Art. 67 Il bambino comunista dandy: alimentare what’s on?

articolo dedicato al PCD (poeta comunista dandy) Andrea Inglese che compie gli anni. E al 1967, la belle époque.
effeffe

andriu

Quando il bambino comunista dandy ha fame sono cazzi. Per evitare assalti frontali alla tranquillità domestica è opportuno che l’entourage rispetti una dopo l’altra le regole che seguiranno, con una coscienza assoluta del rischio in cui si incorre nel caso in cui non fossero rispettate, come quello di ritrovarsi un adulto in casa o peggio ancora un bimbo democristiano.

Il bambino comunista dandy e gli omogeneizzati
Essendo di natura anticonformista e panico, il bcd messo di fronte a una simile poltiglia reagirà con una contaminazione, pollockiana, via sputo, della carta da parati appena sistemata, manifestando una predilezione per quella liberty del salone ma senza trascurare quella finto social democratica, apposta in cucina a fasce regolari. A nulla servirà riprodurre allora fantasiosi aeroplanini wroom wroom con volo in picchiata del cucchiaio né tanto meno l’odiatissimo seppur gettonato elicottero. Accade infatti inspiegabilmente che parta la musica di Apocalypse Now, e in quella nuova, tutta moderna cavalcata delle valchirie il bambino comunista dandy cominci dapprima con rigurgito e poi con eccessi di vomito a bombardare velivolo e mano del pilota con la stessa perizia di un’antiaerea israeliana.

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Regola detta della Marie Antoinette: Mai dire ” che si mangi delle brioches”
Pronto a prendere le armi sotterrate in giardino non appena subodori vento di rivolta, il novello sans-culotte posto di fronte a un atteggiamento parentale troppo snob, stabilirà immediatamente una graduatoria del tipo di brioches secondo cui si potranno negoziare o meno minuti di tranquillità e tregua dello spirito.
Se le preferenze dei bambini italiani vanno alle merendine del Mulino Bianco, simbolo di un’utopia buonista e tutta moderna, il bambino comunista dandy gli preferirà di gran lunga il buondì motta, per la sua componente neorealista e pre industriale. Ai biscotti Athena da lumpenproletariat e in vago sentore di Arcadia, essendo il bambino comunista dandy, decisamente spartachista, preferirà gli Oro Saiwa sia perché ricorda il famoso fiume yugoslavo e i suoi partizan sia per l’impiego improprio fatto dalla sua sorella maggiore Rosaria, con crème anglaise e Vermouth.

Il bambino comunista dandy e i ricostituenti
Decisamente refrattario seppure controvoglia all’invenzione totalitaria e orwelliana del Be-total, il bambino comunista dandy rifiuterà altresì quella forte della tradizione nostrana, detta anche la bomba, con omaggio a Bartali e Coppi e simpatia maggiore verso quest’ultimo, che consiste nel nutrire l’infante con un melange da arma impropria: latte, uovo sbattuto, biscotti plasmon, e polvere di cioccolato. Avendo subito almeno una volta questo tipo di trattamento che annovera tra le controindicazioni quella di percorrere tutto il tratto da casa a scuola scoreggiando e ruttando, il bambino comunista dandy si sottrarrà con ogni mezzo al trattamento nutrizionista. Al Nesquik in netta contraddizione con il suo spirito slow food, il bambino comunista dandy preferirà ovomaltina anche per la sobrietà della confezione e dell’aspetto colonna militare fallica. va comunque registrata una naturale avversione alle marche tarocche. Mai e poi mai somministrare al bambino comunista dandy della simil Nutella, o peggio ancora della simil Coca Cola, perché renderà quasi immediatamente infernale l’operazione successiva di poco del cambio del pannolino e degli abiti in generale.

Bavaglio sì ma da rapina
Avendo il bambino comunista dandy una naturale avversione all’esercizio della parola durante i pasti bisognerà provvedere a fornire al piccolo, un bavaglino con a seconda delle stagioni, Lenin, Marx (brothers), Che Guevara, e al grande bavaglio modello bande à Bonnot, o Joe Strummer che impedisca ai parenti di sparare cazzate durante l’ennesima rapina di tempo ai danni del piccolo, che non avendo ancora esperito le virtù dell’alcol riterrà superflua quell’attività dell’alimentarsi rispetto ai giochi. Cui dedicheremo il prossimo articolo.

17 COMMENTS

  1. Essendo io stata una bambina comunista dandy del 1967 non posso che applaudire e riconoscermi e pure far gli auguri all’Ingles! Un solo dubbio un po’ dandy: come porsi davanti ai Bucaneve Doria? (ovviamente inseriti nel loro comodo pacchetto a tubo)

  2. Ohibò, le gaff via gmail. Auguri, Andrea. Mi faccio perdonare l’ignoranza allegando una poesia che – si vocifera in certi corridoi – sia la tua preferita. Voilà:

    Ad una misteriosa commessa della Camera

    Dolente fulgore
    Mite regina
    Misteriosa malia
    Polvere di stelle

    (S. Bondi)

    Hail!

  3. Auguri al grande Andrea Inglese nato in 1967 ( anno della mia nascita e puro nel mese di Luglio, come lui, dunque cancro e capra)…

    Complimenti a effeffe, prima per l’immagine con il bebè carino e l’idea…
    Il testo è superbe, nella lingua, l’idea ( cibo e attegiamento del bambino comunista)

    Non so se ero una bambina comunista come Maria Luisa :-)

    Le delizie dell’infanzia:

    Berlingots de lait sucré avec des arômes divers, sachets de poudre sucré pétillante à mettre sur la langue, nutella,
    barquettes à la fraise, petits beurre, liquirizia…. e altre invenzione che hanno i bimbi per la cucina…

    Mi piaceva decorare con petali le torte.

    Un paradiso. Quando gustavo un lembo di questo paradiso, mi sembrava lungo il tempo di piacere gustativo. Ora un delizio mi pare di sapore fuggitivo.

    Sarebbe una bell’idea dedicare un articolo sul tempo del bambino comunista.

  4. “Mi piace l’odore del Napalm al mattino…” sa di poesia (dandy)
    (liberamente tratto da Apocalypse Now)

    Auguri sinceri all’amico Inglese (bravissimo poeta) da un poeta poco comunista e molto dandy (del 65).

    Un abbraccio ad FF

    PVita

  5. la parola bambino mi affascina l’undici luglio è un giorno speciale per l’altra parte di me insomma auguri
    c.

  6. faccio anch’io gli auguri comunisti al mio coetaneo Inglese. in quanto ai dandy come ai radical chic, francamente non li ho mai sopportati.

  7. Se, in qualità di padre di una bambina comunista dandy, dovessi aggiungere un contributo alla fenomenologia del tipo, credo che scriverei qualcosa a proposito dell’acqua: al b.c.d. piace molto nuotare, va matto per la piscina e attraverserebbe certamente a nuoto il Fiume Giallo, ma esprime una brechtiana avversione per il bagnetto: preferisce deturnare situazionisticamente paperelle, pettini, detergenti e la stessa acqua del rubinetto scagliando e spruzzando il tutto in giro per casa.

  8. per i libello in corso sarai citato
    per questa annotazione doppiamente vera
    primo perché vitale due perché marina
    che come si sa adottava il famoso principio
    Femmes et enfants d’abord
    la bcd , alfabeta del partito, sarà dunque la primissima
    ad abbandonare la nave
    effeffe

  9. gentile effeffe, mi scusi, ma alla fin fine, alla luce anche dei commenti quissù: è proprio sicuro che trattasi di bambino-comunista-dandy e non di bambino-comunista-denty?

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francesco forlani
francesco forlani
Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017