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	Commenti a: Quanto costano le fotografie di Stefano Cucchi	</title>
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		Di: Presentazione Pro/testo Mantova Sabato 14 Novembre &#171; AnarchicA		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/31/quanto-costano-le-fotografie-di-stefano-cucchi/#comment-123451</link>

		<dc:creator><![CDATA[Presentazione Pro/testo Mantova Sabato 14 Novembre &#171; AnarchicA]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 18:21:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Alcuni link, nella miglior tradizione del cyber-movimentismo: http://www.articolozero.org/ http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Federico_Aldrovandi http://www.faraeditore.it/html/neumi/protesto.html https://www.nazioneindiana.com/2009/10/31/quanto-costano-le-fotografie-di-stefano-cucchi/ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Alcuni link, nella miglior tradizione del cyber-movimentismo: <a href="http://www.articolozero.org/" rel="nofollow ugc">http://www.articolozero.org/</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Federico_Aldrovandi" rel="nofollow ugc">http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Federico_Aldrovandi</a> <a href="http://www.faraeditore.it/html/neumi/protesto.html" rel="nofollow ugc">http://www.faraeditore.it/html/neumi/protesto.html</a> <a href="https://www.nazioneindiana.com/2009/10/31/quanto-costano-le-fotografie-di-stefano-cucchi/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2009/10/31/quanto-costano-le-fotografie-di-stefano-cucchi/</a> [&#8230;]</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: aparrag aculnaig		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/31/quanto-costano-le-fotografie-di-stefano-cucchi/#comment-123318</link>

		<dc:creator><![CDATA[aparrag aculnaig]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 10:39:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma l&#039;affermazione di cui pentirmi era &#039;che avei incontrato&#039;, è quella la sgrammaticata stupidità. vorrà dire che d&#039;ora in poi ci penserò due volte prima di iniziare a pensare. 
cercherò di ingabbiarmi nell&#039;autocensura, cercherò di studiare l&#039;italiano.
adéu :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma l&#8217;affermazione di cui pentirmi era &#8216;che avei incontrato&#8217;, è quella la sgrammaticata stupidità. vorrà dire che d&#8217;ora in poi ci penserò due volte prima di iniziare a pensare.<br />
cercherò di ingabbiarmi nell&#8217;autocensura, cercherò di studiare l&#8217;italiano.<br />
adéu :)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/31/quanto-costano-le-fotografie-di-stefano-cucchi/#comment-123132</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 14:46:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[APPARENTEMENTE OTTI&#039;

http://www.autistici.org/macerie/

Trovo imbarazzante dovermi difendere dall’accusa di rappresentare un pericolo per la tranquillità di questo ordine sociale. Per non cadere nel ridicolo, non lo farò. Ma mi preme precisare una cosa: rifiuto categoricamente di essere definito “leader” di un qualsiasi movimento. Se lo scrive un giornalista, è solo una volgarità che non merita neanche una risposta. Ma se lo scrive la Questura, allora si tratta un grossolano errore. Chi lo dice non ha capito assolutamente nulla di come pensano, si organizzano e agiscono gli anarchici. Ed è un bene che sia così: non intendo fornire al nemico ulteriori elementi utili alla comprensione. Quanto alle rivolte nei lager per gli sfruttati stranieri, rivolte che io contribuirei a provocare, è semplicemente risibile l’idea che esse abbiano bisogno di volantini, scritte sui muri, petardi o palline da tennis per continuare a scoppiare. Per quello, basta la violenza delle guardie e la follia di un Ministro degli Interni.
Qualcuno penserà  che in fondo me la sono cercata, che me la sono voluta. Anche, per esempio, con questa dichiarazione. A costoro rispondo con un sorriso, dicendo che il mio unico rimpianto è quello di non aver fatto abbastanza, e abbastanza bene. Proprio nei momenti come questo, momenti in cui è più evidente che la Legge è sempre dalla parte del più forte, del più potente, del più arrogante, momenti in cui un poliziotto può pensare di far ritrovare delle finte molotov per giustificare una carneficina, momenti in cui un pubblico ministero può pensare di telefonare a un giudice per raccomandare una severa condanna, proprio in momenti come questo i limiti stabiliti dalla Legge non possono rappresentare un vincolo per fare quello che ciascuno di noi ritiene giusto, e necessario. In fin dei conti, converrete anche voi, la libertà è sempre una questione di forza.

F.M. - Torino, 9 ottobre 2009

Prendo la parola per pochissimi minuti, perché è uno solo il punto che vorrei sviluppare in quest’aula e di persona rispetto alle richieste che vi ha presentato la Questura di Torino nei miei confronti. Degli altri aspetti di questa vicenda se ne può occupare meglio di me il mio avvocato nel quale ripongo piena fiducia.
Sappiate che mi costa un certo imbarazzo questo breve intervento. E già, perché qui vi debbo parlare non degli “episodi delittuosi” che mi hanno visto protagonista negli ultimi diciannove anni - per usare le parole della Questura. No. L’argomento della discussione di oggi sono io. Sono io con le mie scelte di vita e le mie attitudini. E come sapete è sempre imbarazzante parlare di se stessi. Ma altrettanto imbarazzante dovrebbe essere per un giudice discutere di cose impalpabili come le vite degli altri, come le scelte degli altri, e non di fatti materiali ed accertabili. E quando queste scelte che vengono messe sotto la lente d’ingrandimento sono scelte di campo nella lotta sociale, ecco allora che siamo di fronte ad un pauroso slittamento del Diritto e delle sue teorie. Slittamento che è indicativo di un’epoca e che conferma ciò che quelli come me hanno sempre pensato del ruolo concreto della Legge e dei tribunali nella Storia.

Veniamo al dunque. Nelle battute conclusive della lunga nota da lui redatta, il Signor Vicequestore Spartaco Mortola parla di me come di un individuo totalmente privo di scrupoli e di principi morali. Salto d’un balzo discussioni tediose sulla differenza tra etica e morale per dirvi solo questo: proprio perché sono un anarchico, proprio perché sono uno di quegli amanti spassionati della libertà che pensano che non debba essere la Legge a guidare i passi degli uomini, proprio per questo ogni cosa che faccio è ispirata a delle scelte etiche, a delle scelte di campo, ad una idea di giustizia precisissima ed esigente. Non posso dimostrare di esserci riuscito sempre e fino in fondo, certamente: ma che non mi si parli di “assenza di scrupoli e di principi”.

Del resto, se non avessimo “scrupoli” e “principi” né io né i miei compagni avremmo speso tanto tempo e tante energie per batterci contro i Centri di detenzione per stranieri senza documenti. Cosa ce ne viene, da questa lotta? Guadagni e promozioni? Visibilità sociale? Potere? Niente di tutto questo. A motivarci c’è solo la certezza che la libertà degli altri determini anche la nostra. La gente senza scrupoli va cercata tra chi li ha costruiti e chi li gestisce, i Centri, tra chi sorride di fronte ai pestaggi, alle umiliazioni, alle violenze. Non certo tra chi li vorrebbe chiudere per sempre.

Se proprio dobbiamo parlare di scrupoli morali e di principi, allora, parliamone sul serio. Chi ha redatto le note che avete tra le mani si chiama Spartaco Mortola e verrà ricordato per chissà quanti anni ancora per il sangue sparso sui pavimenti della Diaz nel 2001 genovese. È lui che è privo di scrupoli, non io. Il ministro degli Interni che gli fa da principale, poi, si chiama Roberto Maroni. Quello che ha detto che bisogna essere “cattivi con i clandestini”, quello che ha riso insieme a tutta la gente del suo partito di fronte alle stragi nel Mediterraneo di questa estate, quello che non ha fatto una piega quando gli sgherri di Gheddafi, per proteggere le nostre frontiere, hanno ucciso a coltellate e a colpi di bastone i profughi somali evasi dal campo di detenzione di Ganfuda. E mi si viene a parlare a me di principi morali e di violenza?
Ironia della sorte, anche il Pubblico ministero di questo procedimento, il dottor Padalino, ha le sue belle responsabilità. Penso solo alla legge - da lui tanto rumorosamente voluta e propagandata - che punisce chi si cancella le impronte digitali. Per colpa di quella legge sono finiti in carcere in Sicilia dei disertori dell’esercito eritreo che si erano abrasi i polpastrelli per riuscire a raggiungere i propri parenti nel nord dell’Europa. Uomini scappati dalla guerra e scampati al naufragio che finiscono in carcere appena sbarcati, tritati dall’isteria securitaria di questi anni oscuri. E sono io quello che non pensa alle conseguenze delle proprie azioni?

Vedete, c’è una distanza incolmabile tra personaggi come quelli che mi accusano e la gente come me e i miei compagni. Ed è data proprio da questo: noi gli scrupoli ce li abbiamo, noi non muoviamo passo se non siamo proprio sicuri che ciò che facciamo sia giusto fino in fondo, se non siamo sicuri che i nostri mezzi siano coerenti con i nostri obiettivi. Senza nessun interesse nascosto, senza ricercare il potere e neanche la fama. Gratuitamente, senza aspettarci nulla in cambio, solo per un senso di giustizia che sempre più spesso è completamente al di fuori della Legge.

ANCH&#039;IO TI VOGLIO BENE GIANLUCA :)
la fu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>APPARENTEMENTE OTTI&#8217;</p>
<p><a href="http://www.autistici.org/macerie/" rel="nofollow ugc">http://www.autistici.org/macerie/</a></p>
<p>Trovo imbarazzante dovermi difendere dall’accusa di rappresentare un pericolo per la tranquillità di questo ordine sociale. Per non cadere nel ridicolo, non lo farò. Ma mi preme precisare una cosa: rifiuto categoricamente di essere definito “leader” di un qualsiasi movimento. Se lo scrive un giornalista, è solo una volgarità che non merita neanche una risposta. Ma se lo scrive la Questura, allora si tratta un grossolano errore. Chi lo dice non ha capito assolutamente nulla di come pensano, si organizzano e agiscono gli anarchici. Ed è un bene che sia così: non intendo fornire al nemico ulteriori elementi utili alla comprensione. Quanto alle rivolte nei lager per gli sfruttati stranieri, rivolte che io contribuirei a provocare, è semplicemente risibile l’idea che esse abbiano bisogno di volantini, scritte sui muri, petardi o palline da tennis per continuare a scoppiare. Per quello, basta la violenza delle guardie e la follia di un Ministro degli Interni.<br />
Qualcuno penserà  che in fondo me la sono cercata, che me la sono voluta. Anche, per esempio, con questa dichiarazione. A costoro rispondo con un sorriso, dicendo che il mio unico rimpianto è quello di non aver fatto abbastanza, e abbastanza bene. Proprio nei momenti come questo, momenti in cui è più evidente che la Legge è sempre dalla parte del più forte, del più potente, del più arrogante, momenti in cui un poliziotto può pensare di far ritrovare delle finte molotov per giustificare una carneficina, momenti in cui un pubblico ministero può pensare di telefonare a un giudice per raccomandare una severa condanna, proprio in momenti come questo i limiti stabiliti dalla Legge non possono rappresentare un vincolo per fare quello che ciascuno di noi ritiene giusto, e necessario. In fin dei conti, converrete anche voi, la libertà è sempre una questione di forza.</p>
<p>F.M. &#8211; Torino, 9 ottobre 2009</p>
<p>Prendo la parola per pochissimi minuti, perché è uno solo il punto che vorrei sviluppare in quest’aula e di persona rispetto alle richieste che vi ha presentato la Questura di Torino nei miei confronti. Degli altri aspetti di questa vicenda se ne può occupare meglio di me il mio avvocato nel quale ripongo piena fiducia.<br />
Sappiate che mi costa un certo imbarazzo questo breve intervento. E già, perché qui vi debbo parlare non degli “episodi delittuosi” che mi hanno visto protagonista negli ultimi diciannove anni &#8211; per usare le parole della Questura. No. L’argomento della discussione di oggi sono io. Sono io con le mie scelte di vita e le mie attitudini. E come sapete è sempre imbarazzante parlare di se stessi. Ma altrettanto imbarazzante dovrebbe essere per un giudice discutere di cose impalpabili come le vite degli altri, come le scelte degli altri, e non di fatti materiali ed accertabili. E quando queste scelte che vengono messe sotto la lente d’ingrandimento sono scelte di campo nella lotta sociale, ecco allora che siamo di fronte ad un pauroso slittamento del Diritto e delle sue teorie. Slittamento che è indicativo di un’epoca e che conferma ciò che quelli come me hanno sempre pensato del ruolo concreto della Legge e dei tribunali nella Storia.</p>
<p>Veniamo al dunque. Nelle battute conclusive della lunga nota da lui redatta, il Signor Vicequestore Spartaco Mortola parla di me come di un individuo totalmente privo di scrupoli e di principi morali. Salto d’un balzo discussioni tediose sulla differenza tra etica e morale per dirvi solo questo: proprio perché sono un anarchico, proprio perché sono uno di quegli amanti spassionati della libertà che pensano che non debba essere la Legge a guidare i passi degli uomini, proprio per questo ogni cosa che faccio è ispirata a delle scelte etiche, a delle scelte di campo, ad una idea di giustizia precisissima ed esigente. Non posso dimostrare di esserci riuscito sempre e fino in fondo, certamente: ma che non mi si parli di “assenza di scrupoli e di principi”.</p>
<p>Del resto, se non avessimo “scrupoli” e “principi” né io né i miei compagni avremmo speso tanto tempo e tante energie per batterci contro i Centri di detenzione per stranieri senza documenti. Cosa ce ne viene, da questa lotta? Guadagni e promozioni? Visibilità sociale? Potere? Niente di tutto questo. A motivarci c’è solo la certezza che la libertà degli altri determini anche la nostra. La gente senza scrupoli va cercata tra chi li ha costruiti e chi li gestisce, i Centri, tra chi sorride di fronte ai pestaggi, alle umiliazioni, alle violenze. Non certo tra chi li vorrebbe chiudere per sempre.</p>
<p>Se proprio dobbiamo parlare di scrupoli morali e di principi, allora, parliamone sul serio. Chi ha redatto le note che avete tra le mani si chiama Spartaco Mortola e verrà ricordato per chissà quanti anni ancora per il sangue sparso sui pavimenti della Diaz nel 2001 genovese. È lui che è privo di scrupoli, non io. Il ministro degli Interni che gli fa da principale, poi, si chiama Roberto Maroni. Quello che ha detto che bisogna essere “cattivi con i clandestini”, quello che ha riso insieme a tutta la gente del suo partito di fronte alle stragi nel Mediterraneo di questa estate, quello che non ha fatto una piega quando gli sgherri di Gheddafi, per proteggere le nostre frontiere, hanno ucciso a coltellate e a colpi di bastone i profughi somali evasi dal campo di detenzione di Ganfuda. E mi si viene a parlare a me di principi morali e di violenza?<br />
Ironia della sorte, anche il Pubblico ministero di questo procedimento, il dottor Padalino, ha le sue belle responsabilità. Penso solo alla legge &#8211; da lui tanto rumorosamente voluta e propagandata &#8211; che punisce chi si cancella le impronte digitali. Per colpa di quella legge sono finiti in carcere in Sicilia dei disertori dell’esercito eritreo che si erano abrasi i polpastrelli per riuscire a raggiungere i propri parenti nel nord dell’Europa. Uomini scappati dalla guerra e scampati al naufragio che finiscono in carcere appena sbarcati, tritati dall’isteria securitaria di questi anni oscuri. E sono io quello che non pensa alle conseguenze delle proprie azioni?</p>
<p>Vedete, c’è una distanza incolmabile tra personaggi come quelli che mi accusano e la gente come me e i miei compagni. Ed è data proprio da questo: noi gli scrupoli ce li abbiamo, noi non muoviamo passo se non siamo proprio sicuri che ciò che facciamo sia giusto fino in fondo, se non siamo sicuri che i nostri mezzi siano coerenti con i nostri obiettivi. Senza nessun interesse nascosto, senza ricercare il potere e neanche la fama. Gratuitamente, senza aspettarci nulla in cambio, solo per un senso di giustizia che sempre più spesso è completamente al di fuori della Legge.</p>
<p>ANCH&#8217;IO TI VOGLIO BENE GIANLUCA :)<br />
la fu</p>
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		<title>
		Di: aparrag aculnaig		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/31/quanto-costano-le-fotografie-di-stefano-cucchi/#comment-123097</link>

		<dc:creator><![CDATA[aparrag aculnaig]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 00:57:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[funambola, ti voglio bene.]]></description>
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		<title>
		Di: la funambola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 21:14:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...e AFFFANCULO LA letteratura
la fu]]></description>
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la fu</p>
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		Di: la funambola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 21:10:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro gianluca
qui, come fuori, tutto corre veloce, in un autismo corale che si infiamma per l&#039;ultimo orrore, dimentico della storia e della memoria.
ci stanno dividendo, ci vogliono divisi, rancorosi, disperati e noi non siamo in grado di contrapporre a questo disegno se non eghi smisurati, particolarismi, distinguo, personalismi, ripicche  finchè non ci resterà altro che la paura come estremo fortino entro il quale consumare in silenzio il nostro sgomento.
abbiamo perso la capacità di &quot;ascoltare&quot;, abbiamo perso la capacità di &quot;fidarci&quot;
siamo sempre in prova, sempre
il potere invece ha superato tutte le prove e tutte le resistenze.
ma è consolante che tu ti sia scusato, è umano, è empatico, è umile
la mia pancia vorrebbe devastare, bestemmiare, urlare, far del male, la mia pancia vorrebbe vendetta
e io anche, come te, insieme a te,  mi scuso per la mia sgrammaticata stupidità...ma a un dio senza fiato non voglio credere,mai
ti abbraccio
la funambola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro gianluca<br />
qui, come fuori, tutto corre veloce, in un autismo corale che si infiamma per l&#8217;ultimo orrore, dimentico della storia e della memoria.<br />
ci stanno dividendo, ci vogliono divisi, rancorosi, disperati e noi non siamo in grado di contrapporre a questo disegno se non eghi smisurati, particolarismi, distinguo, personalismi, ripicche  finchè non ci resterà altro che la paura come estremo fortino entro il quale consumare in silenzio il nostro sgomento.<br />
abbiamo perso la capacità di &#8220;ascoltare&#8221;, abbiamo perso la capacità di &#8220;fidarci&#8221;<br />
siamo sempre in prova, sempre<br />
il potere invece ha superato tutte le prove e tutte le resistenze.<br />
ma è consolante che tu ti sia scusato, è umano, è empatico, è umile<br />
la mia pancia vorrebbe devastare, bestemmiare, urlare, far del male, la mia pancia vorrebbe vendetta<br />
e io anche, come te, insieme a te,  mi scuso per la mia sgrammaticata stupidità&#8230;ma a un dio senza fiato non voglio credere,mai<br />
ti abbraccio<br />
la funambola</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: aparrag aculnaig		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/31/quanto-costano-le-fotografie-di-stefano-cucchi/#comment-123076</link>

		<dc:creator><![CDATA[aparrag aculnaig]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 19:21:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi scuso per la mia sgrammaticata stupidità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi scuso per la mia sgrammaticata stupidità.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/31/quanto-costano-le-fotografie-di-stefano-cucchi/#comment-123041</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 15:29:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=25703#comment-123041</guid>

					<description><![CDATA[...citando de andrè

Quando ero piccolo m&#039;innamoravo di tutto correvo dietro ai cani
e da marzo a febbraio mio nonno vegliava
sulla corrente di cavalli e di buoi
sui fatti miei sui fatti tuoi

e al dio degli inglesi non credere mai.

E quando avevo duecento lune e forse qualcuna è di troppo
rubai il primo cavallo e mi fecero uomo
cambiai il mio nome in &quot;Coda di lupo&quot;
cambiai il mio pony con un cavallo muto

e al loro dio perdente non credere mai

E fu nella notte della lunga stella con la coda
che trovammo mio nonno crocifisso sulla chiesa
crocifisso con forchette che si usano a cena
era sporco e pulito di sangue e di crema

e al loro dio goloso non credere mai.

E forse avevo diciott&#039;anni e non puzzavo più di serpente
possedevo una spranga un cappello e una fionda
e una notte di gala con un sasso a punta
uccisi uno smoking e glielo rubai

e al dio della scala non credere mai.

Poi tornammo in Brianza per l&#039;apertura della caccia al bisonte
ci fecero l&#039;esame dell&#039;alito e delle urine
ci spiegò il meccanismo un poeta andaluso
- Per la caccia al bisonte - disse - Il numero è chiuso.

E a un Dio a lieto fine non credere mai.

Ed ero già vecchio quando vicino a Roma a Little Big Horn
capelli corti generale ci parlò all&#039;università
dei fratelli tutte blu che seppellirono le asce
ma non fumammo con lui non era venuto in pace

e a un dio fatti il culo non credere mai.

E adesso che ho bruciato venti figli sul mio letto di sposo
che ho scaricato la mia rabbia in un teatro di posa
che ho imparato a pescare con le bombe a mano
che mi hanno scolpito in lacrime sull&#039;arco di Traiano
con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia
ma colpisco un po&#039; a casaccio perché non ho più memoria

e a un dio senza fiato non credere mai.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;citando de andrè</p>
<p>Quando ero piccolo m&#8217;innamoravo di tutto correvo dietro ai cani<br />
e da marzo a febbraio mio nonno vegliava<br />
sulla corrente di cavalli e di buoi<br />
sui fatti miei sui fatti tuoi</p>
<p>e al dio degli inglesi non credere mai.</p>
<p>E quando avevo duecento lune e forse qualcuna è di troppo<br />
rubai il primo cavallo e mi fecero uomo<br />
cambiai il mio nome in &#8220;Coda di lupo&#8221;<br />
cambiai il mio pony con un cavallo muto</p>
<p>e al loro dio perdente non credere mai</p>
<p>E fu nella notte della lunga stella con la coda<br />
che trovammo mio nonno crocifisso sulla chiesa<br />
crocifisso con forchette che si usano a cena<br />
era sporco e pulito di sangue e di crema</p>
<p>e al loro dio goloso non credere mai.</p>
<p>E forse avevo diciott&#8217;anni e non puzzavo più di serpente<br />
possedevo una spranga un cappello e una fionda<br />
e una notte di gala con un sasso a punta<br />
uccisi uno smoking e glielo rubai</p>
<p>e al dio della scala non credere mai.</p>
<p>Poi tornammo in Brianza per l&#8217;apertura della caccia al bisonte<br />
ci fecero l&#8217;esame dell&#8217;alito e delle urine<br />
ci spiegò il meccanismo un poeta andaluso<br />
&#8211; Per la caccia al bisonte &#8211; disse &#8211; Il numero è chiuso.</p>
<p>E a un Dio a lieto fine non credere mai.</p>
<p>Ed ero già vecchio quando vicino a Roma a Little Big Horn<br />
capelli corti generale ci parlò all&#8217;università<br />
dei fratelli tutte blu che seppellirono le asce<br />
ma non fumammo con lui non era venuto in pace</p>
<p>e a un dio fatti il culo non credere mai.</p>
<p>E adesso che ho bruciato venti figli sul mio letto di sposo<br />
che ho scaricato la mia rabbia in un teatro di posa<br />
che ho imparato a pescare con le bombe a mano<br />
che mi hanno scolpito in lacrime sull&#8217;arco di Traiano<br />
con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia<br />
ma colpisco un po&#8217; a casaccio perché non ho più memoria</p>
<p>e a un dio senza fiato non credere mai.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: aparrag aculnaig		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/31/quanto-costano-le-fotografie-di-stefano-cucchi/#comment-123024</link>

		<dc:creator><![CDATA[aparrag aculnaig]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 12:50:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=25703#comment-123024</guid>

					<description><![CDATA[scusa baldrus non mi riferivo a te era generale e il caso letterario era per dire la polemica su qualcosa che non ha senso per chi non l&#039;ha provata.
i genitori di cucchi sono liberi di fare cosa cazzo vogliono con le foto del loro proprio figlio morto.
fossi stato io, al posto del padre o di qualche altro familiare, avrei&lt;del datetime=&quot;2009-11-04T07:54:11+00:00&quot;&gt; ************************&lt;/del&gt;&lt;ins datetime=&quot;2009-11-04T07:54:11+00:00&quot;&gt;[niente affermazioni di cui poi pentirsi, per favore - la redazione ]&lt;/ins&gt; al primo sbirro che avrei incontrato per strada. in certi casi occhio per occhio dente per dente. 
per il resto, ci &#039;scorderemo&#039; presto anche di questo altro cadavere.
forse perché noi italiani siamo bravissimi accademici della parola della retorica della schermaglia dialettica della raffinatezza sardonica e ironica, diciamo che nonostante tutto amiamo l&#039;abito scuro e non facciamo mica casino in piazza per uno che muore per alcuni grammi di fumo mentre -chissà come mai- svastichella non l&#039;hanno sfiorato nemmeno con un dito.
scusate, non vi offendete, ma a me &#039;sto paese mi fa veramente schifo!
perché siamo ipocriti e polemizziamo su tutto &quot;e poi non cambia niente&quot;.
adieu!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusa baldrus non mi riferivo a te era generale e il caso letterario era per dire la polemica su qualcosa che non ha senso per chi non l&#8217;ha provata.<br />
i genitori di cucchi sono liberi di fare cosa cazzo vogliono con le foto del loro proprio figlio morto.<br />
fossi stato io, al posto del padre o di qualche altro familiare, avrei<del datetime="2009-11-04T07:54:11+00:00"> ************************</del><ins datetime="2009-11-04T07:54:11+00:00">[niente affermazioni di cui poi pentirsi, per favore &#8211; la redazione ]</ins> al primo sbirro che avrei incontrato per strada. in certi casi occhio per occhio dente per dente.<br />
per il resto, ci &#8216;scorderemo&#8217; presto anche di questo altro cadavere.<br />
forse perché noi italiani siamo bravissimi accademici della parola della retorica della schermaglia dialettica della raffinatezza sardonica e ironica, diciamo che nonostante tutto amiamo l&#8217;abito scuro e non facciamo mica casino in piazza per uno che muore per alcuni grammi di fumo mentre -chissà come mai- svastichella non l&#8217;hanno sfiorato nemmeno con un dito.<br />
scusate, non vi offendete, ma a me &#8216;sto paese mi fa veramente schifo!<br />
perché siamo ipocriti e polemizziamo su tutto &#8220;e poi non cambia niente&#8221;.<br />
adieu!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/10/31/quanto-costano-le-fotografie-di-stefano-cucchi/#comment-123022</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 12:12:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=25703#comment-123022</guid>

					<description><![CDATA[ci riprovo
condivido lo sgomento di piero sorrentino
credo che sia non solo legittimo ma fondamentale partire dalla domanda che piero si pone e ci sottopone
credo che sia &quot;necessario&quot; trovare risposte e porsi altre domande che vanno oltre il  dato di fatto
credo che siamo molto in ritardo
&quot;spero&quot; che non sia troppo tardi

baci
la fu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ci riprovo<br />
condivido lo sgomento di piero sorrentino<br />
credo che sia non solo legittimo ma fondamentale partire dalla domanda che piero si pone e ci sottopone<br />
credo che sia &#8220;necessario&#8221; trovare risposte e porsi altre domande che vanno oltre il  dato di fatto<br />
credo che siamo molto in ritardo<br />
&#8220;spero&#8221; che non sia troppo tardi</p>
<p>baci<br />
la fu</p>
]]></content:encoded>
		
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