Photoshoperò#34 Parole Andrea Inglese-Musica effeffe

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  1. “Pecunia non olet” eppure si sente benissimo il frusciare-tintinnare della carta-moneta deflagrati nel testo di Inglese.
    La foto che primeggia è quella del messaggio delle ragazze ai sordomuti mentre Andrea fa la sua voce tagliente.

    Mi rammarico di non conoscere la LIS..

  2. quelle immagini fanno parte di un’installazione che ho visto e “rubato” al museo d’arte moderna a Bolzano. Quello che colpisce è la sincrò involontaria. Come per le valigie del resto. Il recitato l’ho scippato ad Andrea durante la presentazione del suo libro insieme a Giovanna Marmo e agli sparajuri ghezzi venerdì
    effeffe

  3. condivido, giovanni. ma c’è anche tanto fortini in andrea. comunque mo glielo chiedo. Andrea, la tua lettura di Porta è passata nella “distrazione”? effeffe

  4. grande franzisko : mille ne pensi e mille ne fai…

    l’arte del riciclo creativo: FF va ad una presentazione e già elabora il prossimo video photoshopero’

    Si Giovanni, Porta è un autore che amo e importante per chi scrive ancora oggi. Per me è stata fondamentale la fase mediana, quella di “passi passaggi” per intenderci.

    Il linguaggio muto mi sembra cada a pennello con i sacchetti di centesimi di euro.

    Il testo “Passante” ve lo incollo appena riesco.

  5. Passante

    Ti hanno detto?, hai saputo?,
    era un sogno?, dovevi guardare,
    non per sentito dire, non ero io,
    succedeva, ma come sempre,
    te ne ricordi?, sai ripetere?,
    quello no, succedeva, si dice,
    tanti, erano tanti, ma poco,
    ci si accorgeva poco, non ero
    solo, chi allora?, con chi?,
    qualsiasi, gente intorno, sempre,
    troppi, eri stanco?, eri assente?,
    che cosa vedevi?, ogni volta,
    ma in fretta, proprio in discesa,
    non credevo fosse, non così,
    non fino a quel punto, ero io,
    con me, a parlarmi, di soldi forse,
    quanti ne hai contati?, molti,
    erano coperti, a metà, li vedevo,
    ma nascosti, sotto coperte, chi?,
    o cartoni, sacchi pieni, spesso,
    dov’erano?, di passaggio, ecco,
    ero di passaggio, presumevo,
    indizi, una mano poggiata a terra,
    succedeva, dicevano, anche a me,
    dicevamo tutti, in continuazione,
    passando, passando via, lanciati,
    ognuno era se stesso, solidamente,
    non volevi o non potevi
    ascoltare?, disastri di frasi, a volte,
    non io, ero in me, eravamo tanti,
    ma veloci nel passaggio, via, nascosti,
    noi eravamo più nascosti di loro,
    in piedi, di corsa, a terra come statue
    loro, che cosa dici?, non so,
    niente, forse neppure, per davvero
    respiravano, lì fermi, con la bocca
    devastata, noi via, basta, bastava.

    [da “La distrazione”, Sossella, 2008]

  6. “La distrazione” è uno dei migliori libri di poesia usciti in questi anni. Parola non di poeta o di critico, ma di appassionata lettrice.

  7. Concordo con Annalisa…”La distrazione” è veramente un capolavoro della letteratura italiana contemporanea. L’ho letto e riletto…e provato ad analizzare per bene…!Quanto a “Passante”, ovviamente ogni poesia letta da una voce diversa da quella del lettore offre significati nuovi, e suggerisce: devo dire che fino ad ora non mi ero concentrato molto su questa poesia…beh lo farò.

  8. a quando una mostra sui geniali photpshoperò di effeffe?
    Sì, c’ è più di qualcosa nel testo di Inglese che fa pensare ad Antonio Porta. La Distrazione sarà da me acquistato assieme al Franzwolf. Il testo del “Passante” ha un ritmo serrato e una metrica martellante, per quanto siano versi non rimati. Si presta a più di una impostazione di lettura. Apprezzata.

  9. Ricordo la prima volta che lessi Passante: restai mesmerizzato dalla scansione ritmica, uno dei casi più critically ipnotic del “percotendo” di Inglese. Eppure non riuscivo a restituirmi in suono mentale determinati passaggi, determinati scarti tra voci. Un paio di mesi dopo ho potuto ascoltare Inglese leggerla in una bella presentazione romana del libro, e la pronuncia fu semplicemente illuminante. (dovrei averne pure una registrazione da qualche parte).

    Naturalmente, la liaison Forlani-Inglese qui è una chicca.

  10. Sensazionale!
    Ho appena pubblicato una foto scattata a Georgia (del blog Georgiamada) le scorse settimane…

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francesco forlani
francesco forlani
Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017