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	Commenti a: le rire 4°: Marx nel senso di fratelli [ 1°]	</title>
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		Di: Vita di un IO &#187; Blog Archive &#187; Best of my feed #29		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Vita di un IO &#187; Blog Archive &#187; Best of my feed #29]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 06:36:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] con un pezzo fantastico che quelli di Nazione indiana hanno tirato fuori chissà da quali scaffali. La fantastica lettera di Groucho Marx alla Warner in relazione all&#8217;uso del nome Casablanca in un film dei Fratelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] con un pezzo fantastico che quelli di Nazione indiana hanno tirato fuori chissà da quali scaffali. La fantastica lettera di Groucho Marx alla Warner in relazione all&#8217;uso del nome Casablanca in un film dei Fratelli [&#8230;]</p>
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		Di: teqnofobico		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[teqnofobico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 08:49:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Il signore era dinnanzi a uno specchio: guardava, ed era guardato. Ma forse lo specchio non era che una porta, al di là della quale c’era un altro signore dinnanzi a uno specchio, che guardava, ed era guardato.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il signore era dinnanzi a uno specchio: guardava, ed era guardato. Ma forse lo specchio non era che una porta, al di là della quale c’era un altro signore dinnanzi a uno specchio, che guardava, ed era guardato.&#8221;</p>
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		Di: chengoboro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/20/marx-nel-senso-di-fratelli-1/#comment-120311</link>

		<dc:creator><![CDATA[chengoboro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 08:31:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Figure insensate davanti allo specchio

  “Ti offrirò un ottimo spettacolo” mi assicurò. “Le figure davanti allo specchio sono solo i preliminari, non appena ti senti caldo e pronto dimmi pure di fermarmi.”
  Entrammo in una stanza scura e lugubre, con le finestre aperte da tende pesanti. Le lampadine a basso voltaggio delle applique fissate alle pareti erano a forma di tubo e sporgevano ad angolo retto. La stanza era piena di oggetti: cassettiere di dimensioni ridotte, sedie e tavoli antichi, una scrivania appoggiata al muro e ricoperta di carte, righelli e almeno una decina di forbici. Madame Ludmilla mi fece sedere su una vecchia poltrona imbottita.
  “Il letto è nell’altra stanza, tesoro” mi informò, indicandomi l’altro lato della stanza. “Questa è la mia anticamera, dove ti mostrerò lo spettacolo che ti farà diventare caldo e pronto.”
  Lasciò poi cadere la vestaglia rossa, fece volare via le ciabatte e spalancò le ante doppie dei due armadi, che stavano uno di fianco all’altro. All’interno c’erano due specchi in grado di riflettere tutta la sua persona.
  “Musica, ragazzo mio” esclamò, piroettando in accordo con la melodia. Aveva la pelle del corpo tesa e incredibilmente bianca, sebbene non fosse più giovane: anche se ben conservata, doveva aver raggiunto la cinquantina. Il suo ventre era leggermente cascante, al pari del seno voluminoso. Anche la pelle del viso ricadeva, allentando in maniera vistosa la linea della mascella. Aveva il naso piccolo e le labbra pesantemente truccate di rosso. Gli occhi erano segnati da un mascara nero e spesso. Mi fece venire in mente il prototipo della prostituta invecchiata, anche se, al tempo stesso, c’era in lei qualcosa di infantile, una fiducia e un abbandono fanciulleschi uniti a una dolcezza che mi turbarono.
  “Ora, ‘figure davanti allo specchio!’” annunciò la donna mentre la musica continuava.
  “Gamba, gamba, gamba” gridò, lanciando in aria prima una gamba poi l’altra, seguendo il ritmo della musica. Teneva la mano destra sopra la testa, come una bambina che non è sicura di saper eseguire i movimenti giusti.
  “Giro, giro, giro” continuò, vorticando come una trottola.
  “Sedere, sedere, sedere” aggiunse, mostrandomi il culo nudo come se fosse stata una ballerina di can−can.
  Ripeté più volte l’intera sequenza, finché la musica cominciò a svanire e la carica del Victrola si esaurì. Ebbi la sensazione che Madame Ludmilla stesse roteando e svanendo in lontananza, diventando sempre più piccola. Dal profondo del mio essere affiorarono una disperazione e una solitudine che non sapevo nemmeno potessero esistere e che mi spinsero ad alzarmi e uscire di corsa dalla stanza, precipitandomi giù per le scale come un matto, fuori dall’edificio e giù in strada.
  Eddie era fermo davanti all’entrata e stava chiacchierando con i due uomini vestiti d’azzurro. Vedendomi correre in quel modo scoppiò in una ristata fragorosa.
  “Non è stato incredibile?” mi chiese, ostentando ancora l’accento americano. “Le ‘figure davanti allo specchio’ sono solo i preliminari… Che spettacolo! Che spettacolo!”
  La prima volta che avevo raccontato quell’episodio a don Juan gli avevo confidato di essere stato profondamente toccato dalla melodia ossessionante della musica e dall’anziana prostituta che roteava maldestra seguendone il ritmo. Anche l’essermi reso conto di quanto fosse insensibile il mio amico, mi aveva colpito.
  Quando finii di raccontare la storia a don Juan, eravamo seduti tra le colline antistanti una catena di montagne nei pressi di Sonora e mi misi a tremare, misteriosamente scosso da qualcosa di indefinito.
  “Questo racconto dovrebbe essere incluso nel tuo album di eventi memorabili” mi disse. “Senza rendersi conto di quello che stava facendo, il tuo amico ti ha fatto un regalo che ti durerà per tutta la vita, proprio come aveva detto lui stesso.”
  “A me sembra solo una storia triste, nient’altro” dissi.
  “E lo è davvero, come tutte le storie. Ma ciò che la rende a mio giudizio diversa e memorabile è il fatto che riguarda ogni essere umano e non solo te, come accadeva invece con gli altri tuoi racconti. Vedi, come Madame Ludmilla, tutti noi, vecchi e giovani, in un modo o nell’altro eseguiamo figure davanti allo specchio. Esamina con cura quello che sai sul conto della gente.. prova a pensare a ogni singolo essere umano che esiste sulla faccia della terra e, senza ombra di dubbio, scoprirai che chiunque sia, qualunque cosa pensi di se stesso o possa mai fare, il risultato delle sue azioni è sempre lo stesso: figure insensate davanti a uno specchio.”

Da “Il lato attivo dell’infinito” di Carlo Castaneda, Rizzoli Superbur, pagg. 34,35,36.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Figure insensate davanti allo specchio</p>
<p>  “Ti offrirò un ottimo spettacolo” mi assicurò. “Le figure davanti allo specchio sono solo i preliminari, non appena ti senti caldo e pronto dimmi pure di fermarmi.”<br />
  Entrammo in una stanza scura e lugubre, con le finestre aperte da tende pesanti. Le lampadine a basso voltaggio delle applique fissate alle pareti erano a forma di tubo e sporgevano ad angolo retto. La stanza era piena di oggetti: cassettiere di dimensioni ridotte, sedie e tavoli antichi, una scrivania appoggiata al muro e ricoperta di carte, righelli e almeno una decina di forbici. Madame Ludmilla mi fece sedere su una vecchia poltrona imbottita.<br />
  “Il letto è nell’altra stanza, tesoro” mi informò, indicandomi l’altro lato della stanza. “Questa è la mia anticamera, dove ti mostrerò lo spettacolo che ti farà diventare caldo e pronto.”<br />
  Lasciò poi cadere la vestaglia rossa, fece volare via le ciabatte e spalancò le ante doppie dei due armadi, che stavano uno di fianco all’altro. All’interno c’erano due specchi in grado di riflettere tutta la sua persona.<br />
  “Musica, ragazzo mio” esclamò, piroettando in accordo con la melodia. Aveva la pelle del corpo tesa e incredibilmente bianca, sebbene non fosse più giovane: anche se ben conservata, doveva aver raggiunto la cinquantina. Il suo ventre era leggermente cascante, al pari del seno voluminoso. Anche la pelle del viso ricadeva, allentando in maniera vistosa la linea della mascella. Aveva il naso piccolo e le labbra pesantemente truccate di rosso. Gli occhi erano segnati da un mascara nero e spesso. Mi fece venire in mente il prototipo della prostituta invecchiata, anche se, al tempo stesso, c’era in lei qualcosa di infantile, una fiducia e un abbandono fanciulleschi uniti a una dolcezza che mi turbarono.<br />
  “Ora, ‘figure davanti allo specchio!’” annunciò la donna mentre la musica continuava.<br />
  “Gamba, gamba, gamba” gridò, lanciando in aria prima una gamba poi l’altra, seguendo il ritmo della musica. Teneva la mano destra sopra la testa, come una bambina che non è sicura di saper eseguire i movimenti giusti.<br />
  “Giro, giro, giro” continuò, vorticando come una trottola.<br />
  “Sedere, sedere, sedere” aggiunse, mostrandomi il culo nudo come se fosse stata una ballerina di can−can.<br />
  Ripeté più volte l’intera sequenza, finché la musica cominciò a svanire e la carica del Victrola si esaurì. Ebbi la sensazione che Madame Ludmilla stesse roteando e svanendo in lontananza, diventando sempre più piccola. Dal profondo del mio essere affiorarono una disperazione e una solitudine che non sapevo nemmeno potessero esistere e che mi spinsero ad alzarmi e uscire di corsa dalla stanza, precipitandomi giù per le scale come un matto, fuori dall’edificio e giù in strada.<br />
  Eddie era fermo davanti all’entrata e stava chiacchierando con i due uomini vestiti d’azzurro. Vedendomi correre in quel modo scoppiò in una ristata fragorosa.<br />
  “Non è stato incredibile?” mi chiese, ostentando ancora l’accento americano. “Le ‘figure davanti allo specchio’ sono solo i preliminari… Che spettacolo! Che spettacolo!”<br />
  La prima volta che avevo raccontato quell’episodio a don Juan gli avevo confidato di essere stato profondamente toccato dalla melodia ossessionante della musica e dall’anziana prostituta che roteava maldestra seguendone il ritmo. Anche l’essermi reso conto di quanto fosse insensibile il mio amico, mi aveva colpito.<br />
  Quando finii di raccontare la storia a don Juan, eravamo seduti tra le colline antistanti una catena di montagne nei pressi di Sonora e mi misi a tremare, misteriosamente scosso da qualcosa di indefinito.<br />
  “Questo racconto dovrebbe essere incluso nel tuo album di eventi memorabili” mi disse. “Senza rendersi conto di quello che stava facendo, il tuo amico ti ha fatto un regalo che ti durerà per tutta la vita, proprio come aveva detto lui stesso.”<br />
  “A me sembra solo una storia triste, nient’altro” dissi.<br />
  “E lo è davvero, come tutte le storie. Ma ciò che la rende a mio giudizio diversa e memorabile è il fatto che riguarda ogni essere umano e non solo te, come accadeva invece con gli altri tuoi racconti. Vedi, come Madame Ludmilla, tutti noi, vecchi e giovani, in un modo o nell’altro eseguiamo figure davanti allo specchio. Esamina con cura quello che sai sul conto della gente.. prova a pensare a ogni singolo essere umano che esiste sulla faccia della terra e, senza ombra di dubbio, scoprirai che chiunque sia, qualunque cosa pensi di se stesso o possa mai fare, il risultato delle sue azioni è sempre lo stesso: figure insensate davanti a uno specchio.”</p>
<p>Da “Il lato attivo dell’infinito” di Carlo Castaneda, Rizzoli Superbur, pagg. 34,35,36.</p>
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		Di: orsola puecher		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 20:30:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bien, visto l&#039;entusiasmo, ho aggiunto anche le altre lettere di Groucho.

,\\&#039;]]></description>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 19:33:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un Genio A S S O L U T O ! ! !]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un Genio A S S O L U T O ! ! !</p>
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		<title>
		Di: harzie		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/20/marx-nel-senso-di-fratelli-1/#comment-120297</link>

		<dc:creator><![CDATA[harzie]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 18:43:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che immensa libertà. Che goduria.]]></description>
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		Di: iskah		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/20/marx-nel-senso-di-fratelli-1/#comment-120296</link>

		<dc:creator><![CDATA[iskah]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 18:15:25 +0000</pubDate>
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		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/20/marx-nel-senso-di-fratelli-1/#comment-120289</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 15:35:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bravo, spiazzare sempre:-)]]></description>
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		Di: orsola puecher		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 15:30:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;em&gt;Per qualche strana ragione questa lettera parve sconcertare l&#039;ufficio legale della Warner Brothers, che, in tutta serietà, rispose ai fratelli Marx chiedendo lumi sulla trama del loro film. La lettera lasciava intendere che si poteva arrivare ad un accordo.&lt;/em&gt;

Groucho replicò con due altre missive con descrizioni della trama talmente deliranti e disorientanti che non ebbe più notizie dall&#039;ufficio legale della Warner Bros.

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per qualche strana ragione questa lettera parve sconcertare l&#8217;ufficio legale della Warner Brothers, che, in tutta serietà, rispose ai fratelli Marx chiedendo lumi sulla trama del loro film. La lettera lasciava intendere che si poteva arrivare ad un accordo.</em></p>
<p>Groucho replicò con due altre missive con descrizioni della trama talmente deliranti e disorientanti che non ebbe più notizie dall&#8217;ufficio legale della Warner Bros.</p>
<p>,\\&#8217;</p>
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		<title>
		Di: viola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/20/marx-nel-senso-di-fratelli-1/#comment-120287</link>

		<dc:creator><![CDATA[viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 15:18:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[incommensurabile..e geniale, la conoscevo già ma ogni volta mi fa ridere daccapo...vostra da sempre e ancora grouchomarxista..V.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>incommensurabile..e geniale, la conoscevo già ma ogni volta mi fa ridere daccapo&#8230;vostra da sempre e ancora grouchomarxista..V.</p>
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