<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Elogio dell&#8217;ozio	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/12/elogio-dellozio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/12/elogio-dellozio/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 10 Oct 2013 19:10:22 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Lavorare di più non ci rende più produttivi, anzi. Lo ammette anche l&#8217;Economist		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/12/elogio-dellozio/#comment-243682</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lavorare di più non ci rende più produttivi, anzi. Lo ammette anche l&#8217;Economist]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2013 19:10:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=16682#comment-243682</guid>

					<description><![CDATA[[&#8230;] Russell, il filosofo inglese, non amava il lavoro. Nel suo “Elogio dell’Ozio” del 1932, dichiarò che se la società fosse più efficiente, ognuno dovrebbe lavorare solo [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Russell, il filosofo inglese, non amava il lavoro. Nel suo “Elogio dell’Ozio” del 1932, dichiarò che se la società fosse più efficiente, ognuno dovrebbe lavorare solo [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Moosbrugger		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/12/elogio-dellozio/#comment-111289</link>

		<dc:creator><![CDATA[Moosbrugger]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 16:22:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=16682#comment-111289</guid>

					<description><![CDATA[@Alcor: nell&#039;effetto farfalla io ci spero invece. Un battito d&#039;ali in Messico può provocare un uragano in Cina. Ma un battito d&#039;ali in Messico può anche evitare un uragano in Cina.

Cmq, forse in controtendenza a Russell, direi che l&#039;importante è fare. Come vada a finire poco importa.
Diceva Queneau (vero Sparz?) che uno degli indizi maggiori della stupidità umana è voler conoscere la Fine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Alcor: nell&#8217;effetto farfalla io ci spero invece. Un battito d&#8217;ali in Messico può provocare un uragano in Cina. Ma un battito d&#8217;ali in Messico può anche evitare un uragano in Cina.</p>
<p>Cmq, forse in controtendenza a Russell, direi che l&#8217;importante è fare. Come vada a finire poco importa.<br />
Diceva Queneau (vero Sparz?) che uno degli indizi maggiori della stupidità umana è voler conoscere la Fine.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: elio-c		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/12/elogio-dellozio/#comment-110332</link>

		<dc:creator><![CDATA[elio-c]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 19:20:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=16682#comment-110332</guid>

					<description><![CDATA[E d’altra parte, quel ricco “paesaggio cognitivo” di cui godiamo (qui e ora, per esempio) è stato evidentemente inciso dalle sgorbie del potere, finemente affondate nelle carni di un’umanità resa gonfia, dolente e schiava, ma al tempo stesso enormemente creativa. Le 8 ore sono un valore emergente (da una lotta secolare) e non una costante dichiarata nell’intestazione di un programma che sia possibile dimezzare con una singola decisione.. e’  tutto, tutto, così dannatamente ambivalente (anche il “buon” Russell: &quot;On those rare occasions, when a boy or girl who has passed the age at which it is usual to determine social status shows such marked ability as to seem the intellectual equal of the rulers, a difficult situation will arise, requiring serious consideration. If the youth is content to abandon his previous associates and to throw in his lot whole-heartedly with the rulers, he may, after suitable tests, be promoted, but if he shows any regrettable solidarity with his previous associates, the rulers will reluctantly conclude that there is nothing to be done with him except to send him to the lethal chamber before his ill-disciplined intelligence has had time to spread revolt. This will be a painful duty to the rulers, but I think they will not shrink from performing it.&quot;).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E d’altra parte, quel ricco “paesaggio cognitivo” di cui godiamo (qui e ora, per esempio) è stato evidentemente inciso dalle sgorbie del potere, finemente affondate nelle carni di un’umanità resa gonfia, dolente e schiava, ma al tempo stesso enormemente creativa. Le 8 ore sono un valore emergente (da una lotta secolare) e non una costante dichiarata nell’intestazione di un programma che sia possibile dimezzare con una singola decisione.. e’  tutto, tutto, così dannatamente ambivalente (anche il “buon” Russell: &#8220;On those rare occasions, when a boy or girl who has passed the age at which it is usual to determine social status shows such marked ability as to seem the intellectual equal of the rulers, a difficult situation will arise, requiring serious consideration. If the youth is content to abandon his previous associates and to throw in his lot whole-heartedly with the rulers, he may, after suitable tests, be promoted, but if he shows any regrettable solidarity with his previous associates, the rulers will reluctantly conclude that there is nothing to be done with him except to send him to the lethal chamber before his ill-disciplined intelligence has had time to spread revolt. This will be a painful duty to the rulers, but I think they will not shrink from performing it.&#8221;).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/12/elogio-dellozio/#comment-110292</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 09:59:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=16682#comment-110292</guid>

					<description><![CDATA[@ ansuini,
la vedo dura, se nemmeno i maya, dopo nostradamus, potranno soccorrerci. Meglio cercare di soccorrerci da noi stessi. Anche perché non vedo la ragione che i maya soccorrino l&#039;uomo bianco occidentale che ha ridotto in miseria i loro discendenti. 
Grandi cambiamenti nel 2012? Mmm, che vincano gli zapatisti, che sempre maya sono?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ ansuini,<br />
la vedo dura, se nemmeno i maya, dopo nostradamus, potranno soccorrerci. Meglio cercare di soccorrerci da noi stessi. Anche perché non vedo la ragione che i maya soccorrino l&#8217;uomo bianco occidentale che ha ridotto in miseria i loro discendenti.<br />
Grandi cambiamenti nel 2012? Mmm, che vincano gli zapatisti, che sempre maya sono?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: La Portinaia dell'Accademia della Crusca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/12/elogio-dellozio/#comment-110287</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Portinaia dell'Accademia della Crusca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 08:45:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=16682#comment-110287</guid>

					<description><![CDATA[Siamo tutti schiavi. Anche il ricco “che non ha bisogno di niente” e può essere libero di “oziare”, naturalmente.
Ci vorrebbe una schiavitù uguale per tutti, una schiavitù part-time, ma ciò è utopia...
Nel frattempo, forti anche della nostra intelligenza (e della nostra scienza), abbiamo seriamente scombussolato la Terra. Compito della scienza è trovare l&#039;antidoto al veleno (e i veleni che abbiamo creato devono essere tanti, tanti...), ma quando anche trovato bisognerebbe usarlo, e in fretta, tutti, ovunque, contemporaneamente: altra utopia. Anzi, follia. Come follia è non usare l&#039;antidoto...

Se dunque prima non sapevamo chi eravamo, perché eravamo qui e dove saremmo andati (dopo la morte, ovviamente), ora lo sappiamo ancora meno: perché, nella sua essenza, molto di quello che c&#039;era lo abbiamo o distrutto o visto distruggere da altri. Per “costruire”, certo, ma certo non dovevamo nemmeno sapere, visti i risultati, che cosa esattamente volevamo costruire distruggendo, giacché costruire non poteva significare “solo per qualcuno”, come “qualcuno” andava sicuramente pensando.
Così, se tutti dovevano avere gli stessi diritti (il sostentamento), tutti adesso sulla Terra avrebbero almeno una casa, del cibo e del “tempo libero”: altra utopia.

Ora, guardando dall&#039;alto il pianeta, vediamo un&#039;enorme ricchezza per una parte molto piccola e un&#039;estrema povertà (e diciamo pure: morte, distruzione) per un&#039;altra parte molto ampia. Vediamo la parte ricca che &quot;se ne frega&quot; (dobbiamo morire: meglio godere ora e chi s&#039;è visto s&#039;è visto), ma se scendiamo in basso vediamo bene la sua infelicità: anzi, la sua stessa autodistruzione. Così, almeno, a me sembra di vedere. 

Cosa sarebbe, altrimenti, l&#039;aumento esponenziale nelle nostre società “ricche”, non solo di “povertà”, ma di quest&#039;incredibile - e solo apparentemente incomprensibile - infelicità, che non avrebbe nemmeno bisogno di statistiche “sul prossimo futuro”, perché si tocca ormai veramente con mano, ovunque?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo tutti schiavi. Anche il ricco “che non ha bisogno di niente” e può essere libero di “oziare”, naturalmente.<br />
Ci vorrebbe una schiavitù uguale per tutti, una schiavitù part-time, ma ciò è utopia&#8230;<br />
Nel frattempo, forti anche della nostra intelligenza (e della nostra scienza), abbiamo seriamente scombussolato la Terra. Compito della scienza è trovare l&#8217;antidoto al veleno (e i veleni che abbiamo creato devono essere tanti, tanti&#8230;), ma quando anche trovato bisognerebbe usarlo, e in fretta, tutti, ovunque, contemporaneamente: altra utopia. Anzi, follia. Come follia è non usare l&#8217;antidoto&#8230;</p>
<p>Se dunque prima non sapevamo chi eravamo, perché eravamo qui e dove saremmo andati (dopo la morte, ovviamente), ora lo sappiamo ancora meno: perché, nella sua essenza, molto di quello che c&#8217;era lo abbiamo o distrutto o visto distruggere da altri. Per “costruire”, certo, ma certo non dovevamo nemmeno sapere, visti i risultati, che cosa esattamente volevamo costruire distruggendo, giacché costruire non poteva significare “solo per qualcuno”, come “qualcuno” andava sicuramente pensando.<br />
Così, se tutti dovevano avere gli stessi diritti (il sostentamento), tutti adesso sulla Terra avrebbero almeno una casa, del cibo e del “tempo libero”: altra utopia.</p>
<p>Ora, guardando dall&#8217;alto il pianeta, vediamo un&#8217;enorme ricchezza per una parte molto piccola e un&#8217;estrema povertà (e diciamo pure: morte, distruzione) per un&#8217;altra parte molto ampia. Vediamo la parte ricca che &#8220;se ne frega&#8221; (dobbiamo morire: meglio godere ora e chi s&#8217;è visto s&#8217;è visto), ma se scendiamo in basso vediamo bene la sua infelicità: anzi, la sua stessa autodistruzione. Così, almeno, a me sembra di vedere. </p>
<p>Cosa sarebbe, altrimenti, l&#8217;aumento esponenziale nelle nostre società “ricche”, non solo di “povertà”, ma di quest&#8217;incredibile &#8211; e solo apparentemente incomprensibile &#8211; infelicità, che non avrebbe nemmeno bisogno di statistiche “sul prossimo futuro”, perché si tocca ormai veramente con mano, ovunque?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Ansuini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/12/elogio-dellozio/#comment-110277</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Ansuini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 01:29:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=16682#comment-110277</guid>

					<description><![CDATA[il secondo se non ricordo male. fine della quinta era. 21 dicembre 2012. ho visto un documentario un paio di sere fa su youtube per trovare la speranza, ma anche lì pare che il tutto si riduca a &quot;ci saranno grandi cambiamenti&quot;. insomma, nemmeno i maya potranno soccorrerci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il secondo se non ricordo male. fine della quinta era. 21 dicembre 2012. ho visto un documentario un paio di sere fa su youtube per trovare la speranza, ma anche lì pare che il tutto si riduca a &#8220;ci saranno grandi cambiamenti&#8221;. insomma, nemmeno i maya potranno soccorrerci.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/12/elogio-dellozio/#comment-110275</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 17:38:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=16682#comment-110275</guid>

					<description><![CDATA[L&#039;elogio dell&#039;ozio, che di per sé apprezzo contro l&#039;ideologia del &quot;lavorismo&quot; e dell&#039;&quot;arricchitevi (se potete)&quot;, è però, bisogna riconoscerlo, un discorso per privilegiati, o garantiti, come si direbbe oggi. Se ho ben letto, Russel si ferma alla prima parte della frase &quot;lavorare meno, lavorare tutti&quot;, perché invita chi già lavora ad aprire all&#039;ozio il proprio tempo, e ovviamente non si pone il problema di come far lavorare chi non lavora perché estromesso (provvisoriamente) da questo sistema di produzione. Poi che in nome dell&#039;elogio dell&#039;ozio si difenda anche l&#039;ecosistema planetario, si rispetti di più l&#039;uomo e l&#039;ambiente, ecc. questo non credo fosse nella mente di Russel, o perlomeno non nel senso specifico che si è configurato nel &quot;dibattito&quot; secondonovecento. A questo proposito, apprezzo di più la teoria della decrescita di Latouche.
@ ansuini: per confidare nelle previsioni dei maya, bisognerebbe sapere in quale hatun siamo oggi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;elogio dell&#8217;ozio, che di per sé apprezzo contro l&#8217;ideologia del &#8220;lavorismo&#8221; e dell'&#8221;arricchitevi (se potete)&#8221;, è però, bisogna riconoscerlo, un discorso per privilegiati, o garantiti, come si direbbe oggi. Se ho ben letto, Russel si ferma alla prima parte della frase &#8220;lavorare meno, lavorare tutti&#8221;, perché invita chi già lavora ad aprire all&#8217;ozio il proprio tempo, e ovviamente non si pone il problema di come far lavorare chi non lavora perché estromesso (provvisoriamente) da questo sistema di produzione. Poi che in nome dell&#8217;elogio dell&#8217;ozio si difenda anche l&#8217;ecosistema planetario, si rispetti di più l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente, ecc. questo non credo fosse nella mente di Russel, o perlomeno non nel senso specifico che si è configurato nel &#8220;dibattito&#8221; secondonovecento. A questo proposito, apprezzo di più la teoria della decrescita di Latouche.<br />
@ ansuini: per confidare nelle previsioni dei maya, bisognerebbe sapere in quale hatun siamo oggi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mauro baldrati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/12/elogio-dellozio/#comment-110273</link>

		<dc:creator><![CDATA[mauro baldrati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 15:32:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=16682#comment-110273</guid>

					<description><![CDATA[Questo è uno dei testi che hanno influenzato un paio di generazioni di giovani (magari anche di non giovani, ma di loro non so, poiché io all&#039;epoca ero tra i primi) che hanno creduto possibile una società in cui tutti lavorassero, e lavorassero poco, per produrre il neccessario e non il superfluo. Pensate un po&#039;, qualcuno ci credeva.

Saluti e ringraziamenti a Sparz per avermelo ricordato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è uno dei testi che hanno influenzato un paio di generazioni di giovani (magari anche di non giovani, ma di loro non so, poiché io all&#8217;epoca ero tra i primi) che hanno creduto possibile una società in cui tutti lavorassero, e lavorassero poco, per produrre il neccessario e non il superfluo. Pensate un po&#8217;, qualcuno ci credeva.</p>
<p>Saluti e ringraziamenti a Sparz per avermelo ricordato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: da		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/12/elogio-dellozio/#comment-110271</link>

		<dc:creator><![CDATA[da]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 12:40:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=16682#comment-110271</guid>

					<description><![CDATA[a Alcor
don&#039;t worry, le cacche delle vacche concimano frazioni delle terre coltivate, buona l&#039;idea del palloncino (se positivo diventa rosso?)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a Alcor<br />
don&#8217;t worry, le cacche delle vacche concimano frazioni delle terre coltivate, buona l&#8217;idea del palloncino (se positivo diventa rosso?)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: da		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/12/elogio-dellozio/#comment-110270</link>

		<dc:creator><![CDATA[da]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 12:04:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=16682#comment-110270</guid>

					<description><![CDATA[quando le classi subalterne lavoravano da buio a buio, e in cambio neanche mettevano insieme il pranzo con la cena, l&#039;alienazione odierna del lavoro –la soffocante progettualità economica che va dal passato prossimo al futuro imminente- non era affatto interiorizzata, anzi nell’opera si celebrava -a caro prezzo- un compito intimamente umano. La proposta oziosa sarebbe suonata semplicemente sciorna. Concordo con l&#039;ozio (ma, per chi lavora di braccia: il riposo) se allude a una comprensione nuova ( a una liberazione dall’alienazione, per stare nella mia tradizione) dell’opera all&#039;interno del nostro complicato essere , processo che visto isolatamente non ha senso;  se invece si tratta dell’ennesima superflua variazione del ciclo consumo/produzione, bé, chi se ne importa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quando le classi subalterne lavoravano da buio a buio, e in cambio neanche mettevano insieme il pranzo con la cena, l&#8217;alienazione odierna del lavoro –la soffocante progettualità economica che va dal passato prossimo al futuro imminente- non era affatto interiorizzata, anzi nell’opera si celebrava -a caro prezzo- un compito intimamente umano. La proposta oziosa sarebbe suonata semplicemente sciorna. Concordo con l&#8217;ozio (ma, per chi lavora di braccia: il riposo) se allude a una comprensione nuova ( a una liberazione dall’alienazione, per stare nella mia tradizione) dell’opera all&#8217;interno del nostro complicato essere , processo che visto isolatamente non ha senso;  se invece si tratta dell’ennesima superflua variazione del ciclo consumo/produzione, bé, chi se ne importa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 18:33:25 by W3 Total Cache
-->