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	Commenti a: I Palestinesi, un popolo di troppo &#8211; Intervista a Jeff Halper (1)	</title>
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		Di: Mappe e approfondimenti &#171; Conversando con Gerusalemme		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mappe e approfondimenti &#171; Conversando con Gerusalemme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 09:58:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] attivo, della situazione. E&#8217; un po&#8217; lunga. La trovate sul sito www.nazioneindiana.com (prima parte, seconda parte) oppure qui. Qui invece un&#8217;intervista simile, più sintetica, fatta nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] attivo, della situazione. E&#8217; un po&#8217; lunga. La trovate sul sito <a href="http://www.nazioneindiana.com" rel="nofollow ugc">http://www.nazioneindiana.com</a> (prima parte, seconda parte) oppure qui. Qui invece un&#8217;intervista simile, più sintetica, fatta nella [&#8230;]</p>
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		Di: Agora&#8217; di cloro Il dissidio interno agli ebrei sulla libertà di espressione		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agora&#8217; di cloro Il dissidio interno agli ebrei sulla libertà di espressione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 07:08:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] i roghi. In un articolo fa-na-ti-cis-si-mo di Angelo Pezzana, si fa il nome per esempio di  Jeff Halper, che è stato recentemente in Italia e ha incontrato molte persone, parlando dei palestinesi come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] i roghi. In un articolo fa-na-ti-cis-si-mo di Angelo Pezzana, si fa il nome per esempio di  Jeff Halper, che è stato recentemente in Italia e ha incontrato molte persone, parlando dei palestinesi come [&#8230;]</p>
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		Di: no/made		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[no/made]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 00:17:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[secondo la ginzburg, il padre usava apostrofare &quot; cose da negri &quot; atteggiamenti popolari che lo infastidivano nella quotidianità,

ricordo ancora lo choc dell espressione &quot; i mussulmani &quot;, riportata da levi, per indicare gli ebrei destinati a morire nei campi,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>secondo la ginzburg, il padre usava apostrofare &#8221; cose da negri &#8221; atteggiamenti popolari che lo infastidivano nella quotidianità,</p>
<p>ricordo ancora lo choc dell espressione &#8221; i mussulmani &#8220;, riportata da levi, per indicare gli ebrei destinati a morire nei campi,</p>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 00:03:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;apartheid e la bantustanizzazione servono a conquistare terre più che a sfruttare i palestinesi. 

Lasci perdere poi la solita storia evocata degli ebrei cattivi, dell&#039;antisemitismo: sa, anche gli ebrei commettono crimini, se sono umani. Non è che perchè la storia è piena di antisemitismo e di pregiudizi sugli ebrei allora ora si debba tutti amare gli ebrei e parlarne solo bene, sa?
Anche gli ebrei commettono crimini, e quello della pulizia etnica della Palestina è uno dei crimini peggiori del Novecento. E le dico di più: esiste il razzismo? sì? bene, allora anche gli ebrei possono essere razzisti, e infatti alcuni di loro lo sono, come lo sono parte degli italiani ecc.

Cmq, grazie della risposta, anche se, non per essere pedante, ma io le avevo chiesto cosa era disposto a fare lei, itzik in quanto itzik, non in quanto israeliano o palestinese, in relazione al dare un contributo a una soluzione nonviolenta in Palestina: boicottaggio, sanzioni ecc. per Israele
Su questo non vuol proprio dir nulla?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;apartheid e la bantustanizzazione servono a conquistare terre più che a sfruttare i palestinesi. </p>
<p>Lasci perdere poi la solita storia evocata degli ebrei cattivi, dell&#8217;antisemitismo: sa, anche gli ebrei commettono crimini, se sono umani. Non è che perchè la storia è piena di antisemitismo e di pregiudizi sugli ebrei allora ora si debba tutti amare gli ebrei e parlarne solo bene, sa?<br />
Anche gli ebrei commettono crimini, e quello della pulizia etnica della Palestina è uno dei crimini peggiori del Novecento. E le dico di più: esiste il razzismo? sì? bene, allora anche gli ebrei possono essere razzisti, e infatti alcuni di loro lo sono, come lo sono parte degli italiani ecc.</p>
<p>Cmq, grazie della risposta, anche se, non per essere pedante, ma io le avevo chiesto cosa era disposto a fare lei, itzik in quanto itzik, non in quanto israeliano o palestinese, in relazione al dare un contributo a una soluzione nonviolenta in Palestina: boicottaggio, sanzioni ecc. per Israele<br />
Su questo non vuol proprio dir nulla?</p>
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		<title>
		Di: itzik		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[itzik]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 11:26:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Preso dall&#039;enfasi mi accorgo di avere usato un termine un po&#039; sopra le righe. Mi scuso con i frequentatori del sito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Preso dall&#8217;enfasi mi accorgo di avere usato un termine un po&#8217; sopra le righe. Mi scuso con i frequentatori del sito.</p>
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		<title>
		Di: itzik		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[itzik]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 10:11:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Più sopra ho scritto che trovo molto bella la risposta di Halper, ai miei occhi una persona molto unilateralmente tollerante nei confronti di manifestazioni verso le quali io personalmente non sono tollerante (ciascuno ha i suoi limiti). Mi riferivo al suo implicito decostruire le identità e in nome di quella decostruzione prospettare una soluzione binazionale che vada oltre lo stato nazionale ottocentesto per i palestinesi e per gli israeliani. C&#039;è anche da dire che un Manifesto di Ventotene per il MO emergerà come anche per l&#039;Europa forse dopo la fine del conflitto. Per ora, le persone in carne ed ossa, con un vissuto affetti e reazioni umane, lo stato binazionale lo considerano un&#039;utopia (sia di qua che di là, comunque ci si ponga).

Invece una parte delle riflessioni di Halper che mi è apparsa davvero infondata, di infimo livello, dogmatica, è quella sulla presunta volontà di apartheid degli israeliani. Hafradah in ebraico non ha la stessa valenza e non evoca le stesse immagini che apartheid. Hafradah significa separazione, non segregazione, ed è un termine sostanzialmente neutro o addirittura con connotati anche positivi. Ma comunque sia, al di là di qualunque considerazione, la ricostruzione delle intenzioni politiche degli ultimi governi israeliani operata da Halper non regge. E noti, Galbiati, che neppure Halper fa nei confronti di Israele un discorso di condanna assoluta per motivi di una innata malvagia etnico-religioso-quelchevuolelei natura ebraico-sionistica, bensi nota che la situazione si è deteriorata negli anni. E va da sé anche che l&#039;attuale governo di destra in Israele non mi piace neppure un po&#039;.

Ma torniamo a noi. Il discorso di Halper evidentemente non regge. Egli scrive

&quot;La versione israeliana dell’apartheid è tuttavia persino peggiore di quella sud africana. In Sud Africa i Bantustans erano concepiti come riserve di manodopera nera a buon mercato in un’economia sud africana bianca. Nella versione israeliana i lavoratori palestinesi sono persino esclusi dall’economia israeliana, e non hanno nemmeno un’economia autosufficiente propria. Il motivo è che Israele ha scoperto una manodopera a buon mercato tutta sua: all’incirca 300 000 lavoratori stranieri provenienti da Cina, Filippine, Thailandia, Romania e Africa occidentale, la pre-esistente popolazione araba in Israele, Mizrahi, etiope, russa e est europea. Israele può quindi permettersi di rinchiuderli là dentro persino mentre gli vengono negate una propria economia e legami liberi con i paesi arabi circostanti. Da ogni punto di vista, storicamente, culturalmente, politicamente ed economicamente, i palestinesi sono stati definiti un’umanità di troppo, superflua. Non gli resta che fare da popolazione di “stoccaggio”, condizione che la preoccupata comunità internazionale sembra continuare a permettere a Israele di attuare. &quot;

Cioè sta trattando da imbecilli i cattivissimi israeliani. Questi infatti spendono un sacco di soldi in armi e muro di separazione per creare dei bantustan palestinesi, ma a differenza dei sudafricani poi non li sfruttano, bensì lasciano lì i palestinesi e sprecano pure altri soldi scelgiendo invece di importare a pagamento manodopera da altrove. E allora a che serve avere sprecato tutti quei quattrini per erigere i bantustan palestinesi? Non doveva essere un investimento la segregazione?

Se una puttanata del genere l&#039;avesse scritta chiunque l&#039;avrei inquadrata in un certo modo con una parola che mi sembra lei rimuova. Però siccome effettivamente la dice Halper, che nell&#039;intervista sottolinea la sua ebraicità (e a me non interesserebbe comunque di che religione è) mi capita di chiedermi come giustifica lui (Halper) questa malvagia stupidità israeliana che risulterebbe dalla sua ricostruzione. Certo non facendo ricorso come altri alla categoria del comportamento innato, spero.

Poi non prenda per oro colato niente di quel che scrivo, perché non ho certezze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più sopra ho scritto che trovo molto bella la risposta di Halper, ai miei occhi una persona molto unilateralmente tollerante nei confronti di manifestazioni verso le quali io personalmente non sono tollerante (ciascuno ha i suoi limiti). Mi riferivo al suo implicito decostruire le identità e in nome di quella decostruzione prospettare una soluzione binazionale che vada oltre lo stato nazionale ottocentesto per i palestinesi e per gli israeliani. C&#8217;è anche da dire che un Manifesto di Ventotene per il MO emergerà come anche per l&#8217;Europa forse dopo la fine del conflitto. Per ora, le persone in carne ed ossa, con un vissuto affetti e reazioni umane, lo stato binazionale lo considerano un&#8217;utopia (sia di qua che di là, comunque ci si ponga).</p>
<p>Invece una parte delle riflessioni di Halper che mi è apparsa davvero infondata, di infimo livello, dogmatica, è quella sulla presunta volontà di apartheid degli israeliani. Hafradah in ebraico non ha la stessa valenza e non evoca le stesse immagini che apartheid. Hafradah significa separazione, non segregazione, ed è un termine sostanzialmente neutro o addirittura con connotati anche positivi. Ma comunque sia, al di là di qualunque considerazione, la ricostruzione delle intenzioni politiche degli ultimi governi israeliani operata da Halper non regge. E noti, Galbiati, che neppure Halper fa nei confronti di Israele un discorso di condanna assoluta per motivi di una innata malvagia etnico-religioso-quelchevuolelei natura ebraico-sionistica, bensi nota che la situazione si è deteriorata negli anni. E va da sé anche che l&#8217;attuale governo di destra in Israele non mi piace neppure un po&#8217;.</p>
<p>Ma torniamo a noi. Il discorso di Halper evidentemente non regge. Egli scrive</p>
<p>&#8220;La versione israeliana dell’apartheid è tuttavia persino peggiore di quella sud africana. In Sud Africa i Bantustans erano concepiti come riserve di manodopera nera a buon mercato in un’economia sud africana bianca. Nella versione israeliana i lavoratori palestinesi sono persino esclusi dall’economia israeliana, e non hanno nemmeno un’economia autosufficiente propria. Il motivo è che Israele ha scoperto una manodopera a buon mercato tutta sua: all’incirca 300 000 lavoratori stranieri provenienti da Cina, Filippine, Thailandia, Romania e Africa occidentale, la pre-esistente popolazione araba in Israele, Mizrahi, etiope, russa e est europea. Israele può quindi permettersi di rinchiuderli là dentro persino mentre gli vengono negate una propria economia e legami liberi con i paesi arabi circostanti. Da ogni punto di vista, storicamente, culturalmente, politicamente ed economicamente, i palestinesi sono stati definiti un’umanità di troppo, superflua. Non gli resta che fare da popolazione di “stoccaggio”, condizione che la preoccupata comunità internazionale sembra continuare a permettere a Israele di attuare. &#8221;</p>
<p>Cioè sta trattando da imbecilli i cattivissimi israeliani. Questi infatti spendono un sacco di soldi in armi e muro di separazione per creare dei bantustan palestinesi, ma a differenza dei sudafricani poi non li sfruttano, bensì lasciano lì i palestinesi e sprecano pure altri soldi scelgiendo invece di importare a pagamento manodopera da altrove. E allora a che serve avere sprecato tutti quei quattrini per erigere i bantustan palestinesi? Non doveva essere un investimento la segregazione?</p>
<p>Se una puttanata del genere l&#8217;avesse scritta chiunque l&#8217;avrei inquadrata in un certo modo con una parola che mi sembra lei rimuova. Però siccome effettivamente la dice Halper, che nell&#8217;intervista sottolinea la sua ebraicità (e a me non interesserebbe comunque di che religione è) mi capita di chiedermi come giustifica lui (Halper) questa malvagia stupidità israeliana che risulterebbe dalla sua ricostruzione. Certo non facendo ricorso come altri alla categoria del comportamento innato, spero.</p>
<p>Poi non prenda per oro colato niente di quel che scrivo, perché non ho certezze.</p>
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		<title>
		Di: itzik		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/17/i-palestinesi-un-popolo-di-troppo-intervista-a-jeff-halper/#comment-120606</link>

		<dc:creator><![CDATA[itzik]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 09:45:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Itzik, presente! Signorsì signor comandante. A domanda rispondo. Cosa farei io? Se fossi israeliano? O se fossi palestinese? Sempreché poi esistano un palestinese medio o un israeliano medio. Se vuole glielo lo dico, ma siccome non posso parlare né a nome dei palestinesi né a nome degli israeliani, sappia che la mia risposta non ha valore. Facciamo così: le dico cosa farei se fossi un ipotetico politico di livello in ciascuno dei due schieramenti. 

Se fossi un responsabile politico palestinese io interromperei tutti i legami con Siria e Iran; nell&#039;ipotesi (improbabile) sopravvivessi, intavolerei trattative con Israele per dei confini certi, dopodiché invece di stare a buttare soldi in armi e repressione interna combatterei la corruzione e favorirei lo sviluppo dell&#039;economia di concerto con e nel rispetto delle aspirazioni della società civile che si esprime in una pluralità di partiti. 

Se fossi un responsabile politico di alto livello di Israele stante la situazione odierna pubnterei al contenimento e al contrasto del terrorismo attraverso l&#039;intelligence (a breve medio termine) e la diplomazia (medio e lungo termine), in modo da giungere anche per i palestinesi come per tanti altri popoli alle condizioni che indicavo sopra. Le reazioni militari come quelle di Gaza le eviterei, perché non è con scoppi di nervi per quanto massicci che si risponde al meglio ad una politica di sostanziale mobbing che dura da anni e che lei come molti altri preferisce non vedere.

Poi per fortuna non sono un politico, e comunque le soluzioni semplici non esistono (nel conflitto giocano un ruolo la psicologia o il retroterra delle persone che lei non conosce e quindi non considera), quindi che vuole che le dica? 

Non le è piaciuta la risposta, vero? Non ho detto che Israele dovrebbe vergognarsi, chiedere perdono e buttarsi in mare (Halper sa nuotare?). Ma tant&#039;è, questa è la mia risposta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Itzik, presente! Signorsì signor comandante. A domanda rispondo. Cosa farei io? Se fossi israeliano? O se fossi palestinese? Sempreché poi esistano un palestinese medio o un israeliano medio. Se vuole glielo lo dico, ma siccome non posso parlare né a nome dei palestinesi né a nome degli israeliani, sappia che la mia risposta non ha valore. Facciamo così: le dico cosa farei se fossi un ipotetico politico di livello in ciascuno dei due schieramenti. </p>
<p>Se fossi un responsabile politico palestinese io interromperei tutti i legami con Siria e Iran; nell&#8217;ipotesi (improbabile) sopravvivessi, intavolerei trattative con Israele per dei confini certi, dopodiché invece di stare a buttare soldi in armi e repressione interna combatterei la corruzione e favorirei lo sviluppo dell&#8217;economia di concerto con e nel rispetto delle aspirazioni della società civile che si esprime in una pluralità di partiti. </p>
<p>Se fossi un responsabile politico di alto livello di Israele stante la situazione odierna pubnterei al contenimento e al contrasto del terrorismo attraverso l&#8217;intelligence (a breve medio termine) e la diplomazia (medio e lungo termine), in modo da giungere anche per i palestinesi come per tanti altri popoli alle condizioni che indicavo sopra. Le reazioni militari come quelle di Gaza le eviterei, perché non è con scoppi di nervi per quanto massicci che si risponde al meglio ad una politica di sostanziale mobbing che dura da anni e che lei come molti altri preferisce non vedere.</p>
<p>Poi per fortuna non sono un politico, e comunque le soluzioni semplici non esistono (nel conflitto giocano un ruolo la psicologia o il retroterra delle persone che lei non conosce e quindi non considera), quindi che vuole che le dica? </p>
<p>Non le è piaciuta la risposta, vero? Non ho detto che Israele dovrebbe vergognarsi, chiedere perdono e buttarsi in mare (Halper sa nuotare?). Ma tant&#8217;è, questa è la mia risposta.</p>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/17/i-palestinesi-un-popolo-di-troppo-intervista-a-jeff-halper/#comment-120603</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 09:23:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concludo rispondendo a sebastian76

Se guardi la situazione di Gaza, invece, Hamas ha vinto le elezioni dopodiché ha di fatto schiacciato ogni distinguo e ogni dissenso (vedi il trattamento riservato ai membri di Fatah o l’attaco con armi pesanti della moschea presidiata dai qaedisti).
&#060;&#062;&#062;Certo la possibilità di controllo è maggiore in Israele. Magari se diamo ai palestinesi la possibilità di fare uno stato democratico, cedendogli la terra, non uccidendo o rapendo i loro rappresentanti eletti, permettendogli di avere un esercito, eh?, magari poi ne riparliamo.

Ti ricordo che poi he il consenso dell’80% della Knesset alle guerre del Libano e di Gaza era la conseguenza quasi forzata della necessità di porre termine ai lanci di razzi sulla Galilea e sul Negev, di fronte alla conclamata volontà di Hezbollah e di Hamas di insistere con questi lanci, tra l’altro effettuati da terre da cui Israele si era da poco ritirata. Credo che in qualsiasi nazione lo stillicidio di razzi sulle proprie popolazioni civili avrebbe portato a simili reazioni, probabilmente con maggioranze parlamentari anche più ampie. 
&#062;&#062;Ho detto 80% per riferirmi alla popolazione, alla Knesset in consenso era vicino al 100% per le guerre a Libano e Gaza, le quali NON erano conseguenze quasi forzate (questa espressione la dice lunga sul tuo automatico meccanismo di giustificazione dell&#039;operato di Israele) del lancio di razzi.  Sono state guerre fortemente volute e pianificate, la seconda anche per fini elettorali come espresso pubblicamente da Barak. Speravo che almeno su questo chi cercasse di capire la concatenazione dei fatti si fosse fatto una ragione del fatto che è stato Israele per primo a violare la tregua - se tregua c&#039;è mai stata - a provocare la reazione di Hamas e poi a passare all&#039;offensiva. Ne ho parlato a lungo nel mio articolo qui su NI https://www.nazioneindiana.com/2009/01/19/ipotesi-per-la-tonnara-di-gaza/
a cui mi pare tu abbia partecipato nei commenti.

Ma peraltro: se anche la carneficina di Gaza fosse stata fatta per il lancio di qassam, com&#039;è che non ti chiedi: e come mai questi continuano a lanciare qassam?
Perchè sai, non è che nessuna democrazia tollelerebbe mai un simile stillicidio di razzi, bensì: nessuna democrazia mette in atto da 40 una occupazione simile a quella israeliana e da 3 un assedio come quello di GaZA, che pone la popolazione al limite della catastrofe umanitaria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concludo rispondendo a sebastian76</p>
<p>Se guardi la situazione di Gaza, invece, Hamas ha vinto le elezioni dopodiché ha di fatto schiacciato ogni distinguo e ogni dissenso (vedi il trattamento riservato ai membri di Fatah o l’attaco con armi pesanti della moschea presidiata dai qaedisti).<br />
&lt;&gt;&gt;Certo la possibilità di controllo è maggiore in Israele. Magari se diamo ai palestinesi la possibilità di fare uno stato democratico, cedendogli la terra, non uccidendo o rapendo i loro rappresentanti eletti, permettendogli di avere un esercito, eh?, magari poi ne riparliamo.</p>
<p>Ti ricordo che poi he il consenso dell’80% della Knesset alle guerre del Libano e di Gaza era la conseguenza quasi forzata della necessità di porre termine ai lanci di razzi sulla Galilea e sul Negev, di fronte alla conclamata volontà di Hezbollah e di Hamas di insistere con questi lanci, tra l’altro effettuati da terre da cui Israele si era da poco ritirata. Credo che in qualsiasi nazione lo stillicidio di razzi sulle proprie popolazioni civili avrebbe portato a simili reazioni, probabilmente con maggioranze parlamentari anche più ampie.<br />
&gt;&gt;Ho detto 80% per riferirmi alla popolazione, alla Knesset in consenso era vicino al 100% per le guerre a Libano e Gaza, le quali NON erano conseguenze quasi forzate (questa espressione la dice lunga sul tuo automatico meccanismo di giustificazione dell&#8217;operato di Israele) del lancio di razzi.  Sono state guerre fortemente volute e pianificate, la seconda anche per fini elettorali come espresso pubblicamente da Barak. Speravo che almeno su questo chi cercasse di capire la concatenazione dei fatti si fosse fatto una ragione del fatto che è stato Israele per primo a violare la tregua &#8211; se tregua c&#8217;è mai stata &#8211; a provocare la reazione di Hamas e poi a passare all&#8217;offensiva. Ne ho parlato a lungo nel mio articolo qui su NI <a href="https://www.nazioneindiana.com/2009/01/19/ipotesi-per-la-tonnara-di-gaza/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2009/01/19/ipotesi-per-la-tonnara-di-gaza/</a><br />
a cui mi pare tu abbia partecipato nei commenti.</p>
<p>Ma peraltro: se anche la carneficina di Gaza fosse stata fatta per il lancio di qassam, com&#8217;è che non ti chiedi: e come mai questi continuano a lanciare qassam?<br />
Perchè sai, non è che nessuna democrazia tollelerebbe mai un simile stillicidio di razzi, bensì: nessuna democrazia mette in atto da 40 una occupazione simile a quella israeliana e da 3 un assedio come quello di GaZA, che pone la popolazione al limite della catastrofe umanitaria.</p>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/17/i-palestinesi-un-popolo-di-troppo-intervista-a-jeff-halper/#comment-120602</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 09:10:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=22237#comment-120602</guid>

					<description><![CDATA[Peccato che Itzik sul più bello: cosa è disposto a fare lui, non risponda. Ma immagino non abbia più visto i commenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Peccato che Itzik sul più bello: cosa è disposto a fare lui, non risponda. Ma immagino non abbia più visto i commenti.</p>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/17/i-palestinesi-un-popolo-di-troppo-intervista-a-jeff-halper/#comment-120524</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 12:54:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, io le dico cose esattamente speculari: se Israele avesse voluto concedere il 25% della Palestina storica ai palestinesi, compresa Gerusalemme est, e avesse trovato un accordo sui profughi (un risarcimento almeno) non avrebbe avuto attacchi terroristici contro e si sarebbe assicurato la sicurezza dei suoi cittadini. Ma ha preferito tenersi tutte le terre conquistate in guerra, comprese parti del Libano e il Golam, e rinfocolare resistenze di ogni tipo, palestinesi, libanesi e pan-arabe facendo guerra a bassa intensità, come la chiama lei, dieci volte maggiore di quella dei palestinesi, e nel frattempo mettendo i palestinesi in bantustan sempre più piccoli e isolati e sotto controllo militare israeliano, in modo da render invivibile la loro vita. E ancora adesso continua a fare pulizia etnica a Gerusalemme est e a costruire strade e colonie per soli ebrei: sempre l&#039;ha fatto, anche quando Arafat ha riconosciuto Israele come stato e anche ora con il pacifico Abu Mazen, il collaborazionista Abu Mazen, il quale non sta ottenendo NULLA per i palestinesi, assolutamente NULLA: le rivendicazioni diplomatiche senza violenza non hanno mai portato a nulla con Israele. E quando nulla sembra portare a nulla, scatta la violenza. E dopo si dirà ancora che con gente come Abu Mazen non si poteva trattare, che ce ne vogliono altri, come lo si diceva di Arafat.

Tutto questo succede esattamente per i motivi che ha spiegato Halper nella sua intervista scritta e orale, quei motivi che lei si rifiuta di vedere. 
Poi ci sarebbe da fare un discorso sui metodi nonviolenti, i quali possono funzionare se hanno il sostegno della comunità internazionale, e sono gli unici percorribili-  sempre ricordando che la responsabilità del crimine dell&#039;occupazione e della pulizia etnica e dei cronici eccidi dei palestinesi è solo da imputare a Israele, essendo Israele l&#039;unica parte in conflitto, sempre come ricorda Halper, che ha il potere anche unilateralmente di porre fine a tali crimini. 
Ma i metodi nonviolenti sono percorribili solo se l&#039;opionione pubblica, la comunità delle società civili si mobilita in tal senso a sostegno della causa palestinese: lei è pronto a farlo? A chiedere la condanna per crimini contro l&#039;umanità dei politici israeliani? A chiedere che venga abbattutto il Muro dell&#039;apartheid, illegale, già condannato dalla Corte penale internazionale? E&#039; pronto a far pubblicità per la campagna boicottaggio disinvestimento sanzioni di cui parla Halper?
Perchè se non è pronto, non pretenda che i palestinesi possano farlo da soli, possano sperare di ottenere qualcosa con i metodi nonviolenti se chi dice loro di non usare la violenza come lei poi li... boicotta - anzichè boicottare Israele.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, io le dico cose esattamente speculari: se Israele avesse voluto concedere il 25% della Palestina storica ai palestinesi, compresa Gerusalemme est, e avesse trovato un accordo sui profughi (un risarcimento almeno) non avrebbe avuto attacchi terroristici contro e si sarebbe assicurato la sicurezza dei suoi cittadini. Ma ha preferito tenersi tutte le terre conquistate in guerra, comprese parti del Libano e il Golam, e rinfocolare resistenze di ogni tipo, palestinesi, libanesi e pan-arabe facendo guerra a bassa intensità, come la chiama lei, dieci volte maggiore di quella dei palestinesi, e nel frattempo mettendo i palestinesi in bantustan sempre più piccoli e isolati e sotto controllo militare israeliano, in modo da render invivibile la loro vita. E ancora adesso continua a fare pulizia etnica a Gerusalemme est e a costruire strade e colonie per soli ebrei: sempre l&#8217;ha fatto, anche quando Arafat ha riconosciuto Israele come stato e anche ora con il pacifico Abu Mazen, il collaborazionista Abu Mazen, il quale non sta ottenendo NULLA per i palestinesi, assolutamente NULLA: le rivendicazioni diplomatiche senza violenza non hanno mai portato a nulla con Israele. E quando nulla sembra portare a nulla, scatta la violenza. E dopo si dirà ancora che con gente come Abu Mazen non si poteva trattare, che ce ne vogliono altri, come lo si diceva di Arafat.</p>
<p>Tutto questo succede esattamente per i motivi che ha spiegato Halper nella sua intervista scritta e orale, quei motivi che lei si rifiuta di vedere.<br />
Poi ci sarebbe da fare un discorso sui metodi nonviolenti, i quali possono funzionare se hanno il sostegno della comunità internazionale, e sono gli unici percorribili-  sempre ricordando che la responsabilità del crimine dell&#8217;occupazione e della pulizia etnica e dei cronici eccidi dei palestinesi è solo da imputare a Israele, essendo Israele l&#8217;unica parte in conflitto, sempre come ricorda Halper, che ha il potere anche unilateralmente di porre fine a tali crimini.<br />
Ma i metodi nonviolenti sono percorribili solo se l&#8217;opionione pubblica, la comunità delle società civili si mobilita in tal senso a sostegno della causa palestinese: lei è pronto a farlo? A chiedere la condanna per crimini contro l&#8217;umanità dei politici israeliani? A chiedere che venga abbattutto il Muro dell&#8217;apartheid, illegale, già condannato dalla Corte penale internazionale? E&#8217; pronto a far pubblicità per la campagna boicottaggio disinvestimento sanzioni di cui parla Halper?<br />
Perchè se non è pronto, non pretenda che i palestinesi possano farlo da soli, possano sperare di ottenere qualcosa con i metodi nonviolenti se chi dice loro di non usare la violenza come lei poi li&#8230; boicotta &#8211; anzichè boicottare Israele.</p>
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