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	Commenti a: due passi ( fare )	</title>
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		<title>
		Di: natàlia castaldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/23/due-passi-fare-12/#comment-117884</link>

		<dc:creator><![CDATA[natàlia castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 21:57:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[guarda, Diamante, che non accuso di snobismo nessuno, né tantomeno mi sfiorerebbe la &quot;banalità&quot;
qui si parlava di poesia civile, non in assoluto di &quot;Poesia&quot; o arte.
Pensi forse che non sappia apprezzare altro? ti sbagli, Diamante, ti sbagli.
cmq. per soddisfare qualunque altro tuo poetico busillis, puoi scrivermi alla mia mail senza problemi
castaldi@babelfault.com
ciao

@Stalker, tvb.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>guarda, Diamante, che non accuso di snobismo nessuno, né tantomeno mi sfiorerebbe la &#8220;banalità&#8221;<br />
qui si parlava di poesia civile, non in assoluto di &#8220;Poesia&#8221; o arte.<br />
Pensi forse che non sappia apprezzare altro? ti sbagli, Diamante, ti sbagli.<br />
cmq. per soddisfare qualunque altro tuo poetico busillis, puoi scrivermi alla mia mail senza problemi<br />
<a href="mailto:castaldi@babelfault.com">castaldi@babelfault.com</a><br />
ciao</p>
<p>@Stalker, tvb.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Diamante		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/23/due-passi-fare-12/#comment-117883</link>

		<dc:creator><![CDATA[Diamante]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 21:46:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ D&#039;Angelo
Io l&#039;ho discussa nell&#039;aprile del 2006, relatore Massimo Fusillo.
@Natàlia
La nostra concezione della poesia è pressoché opposta, però: io posso rispettare la tua idea di arte per tutti, e tu puoi rispettare la mia di arte per pochi, senza che per questo io ti accusi di banalità (e non lo faccio) né tu mi accusi di snobismo, giusto? La poesia non deve diventare uno slogan da brandire, o no?
ps: qui per arte intendo poesia; col romanzo è un&#039;altra storia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ D&#8217;Angelo<br />
Io l&#8217;ho discussa nell&#8217;aprile del 2006, relatore Massimo Fusillo.<br />
@Natàlia<br />
La nostra concezione della poesia è pressoché opposta, però: io posso rispettare la tua idea di arte per tutti, e tu puoi rispettare la mia di arte per pochi, senza che per questo io ti accusi di banalità (e non lo faccio) né tu mi accusi di snobismo, giusto? La poesia non deve diventare uno slogan da brandire, o no?<br />
ps: qui per arte intendo poesia; col romanzo è un&#8217;altra storia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stalker		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/23/due-passi-fare-12/#comment-117876</link>

		<dc:creator><![CDATA[stalker]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 20:33:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è bello a volte ritrovarsi semplici e aver voglia di recepire l&#039;urgenza delle parole che si fanno versi.
quasi in silenzio
grazie natalia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è bello a volte ritrovarsi semplici e aver voglia di recepire l&#8217;urgenza delle parole che si fanno versi.<br />
quasi in silenzio<br />
grazie natalia</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: natàlia castaldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/23/due-passi-fare-12/#comment-117844</link>

		<dc:creator><![CDATA[natàlia castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:28:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Salvatore, ti rispondo trascrivendoti quello che in merito al tuo quesito scrissi poco tempo fa in altra occasione:

C’è da chiedersi quale sia lo scopo della poesia di carattere civile e politico, soprattutto oggi. Compito di questa letteratura di confine, di questo scrivere mettendosi in gioco attivamente, combattivamente denunciando (ed oggi ancor più rischiando!) è quello di non chiudersi in cerchie di letture di nicchia al mero scopo di far vanesio sfoggio autoincensante della propria intima profondità ed erudizione. Questo è il triste errore che la “intelligentia” sinistroide commette da anni, allontanandosi dalle masse per chiudersi in circoli culturali ristretti ed elettivi, quando invece dovrebbe per suo proprio naturale ideale e necessità, desiderare gramscianamente d’arrivare al popolo, alla gente comune, imparando a dialogare con essa, rieducandone il distorto gusto, la plagiata coscienza.


E mi arrabbio quando della poesia civile e politica si fa verseggiare oscuro e d’élite, perché è la snaturalizzazione stessa dei termini “civile” e “politico” quella che viene operata magistralmente dalla penna.

Mai come oggi la poesia ha il compito/DOVERE di dire, di smuovere, di sollevare e seminare nuovo ed antico valore etico-sociale, voglia di costruire una società migliore, parlando delle guerre meno “nobili” dove la stampa non arriva perché il petrolio non c’è, e di quelle famose perché implicano gli interessi economici delle multinazionali …

Parlare di diritti civili ed umani, di precarietà, di lavoro, di sfruttamento, di amore è necessario e deve essere leggibile, deve avvicinare le persone, richiamarle a sé,  non allontanarle.

La forza di questo governo sta proprio nell’aver saputo parlare (circuendo) le masse, sfruttando i mezzi di comunicazione di cui è ampiamente unica padrona, appiattendo le coscienze, i gusti, le aspirazioni al fruibile immediato.

Se a sinistra continueremo a parlarci tra noi, cercando un angolo di notorietà per far sfoggio del nostro misero ed erudito “io”, faremo il gioco di chi si prende il voto operaio affamandolo con il sorriso sulle labbra, e saremo complici, non vittime del popolo bue.
Questo rimprovero alla mia sinistra, agli intellettuali che tanto hanno da dare e da dire con la semplicità della cultura.

Con amarezza riporto il pensiero di un uomo, uno di noi, uno che mi sa emozionare fino alla commozione, uno che amava la borgata e la sua gente fino a morirne:

“Cos’è successo nel mondo, dopo la guerra e il dopoguerra? La normalità. Già, la normalità. Nello stato di normalità non ci si guarda intorno: tutto, intorno si presenta come “normale”, privo della eccitazione e dell’emozione degli anni di emergenza. L’uomo tende ad addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l’abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è. È allora che va creato, artificialmente, lo stato di emergenza: a crearlo ci pensano i poeti.

I poeti, questi eterni indignati, questi campioni della rabbia intellettuale, della furia filosofica.” 

Pier Paolo Pasolini 

***

ovviamente non pretendo che siate d&#039;accordo con me, tuttavia, mi esprimo e dico la mia... ancora credo si possa fare, almeno a &quot;sinistra&quot;, dicono...

n.c.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salvatore, ti rispondo trascrivendoti quello che in merito al tuo quesito scrissi poco tempo fa in altra occasione:</p>
<p>C’è da chiedersi quale sia lo scopo della poesia di carattere civile e politico, soprattutto oggi. Compito di questa letteratura di confine, di questo scrivere mettendosi in gioco attivamente, combattivamente denunciando (ed oggi ancor più rischiando!) è quello di non chiudersi in cerchie di letture di nicchia al mero scopo di far vanesio sfoggio autoincensante della propria intima profondità ed erudizione. Questo è il triste errore che la “intelligentia” sinistroide commette da anni, allontanandosi dalle masse per chiudersi in circoli culturali ristretti ed elettivi, quando invece dovrebbe per suo proprio naturale ideale e necessità, desiderare gramscianamente d’arrivare al popolo, alla gente comune, imparando a dialogare con essa, rieducandone il distorto gusto, la plagiata coscienza.</p>
<p>E mi arrabbio quando della poesia civile e politica si fa verseggiare oscuro e d’élite, perché è la snaturalizzazione stessa dei termini “civile” e “politico” quella che viene operata magistralmente dalla penna.</p>
<p>Mai come oggi la poesia ha il compito/DOVERE di dire, di smuovere, di sollevare e seminare nuovo ed antico valore etico-sociale, voglia di costruire una società migliore, parlando delle guerre meno “nobili” dove la stampa non arriva perché il petrolio non c’è, e di quelle famose perché implicano gli interessi economici delle multinazionali …</p>
<p>Parlare di diritti civili ed umani, di precarietà, di lavoro, di sfruttamento, di amore è necessario e deve essere leggibile, deve avvicinare le persone, richiamarle a sé,  non allontanarle.</p>
<p>La forza di questo governo sta proprio nell’aver saputo parlare (circuendo) le masse, sfruttando i mezzi di comunicazione di cui è ampiamente unica padrona, appiattendo le coscienze, i gusti, le aspirazioni al fruibile immediato.</p>
<p>Se a sinistra continueremo a parlarci tra noi, cercando un angolo di notorietà per far sfoggio del nostro misero ed erudito “io”, faremo il gioco di chi si prende il voto operaio affamandolo con il sorriso sulle labbra, e saremo complici, non vittime del popolo bue.<br />
Questo rimprovero alla mia sinistra, agli intellettuali che tanto hanno da dare e da dire con la semplicità della cultura.</p>
<p>Con amarezza riporto il pensiero di un uomo, uno di noi, uno che mi sa emozionare fino alla commozione, uno che amava la borgata e la sua gente fino a morirne:</p>
<p>“Cos’è successo nel mondo, dopo la guerra e il dopoguerra? La normalità. Già, la normalità. Nello stato di normalità non ci si guarda intorno: tutto, intorno si presenta come “normale”, privo della eccitazione e dell’emozione degli anni di emergenza. L’uomo tende ad addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l’abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è. È allora che va creato, artificialmente, lo stato di emergenza: a crearlo ci pensano i poeti.</p>
<p>I poeti, questi eterni indignati, questi campioni della rabbia intellettuale, della furia filosofica.” </p>
<p>Pier Paolo Pasolini </p>
<p>***</p>
<p>ovviamente non pretendo che siate d&#8217;accordo con me, tuttavia, mi esprimo e dico la mia&#8230; ancora credo si possa fare, almeno a &#8220;sinistra&#8221;, dicono&#8230;</p>
<p>n.c.</p>
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		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/23/due-passi-fare-12/#comment-117843</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:25:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@diamante

Straordinario! Io l&#039;ho scritta nel 1990-91 e l&#039;ho presentata il 24.6.1991 all&#039; Istituto Universitario Orientale di Napoli, relatori Mino Argentieri e Silvana Valerio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@diamante</p>
<p>Straordinario! Io l&#8217;ho scritta nel 1990-91 e l&#8217;ho presentata il 24.6.1991 all&#8217; Istituto Universitario Orientale di Napoli, relatori Mino Argentieri e Silvana Valerio.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Diamante		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/23/due-passi-fare-12/#comment-117840</link>

		<dc:creator><![CDATA[Diamante]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 12:10:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@D&#039;angelo
D&#039;accordo con te. Ma devo dirti una cosa: anch&#039;io mi sono laureato con una tesi in cui congiuntamente esaminavo CUORE DI TENEBRA e APOCALYPSE NOW!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@D&#8217;angelo<br />
D&#8217;accordo con te. Ma devo dirti una cosa: anch&#8217;io mi sono laureato con una tesi in cui congiuntamente esaminavo CUORE DI TENEBRA e APOCALYPSE NOW!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/23/due-passi-fare-12/#comment-117831</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 10:29:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ancora una volta ciò che dici, diamante, è sensato e centrato. Tuttavia - absint iniuria verbis- i modelli che proponi come esempi di letteratura civile (che condivido in pieno) sono &quot;troppo alti&quot; e contegono una &quot;forma&quot; diversa di articolare il &quot;discorso&quot;: infatti hai citato tutti romanzieri che hanno prodotto (ottima) letteratura civile  non essendo &quot;ideòlogi ( e non ideologici, come fraintende qualcuno), eccezion fatta per Conrad ( e anche qui sono d&#039;accordo con te. Inter nos: ho scritto la tesi di laurea su Conrad e Coppola: il codice narrativo del cinema e della letteratura in APOCALYPSE NOW e HEART OF DARKNESS), che ideòlogo lo era, ma era troppo &quot;grande&quot; da farsene influenzare ed era talmente &quot;grande&quot; quello che produceva che il suo &quot;significante&quot; andava ben al di là delle  intenzioni e impostazioni &quot;moderate&quot; : perfettamente d&#039;accordo con quanto illustri, sul punto. Ma qui si parla di &quot;poesia&quot; civile. Che è forma &quot;altra&quot; rispetto al &quot;romanzo&quot; e, in quanto tale, ha altro respiro e altri codici. Ora, i testi di Giovanni e Natàlia, lungi dall&#039;essere paragonati ai grandi modelli, non mi pare siano &quot;ideologici&quot; o semplici contenitori di parole messe lì alla buona: detto così, è fare un torto agli autori i quali, per quanto &quot;piccoli&quot; o per quanto &quot;modesta&quot; possa essere la loro resa poetica   rispetto alla tua sensibilità (rispettabilissima), hanno articolato un discorso di &quot;poesia civile&quot; secondo forme e un codice loro proprio. Non vorrei, anche qui, scomodare i grandi, ma se leggi brani della Medea, dell&#039;Orestea, dell&#039;Edipo a Colono eccetera (per Natàlia) o di passi da tragedie di Shakespeare ( per Giovanni) vi trovi &quot;espressioni&quot; magari anche più &quot;trucemente banali&quot; rispetto ai nostri piccoli amici. Per carità, sia chiaro: non li sto paragonando né ad Eschilo, nè ad Euripide né a Shakespeare, ci mancherebbe! sto solo dicendo che i testi proposti meritano di essere considerati per la loro &quot;intrinseca struttura&quot; e se, data questa, essi funzionano o meno. Per me funzionano ( e confesso che amo di più quello di Natàlia, senza nulla togliere a Giovanni): sono semplici, forti, immediati; eppure (è il  caso di Natàlia) richiamano una tragedia non direttamente vissuta,  che ha insanguinato il nostro paese non solo il 2 agosto 1980, ma - come strategia delle tensione - ha iniziato a farlo   molto tempo prima e anche anni dopo. Di questi tempi, mi pare giusto che se ne parli. o meglio che ci si &quot;esprima&quot;. E per me N. e G. si &quot;esprimono&quot; non &quot;nominano&quot;, con tuto il rispetto per l&#039;altrui opinione.
Infine, un&#039;ultima considerazione. Faremmo un torto a effeffe (e alle sue intenzioni) e ai nostri postatori, se insistessimo qui sul tema sotteso ai nostri commenti, leggermente tangente, rispetto ai testi proposti, cioè quello della poesia civile. Pertanto, visto che proprio stamani Orsola Puecher (con Massimo Onofri) propone un brano delle Ceneri di Gramsci,mi sembra quello il &quot;contesto&quot; adatto per rilanciare la grande questione della poesia &quot;civile&quot;: se ve ne sia attualmente, quali caratteri essi abbia eccetera eccetera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta ciò che dici, diamante, è sensato e centrato. Tuttavia &#8211; absint iniuria verbis- i modelli che proponi come esempi di letteratura civile (che condivido in pieno) sono &#8220;troppo alti&#8221; e contegono una &#8220;forma&#8221; diversa di articolare il &#8220;discorso&#8221;: infatti hai citato tutti romanzieri che hanno prodotto (ottima) letteratura civile  non essendo &#8220;ideòlogi ( e non ideologici, come fraintende qualcuno), eccezion fatta per Conrad ( e anche qui sono d&#8217;accordo con te. Inter nos: ho scritto la tesi di laurea su Conrad e Coppola: il codice narrativo del cinema e della letteratura in APOCALYPSE NOW e HEART OF DARKNESS), che ideòlogo lo era, ma era troppo &#8220;grande&#8221; da farsene influenzare ed era talmente &#8220;grande&#8221; quello che produceva che il suo &#8220;significante&#8221; andava ben al di là delle  intenzioni e impostazioni &#8220;moderate&#8221; : perfettamente d&#8217;accordo con quanto illustri, sul punto. Ma qui si parla di &#8220;poesia&#8221; civile. Che è forma &#8220;altra&#8221; rispetto al &#8220;romanzo&#8221; e, in quanto tale, ha altro respiro e altri codici. Ora, i testi di Giovanni e Natàlia, lungi dall&#8217;essere paragonati ai grandi modelli, non mi pare siano &#8220;ideologici&#8221; o semplici contenitori di parole messe lì alla buona: detto così, è fare un torto agli autori i quali, per quanto &#8220;piccoli&#8221; o per quanto &#8220;modesta&#8221; possa essere la loro resa poetica   rispetto alla tua sensibilità (rispettabilissima), hanno articolato un discorso di &#8220;poesia civile&#8221; secondo forme e un codice loro proprio. Non vorrei, anche qui, scomodare i grandi, ma se leggi brani della Medea, dell&#8217;Orestea, dell&#8217;Edipo a Colono eccetera (per Natàlia) o di passi da tragedie di Shakespeare ( per Giovanni) vi trovi &#8220;espressioni&#8221; magari anche più &#8220;trucemente banali&#8221; rispetto ai nostri piccoli amici. Per carità, sia chiaro: non li sto paragonando né ad Eschilo, nè ad Euripide né a Shakespeare, ci mancherebbe! sto solo dicendo che i testi proposti meritano di essere considerati per la loro &#8220;intrinseca struttura&#8221; e se, data questa, essi funzionano o meno. Per me funzionano ( e confesso che amo di più quello di Natàlia, senza nulla togliere a Giovanni): sono semplici, forti, immediati; eppure (è il  caso di Natàlia) richiamano una tragedia non direttamente vissuta,  che ha insanguinato il nostro paese non solo il 2 agosto 1980, ma &#8211; come strategia delle tensione &#8211; ha iniziato a farlo   molto tempo prima e anche anni dopo. Di questi tempi, mi pare giusto che se ne parli. o meglio che ci si &#8220;esprima&#8221;. E per me N. e G. si &#8220;esprimono&#8221; non &#8220;nominano&#8221;, con tuto il rispetto per l&#8217;altrui opinione.<br />
Infine, un&#8217;ultima considerazione. Faremmo un torto a effeffe (e alle sue intenzioni) e ai nostri postatori, se insistessimo qui sul tema sotteso ai nostri commenti, leggermente tangente, rispetto ai testi proposti, cioè quello della poesia civile. Pertanto, visto che proprio stamani Orsola Puecher (con Massimo Onofri) propone un brano delle Ceneri di Gramsci,mi sembra quello il &#8220;contesto&#8221; adatto per rilanciare la grande questione della poesia &#8220;civile&#8221;: se ve ne sia attualmente, quali caratteri essi abbia eccetera eccetera.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Diamante		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/23/due-passi-fare-12/#comment-117823</link>

		<dc:creator><![CDATA[Diamante]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 09:08:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@isak
Non hai capito, o forse mi sono spiegato male. Ho detto che quegli scrittori non sono affatto ideologi, e che non fanno letteratura civile tout court; ma che, modificando la percezione dell&#039;umano, offrono un servizio civile latu sensu  (Kafka ancor oggi c&#039;insegna moltissimo, anzi ci illumina; c&#039;è forse qualcuno a fine &#039;800 in Russia che abbia superato l&#039;analisi socio-culturale presente nei DEMONI?; qualche studioso o storico ha forse superato Conrad nell&#039;approfondimento psicologico del dramma coloniale o di quello dei movimenti nichilisti?; e chi meglio di Melville ha reso esplicito lo spirito politico americano della ricerca e della colpa?); e inoltre contribuiscono all&#039;allargamento della coscienza di noi tutti. Mi sono spiegato adesso? E l&#039; &quot;elenchetto&quot; potrebbe andare avanti a lungo. Se tu poi credi che l&#039;arte vera non influisca in nessun modo sulla psiche o anima che dir si voglia, sulla tua intelligenza e su quella collettiva, affari tuoi e che buon pro ti faccia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@isak<br />
Non hai capito, o forse mi sono spiegato male. Ho detto che quegli scrittori non sono affatto ideologi, e che non fanno letteratura civile tout court; ma che, modificando la percezione dell&#8217;umano, offrono un servizio civile latu sensu  (Kafka ancor oggi c&#8217;insegna moltissimo, anzi ci illumina; c&#8217;è forse qualcuno a fine &#8216;800 in Russia che abbia superato l&#8217;analisi socio-culturale presente nei DEMONI?; qualche studioso o storico ha forse superato Conrad nell&#8217;approfondimento psicologico del dramma coloniale o di quello dei movimenti nichilisti?; e chi meglio di Melville ha reso esplicito lo spirito politico americano della ricerca e della colpa?); e inoltre contribuiscono all&#8217;allargamento della coscienza di noi tutti. Mi sono spiegato adesso? E l&#8217; &#8220;elenchetto&#8221; potrebbe andare avanti a lungo. Se tu poi credi che l&#8217;arte vera non influisca in nessun modo sulla psiche o anima che dir si voglia, sulla tua intelligenza e su quella collettiva, affari tuoi e che buon pro ti faccia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: isak		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/23/due-passi-fare-12/#comment-117804</link>

		<dc:creator><![CDATA[isak]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 21:30:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=20817#comment-117804</guid>

					<description><![CDATA[Parlare qui di poesia civile, scusate tutti, ma è ridicolo.
Non capisco il nesso tra poesia civile e ideologia.
L&#039;elenchino didattico di Diamante mi pare un po&#039; ridicolo. Se Paul Celan, Franz Kafka, Hermann Melville, Fedor Dostoevskij, Joseph Conrad sono esempi *di letteratura intrinsecamente civile ma non ideologica* (??), allora con loro anche Roberto Giacobbo e mia nonna (i.e. tutti).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parlare qui di poesia civile, scusate tutti, ma è ridicolo.<br />
Non capisco il nesso tra poesia civile e ideologia.<br />
L&#8217;elenchino didattico di Diamante mi pare un po&#8217; ridicolo. Se Paul Celan, Franz Kafka, Hermann Melville, Fedor Dostoevskij, Joseph Conrad sono esempi *di letteratura intrinsecamente civile ma non ideologica* (??), allora con loro anche Roberto Giacobbo e mia nonna (i.e. tutti).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: °!°		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/08/23/due-passi-fare-12/#comment-117803</link>

		<dc:creator><![CDATA[°!°]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 21:27:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=20817#comment-117803</guid>

					<description><![CDATA[il vento fra i capelli
i capelli fra i rami
un cappello &lt;em&gt;come in&lt;/em&gt;
s’inerpicah ah
 
un bolero di pioggia
un turbine leggero

sono già fradicio
di pensiero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il vento fra i capelli<br />
i capelli fra i rami<br />
un cappello <em>come in</em><br />
s’inerpicah ah</p>
<p>un bolero di pioggia<br />
un turbine leggero</p>
<p>sono già fradicio<br />
di pensiero.</p>
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