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	Commenti a: quasi falso	</title>
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		<title>
		Di: marco mantello		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 17:24:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La legge non mai è neutra,  in genere ogni legge presuppone a monte interessi da tutelare. 
Il problema è quali siano questi interessi. In Italia il ddl sulle direttive anticipate è il prodotto di Opus Dei e Sacra congregazione della Vita e postula una società di diritto penale, in cui il medico, minacciato di subire imputazioni per &#039;omicidio del consenziente&#039;, omicidio volontario, suicidio assistito o istigazione, svolge il ruolo di &#039;garante&#039; di un&#039;idea astratta di vita &#039;biologica&#039;, sottratta alla disponibilità del suo titolare. 
Dietro il diritto alla vita si nasconde il dovere di vivere e di essere &#039;alleviati&#039; nel dolore&#039; dalle cure palliative, salvo rinuncia, firma e ritorno a casa.
Il monopolista della morte, e del &#039;dolore&#039;, non è la &#039;persona&#039;  ma il dio giudaico cristiano, mutato in legge, in procedura burocratica di fine vita (o di suo prolungamento coattivo), in &#039;primato&#039; della &#039;tecnica&#039; sull&#039;autonomia delle persone.
Ora il  diritto di autodeterminarsi è diritto in primo luogo di contraddirsi, di cambiare idea, di operare valutazioni sulla qualità della propria esistenza, attraverso gli strumenti del &#039;consenso&#039; (sempre revocabile) e delle direttive anticipate su &#039;trattamenti medici&#039;. Queste ultime servono proprio  a esprimere la propria volontà  quando si è ancora coscienti e capaci di intendere e di volere.  La nomina attraverso direttive anticiapte di un &#039;fiduciario&#039; (non necessariamente il proprio padre...) risolverebbe molti problemi pratici, legati a mutamenti sopravvenuti delle circostanze non più valutabili dall&#039;interessato. In alternativa a questo &#039;modello&#039;, c&#039;è la ricostruzione della volontà, o meglio della personalità del &#039;malato&#039;, da parte di un giudice, per cui sulla fine della vita si decide in base a &#039;presunzioni&#039;. Un metodo arbitrario quanto si vuole ma sicuramente più affidabile della metafisica
La mia opinione è che il diritto dovrebbe tutelare la scelta di una suora di restare attaccata a un sondino, al pari di quella di chi invece vuole essere lasciato morire. 
Se facesse questo, il diritto, più che neutro, sarebbe &#039;laico&#039;, &#039;pluralista&#039;, senza imporre nulla di predeterminato come il dovere di vivere o, specualrmente, il dovere di morire con dignità.
Tornando al triste mondo italico, il ddl sulle direttive anticipate con il suo carico di metafisica mutata in norme, rappresenta un primato mondiale di ipocrisia. 
Spacciare quello che è un trattamento medico (idratazione e alimentazione artificiali) per una terapia di sostegno &#039;vita&#039; diretta a minimizzare il dolore significa che devi  rimanere per legge attaccato a un sondino o a un respiratore per un numero indeterminato di anni. La legge tutela un&#039;idea astratta, assoluta di &#039;vita bilogica&#039;, e se ne fotte delle &#039;persone&#039; e delle loro &#039;valutazioni&#039; su cosa è dolore&#039;, cosa è vita, cosa è autosufficienza.
 E&#039; un peccato che ci siano così pochi commenti a questo post, perché è un tema importante coinvolge una mentalità, un modo di ragionare e sopratutto ripopone il tema del &#039;potere&#039;, nelle schizofreniche società occidentali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La legge non mai è neutra,  in genere ogni legge presuppone a monte interessi da tutelare.<br />
Il problema è quali siano questi interessi. In Italia il ddl sulle direttive anticipate è il prodotto di Opus Dei e Sacra congregazione della Vita e postula una società di diritto penale, in cui il medico, minacciato di subire imputazioni per &#8216;omicidio del consenziente&#8217;, omicidio volontario, suicidio assistito o istigazione, svolge il ruolo di &#8216;garante&#8217; di un&#8217;idea astratta di vita &#8216;biologica&#8217;, sottratta alla disponibilità del suo titolare.<br />
Dietro il diritto alla vita si nasconde il dovere di vivere e di essere &#8216;alleviati&#8217; nel dolore&#8217; dalle cure palliative, salvo rinuncia, firma e ritorno a casa.<br />
Il monopolista della morte, e del &#8216;dolore&#8217;, non è la &#8216;persona&#8217;  ma il dio giudaico cristiano, mutato in legge, in procedura burocratica di fine vita (o di suo prolungamento coattivo), in &#8216;primato&#8217; della &#8216;tecnica&#8217; sull&#8217;autonomia delle persone.<br />
Ora il  diritto di autodeterminarsi è diritto in primo luogo di contraddirsi, di cambiare idea, di operare valutazioni sulla qualità della propria esistenza, attraverso gli strumenti del &#8216;consenso&#8217; (sempre revocabile) e delle direttive anticipate su &#8216;trattamenti medici&#8217;. Queste ultime servono proprio  a esprimere la propria volontà  quando si è ancora coscienti e capaci di intendere e di volere.  La nomina attraverso direttive anticiapte di un &#8216;fiduciario&#8217; (non necessariamente il proprio padre&#8230;) risolverebbe molti problemi pratici, legati a mutamenti sopravvenuti delle circostanze non più valutabili dall&#8217;interessato. In alternativa a questo &#8216;modello&#8217;, c&#8217;è la ricostruzione della volontà, o meglio della personalità del &#8216;malato&#8217;, da parte di un giudice, per cui sulla fine della vita si decide in base a &#8216;presunzioni&#8217;. Un metodo arbitrario quanto si vuole ma sicuramente più affidabile della metafisica<br />
La mia opinione è che il diritto dovrebbe tutelare la scelta di una suora di restare attaccata a un sondino, al pari di quella di chi invece vuole essere lasciato morire.<br />
Se facesse questo, il diritto, più che neutro, sarebbe &#8216;laico&#8217;, &#8216;pluralista&#8217;, senza imporre nulla di predeterminato come il dovere di vivere o, specualrmente, il dovere di morire con dignità.<br />
Tornando al triste mondo italico, il ddl sulle direttive anticipate con il suo carico di metafisica mutata in norme, rappresenta un primato mondiale di ipocrisia.<br />
Spacciare quello che è un trattamento medico (idratazione e alimentazione artificiali) per una terapia di sostegno &#8216;vita&#8217; diretta a minimizzare il dolore significa che devi  rimanere per legge attaccato a un sondino o a un respiratore per un numero indeterminato di anni. La legge tutela un&#8217;idea astratta, assoluta di &#8216;vita bilogica&#8217;, e se ne fotte delle &#8216;persone&#8217; e delle loro &#8216;valutazioni&#8217; su cosa è dolore&#8217;, cosa è vita, cosa è autosufficienza.<br />
 E&#8217; un peccato che ci siano così pochi commenti a questo post, perché è un tema importante coinvolge una mentalità, un modo di ragionare e sopratutto ripopone il tema del &#8216;potere&#8217;, nelle schizofreniche società occidentali.</p>
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		<title>
		Di: chi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/13/quasi-falso/#comment-123895</link>

		<dc:creator><![CDATA[chi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 13:53:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho scritto questo racconto per rabbia. credo che morire soli, e non in un lazzaretto, sia una conquista civile. e invece eluana englaro è morta in un lazzaretto mediatico con 55 milioni di telespettatori. e non c&#039;era modo di uscire e dire basta, finitela, finiamola tutto. per questo. e per dire che se la scienza, e la legge sono neutre, l&#039;utilizzo che se ne fa può essere, e sempre più spesso è in questa nostra democrazia non rappresentativa e spampanata, vessatorio. e questo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho scritto questo racconto per rabbia. credo che morire soli, e non in un lazzaretto, sia una conquista civile. e invece eluana englaro è morta in un lazzaretto mediatico con 55 milioni di telespettatori. e non c&#8217;era modo di uscire e dire basta, finitela, finiamola tutto. per questo. e per dire che se la scienza, e la legge sono neutre, l&#8217;utilizzo che se ne fa può essere, e sempre più spesso è in questa nostra democrazia non rappresentativa e spampanata, vessatorio. e questo.</p>
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		Di: nadia agustoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/13/quasi-falso/#comment-123853</link>

		<dc:creator><![CDATA[nadia agustoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 22:21:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bravissima.
Un tema difficile che affronti con coraggio:
&quot;La grammatica non concede ipocrisie&quot;.

Un saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bravissima.<br />
Un tema difficile che affronti con coraggio:<br />
&#8220;La grammatica non concede ipocrisie&#8221;.</p>
<p>Un saluto.</p>
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		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/13/quasi-falso/#comment-123848</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 21:36:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie Chiara, in realtà son sempre torbida nel pensiero quando son così turbata, e come alla manifestazione di un anno fa a Roma su questa questione, rimango stupita che la percezione comune sia che è una questione circoscritta a parenti di persone in coma o gravemente impedite da malattie varie, a persone di una età in cui si comincia a pensare a possibile la morte, o addirittura che una questione solo del morire (cosa anche vera e che Rodotà a Radiotre Rai definì così parlandone). Quello che mi pare sfugga molte volte è che è una questione del vivere, è una questione di vita nel senso che la nostra vita è anche una proiezione nel tempo e certe serenità e scelte si fanno o non si fanno a seconda del contesto possibile in cui si vive. E per me questa legge toglie possibilità di vita, raccontando di togliere la morte invece. Non capisco perché così poche persone giovani se ne interessino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie Chiara, in realtà son sempre torbida nel pensiero quando son così turbata, e come alla manifestazione di un anno fa a Roma su questa questione, rimango stupita che la percezione comune sia che è una questione circoscritta a parenti di persone in coma o gravemente impedite da malattie varie, a persone di una età in cui si comincia a pensare a possibile la morte, o addirittura che una questione solo del morire (cosa anche vera e che Rodotà a Radiotre Rai definì così parlandone). Quello che mi pare sfugga molte volte è che è una questione del vivere, è una questione di vita nel senso che la nostra vita è anche una proiezione nel tempo e certe serenità e scelte si fanno o non si fanno a seconda del contesto possibile in cui si vive. E per me questa legge toglie possibilità di vita, raccontando di togliere la morte invece. Non capisco perché così poche persone giovani se ne interessino</p>
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		Di: leonca36		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/13/quasi-falso/#comment-123840</link>

		<dc:creator><![CDATA[leonca36]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 18:37:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho settatatreanni, non mi vergogno, dopo aver letto, di avere gli occhi lucidi per tanta tenerezza di padre.
Ho invece vergogna e rabbia per chi ignora, per pura convenienza, politica o di fede, tali sentimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho settatatreanni, non mi vergogno, dopo aver letto, di avere gli occhi lucidi per tanta tenerezza di padre.<br />
Ho invece vergogna e rabbia per chi ignora, per pura convenienza, politica o di fede, tali sentimenti.</p>
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		<title>
		Di: Alessandro Busi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/13/quasi-falso/#comment-123831</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Busi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:49:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto bello e interessante. L&#039;unione dei due piani - legislativo e personale - riesce a rendere in maniera semplice e forte allo stesso tempo, l&#039;assurdo di chi, in nome di un vero reputato superiore, si permette di decidere sulle nostre &quot;normalità&quot;.
Complimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello e interessante. L&#8217;unione dei due piani &#8211; legislativo e personale &#8211; riesce a rendere in maniera semplice e forte allo stesso tempo, l&#8217;assurdo di chi, in nome di un vero reputato superiore, si permette di decidere sulle nostre &#8220;normalità&#8221;.<br />
Complimenti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: chi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/13/quasi-falso/#comment-123817</link>

		<dc:creator><![CDATA[chi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 15:26:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ehi lucia,
grazie sempre dell&#039;attenzione. e questa volta oltre l&#039;attenzione, grazie per la testimonianza. quando certe volte dire &quot;io&quot; crea casi generali e pure astratti. nonostante il dolore e la (dis)percezione del sè. e questo.
chi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ehi lucia,<br />
grazie sempre dell&#8217;attenzione. e questa volta oltre l&#8217;attenzione, grazie per la testimonianza. quando certe volte dire &#8220;io&#8221; crea casi generali e pure astratti. nonostante il dolore e la (dis)percezione del sè. e questo.<br />
chi</p>
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		Di: lucia cossu		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 15:23:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[*produce :  no volevo dire toglie, elimina]]></description>
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		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 15:22:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusami Chiara, ma ho letto fino a un certo punto e mi son interrotta, riprenderò ma non ora, ora è troppo. Sai cosa oltre questo trovo raccapricciante di questa legge: il senso di impotenza che prende anhce verso se stessi e il prorpio futuro e cosa che i relatori non colgono l&#039;orrore del futuro che diventa presente e senza scampo e toglie la possibilità di evoluzione verso anche l&#039;accettazione di pratiche che ora si troverebbero intollerabili e che divengono anche accettabili perché si sa che volendo si poteva dire no, ora basta. Dopo la mia ultima lunga e tremenda operazione fatta in condizione di urgenza certificata da mesi e mesi di dolore e solo resistenza per una cosa avvenuta di mancanza di farmaci ho avuto il terrore che questo potesse farmi riammalare e il primo pensiero reale e concreto è stato che una volta di più non avrei potuto tollerarlo, che avevo resistito solo per poter guarire e non avrei potuto di nuovo affrontare tutto quello. Mesi dopo è stato evidente che non ero mai guarita e tutto era stato inutile e ora sto quotidianamente peggio di prima eppure sapendo di poter dire di no ho potuto lasciarmi il tempo di vedere con me stessa se volevo accettare questo oppure no. Ormai lo so che forse in futuro accetterò operazioni e menomazioni che oggi troverei impraticabili, ma il fatto di sapere di poter dire no mi rende tranquilla  eserena e non mi mette nella disperazione di dover impedire di farmele praticare contro la mia volontà qualora peggiorassi tanto da venir operata di nuovo, in qualche modo senza questa legge ero tranquilla di poter scegliere quando per me era troppo e quindi anche vedere se per me sarebbe possibile invece accettarle. E&#039; la speranza della evoluzione della non accettazione che questa legge produce e persone più drammaticamente malate di me potrebbero anticipare la loro scomparsa per evitare l&#039;orrore che non vogliono. Toglie non solo la speranza di poter scegliere per sè ma anche di poterlo scegliere quando ce n&#039;è davvero bisogno. Che orrore. Scusa, troverò la forza di leggerlo tutto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusami Chiara, ma ho letto fino a un certo punto e mi son interrotta, riprenderò ma non ora, ora è troppo. Sai cosa oltre questo trovo raccapricciante di questa legge: il senso di impotenza che prende anhce verso se stessi e il prorpio futuro e cosa che i relatori non colgono l&#8217;orrore del futuro che diventa presente e senza scampo e toglie la possibilità di evoluzione verso anche l&#8217;accettazione di pratiche che ora si troverebbero intollerabili e che divengono anche accettabili perché si sa che volendo si poteva dire no, ora basta. Dopo la mia ultima lunga e tremenda operazione fatta in condizione di urgenza certificata da mesi e mesi di dolore e solo resistenza per una cosa avvenuta di mancanza di farmaci ho avuto il terrore che questo potesse farmi riammalare e il primo pensiero reale e concreto è stato che una volta di più non avrei potuto tollerarlo, che avevo resistito solo per poter guarire e non avrei potuto di nuovo affrontare tutto quello. Mesi dopo è stato evidente che non ero mai guarita e tutto era stato inutile e ora sto quotidianamente peggio di prima eppure sapendo di poter dire di no ho potuto lasciarmi il tempo di vedere con me stessa se volevo accettare questo oppure no. Ormai lo so che forse in futuro accetterò operazioni e menomazioni che oggi troverei impraticabili, ma il fatto di sapere di poter dire no mi rende tranquilla  eserena e non mi mette nella disperazione di dover impedire di farmele praticare contro la mia volontà qualora peggiorassi tanto da venir operata di nuovo, in qualche modo senza questa legge ero tranquilla di poter scegliere quando per me era troppo e quindi anche vedere se per me sarebbe possibile invece accettarle. E&#8217; la speranza della evoluzione della non accettazione che questa legge produce e persone più drammaticamente malate di me potrebbero anticipare la loro scomparsa per evitare l&#8217;orrore che non vogliono. Toglie non solo la speranza di poter scegliere per sè ma anche di poterlo scegliere quando ce n&#8217;è davvero bisogno. Che orrore. Scusa, troverò la forza di leggerlo tutto.</p>
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