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	Commenti a: La coazione a godere &#8211; Su &#8220;Leggere Lacan&#8221; di Slavoj Žižek	</title>
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		<title>
		Di: robugliani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[robugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 11:22:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ g: è solo un mio modo di vedere il mondo, quindi vale quello che vale, ma penso che al fondo di questa sorta di caos-mondo, tale anche perché mancano le analisi d&#039;insieme, e più complicato che complesso, vi sia una unità, quella stessa del famoso detto per cui il battito d&#039;ali d&#039;una farfalla a Pechino provoca una tempesta a New York (o pressapoco). Quello che mi pare manchi nel pensiero odierno è la ricerca di una verità, naturalmente frutto del suo tempo storico, ma che vada al di là del relativismo dominante (per questo, apprezzo Badiou).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ g: è solo un mio modo di vedere il mondo, quindi vale quello che vale, ma penso che al fondo di questa sorta di caos-mondo, tale anche perché mancano le analisi d&#8217;insieme, e più complicato che complesso, vi sia una unità, quella stessa del famoso detto per cui il battito d&#8217;ali d&#8217;una farfalla a Pechino provoca una tempesta a New York (o pressapoco). Quello che mi pare manchi nel pensiero odierno è la ricerca di una verità, naturalmente frutto del suo tempo storico, ma che vada al di là del relativismo dominante (per questo, apprezzo Badiou).</p>
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		Di: Marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 10:16:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me Zizek ricorda molto, seppure ad un livello dieci volte superiore, il Costanzo Preve di una quindicina di anni fa. La sensazione di un certo eclettismo è la stessa. C&#039;è, com&#039;è stato detto sopra, un certo gigionismo, un voler dimostrare di poter prendere il meglio da qualche corrente politica, filosofica, artistica, scientifica. Poi, concordo: ce ne fossero di più, di Zizek!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me Zizek ricorda molto, seppure ad un livello dieci volte superiore, il Costanzo Preve di una quindicina di anni fa. La sensazione di un certo eclettismo è la stessa. C&#8217;è, com&#8217;è stato detto sopra, un certo gigionismo, un voler dimostrare di poter prendere il meglio da qualche corrente politica, filosofica, artistica, scientifica. Poi, concordo: ce ne fossero di più, di Zizek!</p>
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		<title>
		Di: g		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[g]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 09:16:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@robugliani ma la sistematicità possiede ancora il significato che poteva avere una volta? Il &quot;fascino&quot; di Zizek, come tu giustamento lo chiami, non credo sia da trovarsi nel suo saltare da filosofici pali alle frasche dell&#039;entertainment, quanto nel fatto che queste &quot;acrobazie&quot; intellettuale riflettano l&#039;acrobaticità del mondo contemporaneo…un&#039;acrobaticità che non è una qualità o un&#039;abilità positiva quanto un dato di fatto…sacro e profano, alto e basso, istituzionale e pornografico ormai non sono più (per chiarezza aggiungo: purtroppo) elementi di una antitesi quanto piùttosto ingredienti che si mescolano e combinano a restituirci questo spettacolo un po&#039; triste che è il mondo odierno…uno spettacolo simile si ritrova in certe opere di Zizek e di quelli come lui, che forse, da uomo del suo tempo, non riesce a sottrarsene…il calderone di Zizek però, ha un po&#039; più di sapore e spessore, per così dire

In linea di principio capisco e condivido il tuo pensiero…ma mi chiedo se questo mondo così caotico e disordinato possa più essere rappresentato e interpretato da dei sistemi rigidi e coerenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@robugliani ma la sistematicità possiede ancora il significato che poteva avere una volta? Il &#8220;fascino&#8221; di Zizek, come tu giustamento lo chiami, non credo sia da trovarsi nel suo saltare da filosofici pali alle frasche dell&#8217;entertainment, quanto nel fatto che queste &#8220;acrobazie&#8221; intellettuale riflettano l&#8217;acrobaticità del mondo contemporaneo…un&#8217;acrobaticità che non è una qualità o un&#8217;abilità positiva quanto un dato di fatto…sacro e profano, alto e basso, istituzionale e pornografico ormai non sono più (per chiarezza aggiungo: purtroppo) elementi di una antitesi quanto piùttosto ingredienti che si mescolano e combinano a restituirci questo spettacolo un po&#8217; triste che è il mondo odierno…uno spettacolo simile si ritrova in certe opere di Zizek e di quelli come lui, che forse, da uomo del suo tempo, non riesce a sottrarsene…il calderone di Zizek però, ha un po&#8217; più di sapore e spessore, per così dire</p>
<p>In linea di principio capisco e condivido il tuo pensiero…ma mi chiedo se questo mondo così caotico e disordinato possa più essere rappresentato e interpretato da dei sistemi rigidi e coerenti</p>
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		<title>
		Di: consul.enz@gratu.it		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[consul.enz@gratu.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 18:38:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[se vuoi,paolod,ti mando l&#039;indirizzo. Ma il Paese dei Balocchi non ti piacerà. I bagordi ci sono tutti e l&#039;ingresso è libero, le consumazioni anche, e persino le indulgenze plenarie, una sorta di pillole del giorno dopo per rimuovere la nausea da jet lag ( rimorsi? ) eventuali.  Sai, come quel principe che diceva al suo cameriere ; &quot; Sono bello, sono giovane, sono ricco.....ch&#039;è me manca?  A&#039; capa, eccellenza......&quot; be, li, ti mancherà il rimorso, ti mancherò il contrasto, ti mancherà il desiderio.......( e guarda che io non sono un prete.......au contraire)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>se vuoi,paolod,ti mando l&#8217;indirizzo. Ma il Paese dei Balocchi non ti piacerà. I bagordi ci sono tutti e l&#8217;ingresso è libero, le consumazioni anche, e persino le indulgenze plenarie, una sorta di pillole del giorno dopo per rimuovere la nausea da jet lag ( rimorsi? ) eventuali.  Sai, come quel principe che diceva al suo cameriere ; &#8221; Sono bello, sono giovane, sono ricco&#8230;..ch&#8217;è me manca?  A&#8217; capa, eccellenza&#8230;&#8230;&#8221; be, li, ti mancherà il rimorso, ti mancherò il contrasto, ti mancherà il desiderio&#8230;&#8230;.( e guarda che io non sono un prete&#8230;&#8230;.au contraire)</p>
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		<title>
		Di: paolod		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[paolod]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 14:26:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo con Marco. Dove starebbe la &quot;coazione a godere&quot;, se non nell&#039;universo consumistico? E la sessualità libera dal senso di colpa, aperta ad ogni gioco di azione e reazione dove si sarebbe realizzata? Devo essermi perso qualcosa. Fatemi sapere dove si trova questa bengodi che mi organizzo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Marco. Dove starebbe la &#8220;coazione a godere&#8221;, se non nell&#8217;universo consumistico? E la sessualità libera dal senso di colpa, aperta ad ogni gioco di azione e reazione dove si sarebbe realizzata? Devo essermi perso qualcosa. Fatemi sapere dove si trova questa bengodi che mi organizzo&#8230;</p>
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		<title>
		Di: robugliani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[robugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 14:11:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ g: ciò che dici spiega, almeno in parte, la questione delle contraddizioni di cui si avvale Zizek saltando da una certa prospettiva di marxismo critico (non ortodosso, direi di neo-marxismo) a quella di un lacanismo introdotto nel suo discorso per lacerti di citazioni, per &quot;esempi&quot; ad hoc (di solito con funzione analogica). Ma il problema a mio avviso consiste nella tenuta del suo discorso complessivo. Ossia, nella coerenza. In questo direi che Zizek soffre un po&#039; di quel &quot;male&quot; postmoderno che consiste in una eccentricità consapevole, in un gigionismo teorico di cui i francesi sono maestri, che passa, senza soluzione di continuità, da una citazione di T.S. Eliot alla pittura di Edward Hopper alla coppia Bergman-Bogart in &quot;Casablanca&quot;. Questo mi sembra il suo &quot;fascino&quot; ma anche il suo limite.
Beh, poi Zizek non è soltanto l&#039;autore di plaquettes brillanti e acute, ma anche di testi più monumentali come &quot;Le sujet qui fache&quot;, e lì mi pare che il suo pensiero sia meno gigione e indubbiamente più sistematico. Cmq, ce ne fossero di Zizek (e di Badiou) qui da noi, in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ g: ciò che dici spiega, almeno in parte, la questione delle contraddizioni di cui si avvale Zizek saltando da una certa prospettiva di marxismo critico (non ortodosso, direi di neo-marxismo) a quella di un lacanismo introdotto nel suo discorso per lacerti di citazioni, per &#8220;esempi&#8221; ad hoc (di solito con funzione analogica). Ma il problema a mio avviso consiste nella tenuta del suo discorso complessivo. Ossia, nella coerenza. In questo direi che Zizek soffre un po&#8217; di quel &#8220;male&#8221; postmoderno che consiste in una eccentricità consapevole, in un gigionismo teorico di cui i francesi sono maestri, che passa, senza soluzione di continuità, da una citazione di T.S. Eliot alla pittura di Edward Hopper alla coppia Bergman-Bogart in &#8220;Casablanca&#8221;. Questo mi sembra il suo &#8220;fascino&#8221; ma anche il suo limite.<br />
Beh, poi Zizek non è soltanto l&#8217;autore di plaquettes brillanti e acute, ma anche di testi più monumentali come &#8220;Le sujet qui fache&#8221;, e lì mi pare che il suo pensiero sia meno gigione e indubbiamente più sistematico. Cmq, ce ne fossero di Zizek (e di Badiou) qui da noi, in Italia.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 18:52:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[zizek a parte.

chi ancora parla di psico-analisi.
chi ancora ciancia di psico-terapie.

non è mai stato in analisi.
non ha mai fatto psico-terapia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>zizek a parte.</p>
<p>chi ancora parla di psico-analisi.<br />
chi ancora ciancia di psico-terapie.</p>
<p>non è mai stato in analisi.<br />
non ha mai fatto psico-terapia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/21/la-coazione-a-godere-su-leggere-lacan-di-slavoj-zizek/#comment-121878</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 18:21:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il dibattito è troppo elevato per le mie modeste capacità intellettuali. Tuttavia, così a naso, non trovo affatto convincente affermare che viviamo in un universo &quot;libero da ogni tabù sessuofobico&quot;. Quando, come e ad opera di chi sarebbe avvenuta questa rivoluzione?
In realtà non c&#039;è contraddizione tra l&#039;imperativo di godere (consumando e spendendo) e repressione sessuale, e del piacere in generale.
Anzi, è caratteristico del capitalismo di affermare ideali e promettere ricompense, cui la maggioranza degli uomini, in realtà non può accedere (se non altro, perché schiava del lavoro salariato).
Posso capire il senso della provocazione di Zizek, ma dubito che si possano fondare istanze di liberazione che aspirino ad avere un seguito sul paradigma del &quot;non godere&quot;.
Scopo della vita è la felicita, secondo Freud. Questo resta un punto di partenza ineludibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dibattito è troppo elevato per le mie modeste capacità intellettuali. Tuttavia, così a naso, non trovo affatto convincente affermare che viviamo in un universo &#8220;libero da ogni tabù sessuofobico&#8221;. Quando, come e ad opera di chi sarebbe avvenuta questa rivoluzione?<br />
In realtà non c&#8217;è contraddizione tra l&#8217;imperativo di godere (consumando e spendendo) e repressione sessuale, e del piacere in generale.<br />
Anzi, è caratteristico del capitalismo di affermare ideali e promettere ricompense, cui la maggioranza degli uomini, in realtà non può accedere (se non altro, perché schiava del lavoro salariato).<br />
Posso capire il senso della provocazione di Zizek, ma dubito che si possano fondare istanze di liberazione che aspirino ad avere un seguito sul paradigma del &#8220;non godere&#8221;.<br />
Scopo della vita è la felicita, secondo Freud. Questo resta un punto di partenza ineludibile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: g		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/21/la-coazione-a-godere-su-leggere-lacan-di-slavoj-zizek/#comment-121867</link>

		<dc:creator><![CDATA[g]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 16:43:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che per capire come Zizek interpreti ed utilizzi i principi marxisti e lacaniani, apparentemente incurante delle contraddizioni, il primo scarto da considerare è quello del suo modo di vedere le cose (quello che lui chiama “looking awry”).

Zizek è un “outsider” che opera in ambiti ortodossi (l’accademia, la clinica), al riparo dall’emarginazione culturale in virtù della sua estesa e approfondita preparazione.
Non sembra aderire a ideologie e teorie quanto piùttosto interpretarle in maniera strumentale ai fini di una sua analisi personale. 

Il Marxismo di Zizek è più utopico ed anarchico del materialismo classico ed altrettanto eterodossa è la sua visione del pensiero di Lacan. Proprio in virtà di questo suo non aderire, in mano a Zizek marxismo e psicoanalisi smettono di essere dottrine e diventano strumenti di analisi: della realtà quanto l’uno dell’altro.

Tipico delle analisi a loro contemporanee del pensiero degli “outsider” della filosofia, è spesso questa sensazione, questa idea che maneggino le idee in modo improprio; che nascosta da qualche parte vi sia una tara nel modo in cui soppesano le cose.

Questa contraddizione interna, questo elemento di disturbo, esiste innegabilmente, ma a mio parere è intrinsecamente connesso al loro “metodo”. Un metodo che si forma in corso d’opera, che fa passi avanti e passi indietro, non si dispiace di contraddirsi e predilige il percorso alla cristallizzazione di un sistema, di cui il pensiero di Lacan è il primo esempio che viene alla mente.

Un metodo sicuramente fin troppo tendente all’autoindulgenza, come indulgente è Zizek quando nel giro di poche pagine o capitoli passa da analisi materialistiche ciniche e spietate a pensieri caratterizzati dall’ingenuità tipiche dell’idealista e dell’utopista, senza premurarsi di riflettere sulla natura e le radici di questi balzi quantici.

Questa autoindulgenza però può anche essere letta come una forma di purezza: Zizek non mostra pudore né preoccupazione a mostrarsi nudo nelle sue contraddizioni al suo Grande Altro (lettori e studiosi), un gesto carico di quel carattere sovversivo che è solito auspicare nei suoi momenti più utopici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che per capire come Zizek interpreti ed utilizzi i principi marxisti e lacaniani, apparentemente incurante delle contraddizioni, il primo scarto da considerare è quello del suo modo di vedere le cose (quello che lui chiama “looking awry”).</p>
<p>Zizek è un “outsider” che opera in ambiti ortodossi (l’accademia, la clinica), al riparo dall’emarginazione culturale in virtù della sua estesa e approfondita preparazione.<br />
Non sembra aderire a ideologie e teorie quanto piùttosto interpretarle in maniera strumentale ai fini di una sua analisi personale. </p>
<p>Il Marxismo di Zizek è più utopico ed anarchico del materialismo classico ed altrettanto eterodossa è la sua visione del pensiero di Lacan. Proprio in virtà di questo suo non aderire, in mano a Zizek marxismo e psicoanalisi smettono di essere dottrine e diventano strumenti di analisi: della realtà quanto l’uno dell’altro.</p>
<p>Tipico delle analisi a loro contemporanee del pensiero degli “outsider” della filosofia, è spesso questa sensazione, questa idea che maneggino le idee in modo improprio; che nascosta da qualche parte vi sia una tara nel modo in cui soppesano le cose.</p>
<p>Questa contraddizione interna, questo elemento di disturbo, esiste innegabilmente, ma a mio parere è intrinsecamente connesso al loro “metodo”. Un metodo che si forma in corso d’opera, che fa passi avanti e passi indietro, non si dispiace di contraddirsi e predilige il percorso alla cristallizzazione di un sistema, di cui il pensiero di Lacan è il primo esempio che viene alla mente.</p>
<p>Un metodo sicuramente fin troppo tendente all’autoindulgenza, come indulgente è Zizek quando nel giro di poche pagine o capitoli passa da analisi materialistiche ciniche e spietate a pensieri caratterizzati dall’ingenuità tipiche dell’idealista e dell’utopista, senza premurarsi di riflettere sulla natura e le radici di questi balzi quantici.</p>
<p>Questa autoindulgenza però può anche essere letta come una forma di purezza: Zizek non mostra pudore né preoccupazione a mostrarsi nudo nelle sue contraddizioni al suo Grande Altro (lettori e studiosi), un gesto carico di quel carattere sovversivo che è solito auspicare nei suoi momenti più utopici.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: robugliani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/21/la-coazione-a-godere-su-leggere-lacan-di-slavoj-zizek/#comment-121842</link>

		<dc:creator><![CDATA[robugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:24:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[PS a ng: &quot;rifare Shakepeare&quot;, sono d&#039;accordo, non ha senso, difatti nessuno si è allontanato da Freud più del dottor Lacan che ha cominciato la sua demolizione sotto il lemma: &quot;ritornare a Freud&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PS a ng: &#8220;rifare Shakepeare&#8221;, sono d&#8217;accordo, non ha senso, difatti nessuno si è allontanato da Freud più del dottor Lacan che ha cominciato la sua demolizione sotto il lemma: &#8220;ritornare a Freud&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
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