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	Commenti a: Il treno della morte	</title>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 16:39:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[..chiarezza è fatta ^__^]]></description>
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		<title>
		Di: elena		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[elena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 16:10:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ares non intendevo coinvolgere nessuno nel mio pensiero e nel mio ragionare. 
Quando ho scritto &quot; io e quanti la pensano come me&quot; mi riferivo alle parole di Haggie: &quot;il parere di elena e di quanti la pensano in maniera a lei simile NON coglie un aspetto essenziale.&quot; 
Sono abituata a parlare per me sola, senza farmi forte dell&#039;appartenenza o no a un gruppo di pensiero. L&#039;utilizzo del plurale era solo un ripetere, in modo un po&#039; retorico e, lo ammetto, poco chiaro, le parole di Haggie, che, quelle sì, volevano mettere insieme &quot;tutti quelli che la pensano così..&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ares non intendevo coinvolgere nessuno nel mio pensiero e nel mio ragionare.<br />
Quando ho scritto &#8221; io e quanti la pensano come me&#8221; mi riferivo alle parole di Haggie: &#8220;il parere di elena e di quanti la pensano in maniera a lei simile NON coglie un aspetto essenziale.&#8221;<br />
Sono abituata a parlare per me sola, senza farmi forte dell&#8217;appartenenza o no a un gruppo di pensiero. L&#8217;utilizzo del plurale era solo un ripetere, in modo un po&#8217; retorico e, lo ammetto, poco chiaro, le parole di Haggie, che, quelle sì, volevano mettere insieme &#8220;tutti quelli che la pensano così..&#8221;</p>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 15:45:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@elena la prego non ci (mi) coinvolga nel suo ragionar come se il suo fosse anche il nostro(mio) pensiero.

Io non leggo in questo scritto nulla che mi riconduca al suo ragionare.

Intravedo solo dell&#039;ingenuità nel voler pubblicare questo scritto, per certi aspetti apprezzabile, senza una necessaria contestualizzazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@elena la prego non ci (mi) coinvolga nel suo ragionar come se il suo fosse anche il nostro(mio) pensiero.</p>
<p>Io non leggo in questo scritto nulla che mi riconduca al suo ragionare.</p>
<p>Intravedo solo dell&#8217;ingenuità nel voler pubblicare questo scritto, per certi aspetti apprezzabile, senza una necessaria contestualizzazione.</p>
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		<title>
		Di: elena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/22/16741/#comment-111263</link>

		<dc:creator><![CDATA[elena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 13:50:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@haggie: ecco, ho capito. 
Io e quanti la pensano come me non cogliamo la differenza tra chi ha un atteggiamento aristocratico ma è nobile d&#039;animo e quindi si può permettere di parlare in modo sprezzante e velatamente, ma neanche tanto, razzista, dei suoi simili, e chi invece è un &quot;cafone abbiente che gode di mezzi materiali ma è spiritualmente poverissimo&quot;e quindi va condannato se adotta lo stesso atteggiamento. 
Ora che ho capito questa differenza, ho tentato di interrogare il cuore dello scritto, ma ho continuato a vedere la stessa cronaca di un normale viaggio in treno scritto con la puzza sotto il naso. Di certo non ci arrivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@haggie: ecco, ho capito.<br />
Io e quanti la pensano come me non cogliamo la differenza tra chi ha un atteggiamento aristocratico ma è nobile d&#8217;animo e quindi si può permettere di parlare in modo sprezzante e velatamente, ma neanche tanto, razzista, dei suoi simili, e chi invece è un &#8220;cafone abbiente che gode di mezzi materiali ma è spiritualmente poverissimo&#8221;e quindi va condannato se adotta lo stesso atteggiamento.<br />
Ora che ho capito questa differenza, ho tentato di interrogare il cuore dello scritto, ma ho continuato a vedere la stessa cronaca di un normale viaggio in treno scritto con la puzza sotto il naso. Di certo non ci arrivo.</p>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/22/16741/#comment-111254</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 10:17:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@haggie.. nel momento in cui si decide di pubblicare uno scritto e&#039; bene tener conto del fatto che possa essere criticato in ogni sua parte, quindi anche per il suo contenuto.

 Questo scritto, per ammissione dello stesso autore , è una cronaca.. è una cronaca però falsata dallo stato emotivo in cui l&#039;autore si è trovato in quel momento: la risultante è uno scritto ricco di pregiudizio; pregiudizio giustificato solo dal fatto che l&#039;autore stesso precisa:

&quot;.. la depressione c’entra, è vero. credo che però se i treni di questo tipo non inducono all’ottimismo, le stazioni non tirino su il morale. sono partito per questo viaggio con una disposizione d’animo negativa. &quot;

.. quasi l&#039;autore giustificasse una debolezza ?.. .

L&#039;autore non ha tenuto conto che uno sfogo, per quanto artefatto, è un atto di condivisione, soprattutto se reso pubblico su di un mezzo di larga diffusione come puo&#039; essere un Blog, e necessita di &quot;accortezze&quot; nei confronti di tutti gli avventori più o meno casuali, soprattutto di quelli che sono stati oggetto d&#039;attenzione nel suo scritto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@haggie.. nel momento in cui si decide di pubblicare uno scritto e&#8217; bene tener conto del fatto che possa essere criticato in ogni sua parte, quindi anche per il suo contenuto.</p>
<p> Questo scritto, per ammissione dello stesso autore , è una cronaca.. è una cronaca però falsata dallo stato emotivo in cui l&#8217;autore si è trovato in quel momento: la risultante è uno scritto ricco di pregiudizio; pregiudizio giustificato solo dal fatto che l&#8217;autore stesso precisa:</p>
<p>&#8220;.. la depressione c’entra, è vero. credo che però se i treni di questo tipo non inducono all’ottimismo, le stazioni non tirino su il morale. sono partito per questo viaggio con una disposizione d’animo negativa. &#8221;</p>
<p>.. quasi l&#8217;autore giustificasse una debolezza ?.. .</p>
<p>L&#8217;autore non ha tenuto conto che uno sfogo, per quanto artefatto, è un atto di condivisione, soprattutto se reso pubblico su di un mezzo di larga diffusione come puo&#8217; essere un Blog, e necessita di &#8220;accortezze&#8221; nei confronti di tutti gli avventori più o meno casuali, soprattutto di quelli che sono stati oggetto d&#8217;attenzione nel suo scritto.</p>
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		<title>
		Di: haggie		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/22/16741/#comment-111085</link>

		<dc:creator><![CDATA[haggie]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 09:55:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il parere di elena e di quanti la pensano in maniera a lei simile NON coglie un aspetto essenziale. l&#039;impostazione di questo racconto, oltreché sferzante e eventualmente provocatoria, è fondamentalmente &quot;aristocratica&quot;. 

ma attenzione: aristocratico non è, come volgarmente s&#039;intende, l&#039;atteggiamento della &quot;ragazza bionda con gli occhiali gucci&quot;. quello è l&#039;atteggiamento plebeo par excellence, del cafone abbiente che gode di mezzi materiali ma è spiritualmente poverissimo. &quot;aristocratico&quot; è l&#039;atteggiamento col quale nietzsche in modo sprezzante scriveva degli ebrei polacchi (salvo poi allontanare il proprio editore dopo averne verificato l&#039;antisemitismo!) o dello stesso cristianesimo (salvo essere uno degli spiriti più autenticamente religiosi, e profondamente cristiani, della letteratura degli ultimi due secoli). l&#039; &quot;anticristo&quot; è il manifesto di un religionstiftler, un riformatore religioso.

mi pare che certi giudizi moraleggianti e moralizzanti si muovano in superficie e non interroghino il cuore dello scritto di là dal polverone che esso solleva. tutto qui.

si può discutere solo sulla forma, eventualmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il parere di elena e di quanti la pensano in maniera a lei simile NON coglie un aspetto essenziale. l&#8217;impostazione di questo racconto, oltreché sferzante e eventualmente provocatoria, è fondamentalmente &#8220;aristocratica&#8221;. </p>
<p>ma attenzione: aristocratico non è, come volgarmente s&#8217;intende, l&#8217;atteggiamento della &#8220;ragazza bionda con gli occhiali gucci&#8221;. quello è l&#8217;atteggiamento plebeo par excellence, del cafone abbiente che gode di mezzi materiali ma è spiritualmente poverissimo. &#8220;aristocratico&#8221; è l&#8217;atteggiamento col quale nietzsche in modo sprezzante scriveva degli ebrei polacchi (salvo poi allontanare il proprio editore dopo averne verificato l&#8217;antisemitismo!) o dello stesso cristianesimo (salvo essere uno degli spiriti più autenticamente religiosi, e profondamente cristiani, della letteratura degli ultimi due secoli). l&#8217; &#8220;anticristo&#8221; è il manifesto di un religionstiftler, un riformatore religioso.</p>
<p>mi pare che certi giudizi moraleggianti e moralizzanti si muovano in superficie e non interroghino il cuore dello scritto di là dal polverone che esso solleva. tutto qui.</p>
<p>si può discutere solo sulla forma, eventualmente.</p>
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		<title>
		Di: elena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/22/16741/#comment-111064</link>

		<dc:creator><![CDATA[elena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 00:58:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa cronaca con la puzza sotto il naso (non ascrivibile al caciocavallo), di un normale viaggio in treno, normale ovviamente per tutti quelli che abitualmente viaggiano anche sugli espressi e sui regionali, senza considerarli treni della morte perché ci viaggiano stranieri e gente che preferisce spendere meno che se prendesse un eurostar, incontrando arabi che parlano tra di loro, senza per questo scambiarli per terroristi, incrociando nigeriani, senza per questo considerarli incarogniti, ascoltando uruguayani al cellulare senza per questo associarli a giri di prostituzione, usando i cessi senza prendere a spallate la porta, se qualcuno per caso ci si appoggia sopra, (che poi come qualcuno ha giustamente osservato le porte dei cessi dei treni si aprono verso l&#039;interno), mi ricorda molto il commento che ieri faceva al cellulare una ragazza bionda con occhiali gucci in testa, borsa di louis vitton in grembo, foulard di qualcun&#039;altro al collo, tailleur di qualcun&#039;altro ancora addosso, capelli biondi tirati e smorfia di disgusto sulla bocca, che per caso era seduta di fronte a me in treno, mentre alla stazione di mestre, si aspettava stipati, tra decine di ragazzini urlanti in gita scolastica, decine di pendolari infuriati e rassegnati, decine di stranieri colorati e parlanti nei loro rispettivi cellulari, che il treno, fermo in stazione da un tre quarti d&#039;ora si decidesse a partire. Il commento era: &quot;guarda non ne posso più, è mezzora che siamo qui fermi, e non ti dico la sporcizia e la puzza che c&#039;è qua dentro. Uno schifo.&quot; Io la guardavo ed ero parte di quella sporcizia e di quella puzza e di quello schifo che lei vedeva. 
Diciamo che mi sono leggermente offesa.
Diciamo che la puzza e la sporcizia possono essere anche reali, ma la paura, la diffidenza, i luoghi comuni sulla delinquenza e sugli stranieri stanno tutti negli occhi di chi li guarda. Depresso o no.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa cronaca con la puzza sotto il naso (non ascrivibile al caciocavallo), di un normale viaggio in treno, normale ovviamente per tutti quelli che abitualmente viaggiano anche sugli espressi e sui regionali, senza considerarli treni della morte perché ci viaggiano stranieri e gente che preferisce spendere meno che se prendesse un eurostar, incontrando arabi che parlano tra di loro, senza per questo scambiarli per terroristi, incrociando nigeriani, senza per questo considerarli incarogniti, ascoltando uruguayani al cellulare senza per questo associarli a giri di prostituzione, usando i cessi senza prendere a spallate la porta, se qualcuno per caso ci si appoggia sopra, (che poi come qualcuno ha giustamente osservato le porte dei cessi dei treni si aprono verso l&#8217;interno), mi ricorda molto il commento che ieri faceva al cellulare una ragazza bionda con occhiali gucci in testa, borsa di louis vitton in grembo, foulard di qualcun&#8217;altro al collo, tailleur di qualcun&#8217;altro ancora addosso, capelli biondi tirati e smorfia di disgusto sulla bocca, che per caso era seduta di fronte a me in treno, mentre alla stazione di mestre, si aspettava stipati, tra decine di ragazzini urlanti in gita scolastica, decine di pendolari infuriati e rassegnati, decine di stranieri colorati e parlanti nei loro rispettivi cellulari, che il treno, fermo in stazione da un tre quarti d&#8217;ora si decidesse a partire. Il commento era: &#8220;guarda non ne posso più, è mezzora che siamo qui fermi, e non ti dico la sporcizia e la puzza che c&#8217;è qua dentro. Uno schifo.&#8221; Io la guardavo ed ero parte di quella sporcizia e di quella puzza e di quello schifo che lei vedeva.<br />
Diciamo che mi sono leggermente offesa.<br />
Diciamo che la puzza e la sporcizia possono essere anche reali, ma la paura, la diffidenza, i luoghi comuni sulla delinquenza e sugli stranieri stanno tutti negli occhi di chi li guarda. Depresso o no.</p>
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		<title>
		Di: haggie		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/22/16741/#comment-111027</link>

		<dc:creator><![CDATA[haggie]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 13:35:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un affresco molto puntuale, tratteggiato in modo plastico. l&#039;espresso è da qualche anno ormai qualcosa di più (o di meno) di un semplice treno: è un vettore sociologico, un parametro per un discorso intorno alla società, alle sue fragili bassezze e agli slanci. un vettore che sa di caciocavallo, beninteso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un affresco molto puntuale, tratteggiato in modo plastico. l&#8217;espresso è da qualche anno ormai qualcosa di più (o di meno) di un semplice treno: è un vettore sociologico, un parametro per un discorso intorno alla società, alle sue fragili bassezze e agli slanci. un vettore che sa di caciocavallo, beninteso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/22/16741/#comment-111003</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 08:23:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E no ci mancherebbe.. credo che debba essere rimaneggiato.. integrato, sviluppato, completato.. reso pubblicabile..dovrebbe essere uno dei tasselli di un componimento molto piu&#039; ampio.. tutto qui.. .

Lasciato così ha la dignità di un rutto fatto in una sala d&#039;attesa.. o peggio di una flautolenza silenziosa liberata in un&#039;ascensore affollato.. è un bisogno che viene soddisfatto, ma senza buona educazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E no ci mancherebbe.. credo che debba essere rimaneggiato.. integrato, sviluppato, completato.. reso pubblicabile..dovrebbe essere uno dei tasselli di un componimento molto piu&#8217; ampio.. tutto qui.. .</p>
<p>Lasciato così ha la dignità di un rutto fatto in una sala d&#8217;attesa.. o peggio di una flautolenza silenziosa liberata in un&#8217;ascensore affollato.. è un bisogno che viene soddisfatto, ma senza buona educazione.</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/22/16741/#comment-110968</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 18:09:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gianluca: mi ritrovo abbastanza nel tuo ragionamento, per il quale ti ringrazio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gianluca: mi ritrovo abbastanza nel tuo ragionamento, per il quale ti ringrazio.</p>
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