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	Commenti a: Fors&#8217; we could	</title>
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		<title>
		Di: arendo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/09/fors-we-could/#comment-114036</link>

		<dc:creator><![CDATA[arendo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 22:35:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Va da sé che l&#039;uso promozionale/ricreativo del web non era riferito ad un caso specifico, ma a una tendenza. E di verifica di rapporti parlavo, non di verifica di rapporti di potere.
Ancora: una responsabilità che nasce e prospera in un sistema feudale è schiavitù (in ogni parte e ramo del sistema). Discutiamo di una libertà che cade dal tavolo, di briciole. V&#039;è la concessione di uno spazio di manovra, meno o nulla importanza ha la manovra in sé. In questo recinto marciano relativismo &#062; indistinzione &#062; coda passata sotto il naso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va da sé che l&#8217;uso promozionale/ricreativo del web non era riferito ad un caso specifico, ma a una tendenza. E di verifica di rapporti parlavo, non di verifica di rapporti di potere.<br />
Ancora: una responsabilità che nasce e prospera in un sistema feudale è schiavitù (in ogni parte e ramo del sistema). Discutiamo di una libertà che cade dal tavolo, di briciole. V&#8217;è la concessione di uno spazio di manovra, meno o nulla importanza ha la manovra in sé. In questo recinto marciano relativismo &gt; indistinzione &gt; coda passata sotto il naso.</p>
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		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/09/fors-we-could/#comment-114003</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 17:31:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[D&#039;accordo. Mi sta bene la diffidenza nei confronti della categoria, mi sta bene la verifica dei rapporti di potere. Ma se parli di sistema, non fermarti a Mondadori. Non lo dico &quot;pro domo&quot;, non me ne frega un tubo.  Qui c&#039;è da guardare a come funziona l&#039;insieme: l&#039;editoria di mercato, la stampa, l&#039;università, la scuola ecc. Berlusconi non è soltanto dove detiene pacchetti di maggioranza azionaria, e quel che l&#039;ha fatto ingrassare, la mentalità che ritiene lecito piegare il pubblico all&#039;interesse privato, l&#039;acquiescenza al feudalesimo la trovi ovunque nel funzionamento base della nostra cultura.
Qui non ci sono autorizzati e non autorizzati, non c&#039;è più nessuno status dei cosidetti intellettuali che regga.  E non è un male.
Quel che sostengo io vale quel che sostieni tu, Claudio, chiunque altro. Sennò che senso ha discutere in questo modo.
Tutti possono usare tutto per fare o per farsi promozione, ma credo che si noti la differenza fra uno spot pubblicitario e un ragionamento che metta qualcosa in gioco.  Tra l&#039;altro fa parte della deontologia di Nazione Indiana (che ho co-fondato) non farlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo. Mi sta bene la diffidenza nei confronti della categoria, mi sta bene la verifica dei rapporti di potere. Ma se parli di sistema, non fermarti a Mondadori. Non lo dico &#8220;pro domo&#8221;, non me ne frega un tubo.  Qui c&#8217;è da guardare a come funziona l&#8217;insieme: l&#8217;editoria di mercato, la stampa, l&#8217;università, la scuola ecc. Berlusconi non è soltanto dove detiene pacchetti di maggioranza azionaria, e quel che l&#8217;ha fatto ingrassare, la mentalità che ritiene lecito piegare il pubblico all&#8217;interesse privato, l&#8217;acquiescenza al feudalesimo la trovi ovunque nel funzionamento base della nostra cultura.<br />
Qui non ci sono autorizzati e non autorizzati, non c&#8217;è più nessuno status dei cosidetti intellettuali che regga.  E non è un male.<br />
Quel che sostengo io vale quel che sostieni tu, Claudio, chiunque altro. Sennò che senso ha discutere in questo modo.<br />
Tutti possono usare tutto per fare o per farsi promozione, ma credo che si noti la differenza fra uno spot pubblicitario e un ragionamento che metta qualcosa in gioco.  Tra l&#8217;altro fa parte della deontologia di Nazione Indiana (che ho co-fondato) non farlo.</p>
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		Di: arendo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/09/fors-we-could/#comment-113995</link>

		<dc:creator><![CDATA[arendo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 15:29:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, Claudio, non vincerà mai nessuno, come è ciclico destino. Si tentava di fare un salto ulteriore, che prescindesse dalle parole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, Claudio, non vincerà mai nessuno, come è ciclico destino. Si tentava di fare un salto ulteriore, che prescindesse dalle parole.</p>
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		Di: arendo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/09/fors-we-could/#comment-113992</link>

		<dc:creator><![CDATA[arendo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 15:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono cresciuto &quot;all&#039;antica&quot; e tuttora ho grosse difficoltà a discostarmene. Non me ne volere. Mi scuso per il &quot;Signora&quot;.

Quanto al resto: il problema è appunto sistemico, il motore è rotto.
Se andiamo alla radice, è evidente che la pubblicazione dell&#039;opera di Moresco avrebbe potuto fare a meno di nascere dove è nata, se prestiamo fede ad istanze di natura liberale.
D&#039;altra parte, non credo vi siano dei singoli individui operanti in Mondadori a valore zero, solo vedo mancare l&#039; &quot;élan&quot; verso una nuova verifica dei rapporti.
Mi pare, ad es., che il &quot;codificato&quot; si serva promozionalmente del web, in definitiva. Tanto di cappello per il fatto che tu stia qui a discutere, tuttavia l&#039;alternativa &quot;tua&quot; per iniziare a compiersi dovrebbe dislocarsi, e non servire due &quot;fonti&quot;.
Ed è chiaro, poi, che si torni sempre a battere sul nesso &quot;autorizzati/non autorizzati&quot;, a riconfermare il micropotere, l&#039;avvenuto, la reazione. E questo è il cancro del paese castale Italia: una volta entrato, non esci più.
Sulla categoria alla quale appartieni, infine, permettimi di dubitare, me ne assumo la responsabilità, mi avvolgo col pregiudizio: vi sono molte contraddizioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono cresciuto &#8220;all&#8217;antica&#8221; e tuttora ho grosse difficoltà a discostarmene. Non me ne volere. Mi scuso per il &#8220;Signora&#8221;.</p>
<p>Quanto al resto: il problema è appunto sistemico, il motore è rotto.<br />
Se andiamo alla radice, è evidente che la pubblicazione dell&#8217;opera di Moresco avrebbe potuto fare a meno di nascere dove è nata, se prestiamo fede ad istanze di natura liberale.<br />
D&#8217;altra parte, non credo vi siano dei singoli individui operanti in Mondadori a valore zero, solo vedo mancare l&#8217; &#8220;élan&#8221; verso una nuova verifica dei rapporti.<br />
Mi pare, ad es., che il &#8220;codificato&#8221; si serva promozionalmente del web, in definitiva. Tanto di cappello per il fatto che tu stia qui a discutere, tuttavia l&#8217;alternativa &#8220;tua&#8221; per iniziare a compiersi dovrebbe dislocarsi, e non servire due &#8220;fonti&#8221;.<br />
Ed è chiaro, poi, che si torni sempre a battere sul nesso &#8220;autorizzati/non autorizzati&#8221;, a riconfermare il micropotere, l&#8217;avvenuto, la reazione. E questo è il cancro del paese castale Italia: una volta entrato, non esci più.<br />
Sulla categoria alla quale appartieni, infine, permettimi di dubitare, me ne assumo la responsabilità, mi avvolgo col pregiudizio: vi sono molte contraddizioni.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: claudio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/09/fors-we-could/#comment-113988</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 14:15:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, occorre ricordare, avere memoria, come dice No/Made. Per esempio di quando si diceva che socialdemocrazia era uguale al socialfascismo. Bisognerebbe ricordarsi di quando Brecht scriveva: Hanno scritto sul muro-Vogliono la guerra-Chi l&#039;ha l&#039;ha scritto è già caduto. Ciò che mi spaventa non è solo la bruttura, ma chi ha un atteggiamento nichilistico e vede solo dittatura e ottusità, come se dittatura e ottusità avessero già vinto. Completamente vinto. e allora, di conseguenza, non restasse più modo e spazio per combattere le brutture e le ottusità. Con questo atteggiamento, in effetti, brutture e ottusità hanno già effettivamente vinto. Ci sono voci che parlano, e scrivono e pensano, ma non vengono ascoltate. Cosa sono le parole? Sono niente. quando ci si riduce a dire che scrivere e pensare, usufruendo di spazi, che sono grandi e per fortuna ancora aperti, sono niente, sono cosa inutile, sento già -come è accaduto in passato- il rumore delle corazze di chi si prepara a combattere battaglie largamente inutili, già perse in partenza. mi spaventa chi considera il paese diviso in due caste, una peggiore dell&#039;altra. Chi vede il paese diviso solo o principalmente tra queste due caste, nutre disprezzo per gli uomini. e il disprezzo non è mai un buono strumento per capire. infatti il disprezzo nasce da cecità. chi vede solo queste due caste, pensa di essere un eroe puro. ma gli eroi puri non hanno mai salvato nulla nè nessuno.
Io credo che per prima cosa bisogna umilmente cercare di capire, invece di gettare disprezzo attorno a sè, a piene mani. E, certo, una delle prime cose da capire è come gli intellettuali possono contribuire a cancellare un po&#039; delle brutture e delle ottusità che ci circondano.
Frasi come: &#039;forma scritta ormai disinnescata&#039; mi sembrano invece frasi altisonanti ma inerti, come quelle che invitavano a colpire il cuore del sistema imperialista delle multinazionali. 
Io non credo negli eroi, in chi si ritiene al di fuori e al di sopra di ogni lordura del mondo.
Credo in chi onestamente sa e vede di essere parte del mondo e sa e vede di vivere i normali e quotidiani compromessi cui il mondo ci obbliga]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, occorre ricordare, avere memoria, come dice No/Made. Per esempio di quando si diceva che socialdemocrazia era uguale al socialfascismo. Bisognerebbe ricordarsi di quando Brecht scriveva: Hanno scritto sul muro-Vogliono la guerra-Chi l&#8217;ha l&#8217;ha scritto è già caduto. Ciò che mi spaventa non è solo la bruttura, ma chi ha un atteggiamento nichilistico e vede solo dittatura e ottusità, come se dittatura e ottusità avessero già vinto. Completamente vinto. e allora, di conseguenza, non restasse più modo e spazio per combattere le brutture e le ottusità. Con questo atteggiamento, in effetti, brutture e ottusità hanno già effettivamente vinto. Ci sono voci che parlano, e scrivono e pensano, ma non vengono ascoltate. Cosa sono le parole? Sono niente. quando ci si riduce a dire che scrivere e pensare, usufruendo di spazi, che sono grandi e per fortuna ancora aperti, sono niente, sono cosa inutile, sento già -come è accaduto in passato- il rumore delle corazze di chi si prepara a combattere battaglie largamente inutili, già perse in partenza. mi spaventa chi considera il paese diviso in due caste, una peggiore dell&#8217;altra. Chi vede il paese diviso solo o principalmente tra queste due caste, nutre disprezzo per gli uomini. e il disprezzo non è mai un buono strumento per capire. infatti il disprezzo nasce da cecità. chi vede solo queste due caste, pensa di essere un eroe puro. ma gli eroi puri non hanno mai salvato nulla nè nessuno.<br />
Io credo che per prima cosa bisogna umilmente cercare di capire, invece di gettare disprezzo attorno a sè, a piene mani. E, certo, una delle prime cose da capire è come gli intellettuali possono contribuire a cancellare un po&#8217; delle brutture e delle ottusità che ci circondano.<br />
Frasi come: &#8216;forma scritta ormai disinnescata&#8217; mi sembrano invece frasi altisonanti ma inerti, come quelle che invitavano a colpire il cuore del sistema imperialista delle multinazionali.<br />
Io non credo negli eroi, in chi si ritiene al di fuori e al di sopra di ogni lordura del mondo.<br />
Credo in chi onestamente sa e vede di essere parte del mondo e sa e vede di vivere i normali e quotidiani compromessi cui il mondo ci obbliga</p>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/09/fors-we-could/#comment-113970</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 12:15:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; sempre assai difficile rispondere a interventi come i tuoi, arendo.
Viene l&#039;istinto di giustificarsi, di dire: io nella vita ho fatto tot scelte che dimostrano una coerenza anche a discapito del ritorno più immediato, però non serve. 
Se tu pensi che siano colpevoli di collusione tutti coloro che lavorano e/o pubblicano per Mondadori, Einaudi ecc (tutti tutti no: fermati almeno al livello del redattore a cottimo, del correttore di bozze:-))), non posso che prenderne atto. Evidentemente abbiamo idee diverse, ma vorrei che tu almeno riesca a riconoscere a me o altri la buona fede delle nostre posizioni. Ossia che c&#039;è gente, nome e cognome, che in Einaudi e Mondadori ha pubblicato Moresco perché credeva nell&#039;importanza dello scrittore. E che per questa scelta si è assunta anche dei rischi.
Per me esiste un sistema ed esistono le scelte e le responsabilità dei singoli che non sono capaci di cambiare il mondo, ma che non sono nemmeno zero. Altrimenti, sì, meglio non abbattere più alberi, non fare più nulla darsi per vinti. Forse non si è capito, ma io l&#039;alternativa non l&#039;aspetto come manna dal cielo, sennò non starei qui a scrivere e a discutere, non starei altrove dove mi sembra di poter fare qualcosa, non cercherei di coltivare i rapporti, gli scambi di idee e di inziative, con tutti quei colleghi e scrittori che non somigliano alla stanca classe autoreferenziale che tu dipingi.

ps. mi fa un po&#039; tristezza vedermi apostrafata con il lei e come Signora solo perché lavoro in Mondadori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sempre assai difficile rispondere a interventi come i tuoi, arendo.<br />
Viene l&#8217;istinto di giustificarsi, di dire: io nella vita ho fatto tot scelte che dimostrano una coerenza anche a discapito del ritorno più immediato, però non serve.<br />
Se tu pensi che siano colpevoli di collusione tutti coloro che lavorano e/o pubblicano per Mondadori, Einaudi ecc (tutti tutti no: fermati almeno al livello del redattore a cottimo, del correttore di bozze:-))), non posso che prenderne atto. Evidentemente abbiamo idee diverse, ma vorrei che tu almeno riesca a riconoscere a me o altri la buona fede delle nostre posizioni. Ossia che c&#8217;è gente, nome e cognome, che in Einaudi e Mondadori ha pubblicato Moresco perché credeva nell&#8217;importanza dello scrittore. E che per questa scelta si è assunta anche dei rischi.<br />
Per me esiste un sistema ed esistono le scelte e le responsabilità dei singoli che non sono capaci di cambiare il mondo, ma che non sono nemmeno zero. Altrimenti, sì, meglio non abbattere più alberi, non fare più nulla darsi per vinti. Forse non si è capito, ma io l&#8217;alternativa non l&#8217;aspetto come manna dal cielo, sennò non starei qui a scrivere e a discutere, non starei altrove dove mi sembra di poter fare qualcosa, non cercherei di coltivare i rapporti, gli scambi di idee e di inziative, con tutti quei colleghi e scrittori che non somigliano alla stanca classe autoreferenziale che tu dipingi.</p>
<p>ps. mi fa un po&#8217; tristezza vedermi apostrafata con il lei e come Signora solo perché lavoro in Mondadori.</p>
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		<title>
		Di: arendo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/09/fors-we-could/#comment-113955</link>

		<dc:creator><![CDATA[arendo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 11:01:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Io credo che fino a quando questi spazi resteranno aperti (e lo sono rimasti visto che il cavaliere di quattro gatti che leggono libri se ne sbatte), e fino a quando non c’è per gli scrittori un’alternativa equivalente o migliore (non sto parlando di quattrini che un autore letterario non ne prende comunque molti), non abbia senso boicottare.&quot;

Signora Janeczek, non è credibile. Lei e indistintamente tutti gli autori che fanno capo al colosso editoriale per cui lavora. Inoltre non è d&#039;ora la situazione di stretta contiguità fra i due blocchi politici maggioritari. La mia impressione è che, dinanzi al completato scollamento dal paese reale, il vostro peso sia nullo e che siate complici del declino di una nazione (di una provincia?). L&#039;alta borghesia, poi, si pasce del prestigio derivante dalla letteratura intesa come forma scritta ormai disinnescata, mondana e destinata a canali sotto controllo e fossilizzati. Se le cose stanno così, se tutto può ridursi ai quattro gatti che leggono e nessuna altra intrapresa è possibile, beh sarebbe meglio iniziare a risparmiare gli alberi. Che lei attenda la manna dell&#039;alternativa dal cielo, infine, mi lascia ulteriormente basito. Chi dovrebbe crearla, questa alternativa, me lo dica, per cortesia! Saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Io credo che fino a quando questi spazi resteranno aperti (e lo sono rimasti visto che il cavaliere di quattro gatti che leggono libri se ne sbatte), e fino a quando non c’è per gli scrittori un’alternativa equivalente o migliore (non sto parlando di quattrini che un autore letterario non ne prende comunque molti), non abbia senso boicottare.&#8221;</p>
<p>Signora Janeczek, non è credibile. Lei e indistintamente tutti gli autori che fanno capo al colosso editoriale per cui lavora. Inoltre non è d&#8217;ora la situazione di stretta contiguità fra i due blocchi politici maggioritari. La mia impressione è che, dinanzi al completato scollamento dal paese reale, il vostro peso sia nullo e che siate complici del declino di una nazione (di una provincia?). L&#8217;alta borghesia, poi, si pasce del prestigio derivante dalla letteratura intesa come forma scritta ormai disinnescata, mondana e destinata a canali sotto controllo e fossilizzati. Se le cose stanno così, se tutto può ridursi ai quattro gatti che leggono e nessuna altra intrapresa è possibile, beh sarebbe meglio iniziare a risparmiare gli alberi. Che lei attenda la manna dell&#8217;alternativa dal cielo, infine, mi lascia ulteriormente basito. Chi dovrebbe crearla, questa alternativa, me lo dica, per cortesia! Saluti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/09/fors-we-could/#comment-113947</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 09:42:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=18388#comment-113947</guid>

					<description><![CDATA[Grazie per il tuo lungo commento. Alcune cose che scrivi mi hanno colpito molto, tipo queste.
&quot;è assuefatto alla cultura del privilegio, antidemocratica, ma non possiede più una cultura a cui contrapporla. Gli hanno tolto la memoria e con questo la possibilità di un’alternativa. Per questo i migranti ci scandalizzano. Non perchè rubino, ma perchè rappresentano con le loro storie ciò da cui non ci vogliamo più salvare: l ingiustizia, il sopruso, il privilegio. Sono perturbanti.&quot;
Non so se per quel che concerte i migranti, la cosa che tu rilevi sia l&#039;unico aspetto che spiega il razzismo imperante, ma certo è uno degli aspetti, un&#039;aspetto importante e in genere non visto.
Condivido il sentimento del tuo pezzo, ma non so se è giusto e soprattutto utile - mi riferisco anche a commenti nel post sopra dedicato alla raccolta firme contro il ddl Alfano- parlare di democrazia morta, regime, fascismo o altri. Vuoi perché così cominciamo a farci il funerale noi da soli, vuoi perché questo schifo è frutto di elezioni democratiche.
Ed è certo che lo strapotere mediatico di Berlusconi prima e dopo la sua entrata in politica ha avuto un suo peso enorme, per permettere alla sua compagine, una volta arrivata al governo, di usare la democrazia per politiche inique e autoritarie. 
Poi sai c&#039;è il rischio che quando definisci una cosa paragonandola con un altra ti sfugga la specificità di questa cosa nuova, e secondo me avviene quando viene usata la parola regime (o analoghe). Mi colpisce di più, trovo più verità ed esattezza nel richiamo al feudalesimo. Direi anch&#039;io che stiamo in una democrazia dal volto populista e dall&#039;anima feudale. Il che per certi aspetti potrebbe - o è- pure peggio del fascismo.
Sul perché molti intellettuali, pur professandosi appartenenti alla sinistra, abbiano non solo abdicato ad ogni forma di insubordinazione, ma riproducano loro stessi delle logiche feudali: nelle università, nei giornali ecc. ecc. Probabilmente è anche questo ciò che comporta il clima da basso impero, da prevaricazione e marcescenza.
E così vengono fuori delle assurdità apparenti, come il fatto che a volte- non sempre- la grande editoria, persino Mondadori si riveli più permeabile di altri ambienti culturali, che il più grande successo degli ultimi anni di una casa editrice di tradizione di sinistra e indipendente come Feltrinelli sia Moccia e il più grande successo di Mondadori sia Saviano.  
O che sempre Mondadori, probabilmente per ragioni che non esulano anche dall&#039;impegno editoriale e hanno ha che fare con una ricettività nel frattempo si è rafforzata, riesca a ottenere risultati di pubblico e critica assai buoni per scrittori come Moresco o Walter Siti. Com&#039;è possibile?
E&#039; possibile per tante ragioni fra le quali - te lo dico lavorandoci- la più importante sono le persone che ci lavorano e che compiono delle scelte editoriali che continuano a volersi permettere qualche volta di fare un libro perché lo consideri bello e importante. 
Ed è possibile perché i funzionari di altre case editrici hanno dovuto seguire direttive di editoria di mercato del tutto analoghe, forse con meno spazio di manovra, non so (non vorrei fare un torto a nessuno quando so che le cose sono complicate) e comunque nell&#039;assecondarle hanno finito di somigliare in qualche modo al Pd. Cito sempre come esempio Feltrinelli che Moresco dopo due libri ha deciso di non pubblicarlo più, che ha puntato sulle librerie e il potenziale di baluardo antiberlusconiano che avrebbe avuto, lo ha saputo sfruttare solo in pochissimi casi. Nel frattempo la saggistica più scomoda e/o attuale è stata pubblicata da BUR di Rizzoli o dalla neonata Chiarelettere, la narrativa italiana più interessante da Minimum Fax, talvolta Fazi e altre. O entrambe sempre da Einaudi e Mondadori, sempre che non si dia direttemente addosso a Berlusconi (vedi il recente caso di Saramago).
Io credo che fino a quando questi spazi resteranno aperti (e lo sono rimasti visto che il cavaliere di quattro gatti che leggono libri se ne sbatte), e fino a quando non c&#039;è per gli scrittori un&#039;alternativa equivalente o migliore (non sto parlando di quattrini che un autore letterario non ne prende comunque molti), non abbia senso boicottare.
Insomma, fino a quando, col pessismo del sentimento e della ragione e col ottimismo delle volontà, possiamo ancora lottare dentro a questa democrazia acciacata per cambiare, non credo che questo sia una delle prime cose da fare. Scusa se mi sono tanto dilungata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il tuo lungo commento. Alcune cose che scrivi mi hanno colpito molto, tipo queste.<br />
&#8220;è assuefatto alla cultura del privilegio, antidemocratica, ma non possiede più una cultura a cui contrapporla. Gli hanno tolto la memoria e con questo la possibilità di un’alternativa. Per questo i migranti ci scandalizzano. Non perchè rubino, ma perchè rappresentano con le loro storie ciò da cui non ci vogliamo più salvare: l ingiustizia, il sopruso, il privilegio. Sono perturbanti.&#8221;<br />
Non so se per quel che concerte i migranti, la cosa che tu rilevi sia l&#8217;unico aspetto che spiega il razzismo imperante, ma certo è uno degli aspetti, un&#8217;aspetto importante e in genere non visto.<br />
Condivido il sentimento del tuo pezzo, ma non so se è giusto e soprattutto utile &#8211; mi riferisco anche a commenti nel post sopra dedicato alla raccolta firme contro il ddl Alfano- parlare di democrazia morta, regime, fascismo o altri. Vuoi perché così cominciamo a farci il funerale noi da soli, vuoi perché questo schifo è frutto di elezioni democratiche.<br />
Ed è certo che lo strapotere mediatico di Berlusconi prima e dopo la sua entrata in politica ha avuto un suo peso enorme, per permettere alla sua compagine, una volta arrivata al governo, di usare la democrazia per politiche inique e autoritarie.<br />
Poi sai c&#8217;è il rischio che quando definisci una cosa paragonandola con un altra ti sfugga la specificità di questa cosa nuova, e secondo me avviene quando viene usata la parola regime (o analoghe). Mi colpisce di più, trovo più verità ed esattezza nel richiamo al feudalesimo. Direi anch&#8217;io che stiamo in una democrazia dal volto populista e dall&#8217;anima feudale. Il che per certi aspetti potrebbe &#8211; o è- pure peggio del fascismo.<br />
Sul perché molti intellettuali, pur professandosi appartenenti alla sinistra, abbiano non solo abdicato ad ogni forma di insubordinazione, ma riproducano loro stessi delle logiche feudali: nelle università, nei giornali ecc. ecc. Probabilmente è anche questo ciò che comporta il clima da basso impero, da prevaricazione e marcescenza.<br />
E così vengono fuori delle assurdità apparenti, come il fatto che a volte- non sempre- la grande editoria, persino Mondadori si riveli più permeabile di altri ambienti culturali, che il più grande successo degli ultimi anni di una casa editrice di tradizione di sinistra e indipendente come Feltrinelli sia Moccia e il più grande successo di Mondadori sia Saviano.<br />
O che sempre Mondadori, probabilmente per ragioni che non esulano anche dall&#8217;impegno editoriale e hanno ha che fare con una ricettività nel frattempo si è rafforzata, riesca a ottenere risultati di pubblico e critica assai buoni per scrittori come Moresco o Walter Siti. Com&#8217;è possibile?<br />
E&#8217; possibile per tante ragioni fra le quali &#8211; te lo dico lavorandoci- la più importante sono le persone che ci lavorano e che compiono delle scelte editoriali che continuano a volersi permettere qualche volta di fare un libro perché lo consideri bello e importante.<br />
Ed è possibile perché i funzionari di altre case editrici hanno dovuto seguire direttive di editoria di mercato del tutto analoghe, forse con meno spazio di manovra, non so (non vorrei fare un torto a nessuno quando so che le cose sono complicate) e comunque nell&#8217;assecondarle hanno finito di somigliare in qualche modo al Pd. Cito sempre come esempio Feltrinelli che Moresco dopo due libri ha deciso di non pubblicarlo più, che ha puntato sulle librerie e il potenziale di baluardo antiberlusconiano che avrebbe avuto, lo ha saputo sfruttare solo in pochissimi casi. Nel frattempo la saggistica più scomoda e/o attuale è stata pubblicata da BUR di Rizzoli o dalla neonata Chiarelettere, la narrativa italiana più interessante da Minimum Fax, talvolta Fazi e altre. O entrambe sempre da Einaudi e Mondadori, sempre che non si dia direttemente addosso a Berlusconi (vedi il recente caso di Saramago).<br />
Io credo che fino a quando questi spazi resteranno aperti (e lo sono rimasti visto che il cavaliere di quattro gatti che leggono libri se ne sbatte), e fino a quando non c&#8217;è per gli scrittori un&#8217;alternativa equivalente o migliore (non sto parlando di quattrini che un autore letterario non ne prende comunque molti), non abbia senso boicottare.<br />
Insomma, fino a quando, col pessismo del sentimento e della ragione e col ottimismo delle volontà, possiamo ancora lottare dentro a questa democrazia acciacata per cambiare, non credo che questo sia una delle prime cose da fare. Scusa se mi sono tanto dilungata</p>
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		Di: no/made		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/09/fors-we-could/#comment-113926</link>

		<dc:creator><![CDATA[no/made]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 19:44:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo paese è ormai un regime. Una dittatura di destra, dove in teoria vengono ancora affermati i valori della democrazia ( libertà, giustizia,uguaglianza ), nella pratica di tutti i giorni il privilegio, il sopruso, la corruzione, il diritto del più forte, l arbitrarietà regolano ogni nostro atto. L ingiustizia, la disuguaglianza, il privilegio  stabiliscono, infatti, la differenza tra una democrazia e una dittatura di destra. Il privilegio di pochi sul sacrificio di molti. E&#039; stato sempre così. La democrazia è una astrazione, a cui si tende nella speranza di rendere più sopportabili e meno disumane le nostre vite. Se fino a qualche decennio fa questi rapporti di privilegio di una parte del paese sull altra si producevano ancora in maniera implicita, esistevano in maniera sotterranea,erano accettati ma condannati dalla stessa cultura che li produceva, oggi finalmente non sono più rimossi. Sono venuti alla luce, ma senza la mediazione dei sogni, dei brutti sogni, come lo è stata la nostra finta democrazia, e adesso viviamo in un incubo reale. A questo si deve l impazzimento, lo sdoppiamento schizoide di tutto il paese. C è stata come una rivoluzione culturale gestita e imposta dalle stesse classi dirigenti a tutta la popolazione, che l ha accettata passivamente in quanto fruitore della cultura. Ecco il motivo per cui il cittadino medio non si stupisce più di niente o non tenta alcuna ribellione; è assuefatto alla cultura del privilegio, antidemocratica, ma non possiede più una cultura a cui contrapporla. Gli hanno tolto la memoria e con questo la possibilità di un&#039;alternativa. Per questo i migranti ci scandalizzano. Non perchè rubino, ma perchè rappresentano con le loro storie ciò da cui non ci vogliamo più salvare: l ingiustizia, il sopruso, il privilegio. Sono perturbanti. Questa condizione attuale non è accettata da tutti. Tra quelli che non l accettano un ruolo importante è svolto dagli intellettuali. Essi infatti coltivano la memoria. Ovviamente alcuni la mettono scandalosamente a tacere, ma c&#039;è una parte che nel proprio intimo la conserva, la lavora e si rende  ostile agli ordini dei privilegiati, denunciandone le contraddizioni, le menzogne, i traffici, i soprusi che quella parte del paese compie a spese dell altra. Infatti nello stato attuale una parte della popolazione, una cospicua minoranza,  vive ricattando l altra metà del paese. La ricatta al lavoro, nelle istituzioni, per strada, ovunque. C&#039;è il ricatto quando viene meno lo stato di diritto. Un nuovo feudalesimo, che tanto piace ai tradizionalisti di destra. Ci sono due grandi menzogne che vengono diffuse. La pacificazione tra gli italiani e la libertà di parola. Su queste si misurano il ricatto e il sopruso. Mi fa incazzare che mentre la destra liberal propone un patto di pacificazione storica tra destra e sinistra, una condivisione dei valori dello stato, allo stesso tempo i  giovani compagni vengono scannati da dieci anni in tutta italia a colpi di lama nell indifferenza generale. Questa è la loro pacificazione: ammazzarci. Raccontano la favola della postideologia e i loro camerati vanno in giro ammazzando comunisti, zingari, extracomunitari. Che pacificazione ci può essere tra la massa dei lavoratori a tempo determinato, al sud, e i mafiosi che sono i loro datori di lavoro? Questa gente è ricattata ogni giorno, distrutta nella propria dignità, ridotta alla semischiavitù. Dove è la libertà di parola se praticarla è a rischio della vita? Solo in italia può esserci una fatwa criminale su un romanzo. Roba dell altro mondo. E poi andiamo a fare la guerra ai talebani quando siamo noi uno stato terrorista. Dove poteva accadere una cosa del genere? Ma la maggioranza del paese lo ha accettato. E&#039; la normalità. E&#039; la norma di vivere nell assenza di uno stato di diritto, dove una parte del paese ricatta l altra metà. Non è più questione di minoranze, su cui si può restare indifferenti. L italia è un paese sempre più diviso. Ci sono due italie, due caste. Una dovrebbe scendere in piazza mentre l altra sta sostenendo un golpe che vanificherà la giustizia di questo paese e renderà il privilegio, il ricatto, il sopruso sempre più invendicati, concentrerà il potere nelle mani di questa parte del paese e ci ridurrà al silenzio, alla servitù. Come può un intellettuale accettare che lo si riduca al silenzio? Eppure è già avvenuto. Ma occorre ricordare, avere memoria. Spesso però ci si dimentica come una parte dei media è implicitamente complice di quella parte del paese a cui ci dichiariamo ostili, e che se da una parte lo denunciamo dall&#039; altra rimpinguiamo le tasche del Grande Capo e dei suoi accoliti. Purtroppo l anomalia dell italia sta nel fatto che tutto ciò sia di un unico proprietario. Ma un atto di coraggio da parte di quegli intellettuali che non ci stanno sarebbe allora fare obiezione di coscienza. Boicottare. Anche a rischio di ridursi al silenzio. Senza nessuna polemica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo paese è ormai un regime. Una dittatura di destra, dove in teoria vengono ancora affermati i valori della democrazia ( libertà, giustizia,uguaglianza ), nella pratica di tutti i giorni il privilegio, il sopruso, la corruzione, il diritto del più forte, l arbitrarietà regolano ogni nostro atto. L ingiustizia, la disuguaglianza, il privilegio  stabiliscono, infatti, la differenza tra una democrazia e una dittatura di destra. Il privilegio di pochi sul sacrificio di molti. E&#8217; stato sempre così. La democrazia è una astrazione, a cui si tende nella speranza di rendere più sopportabili e meno disumane le nostre vite. Se fino a qualche decennio fa questi rapporti di privilegio di una parte del paese sull altra si producevano ancora in maniera implicita, esistevano in maniera sotterranea,erano accettati ma condannati dalla stessa cultura che li produceva, oggi finalmente non sono più rimossi. Sono venuti alla luce, ma senza la mediazione dei sogni, dei brutti sogni, come lo è stata la nostra finta democrazia, e adesso viviamo in un incubo reale. A questo si deve l impazzimento, lo sdoppiamento schizoide di tutto il paese. C è stata come una rivoluzione culturale gestita e imposta dalle stesse classi dirigenti a tutta la popolazione, che l ha accettata passivamente in quanto fruitore della cultura. Ecco il motivo per cui il cittadino medio non si stupisce più di niente o non tenta alcuna ribellione; è assuefatto alla cultura del privilegio, antidemocratica, ma non possiede più una cultura a cui contrapporla. Gli hanno tolto la memoria e con questo la possibilità di un&#8217;alternativa. Per questo i migranti ci scandalizzano. Non perchè rubino, ma perchè rappresentano con le loro storie ciò da cui non ci vogliamo più salvare: l ingiustizia, il sopruso, il privilegio. Sono perturbanti. Questa condizione attuale non è accettata da tutti. Tra quelli che non l accettano un ruolo importante è svolto dagli intellettuali. Essi infatti coltivano la memoria. Ovviamente alcuni la mettono scandalosamente a tacere, ma c&#8217;è una parte che nel proprio intimo la conserva, la lavora e si rende  ostile agli ordini dei privilegiati, denunciandone le contraddizioni, le menzogne, i traffici, i soprusi che quella parte del paese compie a spese dell altra. Infatti nello stato attuale una parte della popolazione, una cospicua minoranza,  vive ricattando l altra metà del paese. La ricatta al lavoro, nelle istituzioni, per strada, ovunque. C&#8217;è il ricatto quando viene meno lo stato di diritto. Un nuovo feudalesimo, che tanto piace ai tradizionalisti di destra. Ci sono due grandi menzogne che vengono diffuse. La pacificazione tra gli italiani e la libertà di parola. Su queste si misurano il ricatto e il sopruso. Mi fa incazzare che mentre la destra liberal propone un patto di pacificazione storica tra destra e sinistra, una condivisione dei valori dello stato, allo stesso tempo i  giovani compagni vengono scannati da dieci anni in tutta italia a colpi di lama nell indifferenza generale. Questa è la loro pacificazione: ammazzarci. Raccontano la favola della postideologia e i loro camerati vanno in giro ammazzando comunisti, zingari, extracomunitari. Che pacificazione ci può essere tra la massa dei lavoratori a tempo determinato, al sud, e i mafiosi che sono i loro datori di lavoro? Questa gente è ricattata ogni giorno, distrutta nella propria dignità, ridotta alla semischiavitù. Dove è la libertà di parola se praticarla è a rischio della vita? Solo in italia può esserci una fatwa criminale su un romanzo. Roba dell altro mondo. E poi andiamo a fare la guerra ai talebani quando siamo noi uno stato terrorista. Dove poteva accadere una cosa del genere? Ma la maggioranza del paese lo ha accettato. E&#8217; la normalità. E&#8217; la norma di vivere nell assenza di uno stato di diritto, dove una parte del paese ricatta l altra metà. Non è più questione di minoranze, su cui si può restare indifferenti. L italia è un paese sempre più diviso. Ci sono due italie, due caste. Una dovrebbe scendere in piazza mentre l altra sta sostenendo un golpe che vanificherà la giustizia di questo paese e renderà il privilegio, il ricatto, il sopruso sempre più invendicati, concentrerà il potere nelle mani di questa parte del paese e ci ridurrà al silenzio, alla servitù. Come può un intellettuale accettare che lo si riduca al silenzio? Eppure è già avvenuto. Ma occorre ricordare, avere memoria. Spesso però ci si dimentica come una parte dei media è implicitamente complice di quella parte del paese a cui ci dichiariamo ostili, e che se da una parte lo denunciamo dall&#8217; altra rimpinguiamo le tasche del Grande Capo e dei suoi accoliti. Purtroppo l anomalia dell italia sta nel fatto che tutto ciò sia di un unico proprietario. Ma un atto di coraggio da parte di quegli intellettuali che non ci stanno sarebbe allora fare obiezione di coscienza. Boicottare. Anche a rischio di ridursi al silenzio. Senza nessuna polemica.</p>
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		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/09/fors-we-could/#comment-113906</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 11:27:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Immagino sia una battuta sarcastica. Magari potresti farci seguire anche un pezzo di ragionamento?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Immagino sia una battuta sarcastica. Magari potresti farci seguire anche un pezzo di ragionamento?</p>
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