tartaruga e a che distanza dal punto di partenza di Achille? A questo problema qualsiasi studente liceale che sappia i primi elementi di cinematica risponde in minuti quattro che il tempo richiesto è pari a a /(V-v) e che il punto nel quale avviene il sorpasso dista aV / (V-v) dal punto di partenza di Achille. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Parlando della presa del pensiero sulla realtà, spero di avervi convinto almeno di una cosa, che per superare, risolvere, capire davvero quello che sembra un paradosso, occorre andargli dentro e spiegarlo con le sue stesse armi: nel caso della storia di Achille e della tartaruga, non basta cioè l’osservazione sperimentale del fatto che voi – ancorché non siate il Piè Veloce – raggiungete facilmente, se volete, qualsiasi tartaruga arranchi davanti ai vostri piedi (in terra, perché in mare con quelle delle Galàpagos, non saprei…), e neppure basta una procedura apparentemente più razionale, e cioè quello che seguirebbe qualsiasi studente di meccanica cui venisse posto il problema così formulato: dato Achille che corre con velocità V e parte da un punto distante a dal punto, davanti a lui, dal quale parte una tartaruga che comincia a correre (si fa per dire) con velocità v nello stesso istante nel quale comincia Achille e ovviamente nella stessa direzione, dopo quanto tempo (se, come si presume, V è maggiore di v) Achille raggiunge la tartaruga e a che distanza dal punto di partenza di Achille? A questo problema qualsiasi studente liceale che sappia i primi elementi di cinematica risponde in minuti quattro che il tempo richiesto è pari a a /(V-v) e che il punto nel quale avviene il sorpasso dista aV / (V-v) dal punto di partenza di Achille. [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/12/achille-e-la-tartaruga/#comment-108535</link>

		<dc:creator><![CDATA[Soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 05:56:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Signor Sparzani,

ma perché tende a far fare una figuraccia ai suoi interlocutori, non solo quando sbagliano, ma anche quando hanno ragione?

questa è l&#039;indicazione bibliografica, copincollata, dal suo articolo:

&quot;Carlo Emilio Gadda, Il primo libro delle favole, Garzanti, Milano1952, disegni di Mirko Vucetich.&quot;

Io le ho fatto presente che non esiste un&#039;edizione &quot;Garzanti 1952&quot;.

E ora le faccio presente che la prima data di pubblicazione, se fosse come lei dice, sarebbe dovuta essere: &quot;Venezia 1952&quot;.

Comunque io sono stanco e umiliato.

Su questo argomento chiudo ricopiando, per chi è interessato, una nota di Claudio Vela, dalla edizione Mondadori, Oscar oro, 1990:

&quot;Il primo libro delle Favole&quot; fu pubblicato dall&#039;editore Neri Pozza a Venezia nel 1952. Ebbe due ristampe: Milano, il Saggiatore, 1969, e Milano, Garzanti, 1976. Nel volume confluirono, con spostamenti e varianti, le favole apparse in  precedenza nelle seguenti riviste:

&quot;Campo di Marte&quot;

&quot;Il tesoretto&quot;

&quot;Corrente di vita giovanile&quot;

&quot;Il Mondo&quot; (Firenze)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Signor Sparzani,</p>
<p>ma perché tende a far fare una figuraccia ai suoi interlocutori, non solo quando sbagliano, ma anche quando hanno ragione?</p>
<p>questa è l&#8217;indicazione bibliografica, copincollata, dal suo articolo:</p>
<p>&#8220;Carlo Emilio Gadda, Il primo libro delle favole, Garzanti, Milano1952, disegni di Mirko Vucetich.&#8221;</p>
<p>Io le ho fatto presente che non esiste un&#8217;edizione &#8220;Garzanti 1952&#8221;.</p>
<p>E ora le faccio presente che la prima data di pubblicazione, se fosse come lei dice, sarebbe dovuta essere: &#8220;Venezia 1952&#8221;.</p>
<p>Comunque io sono stanco e umiliato.</p>
<p>Su questo argomento chiudo ricopiando, per chi è interessato, una nota di Claudio Vela, dalla edizione Mondadori, Oscar oro, 1990:</p>
<p>&#8220;Il primo libro delle Favole&#8221; fu pubblicato dall&#8217;editore Neri Pozza a Venezia nel 1952. Ebbe due ristampe: Milano, il Saggiatore, 1969, e Milano, Garzanti, 1976. Nel volume confluirono, con spostamenti e varianti, le favole apparse in  precedenza nelle seguenti riviste:</p>
<p>&#8220;Campo di Marte&#8221;</p>
<p>&#8220;Il tesoretto&#8221;</p>
<p>&#8220;Corrente di vita giovanile&#8221;</p>
<p>&#8220;Il Mondo&#8221; (Firenze)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/12/achille-e-la-tartaruga/#comment-108524</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 21:57:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=15473#comment-108524</guid>

					<description><![CDATA[caro sig. Cossu, ma perché continua a dire cose che non sa bene, io ho in mano una copia del primo libro delle favole edito da Garzanti, con i disegni di Vucetich, nel 1976 (su licenza temporanea del Saggiatore), citando il quale facevo riferimento alla prima data di pubblicazione, che era certo Neri Pozza 1952. Sul resto mi pare superfluo e noioso proseguire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro sig. Cossu, ma perché continua a dire cose che non sa bene, io ho in mano una copia del primo libro delle favole edito da Garzanti, con i disegni di Vucetich, nel 1976 (su licenza temporanea del Saggiatore), citando il quale facevo riferimento alla prima data di pubblicazione, che era certo Neri Pozza 1952. Sul resto mi pare superfluo e noioso proseguire.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/12/achille-e-la-tartaruga/#comment-108519</link>

		<dc:creator><![CDATA[Soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 21:05:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=15473#comment-108519</guid>

					<description><![CDATA[@ liviobo

Messa così:

&quot;dopo aver accusato me di non conoscere gadda, perchè lo avevo definito virtuoso, il che credo sia indubitabile… il problema è semmai se sia solo virtuoso (il che non ritengo) o prevalentemente virtuoso (il che è opinabile).&quot;

mi sembra del tutto accettabile. e perciò faccio ammenda.

Quando qualcuno scriverà la storia della scissione editoriale Einaudi Boringhieri, con la conseguente nascita dell&#039;Adelphi, collocando questi avvenimenti nella storia culturale e sociale del nostro paese, analizzando le ripercussioni che possono avere avuto, attraverso le elite intellettuali e politiche, sulle convinzioni e sui comportamenti delle masse popolari, anch&#039;io avrò modo di fare autocritica sul &quot;disprezzo&quot; che nutro per Calvino, attenuandolo, magari, per ciò che riguarda la sua corresponsabilità politica, ma motivandolo, in modo documentato, per la sua sopravvalutazione letteraria, dovuta più che ai propri meriti, a un uso berlusconiano della propria posizione di potere, del tutto indifferente al fatto che ci potesse essere un &quot;conflitto di interessi&quot;, tra la sua posizione strategicamente decisiva nel groviglio conflittuale dei primi due decenni del dopoguerra, e il fatto che le sparse truppe degli scrittori e degli intellettuli che miravano a un giusto [o sbagliato] riconoscimento non potessero fare altro che ingraziarselo.

Come bisogna fare anche oggi con le gerarchie accademiche letterarie [e dei blog].]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ liviobo</p>
<p>Messa così:</p>
<p>&#8220;dopo aver accusato me di non conoscere gadda, perchè lo avevo definito virtuoso, il che credo sia indubitabile… il problema è semmai se sia solo virtuoso (il che non ritengo) o prevalentemente virtuoso (il che è opinabile).&#8221;</p>
<p>mi sembra del tutto accettabile. e perciò faccio ammenda.</p>
<p>Quando qualcuno scriverà la storia della scissione editoriale Einaudi Boringhieri, con la conseguente nascita dell&#8217;Adelphi, collocando questi avvenimenti nella storia culturale e sociale del nostro paese, analizzando le ripercussioni che possono avere avuto, attraverso le elite intellettuali e politiche, sulle convinzioni e sui comportamenti delle masse popolari, anch&#8217;io avrò modo di fare autocritica sul &#8220;disprezzo&#8221; che nutro per Calvino, attenuandolo, magari, per ciò che riguarda la sua corresponsabilità politica, ma motivandolo, in modo documentato, per la sua sopravvalutazione letteraria, dovuta più che ai propri meriti, a un uso berlusconiano della propria posizione di potere, del tutto indifferente al fatto che ci potesse essere un &#8220;conflitto di interessi&#8221;, tra la sua posizione strategicamente decisiva nel groviglio conflittuale dei primi due decenni del dopoguerra, e il fatto che le sparse truppe degli scrittori e degli intellettuli che miravano a un giusto [o sbagliato] riconoscimento non potessero fare altro che ingraziarselo.</p>
<p>Come bisogna fare anche oggi con le gerarchie accademiche letterarie [e dei blog].</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: liviobo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/12/achille-e-la-tartaruga/#comment-108510</link>

		<dc:creator><![CDATA[liviobo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 20:05:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[solblu
io spesso trovo stimolanti alcune tue argomentazioni, ma devo dire che stavolta il sarcasmo di sparzani te lo sei comprato in contanti, con quell&#039;infelice e sommario giudizio su calvino... fra l&#039;altro dopo aver accusato me di non conoscere gadda, perchè lo avevo definito virtuoso, il che credo sia indubitabile... il problema è semmai se sia solo virtuoso (il che non ritengo) o prevalentemente virtuoso (il che è opinabile).
sulla tartaruga permettemi di autocitarmi, avendo offerto a suo tempo una soluzione estremamente semplice: la soluzione del paradosso, è che non è un paradosso, ma la realtà. achille effettivamente non raggiunge mai la tartaruga (se non nella nostra rappresentazione)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>solblu<br />
io spesso trovo stimolanti alcune tue argomentazioni, ma devo dire che stavolta il sarcasmo di sparzani te lo sei comprato in contanti, con quell&#8217;infelice e sommario giudizio su calvino&#8230; fra l&#8217;altro dopo aver accusato me di non conoscere gadda, perchè lo avevo definito virtuoso, il che credo sia indubitabile&#8230; il problema è semmai se sia solo virtuoso (il che non ritengo) o prevalentemente virtuoso (il che è opinabile).<br />
sulla tartaruga permettemi di autocitarmi, avendo offerto a suo tempo una soluzione estremamente semplice: la soluzione del paradosso, è che non è un paradosso, ma la realtà. achille effettivamente non raggiunge mai la tartaruga (se non nella nostra rappresentazione)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/12/achille-e-la-tartaruga/#comment-108479</link>

		<dc:creator><![CDATA[Soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 15:39:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=15473#comment-108479</guid>

					<description><![CDATA[Non c’era alcuna intenzione di provocare l’ennesimo scontro con il professor Sparzani.
Mi ero guardato bene dal darne motivo.
Penso quindi di non averne responsabilità.

Penso anche che la causa scatenante di un certo tipo di reazione, possa essere stato il mio aver accentuato, in modo abnorme, il “disprezzo” – più politico che letterario – che nutro per Calvino.
Ma lo facevo nel contesto di una risposta a un altro commentatore, che, dimostrando di non conoscerne sufficientemente l’opera e il pensiero, accostava Gadda, con intenti spregiativi, alla categoria dei “virtuosi”.

Sono stato, a quel punto, ridicolizzato per aver storpiato, involontariamente, il titolo di un’opera di Calvino, che avevo a portata di mano – nella mia libreria, prima edizione, a fianco delle opere in francese dell’Oulipo – ma che non avevo pensato di controllare.

Altre erano le mie intenzioni rispetto al post di Antonio Spartani. 
Tanto che, ieri mattina, prima di tutto questo, avevo scritto un commento prendendo spunto proprio da un refuso – un lapsus, un errore, avvenuto in un altro post di N.I. – secondo uno spiritoso modulo di cui resta maestro incomparabile Alberto Savinio, un altro dei grandi dimenticati.

Ma, essendo risultato troppo lungo, e, ai miei occhi, un po’ troppo esibizionista per un semplice commento, non l’ho lanciato, accontentandomi di farlo pervenire, via mail, a un paio di amici.

Ora, visto ciò che è successo, mi sono ricreduto. Se è lungo, basta non leggerlo. Se è narcisismo: e chi non è narcisista?

***


HOPEFULMONSTER


Un  casuale refuso in un commento di db a “Gradazioni di Viola” ha indicato una possibile connessione, attraverso l’Inno omerico a Hermes, tra carapace e poesia. 

E, trasferendoci in Grecia, tra carapace, poesia e suono. Arrivando quindi al numero, alla misura.

La cosa può diventare interessante anche in questo post dedicato ad “Achille e la Tartaruga”.

La domanda può essere: Zenone sceglie la tartaruga quale emblema della lentezza, o sotto può esserci qualcos’altro?

Per chi ha imparato da Giorgio de Santillana a leggere il mito arcaico come “linguaggio scientifico”, è facile cadere nella tentazione di interpretare la prima parte dell’Inno come mito cosmologico.

Il fatto che la nascita di Hermes avvenga in una grotta, piuttosto che definire l’ambito nel quale l’avvenimento ha luogo, ne estende, in modo simbolico, la significatività a tutto il mondo. 

Partendo, infatti, dalla “caverna” platonica che rappresenta la totalità in cui l’atto di conoscenza avviene - seppure distorto - e non dal termine “mondo” che ci è capitato di utilizzare 

[il quale appartiene a una forma di vita, quella romana, contadina, che preferiva, anche nelle generalizzazioni, scegliere termini che avevano a che fare con la terra  e con il lavoro fatto su di essa] 

la grotta (anche Cristo lo hanno fatto nascere lì), oltre che krypte, da kryptein ‘nascondere’, richiama, con la sua conformazione, un’altra radice indoeuropea *wall* ‘muro’, ‘parete’, ma, sopra tutto: *VOLTA*, indicando un radicale *val* *bal*, che originariamente, in ambito semitico, indica qualcosa di sacro e poi lo stesso dio, e che partendo dall’Accadia, va a finire nella “ETIMOLOGIA (fornita da un intisichito fu assistente di ginnasio)” di “Moby Dick”, e, secondo Giovanni Semerano, nelle “Origini della cultura europea”, nel Walhall degli eroi germanici.

Passando per buone, non la argomentazioni affastellate, ma le suggestioni che il termine “grotta” ci ispira, vediamo allora che l’“Inno a Hermes” inizia con qualcosa che interessa tutto il nostro universo. Una nascita.

Ma non c’è un prima e dopo. E non c’è nemmeno qualcuno che nasca all’“interno” di questo universo. Ciò che nasce è un universo “nuovo”. E, quello che viene chiamato Hermes,  sono soltanto le nuove forme che esso assume. 

Le tre azioni fondamentali sono:

1. Il furto delle vacche di Apollo.

2. La cattura della tartaruga.

3. La costruzione della lira, con il carapace della tartaruga e la pelle e le interiora di vacca, dopo aver ucciso le bestie.

Le “vacche di Apollo”, il “furto”: 

se fossimo tra gli umani sarebbe un semplice abigeato. Ma là dove stanno i “septemtriones”, i sette buoi che si muovono in circolo attorno al “buco del cielo”, trebbiando il tempo, gli istanti, la conseguenza di una tale sottrazione assume valore cosmico.

Qualcosa è avvenuto, e di drammatico, con quel furto.

Di fatto l’armonia precedente non esiste più. La stella più prossima al “buco del cielo” [il vero settentrione] è cambiata: ora è la Polare. Il piano dell’eclittica e il piano passante per l’equatore terrestre non coincidono più [è questo il Mulino d’Amleto]. L’asse terrestre si è inclinato. Sono subentrate le stagioni, i “cani di Persefone”, i pianeti, compiono confuse evoluzioni, sempre rimanendo nella “terra emersa”, i cui abitanti, le 12 costellazioni, si alternano in maniera strana, accaparrandosi l’onore di dare il via all’annuale ripresa della vita, ognuno per un numero sterminato di anni, le Età, seguendo però un ordine che è l’inverso dell’ordine in cui si presentano durante 
il normale anno terrestre.

È la precessione degli equinozi.

Hermes, infatti, per condurre i septemtriones nel suo nascondiglio, in cui essi tramontano, li obbliga a camminare al contrario.

Esiste anche un altro modo per rappresentare il mondo, cielo e terra, aggiungendo qualcos’altro oltre l’apparenza fisica. Per esempio la “coniunctio oppositorum” o la “quadratura del cerchio”.

Si può, per esempio - come fanno varie mitologie sparse tra le popolazioni dei quattro angoli della terra - prendere un carapace di tartaruga e constatare che la parte superiore è “a volta”,
tondeggiante, mentre la parte inferiore  è piatta, quadrata. 

Sarebbe, ora, troppo lungo assumere come argomento di conversazione anche il numero quattro, rappresentato dalle quattro fessure delle zampe, nel carapace, ma si potrebbe perlomeno accennare alle quattro direzioni, all’orientamento.

Hermes uccide la tartaruga, la sacrifica. Uccide anche una vacca, la sacrifica. Toglie la parte inferiore del carapace e la sostituisce con la pelle della vacca. I trebbiatori sono reintegrati nella volta del cielo ristabilendo, di nuovo, il tempo e l’orientamento.

Nella buca per la testa Hermes infila un bastone per sostenere le corde, fatte con le interiora della vacca, che vengono stese, tirate sino ad ottenere il suono giusto. A questo provvedendo con i bischeri.

Come dice db, l’universo poetico è “carcassa di sonanza”, ma per Zenone l’armonia delle sfere risuonerà, grazie a Pitagora, di misure irraggiungibili dalla mente umana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c’era alcuna intenzione di provocare l’ennesimo scontro con il professor Sparzani.<br />
Mi ero guardato bene dal darne motivo.<br />
Penso quindi di non averne responsabilità.</p>
<p>Penso anche che la causa scatenante di un certo tipo di reazione, possa essere stato il mio aver accentuato, in modo abnorme, il “disprezzo” – più politico che letterario – che nutro per Calvino.<br />
Ma lo facevo nel contesto di una risposta a un altro commentatore, che, dimostrando di non conoscerne sufficientemente l’opera e il pensiero, accostava Gadda, con intenti spregiativi, alla categoria dei “virtuosi”.</p>
<p>Sono stato, a quel punto, ridicolizzato per aver storpiato, involontariamente, il titolo di un’opera di Calvino, che avevo a portata di mano – nella mia libreria, prima edizione, a fianco delle opere in francese dell’Oulipo – ma che non avevo pensato di controllare.</p>
<p>Altre erano le mie intenzioni rispetto al post di Antonio Spartani.<br />
Tanto che, ieri mattina, prima di tutto questo, avevo scritto un commento prendendo spunto proprio da un refuso – un lapsus, un errore, avvenuto in un altro post di N.I. – secondo uno spiritoso modulo di cui resta maestro incomparabile Alberto Savinio, un altro dei grandi dimenticati.</p>
<p>Ma, essendo risultato troppo lungo, e, ai miei occhi, un po’ troppo esibizionista per un semplice commento, non l’ho lanciato, accontentandomi di farlo pervenire, via mail, a un paio di amici.</p>
<p>Ora, visto ciò che è successo, mi sono ricreduto. Se è lungo, basta non leggerlo. Se è narcisismo: e chi non è narcisista?</p>
<p>***</p>
<p>HOPEFULMONSTER</p>
<p>Un  casuale refuso in un commento di db a “Gradazioni di Viola” ha indicato una possibile connessione, attraverso l’Inno omerico a Hermes, tra carapace e poesia. </p>
<p>E, trasferendoci in Grecia, tra carapace, poesia e suono. Arrivando quindi al numero, alla misura.</p>
<p>La cosa può diventare interessante anche in questo post dedicato ad “Achille e la Tartaruga”.</p>
<p>La domanda può essere: Zenone sceglie la tartaruga quale emblema della lentezza, o sotto può esserci qualcos’altro?</p>
<p>Per chi ha imparato da Giorgio de Santillana a leggere il mito arcaico come “linguaggio scientifico”, è facile cadere nella tentazione di interpretare la prima parte dell’Inno come mito cosmologico.</p>
<p>Il fatto che la nascita di Hermes avvenga in una grotta, piuttosto che definire l’ambito nel quale l’avvenimento ha luogo, ne estende, in modo simbolico, la significatività a tutto il mondo. </p>
<p>Partendo, infatti, dalla “caverna” platonica che rappresenta la totalità in cui l’atto di conoscenza avviene &#8211; seppure distorto &#8211; e non dal termine “mondo” che ci è capitato di utilizzare </p>
<p>[il quale appartiene a una forma di vita, quella romana, contadina, che preferiva, anche nelle generalizzazioni, scegliere termini che avevano a che fare con la terra  e con il lavoro fatto su di essa] </p>
<p>la grotta (anche Cristo lo hanno fatto nascere lì), oltre che krypte, da kryptein ‘nascondere’, richiama, con la sua conformazione, un’altra radice indoeuropea *wall* ‘muro’, ‘parete’, ma, sopra tutto: *VOLTA*, indicando un radicale *val* *bal*, che originariamente, in ambito semitico, indica qualcosa di sacro e poi lo stesso dio, e che partendo dall’Accadia, va a finire nella “ETIMOLOGIA (fornita da un intisichito fu assistente di ginnasio)” di “Moby Dick”, e, secondo Giovanni Semerano, nelle “Origini della cultura europea”, nel Walhall degli eroi germanici.</p>
<p>Passando per buone, non la argomentazioni affastellate, ma le suggestioni che il termine “grotta” ci ispira, vediamo allora che l’“Inno a Hermes” inizia con qualcosa che interessa tutto il nostro universo. Una nascita.</p>
<p>Ma non c’è un prima e dopo. E non c’è nemmeno qualcuno che nasca all’“interno” di questo universo. Ciò che nasce è un universo “nuovo”. E, quello che viene chiamato Hermes,  sono soltanto le nuove forme che esso assume. </p>
<p>Le tre azioni fondamentali sono:</p>
<p>1. Il furto delle vacche di Apollo.</p>
<p>2. La cattura della tartaruga.</p>
<p>3. La costruzione della lira, con il carapace della tartaruga e la pelle e le interiora di vacca, dopo aver ucciso le bestie.</p>
<p>Le “vacche di Apollo”, il “furto”: </p>
<p>se fossimo tra gli umani sarebbe un semplice abigeato. Ma là dove stanno i “septemtriones”, i sette buoi che si muovono in circolo attorno al “buco del cielo”, trebbiando il tempo, gli istanti, la conseguenza di una tale sottrazione assume valore cosmico.</p>
<p>Qualcosa è avvenuto, e di drammatico, con quel furto.</p>
<p>Di fatto l’armonia precedente non esiste più. La stella più prossima al “buco del cielo” [il vero settentrione] è cambiata: ora è la Polare. Il piano dell’eclittica e il piano passante per l’equatore terrestre non coincidono più [è questo il Mulino d’Amleto]. L’asse terrestre si è inclinato. Sono subentrate le stagioni, i “cani di Persefone”, i pianeti, compiono confuse evoluzioni, sempre rimanendo nella “terra emersa”, i cui abitanti, le 12 costellazioni, si alternano in maniera strana, accaparrandosi l’onore di dare il via all’annuale ripresa della vita, ognuno per un numero sterminato di anni, le Età, seguendo però un ordine che è l’inverso dell’ordine in cui si presentano durante<br />
il normale anno terrestre.</p>
<p>È la precessione degli equinozi.</p>
<p>Hermes, infatti, per condurre i septemtriones nel suo nascondiglio, in cui essi tramontano, li obbliga a camminare al contrario.</p>
<p>Esiste anche un altro modo per rappresentare il mondo, cielo e terra, aggiungendo qualcos’altro oltre l’apparenza fisica. Per esempio la “coniunctio oppositorum” o la “quadratura del cerchio”.</p>
<p>Si può, per esempio &#8211; come fanno varie mitologie sparse tra le popolazioni dei quattro angoli della terra &#8211; prendere un carapace di tartaruga e constatare che la parte superiore è “a volta”,<br />
tondeggiante, mentre la parte inferiore  è piatta, quadrata. </p>
<p>Sarebbe, ora, troppo lungo assumere come argomento di conversazione anche il numero quattro, rappresentato dalle quattro fessure delle zampe, nel carapace, ma si potrebbe perlomeno accennare alle quattro direzioni, all’orientamento.</p>
<p>Hermes uccide la tartaruga, la sacrifica. Uccide anche una vacca, la sacrifica. Toglie la parte inferiore del carapace e la sostituisce con la pelle della vacca. I trebbiatori sono reintegrati nella volta del cielo ristabilendo, di nuovo, il tempo e l’orientamento.</p>
<p>Nella buca per la testa Hermes infila un bastone per sostenere le corde, fatte con le interiora della vacca, che vengono stese, tirate sino ad ottenere il suono giusto. A questo provvedendo con i bischeri.</p>
<p>Come dice db, l’universo poetico è “carcassa di sonanza”, ma per Zenone l’armonia delle sfere risuonerà, grazie a Pitagora, di misure irraggiungibili dalla mente umana.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/12/achille-e-la-tartaruga/#comment-108450</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 11:27:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=15473#comment-108450</guid>

					<description><![CDATA[E siccome non mi è ancora passata la rabbia a causa della supponenza con cui il professore Sparzani mi tratta:

&quot;guardi, signor Cossu, non citi a memoria, che cade nel ridicolo, il suo “Metti una sera un viaggiatore” (sic!) è in realtà, come tutti sanno, “Se una notte d’inverno un viaggiatore”

secondo lui additandomi al ridicolo di chi sa chi, con atteggiamenti infantili che normalmente si  smette di assumere quando si passa dalla quarta alla quinta elementare, 

voglio avvisare lui e i lettori che all&#039;inizio del suo post c&#039;è un bell&#039;errore bibliografico.

Non esiste nessuna edizione Garzanti 1952, del &quot;Primo libro delle favole&quot; con i disegni di Vucetich. 

L&#039;edizione originale, con tutte le illustrazioni, compresa la ventiseiesima di copertina è Neri Pozza 1952.

Una fesseria, certo, e infatti non mi sono precipitato a farla notare, in pubblico, al professore, ma che ho segnalato, privatamente, a un suo amico, perché gli trasmettesse l&#039;informazione, e lui provvedesse a corregge l&#039;errore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E siccome non mi è ancora passata la rabbia a causa della supponenza con cui il professore Sparzani mi tratta:</p>
<p>&#8220;guardi, signor Cossu, non citi a memoria, che cade nel ridicolo, il suo “Metti una sera un viaggiatore” (sic!) è in realtà, come tutti sanno, “Se una notte d’inverno un viaggiatore”</p>
<p>secondo lui additandomi al ridicolo di chi sa chi, con atteggiamenti infantili che normalmente si  smette di assumere quando si passa dalla quarta alla quinta elementare, </p>
<p>voglio avvisare lui e i lettori che all&#8217;inizio del suo post c&#8217;è un bell&#8217;errore bibliografico.</p>
<p>Non esiste nessuna edizione Garzanti 1952, del &#8220;Primo libro delle favole&#8221; con i disegni di Vucetich. </p>
<p>L&#8217;edizione originale, con tutte le illustrazioni, compresa la ventiseiesima di copertina è Neri Pozza 1952.</p>
<p>Una fesseria, certo, e infatti non mi sono precipitato a farla notare, in pubblico, al professore, ma che ho segnalato, privatamente, a un suo amico, perché gli trasmettesse l&#8217;informazione, e lui provvedesse a corregge l&#8217;errore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/12/achille-e-la-tartaruga/#comment-108435</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 08:34:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=15473#comment-108435</guid>

					<description><![CDATA[Signor Sparzani,

della sua affermazione questo io ho capito: se butto una moneta per aria, quando la moneta è per aria, esiste un probabilità del 50% che venga testa o croce.

Lasciamo stare qual è la condizione una volta arrivata a terra. O è testa o è croce. Non ci sono più probabilità. Solo uno stato perfettamente determinato.

Ma quando la moneta è in aria, quel 50% di probabilità, descrive, nel caso, il perfettamente determinato stato del sistema che consentirà la previsione di ogni ulteriore stato del sistema futuro?

Perché se cosi fosse, spero di no, lei mi starebbe prendendo in giro, da ignorante quale sono. E queste cose non si fanno.

Perché vede, lei sta approfittando della &quot;autorità&quot; che le appartiene in quanto &quot;professore&quot; di fisica e in quanto &quot;presidente&quot; del comitato di redazione di N.I.

In questo senso, che il dislivello tra le conoscenze sue e le conoscenze mie è certamente notevole, ma fa male a mettere su meccanismi dialettici fondati su tale autorità, non per correggere ciò in cui sbaglio, ma per affermare che sono ignorante. 

Tra sapere alcune cose  su una materia - quelle che ti servono - e essere ignorante passa una bella differenza.
Come passa tra il sapere &quot;tutto&quot; di una disciplina da parte di un&#039;autorità, e l&#039;essere ignorante in altre.

Può però capitare, come è capitato a me che abito a Firenze, che ci venga dato dell&#039;&quot;ignorante&quot; non per quello che sappiamo, ma per l&#039;educazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Signor Sparzani,</p>
<p>della sua affermazione questo io ho capito: se butto una moneta per aria, quando la moneta è per aria, esiste un probabilità del 50% che venga testa o croce.</p>
<p>Lasciamo stare qual è la condizione una volta arrivata a terra. O è testa o è croce. Non ci sono più probabilità. Solo uno stato perfettamente determinato.</p>
<p>Ma quando la moneta è in aria, quel 50% di probabilità, descrive, nel caso, il perfettamente determinato stato del sistema che consentirà la previsione di ogni ulteriore stato del sistema futuro?</p>
<p>Perché se cosi fosse, spero di no, lei mi starebbe prendendo in giro, da ignorante quale sono. E queste cose non si fanno.</p>
<p>Perché vede, lei sta approfittando della &#8220;autorità&#8221; che le appartiene in quanto &#8220;professore&#8221; di fisica e in quanto &#8220;presidente&#8221; del comitato di redazione di N.I.</p>
<p>In questo senso, che il dislivello tra le conoscenze sue e le conoscenze mie è certamente notevole, ma fa male a mettere su meccanismi dialettici fondati su tale autorità, non per correggere ciò in cui sbaglio, ma per affermare che sono ignorante. </p>
<p>Tra sapere alcune cose  su una materia &#8211; quelle che ti servono &#8211; e essere ignorante passa una bella differenza.<br />
Come passa tra il sapere &#8220;tutto&#8221; di una disciplina da parte di un&#8217;autorità, e l&#8217;essere ignorante in altre.</p>
<p>Può però capitare, come è capitato a me che abito a Firenze, che ci venga dato dell'&#8221;ignorante&#8221; non per quello che sappiamo, ma per l&#8217;educazione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/12/achille-e-la-tartaruga/#comment-108433</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 07:58:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=15473#comment-108433</guid>

					<description><![CDATA[guardi, signor Cossu, non citi a memoria, che cade nel ridicolo, il suo “Metti una sera un viaggiatore” (sic!) è in realtà, come tutti sanno, &quot;Se una notte d&#039;inverno un viaggiatore&quot;. Quanto alla politica di Calvino all&#039;Einaudi, molto ci sarebbe da dire, ma certo non è questo il luogo.

E, la prego, neppure citi Jauch quando non c&#039;entra.  E non faccia finta di sapere cose che palesemente ignora, se lei scrive
&quot;Forse bisognerebbe anche specificare che quando si afferma che “dato lo stato iniziale di un sistema, e la conoscenza delle sue interazioni, è perfettamente determinato lo stato del sistema a qualsiasi istante futuro”
per la meccanica quantistica, stiamo parlando di probabilità, e non certo di meccanismi a La Mettrie.&quot; significa che lei non ha letteralmente capito quel che significa la affermazione che facevo: la quale non ha alcun aspetto probabilistico. Nessuno. E&#039; chiaro?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>guardi, signor Cossu, non citi a memoria, che cade nel ridicolo, il suo “Metti una sera un viaggiatore” (sic!) è in realtà, come tutti sanno, &#8220;Se una notte d&#8217;inverno un viaggiatore&#8221;. Quanto alla politica di Calvino all&#8217;Einaudi, molto ci sarebbe da dire, ma certo non è questo il luogo.</p>
<p>E, la prego, neppure citi Jauch quando non c&#8217;entra.  E non faccia finta di sapere cose che palesemente ignora, se lei scrive<br />
&#8220;Forse bisognerebbe anche specificare che quando si afferma che “dato lo stato iniziale di un sistema, e la conoscenza delle sue interazioni, è perfettamente determinato lo stato del sistema a qualsiasi istante futuro”<br />
per la meccanica quantistica, stiamo parlando di probabilità, e non certo di meccanismi a La Mettrie.&#8221; significa che lei non ha letteralmente capito quel che significa la affermazione che facevo: la quale non ha alcun aspetto probabilistico. Nessuno. E&#8217; chiaro?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/03/12/achille-e-la-tartaruga/#comment-108432</link>

		<dc:creator><![CDATA[Soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 07:36:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=15473#comment-108432</guid>

					<description><![CDATA[@ sparz

1. La ricopiazzatura si riferiva a un saggio in &quot;Livelli di realtà&quot;, Feltrinelli 1984.

2. Il mio disprezzo per Calvino ha a che vedere sì con certe farse letterarie tipo &quot;Metti una sera un viaggiatore&quot;,  e questa, è vero, è soltanto una questione di gusti. Ma, come mi pare di aver fatto presente [forse in modo poco comprensibile], aqncora di più con l&#039;egemonia culturale da lui assunta nella casa editrice Einaudi alla morte di Pavese, gestendo, con e per conto del PCI, una restaurazione culturale che chiuse le porte a una componente importantissima della cultura europea.

3. Che la meccanica quantistica non abbia a che vedere con la &quot;casualità&quot;
è ben argomentata affermazione, da parte di Sparzani. Ma se un ubriaco cammina dondolando e, arrivato a una ringhiera, vi si appoggia, riesce, a quel punto, a camminare dritto e qualcuno può dire che non è ubriaco.
Nessuno &quot;identifica&quot; meccanica quantistisca e casualità, perché sarebbe identificare la proboscide con l&#039;elefante.

Forse bisognerebbe anche specificare che quando si afferma che &quot;dato lo stato iniziale di un sistema, e la conoscenza delle sue interazioni, è perfettamente determinato lo stato del sistema a qualsiasi istante futuro&quot;
per la meccanica quantistica, stiamo parlando di probabilità, e non certo di meccanismi a La Mettrie.

Il contesto in cui ho richiamato le conoscenze scientifiche di Gadda era quello in cui il più grande scrittore italiano del &#039;900, e uno dei pochissimi con una formazione scientifica, veniva definito spregiativamente, senza far alcun cenno alle forme che questa cultura scentifica assume nella sua opera letteraria, un &quot;virtuoso&quot;.

La meccanica quantistica veniva essenzialmente richiamata, perché, nel 1927, al Congresso di Como, &quot;il più importante convegno scientifico mai organizzato, con il Congresso Solvay dello stesso anno&quot; venne per la prima volta presentata l&#039;intepretazione di Copenhagen della meccanica quantistica&quot; da parte di Bohr.
Questo convegno si tenne a pochi chilometri dalla casa della &quot;Cognizione&quot; e venne organizzato e finanziato dalle associazioni industriali della energia elettrica. 
Personaggio eminente in quest&#039;ambiente è uno zio Gadda, fondatore con altri soci dell&#039;Edison, anche se poi uscitone per fondare un&#039;altra azienda. Bastano le note all&#039;&quot;Adalgisa&quot; per rendersi conto con quanto interesse Gadda seguisse le riviste di queste associazioni industriali, che, per quanto riguarda la meccanica quantistica, erano all&#039;avanguardia nella comunicazione [non nella divulgazione] dei passi avanti che venivano fatti in quel campo.

*

Che c&#039;entra tutto questo con la definizione del determinismo, usata per definire la natura statistica delle previsioni della meccanica quantistica? Dov&#039;è, in meccanica quantistica, uno &quot;stato di sistema determinato&quot;? 

&quot;Raramente si mette in risalto con sufficiente chiarezza che il concetto classico di causalità (che nel suo contesto fisico è più opportunamente chiamata determinismo) è di fatto un immane pregiudizio, che viene spesso identificato erroneamente con l&#039;essenza stessa della scienza.&quot;

J:M. JAUCH, Sulla realtà dei quanti. Un dialogo galileano. Adelphi 1980, pag. 12.

Con buona pace.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ sparz</p>
<p>1. La ricopiazzatura si riferiva a un saggio in &#8220;Livelli di realtà&#8221;, Feltrinelli 1984.</p>
<p>2. Il mio disprezzo per Calvino ha a che vedere sì con certe farse letterarie tipo &#8220;Metti una sera un viaggiatore&#8221;,  e questa, è vero, è soltanto una questione di gusti. Ma, come mi pare di aver fatto presente [forse in modo poco comprensibile], aqncora di più con l&#8217;egemonia culturale da lui assunta nella casa editrice Einaudi alla morte di Pavese, gestendo, con e per conto del PCI, una restaurazione culturale che chiuse le porte a una componente importantissima della cultura europea.</p>
<p>3. Che la meccanica quantistica non abbia a che vedere con la &#8220;casualità&#8221;<br />
è ben argomentata affermazione, da parte di Sparzani. Ma se un ubriaco cammina dondolando e, arrivato a una ringhiera, vi si appoggia, riesce, a quel punto, a camminare dritto e qualcuno può dire che non è ubriaco.<br />
Nessuno &#8220;identifica&#8221; meccanica quantistisca e casualità, perché sarebbe identificare la proboscide con l&#8217;elefante.</p>
<p>Forse bisognerebbe anche specificare che quando si afferma che &#8220;dato lo stato iniziale di un sistema, e la conoscenza delle sue interazioni, è perfettamente determinato lo stato del sistema a qualsiasi istante futuro&#8221;<br />
per la meccanica quantistica, stiamo parlando di probabilità, e non certo di meccanismi a La Mettrie.</p>
<p>Il contesto in cui ho richiamato le conoscenze scientifiche di Gadda era quello in cui il più grande scrittore italiano del &#8216;900, e uno dei pochissimi con una formazione scientifica, veniva definito spregiativamente, senza far alcun cenno alle forme che questa cultura scentifica assume nella sua opera letteraria, un &#8220;virtuoso&#8221;.</p>
<p>La meccanica quantistica veniva essenzialmente richiamata, perché, nel 1927, al Congresso di Como, &#8220;il più importante convegno scientifico mai organizzato, con il Congresso Solvay dello stesso anno&#8221; venne per la prima volta presentata l&#8217;intepretazione di Copenhagen della meccanica quantistica&#8221; da parte di Bohr.<br />
Questo convegno si tenne a pochi chilometri dalla casa della &#8220;Cognizione&#8221; e venne organizzato e finanziato dalle associazioni industriali della energia elettrica.<br />
Personaggio eminente in quest&#8217;ambiente è uno zio Gadda, fondatore con altri soci dell&#8217;Edison, anche se poi uscitone per fondare un&#8217;altra azienda. Bastano le note all'&#8221;Adalgisa&#8221; per rendersi conto con quanto interesse Gadda seguisse le riviste di queste associazioni industriali, che, per quanto riguarda la meccanica quantistica, erano all&#8217;avanguardia nella comunicazione [non nella divulgazione] dei passi avanti che venivano fatti in quel campo.</p>
<p>*</p>
<p>Che c&#8217;entra tutto questo con la definizione del determinismo, usata per definire la natura statistica delle previsioni della meccanica quantistica? Dov&#8217;è, in meccanica quantistica, uno &#8220;stato di sistema determinato&#8221;? </p>
<p>&#8220;Raramente si mette in risalto con sufficiente chiarezza che il concetto classico di causalità (che nel suo contesto fisico è più opportunamente chiamata determinismo) è di fatto un immane pregiudizio, che viene spesso identificato erroneamente con l&#8217;essenza stessa della scienza.&#8221;</p>
<p>J:M. JAUCH, Sulla realtà dei quanti. Un dialogo galileano. Adelphi 1980, pag. 12.</p>
<p>Con buona pace.</p>
]]></content:encoded>
		
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