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	Commenti a: Loca I: Poschinger Strasse, 1	</title>
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		<title>
		Di: Loca III: Le ceneri di Gramsci - Nazione Indiana		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Loca III: Le ceneri di Gramsci - Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 06:00:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Pasolini Il senso della tradizione contro l&#8217;orrore del mondo La Nuova Sardegna &#160; &#160; Loca I: Poschinger strasse,1 di Giorgio Zampa Loca II: Le città sottili. 3. Armilla di Italo Clavino &#160; &#160;   Questo articolo è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Pasolini Il senso della tradizione contro l&#8217;orrore del mondo La Nuova Sardegna &nbsp; &nbsp; Loca I: Poschinger strasse,1 di Giorgio Zampa Loca II: Le città sottili. 3. Armilla di Italo Clavino &nbsp; &nbsp;   Questo articolo è stato [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Loca II: Le città sottili. 3. Armilla - Nazione Indiana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/04/loca-i-poschinger-strasse-1/#comment-117810</link>

		<dc:creator><![CDATA[Loca II: Le città sottili. 3. Armilla - Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 05:58:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Loca I: Poschinger strasse,1 di Giorgio Zampa &#160;   Questo articolo è stato scritto da orsola puecher, e pubblicato il 16 Agosto 2009 alle 18:25, archiviato in cartee contrassegnato Armilla, italo calvino. Salva nei segnalibri il permalink. Seguine i commenti qui con il  feed RSS di questo articolo. Scrivi un commento o lascia un trackback: Indirizzo per il trackback.    &#171; due passi ( fare ) da &#8220;NON SEMPRE RICORDANO poema epico&#8221; &#187; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Loca I: Poschinger strasse,1 di Giorgio Zampa &nbsp;   Questo articolo è stato scritto da orsola puecher, e pubblicato il 16 Agosto 2009 alle 18:25, archiviato in cartee contrassegnato Armilla, italo calvino. Salva nei segnalibri il permalink. Seguine i commenti qui con il  feed RSS di questo articolo. Scrivi un commento o lascia un trackback: Indirizzo per il trackback.    &laquo; due passi ( fare ) da &#8220;NON SEMPRE RICORDANO poema epico&#8221; &raquo; [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Candide		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/04/loca-i-poschinger-strasse-1/#comment-116641</link>

		<dc:creator><![CDATA[Candide]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 14:25:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per e. h.

Nel caso del Nazismo è difficile pensare a qualcosa che si armonizzi a un male tanto assoluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per e. h.</p>
<p>Nel caso del Nazismo è difficile pensare a qualcosa che si armonizzi a un male tanto assoluto.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/04/loca-i-poschinger-strasse-1/#comment-116616</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 09:23:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e. h.

&lt;em&gt;di questo si leggerà in una delle prossime uscite&lt;/em&gt;


,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e. h.</p>
<p><em>di questo si leggerà in una delle prossime uscite</em></p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: e.h.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/04/loca-i-poschinger-strasse-1/#comment-116614</link>

		<dc:creator><![CDATA[e.h.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 09:07:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La dimora nobiliare di T.M., la biblioteca di S.M., avevano già, nella loro condizione di possibilità, nella loro essenza, il peccato originale che avrebbero scontato nella loro distruzione. L&#039;isolamento, la comodità, la pace, che richiede ogni vita spirituale, senza cui non si dà civiltà, sono al tempo stesso colpevoli contro la civiltà, perché ottenuti in generale con il privilegio e  l&#039;estraneazione rispetto alla vita reale e alle sofferenze degli altri uomini. Così il rancore degli esclusi, anche quando non sa nulla di ciò contro cui si scatena, appare oggettivamente come il castigo per non essersi curati di loro, per aver lasciato sussistere l’ingiustizia, magari proprio per combatterla. Anche la pallottola che raggiunse Webern origina in fondo da quella ingiustizia che la sua musica, come tutta la grande musica, si è sforzata di sconfiggere, e al tempo stesso ha dovuto, per forza di cose, lasciare intatta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La dimora nobiliare di T.M., la biblioteca di S.M., avevano già, nella loro condizione di possibilità, nella loro essenza, il peccato originale che avrebbero scontato nella loro distruzione. L&#8217;isolamento, la comodità, la pace, che richiede ogni vita spirituale, senza cui non si dà civiltà, sono al tempo stesso colpevoli contro la civiltà, perché ottenuti in generale con il privilegio e  l&#8217;estraneazione rispetto alla vita reale e alle sofferenze degli altri uomini. Così il rancore degli esclusi, anche quando non sa nulla di ciò contro cui si scatena, appare oggettivamente come il castigo per non essersi curati di loro, per aver lasciato sussistere l’ingiustizia, magari proprio per combatterla. Anche la pallottola che raggiunse Webern origina in fondo da quella ingiustizia che la sua musica, come tutta la grande musica, si è sforzata di sconfiggere, e al tempo stesso ha dovuto, per forza di cose, lasciare intatta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: viola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/04/loca-i-poschinger-strasse-1/#comment-116609</link>

		<dc:creator><![CDATA[viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 07:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[))_;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>))_;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/04/loca-i-poschinger-strasse-1/#comment-116605</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 06:47:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[ &lt;em&gt;grazie&lt;/em&gt; ]


&lt;em&gt;questo è il primo di una serie di scritti sui&lt;/em&gt; luoghi&lt;em&gt; legati in qualche modo a personaggi letterari o descritti e inventati da essi

capita spesso di attribuire alla materia della natura e dei muri tracce di sentimenti, tracce spirituali di chi ci ha vissuto

capita di desiderare pellegrinaggi a luoghi dell&#039;infanzia
a paesaggi molto amati
come rabdomanti di ricordi e spiriti e nostalgia

s&#039;idealizza

ma la materia e la natura per loro grazia intrinseca non conservano in realtà alcuna traccia o sentimento, oltre al loro ciclo naturale di rinascita e annientamento progressivo

il sentimento e le tracce sono dentro ognuno di noi in modo molto diverso ed è cosi che ne riempiamo luoghi e oggetti

la &quot;conciliazione tra gli opposti&quot; è uno strano processo anche quello, individuale e imprevedibile nelle conseguenze sui destini:&lt;/em&gt;

&lt;blockquote&gt;«Mi arrampicai sul cumulo di macerie fatto di spezzoni di scala, schegge di mobili e in cima alla collina di rovine che era stata la mia casa vidi il mio cilindro e un candelabro di porcellana francese. Tra i detriti si intravedeva qualche fotografia, tra cui quella raffigurante Tolstoj in compagnia di Gor&#039;kij nel giardino di Jasnaja Poljana che avevo appeso sopra la scrivania. Mi misi in tasca la foto e mi guardai attorno per vedere cosa avrei potuto portare via come ricordo. Superando una barricata penetrai in una stanza dove avevo tenuto i miei libri ben allineati sugli scaffali. Avrei voluto trovare il Marco Aurelio con testo a fronte, le Conversazioni di Eckermann e la vecchia edizione ungherese della Bibbia. Ma era difficile orientarsi. Lo spostamento d&#039;aria aveva come macerato la carta, riducendo la maggior parte delle pagine a una poltiglia. Eppure sul cumulo di rovine, intatto, vicino al mio cilindro, un libro era rimasto. Andai a prenderlo e lessi il titolo: Guida alla cura del cane borghese. Misi in tasca anche quel volume e scesi dal mucchio di detriti verso il piano terra. In quel momento - mi sarebbe tornato in mente spesso in futuro - provai uno strano senso di sollievo».

&lt;strong&gt;Sandor Marai&lt;/strong&gt;
Terra, terra!...
Traduzione di Katinka Juhasz
2005 Adelphi&lt;/blockquote&gt;


,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[ <em>grazie</em> ]</p>
<p><em>questo è il primo di una serie di scritti sui</em> luoghi<em> legati in qualche modo a personaggi letterari o descritti e inventati da essi</p>
<p>capita spesso di attribuire alla materia della natura e dei muri tracce di sentimenti, tracce spirituali di chi ci ha vissuto</p>
<p>capita di desiderare pellegrinaggi a luoghi dell&#8217;infanzia<br />
a paesaggi molto amati<br />
come rabdomanti di ricordi e spiriti e nostalgia</p>
<p>s&#8217;idealizza</p>
<p>ma la materia e la natura per loro grazia intrinseca non conservano in realtà alcuna traccia o sentimento, oltre al loro ciclo naturale di rinascita e annientamento progressivo</p>
<p>il sentimento e le tracce sono dentro ognuno di noi in modo molto diverso ed è cosi che ne riempiamo luoghi e oggetti</p>
<p>la &#8220;conciliazione tra gli opposti&#8221; è uno strano processo anche quello, individuale e imprevedibile nelle conseguenze sui destini:</em></p>
<blockquote><p>«Mi arrampicai sul cumulo di macerie fatto di spezzoni di scala, schegge di mobili e in cima alla collina di rovine che era stata la mia casa vidi il mio cilindro e un candelabro di porcellana francese. Tra i detriti si intravedeva qualche fotografia, tra cui quella raffigurante Tolstoj in compagnia di Gor&#8217;kij nel giardino di Jasnaja Poljana che avevo appeso sopra la scrivania. Mi misi in tasca la foto e mi guardai attorno per vedere cosa avrei potuto portare via come ricordo. Superando una barricata penetrai in una stanza dove avevo tenuto i miei libri ben allineati sugli scaffali. Avrei voluto trovare il Marco Aurelio con testo a fronte, le Conversazioni di Eckermann e la vecchia edizione ungherese della Bibbia. Ma era difficile orientarsi. Lo spostamento d&#8217;aria aveva come macerato la carta, riducendo la maggior parte delle pagine a una poltiglia. Eppure sul cumulo di rovine, intatto, vicino al mio cilindro, un libro era rimasto. Andai a prenderlo e lessi il titolo: Guida alla cura del cane borghese. Misi in tasca anche quel volume e scesi dal mucchio di detriti verso il piano terra. In quel momento &#8211; mi sarebbe tornato in mente spesso in futuro &#8211; provai uno strano senso di sollievo».</p>
<p><strong>Sandor Marai</strong><br />
Terra, terra!&#8230;<br />
Traduzione di Katinka Juhasz<br />
2005 Adelphi</p></blockquote>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: e.h.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/04/loca-i-poschinger-strasse-1/#comment-116549</link>

		<dc:creator><![CDATA[e.h.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 15:41:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Testo, video e musica bellissimi e genialmente armonizzati. Fanno  pensare alla intima complicità  tra spirito e materia, tra sacralità e profanazione, tra cultura e barbarie, tra raffinatezza e brutalità. Per quanto i primi termini si sforzino di fuggire, di rendersi autonomi, di trovare un rifugio dai secondi, ne sono prima o poi raggiunti e costretti a pagare per la loro hybris, e ad ammettere la loro comune essenza. Viene dunque in mente un pensiero, mai come oggi utopico, di conciliazione tra quegli opposti, piuttosto che di cieca e insistente riproposizione della loro separatezza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Testo, video e musica bellissimi e genialmente armonizzati. Fanno  pensare alla intima complicità  tra spirito e materia, tra sacralità e profanazione, tra cultura e barbarie, tra raffinatezza e brutalità. Per quanto i primi termini si sforzino di fuggire, di rendersi autonomi, di trovare un rifugio dai secondi, ne sono prima o poi raggiunti e costretti a pagare per la loro hybris, e ad ammettere la loro comune essenza. Viene dunque in mente un pensiero, mai come oggi utopico, di conciliazione tra quegli opposti, piuttosto che di cieca e insistente riproposizione della loro separatezza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/04/loca-i-poschinger-strasse-1/#comment-116501</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 05:41:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Orsola è tornata con la sua sensibilità.
Penso che le case, anche rovinate o prigioniere di un potere orribile,
anche rubbate a quello che la abitava, a una memoria della presenza
dell&#039;autore o del bambino, o del ragazzo, un impronta nella camera,
nel polvero del tempo, in un piano in silenzio. 
Sulle scale aspetta sempre qualcuno del passato, un raggio strano.
Questa casa bellissima possiede il profumo dell&#039;eleganza prima la guerra,
tratti delicati, che ho già visti in strade di una stazione balneare, con villa 1900, per sempre in tempo di certa innocenza, prima che tutto sia rovinato, bruciato di un dolore grande, quando l&#039;innocenza ha fatto una frattura. Dopo la guerra, gli occhi hanno perso l&#039;innocenza.
Solo le case nobile hanno custodito qualcosa della felicità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Orsola è tornata con la sua sensibilità.<br />
Penso che le case, anche rovinate o prigioniere di un potere orribile,<br />
anche rubbate a quello che la abitava, a una memoria della presenza<br />
dell&#8217;autore o del bambino, o del ragazzo, un impronta nella camera,<br />
nel polvero del tempo, in un piano in silenzio.<br />
Sulle scale aspetta sempre qualcuno del passato, un raggio strano.<br />
Questa casa bellissima possiede il profumo dell&#8217;eleganza prima la guerra,<br />
tratti delicati, che ho già visti in strade di una stazione balneare, con villa 1900, per sempre in tempo di certa innocenza, prima che tutto sia rovinato, bruciato di un dolore grande, quando l&#8217;innocenza ha fatto una frattura. Dopo la guerra, gli occhi hanno perso l&#8217;innocenza.<br />
Solo le case nobile hanno custodito qualcosa della felicità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Janula		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/04/loca-i-poschinger-strasse-1/#comment-116464</link>

		<dc:creator><![CDATA[Janula]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 20:14:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=19515#comment-116464</guid>

					<description><![CDATA[Benjamin diceva che abitare significa lasciare impronte ed io credo che con questo bellissimo scritto di Giorgio Zampa è come se riaffiorasseroo le impronte dello scrittore T. Mann, la forza evocativa delle descrizioni e delle parole di Zampa lasciano percepire la sensazine del daheim, cioè del ritorno nel posto familiare e sicuro di cui aveva cura la famiglia Mann e di cui però non è rimasto granché dopo le numerose profanazioni, se non un riflesso, un rudere in una pozza d&#039;acqua stagnante. Ringrazio Orsola per avermi fatto conoscere questo scritto di un mio conterraneo, San Severino si trova a due passi da dove vivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Benjamin diceva che abitare significa lasciare impronte ed io credo che con questo bellissimo scritto di Giorgio Zampa è come se riaffiorasseroo le impronte dello scrittore T. Mann, la forza evocativa delle descrizioni e delle parole di Zampa lasciano percepire la sensazine del daheim, cioè del ritorno nel posto familiare e sicuro di cui aveva cura la famiglia Mann e di cui però non è rimasto granché dopo le numerose profanazioni, se non un riflesso, un rudere in una pozza d&#8217;acqua stagnante. Ringrazio Orsola per avermi fatto conoscere questo scritto di un mio conterraneo, San Severino si trova a due passi da dove vivo.</p>
]]></content:encoded>
		
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