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	Commenti a: La politica di una donna declinata al maschile	</title>
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		<title>
		Di: niky lismo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[niky lismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 16:07:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Proprio sulle questioni che &quot;non importano a nessuno&quot; è indispensabile tenere alta la guardia e ferma la voce. Se mai il crollo verticale di questa società e di questo Stato si arresterà, sarà perché non è mancato chi ha insistito nell&#039;analisi, nella critica, nell&#039;edificazione culturale. Guai se i blog, la controinformazione, le voci libere tacessero: il pensiero, se davvero diventa &quot;unico&quot;, non è più pensiero. Qualcuno ci sta provando, a comprarsi anche quello... Parlare, pensare finché è possibile, insomma, pare che serva a poco, ma è tuttavia indispensabile, anche solo nel privato, nella vita quotidiana di ognuno. Anche soltanto con se stessi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio sulle questioni che &#8220;non importano a nessuno&#8221; è indispensabile tenere alta la guardia e ferma la voce. Se mai il crollo verticale di questa società e di questo Stato si arresterà, sarà perché non è mancato chi ha insistito nell&#8217;analisi, nella critica, nell&#8217;edificazione culturale. Guai se i blog, la controinformazione, le voci libere tacessero: il pensiero, se davvero diventa &#8220;unico&#8221;, non è più pensiero. Qualcuno ci sta provando, a comprarsi anche quello&#8230; Parlare, pensare finché è possibile, insomma, pare che serva a poco, ma è tuttavia indispensabile, anche solo nel privato, nella vita quotidiana di ognuno. Anche soltanto con se stessi&#8230;</p>
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		Di: Manuela		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 11:01:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Tina,
sono una nostra emanazione nella misura in cui la maggioranza del Paese rivendica un progetto educativo che anche noi riteniamo giusto. 
Nei fatti la realtà che ho tutti i giorni sotto gli occhi, almeno a Roma, dove vivo, è quella di una scuola pubblica che cade a pezzi (io dico: che è appositamente lasciata cadere a pezzi), in cui si chiede ai genitori nelle materne di portare la carta igienica e in cui gli insegnanti sono costretti a lavorare in condizioni di disagio assoluto.
Riporto lo sfogo di un&#039;insegnante delle medie che risale alla scorsa primavera:
&quot;La verità è che per tutto l&#039;anno le scuole di Roma non hanno visto arrivare 1 solo euro dallo Stato! A fronte di costi di funzionamento perfettamente regolari. Le scuole sono in credito per milioni di euro e lo Stato non solo non ha pagato ma dice che radierà il proprio debito. Non abbiamo più i soldi nemmeno per comprare i detersivi, figuriamoci per riparare un vetro o cose simili. NON ERA MAI SUCCESSA UNA COSA SIMILE. L&#039;anno prossimo aumenta il numero dei bambini per classe, diminuiscono le ore di scuola (colpite ed. tecnica e seconda lingua straniera), nella nostra scuola perdiamo 7 cattedre tra cui una di inglese (udite udite, e il famoso potenziamento a 5 ore? una bufala!) 
Io ci vedo un preciso disegno di mandare alla malora la scuola pubblica, ma la cosa che mi fa più rabbia e che alla gente passano solo i proclami tipo: ci saranno cinque ore di inglese invece di tre, e la verità e che questo non è assolutamente vero! La tattica è quella della matrigna di Cenerentola: &quot;Ma certo che potrai venire al ballo, ma solo se....&quot; e giù una sfilza di condizioni impossibili e impraticabili. E tutti i giornali riportano solo la prima parte della frase&quot;.
Cortei di genitori ce ne sono stati, ma la grande massa per lo più se ne infischia. Ho sentito persone che non potevano permettersi neanche un&#039;auto sostenere che è cosa buona e giusta avere la possibilità di scegliere se mandare i figli alla scuola pubblica o alla scuola privata.
Il valore della scuola pubblica e laica non è più sentito. Figuriamoci se, in queste condizioni, a qualcuno interessano le nostre &quot;questioni di genere&quot;. Figuriamoci se a qualcuno importa dell&#039;&quot;uso non sessista della lingua&quot;.
Io in piazza sono sempre andata. Andrò anche sabato prossimo, e porterà mia figlia di un anno. Sono seriamente preoccupata per il suo futuro di donna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Tina,<br />
sono una nostra emanazione nella misura in cui la maggioranza del Paese rivendica un progetto educativo che anche noi riteniamo giusto.<br />
Nei fatti la realtà che ho tutti i giorni sotto gli occhi, almeno a Roma, dove vivo, è quella di una scuola pubblica che cade a pezzi (io dico: che è appositamente lasciata cadere a pezzi), in cui si chiede ai genitori nelle materne di portare la carta igienica e in cui gli insegnanti sono costretti a lavorare in condizioni di disagio assoluto.<br />
Riporto lo sfogo di un&#8217;insegnante delle medie che risale alla scorsa primavera:<br />
&#8220;La verità è che per tutto l&#8217;anno le scuole di Roma non hanno visto arrivare 1 solo euro dallo Stato! A fronte di costi di funzionamento perfettamente regolari. Le scuole sono in credito per milioni di euro e lo Stato non solo non ha pagato ma dice che radierà il proprio debito. Non abbiamo più i soldi nemmeno per comprare i detersivi, figuriamoci per riparare un vetro o cose simili. NON ERA MAI SUCCESSA UNA COSA SIMILE. L&#8217;anno prossimo aumenta il numero dei bambini per classe, diminuiscono le ore di scuola (colpite ed. tecnica e seconda lingua straniera), nella nostra scuola perdiamo 7 cattedre tra cui una di inglese (udite udite, e il famoso potenziamento a 5 ore? una bufala!)<br />
Io ci vedo un preciso disegno di mandare alla malora la scuola pubblica, ma la cosa che mi fa più rabbia e che alla gente passano solo i proclami tipo: ci saranno cinque ore di inglese invece di tre, e la verità e che questo non è assolutamente vero! La tattica è quella della matrigna di Cenerentola: &#8220;Ma certo che potrai venire al ballo, ma solo se&#8230;.&#8221; e giù una sfilza di condizioni impossibili e impraticabili. E tutti i giornali riportano solo la prima parte della frase&#8221;.<br />
Cortei di genitori ce ne sono stati, ma la grande massa per lo più se ne infischia. Ho sentito persone che non potevano permettersi neanche un&#8217;auto sostenere che è cosa buona e giusta avere la possibilità di scegliere se mandare i figli alla scuola pubblica o alla scuola privata.<br />
Il valore della scuola pubblica e laica non è più sentito. Figuriamoci se, in queste condizioni, a qualcuno interessano le nostre &#8220;questioni di genere&#8221;. Figuriamoci se a qualcuno importa dell'&#8221;uso non sessista della lingua&#8221;.<br />
Io in piazza sono sempre andata. Andrò anche sabato prossimo, e porterà mia figlia di un anno. Sono seriamente preoccupata per il suo futuro di donna.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: tina nastasi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/27/la-politica-di-una-donna-declinata-al-maschile/#comment-120665</link>

		<dc:creator><![CDATA[tina nastasi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 22:20:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie mille, Veronique, per la segnalazione di Marina Yaguello che non conoscevo.
Caro niky lismo, cara Manuela, il mio cuore è con voi, quando scrivete che non tifate per la nostra ministra, ma la mia testa no. Io confido nel fatto che ancora oggi, e oggi più di ieri, ci sia la possibilità reale, nelle nostre mani, nelle nostre gambe, nelle nostre parole, di far sì che la ministra faccia il suo dovere. Se e solo se, però, rivendicheremo davvero ciò che è giusto e riterremo lei e chi ci governa quello che sono nei fatti: una nostra emanazione. Se non ci sta bene, allora dovremo contarci, ritrovarci e studiare il modo di farla/li andar via. Io credo che dittature e poteri esclusivi si alimentino di scuole morte e piazze deserte ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie mille, Veronique, per la segnalazione di Marina Yaguello che non conoscevo.<br />
Caro niky lismo, cara Manuela, il mio cuore è con voi, quando scrivete che non tifate per la nostra ministra, ma la mia testa no. Io confido nel fatto che ancora oggi, e oggi più di ieri, ci sia la possibilità reale, nelle nostre mani, nelle nostre gambe, nelle nostre parole, di far sì che la ministra faccia il suo dovere. Se e solo se, però, rivendicheremo davvero ciò che è giusto e riterremo lei e chi ci governa quello che sono nei fatti: una nostra emanazione. Se non ci sta bene, allora dovremo contarci, ritrovarci e studiare il modo di farla/li andar via. Io credo che dittature e poteri esclusivi si alimentino di scuole morte e piazze deserte &#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Manuela		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/27/la-politica-di-una-donna-declinata-al-maschile/#comment-120650</link>

		<dc:creator><![CDATA[Manuela]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 17:33:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sto rileggendo in questi giorni &quot;Dalla parte delle bambine&quot; di Elena Gianini Belotti, anno 1973. Speravo di poterlo trovare datato, contavo di poter esclamare qua e là: &quot;Ma adesso questo aspetto è diverso, ma oggi questa discriminazione non c&#039;è più&quot;.
Invece invito tutti a rileggerlo, ad esempio nel capitolo illuminante sulla scuola materna. Trentasei anni fa, con una veemenza e un coraggio modernissimi (e con una chiarezza espositiva che purtroppo non ritrovo in molti testi femministi contemporanei), Belotti difendeva la crucialità della presenza di insegnanti uomini nella scuola materna. Loredana Lipperini (&quot;Ancora dalla parte delle bambine&quot;, 2007) mostra bene come nulla sia cambiato nel sistema dell&#039;istruzione.  Basta avere figlie e figli da zero a sei anni per saperlo. Anzi, da zero a dieci. Gli insegnanti uomini cominciano a comparire alle scuole medie, quando il livello è evidentemente ritenuto più &quot;degno&quot;.
Neanch&#039;io tifo per Gelmini. Della &quot;cosa&quot; lei è diretta emanazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto rileggendo in questi giorni &#8220;Dalla parte delle bambine&#8221; di Elena Gianini Belotti, anno 1973. Speravo di poterlo trovare datato, contavo di poter esclamare qua e là: &#8220;Ma adesso questo aspetto è diverso, ma oggi questa discriminazione non c&#8217;è più&#8221;.<br />
Invece invito tutti a rileggerlo, ad esempio nel capitolo illuminante sulla scuola materna. Trentasei anni fa, con una veemenza e un coraggio modernissimi (e con una chiarezza espositiva che purtroppo non ritrovo in molti testi femministi contemporanei), Belotti difendeva la crucialità della presenza di insegnanti uomini nella scuola materna. Loredana Lipperini (&#8220;Ancora dalla parte delle bambine&#8221;, 2007) mostra bene come nulla sia cambiato nel sistema dell&#8217;istruzione.  Basta avere figlie e figli da zero a sei anni per saperlo. Anzi, da zero a dieci. Gli insegnanti uomini cominciano a comparire alle scuole medie, quando il livello è evidentemente ritenuto più &#8220;degno&#8221;.<br />
Neanch&#8217;io tifo per Gelmini. Della &#8220;cosa&#8221; lei è diretta emanazione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: niky lismo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/27/la-politica-di-una-donna-declinata-al-maschile/#comment-120583</link>

		<dc:creator><![CDATA[niky lismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 18:37:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io invece tifo contro. Contro qualsiasi anche minima formulazione mentale di quella c.d. ministra. E auguro all&#039;Italia e al mondo che mai più né lei né i suoi pari abbiano a decidere della vita di chiunque altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io invece tifo contro. Contro qualsiasi anche minima formulazione mentale di quella c.d. ministra. E auguro all&#8217;Italia e al mondo che mai più né lei né i suoi pari abbiano a decidere della vita di chiunque altro.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/09/27/la-politica-di-una-donna-declinata-al-maschile/#comment-120561</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 12:17:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sparz, ottimo articolo.
Mi interesse l&#039;idea di studiare il sessismo della lingua.
Si puo dire nella lingua francese che il genere femminine a una marca di più, comme una grazia in supplemento per l&#039;aggettivo, per esempio.

Consiglio la lettura di Marina Yaguello, una linguista che mi ha appassionata, quando ero studente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sparz, ottimo articolo.<br />
Mi interesse l&#8217;idea di studiare il sessismo della lingua.<br />
Si puo dire nella lingua francese che il genere femminine a una marca di più, comme una grazia in supplemento per l&#8217;aggettivo, per esempio.</p>
<p>Consiglio la lettura di Marina Yaguello, una linguista che mi ha appassionata, quando ero studente.</p>
]]></content:encoded>
		
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