<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Scrivo per essere capito	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/11/scrivo-per-essere-capito/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/11/scrivo-per-essere-capito/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Nov 2009 12:09:47 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/11/scrivo-per-essere-capito/#comment-124085</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 12:09:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=26060#comment-124085</guid>

					<description><![CDATA[L&#039;oggetto della critica è la produzione di conoscenza sull&#039;arte, e nel vostro caso l&#039;oggetto è l&#039;arte letterataria.. bene..

..per cercare di capire e mettere un po&#039; d&#039;ordine nei miei pensieri,.. vi sfrutto un po&#039;, scusate:

non ho capito perchè ci si accapiglia sulla figura del critico, che sulla carta dovrebbero adoperarsi per il bene della letteratura e cercare di farla amare..

..il critico dovrebbe produrre conoscenza e affezione nei confronti dell&#039;arte letteraria .. no?

Mi è perfettamente chiaro che il lavoro del critico è un lavoro complesso funestato da mille varianti, storico-sociologiche, simboliche e il lavoro del critico è ancor piu&#039; difficoltoso se il critico ha l&#039;ambizione di occuparsi di una forma d&#039;arte che gli è contemporanea..

.. ma quali sono le dinamiche che scattano e fanno si che due aggevolatori di conoscenza e sapere e affezione per l&#039;arte, uno come produttore d&#039;arte e l&#039;altro come produttore di conoscenza sull&#039;arte, dovrebbero accapigliarsi ?.

Mi pare che qui vi sia un problema metodologico in primis del critico che si accapiglia con l&#039;artista e dall&#039;altro dell&#039;artista letterario che non ha di meglio da fare che accapigliarsi con il critico.

Perchè si arriva al punto di delegittimarsi a vicenda, che vantaggio ne ha l&#039;arte ?.

Grassie  é__è


p.s. se decideste di rispondere, parlate semplice, che non ho fatto le scuole alte.  °__°]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;oggetto della critica è la produzione di conoscenza sull&#8217;arte, e nel vostro caso l&#8217;oggetto è l&#8217;arte letterataria.. bene..</p>
<p>..per cercare di capire e mettere un po&#8217; d&#8217;ordine nei miei pensieri,.. vi sfrutto un po&#8217;, scusate:</p>
<p>non ho capito perchè ci si accapiglia sulla figura del critico, che sulla carta dovrebbero adoperarsi per il bene della letteratura e cercare di farla amare..</p>
<p>..il critico dovrebbe produrre conoscenza e affezione nei confronti dell&#8217;arte letteraria .. no?</p>
<p>Mi è perfettamente chiaro che il lavoro del critico è un lavoro complesso funestato da mille varianti, storico-sociologiche, simboliche e il lavoro del critico è ancor piu&#8217; difficoltoso se il critico ha l&#8217;ambizione di occuparsi di una forma d&#8217;arte che gli è contemporanea..</p>
<p>.. ma quali sono le dinamiche che scattano e fanno si che due aggevolatori di conoscenza e sapere e affezione per l&#8217;arte, uno come produttore d&#8217;arte e l&#8217;altro come produttore di conoscenza sull&#8217;arte, dovrebbero accapigliarsi ?.</p>
<p>Mi pare che qui vi sia un problema metodologico in primis del critico che si accapiglia con l&#8217;artista e dall&#8217;altro dell&#8217;artista letterario che non ha di meglio da fare che accapigliarsi con il critico.</p>
<p>Perchè si arriva al punto di delegittimarsi a vicenda, che vantaggio ne ha l&#8217;arte ?.</p>
<p>Grassie  é__è</p>
<p>p.s. se decideste di rispondere, parlate semplice, che non ho fatto le scuole alte.  °__°</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lucy		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/11/scrivo-per-essere-capito/#comment-124058</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucy]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 20:13:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=26060#comment-124058</guid>

					<description><![CDATA[neanche a me le derive (tranne quelle populiste) spaventano. d&#039;altra parte le &quot;chiacchiariatelle &#039;e niente&quot; anche su blog ripropongono quello che si fa davanti ad un buon bicchiere: no, spero, nei dibattiti (&quot;il dibattito nooo!&quot;). però perissinotto, che non ama scrivere in rete, aveva espresso quella ragione, tra le altre: mi pareva giusto ricordarlo, perché si è puntualmente verificata. si sono verificate anche altre modalità ricorrenti: ma tacciamo, per lo migliore. buon proseguimento di discussione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>neanche a me le derive (tranne quelle populiste) spaventano. d&#8217;altra parte le &#8220;chiacchiariatelle &#8216;e niente&#8221; anche su blog ripropongono quello che si fa davanti ad un buon bicchiere: no, spero, nei dibattiti (&#8220;il dibattito nooo!&#8221;). però perissinotto, che non ama scrivere in rete, aveva espresso quella ragione, tra le altre: mi pareva giusto ricordarlo, perché si è puntualmente verificata. si sono verificate anche altre modalità ricorrenti: ma tacciamo, per lo migliore. buon proseguimento di discussione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lello Voce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/11/scrivo-per-essere-capito/#comment-124057</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lello Voce]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 19:23:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=26060#comment-124057</guid>

					<description><![CDATA[@ng
Ha ragione Lello : visto che il risultato, agli effetti della discussione è nullo - mi verrebbe da dire (secondo lazzo)  che &#039;la ragione è dei fessi&#039;!

Ha torto Lello: adoro Zumthor, ma mi pare strumentale farlo diventare il paladino di una semiosfera linguistica teatro-centrica. Non credo sarei infelice di vedere un attore che interpreta i miei testi, ma ciò non toglie che, quando li interpreto io, non di sola ermeneutica si tratti ma di un aspetto strettamente &#039;autoriale (si parva - parvissimissima Lelii licet...) ma di questo abbiamo già discusso a lungo e spero lo faremo ancora

un cordiale saluto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ng<br />
Ha ragione Lello : visto che il risultato, agli effetti della discussione è nullo &#8211; mi verrebbe da dire (secondo lazzo)  che &#8216;la ragione è dei fessi&#8217;!</p>
<p>Ha torto Lello: adoro Zumthor, ma mi pare strumentale farlo diventare il paladino di una semiosfera linguistica teatro-centrica. Non credo sarei infelice di vedere un attore che interpreta i miei testi, ma ciò non toglie che, quando li interpreto io, non di sola ermeneutica si tratti ma di un aspetto strettamente &#8216;autoriale (si parva &#8211; parvissimissima Lelii licet&#8230;) ma di questo abbiamo già discusso a lungo e spero lo faremo ancora</p>
<p>un cordiale saluto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/11/scrivo-per-essere-capito/#comment-124054</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 18:28:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=26060#comment-124054</guid>

					<description><![CDATA[A me le derive non spaventano, Lucy. Spesso (quando non sono solo sputi e sentenze) portano a sondare territori inesplorati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me le derive non spaventano, Lucy. Spesso (quando non sono solo sputi e sentenze) portano a sondare territori inesplorati.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lucy		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/11/scrivo-per-essere-capito/#comment-124046</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucy]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 17:20:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=26060#comment-124046</guid>

					<description><![CDATA[koff koff koff... ehm... mumble...mumble
&quot;Ma l’aspetto peggiore del Flaming consiste nello smarrimento del tema della discussione: ci si accapiglia sui toni delle repliche e si perde di vista l’argomento di cui si stava discutendo. Così, i blog letterari diventano spesso delle arene consacrate al nulla, a narcisistici giochi di parole...&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>koff koff koff&#8230; ehm&#8230; mumble&#8230;mumble<br />
&#8220;Ma l’aspetto peggiore del Flaming consiste nello smarrimento del tema della discussione: ci si accapiglia sui toni delle repliche e si perde di vista l’argomento di cui si stava discutendo. Così, i blog letterari diventano spesso delle arene consacrate al nulla, a narcisistici giochi di parole&#8230;&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ng		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/11/scrivo-per-essere-capito/#comment-124043</link>

		<dc:creator><![CDATA[ng]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 17:17:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=26060#comment-124043</guid>

					<description><![CDATA[Due brevi incisi, per insistere nel fuori-tema:

Ha ragione Lello: nell’oralità il “testo” è la performance, non lo scritto.

Ha torto Lello: le categorie critiche per valutare una performance esistono, il teatro del Novecento ne ha fornite di eccellenti. In fondo, come per altro indicato dal tanto citato Paul Zumthor, «il teatro rappresenta il modello assoluto di ogni poesia orale».

PS (sul tema):
«... quella vasta risonanza e quella insidiosa ambiguità che la miglior letteratura porta con sé ... »

ng]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due brevi incisi, per insistere nel fuori-tema:</p>
<p>Ha ragione Lello: nell’oralità il “testo” è la performance, non lo scritto.</p>
<p>Ha torto Lello: le categorie critiche per valutare una performance esistono, il teatro del Novecento ne ha fornite di eccellenti. In fondo, come per altro indicato dal tanto citato Paul Zumthor, «il teatro rappresenta il modello assoluto di ogni poesia orale».</p>
<p>PS (sul tema):<br />
«&#8230; quella vasta risonanza e quella insidiosa ambiguità che la miglior letteratura porta con sé &#8230; »</p>
<p>ng</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lello Voce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/11/scrivo-per-essere-capito/#comment-124035</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lello Voce]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 16:54:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=26060#comment-124035</guid>

					<description><![CDATA[PSPS sempre @ Gilda

&quot;Poi, che certi poeti performativi di oggi, a differenza di te, dell’Ottonieri degli esordi, di Durante etc. non scrivano testi di una qualità poetica tale da farli resistere sulla pagina e durare al di là della performance, mi pare che tu possa convenirne senza tradire la causa.&quot; E cco è esattamente questo il problema: che significa che un testo deve resistere sulla pagina? Perché è così importante che resista &#039;sulla pagina&#039; se è nato per essere detto? Non è la pagina, il foglio, (né il codice, il medium) ad essere poetico, è la poesia. Anche la musica è scritta. ed è eseguita. Ciò che è musicale è il suo suono,  a prescindere dai metodi che si utilizzano per fermarlo e renderlo &#039;memorabile&#039;.
come vedi - e lo dici tu stessa - le resistenze ad andare oltre la pagina son tutte lì... proprio tutte lì....

lv]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PSPS sempre @ Gilda</p>
<p>&#8220;Poi, che certi poeti performativi di oggi, a differenza di te, dell’Ottonieri degli esordi, di Durante etc. non scrivano testi di una qualità poetica tale da farli resistere sulla pagina e durare al di là della performance, mi pare che tu possa convenirne senza tradire la causa.&#8221; E cco è esattamente questo il problema: che significa che un testo deve resistere sulla pagina? Perché è così importante che resista &#8216;sulla pagina&#8217; se è nato per essere detto? Non è la pagina, il foglio, (né il codice, il medium) ad essere poetico, è la poesia. Anche la musica è scritta. ed è eseguita. Ciò che è musicale è il suo suono,  a prescindere dai metodi che si utilizzano per fermarlo e renderlo &#8216;memorabile&#8217;.<br />
come vedi &#8211; e lo dici tu stessa &#8211; le resistenze ad andare oltre la pagina son tutte lì&#8230; proprio tutte lì&#8230;.</p>
<p>lv</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lello Voce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/11/scrivo-per-essere-capito/#comment-124028</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lello Voce]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 16:01:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=26060#comment-124028</guid>

					<description><![CDATA[PS: per altro: come faremo, ina ssenza di categorie critiche edatte a distinguere tra un urlatore e che si sgola e i Last poets? O traPatrizia Vicinelli e l&#039;ansiosa lettura di un&#039;esordiente allo sbaraglio che inghiotte il microfono?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PS: per altro: come faremo, ina ssenza di categorie critiche edatte a distinguere tra un urlatore e che si sgola e i Last poets? O traPatrizia Vicinelli e l&#8217;ansiosa lettura di un&#8217;esordiente allo sbaraglio che inghiotte il microfono?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lello Voce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/11/scrivo-per-essere-capito/#comment-124027</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lello Voce]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 15:59:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=26060#comment-124027</guid>

					<description><![CDATA[@ Andrea
Grazie, del pensiero. ce l&#039;ho sul comodino. Ma sarò breve o finirò per usare strumentalmente il pensiero di un amico e di un intellettuale che stimo. In ogni caso: concordo del tutto sul giudizio che dai del lavoro di Frasca, e confermo l&#039;elencazione. resto però fermo alla mia impressione che proporre la Lettera come un testo sulle &#039;forme narrative&#039;.
 Questione di punti di vista, a questo punto...

@ Gilda
Ti ringrazio del tono pacato della replica. 
Detto questo io mai non ho detto che disdegno le polemiche su Web. Ne ho fatte, ne faccio, e se il Dio dei Versi e dei Tiri mi darà ossigeno, ancora ne farò. E benvenuto ai refrattari. ma non è di questo che parlavo. E permettimi di mantenere i miei dubbi su certi tuoi interventi in rete e in stampa. Niente di personale, ma ho detto quel che penso e non mi offri ragioni per mutare il mio giudizio.
Io parlavo della latitanza di categorie critiche nell&#039;analisi delle forme della poesia attuale. Non vedo perché questo dovrebbe - tout court - confondere la mia voce (che, visto il nomen, è in sè già una tautologia, dunque una paradossale garanzia di identità, perdona il lazzo) con coloro che combatterebbero contro la critica in quanto tale. 
Poi mi lamento, certo, mi lamento anch&#039;io, anzi a dire il vero io mi lamento (per quanto concerne codeste lacrimuzze pe le categorie &#039;in versi&#039;) sin dal 1994, seconda edizione di Ricercare, quando proposi un Ricercare che mettesse in discussione non solo le forme dell&#039;arte ma anche quelle della critica. Nessuno mi filò. Allora come oggi. e dunque avrei l&#039;età giusta per rendermi conto che è una battaglia persa 8e probabilmente inutile, che dire?)
Parola Plurale è stata un&#039;ottima antologia ma se lo dico io la cosa perde senso, essendo praticamente l&#039;unica antologia di qualche peso tra quelle prodotte a fine millennio che abbia avuto il malnato garbo di inserirmi. 
Non ho mai parlato di distrazione, ma di qualcosa di molto più sostanziale e strutturale: la mancanza di categorie. da ciò discende, come corollario, che pur non avendo io nulla da lamentarmi a proposito dell&#039;attenzione che Parola Plurale ha dato al mio lavoro (grazie all&#039;ottimo saggio di Manganelli) non posso però non vedere che anche in quel caso l&#039;ermeneutica era strettamente &#039;testuale&#039;. Hic rodus hic saltus. Vogliamo iniziare a discutere di queste nuove &#039;categorie&#039;, vogliamo interrogarci insieme su quali possano essere i metri, o se preferisci i &#039;discorsi&#039;, con quali misureremo la rilevanza degli aspetti formali orali di una poesia contemporanea? o no? o preferiamo far finta di nulla e continuare a fare quello che abbiamo (bada dico abbiamo) fatto finora, giudicando opere nuove con strumenti vecchi?
Il poetry slam poi è un medium, o se vuoi un format, come si direbbe adesso, che ognuno interpreta come preferisce. Il fatto che ci siano pessimi libri non fa del libro un medium spazzatura, né il Grande Fratello ci fa decidere che la televisione &#039;in sè&#039; sia spazzatura. Non a me comunque. Continuo a guardare Report, la sera, e a volte trovo gradevole anche Lucarelli, o mi capita la fortuna di vedere questo o quel capolavoro del cinema. Dipende. Dal contesto.
Il mondo è pieno di buffoni, show girl, urlatori, tanto quanto di poeti pessimi, di critici rabberciati, e la societas letteraria italiana a volte spicca nell&#039;organizzazione per cosche, famiglie, cordate, basta guardare ai premi, agli accessi all&#039;editoria di mainstream, agli equilibri di potere che vi sono sottesi, lo notava giustamente Cortellessa, alle scelte di questa o quella casa editrice. E allora? Di fronte a questo che in un qualunque slam di qualsiasi parte d&#039;Italia legga questo o quel pessimo poeta, non mi pare gran danno. se ne fanno altri davvero molto belli, a mio parere, a cui partecipano poeti di gran qualità, e in cui quel rapporto con la comunità interpretante, come direbbe Luperini, funziona mica male.
 Io che c&#039;entro? Sempre stato troppo poco invitante e eccessivamente bacchettone per interessare questi e quelli pure.
Ma scusa non mi pare una risposta alla mia domanda il tuo rifugiarti nel &#039;bisogna parlare dei singoli non dei fenomeni&#039;. La loro esistenza è mutua, il circuito è sempre cortocircuito, e facendo così mi pandizzi ancor di più: tra i panda-poeti c&#039;è poi il panda-panda-Voce che fa poesia orale. Bella, eh, bellissima poesia, ma in ogni caso PandaPoesia.
No grazie. parliamo dei fenomeni delle tendenze, piuttosto. Altrimenti finirà che io e Cucchi, io e la Merini, io e Conte, o De Angelis o Rondoni (minchia quanti sono!) abbiamo non solo ragione entrambi, ma addirittura le stesse ragioni per avere ragione. 
Lo sai bene, Gilda, è la vecchia trappola del. scelgo in base alla &#039;qualità&#039;, senza poi dir nulla a proposito dei criteri sui quali tale qualità si stabilisce. 
Dei tuoi rapporti con miei attardati epigoni o maldestri imitatori nemmeno mi son permesso di chiedere conto, né a te né ad altro alcuno, essendo che io stesso se mai davvero ci fossero, li fuggirei. Dunque? Che ne parlamm&#039;a ffa, come si direbbe a Napoli... Anzi ti prego di rileggere (e riascoltare ) la mia cosiddetta &#039;poesia&#039;, vedi mai che scopri che anch&#039;io altro non sono che un attardato imitatore, un meldestro imitatore di me stesso. E credimi non avresti tutti i torti.
Con amicizia
Lello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Andrea<br />
Grazie, del pensiero. ce l&#8217;ho sul comodino. Ma sarò breve o finirò per usare strumentalmente il pensiero di un amico e di un intellettuale che stimo. In ogni caso: concordo del tutto sul giudizio che dai del lavoro di Frasca, e confermo l&#8217;elencazione. resto però fermo alla mia impressione che proporre la Lettera come un testo sulle &#8216;forme narrative&#8217;.<br />
 Questione di punti di vista, a questo punto&#8230;</p>
<p>@ Gilda<br />
Ti ringrazio del tono pacato della replica.<br />
Detto questo io mai non ho detto che disdegno le polemiche su Web. Ne ho fatte, ne faccio, e se il Dio dei Versi e dei Tiri mi darà ossigeno, ancora ne farò. E benvenuto ai refrattari. ma non è di questo che parlavo. E permettimi di mantenere i miei dubbi su certi tuoi interventi in rete e in stampa. Niente di personale, ma ho detto quel che penso e non mi offri ragioni per mutare il mio giudizio.<br />
Io parlavo della latitanza di categorie critiche nell&#8217;analisi delle forme della poesia attuale. Non vedo perché questo dovrebbe &#8211; tout court &#8211; confondere la mia voce (che, visto il nomen, è in sè già una tautologia, dunque una paradossale garanzia di identità, perdona il lazzo) con coloro che combatterebbero contro la critica in quanto tale.<br />
Poi mi lamento, certo, mi lamento anch&#8217;io, anzi a dire il vero io mi lamento (per quanto concerne codeste lacrimuzze pe le categorie &#8216;in versi&#8217;) sin dal 1994, seconda edizione di Ricercare, quando proposi un Ricercare che mettesse in discussione non solo le forme dell&#8217;arte ma anche quelle della critica. Nessuno mi filò. Allora come oggi. e dunque avrei l&#8217;età giusta per rendermi conto che è una battaglia persa 8e probabilmente inutile, che dire?)<br />
Parola Plurale è stata un&#8217;ottima antologia ma se lo dico io la cosa perde senso, essendo praticamente l&#8217;unica antologia di qualche peso tra quelle prodotte a fine millennio che abbia avuto il malnato garbo di inserirmi.<br />
Non ho mai parlato di distrazione, ma di qualcosa di molto più sostanziale e strutturale: la mancanza di categorie. da ciò discende, come corollario, che pur non avendo io nulla da lamentarmi a proposito dell&#8217;attenzione che Parola Plurale ha dato al mio lavoro (grazie all&#8217;ottimo saggio di Manganelli) non posso però non vedere che anche in quel caso l&#8217;ermeneutica era strettamente &#8216;testuale&#8217;. Hic rodus hic saltus. Vogliamo iniziare a discutere di queste nuove &#8216;categorie&#8217;, vogliamo interrogarci insieme su quali possano essere i metri, o se preferisci i &#8216;discorsi&#8217;, con quali misureremo la rilevanza degli aspetti formali orali di una poesia contemporanea? o no? o preferiamo far finta di nulla e continuare a fare quello che abbiamo (bada dico abbiamo) fatto finora, giudicando opere nuove con strumenti vecchi?<br />
Il poetry slam poi è un medium, o se vuoi un format, come si direbbe adesso, che ognuno interpreta come preferisce. Il fatto che ci siano pessimi libri non fa del libro un medium spazzatura, né il Grande Fratello ci fa decidere che la televisione &#8216;in sè&#8217; sia spazzatura. Non a me comunque. Continuo a guardare Report, la sera, e a volte trovo gradevole anche Lucarelli, o mi capita la fortuna di vedere questo o quel capolavoro del cinema. Dipende. Dal contesto.<br />
Il mondo è pieno di buffoni, show girl, urlatori, tanto quanto di poeti pessimi, di critici rabberciati, e la societas letteraria italiana a volte spicca nell&#8217;organizzazione per cosche, famiglie, cordate, basta guardare ai premi, agli accessi all&#8217;editoria di mainstream, agli equilibri di potere che vi sono sottesi, lo notava giustamente Cortellessa, alle scelte di questa o quella casa editrice. E allora? Di fronte a questo che in un qualunque slam di qualsiasi parte d&#8217;Italia legga questo o quel pessimo poeta, non mi pare gran danno. se ne fanno altri davvero molto belli, a mio parere, a cui partecipano poeti di gran qualità, e in cui quel rapporto con la comunità interpretante, come direbbe Luperini, funziona mica male.<br />
 Io che c&#8217;entro? Sempre stato troppo poco invitante e eccessivamente bacchettone per interessare questi e quelli pure.<br />
Ma scusa non mi pare una risposta alla mia domanda il tuo rifugiarti nel &#8216;bisogna parlare dei singoli non dei fenomeni&#8217;. La loro esistenza è mutua, il circuito è sempre cortocircuito, e facendo così mi pandizzi ancor di più: tra i panda-poeti c&#8217;è poi il panda-panda-Voce che fa poesia orale. Bella, eh, bellissima poesia, ma in ogni caso PandaPoesia.<br />
No grazie. parliamo dei fenomeni delle tendenze, piuttosto. Altrimenti finirà che io e Cucchi, io e la Merini, io e Conte, o De Angelis o Rondoni (minchia quanti sono!) abbiamo non solo ragione entrambi, ma addirittura le stesse ragioni per avere ragione.<br />
Lo sai bene, Gilda, è la vecchia trappola del. scelgo in base alla &#8216;qualità&#8217;, senza poi dir nulla a proposito dei criteri sui quali tale qualità si stabilisce.<br />
Dei tuoi rapporti con miei attardati epigoni o maldestri imitatori nemmeno mi son permesso di chiedere conto, né a te né ad altro alcuno, essendo che io stesso se mai davvero ci fossero, li fuggirei. Dunque? Che ne parlamm&#8217;a ffa, come si direbbe a Napoli&#8230; Anzi ti prego di rileggere (e riascoltare ) la mia cosiddetta &#8216;poesia&#8217;, vedi mai che scopri che anch&#8217;io altro non sono che un attardato imitatore, un meldestro imitatore di me stesso. E credimi non avresti tutti i torti.<br />
Con amicizia<br />
Lello</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Cortellessa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/11/scrivo-per-essere-capito/#comment-124001</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Cortellessa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 12:54:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=26060#comment-124001</guid>

					<description><![CDATA[@ Lello
Dato che non hai sottomano &lt;em&gt;La lettera che muore&lt;/em&gt;, ti ricordo che certo parla di oralità e scrittura (l&#039;ho tirato in ballo a questo proposito, qui, del resto) ma dedica ampie e assai innovative analisi alle lettere di Paolo di Tarso, a Boccaccio, Cervantes, Sterne, Flaubert, Joyce e poi ancora Beckett, Dick, Pynchon. Tutti testi in prosa e, per lo più, prosa narrativa. Dal che si vede che il lavoro di Gabriele sulla narrativa, come suo solito, è stato accompagnato da un&#039;approfondita riflessione critica e teorica. Senza polemica, of course.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Lello<br />
Dato che non hai sottomano <em>La lettera che muore</em>, ti ricordo che certo parla di oralità e scrittura (l&#8217;ho tirato in ballo a questo proposito, qui, del resto) ma dedica ampie e assai innovative analisi alle lettere di Paolo di Tarso, a Boccaccio, Cervantes, Sterne, Flaubert, Joyce e poi ancora Beckett, Dick, Pynchon. Tutti testi in prosa e, per lo più, prosa narrativa. Dal che si vede che il lavoro di Gabriele sulla narrativa, come suo solito, è stato accompagnato da un&#8217;approfondita riflessione critica e teorica. Senza polemica, of course.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 18:25:00 by W3 Total Cache
-->