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	Commenti a: Simmetria, che dolce parola	</title>
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		<title>
		Di: Simmetria, che dolce parola 2 &#8211; Nazione Indiana		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/08/simmetria-che-dolce-parola/#comment-120476</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simmetria, che dolce parola 2 &#8211; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 05:02:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Qui la prima puntata della simmetria, che dolce parola. Ernst H. J. Gombrich, Moment and Movement in Art, Journ. Warburg and Courtauld Inst., vol. 27, pp.293-306 (1964), Gombrich fu direttore del Warburg Institute nella sua sede londinese dal 1959 al 1976; l&#8217;Istituto si era trasferito a Londra da Amburgo nel 1933: dato l&#8217;anno è facile capire i motivi del trasferimento. [&#8617;]Magnus Enquist &#038; Anthony Arak, Symmetry, beauty and evolution, Nature, vol. 372, pp. 169-172 (10 Nov. 1994). [&#8617;]Rufus A. Johnstone, Female preference for symmetrical males as a by-product of selection for mate recognition, Nature, vol. 372, pp.172-175 (10 Nov. 1994). [&#8617;]   Questo articolo è stato scritto da antonio sparzani, e pubblicato il 25 Settembre 2009 alle 07:00, archiviato in vasicomunicantie contrassegnato Antonio Sparzani, Ernst H. Gombrich, simmetria, Warburg Institute. Salva nei segnalibri il permalink. Seguine i commenti qui con il  feed RSS di questo articolo. Scrivi un commento o lascia un trackback: Indirizzo per il trackback.    &#171; si parla italiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Qui la prima puntata della simmetria, che dolce parola. Ernst H. J. Gombrich, Moment and Movement in Art, Journ. Warburg and Courtauld Inst., vol. 27, pp.293-306 (1964), Gombrich fu direttore del Warburg Institute nella sua sede londinese dal 1959 al 1976; l&#8217;Istituto si era trasferito a Londra da Amburgo nel 1933: dato l&#8217;anno è facile capire i motivi del trasferimento. [&#8617;]Magnus Enquist &amp; Anthony Arak, Symmetry, beauty and evolution, Nature, vol. 372, pp. 169-172 (10 Nov. 1994). [&#8617;]Rufus A. Johnstone, Female preference for symmetrical males as a by-product of selection for mate recognition, Nature, vol. 372, pp.172-175 (10 Nov. 1994). [&#8617;]   Questo articolo è stato scritto da antonio sparzani, e pubblicato il 25 Settembre 2009 alle 07:00, archiviato in vasicomunicantie contrassegnato Antonio Sparzani, Ernst H. Gombrich, simmetria, Warburg Institute. Salva nei segnalibri il permalink. Seguine i commenti qui con il  feed RSS di questo articolo. Scrivi un commento o lascia un trackback: Indirizzo per il trackback.    &laquo; si parla italiano [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/08/simmetria-che-dolce-parola/#comment-119720</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 17:14:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie orsola di questa altra chicca. Quasi un post nel commento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie orsola di questa altra chicca. Quasi un post nel commento.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/08/simmetria-che-dolce-parola/#comment-119460</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 07:48:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie della consueta isola di senso e bellezza.

Asimmetrica a quell&#039;antico Oreste che cercava la &lt;em&gt;simmetria del ricciolo&lt;/em&gt;, la mezza mela mancante, la parte per completare un&#039;armonia ideale, qualche millennio dopo in &lt;strong&gt;Elektra&lt;/strong&gt; di &lt;em&gt;Hoffmannsthal - Richard Strauss&lt;/em&gt;, viene sottolineata, invece, letterariamente prima e musicalmente poi l&#039;&lt;em&gt;asimmetria&lt;/em&gt;: l&#039;Elettra furente cupa, creatura di un sottosuolo di sofferenze, ingrigita nella bella chioma della gioventù radiosa dall’odio, si sente talmente &lt;em&gt;asimmetrica&lt;/em&gt; all&#039;idea che il fratello aveva di lei che si sottrae, vorrebbe fuggire, si vergogna e soffre di questa &lt;em&gt;asimmetria&lt;/em&gt;.
L&#039;asimmetria è forse davvero il segno del  ‘900, così la dissonanza in musica, il mutarsi dell&#039;arte in astrazione e deformazione, l’appannarsi della realtà fotografica, il trasformarsi, qui, dell&#039;Aria lirica tradizionale in qualcosa di non omogeneo e simmetrico nelle sue parti, dove le profondità del sentimento sono affidate quasi solo alla musica, dopo il riconoscimento con l&#039;urlo agghiacciato&lt;strong&gt; “Oreste!...&quot;&lt;/strong&gt; più che alle parole,  ai suoni nel loro flusso turbato, oscillanti fra lirico e drammatico, il compito, nel lungo inciso strumentale, di accennare l&#039;indicibile.


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&lt;strong&gt;ELETTRA &lt;/strong&gt;
&lt;em&gt;(colpita dal tono della sua voce) &lt;/em&gt;
Deh, chi sei tu?Chi sei? 
Mi trema il cuore! 
&lt;em&gt;
(Il vecchio servo da la oscura faccia, seguito da tre altri suoi compagni, viene, correndo in silenzio, dalla Corte, cade a ginocchi d&#039;innanzi ad Oreste e gli bacia i piedi, mentre gli altri schiavi baciano le mani ed i lembi della tunica di Oreste.)&lt;/em&gt;
&lt;em&gt;
(Elettra incapace, quasi, di dominarsi) &lt;/em&gt;

Ah... dimmi, orsù... Chi sei? 

&lt;strong&gt;ORESTE&lt;/strong&gt;
&lt;em&gt;(dolcemente) &lt;/em&gt;
I cani della corte mi ravvisano 
e tu sorella mia, non mi ravvisi? 

&lt;strong&gt;ELETTRA&lt;/strong&gt;
(con un grido) 
Oreste!... Niuno muove. Oh lascia dunque, 
lascia ch&#039;io vegga, alfine gli occhi tuoi! 
O tenue Forma che ne dona il Sogno, 
cara, soave illusion de l&#039;Alma! 
O, sacra, inafferrabile, ammiranda 
sublime Visione, o resta meco! 
Dissolverti non dci nel Nulla eterno, 
evanescente Forma, alato Spirito; 
e dovess&#039; io morire a te d&#039;innanzi, 
e tu qui fossi giunto, Annunciatore 
di Morte, per condurmi alfin con te. 
Piu dolce è un tal morir che il viver mio! 
Oreste!... Oh, tu,... fratello!
&lt;em&gt;(Oreste si china verso Elettra per abbracciarla.) 
(Elettra, violenta) &lt;/em&gt;
Non vo&#039; che tu m&#039;abbracci! Sta lontano! 
Di le vergogna sento! Ma che cosa 
pensi di me tu, dunque? 
Il frale io sono ormai di tua sorella, 
fanciullo mio! Ben sento ch&#039;io ti faccio 
rabbrividire; e pure, un tempo, figlia 
di Re gia fui. Se ben ricordo bella 
ero in quei di. Quando spegneyo il lume 
a lo specchio d&#039;innanzi, castamente 
in me rabbrividire io mi sentivo. 
Sentivo de la luna il mite raggio 
bagnar nel nudo virginal mio corpo, 
se come in un vivajo. &lt;strong&gt;E tali chiome 
m&#039;avevo allora che in vederle, solo, 
tremar doveano i maschi. Ed ora vili 
son fatte, e scompigliate, e miserande! 
Intendi, fratel mio? &lt;/strong&gt;Dovetti, allora, 
quanto gia m&#039;era sacro, abbandonare. 
Ed il Pudore, anco immolai, ch&#039;è certo 
piu dolce al cuor d&#039;ogni altro umano bene 
che a mo&#039; de lieve argenteo velo, quasi 
blando fulgor di Luna, avvolge l&#039;Anima 
d&#039;ogni mortale donna; ed i Fantasimi 
perversi d&#039;empieta da lei tien lungi. 
Fratel m&#039;intendi? Questi dolci sensi 
al Padre mio sagrificar dovetti. 
Pensi, che mentre mie beltà miravo, 
i fiochi suoi sospiri e i suoi lamenti 
gia non udissi? Son gelosi i morti; 
ed Egli m&#039;inviò l&#039;Odio, a che fosse, 
l&#039;Atroce sposo mio la notte e il giorno. 
Sol Profetessa fui: null&#039; altro, certo; 
nè trassi fuor da me, che disperato 
pianto ed amaro fiele; e dal mio cuore 
non trassi che bestemmie e folli grida. 
Perchè ti volgi pauroso, in torno? 
Parla, o fratello! In ogni vena tremi! 

&lt;strong&gt;ORESTE &lt;/strong&gt;
Deh, lasciami tremare! 
Ch&#039;io so bene qual via seguire io debba!

(traduzione Ottone Schanzer
da&lt;em&gt; Narrazioni e poesie&lt;/em&gt;
Mondadori, I meridiani)

da&lt;em&gt;&lt;strong&gt; Elettra &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;[1904]
libretto di &lt;strong&gt;Hugo Von Hoffmannsthal&lt;/strong&gt;
musica di &lt;strong&gt;Richard Strauss&lt;/strong&gt; [ 1909]

,\\&#039;


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie della consueta isola di senso e bellezza.</p>
<p>Asimmetrica a quell&#8217;antico Oreste che cercava la <em>simmetria del ricciolo</em>, la mezza mela mancante, la parte per completare un&#8217;armonia ideale, qualche millennio dopo in <strong>Elektra</strong> di <em>Hoffmannsthal &#8211; Richard Strauss</em>, viene sottolineata, invece, letterariamente prima e musicalmente poi l&#8217;<em>asimmetria</em>: l&#8217;Elettra furente cupa, creatura di un sottosuolo di sofferenze, ingrigita nella bella chioma della gioventù radiosa dall’odio, si sente talmente <em>asimmetrica</em> all&#8217;idea che il fratello aveva di lei che si sottrae, vorrebbe fuggire, si vergogna e soffre di questa <em>asimmetria</em>.<br />
L&#8217;asimmetria è forse davvero il segno del  ‘900, così la dissonanza in musica, il mutarsi dell&#8217;arte in astrazione e deformazione, l’appannarsi della realtà fotografica, il trasformarsi, qui, dell&#8217;Aria lirica tradizionale in qualcosa di non omogeneo e simmetrico nelle sue parti, dove le profondità del sentimento sono affidate quasi solo alla musica, dopo il riconoscimento con l&#8217;urlo agghiacciato<strong> “Oreste!&#8230;&#8221;</strong> più che alle parole,  ai suoni nel loro flusso turbato, oscillanti fra lirico e drammatico, il compito, nel lungo inciso strumentale, di accennare l&#8217;indicibile.</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8pqWSKty5FI&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x006699&#038;color2=0x54abd6"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowscriptaccess" value="always"/><embed src="http://www.youtube.com/v/8pqWSKty5FI&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x006699&#038;color2=0x54abd6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"/></object></p>
<p><strong>ELETTRA </strong><br />
<em>(colpita dal tono della sua voce) </em><br />
Deh, chi sei tu?Chi sei?<br />
Mi trema il cuore!<br />
<em><br />
(Il vecchio servo da la oscura faccia, seguito da tre altri suoi compagni, viene, correndo in silenzio, dalla Corte, cade a ginocchi d&#8217;innanzi ad Oreste e gli bacia i piedi, mentre gli altri schiavi baciano le mani ed i lembi della tunica di Oreste.)</em><br />
<em><br />
(Elettra incapace, quasi, di dominarsi) </em></p>
<p>Ah&#8230; dimmi, orsù&#8230; Chi sei? </p>
<p><strong>ORESTE</strong><br />
<em>(dolcemente) </em><br />
I cani della corte mi ravvisano<br />
e tu sorella mia, non mi ravvisi? </p>
<p><strong>ELETTRA</strong><br />
(con un grido)<br />
Oreste!&#8230; Niuno muove. Oh lascia dunque,<br />
lascia ch&#8217;io vegga, alfine gli occhi tuoi!<br />
O tenue Forma che ne dona il Sogno,<br />
cara, soave illusion de l&#8217;Alma!<br />
O, sacra, inafferrabile, ammiranda<br />
sublime Visione, o resta meco!<br />
Dissolverti non dci nel Nulla eterno,<br />
evanescente Forma, alato Spirito;<br />
e dovess&#8217; io morire a te d&#8217;innanzi,<br />
e tu qui fossi giunto, Annunciatore<br />
di Morte, per condurmi alfin con te.<br />
Piu dolce è un tal morir che il viver mio!<br />
Oreste!&#8230; Oh, tu,&#8230; fratello!<br />
<em>(Oreste si china verso Elettra per abbracciarla.)<br />
(Elettra, violenta) </em><br />
Non vo&#8217; che tu m&#8217;abbracci! Sta lontano!<br />
Di le vergogna sento! Ma che cosa<br />
pensi di me tu, dunque?<br />
Il frale io sono ormai di tua sorella,<br />
fanciullo mio! Ben sento ch&#8217;io ti faccio<br />
rabbrividire; e pure, un tempo, figlia<br />
di Re gia fui. Se ben ricordo bella<br />
ero in quei di. Quando spegneyo il lume<br />
a lo specchio d&#8217;innanzi, castamente<br />
in me rabbrividire io mi sentivo.<br />
Sentivo de la luna il mite raggio<br />
bagnar nel nudo virginal mio corpo,<br />
se come in un vivajo. <strong>E tali chiome<br />
m&#8217;avevo allora che in vederle, solo,<br />
tremar doveano i maschi. Ed ora vili<br />
son fatte, e scompigliate, e miserande!<br />
Intendi, fratel mio? </strong>Dovetti, allora,<br />
quanto gia m&#8217;era sacro, abbandonare.<br />
Ed il Pudore, anco immolai, ch&#8217;è certo<br />
piu dolce al cuor d&#8217;ogni altro umano bene<br />
che a mo&#8217; de lieve argenteo velo, quasi<br />
blando fulgor di Luna, avvolge l&#8217;Anima<br />
d&#8217;ogni mortale donna; ed i Fantasimi<br />
perversi d&#8217;empieta da lei tien lungi.<br />
Fratel m&#8217;intendi? Questi dolci sensi<br />
al Padre mio sagrificar dovetti.<br />
Pensi, che mentre mie beltà miravo,<br />
i fiochi suoi sospiri e i suoi lamenti<br />
gia non udissi? Son gelosi i morti;<br />
ed Egli m&#8217;inviò l&#8217;Odio, a che fosse,<br />
l&#8217;Atroce sposo mio la notte e il giorno.<br />
Sol Profetessa fui: null&#8217; altro, certo;<br />
nè trassi fuor da me, che disperato<br />
pianto ed amaro fiele; e dal mio cuore<br />
non trassi che bestemmie e folli grida.<br />
Perchè ti volgi pauroso, in torno?<br />
Parla, o fratello! In ogni vena tremi! </p>
<p><strong>ORESTE </strong><br />
Deh, lasciami tremare!<br />
Ch&#8217;io so bene qual via seguire io debba!</p>
<p>(traduzione Ottone Schanzer<br />
da<em> Narrazioni e poesie</em><br />
Mondadori, I meridiani)</p>
<p>da<em><strong> Elettra </strong></em>[1904]<br />
libretto di <strong>Hugo Von Hoffmannsthal</strong><br />
musica di <strong>Richard Strauss</strong> [ 1909]</p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: chik67		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/08/simmetria-che-dolce-parola/#comment-119337</link>

		<dc:creator><![CDATA[chik67]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 10:52:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21486#comment-119337</guid>

					<description><![CDATA[Che ad occhio l&#039;incommensurabilità non si apprezzi d&#039;accordo, sparz. 

Però non è un caso che a loro piacesse proprio quel numero lì. Perché lo si costruisce in molti modi diversi e tutti molto eleganti, perché lo si costruisce con riga e compasso (e che questo tipo di operazioni potesse produrre numeri irrazionali ai greci dava fastidio assai), perché era legato al pentagramma che affascinava i pitagorici. 

Insomma ho l&#039;impressione, forse, che da un lato apprezzassero l&#039;eleganza geometrica dall&#039;altro si dannassero sulla complicazione algebrica.

Pezzo molto bello, scordavo. Aspetto con curiosità il seguito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che ad occhio l&#8217;incommensurabilità non si apprezzi d&#8217;accordo, sparz. </p>
<p>Però non è un caso che a loro piacesse proprio quel numero lì. Perché lo si costruisce in molti modi diversi e tutti molto eleganti, perché lo si costruisce con riga e compasso (e che questo tipo di operazioni potesse produrre numeri irrazionali ai greci dava fastidio assai), perché era legato al pentagramma che affascinava i pitagorici. </p>
<p>Insomma ho l&#8217;impressione, forse, che da un lato apprezzassero l&#8217;eleganza geometrica dall&#8217;altro si dannassero sulla complicazione algebrica.</p>
<p>Pezzo molto bello, scordavo. Aspetto con curiosità il seguito.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/08/simmetria-che-dolce-parola/#comment-119279</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 23:57:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21486#comment-119279</guid>

					<description><![CDATA[e sti mumeri me li gioco all&#039;enalotto!
grazie sparz
detto da uno che ha una basetta si e l&#039;altra no
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e sti mumeri me li gioco all&#8217;enalotto!<br />
grazie sparz<br />
detto da uno che ha una basetta si e l&#8217;altra no<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/08/simmetria-che-dolce-parola/#comment-119263</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 17:40:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21486#comment-119263</guid>

					<description><![CDATA[bella domanda caro chik67, evidentemente il cortocircuito armonia / commensurabilità nel senso della razionalità non tiene: l&#039;occhio umano apprezza rapporti di lunghezze anche irrazionali. Ma d&#039;altra parte, va detto che vicino quanto si vuole ad ogni numero irrazionale ci sono infiniti numeri razionali, e, se si va abbastanza vicino, certo l&#039;occhio umano non apprezza la differenza. Ovvero se il rapporto tra i due lati del rettangolo che tu dici, invece di essere esattamente quel numero irrazionale che è la sezione aurea e che vale 0,618033988..... ecc., non periodico, è semplicemente 0,618, è certo che nessun occhio percepisce la differenza, e 0,618 è un bel numero razionale!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bella domanda caro chik67, evidentemente il cortocircuito armonia / commensurabilità nel senso della razionalità non tiene: l&#8217;occhio umano apprezza rapporti di lunghezze anche irrazionali. Ma d&#8217;altra parte, va detto che vicino quanto si vuole ad ogni numero irrazionale ci sono infiniti numeri razionali, e, se si va abbastanza vicino, certo l&#8217;occhio umano non apprezza la differenza. Ovvero se il rapporto tra i due lati del rettangolo che tu dici, invece di essere esattamente quel numero irrazionale che è la sezione aurea e che vale 0,618033988&#8230;.. ecc., non periodico, è semplicemente 0,618, è certo che nessun occhio percepisce la differenza, e 0,618 è un bel numero razionale!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: chik67		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/08/simmetria-che-dolce-parola/#comment-119261</link>

		<dc:creator><![CDATA[chik67]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 16:53:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21486#comment-119261</guid>

					<description><![CDATA[&#062;Quel che purtroppo va perso completamente in questa traduzione, è la &#062;comparsa dei termini asýmmetros e sýmmetros nella stessa frase; &#062;l’incommensurabilità della diagonale 

D&#039;altra parte &quot;commensurabile&quot; è proprio la traduzione alla lettera di syn-metron

Dello stesso Vitruvio ho trovato questa traduzione:

&lt;i&gt;la composizione del tempio si basa sulla simmetria [...] che ha origine dalla proporzione[...]e la proporzione è la commisurabilità,&lt;/i&gt;

Quello che da ignorante non riesco a capire è questo: visto che proprio in direzione dell&#039;armonia delle forme si dava tanto risalto alla commisurabilità, termine che applicato alle lunghezze indicava anche quella che oggi chiameremmo la razionalità, cioè l&#039;esprimibilità come rapporto, come è stato possibile che il numero simbolo dell&#039;armonia sia diventato la sezione aurea, numero irrazionale, sì che il rettangolo con lati in questo rapporto, che ci dicono essere &quot;perfetto&quot; e base di molti studi di armonia, è, di fatto, incommensurabile?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&gt;Quel che purtroppo va perso completamente in questa traduzione, è la &gt;comparsa dei termini asýmmetros e sýmmetros nella stessa frase; &gt;l’incommensurabilità della diagonale </p>
<p>D&#8217;altra parte &#8220;commensurabile&#8221; è proprio la traduzione alla lettera di syn-metron</p>
<p>Dello stesso Vitruvio ho trovato questa traduzione:</p>
<p><i>la composizione del tempio si basa sulla simmetria [&#8230;] che ha origine dalla proporzione[&#8230;]e la proporzione è la commisurabilità,</i></p>
<p>Quello che da ignorante non riesco a capire è questo: visto che proprio in direzione dell&#8217;armonia delle forme si dava tanto risalto alla commisurabilità, termine che applicato alle lunghezze indicava anche quella che oggi chiameremmo la razionalità, cioè l&#8217;esprimibilità come rapporto, come è stato possibile che il numero simbolo dell&#8217;armonia sia diventato la sezione aurea, numero irrazionale, sì che il rettangolo con lati in questo rapporto, che ci dicono essere &#8220;perfetto&#8221; e base di molti studi di armonia, è, di fatto, incommensurabile?</p>
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		Di: sergio pasquandrea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/08/simmetria-che-dolce-parola/#comment-119231</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 11:04:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, dolce cosa la simmetria, ma non dimentichiamoci che un poeta la definì &quot;fearful&quot;...
Ma non voglio anticipare (solo un rimando: G. Bateson, &quot;Mind and Nature: A Necessary Unit&quot;: le prime pagine dell&#039;introduzione).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, dolce cosa la simmetria, ma non dimentichiamoci che un poeta la definì &#8220;fearful&#8221;&#8230;<br />
Ma non voglio anticipare (solo un rimando: G. Bateson, &#8220;Mind and Nature: A Necessary Unit&#8221;: le prime pagine dell&#8217;introduzione).</p>
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		<title>
		Di: viola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/08/simmetria-che-dolce-parola/#comment-119225</link>

		<dc:creator><![CDATA[viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 10:20:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ehi, qui c&#039;è qualcuno che anticipa..ma sullo snark sicuramente il 4...-); bel post Sparz, Viola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ehi, qui c&#8217;è qualcuno che anticipa..ma sullo snark sicuramente il 4&#8230;-); bel post Sparz, Viola</p>
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		Di: aparrag aculnaig		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/08/simmetria-che-dolce-parola/#comment-119215</link>

		<dc:creator><![CDATA[aparrag aculnaig]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 08:55:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...scienze simmetriche e non scienze esatte...
...il theatron greco nella sua simmetria semicircolare che armonicamente distribuisce le onde sonore...
...(il doppio il gemello)...
.ma poi ecco la compulsione inconscia della logica simmetrica e del principio di generalizzazione e ecco speculo\specchio sulla simmetria dello specchio: cioè cosa è la simmetria rispetto allo specchio e non alla sua immagine?
.sì insomma e senza dubbio è il fil rouge che inanella i tutti di questa parte di uni-diverso e questo mi piace in fine nel post la sua cioè sottesa semplicissima complessità che dovrebbe riguardare fin dalla fine la nostra vita conoscitiva: i con-testi dei con-cetti.
!breve bibliografia mnemonica:
1. l&#039;inconscio come insiemi infiniti, matte-blanco.
2. storia del teatro, carlson.
3. la sfida della complessità, bocchi\cerutti.
4. logica del senso, deleuze.

(NB.
il riferimento alla quaterna bibliografica è casualmente simmetrica alla tua [tua di antonio sparzani].)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;scienze simmetriche e non scienze esatte&#8230;<br />
&#8230;il theatron greco nella sua simmetria semicircolare che armonicamente distribuisce le onde sonore&#8230;<br />
&#8230;(il doppio il gemello)&#8230;<br />
.ma poi ecco la compulsione inconscia della logica simmetrica e del principio di generalizzazione e ecco speculo\specchio sulla simmetria dello specchio: cioè cosa è la simmetria rispetto allo specchio e non alla sua immagine?<br />
.sì insomma e senza dubbio è il fil rouge che inanella i tutti di questa parte di uni-diverso e questo mi piace in fine nel post la sua cioè sottesa semplicissima complessità che dovrebbe riguardare fin dalla fine la nostra vita conoscitiva: i con-testi dei con-cetti.<br />
!breve bibliografia mnemonica:<br />
1. l&#8217;inconscio come insiemi infiniti, matte-blanco.<br />
2. storia del teatro, carlson.<br />
3. la sfida della complessità, bocchi\cerutti.<br />
4. logica del senso, deleuze.</p>
<p>(NB.<br />
il riferimento alla quaterna bibliografica è casualmente simmetrica alla tua [tua di antonio sparzani].)</p>
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