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	Commenti a: Il Fauno da Mallarmé a Debussy e a Ungaretti	</title>
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		<title>
		Di: Enrico Macioci		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enrico Macioci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 17:18:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vero Mauro, ricostruzione perfetta. Vera e innegabile anche l&#039;influenza di Hugo e Baudelaire su Rimbaud. Ma secondo me, con certi passi di UNA STAGIONE ALL&#039;INFERNO e con l&#039;intero corpus delle ILLUMINAZIONI, siamo davanti a qualcosa di realmente nuovo; Rimbaud ha salito un gradino di colpo, quasi contro le leggi &quot;fisiche&quot; della poesia, delle influenze fra autori, dei fraintendimenti creativi di cui la letteratura si nutre da sempre. Infatti ciò che maggiormente colpisce di questo prodigio non è tanto la precocità, quanto la velocità. Nessuno mai più veloce di lui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vero Mauro, ricostruzione perfetta. Vera e innegabile anche l&#8217;influenza di Hugo e Baudelaire su Rimbaud. Ma secondo me, con certi passi di UNA STAGIONE ALL&#8217;INFERNO e con l&#8217;intero corpus delle ILLUMINAZIONI, siamo davanti a qualcosa di realmente nuovo; Rimbaud ha salito un gradino di colpo, quasi contro le leggi &#8220;fisiche&#8221; della poesia, delle influenze fra autori, dei fraintendimenti creativi di cui la letteratura si nutre da sempre. Infatti ciò che maggiormente colpisce di questo prodigio non è tanto la precocità, quanto la velocità. Nessuno mai più veloce di lui.</p>
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		<title>
		Di: sergio pasquandrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 17:02:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Però l&#039;autenticità di quel video di Nijinski è molto dubbia... Dovrebbe essere un&#039;animazione, basata su foto d&#039;epoca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Però l&#8217;autenticità di quel video di Nijinski è molto dubbia&#8230; Dovrebbe essere un&#8217;animazione, basata su foto d&#8217;epoca.</p>
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		Di: Mauro Baldrati		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro Baldrati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 15:12:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cioè, preciso meglio un punto: &quot;Ciò che si dice...&quot; è stata scritta, forse, circa un anno dopo la lettera del 24 maggio, e subito dopo la Lettera del veggente, dove R. invocava un nuovo stile, una nuova lingua; questa poesia sembra il primo tentativo di mettere in pratica la ricerca del Veggente. Poi la invia a Banville, il padre dei parnassiani, prima di andare per la quarta volta credo, a Parigi, in cerca di appoggi; il fatto che si rivolga proprio a Banville per un rimbaldologo acuto come Ivos Margoni starebbe a dimostrare la sua fiducia, nonostante tutto (e nonostante la frase che hai citato), nell&#039;intelligenza di Banville (secondo me ben riposta, visto che il suddetto lo ospitò quando era solo e disperato). Lo credo anch&#039;io, però nulla mi toglie il pensiero che la scintilla di questa rivolta antiparnassiana sia stata provocata anche dal rifiuto iniziale di pubblicarlo sulla rivista...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cioè, preciso meglio un punto: &#8220;Ciò che si dice&#8230;&#8221; è stata scritta, forse, circa un anno dopo la lettera del 24 maggio, e subito dopo la Lettera del veggente, dove R. invocava un nuovo stile, una nuova lingua; questa poesia sembra il primo tentativo di mettere in pratica la ricerca del Veggente. Poi la invia a Banville, il padre dei parnassiani, prima di andare per la quarta volta credo, a Parigi, in cerca di appoggi; il fatto che si rivolga proprio a Banville per un rimbaldologo acuto come Ivos Margoni starebbe a dimostrare la sua fiducia, nonostante tutto (e nonostante la frase che hai citato), nell&#8217;intelligenza di Banville (secondo me ben riposta, visto che il suddetto lo ospitò quando era solo e disperato). Lo credo anch&#8217;io, però nulla mi toglie il pensiero che la scintilla di questa rivolta antiparnassiana sia stata provocata anche dal rifiuto iniziale di pubblicarlo sulla rivista&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Mauro Baldrati		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro Baldrati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 14:58:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Enrico, sono d&#039;accordo, in gran parte. Diciamo che Rimbaud leggeva con accanimento (e rapidità, com&#039;era nella sua natura), gli autori che lo interessavano, poi li copiava, li mimava, li riscriveva, e li superava. Spesso, come dici, li ricopriva pure di sarcasmo. Ma l&#039;influenza di Victor Hugo, per esempio, è stata enorme, anche se lo critica; e anche di Baudelaire, che come scrivi, nella Lettera del Veggente, definisce troppo artista. Banville, voleva fare colpo su di lui, per farsi pubblicare dalla sua rivista parnassiana, e nella lettera che ho citato gli mentiva sull&#039;età, infatti non aveva 17 anni, ma non ancora 16, e sono convinto che l&#039;ode antiparnassiana di &quot;Ciò che si dice...&quot; che hai giustamente citato sia stata per così dire generata dalla non risposta di Banville.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Enrico, sono d&#8217;accordo, in gran parte. Diciamo che Rimbaud leggeva con accanimento (e rapidità, com&#8217;era nella sua natura), gli autori che lo interessavano, poi li copiava, li mimava, li riscriveva, e li superava. Spesso, come dici, li ricopriva pure di sarcasmo. Ma l&#8217;influenza di Victor Hugo, per esempio, è stata enorme, anche se lo critica; e anche di Baudelaire, che come scrivi, nella Lettera del Veggente, definisce troppo artista. Banville, voleva fare colpo su di lui, per farsi pubblicare dalla sua rivista parnassiana, e nella lettera che ho citato gli mentiva sull&#8217;età, infatti non aveva 17 anni, ma non ancora 16, e sono convinto che l&#8217;ode antiparnassiana di &#8220;Ciò che si dice&#8230;&#8221; che hai giustamente citato sia stata per così dire generata dalla non risposta di Banville.</p>
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		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/18/il-fauno-di-mallarme-e-quello-di-ungaretti/#comment-120247</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 11:18:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;strong&gt;Lydia Nelidova&lt;/strong&gt; e&lt;strong&gt; Vaslav Nijinski&lt;/strong&gt; e il suo famoso passo del fauno di profilo

&lt;object width=&quot;445&quot; height=&quot;364&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/MFo6e9XJ-ho&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/MFo6e9XJ-ho&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;color1=0x006699&amp;color2=0x54abd6&amp;border=1&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;445&quot; height=&quot;364&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;


Però se devo dirla tutta, questo fauno di Mallarmé, fra le sue opere, non lo trovo poi così oscuro, anzi trovo abbia una sua vaga pesantezza intrinseca e non mi ha mai troppo affascinato né per mistero, né per leggerezza. Il guaio è, forse, leggerlo con o dopo Debussy, ecco, direi che la sua funzione principale fu di ispirare a Debussy un capolavoro assoluto, che lo supera tra flauto e archi e arpa e corni, per atmosfere, dolcezza e sogno, desiderio e eros sublimati.


,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lydia Nelidova</strong> e<strong> Vaslav Nijinski</strong> e il suo famoso passo del fauno di profilo</p>
<p><object width="445" height="364"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MFo6e9XJ-ho&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;color1=0x006699&#038;color2=0x54abd6&#038;border=1"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowscriptaccess" value="always"/><embed src="http://www.youtube.com/v/MFo6e9XJ-ho&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;color1=0x006699&#038;color2=0x54abd6&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="445" height="364"/></object></p>
<p>Però se devo dirla tutta, questo fauno di Mallarmé, fra le sue opere, non lo trovo poi così oscuro, anzi trovo abbia una sua vaga pesantezza intrinseca e non mi ha mai troppo affascinato né per mistero, né per leggerezza. Il guaio è, forse, leggerlo con o dopo Debussy, ecco, direi che la sua funzione principale fu di ispirare a Debussy un capolavoro assoluto, che lo supera tra flauto e archi e arpa e corni, per atmosfere, dolcezza e sogno, desiderio e eros sublimati.</p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/18/il-fauno-di-mallarme-e-quello-di-ungaretti/#comment-120243</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 10:45:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a te, Sparz per il dono.
Mi sembra un testo antico, nutrito della cultura latina,
con impronta mitica d&#039;Ovide.
Rimbaud era più rivoluzionario, ha fatto esplodere un sole poetico,
ha liberato tutte le navi ancorati al porto, ha fatto danzare una lingua nuova,
come lingua straniera, dove si ascolta &quot;le tambour des sables&quot;, lingua soprannaturale.

Mallarmé ha la lingua sacra del dolore antica, come un liquore misterioso,
enigmatica, lettere di bellezza e sortilegio, qualcosa che non è la  trance, ma la preghiera
segreta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a te, Sparz per il dono.<br />
Mi sembra un testo antico, nutrito della cultura latina,<br />
con impronta mitica d&#8217;Ovide.<br />
Rimbaud era più rivoluzionario, ha fatto esplodere un sole poetico,<br />
ha liberato tutte le navi ancorati al porto, ha fatto danzare una lingua nuova,<br />
come lingua straniera, dove si ascolta &#8220;le tambour des sables&#8221;, lingua soprannaturale.</p>
<p>Mallarmé ha la lingua sacra del dolore antica, come un liquore misterioso,<br />
enigmatica, lettere di bellezza e sortilegio, qualcosa che non è la  trance, ma la preghiera<br />
segreta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Enrico Macioci		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/18/il-fauno-di-mallarme-e-quello-di-ungaretti/#comment-120238</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enrico Macioci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 07:05:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mauro, Rimbaud si liberò presto d&#039;ogni soggezione nei confronti di Banville. Poco dopo la lettera che citi, gli inviò la sublimemente provocatoria poesia CIO&#039; CHE SI DICE AL POETA A PROPOSITO DI FIORI, e poi quando ebbe modo d&#039;incontrarlo di persona a Parigi gli domandò se non fosse giunta l&#039;ora d&#039;abolire l&#039;alessandrino. Quando poi Banville domandò a Rimbaud perché nel Battello ebbro non avesse cominciato con &quot;io sono come un battello&quot; eccetera, Rimbaud biascicò qualcosa tipo: &quot;vecchio coglione!&quot; Direi che l&#039;unico predecessore cui l&#039;adolescente abbia riconosciuto una reale autorità sia stato Baudelaire, del quale tuttavia scrisse che, essendo cresciuto in un ambiente &quot;troppo artista&quot;, la forma da lui usata era &quot;sciocca&quot;. Insomma, Rimbaud non riusciva a tollerare nessun padre letterario (e non soltanto). Diverso, come hai detto, il percorso di Mallarmé. Entrambi sono pietre miliari nella lirica moderna: s&#039;incontrarono una sola volta a casa Mallarmé, e il ricordo che Mallarmé ne ha tracciato nel 1896 (cinque anni dopo la morte di Rimbaud) è straordinariamente suggestivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mauro, Rimbaud si liberò presto d&#8217;ogni soggezione nei confronti di Banville. Poco dopo la lettera che citi, gli inviò la sublimemente provocatoria poesia CIO&#8217; CHE SI DICE AL POETA A PROPOSITO DI FIORI, e poi quando ebbe modo d&#8217;incontrarlo di persona a Parigi gli domandò se non fosse giunta l&#8217;ora d&#8217;abolire l&#8217;alessandrino. Quando poi Banville domandò a Rimbaud perché nel Battello ebbro non avesse cominciato con &#8220;io sono come un battello&#8221; eccetera, Rimbaud biascicò qualcosa tipo: &#8220;vecchio coglione!&#8221; Direi che l&#8217;unico predecessore cui l&#8217;adolescente abbia riconosciuto una reale autorità sia stato Baudelaire, del quale tuttavia scrisse che, essendo cresciuto in un ambiente &#8220;troppo artista&#8221;, la forma da lui usata era &#8220;sciocca&#8221;. Insomma, Rimbaud non riusciva a tollerare nessun padre letterario (e non soltanto). Diverso, come hai detto, il percorso di Mallarmé. Entrambi sono pietre miliari nella lirica moderna: s&#8217;incontrarono una sola volta a casa Mallarmé, e il ricordo che Mallarmé ne ha tracciato nel 1896 (cinque anni dopo la morte di Rimbaud) è straordinariamente suggestivo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/18/il-fauno-di-mallarme-e-quello-di-ungaretti/#comment-120234</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 21:45:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie, Mauro, corretto. Sì, direi che Rimbaud segue un percorso più tempestoso, pur condividendo alcuni maestri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie, Mauro, corretto. Sì, direi che Rimbaud segue un percorso più tempestoso, pur condividendo alcuni maestri.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mauro baldrati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/18/il-fauno-di-mallarme-e-quello-di-ungaretti/#comment-120232</link>

		<dc:creator><![CDATA[mauro baldrati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 21:21:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto interssante, caro Anton. Anch&#039;io sono affascinato da Mallarmé, e seguo il filo che lo collegava a Rimbaud, benché gli stili fossero diversi. E Théodore de Banville, il &quot;secondo romantico&quot;, un &quot;veggente&quot;, che corrispondenti che aveva. Oltre a Mallarmé, il 24 maggio 1870 Rimbaud diciassettenne gli scriveva: &quot;Caro Maestro&quot;... con allegati versi che sognava di vedere pubblicati tra i parnassiani, proprio come Mallarmé.

Ti segnalo due errori di battuta, all&#039;inizio del pezzo: 1965 e 1976.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interssante, caro Anton. Anch&#8217;io sono affascinato da Mallarmé, e seguo il filo che lo collegava a Rimbaud, benché gli stili fossero diversi. E Théodore de Banville, il &#8220;secondo romantico&#8221;, un &#8220;veggente&#8221;, che corrispondenti che aveva. Oltre a Mallarmé, il 24 maggio 1870 Rimbaud diciassettenne gli scriveva: &#8220;Caro Maestro&#8221;&#8230; con allegati versi che sognava di vedere pubblicati tra i parnassiani, proprio come Mallarmé.</p>
<p>Ti segnalo due errori di battuta, all&#8217;inizio del pezzo: 1965 e 1976.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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