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	Commenti a: PERCHÉ SCURATI NON DEVE VINCERE LO STREGA	</title>
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		Di: Ecco la cinquina dello Strega. A chi dareste la vittoria? - GREG NOTIZIE		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecco la cinquina dello Strega. A chi dareste la vittoria? - GREG NOTIZIE]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 15:16:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] di Antonio Scurati. Qualche esempio? L&#8217;acceso botta e risposta che era sortito su Nazione Indiana. E l&#8217;articolo pungente che Massimiliano Parente aveva scritto su Libero. Voi a chi dareste il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] di Antonio Scurati. Qualche esempio? L&#8217;acceso botta e risposta che era sortito su Nazione Indiana. E l&#8217;articolo pungente che Massimiliano Parente aveva scritto su Libero. Voi a chi dareste il [&#8230;]</p>
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		Di: Bernardo Di Mauro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bernardo Di Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2009 06:14:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo tutti questi commenti c&#039;è poco da aggiungere. Ho provato a leggere il libro di Scurati anche se - colpevolmente - mi sono fermato a pagina 50. Il tempo è poco ed è meglio consumarlo in altro modo. Siamo oltre l&#039;autobiografismo, oltre la docu-fiction letteraria, la manipolazione cronachistica, ci troviamo di fronte al narcisismo più spudorato di chi non sa bene cosa scrivere, cosa inventarsi per alimentare la fama da scrittore di moda ottenuta in passato, e dunque un po&#039; rubacchia dall&#039;attualità e un po&#039; dalla sua vita. L&#039;autocandidatura allo Strega è un paratesto ancora più patetico, con la scusa di sovvertire le regole in realtà si ha solo voglia di incensarsi e di alimentare un sistema che poi è uguale a Sanremo (basato anziché sull&#039;accordo tra case editrici su quello tra case discografiche).  Ma vorrei fare i complimenti a Gilda Policastro per la sua stroncatura. E&#039; un&#039;ottima recensione, scritta con la verve della pamphlettista navigata e scontrarsi con i &quot;poteri forti&quot; dell&#039;editoria in tempi come questi, bui e conformisti, è davvero meritorio. Certo la Policastro non rischia la vita come Saviano, ma la carriera magari quella si e tra i tanti inetti che circolano nel mondo universitario (mi verrebbe da includere Scurati, ma non lo conosco come professore solo come scrittore) ci sono persone come lei che meriterebbero di avere almeno un posto da ricercatore, mentre non mi risulta che ce l&#039;abbia, evidentemente proprio perché non è una persona che scende a compromessi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo tutti questi commenti c&#8217;è poco da aggiungere. Ho provato a leggere il libro di Scurati anche se &#8211; colpevolmente &#8211; mi sono fermato a pagina 50. Il tempo è poco ed è meglio consumarlo in altro modo. Siamo oltre l&#8217;autobiografismo, oltre la docu-fiction letteraria, la manipolazione cronachistica, ci troviamo di fronte al narcisismo più spudorato di chi non sa bene cosa scrivere, cosa inventarsi per alimentare la fama da scrittore di moda ottenuta in passato, e dunque un po&#8217; rubacchia dall&#8217;attualità e un po&#8217; dalla sua vita. L&#8217;autocandidatura allo Strega è un paratesto ancora più patetico, con la scusa di sovvertire le regole in realtà si ha solo voglia di incensarsi e di alimentare un sistema che poi è uguale a Sanremo (basato anziché sull&#8217;accordo tra case editrici su quello tra case discografiche).  Ma vorrei fare i complimenti a Gilda Policastro per la sua stroncatura. E&#8217; un&#8217;ottima recensione, scritta con la verve della pamphlettista navigata e scontrarsi con i &#8220;poteri forti&#8221; dell&#8217;editoria in tempi come questi, bui e conformisti, è davvero meritorio. Certo la Policastro non rischia la vita come Saviano, ma la carriera magari quella si e tra i tanti inetti che circolano nel mondo universitario (mi verrebbe da includere Scurati, ma non lo conosco come professore solo come scrittore) ci sono persone come lei che meriterebbero di avere almeno un posto da ricercatore, mentre non mi risulta che ce l&#8217;abbia, evidentemente proprio perché non è una persona che scende a compromessi.</p>
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		Di: Achille Maccapani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Achille Maccapani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2009 13:14:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rispondo a Simone Ghelli per esperienza diretta. Secondo me, è raro che un editore piccolo disponga di un proprio servizio di editing per la revisione dei dattiloscritti prescelti. Di solito (parlo per esperienza diretta) capita che sia l&#039;autore a doversi preoccupare di presentare un testo pulito, riveduto, editato alla bell&#039;e meglio, avvalendosi di amici, librai, insegnanti, persone che anni e anni fa hanno lavorato presso altre piccole case editrici. Qualche volta glielo fanno gratis, in altri casi a pagamento (esistono sulla rete anche associazioni culturali che fanno il servizio di editing agli autori, con tanto di bonifico e reinvio del file word via email). Tutto questo, ovviamente, prima di arrischiarsi di spedire il dattiloscritto alla segreteria editoriale di questa o quella casa editrice per paura della &quot;lettera prestampata di rifiuto&quot;. Per esperienza diretta, posso dire che fortunatamente non capita sempre così: oltre a questo tipo di editori, ce ne sono altri che invece ritengono di intervenire con un editing appropriato in collaborazione con l&#039;autore.
Tutto questo, insomma, per dire che l&#039;editing vale anche nella piccola editoria, in certi casi praticato all&#039;interno delle case editrici, in certi altri all&#039;esterno su iniziativa dell&#039;autore.
Grazie per l&#039;accoglienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo a Simone Ghelli per esperienza diretta. Secondo me, è raro che un editore piccolo disponga di un proprio servizio di editing per la revisione dei dattiloscritti prescelti. Di solito (parlo per esperienza diretta) capita che sia l&#8217;autore a doversi preoccupare di presentare un testo pulito, riveduto, editato alla bell&#8217;e meglio, avvalendosi di amici, librai, insegnanti, persone che anni e anni fa hanno lavorato presso altre piccole case editrici. Qualche volta glielo fanno gratis, in altri casi a pagamento (esistono sulla rete anche associazioni culturali che fanno il servizio di editing agli autori, con tanto di bonifico e reinvio del file word via email). Tutto questo, ovviamente, prima di arrischiarsi di spedire il dattiloscritto alla segreteria editoriale di questa o quella casa editrice per paura della &#8220;lettera prestampata di rifiuto&#8221;. Per esperienza diretta, posso dire che fortunatamente non capita sempre così: oltre a questo tipo di editori, ce ne sono altri che invece ritengono di intervenire con un editing appropriato in collaborazione con l&#8217;autore.<br />
Tutto questo, insomma, per dire che l&#8217;editing vale anche nella piccola editoria, in certi casi praticato all&#8217;interno delle case editrici, in certi altri all&#8217;esterno su iniziativa dell&#8217;autore.<br />
Grazie per l&#8217;accoglienza.</p>
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		<title>
		Di: cf05103025		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/23/perche-scurati-non-deve-vincere-lo-strega/#comment-111392</link>

		<dc:creator><![CDATA[cf05103025]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 07:12:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;ho trovato, il finito!
E&#039; sotto il romanzo della zia Ersilia!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ho trovato, il finito!<br />
E&#8217; sotto il romanzo della zia Ersilia!</p>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/23/perche-scurati-non-deve-vincere-lo-strega/#comment-111390</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 06:35:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@macondo
pro-ponevo un post con quel titolo, magari ne uscivano altri 170 commenti nel tentativo di definire dov&#039;è romanzo il finito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@macondo<br />
pro-ponevo un post con quel titolo, magari ne uscivano altri 170 commenti nel tentativo di definire dov&#8217;è romanzo il finito.</p>
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		<title>
		Di: macondo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 21:42:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[perché non sarebbe chiaro, lo scurato stregato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>perché non sarebbe chiaro, lo scurato stregato</p>
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		<title>
		Di: cf05103025		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/23/perche-scurati-non-deve-vincere-lo-strega/#comment-111372</link>

		<dc:creator><![CDATA[cf05103025]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 21:20:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sarà perché gli stregatti amano lo scuro, già]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sarà perché gli stregatti amano lo scuro, già</p>
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		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/23/perche-scurati-non-deve-vincere-lo-strega/#comment-111368</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 20:39:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[perché stregati non deve vincere lo scuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>perché stregati non deve vincere lo scuro.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Diamante		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/04/23/perche-scurati-non-deve-vincere-lo-strega/#comment-111366</link>

		<dc:creator><![CDATA[Diamante]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 20:19:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@riccardo stracuzzi
Ho necessariamente corso nelle mie valutazioni, ma posso adesso con più calma dire che non so definire il genere romanzo, nè lo desidero; quello che però voglio affermare, è ciò che romanzo non è. Non è romanzo un libro che non mi permette di entrare in esso per mancanza di spazio, perchè è troppo &quot;piccolo&quot; (magari conta mille pagine), perchè non possiede vita propria, perchè mi lascia tale e quale a prima d&#039;averlo letto, perchè non dilata la mia coscienza (non dirò la mia intelligenza), perchè non mi fa volare il tempo, perchè non accende la mia creatività (quando un romanzo accende la nostra creatività proviamo una sensazione fantastica, come se ci avessero letteralmente regalato una splendida e sino allora opportunità), perchè in definitiva rappresenta un tradimento estetico, e quindi anche etico. Un romanzo non deve possedere tutte queste caratteristiche, ma almeno una sì - possederne almeno una è già tanto. Difatti, quasi mai m&#039;imbatto in un romanzo che mi piaccia totalmente, e non sono di bocca difficile come potrebbe sembrare dalle mie affermazioni. Ho finito oggi di leggere IL TEMPO MATERIALE di Vasta, e dico convinto che si tratta di un vero romanzo; benchè la prima metà mi abbia annoiato, AVEVA SENSO andare avanti, e infatti la seconda metà si è rivelata potente, a tratti indimenticabile. Lo sentivi, IL SENSO, nell&#039;aria, nelle pagine future, a chiamarti. L&#039;autore ha raccontato una storia, il che non significa &quot;e bona lì&quot;; per me vuol dire che ha costruito identità nuova per il mondo, nuova dimora psichica e spirituale da abitare; da abitare col magone, soffrendo e disperando, dato che il libro è duro, ma da abitare. E da Vasta mi collego alla tua obiezione sui libri stranieri e quelli italiani, dichiarandomi abbastanza d&#039;accordo con te. E&#039; senz&#039;altro vero che leggere romanzi nella propria lingua madre rappresenta una palestra migliore; ma è altrettanto vero, a mio avviso, che la letteratura italiana attuale (non tutta, non sempre come Vasta dimostra) è priva di spunti, non opera creativamente; essa ricicla la cronaca e la tv e l&#039;autobiografismo, la qual cosa non è tout court negativa; ma come ho più volte ripetuto, sono gl&#039;interpreti a steccare. Non condanno aprioristicamente alcun genere, anzi non definisco aprioristicamente alcun genere, dato che le gabbie mi fanno orrore. Mi fa orrore chi in gabbia ci si mette, o cerca di mettere me. Quanto alla letteratura italiana passata e contemporanea, l&#039;ho letta abbastanza da poter dire di conoscerla; e la rileggo pure, quando vale la pena - la necessità e il piacere della rilettura ritengo siano sintomi certi di grande opera.
Infine, su Roth non cambio idea, Joyce non lo sopporto (!!!!!!!) pur riconoscendone la grandezza, e gli altri da te citati sono veri e titanici romanzieri.
Ti saluto e mi scuso se ti ho dato del tu, mentre tu mi hai dato del lei, ma me ne accorgo ora.
ps: dato che ho spesso parlato nei miei post di autofiction, voglio sottolineare che io sono un appassionato di biografie, ho un talento innato per le date e gli eventi di grandi personaggi storici e artistici, mi ricordo tutto e di gusto; e che una delle opere che amo di più è un&#039;autofiction, UNA STAGIONE ALL&#039;INFERNO. Concludo dunque con quella splendida frase di Rimbaud: &quot;Intanto è la vigilia. Cogliamo ogni influsso di vigore e di reale tenerezza, e all&#039;alba, armati di ardente pazienza, entreremo nelle fulgide città.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@riccardo stracuzzi<br />
Ho necessariamente corso nelle mie valutazioni, ma posso adesso con più calma dire che non so definire il genere romanzo, nè lo desidero; quello che però voglio affermare, è ciò che romanzo non è. Non è romanzo un libro che non mi permette di entrare in esso per mancanza di spazio, perchè è troppo &#8220;piccolo&#8221; (magari conta mille pagine), perchè non possiede vita propria, perchè mi lascia tale e quale a prima d&#8217;averlo letto, perchè non dilata la mia coscienza (non dirò la mia intelligenza), perchè non mi fa volare il tempo, perchè non accende la mia creatività (quando un romanzo accende la nostra creatività proviamo una sensazione fantastica, come se ci avessero letteralmente regalato una splendida e sino allora opportunità), perchè in definitiva rappresenta un tradimento estetico, e quindi anche etico. Un romanzo non deve possedere tutte queste caratteristiche, ma almeno una sì &#8211; possederne almeno una è già tanto. Difatti, quasi mai m&#8217;imbatto in un romanzo che mi piaccia totalmente, e non sono di bocca difficile come potrebbe sembrare dalle mie affermazioni. Ho finito oggi di leggere IL TEMPO MATERIALE di Vasta, e dico convinto che si tratta di un vero romanzo; benchè la prima metà mi abbia annoiato, AVEVA SENSO andare avanti, e infatti la seconda metà si è rivelata potente, a tratti indimenticabile. Lo sentivi, IL SENSO, nell&#8217;aria, nelle pagine future, a chiamarti. L&#8217;autore ha raccontato una storia, il che non significa &#8220;e bona lì&#8221;; per me vuol dire che ha costruito identità nuova per il mondo, nuova dimora psichica e spirituale da abitare; da abitare col magone, soffrendo e disperando, dato che il libro è duro, ma da abitare. E da Vasta mi collego alla tua obiezione sui libri stranieri e quelli italiani, dichiarandomi abbastanza d&#8217;accordo con te. E&#8217; senz&#8217;altro vero che leggere romanzi nella propria lingua madre rappresenta una palestra migliore; ma è altrettanto vero, a mio avviso, che la letteratura italiana attuale (non tutta, non sempre come Vasta dimostra) è priva di spunti, non opera creativamente; essa ricicla la cronaca e la tv e l&#8217;autobiografismo, la qual cosa non è tout court negativa; ma come ho più volte ripetuto, sono gl&#8217;interpreti a steccare. Non condanno aprioristicamente alcun genere, anzi non definisco aprioristicamente alcun genere, dato che le gabbie mi fanno orrore. Mi fa orrore chi in gabbia ci si mette, o cerca di mettere me. Quanto alla letteratura italiana passata e contemporanea, l&#8217;ho letta abbastanza da poter dire di conoscerla; e la rileggo pure, quando vale la pena &#8211; la necessità e il piacere della rilettura ritengo siano sintomi certi di grande opera.<br />
Infine, su Roth non cambio idea, Joyce non lo sopporto (!!!!!!!) pur riconoscendone la grandezza, e gli altri da te citati sono veri e titanici romanzieri.<br />
Ti saluto e mi scuso se ti ho dato del tu, mentre tu mi hai dato del lei, ma me ne accorgo ora.<br />
ps: dato che ho spesso parlato nei miei post di autofiction, voglio sottolineare che io sono un appassionato di biografie, ho un talento innato per le date e gli eventi di grandi personaggi storici e artistici, mi ricordo tutto e di gusto; e che una delle opere che amo di più è un&#8217;autofiction, UNA STAGIONE ALL&#8217;INFERNO. Concludo dunque con quella splendida frase di Rimbaud: &#8220;Intanto è la vigilia. Cogliamo ogni influsso di vigore e di reale tenerezza, e all&#8217;alba, armati di ardente pazienza, entreremo nelle fulgide città.&#8221;</p>
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		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 20:13:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[due refusi, scusate:

aver fatto un giro

Portnoy]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>due refusi, scusate:</p>
<p>aver fatto un giro</p>
<p>Portnoy</p>
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