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	Commenti a: da &#8220;Le qualità&#8221;	</title>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/03/da-le-qualita/#comment-113522</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 09:32:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[intanto 100 di questi 50 anni a biagio. e complimenti, sempre avanti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>intanto 100 di questi 50 anni a biagio. e complimenti, sempre avanti</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Diamante		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/03/da-le-qualita/#comment-113351</link>

		<dc:creator><![CDATA[Diamante]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 17:55:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@baudo
Chi non osa, in arte, è finito. Anche se ha osato già molto, quando smette di osare, smette di fare arte; a qualunque età. Istruttiva, al proposito, L&#039;ESTETICA DEL SILENZIO, saggio breve ma denso incluso in STILI DI VOLONTA&#039; RADICALE di Susan Sontag. Le consiglio di leggerlo bene, dottore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@baudo<br />
Chi non osa, in arte, è finito. Anche se ha osato già molto, quando smette di osare, smette di fare arte; a qualunque età. Istruttiva, al proposito, L&#8217;ESTETICA DEL SILENZIO, saggio breve ma denso incluso in STILI DI VOLONTA&#8217; RADICALE di Susan Sontag. Le consiglio di leggerlo bene, dottore.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/03/da-le-qualita/#comment-113317</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:10:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I versi sono musica dolce, liquida, verticale,
E&#039; la stessa impressione che ho sotto la doccia,
desiderio di rinnovamenta,
di pulire la macchia di una giornata,
di riprendere verginità,
con lo sguardo verticale di ricognizione
dell&#039;usura,
leggere poesia in armonia
con impressione,
la pioggia è di dolore,
acqua scrittura,
squadermare per l&#039;onda della scrittura,
navi gialli e rossi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I versi sono musica dolce, liquida, verticale,<br />
E&#8217; la stessa impressione che ho sotto la doccia,<br />
desiderio di rinnovamenta,<br />
di pulire la macchia di una giornata,<br />
di riprendere verginità,<br />
con lo sguardo verticale di ricognizione<br />
dell&#8217;usura,<br />
leggere poesia in armonia<br />
con impressione,<br />
la pioggia è di dolore,<br />
acqua scrittura,<br />
squadermare per l&#8217;onda della scrittura,<br />
navi gialli e rossi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Biagio Cepollaro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/03/da-le-qualita/#comment-113310</link>

		<dc:creator><![CDATA[Biagio Cepollaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 05:39:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio chi ha commentato fin qui ed Andrea che ha postato. Ringrazio anche per gli auguri per il compleanno mentre mi appresto in qualche modo a festeggiare… Buona giornata a tutti, Biagio Cepollaro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio chi ha commentato fin qui ed Andrea che ha postato. Ringrazio anche per gli auguri per il compleanno mentre mi appresto in qualche modo a festeggiare… Buona giornata a tutti, Biagio Cepollaro</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Dottor G. Baudo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/03/da-le-qualita/#comment-113305</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dottor G. Baudo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 21:23:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cepollaro, scusa, e datti una mossa, no? Hai cinquant&#039;anni (a proposito: auguri!!!), e dopo aver attraversato tutto lo sperimentabile e l&#039;esperibile nel campo della ricerca poetica degli ultimi tre decenni, beh... è proprio giunta l&#039;ora che tu osi di più. Su, cosa aspetti??? Muoversi, muoversi... Non sarai mica esausto, per caso?

Ah, dimenticavo:

mmmmmèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cepollaro, scusa, e datti una mossa, no? Hai cinquant&#8217;anni (a proposito: auguri!!!), e dopo aver attraversato tutto lo sperimentabile e l&#8217;esperibile nel campo della ricerca poetica degli ultimi tre decenni, beh&#8230; è proprio giunta l&#8217;ora che tu osi di più. Su, cosa aspetti??? Muoversi, muoversi&#8230; Non sarai mica esausto, per caso?</p>
<p>Ah, dimenticavo:</p>
<p>mmmmmèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fernirosso		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/03/da-le-qualita/#comment-113304</link>

		<dc:creator><![CDATA[fernirosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 20:23:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e sotto quest&#039;acqua fine fine
da cento vetrine di una doccia capitata a caso
tra la strada e la tua bocca
lì dove la parola s&#039;è fermata prima
prima ancora d&#039;essere
detta 
una legge e una lettura m&#039;è stata risparmiata.
Io l&#039;altro il diverso
quello che si guarda mentre scorre sotto l&#039;acqua del bagno
giornaliero lusso pagato a caro prezzo per chi di acqua
non ne ha neanche da bere
nemmeno un sorso per  un bicchiere al giorno.
Io che mi conto i segni di una vita e guardo il cretto del mio corpo vivo
io trasmigro
sotto una cascata di vecchie operazioni
ludiche ragioni di un passato superato.
Io sto qua senza sapermi più
senza trovare una parola vera  una sillaba sincera
che mi canti chiara dentro il battito del cuore.


Un saluto a Biagio,ferni f.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e sotto quest&#8217;acqua fine fine<br />
da cento vetrine di una doccia capitata a caso<br />
tra la strada e la tua bocca<br />
lì dove la parola s&#8217;è fermata prima<br />
prima ancora d&#8217;essere<br />
detta<br />
una legge e una lettura m&#8217;è stata risparmiata.<br />
Io l&#8217;altro il diverso<br />
quello che si guarda mentre scorre sotto l&#8217;acqua del bagno<br />
giornaliero lusso pagato a caro prezzo per chi di acqua<br />
non ne ha neanche da bere<br />
nemmeno un sorso per  un bicchiere al giorno.<br />
Io che mi conto i segni di una vita e guardo il cretto del mio corpo vivo<br />
io trasmigro<br />
sotto una cascata di vecchie operazioni<br />
ludiche ragioni di un passato superato.<br />
Io sto qua senza sapermi più<br />
senza trovare una parola vera  una sillaba sincera<br />
che mi canti chiara dentro il battito del cuore.</p>
<p>Un saluto a Biagio,ferni f.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Diamante		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/03/da-le-qualita/#comment-113302</link>

		<dc:creator><![CDATA[Diamante]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 19:53:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; un tipo di poesia, questo, che comporta oggi grossi rischi di omologazione. Moltissimi poeti adottano tale low profile. L&#039;autore, mi sembra, sfugge al suddetto rischio imprimendo una propria originalità, una sua visione del mondo, cesellata ma coerente e dotata di luce. Mi ricorda, a echi, a rimandi remoti, TEMA DELL&#039;ADDIO di De Angelis: una semplicità quotidiana dietro cui si apre di continuo il baratro dell&#039;ignoto, con uno stile che si tiene prudente, levigato, accorto, controllato ma sul punto d&#039;esplodere. Se non erro Cepollaro ha 50 anni: un&#039;età in cui è ancora possibile osare di più, cosa che dal mio personalissimo punto di vista, date le qualità, egli potrebbe tentare. Per osare intendo una diminuzione di luoghi psicologici &quot;rassicuranti&quot; (mi riferisco soprattutto alla lirica 12, dove al mio orecchio non ha funzionato la commistione fra materia e metafisica), e un&#039;indagine più serrata di quel che egli definisce il lago che non c&#039;è, il buco, qualcosa che entra dalla parte della pioggia, ecc. ecc.. In definitiva, un confronto più inesausto con l&#039;ombra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un tipo di poesia, questo, che comporta oggi grossi rischi di omologazione. Moltissimi poeti adottano tale low profile. L&#8217;autore, mi sembra, sfugge al suddetto rischio imprimendo una propria originalità, una sua visione del mondo, cesellata ma coerente e dotata di luce. Mi ricorda, a echi, a rimandi remoti, TEMA DELL&#8217;ADDIO di De Angelis: una semplicità quotidiana dietro cui si apre di continuo il baratro dell&#8217;ignoto, con uno stile che si tiene prudente, levigato, accorto, controllato ma sul punto d&#8217;esplodere. Se non erro Cepollaro ha 50 anni: un&#8217;età in cui è ancora possibile osare di più, cosa che dal mio personalissimo punto di vista, date le qualità, egli potrebbe tentare. Per osare intendo una diminuzione di luoghi psicologici &#8220;rassicuranti&#8221; (mi riferisco soprattutto alla lirica 12, dove al mio orecchio non ha funzionato la commistione fra materia e metafisica), e un&#8217;indagine più serrata di quel che egli definisce il lago che non c&#8217;è, il buco, qualcosa che entra dalla parte della pioggia, ecc. ecc.. In definitiva, un confronto più inesausto con l&#8217;ombra.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: natàlia castaldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/03/da-le-qualita/#comment-113297</link>

		<dc:creator><![CDATA[natàlia castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 15:13:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima lettura.
Mi fermo, dico: “belle”!
Devo rielaborarle: “perché mi sono belle”?
Rileggo, stavolta verso per verso, piano, avendo cura di dar senso alla voce, lentamente:

“talvolta nella doccia l’acqua
scorre con una piccola
promessa di rinnovamento.”

“Una piccola promessa di rinnovamento” portata dall’acqua scrosciante d’una doccia: talmente comune e vera questa sensazione da essere geniale l’averne fatto dei versi.
” talvolta nella doccia l’acqua”: il ritmo è morbido come la sensazione stessa dell’acqua sulla pelle. Sì, perfetti questi versi.

dunque continuo:

“l’occhiata verso il corpo
in verticale
a scorgere il trattamento
del tempo sui muscoli sulle giunture
in verticale
una veloce ricognizione
dell’usura”

eh … l’usura in verticale evidenziata nei suoi segni sulla muscolatura dai lucidi e riflettenti rivoli dell’acqua!

Acqua non quale banale segno di purezza e trasparenza ma “cartina di tornasole” per misurare con schiettezza la verticalità del tempo nel suo “scorrere” e transitare in un segno in più tra le giunture.

Bene! 

Dunque m’è piaciuta perché schietta, descrittiva, così perfetta da farmi sentire ogni singola sensazione tra la pupilla e la mia verticale nudità? E allora, la poesia è questo? 
Questo chimico com-penetrarsi in sensazioni comuni, talmente comuni da dimenticare l’autore appropriandosi delle sue “visioni”? 

Sì, - mi dico - per me è anche questo, o forse, molto più questo che tanto altro “rimestaggio” tecnico o d’ostentata originalità. Laddove la doccia della pioggia non è banalmente definita “fredda”, dove sostantivi come “cenerentole” o “barboncini”, o dubbiosamente originali aggettivi come “crepuscolare”, “nebbioso”, “lunare”, … non vadano ad inquinare ed appesantire l’essenziale lasciandolo scorrere acqua negli occhi e sangue nella carne, lì – a mio gusto - si muove poesia.

“la maglia tiene caldo eppure
non ne basta una a far pensare
ad altro
per strada si lamentano
come se il freddo fosse
risalito alla superficie
delle mani dopo esser stato
affondato col peso
d’un sasso.”

Il pensiero, il pensiero: niente di più galleggiante, bastasse un sasso a trascinarlo giù nello stagno! Bastassero due o più maglie a cancellarne il freddo graffio!

“così debole che di per sé
la pioggia non farebbe rumore
se non fosse per le auto
che la pressano e la moltiplicano
in microscopiche cascate
all’incontrario”

Di per sé non farebbe rumore, già! Non lo farebbe.
Non fosse per quel via vai scomposto di metallo che ne sconvolge il naturale corso nelle pozzanghere infangate …  Ed è allora che con poche parole si filma un’intera ripresa che scorre sotto gli occhi e mi fa dire: caspita! è vera! E ad essa inizio ad associare il mio grigio di stagione, la sensazione d’umido e l’indugiare prima di partire per il mio quotidiano trantran mentre mi ripeto: “di per sé non farebbe rumore” …

“ci deve essere un pozzo
da qualche parte
un buco
da cui spariscono i giorni
e le esperienze”

Un cono con una piccola uscita … eh … del resto è così che comincia la vita, ci sarà certo un imbuto, un altro buco che risucchia tutto quanto in un’altra sfera dimensionale e che cancella i ricordi come il primo vagito, per ritrovarmi impantanata sempre negli stessi errori: tanto niente si impara veramente, ma il sorriso mi è difesa innata.

Beh … mi sono spiegata il perché mi son piaciute, spero di non esser stata fuori luogo ed invadente.

n.c.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima lettura.<br />
Mi fermo, dico: “belle”!<br />
Devo rielaborarle: “perché mi sono belle”?<br />
Rileggo, stavolta verso per verso, piano, avendo cura di dar senso alla voce, lentamente:</p>
<p>“talvolta nella doccia l’acqua<br />
scorre con una piccola<br />
promessa di rinnovamento.”</p>
<p>“Una piccola promessa di rinnovamento” portata dall’acqua scrosciante d’una doccia: talmente comune e vera questa sensazione da essere geniale l’averne fatto dei versi.<br />
” talvolta nella doccia l’acqua”: il ritmo è morbido come la sensazione stessa dell’acqua sulla pelle. Sì, perfetti questi versi.</p>
<p>dunque continuo:</p>
<p>“l’occhiata verso il corpo<br />
in verticale<br />
a scorgere il trattamento<br />
del tempo sui muscoli sulle giunture<br />
in verticale<br />
una veloce ricognizione<br />
dell’usura”</p>
<p>eh … l’usura in verticale evidenziata nei suoi segni sulla muscolatura dai lucidi e riflettenti rivoli dell’acqua!</p>
<p>Acqua non quale banale segno di purezza e trasparenza ma “cartina di tornasole” per misurare con schiettezza la verticalità del tempo nel suo “scorrere” e transitare in un segno in più tra le giunture.</p>
<p>Bene! </p>
<p>Dunque m’è piaciuta perché schietta, descrittiva, così perfetta da farmi sentire ogni singola sensazione tra la pupilla e la mia verticale nudità? E allora, la poesia è questo?<br />
Questo chimico com-penetrarsi in sensazioni comuni, talmente comuni da dimenticare l’autore appropriandosi delle sue “visioni”? </p>
<p>Sì, &#8211; mi dico &#8211; per me è anche questo, o forse, molto più questo che tanto altro “rimestaggio” tecnico o d’ostentata originalità. Laddove la doccia della pioggia non è banalmente definita “fredda”, dove sostantivi come “cenerentole” o “barboncini”, o dubbiosamente originali aggettivi come “crepuscolare”, “nebbioso”, “lunare”, … non vadano ad inquinare ed appesantire l’essenziale lasciandolo scorrere acqua negli occhi e sangue nella carne, lì – a mio gusto &#8211; si muove poesia.</p>
<p>“la maglia tiene caldo eppure<br />
non ne basta una a far pensare<br />
ad altro<br />
per strada si lamentano<br />
come se il freddo fosse<br />
risalito alla superficie<br />
delle mani dopo esser stato<br />
affondato col peso<br />
d’un sasso.”</p>
<p>Il pensiero, il pensiero: niente di più galleggiante, bastasse un sasso a trascinarlo giù nello stagno! Bastassero due o più maglie a cancellarne il freddo graffio!</p>
<p>“così debole che di per sé<br />
la pioggia non farebbe rumore<br />
se non fosse per le auto<br />
che la pressano e la moltiplicano<br />
in microscopiche cascate<br />
all’incontrario”</p>
<p>Di per sé non farebbe rumore, già! Non lo farebbe.<br />
Non fosse per quel via vai scomposto di metallo che ne sconvolge il naturale corso nelle pozzanghere infangate …  Ed è allora che con poche parole si filma un’intera ripresa che scorre sotto gli occhi e mi fa dire: caspita! è vera! E ad essa inizio ad associare il mio grigio di stagione, la sensazione d’umido e l’indugiare prima di partire per il mio quotidiano trantran mentre mi ripeto: “di per sé non farebbe rumore” …</p>
<p>“ci deve essere un pozzo<br />
da qualche parte<br />
un buco<br />
da cui spariscono i giorni<br />
e le esperienze”</p>
<p>Un cono con una piccola uscita … eh … del resto è così che comincia la vita, ci sarà certo un imbuto, un altro buco che risucchia tutto quanto in un’altra sfera dimensionale e che cancella i ricordi come il primo vagito, per ritrovarmi impantanata sempre negli stessi errori: tanto niente si impara veramente, ma il sorriso mi è difesa innata.</p>
<p>Beh … mi sono spiegata il perché mi son piaciute, spero di non esser stata fuori luogo ed invadente.</p>
<p>n.c.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmine vitale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/03/da-le-qualita/#comment-113295</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmine vitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 14:58:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[giù il cappello!
c.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>giù il cappello!<br />
c.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zoyd wheeler		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/03/da-le-qualita/#comment-113275</link>

		<dc:creator><![CDATA[zoyd wheeler]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 08:18:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non per tornare su una vecchia diatriba, ma queste poesie sono testi di rara bellezza, prodotto di un lavoro poetico autentico e non di un esercizio letterario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non per tornare su una vecchia diatriba, ma queste poesie sono testi di rara bellezza, prodotto di un lavoro poetico autentico e non di un esercizio letterario.</p>
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