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	Commenti a: Combattenti per la pace: un viaggio in Palestina (seconda parte)	</title>
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		<title>
		Di: lorenzo bernini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lorenzo bernini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 09:05:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@lorenzo galbiati

in effetti su questo punto siamo in dissenso, almeno parzialmente.
mi spiego: allo stato attuale credo anch&#039;io che la comunità internazionale, e l&#039;ONU, siano di fatto complici della situazione in atto.
ritengo però che sia necessario condannare ogni uccisione di civili, da qualunque parte venga, perché non condannarla equivarrebbe a giustificarla.

esistono mezzi con cui la comunità internazionale potrebbe attivamente esprimere il proprio dissenso contro le attuali politiche di Israele: forme di boicoattaggio che alcuni paesi stanno già attuando.

la giustificazione degli atti terroristici di Hamas, il distinguo tra il terrorismo palestinese e quello israeliano, a mio avviso non contribuisce affatto alla pace, me rischia al contrario di fare il gioco della destra israeliana che, come sai, già accusa di antisemitismo e di odio anti-israeliano chiunque prende le difese del popolo palestinese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@lorenzo galbiati</p>
<p>in effetti su questo punto siamo in dissenso, almeno parzialmente.<br />
mi spiego: allo stato attuale credo anch&#8217;io che la comunità internazionale, e l&#8217;ONU, siano di fatto complici della situazione in atto.<br />
ritengo però che sia necessario condannare ogni uccisione di civili, da qualunque parte venga, perché non condannarla equivarrebbe a giustificarla.</p>
<p>esistono mezzi con cui la comunità internazionale potrebbe attivamente esprimere il proprio dissenso contro le attuali politiche di Israele: forme di boicoattaggio che alcuni paesi stanno già attuando.</p>
<p>la giustificazione degli atti terroristici di Hamas, il distinguo tra il terrorismo palestinese e quello israeliano, a mio avviso non contribuisce affatto alla pace, me rischia al contrario di fare il gioco della destra israeliana che, come sai, già accusa di antisemitismo e di odio anti-israeliano chiunque prende le difese del popolo palestinese.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/15/combattenti-per-la-pace-un-viaggio-in-palestina-seconda-parte/#comment-120236</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 01:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi fa piacere il tuo commento, 

@Lorenzo Bernini

e noto che siamo ancora più d&#039;accordo di quanto pensavo, visto anche il pezzo di Zizek che hai trascritto (nell&#039;articolo sei più giornalistico e vien fuori meno la tua opinione).

Quindi di nuovo mi concentro sui punti critici, di possibile dissenso.

Che sono... uno. Hai citato il rapporto ONU dove si parla tra le altre cose di crimini di guerra e forse contro l&#039;umanità sia da parte di Israele che di Hamas.
Vengo da un altro blog dove ho contestato proprio questo modo di sintetizzare il rapporto ONU. A cosa serve dire che entrambe la fazioni hanno compiuto quei crimini? Fare un rapporto dettagliato per poi dire: crimine A sì, crimine B anche, da parte di entrambi?
A dare l&#039;idea di una guerra tra pari.
Eppure noi sappiamo che invece è stata una carneficina di un popolo pianificata per motivi elettorali e compiuta deliberatamente colpendo in gran parte i civili, ambulanze, scuole Onu, magazzini alimentari, cortei dei funerali compresi. La parte offesa, già rinchiusa da tra anni entro un muro cui si accede sotto controllo israeliano, era in stato di catastrofe umanitaria già prima dell&#039;attacco (oltre il 50% di bambini anemici, mancanza di medicine di base ecc.). Ora, se questa parte reagisce col lancio di razzetti artigianali (tanti, ok) che causano in totale 4 morti e che non possono neanche volendo colpire obiettivi militari vista la loro natura, come possiamo poi livellare tutto e limitarci a dire: entrambe hanno commesso gli stessi crimini? Non ti sembra un depistaggio, una grande ingiustizia, un modo per non capire quel che è successo?

Io mi sono convinto che quei rapporti ONU, come quelli di Amnesty non servano a nulla.
1. Non fanno seguire sanzioni a chi fa i crimini
2. Mettono i crimini della vittima sullo stesso piano di quelli dell&#039;oppressore, dato che arrivano a conclusioni del tipo: c&#039;è stato il crimine, sì o no? senza quantificare, senza distinguere tra chi il crimine ha commesso premeditatamente e chi ha reagito al crimine sì con un altro crimine ma di portata infinitamente minore e senza poter far altro tipo di azione di guerra né potendo contare su altri per essere difeso.

Insomma, l&#039;assurdo è che con questi termini del diritto, è un crimine contro l&#039;umanità fare un genocidio ma anche sparare un razzo su civili da chi il genocidio subische. Insomma, è tutto un crimine un conflitto armato. E allora se è così questi rapporti servono a chi è forte e commette soprusi. 

Forse sta a noi quindi evitare di riportarli limitandoci a dire - inevitabilmente - che tutt&#039;e due le parti hanno commesso quei crimini.
Maglio riportare i pezzi dove fanno i distinguo sull&#039;agire delle due parti, non credi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi fa piacere il tuo commento, </p>
<p>@Lorenzo Bernini</p>
<p>e noto che siamo ancora più d&#8217;accordo di quanto pensavo, visto anche il pezzo di Zizek che hai trascritto (nell&#8217;articolo sei più giornalistico e vien fuori meno la tua opinione).</p>
<p>Quindi di nuovo mi concentro sui punti critici, di possibile dissenso.</p>
<p>Che sono&#8230; uno. Hai citato il rapporto ONU dove si parla tra le altre cose di crimini di guerra e forse contro l&#8217;umanità sia da parte di Israele che di Hamas.<br />
Vengo da un altro blog dove ho contestato proprio questo modo di sintetizzare il rapporto ONU. A cosa serve dire che entrambe la fazioni hanno compiuto quei crimini? Fare un rapporto dettagliato per poi dire: crimine A sì, crimine B anche, da parte di entrambi?<br />
A dare l&#8217;idea di una guerra tra pari.<br />
Eppure noi sappiamo che invece è stata una carneficina di un popolo pianificata per motivi elettorali e compiuta deliberatamente colpendo in gran parte i civili, ambulanze, scuole Onu, magazzini alimentari, cortei dei funerali compresi. La parte offesa, già rinchiusa da tra anni entro un muro cui si accede sotto controllo israeliano, era in stato di catastrofe umanitaria già prima dell&#8217;attacco (oltre il 50% di bambini anemici, mancanza di medicine di base ecc.). Ora, se questa parte reagisce col lancio di razzetti artigianali (tanti, ok) che causano in totale 4 morti e che non possono neanche volendo colpire obiettivi militari vista la loro natura, come possiamo poi livellare tutto e limitarci a dire: entrambe hanno commesso gli stessi crimini? Non ti sembra un depistaggio, una grande ingiustizia, un modo per non capire quel che è successo?</p>
<p>Io mi sono convinto che quei rapporti ONU, come quelli di Amnesty non servano a nulla.<br />
1. Non fanno seguire sanzioni a chi fa i crimini<br />
2. Mettono i crimini della vittima sullo stesso piano di quelli dell&#8217;oppressore, dato che arrivano a conclusioni del tipo: c&#8217;è stato il crimine, sì o no? senza quantificare, senza distinguere tra chi il crimine ha commesso premeditatamente e chi ha reagito al crimine sì con un altro crimine ma di portata infinitamente minore e senza poter far altro tipo di azione di guerra né potendo contare su altri per essere difeso.</p>
<p>Insomma, l&#8217;assurdo è che con questi termini del diritto, è un crimine contro l&#8217;umanità fare un genocidio ma anche sparare un razzo su civili da chi il genocidio subische. Insomma, è tutto un crimine un conflitto armato. E allora se è così questi rapporti servono a chi è forte e commette soprusi. </p>
<p>Forse sta a noi quindi evitare di riportarli limitandoci a dire &#8211; inevitabilmente &#8211; che tutt&#8217;e due le parti hanno commesso quei crimini.<br />
Maglio riportare i pezzi dove fanno i distinguo sull&#8217;agire delle due parti, non credi?</p>
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		<title>
		Di: lorenzo bernini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lorenzo bernini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 13:21:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21556#comment-120149</guid>

					<description><![CDATA[Ringrazio di cuore Giusi e L. Tedoldi per le belle parole con cui hanno commentato la prima pare di questo mio articolo e in generale il mio lavoro.

Segnalo che questa notte alle 0.14 su rai 3 andrà in onda un documentario sull&#039;operazione Piombo fuso.

E segnalo anche il rapporto ONU sull&#039;operazione Piombo fuso, presentato ieri a New York, in cui si condannano tanto l&#039;esercito israeliano quanto i guerriglieri palestinesi di Gaza che lanciano razzi quassam sui civili Israeliani per &quot;crimini di guerra&quot; e &quot;crimini contro l&#039;umanità&quot;:
http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/esteri/medio-oriente-54/rapporto-onu/rapporto-onu.html

Sono d&#039;accordo con Lorenzo Galbiati riguardo all&#039;asimmetria che caratterizza questo conflitto. (Anche nell&#039;articolo ho cercato di fare emergere la differenza tra una potenza occupante e una popolazione occupata).E devo dire che anche a me convince il giudizio di Mustafa Barghouti.  Ma resto convinto che l&#039;unico atteggiamento utile e sensato contro lo stato di fatto attuale sia quello pacifista (anche Mustafa Barghouti esprime una posizione non violenta), unito alla ferma condanna la violenza sugli inermi quale che sia la parte da cui provenga.

Riporto qui di seguito il parere, a mio avviso interessante, del filosofo e psicoanalista sloveno Slavoj  Žižek, che mi è capitato di leggere in questi giorni:
 
&quot;Quando qualunque protesta pubblica contro le operazioni delle forze di difesa israeliane nella West Bank viene sistematicamente denunciata come espressione di antisemitismo e - almeno implicitamente - messa sullo stesso piano di quanti difendono la Olocausto, quando cioè l&#039;ombra della Olocausto viene continuamente evocata per neutralizzare qualunque critica delle azioni militari e politiche di Israele, non è sufficiente insistere sulla differenza tra antisemitismo e contestazione di particolari misure dello Stato di Israele. Si dovrebbe invece fare un passo ulteriore, e affermare che in questo caso è lo Stato d&#039;Israele che profana la memoria delle vittime dell&#039;Olocausto, manipolandole con cinismo, strumentalizzandole per legittimare le attuali misure politiche. Ciò significa che si dovrebbe rifiutare sistematicamente l&#039;idea stessa che ci sia un legame logico e politico tra l&#039;Olocausto e l&#039;attuale situazione di tensione tra israeliani e palestinesi: si tratta di due fenomeni completamente diversi, uno parte della storia europea della resistenza di destra alle dinamiche della modernizzazione, l&#039;altro invece che si configura come uno degli ultimi capitoli della storia della colonizzazione. D&#039;altro canto, l&#039;obiettivo più difficile per i palestinesi è accettare l&#039;idea che il loro vero nemico non siano gli ebrei, ma gli stessi regimi arabi che manipolano le loro condizioni proprio per impedire questo passaggio, per prevenire cioè la radicalizzazione politica al loro interno. &quot;

&quot;La scelta per i musulmani non è quella tra fondamentalismo islamo-fascista e doloroso passaggio al &quot;protestantesimo islamico&quot;. Esiste una terza possibilità che è già stata tentata: il socialismo islamico. [...] esiste quindi una &quot;questione araba&quot; quasi allo stesso modo in cui c&#039;è una &quot;questione ebraica&quot;. La tensione arabo-israeliana è la prova lampante che la &quot;lotta di classe&quot; prosegue nelle forme differite, falsate e &quot;postpolitiche&quot; del conflitto tra il &quot;cosmopolitismo&quot; ebraico e il rifiuto musulmano della modernità. Detto altrimenti, non potrebbe essere che i rigurgiti antisemiti del mondo odierno siano la conferma della vecchia lezione di Marx che l&#039;unica &quot;soluzione&quot; di questa &quot;questione&quot; è il socialismo?&quot;

(Slavoj  Žižek, &quot;Benvenuti nel deserto del reale&quot;, pp. 135-136 e 136-137).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio di cuore Giusi e L. Tedoldi per le belle parole con cui hanno commentato la prima pare di questo mio articolo e in generale il mio lavoro.</p>
<p>Segnalo che questa notte alle 0.14 su rai 3 andrà in onda un documentario sull&#8217;operazione Piombo fuso.</p>
<p>E segnalo anche il rapporto ONU sull&#8217;operazione Piombo fuso, presentato ieri a New York, in cui si condannano tanto l&#8217;esercito israeliano quanto i guerriglieri palestinesi di Gaza che lanciano razzi quassam sui civili Israeliani per &#8220;crimini di guerra&#8221; e &#8220;crimini contro l&#8217;umanità&#8221;:<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/esteri/medio-oriente-54/rapporto-onu/rapporto-onu.html" rel="nofollow ugc">http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/esteri/medio-oriente-54/rapporto-onu/rapporto-onu.html</a></p>
<p>Sono d&#8217;accordo con Lorenzo Galbiati riguardo all&#8217;asimmetria che caratterizza questo conflitto. (Anche nell&#8217;articolo ho cercato di fare emergere la differenza tra una potenza occupante e una popolazione occupata).E devo dire che anche a me convince il giudizio di Mustafa Barghouti.  Ma resto convinto che l&#8217;unico atteggiamento utile e sensato contro lo stato di fatto attuale sia quello pacifista (anche Mustafa Barghouti esprime una posizione non violenta), unito alla ferma condanna la violenza sugli inermi quale che sia la parte da cui provenga.</p>
<p>Riporto qui di seguito il parere, a mio avviso interessante, del filosofo e psicoanalista sloveno Slavoj  Žižek, che mi è capitato di leggere in questi giorni:</p>
<p>&#8220;Quando qualunque protesta pubblica contro le operazioni delle forze di difesa israeliane nella West Bank viene sistematicamente denunciata come espressione di antisemitismo e &#8211; almeno implicitamente &#8211; messa sullo stesso piano di quanti difendono la Olocausto, quando cioè l&#8217;ombra della Olocausto viene continuamente evocata per neutralizzare qualunque critica delle azioni militari e politiche di Israele, non è sufficiente insistere sulla differenza tra antisemitismo e contestazione di particolari misure dello Stato di Israele. Si dovrebbe invece fare un passo ulteriore, e affermare che in questo caso è lo Stato d&#8217;Israele che profana la memoria delle vittime dell&#8217;Olocausto, manipolandole con cinismo, strumentalizzandole per legittimare le attuali misure politiche. Ciò significa che si dovrebbe rifiutare sistematicamente l&#8217;idea stessa che ci sia un legame logico e politico tra l&#8217;Olocausto e l&#8217;attuale situazione di tensione tra israeliani e palestinesi: si tratta di due fenomeni completamente diversi, uno parte della storia europea della resistenza di destra alle dinamiche della modernizzazione, l&#8217;altro invece che si configura come uno degli ultimi capitoli della storia della colonizzazione. D&#8217;altro canto, l&#8217;obiettivo più difficile per i palestinesi è accettare l&#8217;idea che il loro vero nemico non siano gli ebrei, ma gli stessi regimi arabi che manipolano le loro condizioni proprio per impedire questo passaggio, per prevenire cioè la radicalizzazione politica al loro interno. &#8221;</p>
<p>&#8220;La scelta per i musulmani non è quella tra fondamentalismo islamo-fascista e doloroso passaggio al &#8220;protestantesimo islamico&#8221;. Esiste una terza possibilità che è già stata tentata: il socialismo islamico. [&#8230;] esiste quindi una &#8220;questione araba&#8221; quasi allo stesso modo in cui c&#8217;è una &#8220;questione ebraica&#8221;. La tensione arabo-israeliana è la prova lampante che la &#8220;lotta di classe&#8221; prosegue nelle forme differite, falsate e &#8220;postpolitiche&#8221; del conflitto tra il &#8220;cosmopolitismo&#8221; ebraico e il rifiuto musulmano della modernità. Detto altrimenti, non potrebbe essere che i rigurgiti antisemiti del mondo odierno siano la conferma della vecchia lezione di Marx che l&#8217;unica &#8220;soluzione&#8221; di questa &#8220;questione&#8221; è il socialismo?&#8221;</p>
<p>(Slavoj  Žižek, &#8220;Benvenuti nel deserto del reale&#8221;, pp. 135-136 e 136-137).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gianluca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/15/combattenti-per-la-pace-un-viaggio-in-palestina-seconda-parte/#comment-120111</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 20:02:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il link:
ROMPIAMO L’ASSEDIO AI DIRITTI DEI PALESTINESI
http://www.perilbenecomune.org/index.php?mod=blabla&#038;menu_id=&#038;news_id=166&#038;myaction=read_news]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il link:<br />
ROMPIAMO L’ASSEDIO AI DIRITTI DEI PALESTINESI<br />
<a href="http://www.perilbenecomune.org/index.php?mod=blabla&#038;menu_id=&#038;news_id=166&#038;myaction=read_news" rel="nofollow ugc">http://www.perilbenecomune.org/index.php?mod=blabla&#038;menu_id=&#038;news_id=166&#038;myaction=read_news</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gianluca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/15/combattenti-per-la-pace-un-viaggio-in-palestina-seconda-parte/#comment-120110</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 20:01:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21556#comment-120110</guid>

					<description><![CDATA[Segnalo un importante evento, informativo soprattutto, che si terrà a Torino il 18 Settembre, trasmesso in diretta web anche in inglese.
Saluti.

=================================
ROMPIAMO L&#039;ASSEDIO AI DIRITTI DEI PALESTINESI
Organizzato dal movimento PER IL BENE COMUNE

* ore 21:
Proiezione video realizzato durante la Carovana della Speranza entrata in Gaza nel mese di maggio &#039;09.
Collegamento con la città assediata di Gaza, da cui parleranno Vittorio Arrigoni della Ong I.S.M. ed il Ministro Osama Al-Esawi.

* ore 22:
Interventi di
Elvio Arancio, coordinamento PBC;
Gianni Flamini, scrittore e giornalista;
Mohammad Hannoun, Presidente dell&#039;Associazione Palestinesi in Italia;
Gerry MacLochlainn, del Sinn Fèin, vice capo della carovana europea;
sen. Franco Turigliatto, di Sinistra Critica;
Presiede Monia Benini, Presidente PBC

Ospiti d&#039;onore i componenti della delegazione italiana che ha partecipato alla Carovana della Speranza per Gaza. Sarà in distribuzione un DVD con il filmato sulla Carovana e il materiale documentario che verrà utilizzato da un comitato internazionale di giuristi per portare il governo e l&#039;esercito israeliani di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo un importante evento, informativo soprattutto, che si terrà a Torino il 18 Settembre, trasmesso in diretta web anche in inglese.<br />
Saluti.</p>
<p>=================================<br />
ROMPIAMO L&#8217;ASSEDIO AI DIRITTI DEI PALESTINESI<br />
Organizzato dal movimento PER IL BENE COMUNE</p>
<p>* ore 21:<br />
Proiezione video realizzato durante la Carovana della Speranza entrata in Gaza nel mese di maggio &#8217;09.<br />
Collegamento con la città assediata di Gaza, da cui parleranno Vittorio Arrigoni della Ong I.S.M. ed il Ministro Osama Al-Esawi.</p>
<p>* ore 22:<br />
Interventi di<br />
Elvio Arancio, coordinamento PBC;<br />
Gianni Flamini, scrittore e giornalista;<br />
Mohammad Hannoun, Presidente dell&#8217;Associazione Palestinesi in Italia;<br />
Gerry MacLochlainn, del Sinn Fèin, vice capo della carovana europea;<br />
sen. Franco Turigliatto, di Sinistra Critica;<br />
Presiede Monia Benini, Presidente PBC</p>
<p>Ospiti d&#8217;onore i componenti della delegazione italiana che ha partecipato alla Carovana della Speranza per Gaza. Sarà in distribuzione un DVD con il filmato sulla Carovana e il materiale documentario che verrà utilizzato da un comitato internazionale di giuristi per portare il governo e l&#8217;esercito israeliani di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/15/combattenti-per-la-pace-un-viaggio-in-palestina-seconda-parte/#comment-120042</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 21:04:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=21556#comment-120042</guid>

					<description><![CDATA[E&#039; un articolo che fornisce informazioni e considerazioni interessanti - come per es. parere di Barghouti, che condivido.
Condiviso inoltre lo spirito che lo guida, l&#039;esigenza del pacifismo.
Mi limito quindi a evidenziare alcuni distinguo tra quanto scritto nel post e quel che &quot;vedo&quot; io di Israele e Palestina.

Credo che il Restiamo umani di Arrigoni, molto semplicemente, si riferisca al fatto che le condizioni in cui vivono i palestinesi da almeno 42 anni - ma in verità occorrerebbe risalire al 1947-48, quando metà circa della popolazione palestinese è diventata profuga per la pulizia etnica israeliana - non possono essere accettate da chi voglia dichiararsi umano. Sono condizioni disumane, o al massimo sub-umane. E Israele, e l&#039;Occidente, con la complicità almeno in parte dei Paesi arabi, ha dimenticato cosa sia l&#039;umanità con i palestinesi.

Non c&#039;è un riferimento all&#039;agire pacifista, nel Restiamo umani, a mio avviso. Non nel senso che Arrigoni non sia pacifista ma nel senso che il significato della frase si &quot;ferma prima&quot;. 

Sulle parole &quot;intricata&quot; e &quot;conflitto israelo-palestinese&quot;.
Credo che la situazione in Israele-Palestina sia solo in apparenza intricata. E credo che usare la locuzione &quot;conflitto israelo-palestinese&quot;, così come il termine guerra, sia rischioso - rischi di complicare la comprensione della situazione. 
Non mette in evidenza il fatto che non ci sono due popolazioni o due stati in guerra ma una occupazione militare funzionale a un sistema di apartheid perseguito con la pulizia etnica. C&#039;è cioè il dominio territoriale di una popolazione-stato su un&#039;altra popolazione, che è stata concentrata e controllata in un&#039;area a parte, secondo gli schemi dell&#039;apartheid - quella oltre il Muro.
L&#039;affermare la condizione di dominio di una popolazione su un&#039;altra penso esprima meglio dei concetti di guerra o conflitto la situazione asimmetrica che si è venuta a creare in Palestina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un articolo che fornisce informazioni e considerazioni interessanti &#8211; come per es. parere di Barghouti, che condivido.<br />
Condiviso inoltre lo spirito che lo guida, l&#8217;esigenza del pacifismo.<br />
Mi limito quindi a evidenziare alcuni distinguo tra quanto scritto nel post e quel che &#8220;vedo&#8221; io di Israele e Palestina.</p>
<p>Credo che il Restiamo umani di Arrigoni, molto semplicemente, si riferisca al fatto che le condizioni in cui vivono i palestinesi da almeno 42 anni &#8211; ma in verità occorrerebbe risalire al 1947-48, quando metà circa della popolazione palestinese è diventata profuga per la pulizia etnica israeliana &#8211; non possono essere accettate da chi voglia dichiararsi umano. Sono condizioni disumane, o al massimo sub-umane. E Israele, e l&#8217;Occidente, con la complicità almeno in parte dei Paesi arabi, ha dimenticato cosa sia l&#8217;umanità con i palestinesi.</p>
<p>Non c&#8217;è un riferimento all&#8217;agire pacifista, nel Restiamo umani, a mio avviso. Non nel senso che Arrigoni non sia pacifista ma nel senso che il significato della frase si &#8220;ferma prima&#8221;. </p>
<p>Sulle parole &#8220;intricata&#8221; e &#8220;conflitto israelo-palestinese&#8221;.<br />
Credo che la situazione in Israele-Palestina sia solo in apparenza intricata. E credo che usare la locuzione &#8220;conflitto israelo-palestinese&#8221;, così come il termine guerra, sia rischioso &#8211; rischi di complicare la comprensione della situazione.<br />
Non mette in evidenza il fatto che non ci sono due popolazioni o due stati in guerra ma una occupazione militare funzionale a un sistema di apartheid perseguito con la pulizia etnica. C&#8217;è cioè il dominio territoriale di una popolazione-stato su un&#8217;altra popolazione, che è stata concentrata e controllata in un&#8217;area a parte, secondo gli schemi dell&#8217;apartheid &#8211; quella oltre il Muro.<br />
L&#8217;affermare la condizione di dominio di una popolazione su un&#8217;altra penso esprima meglio dei concetti di guerra o conflitto la situazione asimmetrica che si è venuta a creare in Palestina.</p>
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		Di: jan reister		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/15/combattenti-per-la-pace-un-viaggio-in-palestina-seconda-parte/#comment-120005</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 14:46:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La seconda parte del diario di viaggio di Lorenzo Bernini, pubblicata oggi qui sopra, non è stata a lungo visibile a causa di un problema editoriale (il formato delle didascalie [caption] delle fotografie in wordpress).

Me ne scuso con l&#039;autore e con i lettori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La seconda parte del diario di viaggio di Lorenzo Bernini, pubblicata oggi qui sopra, non è stata a lungo visibile a causa di un problema editoriale (il formato delle didascalie [caption] delle fotografie in wordpress).</p>
<p>Me ne scuso con l&#8217;autore e con i lettori.</p>
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