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	Commenti a: Riccardo non piange più	</title>
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		<title>
		Di: Paolo Rou		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/30/riccardo-non-piange-piu/#comment-122756</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Rou]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 08:02:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;unica differenza tra l&#039;attuale Paolo Rou e il Paolo Sperandio del quale alcuni scritti pure compaiono su Nazione Indiana, è che il primo deve al sogno un cognome bislacco, il secondo ad una forzatura anagrafica. Entrambi hanno con la realtà un&#039;attinenza blanda ma necessaria. Come ogni sogno ed ogni forzatura. A tutti i lettori grazie per l&#039;attenzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;unica differenza tra l&#8217;attuale Paolo Rou e il Paolo Sperandio del quale alcuni scritti pure compaiono su Nazione Indiana, è che il primo deve al sogno un cognome bislacco, il secondo ad una forzatura anagrafica. Entrambi hanno con la realtà un&#8217;attinenza blanda ma necessaria. Come ogni sogno ed ogni forzatura. A tutti i lettori grazie per l&#8217;attenzione.</p>
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		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/30/riccardo-non-piange-piu/#comment-122754</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 07:34:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[*&lt;strong&gt;tarallini&lt;/strong&gt;  piccoli dolci, fatti a ciambellina ricoperti di glassa, più noti nella versione salata, bolliti e poi biscottati al forno, anche  con semi di finocchio o peperoncino

&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://i25.photobucket.com/albums/c96/schlipp/taralli.jpg&quot; widht=&quot;448&quot; height=&quot;336&quot;/&gt;&lt;/p&gt;

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*<strong>tarallini</strong>  piccoli dolci, fatti a ciambellina ricoperti di glassa, più noti nella versione salata, bolliti e poi biscottati al forno, anche  con semi di finocchio o peperoncino</p>
<p align="center"><img src="http://i25.photobucket.com/albums/c96/schlipp/taralli.jpg" widht="448" height="336"/></p>
<p>,\\&#8217;</p>
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		<title>
		Di: giovanni cossu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/30/riccardo-non-piange-piu/#comment-122690</link>

		<dc:creator><![CDATA[giovanni cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 15:34:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anch&#039;io avevo già letto i racconti di Paolo Rou, oltre quelli pubblicati in Nazione Indiana, anche gli altri raccolti sotto il titolo &quot;L&#039;angolo triste&quot;.
Ma non mi è riuscito mai di scriverne in modo appropriato.

E si tratta soltanto di una coincidenza, se in questo momento che in N.I. appare &quot;Riccardo non piange più&quot;, io stia rileggendo un vecchio, grande, libro che, dagli anni &#039;40, migra da editore a editore: Bompiani, Mondadori, Adelphi: &quot;Gli asiatici&quot; di Frederic Prokosch.

E&#039; lì che ho trovato una completa rassegna dei racconti di Paolo Rou, la perfetta descrizione dei suoi personaggi. 

Si tratta di una visione che il personaggio principale di &quot;Asiatici&quot; ha dopo
essere fortunatamente sopravvissuto a un incidente aereo.

&quot; Quasi tutti, comunque, mio causavano meraviglia; era gente di cui non m&#039;ero immaginato l&#039;esistenza. Gente che doveva aver speso la vita in qualche nascondiglio; e adesso ecco che dovevano uscire all&#039;aperto. Non avevano più modo di nascondersi. Donne col cranio rasato, oranti a mani giunte; uomini obesi, privi d&#039;occhi - i capitalisti dello spirito -; gente morta di fame, con facce simili ai lividi lampioni dei vicoli malfamati; individui con facce ripulsive da matti; altri, ma pochi, con facce rese meravigliosamente espressive dalla libidine, rivelatrici d&#039;ogni immaginabile varietà di degenerazione e di imputridimento; poi i disoccupati, morti di disperazione, con  occhi che non sapevano da che parte guardare per implorare pietà, e bocche aperte in un penoso grido muto di accusa contro se medesimi; molti stecchiti dalla solitudine, le braccia tese in atto supplichevole, come i rami spogli di alberi uccisi dal fulmine; gli storpi; i suicidi; i morti sul campo di battaglia, con labbra serrate in atto di subita comprensione, occhi sanguinolenti; quattro o cinque con  occhi pieni d&#039;una squisita tenerezza - erano i protetti, gli stupidi, i fortunati che la vita aveva lasciato intatti -; e finalmente i bambini, con corpi belli  come felci giovani ma occhi duri a maliziosi.

La processione s&#039;infoltiva sempre più. Ora si faceva fitta come un gregge di pecore, nere. Poi, come un getto di fuliggine che si diradi, cominciava a volatilizzare. La notte calava. Tra poco sarebbe tutto finito. Più nessuno. Niente. Non una traccia.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io avevo già letto i racconti di Paolo Rou, oltre quelli pubblicati in Nazione Indiana, anche gli altri raccolti sotto il titolo &#8220;L&#8217;angolo triste&#8221;.<br />
Ma non mi è riuscito mai di scriverne in modo appropriato.</p>
<p>E si tratta soltanto di una coincidenza, se in questo momento che in N.I. appare &#8220;Riccardo non piange più&#8221;, io stia rileggendo un vecchio, grande, libro che, dagli anni &#8217;40, migra da editore a editore: Bompiani, Mondadori, Adelphi: &#8220;Gli asiatici&#8221; di Frederic Prokosch.</p>
<p>E&#8217; lì che ho trovato una completa rassegna dei racconti di Paolo Rou, la perfetta descrizione dei suoi personaggi. </p>
<p>Si tratta di una visione che il personaggio principale di &#8220;Asiatici&#8221; ha dopo<br />
essere fortunatamente sopravvissuto a un incidente aereo.</p>
<p>&#8221; Quasi tutti, comunque, mio causavano meraviglia; era gente di cui non m&#8217;ero immaginato l&#8217;esistenza. Gente che doveva aver speso la vita in qualche nascondiglio; e adesso ecco che dovevano uscire all&#8217;aperto. Non avevano più modo di nascondersi. Donne col cranio rasato, oranti a mani giunte; uomini obesi, privi d&#8217;occhi &#8211; i capitalisti dello spirito -; gente morta di fame, con facce simili ai lividi lampioni dei vicoli malfamati; individui con facce ripulsive da matti; altri, ma pochi, con facce rese meravigliosamente espressive dalla libidine, rivelatrici d&#8217;ogni immaginabile varietà di degenerazione e di imputridimento; poi i disoccupati, morti di disperazione, con  occhi che non sapevano da che parte guardare per implorare pietà, e bocche aperte in un penoso grido muto di accusa contro se medesimi; molti stecchiti dalla solitudine, le braccia tese in atto supplichevole, come i rami spogli di alberi uccisi dal fulmine; gli storpi; i suicidi; i morti sul campo di battaglia, con labbra serrate in atto di subita comprensione, occhi sanguinolenti; quattro o cinque con  occhi pieni d&#8217;una squisita tenerezza &#8211; erano i protetti, gli stupidi, i fortunati che la vita aveva lasciato intatti -; e finalmente i bambini, con corpi belli  come felci giovani ma occhi duri a maliziosi.</p>
<p>La processione s&#8217;infoltiva sempre più. Ora si faceva fitta come un gregge di pecore, nere. Poi, come un getto di fuliggine che si diradi, cominciava a volatilizzare. La notte calava. Tra poco sarebbe tutto finito. Più nessuno. Niente. Non una traccia.&#8221;</p>
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		<title>
		Di: lucy		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/30/riccardo-non-piange-piu/#comment-122673</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucy]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 13:47:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bellssimo e orrendo allo stesso tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bellssimo e orrendo allo stesso tempo.</p>
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		Di: Alias		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/30/riccardo-non-piange-piu/#comment-122672</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alias]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 11:45:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;inquietudine sta nei particolari, niente di trash ma un horror sottile di buon gusto. Lettura piacevole e nessuna masturbazione letteraria, va bene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inquietudine sta nei particolari, niente di trash ma un horror sottile di buon gusto. Lettura piacevole e nessuna masturbazione letteraria, va bene.</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/30/riccardo-non-piange-piu/#comment-122665</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 10:32:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bella storia e mi sembra che è entrato nella paura che gli bambini hanno, sensibili come sono all&#039;ambiente di una casa.
C&#039;è qualcosa di terribile che spia, aspetta.

Che cosa è tarallini? Non ho trovato nel dizionario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bella storia e mi sembra che è entrato nella paura che gli bambini hanno, sensibili come sono all&#8217;ambiente di una casa.<br />
C&#8217;è qualcosa di terribile che spia, aspetta.</p>
<p>Che cosa è tarallini? Non ho trovato nel dizionario.</p>
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		Di: Farfarello		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/30/riccardo-non-piange-piu/#comment-122662</link>

		<dc:creator><![CDATA[Farfarello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 08:21:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa storia è maledettamente buona! Brividi, e ben raccontati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa storia è maledettamente buona! Brividi, e ben raccontati.</p>
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		Di: nadia agustoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/30/riccardo-non-piange-piu/#comment-122661</link>

		<dc:creator><![CDATA[nadia agustoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 04:34:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I tuoi sono i più bei racconti che ho letto da molto tempo a questa parte. Anche questo l&#039;ho riletto volentieri. Un caro saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I tuoi sono i più bei racconti che ho letto da molto tempo a questa parte. Anche questo l&#8217;ho riletto volentieri. Un caro saluto.</p>
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