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	Commenti a: Oleandri rossi	</title>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/11/oleandri-rossi/#comment-114173</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 08:26:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bello, interessante Herr Professor]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bello, interessante Herr Professor</p>
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		<title>
		Di: Ettore		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/11/oleandri-rossi/#comment-113877</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ettore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 16:25:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Splendide immagini, Antonio.

&quot;Bel problemino di semantica per gli apostoli della designazione rigida&quot;

Kripke credo abbia avuto una pessima infanzia. Anche io, come te, sono stato tirato su a giardinaggio e meccano (e ogni tanto Lego).

P.s. Sono quel tizio che ha sostenuto l&#039;esame una settimana fa, deliravo sull&#039;aneddotica intorno ad Emmy Noether.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Splendide immagini, Antonio.</p>
<p>&#8220;Bel problemino di semantica per gli apostoli della designazione rigida&#8221;</p>
<p>Kripke credo abbia avuto una pessima infanzia. Anche io, come te, sono stato tirato su a giardinaggio e meccano (e ogni tanto Lego).</p>
<p>P.s. Sono quel tizio che ha sostenuto l&#8217;esame una settimana fa, deliravo sull&#8217;aneddotica intorno ad Emmy Noether.</p>
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		<title>
		Di: carmine vitale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/11/oleandri-rossi/#comment-113813</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmine vitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 20:34:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[anch&#039;io ho ricevuto da zia e madre un libro delle stesse edizioni &quot;oleandri rossi&quot;
bello questo fiorire su nazione indiana
n&#039;talliarsi a pensare che in piccole zone d&#039;italia qui al sud come al nord fioriscono colori e sentimenti comuni è anche un pò farsi memoria e ricordo come quei viaggi lungo le autostrade piene di olenadri rossi che resistono e si ergono maestosi.
e poi finire in una stradina perduta e ritrovare lo stesso colore
c.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>anch&#8217;io ho ricevuto da zia e madre un libro delle stesse edizioni &#8220;oleandri rossi&#8221;<br />
bello questo fiorire su nazione indiana<br />
n&#8217;talliarsi a pensare che in piccole zone d&#8217;italia qui al sud come al nord fioriscono colori e sentimenti comuni è anche un pò farsi memoria e ricordo come quei viaggi lungo le autostrade piene di olenadri rossi che resistono e si ergono maestosi.<br />
e poi finire in una stradina perduta e ritrovare lo stesso colore<br />
c.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Oleandri rossi - Nazione Indiana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/11/oleandri-rossi/#comment-113810</link>

		<dc:creator><![CDATA[Oleandri rossi - Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 17:39:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Vai a vedere articolo: Oleandri rossi - Nazione Indiana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Vai a vedere articolo: Oleandri rossi &#8211; Nazione Indiana [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: sergio pasquandrea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/11/oleandri-rossi/#comment-113805</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 13:53:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando cambiammo casa (io avevo sei o sette anni, quindi era la fine degli anni Settanta o i primi anni Ottanta) trovammo in soffitta scatoloni di roba lasciata dal precedente proprietario, tra i quali molti pieni di libri.
C&#039;era un sacco di paccottiglia, edizioni economiche di autori oscurissimi, romanzetti popolari da quattro soldi, ma c&#039;erano anche tre o quattro volumi di Tagore, proprio nell&#039;edizione Carabba, con quei bellissimi frontespizi liberty. Uno, mi ricordo, era &quot;Gitanjali - Il giardiniere&quot;, un altro, credo, una raccolta di poesie d&#039;amore.
Sono tra i miei primi ricordi di letture &quot;adulte&quot;. Chissà che fine hanno fatto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando cambiammo casa (io avevo sei o sette anni, quindi era la fine degli anni Settanta o i primi anni Ottanta) trovammo in soffitta scatoloni di roba lasciata dal precedente proprietario, tra i quali molti pieni di libri.<br />
C&#8217;era un sacco di paccottiglia, edizioni economiche di autori oscurissimi, romanzetti popolari da quattro soldi, ma c&#8217;erano anche tre o quattro volumi di Tagore, proprio nell&#8217;edizione Carabba, con quei bellissimi frontespizi liberty. Uno, mi ricordo, era &#8220;Gitanjali &#8211; Il giardiniere&#8221;, un altro, credo, una raccolta di poesie d&#8217;amore.<br />
Sono tra i miei primi ricordi di letture &#8220;adulte&#8221;. Chissà che fine hanno fatto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/11/oleandri-rossi/#comment-113804</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 13:23:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissimo testo con un ricordo fresco, una incontra di prima bellezza.
La pianta fiore raggione del giardino. Pensavo che gli oleandri erano rose e dice il canto poetico il colore infuocato dei petali.
Per me era il ciliego, l&#039;albero paradiso del mio giardino.
L&#039;albero tende con ali in una primavera già perduta. Mia madre infilava nel mio fermaglio un fiore bianco del ciliego.
Il ciliego era il battello viaggiatore delle giornate d&#039;estate, con tempo molto lungo di lettura, ( ho ritrovato nel testo di Sparz questo tempo lungo di prima infanzia)&#039; ntallià come dice effeffe 

Grazie per questo tempo poetico, prima di tornare al lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo testo con un ricordo fresco, una incontra di prima bellezza.<br />
La pianta fiore raggione del giardino. Pensavo che gli oleandri erano rose e dice il canto poetico il colore infuocato dei petali.<br />
Per me era il ciliego, l&#8217;albero paradiso del mio giardino.<br />
L&#8217;albero tende con ali in una primavera già perduta. Mia madre infilava nel mio fermaglio un fiore bianco del ciliego.<br />
Il ciliego era il battello viaggiatore delle giornate d&#8217;estate, con tempo molto lungo di lettura, ( ho ritrovato nel testo di Sparz questo tempo lungo di prima infanzia)&#8217; ntallià come dice effeffe </p>
<p>Grazie per questo tempo poetico, prima di tornare al lavoro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/11/oleandri-rossi/#comment-113798</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 08:25:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a Napoli rallentare il corso delle cose, si dice ‘ntallià. Trattenersi più a lungo del dovuto, perdere tempo, cazzeggiare. Che ricorda almeno nel senso più profondo  la francese flânerie. Ovvero camminare senza uno scopo preciso, perdersi per la città, lasciare le strade maestre per inesplorate viuzze e quartieri. Nell&#039;una, ‘ntallià, sono le parole a passeggio, nell&#039;altra, come viene mirabilmente descritto da Walter benjamin e assunto come metodo conoscitivo, sono i pensieri, i passi, le visioni, a portarti nulle part.
In questi tuoi testi sento forti queste due dimensioni, una sedentaria, dello stare fermi a osservare, e l&#039;altra, nomade, dinamica per spazi e tempi. Sono chroniche in cui ogni esperienza trova il suo senso, e accompagna il lettore partecipandolo, a scoperte imprevedibili, essenziali. Sarebbe anche ora che questa tua cartografia fosse raccolta in un bel libro, delicato come quelli da te ereditati e leggero come aria, profumo. In fondo ‘ntallià pare che derivi dal latino “aliare”, cioè muovere le ali.
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a Napoli rallentare il corso delle cose, si dice ‘ntallià. Trattenersi più a lungo del dovuto, perdere tempo, cazzeggiare. Che ricorda almeno nel senso più profondo  la francese flânerie. Ovvero camminare senza uno scopo preciso, perdersi per la città, lasciare le strade maestre per inesplorate viuzze e quartieri. Nell&#8217;una, ‘ntallià, sono le parole a passeggio, nell&#8217;altra, come viene mirabilmente descritto da Walter benjamin e assunto come metodo conoscitivo, sono i pensieri, i passi, le visioni, a portarti nulle part.<br />
In questi tuoi testi sento forti queste due dimensioni, una sedentaria, dello stare fermi a osservare, e l&#8217;altra, nomade, dinamica per spazi e tempi. Sono chroniche in cui ogni esperienza trova il suo senso, e accompagna il lettore partecipandolo, a scoperte imprevedibili, essenziali. Sarebbe anche ora che questa tua cartografia fosse raccolta in un bel libro, delicato come quelli da te ereditati e leggero come aria, profumo. In fondo ‘ntallià pare che derivi dal latino “aliare”, cioè muovere le ali.<br />
effeffe</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: riccardo ferrazzi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/11/oleandri-rossi/#comment-113797</link>

		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 08:16:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Sparz, evidentemente abbiamo delle sotterranee affinità: anch&#039;io ho sempre preferito gli oleandri rossi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Sparz, evidentemente abbiamo delle sotterranee affinità: anch&#8217;io ho sempre preferito gli oleandri rossi.</p>
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		<title>
		Di: lambertibocconi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/11/oleandri-rossi/#comment-113796</link>

		<dc:creator><![CDATA[lambertibocconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 08:03:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pensa che mia zia Aida per un breve periodo (quando Tagore soggiornò a Milano) lo ebbe come compagno di palco alla Scala. Che tempi, quelli della prima generazione della scoperta della cultura indiana... Madame Blavatsky... Che capogiri e che follie. E che profumo l&#039;oleandro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pensa che mia zia Aida per un breve periodo (quando Tagore soggiornò a Milano) lo ebbe come compagno di palco alla Scala. Che tempi, quelli della prima generazione della scoperta della cultura indiana&#8230; Madame Blavatsky&#8230; Che capogiri e che follie. E che profumo l&#8217;oleandro.</p>
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		<title>
		Di: jan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/11/oleandri-rossi/#comment-113792</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 06:49:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Comincerò a fare delle talee anche io.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comincerò a fare delle talee anche io.</p>
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