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	Commenti a: Senza vergogna	</title>
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		<title>
		Di: magda		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[magda]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 19:40:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la saggezza è la maschera che i genifolli indossano per farsi accettare.
le benzodiazepine sono l&#039;espediente che l&#039;occidente usa per accettare se stesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la saggezza è la maschera che i genifolli indossano per farsi accettare.<br />
le benzodiazepine sono l&#8217;espediente che l&#8217;occidente usa per accettare se stesso.</p>
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		Di: la funambola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 09:33:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ed io che sono ricca di tutti i talenti che mi mancano credo che non esista saggio geniale
baci 
la funambola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ed io che sono ricca di tutti i talenti che mi mancano credo che non esista saggio geniale<br />
baci<br />
la funambola</p>
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		Di: magda		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/05/27/senza-vergogna/#comment-113391</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 13:42:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zeri diceva già 40 anni fa alla rai che i festival, i concorsi letterari, i premi editoriali e c . cono un&#039;insulto alla poesia, all&#039;arte...e citava l&#039;immensità del nostro rinascimento e gli infiniti piani di lettura della divina commedia....chissà oggi che direbbe.....non uscirebbe nemmeno di casa.
Grazie Walter.....
@Francesco : Walter dice che non si può costruire una casa partendo dai soprammobili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Zeri diceva già 40 anni fa alla rai che i festival, i concorsi letterari, i premi editoriali e c . cono un&#8217;insulto alla poesia, all&#8217;arte&#8230;e citava l&#8217;immensità del nostro rinascimento e gli infiniti piani di lettura della divina commedia&#8230;.chissà oggi che direbbe&#8230;..non uscirebbe nemmeno di casa.<br />
Grazie Walter&#8230;..<br />
@Francesco : Walter dice che non si può costruire una casa partendo dai soprammobili.</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/05/27/senza-vergogna/#comment-113349</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 17:31:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pec, visto che ti sei preso la pena, ti rispondo volentieri che quando l&#039;estetica è teoria dell&#039;arte prima che esperienza della medesima e il discorso è sovraccarico di citazioni, la possibilità di attingere senso, e voglio dire anima, vita, dalle cose è ridotta a zero, come quando sei in coda in auto e se abbassi il finestrino non è più aria che respiri, ma gas di scarico di altre auto. Non è che non capisci, è che hai orrore di tutto quel che sembra naif, ti pare una rinuncia a elaborare ulteriormente, un rinnegare la dialettica. In effetti è così per me, anche se ci ho messo trent&#039;anni per capirlo: la dialettica ci ha veramente fottuti tutti quanti, è un&#039;allucinazione spaziale del tempo, costringe al perpetuo rilancio in avanti. Coazione a ripetere. Come in certe discussioni: la ragione e il torto sono meno importanti del fatto che entrambe obbligano il testimone a rimanervi coinvolto: saltar fuori, invece, è pura saggezza. Non come i buddisti che rinnegano la storia, ma come i monaci benedettini che aspettano che il temporale sia finito e conservano ciò che merita per chi verrà. Questa epoca è una lunga agonia. Io penso a conservare il fuoco e passarlo ai figli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pec, visto che ti sei preso la pena, ti rispondo volentieri che quando l&#8217;estetica è teoria dell&#8217;arte prima che esperienza della medesima e il discorso è sovraccarico di citazioni, la possibilità di attingere senso, e voglio dire anima, vita, dalle cose è ridotta a zero, come quando sei in coda in auto e se abbassi il finestrino non è più aria che respiri, ma gas di scarico di altre auto. Non è che non capisci, è che hai orrore di tutto quel che sembra naif, ti pare una rinuncia a elaborare ulteriormente, un rinnegare la dialettica. In effetti è così per me, anche se ci ho messo trent&#8217;anni per capirlo: la dialettica ci ha veramente fottuti tutti quanti, è un&#8217;allucinazione spaziale del tempo, costringe al perpetuo rilancio in avanti. Coazione a ripetere. Come in certe discussioni: la ragione e il torto sono meno importanti del fatto che entrambe obbligano il testimone a rimanervi coinvolto: saltar fuori, invece, è pura saggezza. Non come i buddisti che rinnegano la storia, ma come i monaci benedettini che aspettano che il temporale sia finito e conservano ciò che merita per chi verrà. Questa epoca è una lunga agonia. Io penso a conservare il fuoco e passarlo ai figli.</p>
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		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/05/27/senza-vergogna/#comment-113348</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 17:01:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Walter, bisognerebbe prendersi la pena di chiederti cosa mai possa significare &quot;Riprendersi l’estetica a partire dai sensi&quot; oppure &quot;il linguaggio a partire dal discorso&quot;, e perché non i sensi a partire dall&#039;estetica e il discorso a partire dal linguaggio.
sei più accademico del più accademico degli accademisci, sei più isolato del più isolato degli stiliti e predichi anche l&#039;isolamento...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Walter, bisognerebbe prendersi la pena di chiederti cosa mai possa significare &#8220;Riprendersi l’estetica a partire dai sensi&#8221; oppure &#8220;il linguaggio a partire dal discorso&#8221;, e perché non i sensi a partire dall&#8217;estetica e il discorso a partire dal linguaggio.<br />
sei più accademico del più accademico degli accademisci, sei più isolato del più isolato degli stiliti e predichi anche l&#8217;isolamento&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/05/27/senza-vergogna/#comment-113324</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 11:11:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Magda
&quot;Rimaniamo nello sviluppo superata la soglia tribale di sopravvivenza, nell’attimo in cui di fronte all’ignoto l’uomo specie animale diventa specie animale culturale. l’uomo filosofico, che s’interroga e tenta risposte. Ecco rimaniamo qui.prima del superfluo e dopo il necessario.&quot;

Quello che scrivi è molto serio. Era già il progetto filosofioco di Husserl, cioè la fenomenologia, mettere tra parentesi le teorie scientifiche e le opinioni correnti sulle cose, tornare ai fenomeni e lasciarli apparire all&#039;origine del senso. Ma la fenomenologia dopo Merleau Ponty è naufragata in Francia, perchè se n&#039;è impadronita un&#039;altra scolastica, quella marxista-strutturalista. E comunque il progetto di Husserl nasceva da un ambiente accademico e ne manteneva tutto il sapore professionale. Per noi oggi è questione di sopravvivenza. Riprendersi l&#039;estetica a partire dai sensi, e il linguaggio a partire dal discorso. Negarsi allo spettacolo, e boicottare lo spettacolo smettendo di replicarlo con lo spettacolo della critica; smettere di scrivere libri con altri libri, lasciare le università alla loro sfinita logorrea, tornare ai silenzi, alle piccole comunità di condivisione, soprattutto non prestare immagne e firma al circo mediatico, in nessuna forma. Lo scrittore che partecipa ai &quot;festival letterari&quot; (spettacolarizzazione del pensiero) o va in televisione a dire &quot;cose intelligenti&quot; è la malattia ma crede di essere la cura. Il sociologo che tuona contro la volgarità dei mass media e ne alimenta l&#039;importanza idem. La parola d&#039;ordine è disertare.
Se preferite, l&#039;arca di Noè.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Magda<br />
&#8220;Rimaniamo nello sviluppo superata la soglia tribale di sopravvivenza, nell’attimo in cui di fronte all’ignoto l’uomo specie animale diventa specie animale culturale. l’uomo filosofico, che s’interroga e tenta risposte. Ecco rimaniamo qui.prima del superfluo e dopo il necessario.&#8221;</p>
<p>Quello che scrivi è molto serio. Era già il progetto filosofioco di Husserl, cioè la fenomenologia, mettere tra parentesi le teorie scientifiche e le opinioni correnti sulle cose, tornare ai fenomeni e lasciarli apparire all&#8217;origine del senso. Ma la fenomenologia dopo Merleau Ponty è naufragata in Francia, perchè se n&#8217;è impadronita un&#8217;altra scolastica, quella marxista-strutturalista. E comunque il progetto di Husserl nasceva da un ambiente accademico e ne manteneva tutto il sapore professionale. Per noi oggi è questione di sopravvivenza. Riprendersi l&#8217;estetica a partire dai sensi, e il linguaggio a partire dal discorso. Negarsi allo spettacolo, e boicottare lo spettacolo smettendo di replicarlo con lo spettacolo della critica; smettere di scrivere libri con altri libri, lasciare le università alla loro sfinita logorrea, tornare ai silenzi, alle piccole comunità di condivisione, soprattutto non prestare immagne e firma al circo mediatico, in nessuna forma. Lo scrittore che partecipa ai &#8220;festival letterari&#8221; (spettacolarizzazione del pensiero) o va in televisione a dire &#8220;cose intelligenti&#8221; è la malattia ma crede di essere la cura. Il sociologo che tuona contro la volgarità dei mass media e ne alimenta l&#8217;importanza idem. La parola d&#8217;ordine è disertare.<br />
Se preferite, l&#8217;arca di Noè.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: magda		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/05/27/senza-vergogna/#comment-113320</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:38:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quindi in questo senso possiamo complimetarci con Belpoliti per l&#039;acutezza dell&#039;analisi, con Saviano per il coraggio della denuncia, con Giordano per la sensibilità, ma alla fine, tutto questo rimane nell&#039;enclave mediatica racchiusa nella nicchia di riferimento, nel target di mercato, ma certamente non produce aumento dell&#039;intellettualità media italiana perchè è fenomeno marginale rispetto ai processi di costruzione dei sistemi di credenza. Invece, gli scrittori, le reti, i blog, tutto quello che volete, inseriti in una società intellettualmente matura, non solo venderebbero libri, ma diffonderebbero occasioni di riflessione. Ora non può essere perchè gli utenti finali non sono sufficientemente esigenti per  consumare cultura e sopratutto per  produrla. Perchè il senso degli autori dovrebbe appunto essere rivolto la circolarità di contenuti, in un rapporto di reciproca attenzione e quasi di parità con i propri lettori.
( parlo di lettura ma potrebbe essere qualsiasi altra forma di espressione culturale).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quindi in questo senso possiamo complimetarci con Belpoliti per l&#8217;acutezza dell&#8217;analisi, con Saviano per il coraggio della denuncia, con Giordano per la sensibilità, ma alla fine, tutto questo rimane nell&#8217;enclave mediatica racchiusa nella nicchia di riferimento, nel target di mercato, ma certamente non produce aumento dell&#8217;intellettualità media italiana perchè è fenomeno marginale rispetto ai processi di costruzione dei sistemi di credenza. Invece, gli scrittori, le reti, i blog, tutto quello che volete, inseriti in una società intellettualmente matura, non solo venderebbero libri, ma diffonderebbero occasioni di riflessione. Ora non può essere perchè gli utenti finali non sono sufficientemente esigenti per  consumare cultura e sopratutto per  produrla. Perchè il senso degli autori dovrebbe appunto essere rivolto la circolarità di contenuti, in un rapporto di reciproca attenzione e quasi di parità con i propri lettori.<br />
( parlo di lettura ma potrebbe essere qualsiasi altra forma di espressione culturale).</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: magda		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/05/27/senza-vergogna/#comment-113318</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:20:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E allora, secondo questa prospettiva, si capisce come i detentori del potere di persuasione come i media, gli editori, quelli che noi erroneamente definiamo intellettuali e che in realtà sono procacciatori d&#039;affari,  non  esisterebbero, perchè i media sarebbero del tutto inifluenti sulle cosicenze formate autonomamente, educate al pensiero critico, alla discussione reale comune, alla concretezza della condivisione, all&#039;utilità quotidiana del proprio buon senso e ancora di più del buon senso collettivo. le dinamiche sono simili alle comunità contadine che oggi ovviamente avrebbero altre morfologie. Perchè nei sistemi mediatici, tutti vengono chiamati intellettuali, quindi anche la Bignardi e Berlusconi, in realtà si devono costruire individui intellettuali, cittadini intellettuali, in modo che la base su cui costruire la società sia consapevole e in qualsiasi punto della rete e in qualsiasi momento possa essere interrogata, sia in grado di esprimere un  giudizio maturo, eleggere persone che la rappresenti, parteciapare serenamente alla vita politica perchè preparata. Questi sono gli intellettuali, i cittadini formati alla civilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E allora, secondo questa prospettiva, si capisce come i detentori del potere di persuasione come i media, gli editori, quelli che noi erroneamente definiamo intellettuali e che in realtà sono procacciatori d&#8217;affari,  non  esisterebbero, perchè i media sarebbero del tutto inifluenti sulle cosicenze formate autonomamente, educate al pensiero critico, alla discussione reale comune, alla concretezza della condivisione, all&#8217;utilità quotidiana del proprio buon senso e ancora di più del buon senso collettivo. le dinamiche sono simili alle comunità contadine che oggi ovviamente avrebbero altre morfologie. Perchè nei sistemi mediatici, tutti vengono chiamati intellettuali, quindi anche la Bignardi e Berlusconi, in realtà si devono costruire individui intellettuali, cittadini intellettuali, in modo che la base su cui costruire la società sia consapevole e in qualsiasi punto della rete e in qualsiasi momento possa essere interrogata, sia in grado di esprimere un  giudizio maturo, eleggere persone che la rappresenti, parteciapare serenamente alla vita politica perchè preparata. Questi sono gli intellettuali, i cittadini formati alla civilità.</p>
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		<title>
		Di: magda		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/05/27/senza-vergogna/#comment-113314</link>

		<dc:creator><![CDATA[magda]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 07:55:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dunque, andiamo a prima, a molto prima di tutto questo. Prima dei partiti, prima della rivoluzione industriale, prima della mediaticità....prima.
Ad un prima quando le persone di fronte a ciò che non comprendevano sviluppavano innanzitutto semplici meccanismi di interazione con l&#039;ambiente sviluppando intelligenza evolutiva....produzione, sopravvivenza, sviluppo. Rimaniamo nello sviluppo superata la soglia tribale di sopravvivenza, nell&#039;attimo in cui di fronte all&#039;ignoto l&#039;uomo specie animale diventa specie animale culturale. l&#039;uomo filosofico, che s&#039;interroga e tenta risposte. Ecco rimaniamo qui.prima del superfluo e dopo il necessario. Questo secondo me è il topos( non ridete) che ci compete. In questa dimensione ognuno di noi ha le stesse potenzialità e opportunità di interpretare se e il mondo in maniera soddisfacente e di diventare il filosofo di se stesso. produce senso, cerca di armonizzare i dilemmi in un quadro di riferimento più o meno esaustivo, in cui si apre alla produzione di pensiero, all&#039;arte, alla politica, alla cultura.
Questo consente poi di confrontarsi con la comunità di appartenenza e condividere significati, consente di tessere le reti sociali che formano un gruppo, che normalizzato è stato, nazione, .....patria?....
In questo momento in cui tutti ci dovrenmmo ricondurre sta il principio fondamentale che è la costruzione dei sistemi9 di credenza. Spesso passano attraverso il filtro delle religioni, a volte attraverso il filtro delle ideologie, altre s&#039;intrecciano queste istanze con supestizioni, altre ancora tutte convergono in un ibrido di tutte più l&#039;isorgenza di paure, timori, fobie, e convenienze.
se ci si limitasse a costruire i propri sistemi di credenza a processi naturali legati semplicemente alla coscienza individuale che poi coinciderebbe in questo caso a quella collettiva, non ci sarebbero orpelli dogmatici ad ostruire il processo, le divergenze avrebbero una dinamica di decantazione più semplificata, e i processi di sviluppo delle società sarebbero più armonici data la base comune diremmo oggi laica.
Gli intellettuali sarebbero tutti, tutti coloro che producendo buon senso , si costituirebbero come volano di ragionevolezza e superiorità etologica, cioè cultura.
serve liberarci di ciò che non ci serve prima di operare una qualsiasi trasformazione, prima di qualsiasi condono dell&#039;ultima ora.
Gli italiani hanno un&#039;identità? certo ma va coordinata , ricostruita, ripulita, restaurata, rinnovata, riprogettata, riamata, rianimata.
Adesso proprio tutto non riesco a dire, però il senso è che fintato che esistono rappresentazioni collettive come queste attuali, l&#039;Italia è inutile a se stessa, agli italiani e all&#039;Europa perchè non ha senso così com&#039;è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque, andiamo a prima, a molto prima di tutto questo. Prima dei partiti, prima della rivoluzione industriale, prima della mediaticità&#8230;.prima.<br />
Ad un prima quando le persone di fronte a ciò che non comprendevano sviluppavano innanzitutto semplici meccanismi di interazione con l&#8217;ambiente sviluppando intelligenza evolutiva&#8230;.produzione, sopravvivenza, sviluppo. Rimaniamo nello sviluppo superata la soglia tribale di sopravvivenza, nell&#8217;attimo in cui di fronte all&#8217;ignoto l&#8217;uomo specie animale diventa specie animale culturale. l&#8217;uomo filosofico, che s&#8217;interroga e tenta risposte. Ecco rimaniamo qui.prima del superfluo e dopo il necessario. Questo secondo me è il topos( non ridete) che ci compete. In questa dimensione ognuno di noi ha le stesse potenzialità e opportunità di interpretare se e il mondo in maniera soddisfacente e di diventare il filosofo di se stesso. produce senso, cerca di armonizzare i dilemmi in un quadro di riferimento più o meno esaustivo, in cui si apre alla produzione di pensiero, all&#8217;arte, alla politica, alla cultura.<br />
Questo consente poi di confrontarsi con la comunità di appartenenza e condividere significati, consente di tessere le reti sociali che formano un gruppo, che normalizzato è stato, nazione, &#8230;..patria?&#8230;.<br />
In questo momento in cui tutti ci dovrenmmo ricondurre sta il principio fondamentale che è la costruzione dei sistemi9 di credenza. Spesso passano attraverso il filtro delle religioni, a volte attraverso il filtro delle ideologie, altre s&#8217;intrecciano queste istanze con supestizioni, altre ancora tutte convergono in un ibrido di tutte più l&#8217;isorgenza di paure, timori, fobie, e convenienze.<br />
se ci si limitasse a costruire i propri sistemi di credenza a processi naturali legati semplicemente alla coscienza individuale che poi coinciderebbe in questo caso a quella collettiva, non ci sarebbero orpelli dogmatici ad ostruire il processo, le divergenze avrebbero una dinamica di decantazione più semplificata, e i processi di sviluppo delle società sarebbero più armonici data la base comune diremmo oggi laica.<br />
Gli intellettuali sarebbero tutti, tutti coloro che producendo buon senso , si costituirebbero come volano di ragionevolezza e superiorità etologica, cioè cultura.<br />
serve liberarci di ciò che non ci serve prima di operare una qualsiasi trasformazione, prima di qualsiasi condono dell&#8217;ultima ora.<br />
Gli italiani hanno un&#8217;identità? certo ma va coordinata , ricostruita, ripulita, restaurata, rinnovata, riprogettata, riamata, rianimata.<br />
Adesso proprio tutto non riesco a dire, però il senso è che fintato che esistono rappresentazioni collettive come queste attuali, l&#8217;Italia è inutile a se stessa, agli italiani e all&#8217;Europa perchè non ha senso così com&#8217;è.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: filippo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/05/27/senza-vergogna/#comment-113309</link>

		<dc:creator><![CDATA[filippo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 05:38:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma è uscito poi &quot;Lo Zibaldone&quot; edizioni Berlusconi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma è uscito poi &#8220;Lo Zibaldone&#8221; edizioni Berlusconi?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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