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	Commenti a: Autismi 14 &#8211; Il mio migliore amico (2a parte)	</title>
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		<title>
		Di: lucy		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lucy]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 16:01:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[dal mio punto di vista: più ridotto di così! due di due è brutto, senza residui e si offenda pure capone ché tanto è lo sport preferito nei lit-blog. e cos&#039;è, una colpa leggere i libri quando escono? due di due è la classica lettura consigliata da insegnanti che fino all&#039;anno prima facevano leggere fontamara. capirai! in mezzo c&#039;è una marea di scrittori di valore e per giunta divertenti che i giovini potrebbero leggere con profitto, altro che uno che parla di fatti di dieci anni prima e di due minuti fa usando il passato prossimo per entrambi. e non è una questione di mero purismo.

giacomo sartori è troppo umile. andrea de carlo non inchioda non è profondo è un buon prodotto anni ottanta. con lui di profondo ricordo di aver  dormito il sonno condito di molti sbadigli su treno di panna, che fa rima con nanna. la discontinuità di de carlo è la cifra della sua appartenenza ad una tipologia di scrittori italiani dal pensiero debolissimo, ondivago, in cui la scrittura a volte addirittura sciatta è il risultato non di uno stile, ma del fatto che non sanno fare di meglio. altri, è vero, scrivono &quot;pagine&quot;, rasentano la poesia: ma il plot è fiacco, arriva a malapena a permettere un finale tirato via.  credo siamo in una fase, un po&#039; lunghetta, invero, di stanca. lucy è il mio nome.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dal mio punto di vista: più ridotto di così! due di due è brutto, senza residui e si offenda pure capone ché tanto è lo sport preferito nei lit-blog. e cos&#8217;è, una colpa leggere i libri quando escono? due di due è la classica lettura consigliata da insegnanti che fino all&#8217;anno prima facevano leggere fontamara. capirai! in mezzo c&#8217;è una marea di scrittori di valore e per giunta divertenti che i giovini potrebbero leggere con profitto, altro che uno che parla di fatti di dieci anni prima e di due minuti fa usando il passato prossimo per entrambi. e non è una questione di mero purismo.</p>
<p>giacomo sartori è troppo umile. andrea de carlo non inchioda non è profondo è un buon prodotto anni ottanta. con lui di profondo ricordo di aver  dormito il sonno condito di molti sbadigli su treno di panna, che fa rima con nanna. la discontinuità di de carlo è la cifra della sua appartenenza ad una tipologia di scrittori italiani dal pensiero debolissimo, ondivago, in cui la scrittura a volte addirittura sciatta è il risultato non di uno stile, ma del fatto che non sanno fare di meglio. altri, è vero, scrivono &#8220;pagine&#8221;, rasentano la poesia: ma il plot è fiacco, arriva a malapena a permettere un finale tirato via.  credo siamo in una fase, un po&#8217; lunghetta, invero, di stanca. lucy è il mio nome.</p>
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		<title>
		Di: giacomo sartori		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 17:00:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di De Carlo non ho letto tutto, e mi mancano in blocco gli ultimi (mi riproponevo di provare), ma mi sembra incredibilmente e macroscopicamente discontinuo (non mi viene in mente un altro esempio, a questo livello);
ma trovo per esempio che Tre di uno sia molto bello; 
e mi sembra comunque che De Carlo abbia una &quot;profondità&quot; che manca a molti altri narratori italiani, i quali sono abili costruttori di plot, che nei casi migliori ti inchiodano letteralmente alla pagina, ma che costruiscono mondi che non dicono niente, o per meglio dire che ricalcano o comunque corteggiano spudoratamente i luoghi comuni più triti (se c&#039;è un minimo comune denominatore a molta nostra narrativa, a cominciare da quella che va per la maggiore, mi sembra proprio quella, la superficialità); 
forse Lucy potrebbe provare a leggere Tre di uno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di De Carlo non ho letto tutto, e mi mancano in blocco gli ultimi (mi riproponevo di provare), ma mi sembra incredibilmente e macroscopicamente discontinuo (non mi viene in mente un altro esempio, a questo livello);<br />
ma trovo per esempio che Tre di uno sia molto bello;<br />
e mi sembra comunque che De Carlo abbia una &#8220;profondità&#8221; che manca a molti altri narratori italiani, i quali sono abili costruttori di plot, che nei casi migliori ti inchiodano letteralmente alla pagina, ma che costruiscono mondi che non dicono niente, o per meglio dire che ricalcano o comunque corteggiano spudoratamente i luoghi comuni più triti (se c&#8217;è un minimo comune denominatore a molta nostra narrativa, a cominciare da quella che va per la maggiore, mi sembra proprio quella, la superficialità);<br />
forse Lucy potrebbe provare a leggere Tre di uno.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Carlo Capone		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/30/autismi-14-il-mio-migliore-amico-2a-parte/#comment-122694</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 16:08:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ a colei che si firma lucy

&quot;dal mio punto di vista il paragone è offensivo.&quot;

dal &#039;tuo&#039; punto di vista.  
Io, pensa un po&#039;, l&#039;ho letto nell&#039;estate di qualche anno fa (altro che venti)  su suggerimento di un&#039;amica di mia figlia, all&#039;epoca liceale, cui era stato proposto in lettura estiva dall&#039;insegnate di lettere. Non avevo mai letto De Carlo e colsi l&#039;occasione per farmene un&#039;idea.  Ora, il  mio non era e non voleva essere affatto un paragone ma una semplice associazione  sgorgata durante questa lettura, punto. Ma se tu la giudichi, l&#039;associazione,  offensiva nei confronti di un terzo sei a tua  volta offensiva nei riguardi della mia persona.  

Carlo Capone]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ a colei che si firma lucy</p>
<p>&#8220;dal mio punto di vista il paragone è offensivo.&#8221;</p>
<p>dal &#8216;tuo&#8217; punto di vista.<br />
Io, pensa un po&#8217;, l&#8217;ho letto nell&#8217;estate di qualche anno fa (altro che venti)  su suggerimento di un&#8217;amica di mia figlia, all&#8217;epoca liceale, cui era stato proposto in lettura estiva dall&#8217;insegnate di lettere. Non avevo mai letto De Carlo e colsi l&#8217;occasione per farmene un&#8217;idea.  Ora, il  mio non era e non voleva essere affatto un paragone ma una semplice associazione  sgorgata durante questa lettura, punto. Ma se tu la giudichi, l&#8217;associazione,  offensiva nei confronti di un terzo sei a tua  volta offensiva nei riguardi della mia persona.  </p>
<p>Carlo Capone</p>
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		<title>
		Di: lucy		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/30/autismi-14-il-mio-migliore-amico-2a-parte/#comment-122675</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucy]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 13:52:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=25458#comment-122675</guid>

					<description><![CDATA[giacomo sartori mi piace sempre, mentre due di due è uno dei più brutti libri che abbia mai letto: bruttissimo plot, bruttissimo linguaggio. molto in voga tra i miei studenti di circa vent&#039;anni fa, da me mai inserito in una lista di libri consigliati/da leggere. a me non ha fatto venire in mente de carlo. 
dal mio punto di vista il paragone è offensivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>giacomo sartori mi piace sempre, mentre due di due è uno dei più brutti libri che abbia mai letto: bruttissimo plot, bruttissimo linguaggio. molto in voga tra i miei studenti di circa vent&#8217;anni fa, da me mai inserito in una lista di libri consigliati/da leggere. a me non ha fatto venire in mente de carlo.<br />
dal mio punto di vista il paragone è offensivo.</p>
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		<title>
		Di: Carlo Capone		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/30/autismi-14-il-mio-migliore-amico-2a-parte/#comment-122596</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Capone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 09:02:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa seconda parte del racconto risulta più convincente, disturba, forse, l&#039;eccesso di particolari nel finale. E&#039; inevitabile che la mente corra a  &#039;Due di due&#039;, di Andrea De Carlo. Ma quante passioni giovanili, quale religione del vivere, che sentimento  di amicizia, che nostalgia per il tempo che passa in De Carlo: non a caso Guido Laremi fu definito all&#039;epoca (siamo negli 80)  uno dei personaggi più belli della letteratura italiana degli ultimi dieci anni. In  Sartori resta soltanto il groppo  di frustrazioni dell&#039;Io narrante e la morte  tormentosa di un alter-io disperato. 
Comunque complimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa seconda parte del racconto risulta più convincente, disturba, forse, l&#8217;eccesso di particolari nel finale. E&#8217; inevitabile che la mente corra a  &#8216;Due di due&#8217;, di Andrea De Carlo. Ma quante passioni giovanili, quale religione del vivere, che sentimento  di amicizia, che nostalgia per il tempo che passa in De Carlo: non a caso Guido Laremi fu definito all&#8217;epoca (siamo negli 80)  uno dei personaggi più belli della letteratura italiana degli ultimi dieci anni. In  Sartori resta soltanto il groppo  di frustrazioni dell&#8217;Io narrante e la morte  tormentosa di un alter-io disperato.<br />
Comunque complimenti.</p>
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