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	Commenti a: Il declino del discorso critico	</title>
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		<title>
		Di: Guido Mastrobuono		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/27/il-declino-del-discorso-critico/#comment-124786</link>

		<dc:creator><![CDATA[Guido Mastrobuono]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 13:43:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao, mi chiamo Guido Mastrobuono e sono un cacciatore di articoli e fotografie per un concorso che si chiama “Concorso permanente di parole ed immagini” e mette a confronto articoli e foto che trattino il significato dell’essere “di sinistra” (vedi l’indirizzo http://lavoristi.ning.com/profiles/blogs/concorso-permanente-di-parole dove troverai anche i link per pubblicare).

Il tema può essere trattato dal punto di vista poetico, filosofico, sociale o politico: il tema può essere trattato con foto o con scritti.
 
A mio avviso, questa tuo articolo arricchirebbe il nostro concorso e volevo suggerirti di inserirla.

Il concorso, in realtà, è una scusa per convincere la gente a metterci a disposizione spunti per la discussione. Noi poi ne parliamo e ci creiamo un’idea nostra sui più svariati argomenti. 
Infatti, la concorrenza tra autori non è una cosa che ci appartiene: noi creiamo nella collaborazione. E dal confronto con gli altri, noi aumentiamo il nostro sapere.
Comunque la pubblicazione offerta in premio ai vincenti è vera ed effettiva.

Se lo vorrai, potrai tranquillamente inserire, al piede degli articoli o come commento alle tue foto, un link al tuo blog o alle tue gallerie di immagini in modo da renderle più note e facilmente raggiungibili.
 
Un saluto
 
Guido Mastrobuono]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, mi chiamo Guido Mastrobuono e sono un cacciatore di articoli e fotografie per un concorso che si chiama “Concorso permanente di parole ed immagini” e mette a confronto articoli e foto che trattino il significato dell’essere “di sinistra” (vedi l’indirizzo <a href="http://lavoristi.ning.com/profiles/blogs/concorso-permanente-di-parole" rel="nofollow ugc">http://lavoristi.ning.com/profiles/blogs/concorso-permanente-di-parole</a> dove troverai anche i link per pubblicare).</p>
<p>Il tema può essere trattato dal punto di vista poetico, filosofico, sociale o politico: il tema può essere trattato con foto o con scritti.</p>
<p>A mio avviso, questa tuo articolo arricchirebbe il nostro concorso e volevo suggerirti di inserirla.</p>
<p>Il concorso, in realtà, è una scusa per convincere la gente a metterci a disposizione spunti per la discussione. Noi poi ne parliamo e ci creiamo un’idea nostra sui più svariati argomenti.<br />
Infatti, la concorrenza tra autori non è una cosa che ci appartiene: noi creiamo nella collaborazione. E dal confronto con gli altri, noi aumentiamo il nostro sapere.<br />
Comunque la pubblicazione offerta in premio ai vincenti è vera ed effettiva.</p>
<p>Se lo vorrai, potrai tranquillamente inserire, al piede degli articoli o come commento alle tue foto, un link al tuo blog o alle tue gallerie di immagini in modo da renderle più note e facilmente raggiungibili.</p>
<p>Un saluto</p>
<p>Guido Mastrobuono</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: robugliani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/27/il-declino-del-discorso-critico/#comment-124767</link>

		<dc:creator><![CDATA[robugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 14:57:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ lorenzo galbiati
a proposito di &quot;annozero&quot; e di verità, avrai notato la conclusione sibillina, quasi un messaggio in codice, di tremonti a bersani sull&#039;inizio delle privatizzazioni in italia? bene, la cosa non mi pare di poco conto, perché un punto nevralgico per questo inizio è la famigerata riunione sul panfilo inglese &quot;britannia&quot; in navigazione lungo le coste siciliane del 2 giugno 1992. Lì c&#039;era il gotha economico-finanziario anglo-americano e, per l&#039;italia, un gruppetto di &quot;patrioti&quot; formato, tra l&#039;altro, da amato-prodi-draghi-ciampi e dal fiscalista tremonti. A conclusione, con le successive privatizzazioni, furono privatizzate le aziende pubbliche eni-enel-agip-ina, e, ulteriore regalino, sottocosto, visto che la lira si svalutò del 30% grazie alle manovre speculative di soros (manovre manovrate). E ci fu anche il caso sme. Intanto, la stampa era impegnata con i giudici &quot;mani pulite&quot;, che, oggettivamente, una &quot;manina&quot; d&#039;oltreoceano supplementare la ricevettero, visto che c&#039;era urgenza di liquidare un&#039;intera classe politica, in nome di una corruzione che poi... seguitò.
Qual era allora il &quot;partito americano&quot;? E oggi, qual è?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ lorenzo galbiati<br />
a proposito di &#8220;annozero&#8221; e di verità, avrai notato la conclusione sibillina, quasi un messaggio in codice, di tremonti a bersani sull&#8217;inizio delle privatizzazioni in italia? bene, la cosa non mi pare di poco conto, perché un punto nevralgico per questo inizio è la famigerata riunione sul panfilo inglese &#8220;britannia&#8221; in navigazione lungo le coste siciliane del 2 giugno 1992. Lì c&#8217;era il gotha economico-finanziario anglo-americano e, per l&#8217;italia, un gruppetto di &#8220;patrioti&#8221; formato, tra l&#8217;altro, da amato-prodi-draghi-ciampi e dal fiscalista tremonti. A conclusione, con le successive privatizzazioni, furono privatizzate le aziende pubbliche eni-enel-agip-ina, e, ulteriore regalino, sottocosto, visto che la lira si svalutò del 30% grazie alle manovre speculative di soros (manovre manovrate). E ci fu anche il caso sme. Intanto, la stampa era impegnata con i giudici &#8220;mani pulite&#8221;, che, oggettivamente, una &#8220;manina&#8221; d&#8217;oltreoceano supplementare la ricevettero, visto che c&#8217;era urgenza di liquidare un&#8217;intera classe politica, in nome di una corruzione che poi&#8230; seguitò.<br />
Qual era allora il &#8220;partito americano&#8221;? E oggi, qual è?</p>
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		<title>
		Di: Jean Marc		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/27/il-declino-del-discorso-critico/#comment-124764</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jean Marc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 12:56:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La discussione aperta da Mascitelli  è secondo me di massima necessità e urgenza, niente mi potrebbe lasciare meno indifferente.
E&#039; da più di 40 anni che la cultura (che ha come prerogativa fondamentale quella che Giorgio Mascitelli chiama &quot;tensione etica&quot;) cede terreno inesorabilmente all&#039;intrattenimento. Per dirla sempre con Houellebecq, i francesi (ma il discorso vale per tutto il mondo occidentale) sopporterebbero malvolentieri la violenza delle verità spiacevoli denunciate una volta dai Camus o (molto prima di lui) Balzac e Flaubert.
Laddove la verità viene esposta fa ormai semplicemente parte dei mille colori dell&#039;esistenza e non riesce più a scuotere quello che i filosofi occidentali di inizio secolo  avevano una volta chiamato &quot;oblio dell&#039;essere&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La discussione aperta da Mascitelli  è secondo me di massima necessità e urgenza, niente mi potrebbe lasciare meno indifferente.<br />
E&#8217; da più di 40 anni che la cultura (che ha come prerogativa fondamentale quella che Giorgio Mascitelli chiama &#8220;tensione etica&#8221;) cede terreno inesorabilmente all&#8217;intrattenimento. Per dirla sempre con Houellebecq, i francesi (ma il discorso vale per tutto il mondo occidentale) sopporterebbero malvolentieri la violenza delle verità spiacevoli denunciate una volta dai Camus o (molto prima di lui) Balzac e Flaubert.<br />
Laddove la verità viene esposta fa ormai semplicemente parte dei mille colori dell&#8217;esistenza e non riesce più a scuotere quello che i filosofi occidentali di inizio secolo  avevano una volta chiamato &#8220;oblio dell&#8217;essere&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/27/il-declino-del-discorso-critico/#comment-124759</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 11:44:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la scomparsa della verità è sotto gli occhi di tutti.
giovedì ad annozero, bersani diceva a tremonti, che gli ribadiva che lui poteva essere d&#039;idea diversa:&quot; eh no, qui stiamo parlando delle tabelle del PIL, dei numeri, non possiamo avere idee diverse sui numeri in tabella, sennò cosa stiamo a discutere a fare?&quot;.
è proprio qui che si vede come la verità sia scomparsa, e sarebbe proprio il caso che bersani, o chi per lui dell&#039;opposizione, si rendesse conto che: che discute a fare con persone che sistematicamente nascondono la verità?

come si fa a discutere di giustizia con chi parte dal presupposto che berlusconi è perseguitato dai giudici? e che c&#039;è una frangia politicizzata (&quot;militarizzata&quot; ha detto Berlusconi uno o due mesi fa) della magistratura che vuole &quot;far fuori&quot; il governo?

quindi, oltre alle tre cause citate, due da mascitelli e una terza da Masetti, molto più prosaicamente, come quarto motivo della scomparsa della verità dal discorso pubblico in italia c&#039;è il fatto che parlamento, governo, sistema di informazione, e vasti ambiti produttivi e della finanza sono controllati da un signore che con i suoi servi gestisce un gruppo con obiettivi criminali se non eversivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la scomparsa della verità è sotto gli occhi di tutti.<br />
giovedì ad annozero, bersani diceva a tremonti, che gli ribadiva che lui poteva essere d&#8217;idea diversa:&#8221; eh no, qui stiamo parlando delle tabelle del PIL, dei numeri, non possiamo avere idee diverse sui numeri in tabella, sennò cosa stiamo a discutere a fare?&#8221;.<br />
è proprio qui che si vede come la verità sia scomparsa, e sarebbe proprio il caso che bersani, o chi per lui dell&#8217;opposizione, si rendesse conto che: che discute a fare con persone che sistematicamente nascondono la verità?</p>
<p>come si fa a discutere di giustizia con chi parte dal presupposto che berlusconi è perseguitato dai giudici? e che c&#8217;è una frangia politicizzata (&#8220;militarizzata&#8221; ha detto Berlusconi uno o due mesi fa) della magistratura che vuole &#8220;far fuori&#8221; il governo?</p>
<p>quindi, oltre alle tre cause citate, due da mascitelli e una terza da Masetti, molto più prosaicamente, come quarto motivo della scomparsa della verità dal discorso pubblico in italia c&#8217;è il fatto che parlamento, governo, sistema di informazione, e vasti ambiti produttivi e della finanza sono controllati da un signore che con i suoi servi gestisce un gruppo con obiettivi criminali se non eversivi.</p>
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		<title>
		Di: giorgio mascitelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/27/il-declino-del-discorso-critico/#comment-124729</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgio mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 18:24:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio entrambi per l&#039;interesse e la pertinenza delle osservazioni. 
E&#039; vero la complessità, o meglio la percezione tardo modernista e postmodernista di questa, ha cambiato il rapporto tra sapere e verità in senso etico, ma in fondo uno degli aspetti essenziali della storia sociale del sapere umano è proprio la capacità, che si è avuta in altre epoche, di trovare sintesi non eccessivamente banalizzanti. 
E credo che una sintesi del genere contibuirebbe in maniera decisiva a mettere in crisi la coscienza felice del relativismo contemporaneo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio entrambi per l&#8217;interesse e la pertinenza delle osservazioni.<br />
E&#8217; vero la complessità, o meglio la percezione tardo modernista e postmodernista di questa, ha cambiato il rapporto tra sapere e verità in senso etico, ma in fondo uno degli aspetti essenziali della storia sociale del sapere umano è proprio la capacità, che si è avuta in altre epoche, di trovare sintesi non eccessivamente banalizzanti.<br />
E credo che una sintesi del genere contibuirebbe in maniera decisiva a mettere in crisi la coscienza felice del relativismo contemporaneo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: robugliani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/27/il-declino-del-discorso-critico/#comment-124708</link>

		<dc:creator><![CDATA[robugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 12:29:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono d&#039;accordo sul fatto che un aspetto centrale del declino del discorso critico sia la mancanza di retroterra politico-culturale. Ma se il discorso critico accademico ancora vivacchia in nicchie specialistiche (riviste, conferenze, convegni ecc.) rovesciate su se stesse, il discorso critico militante ha subito un&#039;eclissi dovuta alla mancanza di militanti sociali, per dir così, in un&#039;orizzonte da tabula rasa, dove perfino il c.d. movimento di movimenti, o no-global, è sparito ignominosamente e ricordarlo oggi pare un evento dell&#039;epoca giurassica, come i dinosauri.
Ma un altro aspetto di tale declino riguarda la progressiva erosione della specificità del discorso critico in nome di un relativismo culturale in cui tutti i gatti sono bigi. E di questo anche la rete ha le sue &quot;colpe&quot;, o responsabilità. Basti vedere, nelle polemiche, con che sufficienza (se non disprezzo) sono trattati i critici ufficiali. Il discorso dominante pare essere quello che sui gusti non si discute, che &quot;questa è la mia opinione e punto&quot;, che il mio giudizio vale il tuo. Se un giudizio vale l&#039;altro, che senso ha ancora il discorso critico prodotto da specialisti? Se non c&#039;è più &quot;verità&quot;, relativa, certo, storicamente determinata, che vale cercarla?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo sul fatto che un aspetto centrale del declino del discorso critico sia la mancanza di retroterra politico-culturale. Ma se il discorso critico accademico ancora vivacchia in nicchie specialistiche (riviste, conferenze, convegni ecc.) rovesciate su se stesse, il discorso critico militante ha subito un&#8217;eclissi dovuta alla mancanza di militanti sociali, per dir così, in un&#8217;orizzonte da tabula rasa, dove perfino il c.d. movimento di movimenti, o no-global, è sparito ignominosamente e ricordarlo oggi pare un evento dell&#8217;epoca giurassica, come i dinosauri.<br />
Ma un altro aspetto di tale declino riguarda la progressiva erosione della specificità del discorso critico in nome di un relativismo culturale in cui tutti i gatti sono bigi. E di questo anche la rete ha le sue &#8220;colpe&#8221;, o responsabilità. Basti vedere, nelle polemiche, con che sufficienza (se non disprezzo) sono trattati i critici ufficiali. Il discorso dominante pare essere quello che sui gusti non si discute, che &#8220;questa è la mia opinione e punto&#8221;, che il mio giudizio vale il tuo. Se un giudizio vale l&#8217;altro, che senso ha ancora il discorso critico prodotto da specialisti? Se non c&#8217;è più &#8220;verità&#8221;, relativa, certo, storicamente determinata, che vale cercarla?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Fabio Masetti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/11/27/il-declino-del-discorso-critico/#comment-124706</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Masetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 11:51:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[aggiungerei la complessità. 
un discorso sulla verità come presupposto al pensiero e all&#039;azione politica, critico quindi, si è arrestato di fronte la complessità. sono tante (soprattutto false) le relazioni e le variabili che la parcellizzazione e specializzazione del sapere ha introdotto che, l&#039;uomo comune, come l&#039;intellettuale non è in grado di affrontarle organicamente e organicamente diffonderle. La fine delle ideologie è la fine di un efficacissimo strumento di riduzione della complessità (spesso fallace ma utile comunque). 
La memoria non ha saputo (non poteva) sostituire efficacemente l&#039;ideologia. 
Quindi che fare? per recuperare quelle figure fondamentali per la politica che erano gli intellettuali organici? Certo trovare voci autorevoli che sappiano ridurre la complessità mantenedola ancorate all&#039;etica e alla critica non guasterbbero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>aggiungerei la complessità.<br />
un discorso sulla verità come presupposto al pensiero e all&#8217;azione politica, critico quindi, si è arrestato di fronte la complessità. sono tante (soprattutto false) le relazioni e le variabili che la parcellizzazione e specializzazione del sapere ha introdotto che, l&#8217;uomo comune, come l&#8217;intellettuale non è in grado di affrontarle organicamente e organicamente diffonderle. La fine delle ideologie è la fine di un efficacissimo strumento di riduzione della complessità (spesso fallace ma utile comunque).<br />
La memoria non ha saputo (non poteva) sostituire efficacemente l&#8217;ideologia.<br />
Quindi che fare? per recuperare quelle figure fondamentali per la politica che erano gli intellettuali organici? Certo trovare voci autorevoli che sappiano ridurre la complessità mantenedola ancorate all&#8217;etica e alla critica non guasterbbero.</p>
]]></content:encoded>
		
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