<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Fatima e il Brembo	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/07/fatima-e-il-brembo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/07/fatima-e-il-brembo/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 26 Aug 2009 11:00:41 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: W.B.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/07/fatima-e-il-brembo/#comment-117926</link>

		<dc:creator><![CDATA[W.B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 11:00:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=20092#comment-117926</guid>

					<description><![CDATA[Ho letto con una certa attenzione, seppure velocemente, il carteggio tra Blackjack e gli altri. Quello che non riesco a comprendere, e che vorrei che qualcuno mi spiegasse, e sono quarantuno anni che ci provo, ma proprio non ci riesco, ma per quale motivo vi innamorate così tanto delle vostre opinioni? E&#039; una questione di identificazione? Avete bisogno di una prova della vostra esistenza in vita, nell&#039;affezionarvi a un&#039;idea, e a lottare per difenderla, anche quando vi ACCORGETE - e certo che ve ne accorgete - che scricchiola, che ci sono delle falle, entra l&#039;acqua, allora prendete a prestito utensili logici, girate intorno, e vi incarognite, stringete i pugnetti, rodete, diventate velenosi, cercate di umiliare perché vi sentite umiliati, eppure, solo per una questione statistica, ma è possibile che a nessuno di voi non venga in mente che forse, ogni tanto, ci si può sbagliare? Perché avete quest&#039;ansia di collocazione, io sono di destra, lui è di sinistra, lui è un razzista, odio i temini come clandestino, ecc.ecc.; ma perché a tutti i costi avete voglia di avere sulla fronte un&#039;etichetta? E&#039; un bisogno disperato di appartenere a un gruppo, a un branco, dovete colmare una carenza di socialità, ormai la solitudine vi spaventa a tal punto che non riuscite più a osservare le cose, dovete schierarvi e lottare, o almeno far finta di lottare. Fino ad accorgervi, un brutto giorno, che siete diventati vecchi, siete soli, e non è servito a niente. Qualcuno me lo spieghi, per favore. Se c&#039;è ancora qualcuno che è disposto a togliersi qualche etichetta dalla fronte. Ciao. W.B.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con una certa attenzione, seppure velocemente, il carteggio tra Blackjack e gli altri. Quello che non riesco a comprendere, e che vorrei che qualcuno mi spiegasse, e sono quarantuno anni che ci provo, ma proprio non ci riesco, ma per quale motivo vi innamorate così tanto delle vostre opinioni? E&#8217; una questione di identificazione? Avete bisogno di una prova della vostra esistenza in vita, nell&#8217;affezionarvi a un&#8217;idea, e a lottare per difenderla, anche quando vi ACCORGETE &#8211; e certo che ve ne accorgete &#8211; che scricchiola, che ci sono delle falle, entra l&#8217;acqua, allora prendete a prestito utensili logici, girate intorno, e vi incarognite, stringete i pugnetti, rodete, diventate velenosi, cercate di umiliare perché vi sentite umiliati, eppure, solo per una questione statistica, ma è possibile che a nessuno di voi non venga in mente che forse, ogni tanto, ci si può sbagliare? Perché avete quest&#8217;ansia di collocazione, io sono di destra, lui è di sinistra, lui è un razzista, odio i temini come clandestino, ecc.ecc.; ma perché a tutti i costi avete voglia di avere sulla fronte un&#8217;etichetta? E&#8217; un bisogno disperato di appartenere a un gruppo, a un branco, dovete colmare una carenza di socialità, ormai la solitudine vi spaventa a tal punto che non riuscite più a osservare le cose, dovete schierarvi e lottare, o almeno far finta di lottare. Fino ad accorgervi, un brutto giorno, che siete diventati vecchi, siete soli, e non è servito a niente. Qualcuno me lo spieghi, per favore. Se c&#8217;è ancora qualcuno che è disposto a togliersi qualche etichetta dalla fronte. Ciao. W.B.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Evelina Santangelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/07/fatima-e-il-brembo/#comment-117012</link>

		<dc:creator><![CDATA[Evelina Santangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 14:02:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=20092#comment-117012</guid>

					<description><![CDATA[Madeleine
Un&#039;ultima osservazione per Madeleine.
Per scrivere l&#039;ultimo romanzo ho passato settimane in un paese del Sud dove l&#039;immigrazione dal Nordafrica si intreccia dolorosamente con un movimento unguale e contrario: di siciliani che continuano a emigrare in Germania...
Ho visto quel che resta su una spiaggia qualsiasi dopo uno sbarco, la fuga mineralizzata in vestiti, scarpe, sacchetti abbandonati lungo i costoni che salgono verso i campi... ho visto le serre... la gente che ci lavora.
E ho visto sul fronte opposto la gente in attesa dei pullman che da piazza dell&#039;Emigrazione (si chiama proprio così) portano all&#039;estero, in Germania appunto, chi cerca un lavoro più dignitoso o meglio retribuito...

Non me ne sono stata in nessun giardino profumato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Madeleine<br />
Un&#8217;ultima osservazione per Madeleine.<br />
Per scrivere l&#8217;ultimo romanzo ho passato settimane in un paese del Sud dove l&#8217;immigrazione dal Nordafrica si intreccia dolorosamente con un movimento unguale e contrario: di siciliani che continuano a emigrare in Germania&#8230;<br />
Ho visto quel che resta su una spiaggia qualsiasi dopo uno sbarco, la fuga mineralizzata in vestiti, scarpe, sacchetti abbandonati lungo i costoni che salgono verso i campi&#8230; ho visto le serre&#8230; la gente che ci lavora.<br />
E ho visto sul fronte opposto la gente in attesa dei pullman che da piazza dell&#8217;Emigrazione (si chiama proprio così) portano all&#8217;estero, in Germania appunto, chi cerca un lavoro più dignitoso o meglio retribuito&#8230;</p>
<p>Non me ne sono stata in nessun giardino profumato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Evelina Santangelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/07/fatima-e-il-brembo/#comment-117011</link>

		<dc:creator><![CDATA[Evelina Santangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 13:51:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=20092#comment-117011</guid>

					<description><![CDATA[A GiusCo
Mi dispiace per lei, signora, ma credo che si sbagli, e di molto sul mio conto. Nessun notabiliato meridionale e bellettrismo.

Basterebbero a dimostrarlo gli articoli che ho scritto (anche prendendomi qualche rischio) per il giornale «L&#039;ora» quand&#039;ero ancora una ragazzina, l&#039;insofferenza che mi ha portato a lasciare, a un certo punto della mia vita, l&#039;Italia per studiare all&#039;estero (con le mie sole forze), la fatica con cui ho dovuto dimostrare di essere all&#039;altezza del ruolo che ho svolto e svolgo in Einaudi, senza ossequiare nessuno, né cedere sulle mi idee,  i libri che ho scritto (buoni o cattivi, poco importa, ma  impegnativi per me che li ho scritti), le lezioni che tengo in genere, e che recentemente ho tenuto anche nel carcere minorile malaspina (che non è certo un posto da notabili, e meno che mai in piena estate quando tutti se ne stanno al mare), i libri che ho curato (come «Terramatta» di cui vado più che orgogliosa dopo anni di lavoro ostinato sulle carte di Vicenzo Rabito contro ogni buonsenso)... per risponderle... Non vedo altro modo su cui fondare la propria credibilità e serietà.
Ma poco importa.
Solo, mi sembrerebbe più serio e credibile il suo intervento se fossi chiamata a rispondere nel merito delle cose che dico e che faccio, non sulla base di pregiudizi o di giudizi che mi sembrano un po&#039; avventati, ecco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A GiusCo<br />
Mi dispiace per lei, signora, ma credo che si sbagli, e di molto sul mio conto. Nessun notabiliato meridionale e bellettrismo.</p>
<p>Basterebbero a dimostrarlo gli articoli che ho scritto (anche prendendomi qualche rischio) per il giornale «L&#8217;ora» quand&#8217;ero ancora una ragazzina, l&#8217;insofferenza che mi ha portato a lasciare, a un certo punto della mia vita, l&#8217;Italia per studiare all&#8217;estero (con le mie sole forze), la fatica con cui ho dovuto dimostrare di essere all&#8217;altezza del ruolo che ho svolto e svolgo in Einaudi, senza ossequiare nessuno, né cedere sulle mi idee,  i libri che ho scritto (buoni o cattivi, poco importa, ma  impegnativi per me che li ho scritti), le lezioni che tengo in genere, e che recentemente ho tenuto anche nel carcere minorile malaspina (che non è certo un posto da notabili, e meno che mai in piena estate quando tutti se ne stanno al mare), i libri che ho curato (come «Terramatta» di cui vado più che orgogliosa dopo anni di lavoro ostinato sulle carte di Vicenzo Rabito contro ogni buonsenso)&#8230; per risponderle&#8230; Non vedo altro modo su cui fondare la propria credibilità e serietà.<br />
Ma poco importa.<br />
Solo, mi sembrerebbe più serio e credibile il suo intervento se fossi chiamata a rispondere nel merito delle cose che dico e che faccio, non sulla base di pregiudizi o di giudizi che mi sembrano un po&#8217; avventati, ecco.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Madeleine		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/07/fatima-e-il-brembo/#comment-117004</link>

		<dc:creator><![CDATA[Madeleine]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 13:01:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=20092#comment-117004</guid>

					<description><![CDATA[Obbligherei a sfilare i profumatissimi coltivatori del proprio giardino davanti ai corpi gonfi rilasciati dal mare di questa gente, li obbligherei a sostare davanti ai corpi dei bambini, delle donne incinte, dei giovani.
Non me ne frega nulla del fastidio degli allergigi all&#039;odore di soffritto del loro cibo per le scale; l&#039;idea che ci sia gente disposta a rischiare la vita per cambiare il catetere a questi individui  mi provoca il voltastomaco.
Siamo vecchi e decadenti: quelli che sopravvivono e arrivano qui sono i migliori tra loro, i più forti.
Ne avremo sempre più bisogno.
Ci risentiremo tra qualche decennio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Obbligherei a sfilare i profumatissimi coltivatori del proprio giardino davanti ai corpi gonfi rilasciati dal mare di questa gente, li obbligherei a sostare davanti ai corpi dei bambini, delle donne incinte, dei giovani.<br />
Non me ne frega nulla del fastidio degli allergigi all&#8217;odore di soffritto del loro cibo per le scale; l&#8217;idea che ci sia gente disposta a rischiare la vita per cambiare il catetere a questi individui  mi provoca il voltastomaco.<br />
Siamo vecchi e decadenti: quelli che sopravvivono e arrivano qui sono i migliori tra loro, i più forti.<br />
Ne avremo sempre più bisogno.<br />
Ci risentiremo tra qualche decennio&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: GiusCo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/07/fatima-e-il-brembo/#comment-116994</link>

		<dc:creator><![CDATA[GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 10:31:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=20092#comment-116994</guid>

					<description><![CDATA[Scrive Santangelo: &quot;Perché, mi chiedo con una certa preoccupazione, è così difficile concordare sul fatto che oggi, in Italia, ogni singolo atto legislativo di questo governo (si tratti di immigrati, di libera informazione, di riforma della magistratura o di metodi di indagine come le intercettazioni… si tratti di ordine pubblico… di riforma scolastica… o addirittura di procedure legislative, come dimostra l’uso dissennato della fiducia e dei decreti sanzionato dallo stesso presidente della camera, che di sicuro non è di parte…), perché è così difficile, dicevo, concordare sul fatto che ogni singolo provvedimento di questo governo stia assestando un colpo mortale all’impianto stesso del nostro regime democratico nei suoi principi e nelle sue garanzie fondamentali?&quot;


Dopo i lager per i dissidenti, le esecuzioni di massa, i deportati illegali ributtati a mare e i processi farsa ai lavoratori, arrivano reprimende dal ceto intellettuale. Peraltro, se non sbaglio, Santangelo e&#039; un&#039;autrice Einaudi, il che rende ancora meno -come dire... senza che ci sia sotteso un attacco personale alla signora, che non conosco- credibili certi toni e certe posizioni: notabilitato meridionale intriso di bellettrismo, appunto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive Santangelo: &#8220;Perché, mi chiedo con una certa preoccupazione, è così difficile concordare sul fatto che oggi, in Italia, ogni singolo atto legislativo di questo governo (si tratti di immigrati, di libera informazione, di riforma della magistratura o di metodi di indagine come le intercettazioni… si tratti di ordine pubblico… di riforma scolastica… o addirittura di procedure legislative, come dimostra l’uso dissennato della fiducia e dei decreti sanzionato dallo stesso presidente della camera, che di sicuro non è di parte…), perché è così difficile, dicevo, concordare sul fatto che ogni singolo provvedimento di questo governo stia assestando un colpo mortale all’impianto stesso del nostro regime democratico nei suoi principi e nelle sue garanzie fondamentali?&#8221;</p>
<p>Dopo i lager per i dissidenti, le esecuzioni di massa, i deportati illegali ributtati a mare e i processi farsa ai lavoratori, arrivano reprimende dal ceto intellettuale. Peraltro, se non sbaglio, Santangelo e&#8217; un&#8217;autrice Einaudi, il che rende ancora meno -come dire&#8230; senza che ci sia sotteso un attacco personale alla signora, che non conosco- credibili certi toni e certe posizioni: notabilitato meridionale intriso di bellettrismo, appunto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco mantello		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/07/fatima-e-il-brembo/#comment-116984</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 08:17:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=20092#comment-116984</guid>

					<description><![CDATA[Io credo che con ogni probabilità i giornali e i mezzi di informazione daranno col tempo meno risalto al fenomeno delle leggi razziali e alle sue conseguenze concrete, è un &#039;trend&#039; tipico non solo italiano, che riguarda la moda delle &#039;notizie&#039;, quali esse siano, dai pitbull che sbranano bambini a ferragosto al caso englaro e all&#039;eutanasia, di cui adesso non parla quasi snessuno....Dopo un po&#039; di tempo le &#039;notizie&#039; si stabilizzano, diventano &#039;normalità&#039;, &#039;croncaca&#039; per cui c&#039;è la sezione di coronaca nera dedicata ai crimini degli stranieri e ci sarà, probabilmente, la sezione  di cronaca tout court dedicata agli arresti dei marocchini, una volta a settimana saremo aggiornati dalle identiche notizie su repubblica e sul corriere, avremo specchi rotti della realtà e tutto si farà abitudine (proust la esaltava, l&#039;abitudine, io credo che dipenda da quale sia il suo oggetto, l&#039;abitudine è una forma di sonno della ragione, a volte) 
Il fatto che, a ridosso di settimane o mesi, di certe cose un tempo &#039;notizie del giorno&#039; i mezzi di informazione generalisti non parlino più con l&#039;insistenza iniziale, non significa che certi abusi vengano meno nella realtà. 
In base a quello che leggiamo sui giornali o che vediamo per strada, la prassi delle forze dell&#039;ordine, quando viene approvata una nuova legge, sembra essere improntata all&#039;applicazione dura della medesima soprattutto a ridosso della sua entrata in vigore.  E&#039; una percezione insufficiente, spesso inesatta, della realtà, che ci abitua a ipotizzare misteriosi parallelismi applicativi fra le norme del codice della strada, le cinture di sicurezza, le multe da autovelox e l&#039;arresto di stranieri irregolari. Personalmente sono meno ottimista di Emilia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che con ogni probabilità i giornali e i mezzi di informazione daranno col tempo meno risalto al fenomeno delle leggi razziali e alle sue conseguenze concrete, è un &#8216;trend&#8217; tipico non solo italiano, che riguarda la moda delle &#8216;notizie&#8217;, quali esse siano, dai pitbull che sbranano bambini a ferragosto al caso englaro e all&#8217;eutanasia, di cui adesso non parla quasi snessuno&#8230;.Dopo un po&#8217; di tempo le &#8216;notizie&#8217; si stabilizzano, diventano &#8216;normalità&#8217;, &#8216;croncaca&#8217; per cui c&#8217;è la sezione di coronaca nera dedicata ai crimini degli stranieri e ci sarà, probabilmente, la sezione  di cronaca tout court dedicata agli arresti dei marocchini, una volta a settimana saremo aggiornati dalle identiche notizie su repubblica e sul corriere, avremo specchi rotti della realtà e tutto si farà abitudine (proust la esaltava, l&#8217;abitudine, io credo che dipenda da quale sia il suo oggetto, l&#8217;abitudine è una forma di sonno della ragione, a volte)<br />
Il fatto che, a ridosso di settimane o mesi, di certe cose un tempo &#8216;notizie del giorno&#8217; i mezzi di informazione generalisti non parlino più con l&#8217;insistenza iniziale, non significa che certi abusi vengano meno nella realtà.<br />
In base a quello che leggiamo sui giornali o che vediamo per strada, la prassi delle forze dell&#8217;ordine, quando viene approvata una nuova legge, sembra essere improntata all&#8217;applicazione dura della medesima soprattutto a ridosso della sua entrata in vigore.  E&#8217; una percezione insufficiente, spesso inesatta, della realtà, che ci abitua a ipotizzare misteriosi parallelismi applicativi fra le norme del codice della strada, le cinture di sicurezza, le multe da autovelox e l&#8217;arresto di stranieri irregolari. Personalmente sono meno ottimista di Emilia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Evelina Santangelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/07/fatima-e-il-brembo/#comment-116973</link>

		<dc:creator><![CDATA[Evelina Santangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 21:54:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=20092#comment-116973</guid>

					<description><![CDATA[...«qui sembra difficile persino far avvertire ancora che una certa legislazione costituisce una violazione dei principi dello stato di diritto, ossia di qualcosa che dovrebbe essere un bene per tutti i cittadini di uno stato», scrive Helena in uno dei suoi commenti.

«Temo che sia dal linguaggio e dall’ideologia che ratifica e rafforza, ancor prima che dalla prassi, che si diffonde e radica l’imbarbarimento», scrive ancora in quest&#039;ultimo commento.

Ora, al di là della specifica vicenda, di quanto possa essere esemplare o meno (vista la penuria di notizie circostanziate)... al di là delle informazioni più o meno dettagliate sulla morte di Fatima... Perché, mi chiedo con una certa preoccupazione, è così difficile concordare sul fatto che oggi, in Italia, ogni singolo atto legislativo di questo governo (si tratti di immigrati, di libera informazione, di riforma della magistratura o di metodi di indagine come le intercettazioni... si tratti di ordine pubblico... di riforma scolastica... o addirittura di procedure legislative, come dimostra l&#039;uso dissennato della fiducia e dei decreti sanzionato dallo stesso presidente della camera, che di sicuro non è di parte...), perché è così difficile, dicevo, concordare sul fatto che ogni singolo provvedimento di questo governo stia assestando un colpo mortale all&#039;impianto stesso del nostro regime democratico nei suoi principi e nelle sue garanzie fondamentali?

Mi pare che sia questo il punto cruciale dell&#039;intervento di Helena. Intervento che non è, né mi sembra vuole in alcun modo essere un pezzo di cronaca.

Dove stiamo andando e come pensiamo di resistere a questa deriva che ha conseguenze nell&#039;immediato e nel futuro... È questa la domanda che mi sembra Helena sollevi. È davvero questo il paese in cui ci possiamo riconoscere?

Oggi esiste in Italia un ministero per la Semplificazione. Il ministro in carica è quell&#039;onorevole Calderoli che – tra le tante trovate di cui è prodigo – ritenne legittimo, se non doveroso, chissà, affrontare la questione terrorismo indossando goliardicamente delle magliette anti-islam...
Eppure anche gesti e parole di questo genere hanno onseguenze complesse, che incidono sulla vita dei singoli e dell&#039;intera comunità... sulle relazioni internazionali... sulla credibilità di un intero paese, sulla sua stessa identità... 

Per questo gli interrogativi che solleva Helena, la battaglia che invoca  non mi sembra davvero che siano né di destra né di sinistra, ma riguardino piuttosto il diritto sacrosanto di vivere in un paese civile, memore dei principi costituzionali su cui si fonda e degli accordi internazionali riguardanti i diritti umani e civili che ha controfirmato.  
Gli interrogativi che solleva Helena, la battaglia che invoca  mi sembra riguardino il diritto sacrosanto di vivere in un paese dove  ministeri e ministri seri sappiano affrontare in maniera complessa (e non semplificata a uso più o meno propagandistico) problemi complessi che hanno a che fare con i nodi più tragici e complessi della contemporaneità nelle sue manifastioni globali come in quelle locali...  così come con la vita dei singoli cittadini di questo paese e con la sua stessa identità... almeno sino a quando qualcuno non ratificherà l&#039;avvenuta dissoluzione di un paese democratico e repubblicano chiamato Italia e, di contro, l&#039;avvento di un&#039;italietta semplificata, monodimensionale... dove credo che nessuno si potrà davvero sentire garantito, poco importa se straniero, meridionale o più o meno padano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;«qui sembra difficile persino far avvertire ancora che una certa legislazione costituisce una violazione dei principi dello stato di diritto, ossia di qualcosa che dovrebbe essere un bene per tutti i cittadini di uno stato», scrive Helena in uno dei suoi commenti.</p>
<p>«Temo che sia dal linguaggio e dall’ideologia che ratifica e rafforza, ancor prima che dalla prassi, che si diffonde e radica l’imbarbarimento», scrive ancora in quest&#8217;ultimo commento.</p>
<p>Ora, al di là della specifica vicenda, di quanto possa essere esemplare o meno (vista la penuria di notizie circostanziate)&#8230; al di là delle informazioni più o meno dettagliate sulla morte di Fatima&#8230; Perché, mi chiedo con una certa preoccupazione, è così difficile concordare sul fatto che oggi, in Italia, ogni singolo atto legislativo di questo governo (si tratti di immigrati, di libera informazione, di riforma della magistratura o di metodi di indagine come le intercettazioni&#8230; si tratti di ordine pubblico&#8230; di riforma scolastica&#8230; o addirittura di procedure legislative, come dimostra l&#8217;uso dissennato della fiducia e dei decreti sanzionato dallo stesso presidente della camera, che di sicuro non è di parte&#8230;), perché è così difficile, dicevo, concordare sul fatto che ogni singolo provvedimento di questo governo stia assestando un colpo mortale all&#8217;impianto stesso del nostro regime democratico nei suoi principi e nelle sue garanzie fondamentali?</p>
<p>Mi pare che sia questo il punto cruciale dell&#8217;intervento di Helena. Intervento che non è, né mi sembra vuole in alcun modo essere un pezzo di cronaca.</p>
<p>Dove stiamo andando e come pensiamo di resistere a questa deriva che ha conseguenze nell&#8217;immediato e nel futuro&#8230; È questa la domanda che mi sembra Helena sollevi. È davvero questo il paese in cui ci possiamo riconoscere?</p>
<p>Oggi esiste in Italia un ministero per la Semplificazione. Il ministro in carica è quell&#8217;onorevole Calderoli che – tra le tante trovate di cui è prodigo – ritenne legittimo, se non doveroso, chissà, affrontare la questione terrorismo indossando goliardicamente delle magliette anti-islam&#8230;<br />
Eppure anche gesti e parole di questo genere hanno onseguenze complesse, che incidono sulla vita dei singoli e dell&#8217;intera comunità&#8230; sulle relazioni internazionali&#8230; sulla credibilità di un intero paese, sulla sua stessa identità&#8230; </p>
<p>Per questo gli interrogativi che solleva Helena, la battaglia che invoca  non mi sembra davvero che siano né di destra né di sinistra, ma riguardino piuttosto il diritto sacrosanto di vivere in un paese civile, memore dei principi costituzionali su cui si fonda e degli accordi internazionali riguardanti i diritti umani e civili che ha controfirmato.<br />
Gli interrogativi che solleva Helena, la battaglia che invoca  mi sembra riguardino il diritto sacrosanto di vivere in un paese dove  ministeri e ministri seri sappiano affrontare in maniera complessa (e non semplificata a uso più o meno propagandistico) problemi complessi che hanno a che fare con i nodi più tragici e complessi della contemporaneità nelle sue manifastioni globali come in quelle locali&#8230;  così come con la vita dei singoli cittadini di questo paese e con la sua stessa identità&#8230; almeno sino a quando qualcuno non ratificherà l&#8217;avvenuta dissoluzione di un paese democratico e repubblicano chiamato Italia e, di contro, l&#8217;avvento di un&#8217;italietta semplificata, monodimensionale&#8230; dove credo che nessuno si potrà davvero sentire garantito, poco importa se straniero, meridionale o più o meno padano.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: helena janeczek		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/07/fatima-e-il-brembo/#comment-116940</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 09:55:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=20092#comment-116940</guid>

					<description><![CDATA[Da quando ho scritto questo pezzo, ho guardato tutti giorni se in rete comparisse qualche articolo di inchiesta su Fatima Aitcardi.  Però pare che nessuno, salvo forse chi ne ha scritto per il Messaggero e il Manifesto, sia andato a San Pietro sul Brembo a parlare coi famigliari, coi vicini, con la zia-amica, con i carabinieri per ricostruire un quadro che risponda a quell&#039;informazione seria che, come ho detto sopra, non esclude la possibilità di prendere posizione, ma intanto ci vorrebbe. E stavolta mi spiace davvero molto di non poter essere io a farlo (sì, scrivo sotto l&#039;ombrellone, o meglio: non vado sotto l&#039;ombrellone per scrivere di queste cose). Mi dispiace in assoluto, per la persona che si è tolta la vita in un modo tanto disperato, e mi dispiace, inoltre, perché il silenzio sulla sua vicenda significa non poter capire fino a che punto questa nuova legge sia in grado di fare vittime. 
Un ultima cosa: scrive Emilia che si immagina che nei primi tempi si cercherà di fare la faccia feroce, ma poi (magari pure perché le carceri sono sovrafollate, la magistratura al collasso ancora più di quanto lo è già adesso ecc., prevarrà un prassi più &quot;all&#039;italiana&quot;, più realistica e permissiva. Può darsi.
E&#039; anche in questo che mi pare che questo paese si comporta all&#039;opposto dei suoi vicini. Serve soprattutto fare la faccia feroce, fare propaganda. In questo senso diventa importatissimo pure il linguaggio.&quot;Clandestino&quot;, &quot;Reato di clandestinità&quot; ecc. Ma anche se la realtà fosse meno brutale del linguaggio che la inquadra, le parole non sono mai interscambiabili e innocenti. Le parole agiscono.
Agiscono sulle potenziali vittime, portando alla domanda se l&#039;ansia di persecuzione di Fatima fosse stata meno micidiale, se, anzicché fissare un reato di clandestinità, la nostra legge (come le legge più ipocrita francese) avesse parlato di possibilità di espulsione per i sans-papier.
E agiscono purtroppo soprattutto su chi da ora in avanti si sentirà autorizzato a ritenere ogni immigrato senza carte in regola un criminale.
Temo che sia dal linguaggio e dall&#039;ideologia che ratifica e rafforza, ancor prima che dalla prassi, che si diffonde e radica l&#039;imbarbarimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando ho scritto questo pezzo, ho guardato tutti giorni se in rete comparisse qualche articolo di inchiesta su Fatima Aitcardi.  Però pare che nessuno, salvo forse chi ne ha scritto per il Messaggero e il Manifesto, sia andato a San Pietro sul Brembo a parlare coi famigliari, coi vicini, con la zia-amica, con i carabinieri per ricostruire un quadro che risponda a quell&#8217;informazione seria che, come ho detto sopra, non esclude la possibilità di prendere posizione, ma intanto ci vorrebbe. E stavolta mi spiace davvero molto di non poter essere io a farlo (sì, scrivo sotto l&#8217;ombrellone, o meglio: non vado sotto l&#8217;ombrellone per scrivere di queste cose). Mi dispiace in assoluto, per la persona che si è tolta la vita in un modo tanto disperato, e mi dispiace, inoltre, perché il silenzio sulla sua vicenda significa non poter capire fino a che punto questa nuova legge sia in grado di fare vittime.<br />
Un ultima cosa: scrive Emilia che si immagina che nei primi tempi si cercherà di fare la faccia feroce, ma poi (magari pure perché le carceri sono sovrafollate, la magistratura al collasso ancora più di quanto lo è già adesso ecc., prevarrà un prassi più &#8220;all&#8217;italiana&#8221;, più realistica e permissiva. Può darsi.<br />
E&#8217; anche in questo che mi pare che questo paese si comporta all&#8217;opposto dei suoi vicini. Serve soprattutto fare la faccia feroce, fare propaganda. In questo senso diventa importatissimo pure il linguaggio.&#8221;Clandestino&#8221;, &#8220;Reato di clandestinità&#8221; ecc. Ma anche se la realtà fosse meno brutale del linguaggio che la inquadra, le parole non sono mai interscambiabili e innocenti. Le parole agiscono.<br />
Agiscono sulle potenziali vittime, portando alla domanda se l&#8217;ansia di persecuzione di Fatima fosse stata meno micidiale, se, anzicché fissare un reato di clandestinità, la nostra legge (come le legge più ipocrita francese) avesse parlato di possibilità di espulsione per i sans-papier.<br />
E agiscono purtroppo soprattutto su chi da ora in avanti si sentirà autorizzato a ritenere ogni immigrato senza carte in regola un criminale.<br />
Temo che sia dal linguaggio e dall&#8217;ideologia che ratifica e rafforza, ancor prima che dalla prassi, che si diffonde e radica l&#8217;imbarbarimento.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/07/fatima-e-il-brembo/#comment-116896</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 06:22:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=20092#comment-116896</guid>

					<description><![CDATA[En passant

&lt;a href=&quot;http://www.meltingpot.org/articolo14722.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Fortress europe, i morti alle frontiere nel mese di giugno&lt;/a&gt;. 

per quanto riguarda Calais ma non solo, &lt;a href=&quot;http://www.meltingpot.org/articolo14659.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;interessantissima l&#039;intervista a Lilly Boillet&lt;/a&gt;. 

Quanto all&#039;Italia, probabilmente hanno ragione gli inascoltati giuristi qua sotto

Il disegno di legge n. 733-B attualmente all&#039;esame del Senato prevede varie
innovazioni che suscitano rilievi critici.
In particolare, riteniamo necessario richiamare l&#039;attenzione della
discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di reato l&#039;ingresso e
il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello Stato, una norma
che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all&#039;uso
simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e
presenta molteplici profili di illegittimita&#039; costituzionale.
La norma e&#039;, anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poiche&#039; la sua
sfera applicativa e&#039; destinata a sovrapporsi integralmente a quella
dell&#039;espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l&#039;assoluta
irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di extrema
ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata,
nel rispetto del principio di proporzionalita&#039;, solo in mancanza di altri
strumenti idonei al raggiungimento dello scopo.
Ne&#039; un fondamento giustificativo del nuovo reato puo&#039; essere individuato
sulla base di una presunta pericolosita&#039; sociale della condizione del
migrante irregolare: la Corte Costituzionale (sent. 78 del 2007) ha infatti
gia&#039; escluso che la condizione di mera irregolarita&#039; dello straniero sia
sintomatica di una pericolosita&#039; sociale dello stesso, sicche&#039; la
criminalizzazione di tale condizione stabilita dal disegno di legge si
rivela anche su questo terreno priva di fondamento giustificativo.
L&#039;ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque non
rappresentano, di per se&#039;, fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale,
ma sono l&#039;espressione di una condizione individuale, la condizione di
migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un connotato
discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il principio di
eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in materia
penale, in base alla quale si puo&#039; essere puniti solo per fatti materiali.
L&#039;introduzione del reato in esame, inoltre, produrrebbe una crescita abnorme
di ineffettivita&#039; del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di
ulteriori processi privi di reale utilita&#039; sociale e condannato per cio&#039;
alla paralisi. Ne&#039; questo effetto sarebbe scongiurato dalla attribuzione
della relativa cognizione al giudice di pace (con alterazione degli attuali
criteri di ripartizione della competenza tra magistratura professionale e
magistratura onoraria e snaturamento della fisionomia di quest&#039;ultima): da
un lato perche&#039; la paralisi non e&#039; meno grave se investe il settore di
giurisdizione del giudice di pace, dall&#039;altro per le ricadute sul sistema
complessivo delle impugnazioni, gia&#039; in grave sofferenza.
Rientra certo tra i compiti delle istituzioni pubbliche &quot;regolare la materia
dell&#039;immigrazione, in correlazione ai molteplici interessi pubblici da essa
coinvolti ed ai gravi problemi connessi a flussi migratori incontrollati&quot;
(Corte Cost., sent. n. 5 del 2004), ma nell&#039;adempimento di tali compiti il
legislatore deve attenersi alla rigorosa osservanza dei principi
fondamentali del sistema penale e, ferma restando la sfera di
discrezionalita&#039; che gli compete, deve orientare la sua azione a canoni di
razionalita&#039; finalistica.
&quot;Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le societa&#039; piu&#039;
avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, si&#039; che (...) non si
puo&#039; non cogliere con preoccupata inquietudine l&#039;affiorare di tendenze, o
anche soltanto tentazioni, volte a &#039;nascondere&#039; la miseria e a considerare
le persone in condizioni di poverta&#039; come pericolose e colpevoli&quot;. Le parole
con le quali la Corte Costituzionale dichiaro&#039; l&#039;illegittimita&#039; del reato di
&quot;mendicita&#039;&quot; di cui all&#039;art. 670, comma 1, cod. pen. (sent. n. 519 del 1995)
offrono ancora oggi una guida per affrontare questioni come quella
dell&#039;immigrazione con strumenti adeguati allo loro straordinaria
complessita&#039; e rispettosi delle garanzie fondamentali riconosciute dalla
Costituzione a tutte le persone.
25 giugno 2009
Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni, Massimo Donini, Luciano
Eusebi, Giovanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio Forti, Roberto Lamacchia,
Sandro Margara, Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo della Rocca, Valerio
Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino, Carlo Renoldi,
Stefano Rodota&#039;, Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo Trucco, Gustavo
Zagrebelsky

Nel lungo frattempo della probabile inapplicabilità: &lt;a href=&quot;http://www.meltingpot.org/articolo14743.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;ufficialmente criminali&lt;/a&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>En passant</p>
<p><a href="http://www.meltingpot.org/articolo14722.html" rel="nofollow">Fortress europe, i morti alle frontiere nel mese di giugno</a>. </p>
<p>per quanto riguarda Calais ma non solo, <a href="http://www.meltingpot.org/articolo14659.html" rel="nofollow">interessantissima l&#8217;intervista a Lilly Boillet</a>. </p>
<p>Quanto all&#8217;Italia, probabilmente hanno ragione gli inascoltati giuristi qua sotto</p>
<p>Il disegno di legge n. 733-B attualmente all&#8217;esame del Senato prevede varie<br />
innovazioni che suscitano rilievi critici.<br />
In particolare, riteniamo necessario richiamare l&#8217;attenzione della<br />
discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di reato l&#8217;ingresso e<br />
il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello Stato, una norma<br />
che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all&#8217;uso<br />
simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e<br />
presenta molteplici profili di illegittimita&#8217; costituzionale.<br />
La norma e&#8217;, anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poiche&#8217; la sua<br />
sfera applicativa e&#8217; destinata a sovrapporsi integralmente a quella<br />
dell&#8217;espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l&#8217;assoluta<br />
irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di extrema<br />
ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata,<br />
nel rispetto del principio di proporzionalita&#8217;, solo in mancanza di altri<br />
strumenti idonei al raggiungimento dello scopo.<br />
Ne&#8217; un fondamento giustificativo del nuovo reato puo&#8217; essere individuato<br />
sulla base di una presunta pericolosita&#8217; sociale della condizione del<br />
migrante irregolare: la Corte Costituzionale (sent. 78 del 2007) ha infatti<br />
gia&#8217; escluso che la condizione di mera irregolarita&#8217; dello straniero sia<br />
sintomatica di una pericolosita&#8217; sociale dello stesso, sicche&#8217; la<br />
criminalizzazione di tale condizione stabilita dal disegno di legge si<br />
rivela anche su questo terreno priva di fondamento giustificativo.<br />
L&#8217;ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque non<br />
rappresentano, di per se&#8217;, fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale,<br />
ma sono l&#8217;espressione di una condizione individuale, la condizione di<br />
migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un connotato<br />
discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il principio di<br />
eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in materia<br />
penale, in base alla quale si puo&#8217; essere puniti solo per fatti materiali.<br />
L&#8217;introduzione del reato in esame, inoltre, produrrebbe una crescita abnorme<br />
di ineffettivita&#8217; del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di<br />
ulteriori processi privi di reale utilita&#8217; sociale e condannato per cio&#8217;<br />
alla paralisi. Ne&#8217; questo effetto sarebbe scongiurato dalla attribuzione<br />
della relativa cognizione al giudice di pace (con alterazione degli attuali<br />
criteri di ripartizione della competenza tra magistratura professionale e<br />
magistratura onoraria e snaturamento della fisionomia di quest&#8217;ultima): da<br />
un lato perche&#8217; la paralisi non e&#8217; meno grave se investe il settore di<br />
giurisdizione del giudice di pace, dall&#8217;altro per le ricadute sul sistema<br />
complessivo delle impugnazioni, gia&#8217; in grave sofferenza.<br />
Rientra certo tra i compiti delle istituzioni pubbliche &#8220;regolare la materia<br />
dell&#8217;immigrazione, in correlazione ai molteplici interessi pubblici da essa<br />
coinvolti ed ai gravi problemi connessi a flussi migratori incontrollati&#8221;<br />
(Corte Cost., sent. n. 5 del 2004), ma nell&#8217;adempimento di tali compiti il<br />
legislatore deve attenersi alla rigorosa osservanza dei principi<br />
fondamentali del sistema penale e, ferma restando la sfera di<br />
discrezionalita&#8217; che gli compete, deve orientare la sua azione a canoni di<br />
razionalita&#8217; finalistica.<br />
&#8220;Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le societa&#8217; piu&#8217;<br />
avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, si&#8217; che (&#8230;) non si<br />
puo&#8217; non cogliere con preoccupata inquietudine l&#8217;affiorare di tendenze, o<br />
anche soltanto tentazioni, volte a &#8216;nascondere&#8217; la miseria e a considerare<br />
le persone in condizioni di poverta&#8217; come pericolose e colpevoli&#8221;. Le parole<br />
con le quali la Corte Costituzionale dichiaro&#8217; l&#8217;illegittimita&#8217; del reato di<br />
&#8220;mendicita&#8217;&#8221; di cui all&#8217;art. 670, comma 1, cod. pen. (sent. n. 519 del 1995)<br />
offrono ancora oggi una guida per affrontare questioni come quella<br />
dell&#8217;immigrazione con strumenti adeguati allo loro straordinaria<br />
complessita&#8217; e rispettosi delle garanzie fondamentali riconosciute dalla<br />
Costituzione a tutte le persone.<br />
25 giugno 2009<br />
Angelo Caputo, Domenico Ciruzzi, Oreste Dominioni, Massimo Donini, Luciano<br />
Eusebi, Giovanni Fiandaca, Luigi Ferrajoli, Gabrio Forti, Roberto Lamacchia,<br />
Sandro Margara, Guido Neppi Modona, Paolo Morozzo della Rocca, Valerio<br />
Onida, Elena Paciotti, Giovanni Palombarini, Livio Pepino, Carlo Renoldi,<br />
Stefano Rodota&#8217;, Arturo Salerni, Armando Spataro, Lorenzo Trucco, Gustavo<br />
Zagrebelsky</p>
<p>Nel lungo frattempo della probabile inapplicabilità: <a href="http://www.meltingpot.org/articolo14743.html" rel="nofollow">ufficialmente criminali</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mtello		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/07/fatima-e-il-brembo/#comment-116891</link>

		<dc:creator><![CDATA[mtello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 18:57:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=20092#comment-116891</guid>

					<description><![CDATA[il problema è a tutto tondo, perché se da un lato una legge ingiusta può essere stata la molla che ha spinto la poveretta al suicidio, c&#039;è da dire che la famiglia regolarizzata non ha fatto molto per lei (sempre che non abbia fatto qualcosa contro), e poi la depressione è sempre una brutta bestia. la legge è sbagliata ma l&#039;italia se non fa qualcosa rischia davvero brutto. le signore hanno tutto il tempo e le ragioni e la bontà d&#039;animo per inorridire della disumana coscienza con cui si accolgono tutte queste belle esotiche personcine, ma non so se accetterebbero di attraversare sole le vie di certe città italiane (la mia, brescia, compresa). io non posso proprio essere definito razzista in quanto ho un fraterno amico tunisino, è cresiuto con me dall&#039;età di due anni, poi è tornato in tunisia con suo padre, a diciotto anni se ne scappato in germania, viene in vacanza in italia ma in tunisia non torna più, siamo amici di una famiglia albanese, (loro si che sono razzisti, ne metterei uno di quelli all&#039;immigrazione) e di un grandissimo uomo e gran lavoratore marocchino che ha sposato un&#039;ucraina ed hanno una figlia dell&#039;età della mia, ogni tanto si chiacchiera e ci si dice: in italia non si può andare avanti così. ne in un modo, ma neanche nell&#039;altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il problema è a tutto tondo, perché se da un lato una legge ingiusta può essere stata la molla che ha spinto la poveretta al suicidio, c&#8217;è da dire che la famiglia regolarizzata non ha fatto molto per lei (sempre che non abbia fatto qualcosa contro), e poi la depressione è sempre una brutta bestia. la legge è sbagliata ma l&#8217;italia se non fa qualcosa rischia davvero brutto. le signore hanno tutto il tempo e le ragioni e la bontà d&#8217;animo per inorridire della disumana coscienza con cui si accolgono tutte queste belle esotiche personcine, ma non so se accetterebbero di attraversare sole le vie di certe città italiane (la mia, brescia, compresa). io non posso proprio essere definito razzista in quanto ho un fraterno amico tunisino, è cresiuto con me dall&#8217;età di due anni, poi è tornato in tunisia con suo padre, a diciotto anni se ne scappato in germania, viene in vacanza in italia ma in tunisia non torna più, siamo amici di una famiglia albanese, (loro si che sono razzisti, ne metterei uno di quelli all&#8217;immigrazione) e di un grandissimo uomo e gran lavoratore marocchino che ha sposato un&#8217;ucraina ed hanno una figlia dell&#8217;età della mia, ogni tanto si chiacchiera e ci si dice: in italia non si può andare avanti così. ne in un modo, ma neanche nell&#8217;altro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 19:25:03 by W3 Total Cache
-->