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	Commenti a: Come muore ognuno di noi	</title>
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		<title>
		Di: Evelina Santangelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/17/banalita-del-male/#comment-114397</link>

		<dc:creator><![CDATA[Evelina Santangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 18:06:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, Helena. E lo dico perché credo proprio che un dialogo e un confronto serrato sulla base delle cose che ognuno di noi sperimenta e conosce meglio (per esperienza quotidiana, per interessi specifici, per sconfinamenti individuali...) entro e oltre i confini di appartenenza geografica (che oggi sono pur sempre confini importanti ma non tali da confinare le esperienze e la sensibilità di ciascuno di noi), un dialogo così può solo aiutare tutti noi a capire un po&#039; meglio questo nostro tempo e a provare a indagarlo.
Sì, è drammaticamente vero, le inchieste sono poche, troppo poche. E anche il giornalismo d&#039;inchiesta fatica a fare il suo mestiere, oggi più che mai.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Helena. E lo dico perché credo proprio che un dialogo e un confronto serrato sulla base delle cose che ognuno di noi sperimenta e conosce meglio (per esperienza quotidiana, per interessi specifici, per sconfinamenti individuali&#8230;) entro e oltre i confini di appartenenza geografica (che oggi sono pur sempre confini importanti ma non tali da confinare le esperienze e la sensibilità di ciascuno di noi), un dialogo così può solo aiutare tutti noi a capire un po&#8217; meglio questo nostro tempo e a provare a indagarlo.<br />
Sì, è drammaticamente vero, le inchieste sono poche, troppo poche. E anche il giornalismo d&#8217;inchiesta fatica a fare il suo mestiere, oggi più che mai.</p>
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		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/17/banalita-del-male/#comment-114385</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 11:18:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certo che c&#039;entra la situazione socioeconomica. Ma non &quot;invece che&quot; quella culturale. E non mi sembra nemmeno il caso di tornare a disputare sulla priorità del uovo o della gallina in senso materialista o idealista. La questione di come si interrelazionino l&#039;una con l&#039;altra è complicata, ma forse basta dire che lo fanno e in entrambe le direzioni.
Poi credo anch&#039;io che quel che succede al Nord sia davvero troppo poco analizzato, anche se ho qualche dubbio che questa antinomia Nord/Sud regga del tutto se guardi più da vicino e ti sembra ad esempio che la Lombardia somigli assai meno al Veneto (sia sotto il profilo socioeconomico che quello culturale) di quanto appare.
Al mio pezzo postelettorale che appunto faceva riferimento al senso (e allo stato) profondo di crisi dal quale è stata colpita l&#039;Europa e l&#039;Italia in particolare, facendo lievitare partiti simil-Lega, un commentatore giustamente osservava (cosa che ho letto anche qui): sì però lì i partiti xenofobi non li mandano al governo. Per quanto possano essere persino più forti, aggiungo.
Questo mi sembra di nuovo un problema italiano. Uno dei molti riflessi dello scarso valore attribuito a certi contenuti ideali, di principio o di regola della democrazia fissati nelle rispettive costituzioni nazionali (l&#039;uguaglianza di diritto). 
Per quel concerne l&#039;ultima osservazione di Evelina: se c&#039;è qualuno che non piangerà per il divario e distacco sempre maggiore di Sud e Norditalia, queste sono le mafie. Anzi più le realtà locali settentrionali si considerano autonome e al riparo, più diventa facile fare affari.
Secondo la Dia, la zona dove la conflittualità di interessi mafiosi era talmente alta da sfociare in diversi agguati, è proprio quella dov&#039;è nata la Lega lombarda. Il basso varesotto. Dove esistono comuni che sono al tempo stesso roccaforti della Lega e della Ndrangheta.
Quello che personalmente rimpiango da un bel po&#039; è che su tutto quel che avviene qui - abitando io a Gallarate - ci sono pochissime inchieste giornalistiche. Secondo la sua stessa e ripetuta denuncia, la magistratura antimafia è spaventosamente sotto organico. Penso ad esempio all&#039;incredibile speculazione edilizia che si è creata intorno a Malpensa, alla lottizazione dei servizi e dei posti di lavoro dell&#039;aeroporto e quel che contingente al suo indotto. Gli appoggi politici che servono per concessioni edilizie, vincere appalti e simili. 
Temo che qui regni un&#039;ideologia del duro e incorrotto (o - visto dall&#039;altra parte- egoista e razzista) che serve pure a coprire molto alto. Insomma i poveracci che da anni non sanno dove andare a pregare il venerdì e spesso non possono farlo nemmeno per strada, rischiano di essere veramente i mazziati e cornuti della situazione. Mentre assessori e imprenditori oscuri si spartiscono la ricca, nordica, produttiva torta.

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo che c&#8217;entra la situazione socioeconomica. Ma non &#8220;invece che&#8221; quella culturale. E non mi sembra nemmeno il caso di tornare a disputare sulla priorità del uovo o della gallina in senso materialista o idealista. La questione di come si interrelazionino l&#8217;una con l&#8217;altra è complicata, ma forse basta dire che lo fanno e in entrambe le direzioni.<br />
Poi credo anch&#8217;io che quel che succede al Nord sia davvero troppo poco analizzato, anche se ho qualche dubbio che questa antinomia Nord/Sud regga del tutto se guardi più da vicino e ti sembra ad esempio che la Lombardia somigli assai meno al Veneto (sia sotto il profilo socioeconomico che quello culturale) di quanto appare.<br />
Al mio pezzo postelettorale che appunto faceva riferimento al senso (e allo stato) profondo di crisi dal quale è stata colpita l&#8217;Europa e l&#8217;Italia in particolare, facendo lievitare partiti simil-Lega, un commentatore giustamente osservava (cosa che ho letto anche qui): sì però lì i partiti xenofobi non li mandano al governo. Per quanto possano essere persino più forti, aggiungo.<br />
Questo mi sembra di nuovo un problema italiano. Uno dei molti riflessi dello scarso valore attribuito a certi contenuti ideali, di principio o di regola della democrazia fissati nelle rispettive costituzioni nazionali (l&#8217;uguaglianza di diritto).<br />
Per quel concerne l&#8217;ultima osservazione di Evelina: se c&#8217;è qualuno che non piangerà per il divario e distacco sempre maggiore di Sud e Norditalia, queste sono le mafie. Anzi più le realtà locali settentrionali si considerano autonome e al riparo, più diventa facile fare affari.<br />
Secondo la Dia, la zona dove la conflittualità di interessi mafiosi era talmente alta da sfociare in diversi agguati, è proprio quella dov&#8217;è nata la Lega lombarda. Il basso varesotto. Dove esistono comuni che sono al tempo stesso roccaforti della Lega e della Ndrangheta.<br />
Quello che personalmente rimpiango da un bel po&#8217; è che su tutto quel che avviene qui &#8211; abitando io a Gallarate &#8211; ci sono pochissime inchieste giornalistiche. Secondo la sua stessa e ripetuta denuncia, la magistratura antimafia è spaventosamente sotto organico. Penso ad esempio all&#8217;incredibile speculazione edilizia che si è creata intorno a Malpensa, alla lottizazione dei servizi e dei posti di lavoro dell&#8217;aeroporto e quel che contingente al suo indotto. Gli appoggi politici che servono per concessioni edilizie, vincere appalti e simili.<br />
Temo che qui regni un&#8217;ideologia del duro e incorrotto (o &#8211; visto dall&#8217;altra parte- egoista e razzista) che serve pure a coprire molto alto. Insomma i poveracci che da anni non sanno dove andare a pregare il venerdì e spesso non possono farlo nemmeno per strada, rischiano di essere veramente i mazziati e cornuti della situazione. Mentre assessori e imprenditori oscuri si spartiscono la ricca, nordica, produttiva torta.</p>
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		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/17/banalita-del-male/#comment-114383</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 11:10:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sovente leggo la parola &quot;imbarbarimento&quot;.
pre-supporrebbe uno stato storico, precendente a questo, meno &quot;barbaro&quot;, più civile e solidale e cetera.
su quali basi si formula questa supposizione?
sono convinto che consistenti elementi di così detta &quot;barbarie&quot; siano sempre presenti in ogni società. 
cioè sono sempre lì che covano.
diventano più percepibili quando lo strato, già di per sé sottile, di reddito e di regole condivise, si assottiglia ulteriormente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sovente leggo la parola &#8220;imbarbarimento&#8221;.<br />
pre-supporrebbe uno stato storico, precendente a questo, meno &#8220;barbaro&#8221;, più civile e solidale e cetera.<br />
su quali basi si formula questa supposizione?<br />
sono convinto che consistenti elementi di così detta &#8220;barbarie&#8221; siano sempre presenti in ogni società.<br />
cioè sono sempre lì che covano.<br />
diventano più percepibili quando lo strato, già di per sé sottile, di reddito e di regole condivise, si assottiglia ulteriormente.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: GiusCo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/17/banalita-del-male/#comment-114381</link>

		<dc:creator><![CDATA[GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 10:06:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Signora, non mi fraintenda: il nocciolo delle mie osservazioni e&#039; che l&#039; imbarbarimento sociale -reale o percepito- derivi da un impoverimento economico, materiale, invece che da motivi culturali o politici. Per quel che i commenti da blog consentono, senza scomodare saggi e storiografie complesse, ne&#039; slogan politici di questa o quella parte, lo prenda come uno spunto di discussione che ha portato ad una proficua chiacchierata. Grazie e buon proseguimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Signora, non mi fraintenda: il nocciolo delle mie osservazioni e&#8217; che l&#8217; imbarbarimento sociale -reale o percepito- derivi da un impoverimento economico, materiale, invece che da motivi culturali o politici. Per quel che i commenti da blog consentono, senza scomodare saggi e storiografie complesse, ne&#8217; slogan politici di questa o quella parte, lo prenda come uno spunto di discussione che ha portato ad una proficua chiacchierata. Grazie e buon proseguimento.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Evelina Santangelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/17/banalita-del-male/#comment-114377</link>

		<dc:creator><![CDATA[Evelina Santangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 09:02:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho l&#039;impressione, GiusCo, che lei abbia però un&#039;idea un po’ approssimativa del Sud, delle battaglie del Sud...
Basterebbe solo che si informasse su Addiopizzo, sul lavoro portato avanti da giudici come Ingroia, Pace, Scarpinato, Cantone (giusto per citarne solo alcuni, pochissimi, dei tanti), sulle battaglie di civiltà, di diritto e legalità che moltissimi professori portano avanti nelle scuole (nonostante lo stato in cui troppo spesso versano le scuole)... per cominciare a decifrare le  contraddizioni che oggi vive il Sud, ma anche le contraddizioni che oggi vive il Nord, visto che i destini non credo siano separati, e che i disagi, il malessere si ripercuotono da Nord a Sud e da Sud a Nord (mutando magari aspetto, e parole d’ordine, ma non sostanza).
Non ho dubbi che a Sud come a Nord, come al Centro ci sia gente che con senso di grande responsabilità civile, porta avanti battaglie di civiltà e di diritto, anche svolgendo semplicemente il proprio lavoro, e questo, però (me lo lasci dire), nonostante proprio il governo in carica e le forze che lo sostengono, fingendo di riammodernare questo paese – ora per ignoranza ora per interesse ora per un’idea improvvisata di modernità – stiano pian piano distruggendo proprio quegli strumenti necessari per portare avanti quelle battaglie, o meglio quello che dovrebbe essere l&#039;ordinario modo di operare in una democrazia occidentale capace di concepire se stessa non come l&#039;orticello di casa fatto di tanti orticelli, ma come un interlocutore capace davvero di misurarsi con problematiche di portata globale (economiche, ambientali, sociali, politiche e geo-politiche... culturali, visto che il futuro dei nostri figli non è nell’orto di casa, ma almeno in Europa!).
Basterebbe, che so, prendere in mano un saggio di Bauman o di Sennett, o un po&#039; di saggi che affondano lo sguardo sulle questioni più delicate del nostro tempo (globali e locali) per capire come siano delicate le problematiche e quanto siano inadeguate le risposte, le misure, le scelte della nostra classe dirigente. E come siamo inadeguati noi, nel nostro ruolo di opinione pubblica, a giudicare con la severità dovuta la nostra classe dirigente.

Ecco, per quel che mi riguarda, vorrei solo che tutti noi si valutasse con la dovuta attenzione e serietà quello che sta accadendo (ed è accaduto) in questo paese, e come le cose (del Sud, del Nord, del Centro...) siano più intrecciate di quanto, a prima vista, non le possa sembrare. Non so se ha visto l&#039;ultima puntata della «Storia siamo noi» sull&#039;assassinio del procuratore di Torino Bruno Caccia, avvenuto nel 1983. Un servizio molto accurato e molto molto illuminante (per non dire sconcertante) sulla capillare presenza della Mafia nel Piemonte e sulle relazioni tra Mafia catanese, &#039;ndrangheta calabrese, imprenditoria del nord e pezzi delle istituzioni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho l&#8217;impressione, GiusCo, che lei abbia però un&#8217;idea un po’ approssimativa del Sud, delle battaglie del Sud&#8230;<br />
Basterebbe solo che si informasse su Addiopizzo, sul lavoro portato avanti da giudici come Ingroia, Pace, Scarpinato, Cantone (giusto per citarne solo alcuni, pochissimi, dei tanti), sulle battaglie di civiltà, di diritto e legalità che moltissimi professori portano avanti nelle scuole (nonostante lo stato in cui troppo spesso versano le scuole)&#8230; per cominciare a decifrare le  contraddizioni che oggi vive il Sud, ma anche le contraddizioni che oggi vive il Nord, visto che i destini non credo siano separati, e che i disagi, il malessere si ripercuotono da Nord a Sud e da Sud a Nord (mutando magari aspetto, e parole d’ordine, ma non sostanza).<br />
Non ho dubbi che a Sud come a Nord, come al Centro ci sia gente che con senso di grande responsabilità civile, porta avanti battaglie di civiltà e di diritto, anche svolgendo semplicemente il proprio lavoro, e questo, però (me lo lasci dire), nonostante proprio il governo in carica e le forze che lo sostengono, fingendo di riammodernare questo paese – ora per ignoranza ora per interesse ora per un’idea improvvisata di modernità – stiano pian piano distruggendo proprio quegli strumenti necessari per portare avanti quelle battaglie, o meglio quello che dovrebbe essere l&#8217;ordinario modo di operare in una democrazia occidentale capace di concepire se stessa non come l&#8217;orticello di casa fatto di tanti orticelli, ma come un interlocutore capace davvero di misurarsi con problematiche di portata globale (economiche, ambientali, sociali, politiche e geo-politiche&#8230; culturali, visto che il futuro dei nostri figli non è nell’orto di casa, ma almeno in Europa!).<br />
Basterebbe, che so, prendere in mano un saggio di Bauman o di Sennett, o un po&#8217; di saggi che affondano lo sguardo sulle questioni più delicate del nostro tempo (globali e locali) per capire come siano delicate le problematiche e quanto siano inadeguate le risposte, le misure, le scelte della nostra classe dirigente. E come siamo inadeguati noi, nel nostro ruolo di opinione pubblica, a giudicare con la severità dovuta la nostra classe dirigente.</p>
<p>Ecco, per quel che mi riguarda, vorrei solo che tutti noi si valutasse con la dovuta attenzione e serietà quello che sta accadendo (ed è accaduto) in questo paese, e come le cose (del Sud, del Nord, del Centro&#8230;) siano più intrecciate di quanto, a prima vista, non le possa sembrare. Non so se ha visto l&#8217;ultima puntata della «Storia siamo noi» sull&#8217;assassinio del procuratore di Torino Bruno Caccia, avvenuto nel 1983. Un servizio molto accurato e molto molto illuminante (per non dire sconcertante) sulla capillare presenza della Mafia nel Piemonte e sulle relazioni tra Mafia catanese, &#8216;ndrangheta calabrese, imprenditoria del nord e pezzi delle istituzioni&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alessandra		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/17/banalita-del-male/#comment-114364</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 00:08:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una trentina d&#039;anni fa alla stazione Termini  ho visto delle persone scavalcare un uomo morto per salire sul treno. L&#039;uomo era un rom, ma nessuno credo lo avesse notato, era solo un oggetto da superare. Però ho visto compiere anche azioni opposte, ma non me le ricordo, a parte quella più recente. 
Questo per dire che a volte si tende a ricordare solo il peggio.
Poi si dice che quelle persone erano spaventate, supponiamo che sia così, anche se a me pare che alcune lo sono, altre per niente, mi chiedo: perché non si sono presentate all&#039;inchiesta che è stata aperta dalla polizia? Sempre paura? 
E poi anche Repubblica.it mi ha disgustato , ecco come dà la notizia il 26 maggio:
&quot;L&#039;obiettivo era un rom ma un proeittile ha raggiunto anche un ragazzino di 14 anni che giocava a pallone&quot; per concludere: &quot;Mentre in piazza Montesanto, davanti alla stazione, si radunavano i curiosi e la moglie della vittima piangeva disperata la morte di suo marito, il ragazzino colpito ad una spalla, è stato ricoverato all&#039;ospedale Vecchio Pellegrini con la clavicola fratturata, trafitto da parte a parte da un colpo di pistola. Qualche centimetro, e sarebbe morto senza una ragione&quot;. 
E  quando il video si era in diffuso, ecco Francesco Merlo che scrive:
&quot;Ed è casuale, anche se straziante, che si tratti di un rom, di un suonatore ambulante, di un ragazzo che si porta addosso la dissoluzione di una comunità, di un mondo, di quell&#039;Est che fu impero e che adesso sparge in giro umanità dolente, lavoratori immaginari, giovani e vecchi, donne e bambini mal pagati, maltrattai, invisi, temuti e discriminati.
Non fa un po&#039; schifo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una trentina d&#8217;anni fa alla stazione Termini  ho visto delle persone scavalcare un uomo morto per salire sul treno. L&#8217;uomo era un rom, ma nessuno credo lo avesse notato, era solo un oggetto da superare. Però ho visto compiere anche azioni opposte, ma non me le ricordo, a parte quella più recente.<br />
Questo per dire che a volte si tende a ricordare solo il peggio.<br />
Poi si dice che quelle persone erano spaventate, supponiamo che sia così, anche se a me pare che alcune lo sono, altre per niente, mi chiedo: perché non si sono presentate all&#8217;inchiesta che è stata aperta dalla polizia? Sempre paura?<br />
E poi anche Repubblica.it mi ha disgustato , ecco come dà la notizia il 26 maggio:<br />
&#8220;L&#8217;obiettivo era un rom ma un proeittile ha raggiunto anche un ragazzino di 14 anni che giocava a pallone&#8221; per concludere: &#8220;Mentre in piazza Montesanto, davanti alla stazione, si radunavano i curiosi e la moglie della vittima piangeva disperata la morte di suo marito, il ragazzino colpito ad una spalla, è stato ricoverato all&#8217;ospedale Vecchio Pellegrini con la clavicola fratturata, trafitto da parte a parte da un colpo di pistola. Qualche centimetro, e sarebbe morto senza una ragione&#8221;.<br />
E  quando il video si era in diffuso, ecco Francesco Merlo che scrive:<br />
&#8220;Ed è casuale, anche se straziante, che si tratti di un rom, di un suonatore ambulante, di un ragazzo che si porta addosso la dissoluzione di una comunità, di un mondo, di quell&#8217;Est che fu impero e che adesso sparge in giro umanità dolente, lavoratori immaginari, giovani e vecchi, donne e bambini mal pagati, maltrattai, invisi, temuti e discriminati.<br />
Non fa un po&#8217; schifo?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: GiusCo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/17/banalita-del-male/#comment-114362</link>

		<dc:creator><![CDATA[GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 23:53:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La ringrazio per la risposta, certamente esaustiva. C&#039;e&#039; un richiamo forte alla Carta Costituzionale e ai suoi valori fondativi, morali e non solo giuridici. E&#039; sicuramente un modello dignitoso, valoroso, che ha unito il Paese per alcuni decenni. 

Ho i miei dubbi (e li hanno in tanti piu&#039; influenti di me) che tale modello reggera&#039; gli urti e le istanze recenti, emerse soprattutto al Nord, senza che tali urti e istanze appaiano a me (e a molti cittadini ed elettori) un disvalore. Esprimono infatti una mutata esigenza di contratto civile, non necessariamente regressivo. 

Un certo idealismo, proprio di una cultura in via di scomparsa (sia generazionale che come memoria storica), non e&#039; necessariamente migliore di un approccio piu&#039; pragmatico alla realta&#039; dell&#039;Italia di oggi: crocevia delle rotte migranti il Mediterraneo, membro dell&#039;Unione Europea, ad economia prettamente familiare incapace di sostenere le sfide globali.

Quello che qui chiamate razzismo, indifferenza, spregio del proprio simile come oggi si manifesta, e&#039; da alcuni ritenuto un effetto del brusco impoverimento dell&#039;ultimo ventennio, una perdita di tenore di vita (e attese, dopo l&#039;ultima abbuffata degli anni 80) che ha rimesso in discussione il modello su cui era basata la Carta del 48. 

Non ci sono altri sostanziali motivi. Nel video c&#039;e&#039; povera gente: gente povera che scappa, gente povera che spara, gente povera che muore. Una larga parte di chi scrive e legge questo spazio e&#039; altrettanto povera (altrimenti non scriverebbe/leggerebbe, direi). Cosa e-rode? L&#039;incertezza del proprio futuro, prima di tutto, a fronte di modelli consumisti &quot;impossibili&quot;. Questo vale al Nord e al Sud, ma il Nord ha trovato una espressione del disagio in forme politiche legali: prima la Lega, poi Berlusconi. Il Sud, questa espressione legale, non mi pare l&#039;abbia ancora trovata: sta al lamento, alla lamentazione, al paralegale, al marcatamente illegale. Le evidenze sono, di conseguenza, estreme e i toni sempre molto alti. Visti da fuori, isterici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La ringrazio per la risposta, certamente esaustiva. C&#8217;e&#8217; un richiamo forte alla Carta Costituzionale e ai suoi valori fondativi, morali e non solo giuridici. E&#8217; sicuramente un modello dignitoso, valoroso, che ha unito il Paese per alcuni decenni. </p>
<p>Ho i miei dubbi (e li hanno in tanti piu&#8217; influenti di me) che tale modello reggera&#8217; gli urti e le istanze recenti, emerse soprattutto al Nord, senza che tali urti e istanze appaiano a me (e a molti cittadini ed elettori) un disvalore. Esprimono infatti una mutata esigenza di contratto civile, non necessariamente regressivo. </p>
<p>Un certo idealismo, proprio di una cultura in via di scomparsa (sia generazionale che come memoria storica), non e&#8217; necessariamente migliore di un approccio piu&#8217; pragmatico alla realta&#8217; dell&#8217;Italia di oggi: crocevia delle rotte migranti il Mediterraneo, membro dell&#8217;Unione Europea, ad economia prettamente familiare incapace di sostenere le sfide globali.</p>
<p>Quello che qui chiamate razzismo, indifferenza, spregio del proprio simile come oggi si manifesta, e&#8217; da alcuni ritenuto un effetto del brusco impoverimento dell&#8217;ultimo ventennio, una perdita di tenore di vita (e attese, dopo l&#8217;ultima abbuffata degli anni 80) che ha rimesso in discussione il modello su cui era basata la Carta del 48. </p>
<p>Non ci sono altri sostanziali motivi. Nel video c&#8217;e&#8217; povera gente: gente povera che scappa, gente povera che spara, gente povera che muore. Una larga parte di chi scrive e legge questo spazio e&#8217; altrettanto povera (altrimenti non scriverebbe/leggerebbe, direi). Cosa e-rode? L&#8217;incertezza del proprio futuro, prima di tutto, a fronte di modelli consumisti &#8220;impossibili&#8221;. Questo vale al Nord e al Sud, ma il Nord ha trovato una espressione del disagio in forme politiche legali: prima la Lega, poi Berlusconi. Il Sud, questa espressione legale, non mi pare l&#8217;abbia ancora trovata: sta al lamento, alla lamentazione, al paralegale, al marcatamente illegale. Le evidenze sono, di conseguenza, estreme e i toni sempre molto alti. Visti da fuori, isterici.</p>
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		<title>
		Di: Evelina Santangelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/17/banalita-del-male/#comment-114356</link>

		<dc:creator><![CDATA[Evelina Santangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 22:38:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=18599#comment-114356</guid>

					<description><![CDATA[«A me interessa, piuttosto, che i diritti codificati in legge siano mantenuti ed osservati: non c’e’ alcun codice che obbliga la gente a fermarsi invece che a scappare, ne’ questo fa di loro delle “merde” rispetto ai compassionevoli samaritani. C’e’ invece il reato di omissione di soccorso e il giudizio e’ dovuto nelle sedi dovute», dice GiusCo.

Ma quel reato è una violazione di qualcosa che ha profondamente a che vedere con i diritti e i doveri fondanti la natura stessa della nostra idea di convivenza civile, è – come ho cercato di spiegare proprio per non cadere in forme generiche di pietà o umanitarismo – «un reato contro la persona, contro la vita e l’incolumità individuale», non un fatto di costume!

E, a mio parere, il punto è proprio questo: oggi non si percepiscono più come violazioni di principi fondanti la natura stessa della nostra idea di convivenza civile (quei principi, per intenderci, fissati dalla nostra Costituzione) tanti, troppi, comportamenti, dichiarazioni più o meno ufficiali, leggi addirittura che di fatto stanno smantellando quell&#039;idea di società e di democrazia in cui molti di noi ancora si riconoscono, e non per appartenenza a una parte politica o all&#039;altra, a una parte o all&#039;altra dell&#039;Italia, ma semplicemente per senso di appartenenza alla Repubblica Italiana così come è stata concepita e fissata dalla nostra Carta Costituzionale.

Quell&#039;episodio non l&#039;ho commentato perché è accaduto al Sud, l&#039;ho commentato perché mi sembrava (e mi sembra) un evento tutt&#039;altro che marginale o locale: una delle tante troppe immagini di un paese che avrà pure tanti uomini e donne di buona volontà, ma che nel suo insieme (orientamento culturale prevalente, scelte politiche, scelte sociali, modi di pensare la scuola, modi di gestire i media, modi addirittura di concepire i luoghi e gli incarichi  istituzionali...), mi sembra proprio dia segni di tutt&#039;altra natura: segni di un degrado civile e culturale sconcertante.

Dunque, GiusCo, davvero non capisco questa tua preoccupazione di deriva suddista... quando la vera deriva è proprio nazionale, come tu stesso (o tu stessa) mi sembri riconoscere quando parli delle ronde dei nipotini di Storace, e cioè i 2.100 (dichiarati) volontari della Guardia Nazionale Italiana, il cui nome esatto è, a mio parere, molto più inquietante, del più generico ronde-nere. E lo dico perché, a volte, chiamare le cose e gli eventi con il loro nome aiuta a riconoscerli.

Spero di aver risposto ai tuoi legittimi interrogativi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«A me interessa, piuttosto, che i diritti codificati in legge siano mantenuti ed osservati: non c’e’ alcun codice che obbliga la gente a fermarsi invece che a scappare, ne’ questo fa di loro delle “merde” rispetto ai compassionevoli samaritani. C’e’ invece il reato di omissione di soccorso e il giudizio e’ dovuto nelle sedi dovute», dice GiusCo.</p>
<p>Ma quel reato è una violazione di qualcosa che ha profondamente a che vedere con i diritti e i doveri fondanti la natura stessa della nostra idea di convivenza civile, è – come ho cercato di spiegare proprio per non cadere in forme generiche di pietà o umanitarismo – «un reato contro la persona, contro la vita e l’incolumità individuale», non un fatto di costume!</p>
<p>E, a mio parere, il punto è proprio questo: oggi non si percepiscono più come violazioni di principi fondanti la natura stessa della nostra idea di convivenza civile (quei principi, per intenderci, fissati dalla nostra Costituzione) tanti, troppi, comportamenti, dichiarazioni più o meno ufficiali, leggi addirittura che di fatto stanno smantellando quell&#8217;idea di società e di democrazia in cui molti di noi ancora si riconoscono, e non per appartenenza a una parte politica o all&#8217;altra, a una parte o all&#8217;altra dell&#8217;Italia, ma semplicemente per senso di appartenenza alla Repubblica Italiana così come è stata concepita e fissata dalla nostra Carta Costituzionale.</p>
<p>Quell&#8217;episodio non l&#8217;ho commentato perché è accaduto al Sud, l&#8217;ho commentato perché mi sembrava (e mi sembra) un evento tutt&#8217;altro che marginale o locale: una delle tante troppe immagini di un paese che avrà pure tanti uomini e donne di buona volontà, ma che nel suo insieme (orientamento culturale prevalente, scelte politiche, scelte sociali, modi di pensare la scuola, modi di gestire i media, modi addirittura di concepire i luoghi e gli incarichi  istituzionali&#8230;), mi sembra proprio dia segni di tutt&#8217;altra natura: segni di un degrado civile e culturale sconcertante.</p>
<p>Dunque, GiusCo, davvero non capisco questa tua preoccupazione di deriva suddista&#8230; quando la vera deriva è proprio nazionale, come tu stesso (o tu stessa) mi sembri riconoscere quando parli delle ronde dei nipotini di Storace, e cioè i 2.100 (dichiarati) volontari della Guardia Nazionale Italiana, il cui nome esatto è, a mio parere, molto più inquietante, del più generico ronde-nere. E lo dico perché, a volte, chiamare le cose e gli eventi con il loro nome aiuta a riconoscerli.</p>
<p>Spero di aver risposto ai tuoi legittimi interrogativi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stalker		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/17/banalita-del-male/#comment-114352</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 22:26:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per chi invoca l&#039;assenza dello stato come alibi alla vigliaccheria personale, giorni fa grande operazione di polizia a palermo, non so quante volanti ed un elicottero per acchiappare i lavavetri (ovviamente rumeni o zingari o rom o extracomunitari, sigh) ai semafori, pare due.
sicuramente gli intoccabili guardavano la scena indisturbati alla luce del sole bevendosi un bel caffè al bar, commentando che di questi qua non se ne può più e se ne devono tornare a casa loro.
qualcosa decisamente non funziona!

io proprio non ce la faccio a lasciare un essere per terra, sia uomo donna o animale, tantomeno una donna che urla il proprio dolore, come si fa a lasciarla sola in un acquario???

anche se in quella metropolitana svuotata dalla paura e dall&#039;indifferanza il suo grido sarà stato lancinante.
com&#039;è stato possibile lasciarla sola?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per chi invoca l&#8217;assenza dello stato come alibi alla vigliaccheria personale, giorni fa grande operazione di polizia a palermo, non so quante volanti ed un elicottero per acchiappare i lavavetri (ovviamente rumeni o zingari o rom o extracomunitari, sigh) ai semafori, pare due.<br />
sicuramente gli intoccabili guardavano la scena indisturbati alla luce del sole bevendosi un bel caffè al bar, commentando che di questi qua non se ne può più e se ne devono tornare a casa loro.<br />
qualcosa decisamente non funziona!</p>
<p>io proprio non ce la faccio a lasciare un essere per terra, sia uomo donna o animale, tantomeno una donna che urla il proprio dolore, come si fa a lasciarla sola in un acquario???</p>
<p>anche se in quella metropolitana svuotata dalla paura e dall&#8217;indifferanza il suo grido sarà stato lancinante.<br />
com&#8217;è stato possibile lasciarla sola?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lucifero		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/17/banalita-del-male/#comment-114349</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucifero]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 21:42:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=18599#comment-114349</guid>

					<description><![CDATA[no Biondillo, non sei un moralista... te lo dice un diavolo!
ero ventenne in gita a Venezia (non ci metterò mai più piede per quanto possa essere bella), ero con mio padre malato e mia madre, mio padre improvvisamente diventò bianco come un cadavere, stava malissimo, io e mia madre chiedevamo aiuto ma non si avvicinò un cane.
Scappai in cerca di una farmacia (fortunatamente mio padre, medico, ebbe la forza di dirmi cosa acquistare: siringhe ed un farmaco di cui adesso non ricordo il nome ma era un antiemorragico se non ricordo male), gli feci io stesso l&#039;inizione per strada su una panchina, a poco a poco si riprese e trascinandolo, riuscimmo a raggiungere il pullman per Padova.
Ricordo gli sguardi come di sdegno alla vista del dolore.
eravamo turisti, puliti, ben vestiti.
tutto questo accadde più o meno nel &#039;92/93]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>no Biondillo, non sei un moralista&#8230; te lo dice un diavolo!<br />
ero ventenne in gita a Venezia (non ci metterò mai più piede per quanto possa essere bella), ero con mio padre malato e mia madre, mio padre improvvisamente diventò bianco come un cadavere, stava malissimo, io e mia madre chiedevamo aiuto ma non si avvicinò un cane.<br />
Scappai in cerca di una farmacia (fortunatamente mio padre, medico, ebbe la forza di dirmi cosa acquistare: siringhe ed un farmaco di cui adesso non ricordo il nome ma era un antiemorragico se non ricordo male), gli feci io stesso l&#8217;inizione per strada su una panchina, a poco a poco si riprese e trascinandolo, riuscimmo a raggiungere il pullman per Padova.<br />
Ricordo gli sguardi come di sdegno alla vista del dolore.<br />
eravamo turisti, puliti, ben vestiti.<br />
tutto questo accadde più o meno nel &#8217;92/93</p>
]]></content:encoded>
		
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