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	Commenti a: Diorama	</title>
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		<title>
		Di: Anna Tellini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/30/diorama/#comment-115001</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Tellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 10:02:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi fa sempre stare un po&#039; a disagio leggere di bambini, come se subito in loro ci fossi io, ossia il me bambino che non ha più scordato quanto sia difficile esserlo; e poi mi incanta leggere del mare, anche se poi sto un po&#039; male perchè l&#039;ho perduto, non è più lì che vivo, posso solo sospirarlo; e dunque leggere di bambini e mare è un colpo sotto la cintola, e mi scattano le difese, e prendo come le distanze, e rischio di non vedere la scrittura; e poi c&#039;è l&#039;isola, e l&#039;isolamento, così pericolosi perchè così attrattivi, da perseguire quasi; insomma no, non credo che sia un racconto estivo, e tantomeno esile. Ciao Chiara, grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi fa sempre stare un po&#8217; a disagio leggere di bambini, come se subito in loro ci fossi io, ossia il me bambino che non ha più scordato quanto sia difficile esserlo; e poi mi incanta leggere del mare, anche se poi sto un po&#8217; male perchè l&#8217;ho perduto, non è più lì che vivo, posso solo sospirarlo; e dunque leggere di bambini e mare è un colpo sotto la cintola, e mi scattano le difese, e prendo come le distanze, e rischio di non vedere la scrittura; e poi c&#8217;è l&#8217;isola, e l&#8217;isolamento, così pericolosi perchè così attrattivi, da perseguire quasi; insomma no, non credo che sia un racconto estivo, e tantomeno esile. Ciao Chiara, grazie</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: chi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/30/diorama/#comment-114967</link>

		<dc:creator><![CDATA[chi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 06:58:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@tash
non credo che tu sia un lettore rozzo. ma e&#039; una ipotesi, forse addirittura una ideologia. in ogni modo e&#039; un libro sui professori, sui professori un po&#039; eterni studenti, sui docenti che un po&#039; perche&#039; sono come tutto il resto del mondo, riescono a cambiare il mondo circostante. anzi le circostanze. geografiche ed emotive. forse e&#039; vero pero&#039; che e&#039; un libro senza dolore. e lo e&#039; di certo nella misura in cui e&#039; un libro sulla curiosita&#039;, che per me e&#039; la cosa piu&#039; distante dal dolore. e questa pure forse e&#039; ideologia. che non mi ritrovi immune?

@stefania m.
trovo bello e inquietante che questa bella e balsamica acribia con la quale hai (e altri hanno) letto il racconto (prima e dopo l&#039;abbrivo di pecoraro) arrivi adesso, su questa scrittura che io ho messo qui perche&#039; mi pareva estiva, perche&#039; l&#039;estate e&#039; un luogo piu&#039; di qualsiasi altra stagione e sulla quale in fondo, a distanza di dieci anni, non avevo nemmeno piu&#039; pensato. solo questo. pero&#039; bello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@tash<br />
non credo che tu sia un lettore rozzo. ma e&#8217; una ipotesi, forse addirittura una ideologia. in ogni modo e&#8217; un libro sui professori, sui professori un po&#8217; eterni studenti, sui docenti che un po&#8217; perche&#8217; sono come tutto il resto del mondo, riescono a cambiare il mondo circostante. anzi le circostanze. geografiche ed emotive. forse e&#8217; vero pero&#8217; che e&#8217; un libro senza dolore. e lo e&#8217; di certo nella misura in cui e&#8217; un libro sulla curiosita&#8217;, che per me e&#8217; la cosa piu&#8217; distante dal dolore. e questa pure forse e&#8217; ideologia. che non mi ritrovi immune?</p>
<p>@stefania m.<br />
trovo bello e inquietante che questa bella e balsamica acribia con la quale hai (e altri hanno) letto il racconto (prima e dopo l&#8217;abbrivo di pecoraro) arrivi adesso, su questa scrittura che io ho messo qui perche&#8217; mi pareva estiva, perche&#8217; l&#8217;estate e&#8217; un luogo piu&#8217; di qualsiasi altra stagione e sulla quale in fondo, a distanza di dieci anni, non avevo nemmeno piu&#8217; pensato. solo questo. pero&#8217; bello.</p>
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		<title>
		Di: stefania m.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/30/diorama/#comment-114961</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefania m.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 21:51:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho riletto le prime 8 righe, come consigliava Francesco. Nelle quali, effettivamente, è racchiuso il tutto, il nocciolo del racconto. Sono svelate parentele, relazioni tra i protagonisti, stati d&#039;animo, seppure velatamente e garantendo un ampio ventaglio di possibilità alla narrazione. 
Già si percepisce l&#039;orgoglio di Elisa verso la sorella (&quot;mia sorella grande, che va all&#039;università&quot;). O l&#039;ostilità della madre, nei confronti di Marta (&quot;che snobismo&quot;) utilizzando come pretesto una banalità, facendo già presagire un rapporto astioso e conflittuale.
Forse è questo. Per queste 8 righe, lette senza la giusta attenzione, alle quali non avevo dato il peso necessario. Che la mia lettura  - come commentavo precedentemente - è stata meno adrenalinica del previsto. Forse non c&#039;entra l&#039;ingenuità del testo, il racconto &quot;bambino&quot;.
Forse, se hai completa consapevolezza degli elementi che costruiscono il racconto, se hai già il sentore di come potranno evolversi i temi, la lettura non scorre veloce alla ricerca avventata dei colpi di scena, del finale a sorpresa trascendentale (che, spesso, si rivela pure deludente). Forse la lettura è più controllata, intenta ad assaporare la scelta delle parole, i passi, i virtuosismi, la composizione. Con un appetito letterario non più vorace e disattento, bensì corretto, cauto ed equilibrato. Più razionale.
Così ti ho &quot;letta&quot;, Chiara. ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho riletto le prime 8 righe, come consigliava Francesco. Nelle quali, effettivamente, è racchiuso il tutto, il nocciolo del racconto. Sono svelate parentele, relazioni tra i protagonisti, stati d&#8217;animo, seppure velatamente e garantendo un ampio ventaglio di possibilità alla narrazione.<br />
Già si percepisce l&#8217;orgoglio di Elisa verso la sorella (&#8220;mia sorella grande, che va all&#8217;università&#8221;). O l&#8217;ostilità della madre, nei confronti di Marta (&#8220;che snobismo&#8221;) utilizzando come pretesto una banalità, facendo già presagire un rapporto astioso e conflittuale.<br />
Forse è questo. Per queste 8 righe, lette senza la giusta attenzione, alle quali non avevo dato il peso necessario. Che la mia lettura  &#8211; come commentavo precedentemente &#8211; è stata meno adrenalinica del previsto. Forse non c&#8217;entra l&#8217;ingenuità del testo, il racconto &#8220;bambino&#8221;.<br />
Forse, se hai completa consapevolezza degli elementi che costruiscono il racconto, se hai già il sentore di come potranno evolversi i temi, la lettura non scorre veloce alla ricerca avventata dei colpi di scena, del finale a sorpresa trascendentale (che, spesso, si rivela pure deludente). Forse la lettura è più controllata, intenta ad assaporare la scelta delle parole, i passi, i virtuosismi, la composizione. Con un appetito letterario non più vorace e disattento, bensì corretto, cauto ed equilibrato. Più razionale.<br />
Così ti ho &#8220;letta&#8221;, Chiara. ;-)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/30/diorama/#comment-114954</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 19:34:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono un lettore rozzo, Chiara.
Il tuo libro me lo sono letto in metropolitana, un po’ ogni mattina e ogni sera: mi agevolava il formato.
In metropolitana mi concentro come in nessun altro luogo, dunque l’ho passato a scanner, il libro, ed avevo pure cominciato a scrivere una recensione, ma poi mi sono detto: non sei tu troppo rozzo per scrivere recensioni a chicchessia?
Ho pensato che il tuo è un libro sui docenti, più che sugli studenti o sull’insegnare.
Su umani e umanesse del tutto normali che si ritrovano a dover vivere e gestire un rapporto bruciante con altri umani, di altra generazione e dunque cultura.
E non solo: dal tuo libro esce che il professore/pressoressa sta alla società italiana come la città di Berlino sta alla storia del Novecento: è il punto di applicazione di tutte le forze e le tensioni che vi si sprigionano.
Allora forse avrei voluto vederci dentro più alunni &#038; più dolore &#038; più ideologia.
Io non riesco a farne a meno, dell’ideologia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un lettore rozzo, Chiara.<br />
Il tuo libro me lo sono letto in metropolitana, un po’ ogni mattina e ogni sera: mi agevolava il formato.<br />
In metropolitana mi concentro come in nessun altro luogo, dunque l’ho passato a scanner, il libro, ed avevo pure cominciato a scrivere una recensione, ma poi mi sono detto: non sei tu troppo rozzo per scrivere recensioni a chicchessia?<br />
Ho pensato che il tuo è un libro sui docenti, più che sugli studenti o sull’insegnare.<br />
Su umani e umanesse del tutto normali che si ritrovano a dover vivere e gestire un rapporto bruciante con altri umani, di altra generazione e dunque cultura.<br />
E non solo: dal tuo libro esce che il professore/pressoressa sta alla società italiana come la città di Berlino sta alla storia del Novecento: è il punto di applicazione di tutte le forze e le tensioni che vi si sprigionano.<br />
Allora forse avrei voluto vederci dentro più alunni &amp; più dolore &amp; più ideologia.<br />
Io non riesco a farne a meno, dell’ideologia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: chi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/30/diorama/#comment-114948</link>

		<dc:creator><![CDATA[chi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 17:55:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tash,
secondo te posso avere una tesi?
volevo scrivere una cosa senza ideologie e quindi, per me, senza tesi.
forse, in maniera naive, per far passare l&#039;idea che la scuola oggi sia senza tesi, e che senza tesi si impara meglio. almeno a livello dis cuola superiore.
poi. che le prime otto righe di qualcosa di mio siano strepitose me lo tengo stretto stretto come un&#039;uvetta passa in un biscotto.
che è metafora rustica per dire che ci son cose che non controllo e cose che credo di controllare ed entrambe, quando vengono aggettivate da un lettore come te, mi meravigliano.
e questo,
merci ;-)
chi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tash,<br />
secondo te posso avere una tesi?<br />
volevo scrivere una cosa senza ideologie e quindi, per me, senza tesi.<br />
forse, in maniera naive, per far passare l&#8217;idea che la scuola oggi sia senza tesi, e che senza tesi si impara meglio. almeno a livello dis cuola superiore.<br />
poi. che le prime otto righe di qualcosa di mio siano strepitose me lo tengo stretto stretto come un&#8217;uvetta passa in un biscotto.<br />
che è metafora rustica per dire che ci son cose che non controllo e cose che credo di controllare ed entrambe, quando vengono aggettivate da un lettore come te, mi meravigliano.<br />
e questo,<br />
merci ;-)<br />
chi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/30/diorama/#comment-114945</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 15:58:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi piace la scrittura di chiara.
il racconto è bello, ma le prime otto righe sono strepitose.
fateci caso.
fate caso a come immediatamente chiara riesca a costruire un triangolo relazionale aperto ad ogni sviluppo narrativo.
se il racconto ha un difetto forse sta proprio nello sviluppo mancato, nel suo raccogliersi e tenersi assieme tutto già nella prima scena, nella prima scelta tra piatti spiani e piatti fondi (ma forse intenzioni di sviluppo non ce n&#039;erano, forse doveva restare così, misterioso e immotivato).
di chiara ho letto recentemente Nessuna scuola mi consola e ancora una volta ne ho ammirato la scrittura anche se non ho capito qual è la sua tesi (se c&#039;è).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi piace la scrittura di chiara.<br />
il racconto è bello, ma le prime otto righe sono strepitose.<br />
fateci caso.<br />
fate caso a come immediatamente chiara riesca a costruire un triangolo relazionale aperto ad ogni sviluppo narrativo.<br />
se il racconto ha un difetto forse sta proprio nello sviluppo mancato, nel suo raccogliersi e tenersi assieme tutto già nella prima scena, nella prima scelta tra piatti spiani e piatti fondi (ma forse intenzioni di sviluppo non ce n&#8217;erano, forse doveva restare così, misterioso e immotivato).<br />
di chiara ho letto recentemente Nessuna scuola mi consola e ancora una volta ne ho ammirato la scrittura anche se non ho capito qual è la sua tesi (se c&#8217;è).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: chi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/30/diorama/#comment-114868</link>

		<dc:creator><![CDATA[chi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 08:35:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quando leggo e trovo gli echi sono felice.
che a qualcuno faccia eco le parole, fossero anche le mie, mi fa saltellare lieta. e questo.
:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quando leggo e trovo gli echi sono felice.<br />
che a qualcuno faccia eco le parole, fossero anche le mie, mi fa saltellare lieta. e questo.<br />
:-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stefano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/30/diorama/#comment-114867</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 08:17:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che dire?Bello.Complimenti Chiara.Ho rivisto in Marta un pò mia sorella...vecchi ricordi e sensazioni lontane nel tempo....Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che dire?Bello.Complimenti Chiara.Ho rivisto in Marta un pò mia sorella&#8230;vecchi ricordi e sensazioni lontane nel tempo&#8230;.Grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stefania m.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/30/diorama/#comment-114856</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefania m.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 22:29:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mia natura contorta mi porta a leggere e ad amare testi maniacalmente complessi, strabordanti di aggettivi, eccessivamente ricchi, scanditi da passi convulsivi e stucchevoli che rendono quasi soffocante la lettura. Non so perchè. Mi piace la sensazione tachicardica che mi danno. Più sono incasinati più rivedo il mio mondo di pensieri e parole. 
E vibro di piacere.
Questo testo è diverso. Dopo un approccio, lo ammetto, diffidente, l&#039;ho apprezzato. Molto. 
Sono riuscita, in un secondo momento, con una lettura più attenta e sottile, a percepire il sentimento che legava le parole. L&#039;ansia di Elisa, manifesto nel suo amore per Marta, nelle sue premure per la sorella, quasi eccessive, quasi commuoventi. Ansia inizialmente celata da una composizione e da un lessico volutamente puri e infantili, interrotti puntualmente da tocchi brillanti, inaspettati, dal ritmo veloce e dai termini ricercati e forbiti, maturi, evoluti. Piccole sorprese letterarie.
Una lettura caratterizzata da un&#039;adrenalina più lenta, ma non per questo meno apprezzata.
E poi c&#039;è Marta. Una Marta ribelle, complicata, anti-conformista. Si rifiuta di assecondare regole e sistemi del meccanismo perbenista e bigotto intrinseco nei piccoli paesi. Diversa. Snob!. Non viene capita, e comunque lei non capisce il mondo. Soffre per mancata possibilità di espressione. Fugge, virtualmente, dal piccolo paese. Ma in realtà è il paese che fugge da lei, perchè è diversa. E le toglie respiro, linfa vitale.
Mi piace Marta. Forse perchè raccontata così appassionatamente dagli occhi innamorati di Elisa. O forse, perchè in qualcosa, non so in cosa, ma c&#039;è qualcosa.... rivedo un pò della mia anima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia natura contorta mi porta a leggere e ad amare testi maniacalmente complessi, strabordanti di aggettivi, eccessivamente ricchi, scanditi da passi convulsivi e stucchevoli che rendono quasi soffocante la lettura. Non so perchè. Mi piace la sensazione tachicardica che mi danno. Più sono incasinati più rivedo il mio mondo di pensieri e parole.<br />
E vibro di piacere.<br />
Questo testo è diverso. Dopo un approccio, lo ammetto, diffidente, l&#8217;ho apprezzato. Molto.<br />
Sono riuscita, in un secondo momento, con una lettura più attenta e sottile, a percepire il sentimento che legava le parole. L&#8217;ansia di Elisa, manifesto nel suo amore per Marta, nelle sue premure per la sorella, quasi eccessive, quasi commuoventi. Ansia inizialmente celata da una composizione e da un lessico volutamente puri e infantili, interrotti puntualmente da tocchi brillanti, inaspettati, dal ritmo veloce e dai termini ricercati e forbiti, maturi, evoluti. Piccole sorprese letterarie.<br />
Una lettura caratterizzata da un&#8217;adrenalina più lenta, ma non per questo meno apprezzata.<br />
E poi c&#8217;è Marta. Una Marta ribelle, complicata, anti-conformista. Si rifiuta di assecondare regole e sistemi del meccanismo perbenista e bigotto intrinseco nei piccoli paesi. Diversa. Snob!. Non viene capita, e comunque lei non capisce il mondo. Soffre per mancata possibilità di espressione. Fugge, virtualmente, dal piccolo paese. Ma in realtà è il paese che fugge da lei, perchè è diversa. E le toglie respiro, linfa vitale.<br />
Mi piace Marta. Forse perchè raccontata così appassionatamente dagli occhi innamorati di Elisa. O forse, perchè in qualcosa, non so in cosa, ma c&#8217;è qualcosa&#8230;. rivedo un pò della mia anima.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: massimo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/06/30/diorama/#comment-114851</link>

		<dc:creator><![CDATA[massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 21:09:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=18731#comment-114851</guid>

					<description><![CDATA[Detrattori? Famosità? Fame?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Detrattori? Famosità? Fame?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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