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	Commenti a: Uno nessuno sessantacinquemila	</title>
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		<title>
		Di: antùan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/17/uno-nessuno-sessantacinquemila/#comment-124410</link>

		<dc:creator><![CDATA[antùan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 18:08:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...se si porta a termine il ragionamento viene fuori, appunto, che accentuare percorsi di reinserimento, attraverso un uso più ampio delle misure alternative, porta tendenzialmente alla responsabilizzazione del ristretto ergo abbattimento della recidiva...diciamo sostanzialmente la medesima cosa...
a.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;se si porta a termine il ragionamento viene fuori, appunto, che accentuare percorsi di reinserimento, attraverso un uso più ampio delle misure alternative, porta tendenzialmente alla responsabilizzazione del ristretto ergo abbattimento della recidiva&#8230;diciamo sostanzialmente la medesima cosa&#8230;<br />
a.</p>
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		<title>
		Di: Alessandro Busi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/17/uno-nessuno-sessantacinquemila/#comment-124374</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Busi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 10:38:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certo Antùan, conosco bene la situazione di cui parli: le ritrosie di alcuni magistrati di sorveglianza, la paura di alcuni di essi di andare contro un&#039;opinione pubblica forcaiola, la tempistica assurda di tutte queste pratiche, dovuta in buona parte al sovraffollamento, che porta i magistrati a dover gestire molti più detenuti di quelli possibili...condivido anche l&#039;idea che buon gioco venga fatto dai cosiddetti &quot;giorni&quot;, però, posso dire che nella mia esperienza ho visto detenuti di ogni etnia e tipo tentare di avere almeno un permesso, o la semilibertà, o ancora un art. 21. Per questo dico che la speranza c&#039;è. perchè, comunque, la carota, seppure sempre più lontana continua ad essere visibile.
Rispetto alla recidiva, suppongo che tu ti riferisca alla famosa ricerca del DAP, quella del 70% di recidiva per chi fa &quot;tutta la galera&quot; e del 19% per chi va in misura alternativa. In questo caso, non dice che la recidiva è scesa perchè sono state date tante misure alternative, ma dice che, chi è in misura alternativa torna meno a delinquere, punto.

A.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certo Antùan, conosco bene la situazione di cui parli: le ritrosie di alcuni magistrati di sorveglianza, la paura di alcuni di essi di andare contro un&#8217;opinione pubblica forcaiola, la tempistica assurda di tutte queste pratiche, dovuta in buona parte al sovraffollamento, che porta i magistrati a dover gestire molti più detenuti di quelli possibili&#8230;condivido anche l&#8217;idea che buon gioco venga fatto dai cosiddetti &#8220;giorni&#8221;, però, posso dire che nella mia esperienza ho visto detenuti di ogni etnia e tipo tentare di avere almeno un permesso, o la semilibertà, o ancora un art. 21. Per questo dico che la speranza c&#8217;è. perchè, comunque, la carota, seppure sempre più lontana continua ad essere visibile.<br />
Rispetto alla recidiva, suppongo che tu ti riferisca alla famosa ricerca del DAP, quella del 70% di recidiva per chi fa &#8220;tutta la galera&#8221; e del 19% per chi va in misura alternativa. In questo caso, non dice che la recidiva è scesa perchè sono state date tante misure alternative, ma dice che, chi è in misura alternativa torna meno a delinquere, punto.</p>
<p>A.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: antùan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/17/uno-nessuno-sessantacinquemila/#comment-124366</link>

		<dc:creator><![CDATA[antùan]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:24:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...non sono del tutto d&#039;accordo sulla legge gozzini, che è speranza sì, ma solo in teoria perchè i dati insegnano della ritrosia da parte dei tribunali di sorveglianza circa l&#039;applicazione di essa, e i detenuti lo sanno,  tutta la gamma di misure alternative che prevede nei fatti è beneficio che vengono a godere in pochi, nonostante dati inequivocabili parlino di straordinarie percentuali di abbattimento della recidiva. pensa che circa un terzo  della popolazione detenuta è straniera con vistose difficoltà, se non insormontabili, per la stragrande maggioranza di essi, in relazione all&#039;accesso delle misure alternative. semmai lo &#039;&#039;sconto&#039;&#039; di 45 gg. a semestre previsto dalla concessione dei giorni dei liberazione ha una certa influenza ai fini della tenuta del sistema...
a.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;non sono del tutto d&#8217;accordo sulla legge gozzini, che è speranza sì, ma solo in teoria perchè i dati insegnano della ritrosia da parte dei tribunali di sorveglianza circa l&#8217;applicazione di essa, e i detenuti lo sanno,  tutta la gamma di misure alternative che prevede nei fatti è beneficio che vengono a godere in pochi, nonostante dati inequivocabili parlino di straordinarie percentuali di abbattimento della recidiva. pensa che circa un terzo  della popolazione detenuta è straniera con vistose difficoltà, se non insormontabili, per la stragrande maggioranza di essi, in relazione all&#8217;accesso delle misure alternative. semmai lo &#8221;sconto&#8221; di 45 gg. a semestre previsto dalla concessione dei giorni dei liberazione ha una certa influenza ai fini della tenuta del sistema&#8230;<br />
a.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Busi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/17/uno-nessuno-sessantacinquemila/#comment-124353</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Busi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:09:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Antùan: Sono pienamenta d&#039;accordo con te. Come ho scritto, il problema è che, normalmente, il carcere è una discarica sociale dimenticata dalla società stessa. 
Inoltre, condivido anche la tua osservazione sulla polizia penitenziaria, ma al contempo, credo che per cambiare il sistema si divrebbe partire, quantomeno, anche da un&#039;uscita, magari anche solo parziale, dal ruolo agente=guardia, per esempio, responsabilizzando gli agenti stessi, in modo tale che questi non finiscano a passare le giornate aprendo e chiudendo cancelli. Purtroppo, però, è questo che succede. Pochissimi corsi di formazione e, praticamente nessuno, che miri ad una preparazione anche, perchè no, educativa degli agenti.
Credo, in ultimo, che tu abbia dimenticato un punto che garantisce la non-esplosione delle carceri, ovvero la speranza, alias la legge Gozzini.

Ciao
A.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Antùan: Sono pienamenta d&#8217;accordo con te. Come ho scritto, il problema è che, normalmente, il carcere è una discarica sociale dimenticata dalla società stessa.<br />
Inoltre, condivido anche la tua osservazione sulla polizia penitenziaria, ma al contempo, credo che per cambiare il sistema si divrebbe partire, quantomeno, anche da un&#8217;uscita, magari anche solo parziale, dal ruolo agente=guardia, per esempio, responsabilizzando gli agenti stessi, in modo tale che questi non finiscano a passare le giornate aprendo e chiudendo cancelli. Purtroppo, però, è questo che succede. Pochissimi corsi di formazione e, praticamente nessuno, che miri ad una preparazione anche, perchè no, educativa degli agenti.<br />
Credo, in ultimo, che tu abbia dimenticato un punto che garantisce la non-esplosione delle carceri, ovvero la speranza, alias la legge Gozzini.</p>
<p>Ciao<br />
A.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: antùan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/17/uno-nessuno-sessantacinquemila/#comment-124305</link>

		<dc:creator><![CDATA[antùan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 18:46:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...la cosa che più dispiace è che si puntino i riflettori sul pianeta carcere solo quando succede il fattaccio, senza che si possa portare un ragionamento adeguato, che colga l&#039;inadeguatezza dell&#039;attuale nostrano sistema di esecuzione della pena, in balia di un panpenalismo imperante che sembra non conoscere tregua, con pochi sporzi orientati ad una pena intesa in senso rieducativo per davvero...attenzione, poi, a criminalizzare il corpo della polizia penitenziaria perchè non si rende onore ad un sacco di persone che si fa un mazzo tanto, anch&#039;essi vittime del sistema...se non succedono rivolte nella situazione data delle carceri italiane e grazie ai ristretti, che hanno grande senso di responsabilità, ed agli agenti, con grande spirito di servizio...  
a.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;la cosa che più dispiace è che si puntino i riflettori sul pianeta carcere solo quando succede il fattaccio, senza che si possa portare un ragionamento adeguato, che colga l&#8217;inadeguatezza dell&#8217;attuale nostrano sistema di esecuzione della pena, in balia di un panpenalismo imperante che sembra non conoscere tregua, con pochi sporzi orientati ad una pena intesa in senso rieducativo per davvero&#8230;attenzione, poi, a criminalizzare il corpo della polizia penitenziaria perchè non si rende onore ad un sacco di persone che si fa un mazzo tanto, anch&#8217;essi vittime del sistema&#8230;se non succedono rivolte nella situazione data delle carceri italiane e grazie ai ristretti, che hanno grande senso di responsabilità, ed agli agenti, con grande spirito di servizio&#8230;<br />
a.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/17/uno-nessuno-sessantacinquemila/#comment-124197</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 09:28:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Alberto 

E&#039; la magistratura che dovrebbe occuparsene, per rispondere alla tua domanda. 

Busi mette in luce un&#039;anomalia groooossa come un condominio a dodici piani, non penso che spetti a lui indagare e darti delle risposte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Alberto </p>
<p>E&#8217; la magistratura che dovrebbe occuparsene, per rispondere alla tua domanda. </p>
<p>Busi mette in luce un&#8217;anomalia groooossa come un condominio a dodici piani, non penso che spetti a lui indagare e darti delle risposte.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Alessandro Busi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/17/uno-nessuno-sessantacinquemila/#comment-124195</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Busi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:45:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ alberto: tu poni una domanda a cui, personalmente, non posso dare risposta. Quello che io ho tentato di fare, infatti, è stato porre l&#039;attenzione su un&#039;altra (oltre a quella di stefano cucchi) delle tante storie di carcere che non vengono ascoltate, appunto per quel discorso che faccio all&#039;inizio del pezzo. Se noi società civile continuassimo a considerare i detenuti persone esattamente uguali a noi, allora porremmo molta più attenzione ad una storia come questa di Massimo Gallo. Invece, con il potere dell&#039;etichetta togliamo chi se la trova affibiata addosso dal nostro gruppo e quindi lo asciamo a sè stesso. Come per l&#039;articolo che ho scritto sul caso Cucchi, io non credo che lui abbia trovato agenti &quot;strutturalmente cattivi&quot;, ma credo che sia tutto un sistema che porta a questi risultati. Risultati quali, facendo un parallelismo: un uomo che si impicca in piazza e nessuno che si chiede come possa essere catalogato come un normale suicidio. è questo il punto del mio discorso, non cerco la responsabilità, ma tento di mettere in mostra la nostra co-responsabilità nell&#039;alimentare e sostenere un sistema che ha in sè stesso certe peculirità (de-umanizzazione, rapporti di potere impari, violenza...). Spero di averti risposto.

@ lambertibocconi: grazie mille. Mi fa molto piacere vedere che stanno uscendo le narrazioni dalle celle e che le persone le trovano interessanti.

Già che ci sono segnalo, per chi non l&#039;avesse vista, l&#039;intervista a &quot;Parla con me&quot; di Lucia Castellano, direttrice del carcere di Bollate, il celebre carcere sperimentale, dove uno dei principi cardine è che fare la galera fino all&#039;ultimo giorno (come recita il celebre slogan leghista), non solo non serve, ma è deleterio e genera insicurezza. http://www.parlaconme.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-52c957df-782c-4910-8a1c-782e39973e91.html?p=0

Ciao a tutti
A.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ alberto: tu poni una domanda a cui, personalmente, non posso dare risposta. Quello che io ho tentato di fare, infatti, è stato porre l&#8217;attenzione su un&#8217;altra (oltre a quella di stefano cucchi) delle tante storie di carcere che non vengono ascoltate, appunto per quel discorso che faccio all&#8217;inizio del pezzo. Se noi società civile continuassimo a considerare i detenuti persone esattamente uguali a noi, allora porremmo molta più attenzione ad una storia come questa di Massimo Gallo. Invece, con il potere dell&#8217;etichetta togliamo chi se la trova affibiata addosso dal nostro gruppo e quindi lo asciamo a sè stesso. Come per l&#8217;articolo che ho scritto sul caso Cucchi, io non credo che lui abbia trovato agenti &#8220;strutturalmente cattivi&#8221;, ma credo che sia tutto un sistema che porta a questi risultati. Risultati quali, facendo un parallelismo: un uomo che si impicca in piazza e nessuno che si chiede come possa essere catalogato come un normale suicidio. è questo il punto del mio discorso, non cerco la responsabilità, ma tento di mettere in mostra la nostra co-responsabilità nell&#8217;alimentare e sostenere un sistema che ha in sè stesso certe peculirità (de-umanizzazione, rapporti di potere impari, violenza&#8230;). Spero di averti risposto.</p>
<p>@ lambertibocconi: grazie mille. Mi fa molto piacere vedere che stanno uscendo le narrazioni dalle celle e che le persone le trovano interessanti.</p>
<p>Già che ci sono segnalo, per chi non l&#8217;avesse vista, l&#8217;intervista a &#8220;Parla con me&#8221; di Lucia Castellano, direttrice del carcere di Bollate, il celebre carcere sperimentale, dove uno dei principi cardine è che fare la galera fino all&#8217;ultimo giorno (come recita il celebre slogan leghista), non solo non serve, ma è deleterio e genera insicurezza. <a href="http://www.parlaconme.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-52c957df-782c-4910-8a1c-782e39973e91.html?p=0" rel="nofollow ugc">http://www.parlaconme.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-52c957df-782c-4910-8a1c-782e39973e91.html?p=0</a></p>
<p>Ciao a tutti<br />
A.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lambertibocconi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/17/uno-nessuno-sessantacinquemila/#comment-124193</link>

		<dc:creator><![CDATA[lambertibocconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 04:56:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto interessante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alberto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/17/uno-nessuno-sessantacinquemila/#comment-124172</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 19:06:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E allora, quali sarebbero le motivazioni di un omicidio? e poi, ad opera di chi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E allora, quali sarebbero le motivazioni di un omicidio? e poi, ad opera di chi?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/17/uno-nessuno-sessantacinquemila/#comment-124165</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:49:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un lenziolo ?!?.. figurati , e dove lo nascondi ?

.. neanche fosse un fazzoletto per soffiarsi il naso..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un lenziolo ?!?.. figurati , e dove lo nascondi ?</p>
<p>.. neanche fosse un fazzoletto per soffiarsi il naso..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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