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	Commenti a: Face &#038; Book	</title>
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		<title>
		Di: marino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 09:37:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a Francesco e a tutti. Al largo da intendersi in senso contrario, si, Francesco. 
Per noi dell&#039;entroterra il debito interno é il mare, é laggiú, dentro eppure distante, un debito che abbiamo con gli occhi e ci appartiene. 
Il mare non é nessun contraltare luminoso, é il nulla per uno abituato a quantificare la vita, il progresso, costi e ricavi, in alberi carichi di olive e capanne di fagiolini. 
Cosí un giorno per legittima difesa ti inventi la strada che attraversa quel nulla e porta sicuramente di lá, se fai esistere una strada esisterá per forza un&#039;altra costa, un arco che poggia a Porto Maurizio e da qualche parte un punto di appoggio dirimpettaio. 
La trovi presto, come si fa in fretta a fare un altro debito, l&#039;avevi sotto gli occhi, é il molo di Porto, quello Lungo, lunghissimo, l&#039;unica striscia di asfalto al mondo che non é piú terra né mare. 
Poi un giorno torni dal posto dove ti sei fermato a vivere e trovi che a Porto hanno silenziosamente distrutto il tuo molo, e al suo posto, con la benedizione dei potenti liguri, i piú grandi costruttori italiani hanno cominciato silenziosamente a plasmare il piú grande porto turistico del Mediterraneo. 
Non puoi far altro che pensare a un libro. Lo pensi per rompere un silenzio, ora di pagarlo quel debito, e ti metti a cercare, e scopri che é stato il Comune a regalare un territorio pubblico e costoro che stanno costruendo l&#039;hanno accettato quel regalo. Scopri che da quando ci sono barconi altissimi con l&#039;elicottero sul tetto, non si vede piú l&#039;orizzonte, e che i cetacei che vivevano nel Mar Ligure sono andati via. 
Poi esce il libro, ed é come se durante la tempesta si buttasse a mare tutto. Tutto a mare - diceva uno dei paesi - finché la stiva é vuota, ma il mare - e il silenzio - dura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a Francesco e a tutti. Al largo da intendersi in senso contrario, si, Francesco.<br />
Per noi dell&#8217;entroterra il debito interno é il mare, é laggiú, dentro eppure distante, un debito che abbiamo con gli occhi e ci appartiene.<br />
Il mare non é nessun contraltare luminoso, é il nulla per uno abituato a quantificare la vita, il progresso, costi e ricavi, in alberi carichi di olive e capanne di fagiolini.<br />
Cosí un giorno per legittima difesa ti inventi la strada che attraversa quel nulla e porta sicuramente di lá, se fai esistere una strada esisterá per forza un&#8217;altra costa, un arco che poggia a Porto Maurizio e da qualche parte un punto di appoggio dirimpettaio.<br />
La trovi presto, come si fa in fretta a fare un altro debito, l&#8217;avevi sotto gli occhi, é il molo di Porto, quello Lungo, lunghissimo, l&#8217;unica striscia di asfalto al mondo che non é piú terra né mare.<br />
Poi un giorno torni dal posto dove ti sei fermato a vivere e trovi che a Porto hanno silenziosamente distrutto il tuo molo, e al suo posto, con la benedizione dei potenti liguri, i piú grandi costruttori italiani hanno cominciato silenziosamente a plasmare il piú grande porto turistico del Mediterraneo.<br />
Non puoi far altro che pensare a un libro. Lo pensi per rompere un silenzio, ora di pagarlo quel debito, e ti metti a cercare, e scopri che é stato il Comune a regalare un territorio pubblico e costoro che stanno costruendo l&#8217;hanno accettato quel regalo. Scopri che da quando ci sono barconi altissimi con l&#8217;elicottero sul tetto, non si vede piú l&#8217;orizzonte, e che i cetacei che vivevano nel Mar Ligure sono andati via.<br />
Poi esce il libro, ed é come se durante la tempesta si buttasse a mare tutto. Tutto a mare &#8211; diceva uno dei paesi &#8211; finché la stiva é vuota, ma il mare &#8211; e il silenzio &#8211; dura.</p>
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		Di: riccardo ferrazzi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[riccardo ferrazzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 08:38:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono felice di vedere che effeffe ha avuto la mia stessa impressione: Marino ha una capacità straordinaria di descrivere il paesaggio, di fartici entrare dentro, di viverlo insieme a lui, di sentire il peso di tutto l&#039;iceberg e non solo della (piccola) parte visibile. Chi non ci crede legga &quot;Quattro giorni per non morire&quot;, &quot;Quella notte a Dolcedo&quot; e, naturalmente, &quot;La tana degli Alberibelli&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono felice di vedere che effeffe ha avuto la mia stessa impressione: Marino ha una capacità straordinaria di descrivere il paesaggio, di fartici entrare dentro, di viverlo insieme a lui, di sentire il peso di tutto l&#8217;iceberg e non solo della (piccola) parte visibile. Chi non ci crede legga &#8220;Quattro giorni per non morire&#8221;, &#8220;Quella notte a Dolcedo&#8221; e, naturalmente, &#8220;La tana degli Alberibelli&#8221;.</p>
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		Di: Marty Montague		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marty Montague]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 18:18:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non mi stupirei di una donna media americana, ne avrà avuto di tempo per elaborare fantasie. I guess.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi stupirei di una donna media americana, ne avrà avuto di tempo per elaborare fantasie. I guess.</p>
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		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/11/face-book/#comment-119714</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 16:14:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sinistra onirica?
(la generation lyrique. essai sur la vie et l&#039;oeuvre. by François Ricard)
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sinistra onirica?<br />
(la generation lyrique. essai sur la vie et l&#8217;oeuvre. by François Ricard)<br />
effeffe</p>
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		Di: sinistralirica		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/11/face-book/#comment-119711</link>

		<dc:creator><![CDATA[sinistralirica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 15:51:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Diciamo che dopo i quanra ognuno è responsabile della faccia che ha.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamo che dopo i quanra ognuno è responsabile della faccia che ha.</p>
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