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	Commenti a: LIBERI DI NON CREDERE	</title>
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		<title>
		Di: ariel		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/07/03/liberi-di-non-credere/#comment-115359</link>

		<dc:creator><![CDATA[ariel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 11:49:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a Aragno

Lei che scrive: 
“Laicità e ateismo sono profondamente connessi, altrimenti verremmo a negare l’evidenza storica degli ultimi due secoli, vale a dire la secolarizzazione dei sistemi sociali e politici e la desacralizzazione del mondo, che sono state alcune delle premesse culturali delle moderne democrazie e dello stato liberale.”

Mi spieghi in cosa “laicità e ateismo sono profondamente connessi”. E io capirò quale idea vaga [settaria] prevale nel suo senso della storia, “delle moderne democrazie e [di qualcosa di fondamentale] dello stato liberale”.

Se esistono Liberal - democrazie fondatrici, come quelle anglosassoni in cui il termine “laico” - è strumento intraducibile: in lingua inglese, i rapporti fra Stato e Chiesa/e sono e sono stati stabiliti da patti, circostanziati ad uso di convenzioni sociali e religiose.

Dovremo ricordarlo come il rapporto inverso che non esiste? Che Regimi atei e totalitarismi sono stati (pertanto) teorizzati, e connessi anche ...messi in opera.

In buon esempio di Democrazia e Secolarizzazione della società. Diventa interessante il discorso culturale Linguistico. 
Laico o chierico, che fine sinonimo di Intellettuale dovrebbe abbracciare l’esigenza di una - i cui valori di mercato sono la libera circolazione delle merci, delle persone, delle idee... da legittimare –  una mancata sua élite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a Aragno</p>
<p>Lei che scrive:<br />
“Laicità e ateismo sono profondamente connessi, altrimenti verremmo a negare l’evidenza storica degli ultimi due secoli, vale a dire la secolarizzazione dei sistemi sociali e politici e la desacralizzazione del mondo, che sono state alcune delle premesse culturali delle moderne democrazie e dello stato liberale.”</p>
<p>Mi spieghi in cosa “laicità e ateismo sono profondamente connessi”. E io capirò quale idea vaga [settaria] prevale nel suo senso della storia, “delle moderne democrazie e [di qualcosa di fondamentale] dello stato liberale”.</p>
<p>Se esistono Liberal &#8211; democrazie fondatrici, come quelle anglosassoni in cui il termine “laico” &#8211; è strumento intraducibile: in lingua inglese, i rapporti fra Stato e Chiesa/e sono e sono stati stabiliti da patti, circostanziati ad uso di convenzioni sociali e religiose.</p>
<p>Dovremo ricordarlo come il rapporto inverso che non esiste? Che Regimi atei e totalitarismi sono stati (pertanto) teorizzati, e connessi anche &#8230;messi in opera.</p>
<p>In buon esempio di Democrazia e Secolarizzazione della società. Diventa interessante il discorso culturale Linguistico.<br />
Laico o chierico, che fine sinonimo di Intellettuale dovrebbe abbracciare l’esigenza di una &#8211; i cui valori di mercato sono la libera circolazione delle merci, delle persone, delle idee&#8230; da legittimare –  una mancata sua élite.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Michela Tilli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/07/03/liberi-di-non-credere/#comment-115297</link>

		<dc:creator><![CDATA[Michela Tilli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 14:31:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Lorenzo Galbiati
A proposito di ora di religione (o di ore di religione, visto che alle elementari sono due), è alle elementari e non tanto nei licei che la questione è più grave e impositiva.
All&#039;atto dell&#039;iscrizione (e questo accade proprio nel milanese) ai genitori viene chiesto di scegliere tra la religione cattolica e niente, facendo capire che se si sceglie il niente il bambino verrà sicuramente spostato in un&#039;altra classe per quell&#039;ora; e questo il genitore lo deve decidere prima, per un bambino di 5/6 anni, che non sai nemmeno come si troverà a scuola. Spostato in altra classe, dove si fa dell&#039;altro, dove la sua presenza non è prevista, dove viene portata una sedia in più per l&#039;occasione, a disegnare per un&#039;ora, guardato da tutti...
Quando il genitore sceglie, non può avere informazioni sulle scelte altrui e quindi non può sapere se suo figlio sarà l&#039;unico, e ingoiando rabbia sceglie la cosa più banale: che il figlio di 6 anni resti nel suo banco.
Le cose possono cambiare dalla seconda in poi, certo, ma è tutta una battaglia a recuperare situazioni che non devono proprio essere create fin dall&#039;inizio. E&#039; una questione di dignità e rispetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Lorenzo Galbiati<br />
A proposito di ora di religione (o di ore di religione, visto che alle elementari sono due), è alle elementari e non tanto nei licei che la questione è più grave e impositiva.<br />
All&#8217;atto dell&#8217;iscrizione (e questo accade proprio nel milanese) ai genitori viene chiesto di scegliere tra la religione cattolica e niente, facendo capire che se si sceglie il niente il bambino verrà sicuramente spostato in un&#8217;altra classe per quell&#8217;ora; e questo il genitore lo deve decidere prima, per un bambino di 5/6 anni, che non sai nemmeno come si troverà a scuola. Spostato in altra classe, dove si fa dell&#8217;altro, dove la sua presenza non è prevista, dove viene portata una sedia in più per l&#8217;occasione, a disegnare per un&#8217;ora, guardato da tutti&#8230;<br />
Quando il genitore sceglie, non può avere informazioni sulle scelte altrui e quindi non può sapere se suo figlio sarà l&#8217;unico, e ingoiando rabbia sceglie la cosa più banale: che il figlio di 6 anni resti nel suo banco.<br />
Le cose possono cambiare dalla seconda in poi, certo, ma è tutta una battaglia a recuperare situazioni che non devono proprio essere create fin dall&#8217;inizio. E&#8217; una questione di dignità e rispetto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: ariel		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/07/03/liberi-di-non-credere/#comment-115259</link>

		<dc:creator><![CDATA[ariel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 17:22:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=18963#comment-115259</guid>

					<description><![CDATA[Un po’ mi commuove, salta fuori l’interesse per la salute delle donne e quanto puntualmente come salta fuori il punto di vista ateismo laico. 

Ricordiamo quando non è l’IVG il problema ma l’accesso. Con i socialisti al governo, le donne socialiste, non si sapeva che farne. 
Il non credente G. Amato sostenne la proposta dei “comitati etici” di CL, e con vera crisi di coscienza pubblicistica, ancora continua.. sui giornali d’allora sinistra comparvero le confessioni dei nostri, e le pubbliche peccatrici che erano senza cognome divennero riconoscibili.  Indegne d’esercizio del potere.

Si è sempre trattato, in Italia, di restringere le libertà d’azione, ovvero di non permettere che (qualunque sia) la coscienza  “si” agisca.
Si impone in un “caso per caso”, l’individuo in realtà sottoposto al Tribunale Perenne Provvisorio dello Stato. 
Sempre colpevole di per sé, perché interpellato, l’individuo femmina in età riproduttiva può  – in ogni “singolo” caso presa in considerazione – [è ciò che succede limitando l’accesso all’IVG] avanzare la domanda nulla di indulgenza .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un po’ mi commuove, salta fuori l’interesse per la salute delle donne e quanto puntualmente come salta fuori il punto di vista ateismo laico. </p>
<p>Ricordiamo quando non è l’IVG il problema ma l’accesso. Con i socialisti al governo, le donne socialiste, non si sapeva che farne.<br />
Il non credente G. Amato sostenne la proposta dei “comitati etici” di CL, e con vera crisi di coscienza pubblicistica, ancora continua.. sui giornali d’allora sinistra comparvero le confessioni dei nostri, e le pubbliche peccatrici che erano senza cognome divennero riconoscibili.  Indegne d’esercizio del potere.</p>
<p>Si è sempre trattato, in Italia, di restringere le libertà d’azione, ovvero di non permettere che (qualunque sia) la coscienza  “si” agisca.<br />
Si impone in un “caso per caso”, l’individuo in realtà sottoposto al Tribunale Perenne Provvisorio dello Stato.<br />
Sempre colpevole di per sé, perché interpellato, l’individuo femmina in età riproduttiva può  – in ogni “singolo” caso presa in considerazione – [è ciò che succede limitando l’accesso all’IVG] avanzare la domanda nulla di indulgenza .</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ariel		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/07/03/liberi-di-non-credere/#comment-115256</link>

		<dc:creator><![CDATA[ariel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 15:45:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Galbiati
Sul diritto d’accesso all’IVG. 

Da una legge dello Stato e da un referendum, sono le donne di sensibilità e/o pratica cattolica (la maggioranza in questo Paese) che si sono espresse e si esprimono “per”, senza essere necessariamente favorevoli, ovvero a prescindere dalle proprie personali posizioni sull’aborto. 

Per quanto paradossale possa sembrare, o è potuto sembrare - fino ad oggi (in un Paese cattolico come la Polonia) le donne della maggioranza credente sarebbero favorevoli all’IVG.
Qual’ è la posizione di coscienza laica. La possibilità della scelta individuale (espressa con forza attraverso il voto) in un contesto di solidarietà con tutte le donne è etica della responsabilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Galbiati<br />
Sul diritto d’accesso all’IVG. </p>
<p>Da una legge dello Stato e da un referendum, sono le donne di sensibilità e/o pratica cattolica (la maggioranza in questo Paese) che si sono espresse e si esprimono “per”, senza essere necessariamente favorevoli, ovvero a prescindere dalle proprie personali posizioni sull’aborto. </p>
<p>Per quanto paradossale possa sembrare, o è potuto sembrare &#8211; fino ad oggi (in un Paese cattolico come la Polonia) le donne della maggioranza credente sarebbero favorevoli all’IVG.<br />
Qual’ è la posizione di coscienza laica. La possibilità della scelta individuale (espressa con forza attraverso il voto) in un contesto di solidarietà con tutte le donne è etica della responsabilità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/07/03/liberi-di-non-credere/#comment-115229</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 22:16:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=18963#comment-115229</guid>

					<description><![CDATA[Buffoni, 
ho capito benissimo, e ribadisco che per me è intolleranza proibire l&#039;obiezione di coscienza a praticare aborti.
Che poi uno pratichi l&#039;aborto solo nelle cliniche private è un problema che si dovrebbe risolvere con il controllo dello stato, oppure con l&#039;impedimento di esercitare sia nel pubblico sia nel privato, associato a  incentivi economici per chi pratica l&#039;aborto nel pubblico.
I diritti sono diritti sempre, non solo quando ci fa comodo, e io rivendico il diritto all&#039;obiezione di coscienza dei medici.
E noto che non mi hai risposto sul fatto di poter impedire in futuro ai medici di non praticare l&#039;eutanasia attiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buffoni,<br />
ho capito benissimo, e ribadisco che per me è intolleranza proibire l&#8217;obiezione di coscienza a praticare aborti.<br />
Che poi uno pratichi l&#8217;aborto solo nelle cliniche private è un problema che si dovrebbe risolvere con il controllo dello stato, oppure con l&#8217;impedimento di esercitare sia nel pubblico sia nel privato, associato a  incentivi economici per chi pratica l&#8217;aborto nel pubblico.<br />
I diritti sono diritti sempre, non solo quando ci fa comodo, e io rivendico il diritto all&#8217;obiezione di coscienza dei medici.<br />
E noto che non mi hai risposto sul fatto di poter impedire in futuro ai medici di non praticare l&#8217;eutanasia attiva.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lambertibocconi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/07/03/liberi-di-non-credere/#comment-115228</link>

		<dc:creator><![CDATA[lambertibocconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 22:04:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Ammazzatoio di feti&quot;... che espressione brutta! 
E allora W la guerra igiene del mondo, ammazzatoio di feti cresciuti. Prendesse tanta posizione la clericaglia contro la guerra come contro l&#039;aborto, ci sarebbe pace nel mondo. E dopo avere detto questa enorme banalità, vi saluto e buonanotte.
Anna L.B.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ammazzatoio di feti&#8221;&#8230; che espressione brutta!<br />
E allora W la guerra igiene del mondo, ammazzatoio di feti cresciuti. Prendesse tanta posizione la clericaglia contro la guerra come contro l&#8217;aborto, ci sarebbe pace nel mondo. E dopo avere detto questa enorme banalità, vi saluto e buonanotte.<br />
Anna L.B.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/07/03/liberi-di-non-credere/#comment-115225</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 21:17:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Galbiati, ti è già stato risposto, non fare finta di non capire.
L&#039;IVG è una pratica orrenda. Di peggio c&#039;è soltanto l&#039;aborto clandestino. 
Non intendiamo costringere a praticare IVG chi è stato assunto con l’attuale legislazione, che consente l’obiezione di coscienza, ma riteniamo che l’obiezione debba essere abolita e che d’ora in poi i nuovi assunti nelle strutture di stato siano tenuti a praticare anche IVG. 
Attualmente in molte regioni d’Italia l’accesso all’IVG è diventato praticamente impossibile, con conseguente aumento del ricorso all&#039;aborto clandestino o a costose strutture private, dove molti obiettori si rivelano per ciò che sono: ipocriti opportunisti.
E se incentivassimo - invece di proibire - il ricorso all&#039;Ru 486?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Galbiati, ti è già stato risposto, non fare finta di non capire.<br />
L&#8217;IVG è una pratica orrenda. Di peggio c&#8217;è soltanto l&#8217;aborto clandestino.<br />
Non intendiamo costringere a praticare IVG chi è stato assunto con l’attuale legislazione, che consente l’obiezione di coscienza, ma riteniamo che l’obiezione debba essere abolita e che d’ora in poi i nuovi assunti nelle strutture di stato siano tenuti a praticare anche IVG.<br />
Attualmente in molte regioni d’Italia l’accesso all’IVG è diventato praticamente impossibile, con conseguente aumento del ricorso all&#8217;aborto clandestino o a costose strutture private, dove molti obiettori si rivelano per ciò che sono: ipocriti opportunisti.<br />
E se incentivassimo &#8211; invece di proibire &#8211; il ricorso all&#8217;Ru 486?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/07/03/liberi-di-non-credere/#comment-115216</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 14:42:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Carcano
I suoi esempi sono emblematici. Prendo solo quello del pacifista.
Un pacifista nell&#039;esercito non ci sta bene, perchè l&#039;esericto ha il compito di fare la guerra o di mantenere una &quot;pace&quot; (che pace non è) con le armi.
Un pacifista ha l&#039;aspirazione di raggiungere la pace con mezzi pacifici.
Un ginecologo ha l&#039;aspirazione di mantenere in salute la donna e, se incinta, il suo feto, non di ammazzarlo. Un reparto di ginecologia non è un ammazzatoio di feti, e spero nessuno si auguri lo diventi. Poi, dato che c&#039;è una legge che permette l&#039;aborto, in un reparto di ginecologia si può fare anche quello. Ma la legge prevede anche che non tutti i ginecologi siano disposti a farlo. 
PS
Mi chiedo poi se il voler impedire l&#039;obiezione di coscienza verso la pratica dell&#039;aborto non sia il primo passo per impedirla anche qualora ci fosse una legge sull&#039;eutanasia attiva, che è un&#039;altra vostra richiesta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Carcano<br />
I suoi esempi sono emblematici. Prendo solo quello del pacifista.<br />
Un pacifista nell&#8217;esercito non ci sta bene, perchè l&#8217;esericto ha il compito di fare la guerra o di mantenere una &#8220;pace&#8221; (che pace non è) con le armi.<br />
Un pacifista ha l&#8217;aspirazione di raggiungere la pace con mezzi pacifici.<br />
Un ginecologo ha l&#8217;aspirazione di mantenere in salute la donna e, se incinta, il suo feto, non di ammazzarlo. Un reparto di ginecologia non è un ammazzatoio di feti, e spero nessuno si auguri lo diventi. Poi, dato che c&#8217;è una legge che permette l&#8217;aborto, in un reparto di ginecologia si può fare anche quello. Ma la legge prevede anche che non tutti i ginecologi siano disposti a farlo.<br />
PS<br />
Mi chiedo poi se il voler impedire l&#8217;obiezione di coscienza verso la pratica dell&#8217;aborto non sia il primo passo per impedirla anche qualora ci fosse una legge sull&#8217;eutanasia attiva, che è un&#8217;altra vostra richiesta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco Aragno		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/07/03/liberi-di-non-credere/#comment-115184</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Aragno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 12:08:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=18963#comment-115184</guid>

					<description><![CDATA[Laicità e ateismo sono profondamente connessi, altrimenti verremmo a negare l&#039;evidenza storica degli ultimi due secoli, vale a dire la secolarizzazione dei sistemi sociali e politici e la desacralizzazione del mondo, che sono state alcune delle premesse culturali delle moderne democrazie e dello stato liberale. Forse, più che di ateismo in senso stretto, sarebbe più corretto parlare della privatizzazione del sentimento religioso e dell&#039;indebolimento della religione istituzionalizzata. Ma resta il fatto che, finché la religione avrà un ruolo così condizionante, non solo sulle scelte della collettività, ma anche su quelle del singolo, la laicità non potrà mai diventare una caratteristica &#039;sostanziale&#039; dei moderni stati democratici. Il riconoscimento di diritti negativi, come la libertà di culto e religione, non impedisce i rischi di uno stato etico, cioè di uno stato che stabilisce cosa è la vita e cosa è la morte, cosa è bene e cosa è male per il singolo, promuovendo valori morali e principi religiosi a discapito di altri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Laicità e ateismo sono profondamente connessi, altrimenti verremmo a negare l&#8217;evidenza storica degli ultimi due secoli, vale a dire la secolarizzazione dei sistemi sociali e politici e la desacralizzazione del mondo, che sono state alcune delle premesse culturali delle moderne democrazie e dello stato liberale. Forse, più che di ateismo in senso stretto, sarebbe più corretto parlare della privatizzazione del sentimento religioso e dell&#8217;indebolimento della religione istituzionalizzata. Ma resta il fatto che, finché la religione avrà un ruolo così condizionante, non solo sulle scelte della collettività, ma anche su quelle del singolo, la laicità non potrà mai diventare una caratteristica &#8216;sostanziale&#8217; dei moderni stati democratici. Il riconoscimento di diritti negativi, come la libertà di culto e religione, non impedisce i rischi di uno stato etico, cioè di uno stato che stabilisce cosa è la vita e cosa è la morte, cosa è bene e cosa è male per il singolo, promuovendo valori morali e principi religiosi a discapito di altri.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ariel		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/07/03/liberi-di-non-credere/#comment-115093</link>

		<dc:creator><![CDATA[ariel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 14:17:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=18963#comment-115093</guid>

					<description><![CDATA[LAICISMO E ATEISMO, una liaison fatale e privilegiata?
E stanno insieme per il progresso dell’umanità ?
Ma non scherziamo. 



« Jean Bauberot, titulaire de la chaire «Histoire et sociologie de la laïcité» à l’Ecole pratique des hautes études répond à la revue Regards sur l’actualité,dans son n° 298 «Etat, laïcité, religions» (extraits).
 
Entretien réalisé en février 2004.
 
Qu’est-ce que la laïcité ? 
[...]Si l’on s’en tient au règlement juridique, la laïcité m’apparaît constituée de trois principes essentiels: le respect de la liberté de conscience et de culte; la lutte contre toute domination de la religion sur l’État et sur la société civile ; l’égalité des religions et des convictions les «convictions» incluant le droit de ne pas croire. 
Il faut arriver à tenir ensemble ces trois préceptes si l’on veut éviter toute position arrogante et péremptoire. 
Mais évidemment, dans la pratique, les acteurs ont tendance à privilégier l’un ou l’autre de ces trois principes : les croyants se réfèrent surtout à la liberté de culte; les agnostiques (et les anticléricaux) s’appuient plutôt sur la lutte contre la domination des religions; quant aux minoritaires, ils insistent sur l’égalité des religions et des convictions. »]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAICISMO E ATEISMO, una liaison fatale e privilegiata?<br />
E stanno insieme per il progresso dell’umanità ?<br />
Ma non scherziamo. </p>
<p>« Jean Bauberot, titulaire de la chaire «Histoire et sociologie de la laïcité» à l’Ecole pratique des hautes études répond à la revue Regards sur l’actualité,dans son n° 298 «Etat, laïcité, religions» (extraits).</p>
<p>Entretien réalisé en février 2004.</p>
<p>Qu’est-ce que la laïcité ?<br />
[&#8230;]Si l’on s’en tient au règlement juridique, la laïcité m’apparaît constituée de trois principes essentiels: le respect de la liberté de conscience et de culte; la lutte contre toute domination de la religion sur l’État et sur la société civile ; l’égalité des religions et des convictions les «convictions» incluant le droit de ne pas croire.<br />
Il faut arriver à tenir ensemble ces trois préceptes si l’on veut éviter toute position arrogante et péremptoire.<br />
Mais évidemment, dans la pratique, les acteurs ont tendance à privilégier l’un ou l’autre de ces trois principes : les croyants se réfèrent surtout à la liberté de culte; les agnostiques (et les anticléricaux) s’appuient plutôt sur la lutte contre la domination des religions; quant aux minoritaires, ils insistent sur l’égalité des religions et des convictions. »</p>
]]></content:encoded>
		
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