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	Commenti a: Loca V: ISCA	</title>
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		<title>
		Di: sandro dell'orco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/08/loca-v-isca/#comment-125517</link>

		<dc:creator><![CDATA[sandro dell'orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 11:32:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ orsola puecher

Scherzo per scherzo (ma non tanto). Se avessi la fortuna di esser rappresentato a NY, stai sicura che mi andrebbe bene anche la City hall station. Che tra l&#039;altro sembra uscita pari pari da un frammento ritrovato di Amerika di Kafka.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ orsola puecher</p>
<p>Scherzo per scherzo (ma non tanto). Se avessi la fortuna di esser rappresentato a NY, stai sicura che mi andrebbe bene anche la City hall station. Che tra l&#8217;altro sembra uscita pari pari da un frammento ritrovato di Amerika di Kafka.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/08/loca-v-isca/#comment-125506</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 10:17:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[va beh dai... mettiamoci d&#039;accordo, se massaggio sia, per un massaggio shiatzu: fa male e cura, per una catarsi sempre un po&#039; amara e malinconica e molti dubbi irrisolti, però...


Sandro Dall&#039;Orco

&lt;em&gt;&quot;cose che costituiscono l’autonomia INVALICABILE dell’opera rispetto al pubblico&quot;&lt;/em&gt;

allora rinunceremo a un &lt;em&gt;La dimora unica&lt;/em&gt; ambientato fra gli echi della cattedrale polverosa della stazione della metropolitana dismessa &lt;a href=&quot;http://www.nycve.it/la-cattedrale-sotterranea-di-new-york/&quot; traget=&quot;_blan&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;strong&gt;City Hall Station&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; 

&lt;img src=&quot;http://www.columbia.edu/~brennan/abandoned/CityIRT.photo.gif&quot;/&gt;

(si scherza eh...)

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>va beh dai&#8230; mettiamoci d&#8217;accordo, se massaggio sia, per un massaggio shiatzu: fa male e cura, per una catarsi sempre un po&#8217; amara e malinconica e molti dubbi irrisolti, però&#8230;</p>
<p>Sandro Dall&#8217;Orco</p>
<p><em>&#8220;cose che costituiscono l’autonomia INVALICABILE dell’opera rispetto al pubblico&#8221;</em></p>
<p>allora rinunceremo a un <em>La dimora unica</em> ambientato fra gli echi della cattedrale polverosa della stazione della metropolitana dismessa <a href="http://www.nycve.it/la-cattedrale-sotterranea-di-new-york/" traget="_blan" rel="nofollow"><strong>City Hall Station</strong></a> </p>
<p><img src="http://www.columbia.edu/~brennan/abandoned/CityIRT.photo.gif"/></p>
<p>(si scherza eh&#8230;)</p>
<p>,\\&#8217;</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/08/loca-v-isca/#comment-125492</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 07:34:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@sandro
scusami.
era una prova tecnica di invio commento.
tu non c&#039;entri nulla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@sandro<br />
scusami.<br />
era una prova tecnica di invio commento.<br />
tu non c&#8217;entri nulla.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: sandro dell'orco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/08/loca-v-isca/#comment-125489</link>

		<dc:creator><![CDATA[sandro dell'orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 23:12:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ orsola puecher

&quot;Da un punto di vista critico Manganelli non da indicazioni interessanti sul perché e su come il linguaggio di Eduardo sarebbe reazionario.&quot;

Su questo invece totale accordo. Insomma, se ogni tanto anche Omero sonnecchiava, si può ben capire che ogni tanto anche Manganelli dicesse cose insensate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ orsola puecher</p>
<p>&#8220;Da un punto di vista critico Manganelli non da indicazioni interessanti sul perché e su come il linguaggio di Eduardo sarebbe reazionario.&#8221;</p>
<p>Su questo invece totale accordo. Insomma, se ogni tanto anche Omero sonnecchiava, si può ben capire che ogni tanto anche Manganelli dicesse cose insensate.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: sandro dell'orco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/08/loca-v-isca/#comment-125487</link>

		<dc:creator><![CDATA[sandro dell'orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 23:04:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ orsola puecher

Condivido ogni cosa che dici, al limite anche l&#039;ammiccamento o la provocazione al pubblico di volta in volta presente, ma naturalmente senza sacrificare la struttura, l&#039;ossatura, la consequenzialità dell&#039;azione drammatica: cose che costituiscono l&#039;autonomia INVALICABILE dell&#039;opera rispetto al pubblico. Hic rodhus hic salta: questo dice ogni opera degna di questo nome al pubblico: non vengo io da te, ma fai tu lo sforzo di venire da me e di percorrere la strada, l&#039;itinerario che io stessa  sono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ orsola puecher</p>
<p>Condivido ogni cosa che dici, al limite anche l&#8217;ammiccamento o la provocazione al pubblico di volta in volta presente, ma naturalmente senza sacrificare la struttura, l&#8217;ossatura, la consequenzialità dell&#8217;azione drammatica: cose che costituiscono l&#8217;autonomia INVALICABILE dell&#8217;opera rispetto al pubblico. Hic rodhus hic salta: questo dice ogni opera degna di questo nome al pubblico: non vengo io da te, ma fai tu lo sforzo di venire da me e di percorrere la strada, l&#8217;itinerario che io stessa  sono.</p>
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		<title>
		Di: sandro dell'orco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/08/loca-v-isca/#comment-125486</link>

		<dc:creator><![CDATA[sandro dell'orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 22:35:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ francesco pecoraro

Io parlavo degli autori con la A maiuscola. Come per esempio Eduardo. Essi non si curano del pubblico, ma dell&#039;intrinseca coerenza dell&#039;azione che vogliono rappresentare. Gli altri non sono qui in discussione.

Se poi quel &quot;prova&quot; era indirizzato a me, hai sbagliato indirizzo, non sarei capace di farlo neppure volendolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ francesco pecoraro</p>
<p>Io parlavo degli autori con la A maiuscola. Come per esempio Eduardo. Essi non si curano del pubblico, ma dell&#8217;intrinseca coerenza dell&#8217;azione che vogliono rappresentare. Gli altri non sono qui in discussione.</p>
<p>Se poi quel &#8220;prova&#8221; era indirizzato a me, hai sbagliato indirizzo, non sarei capace di farlo neppure volendolo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: egli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/08/loca-v-isca/#comment-125472</link>

		<dc:creator><![CDATA[egli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 19:25:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[eduardo è un grande attore. punto. le opere di eduardo senza l&#039;attore eduardo ,,,,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>eduardo è un grande attore. punto. le opere di eduardo senza l&#8217;attore eduardo ,,,,</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/08/loca-v-isca/#comment-125469</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 18:51:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[prova.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>prova.</p>
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		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/08/loca-v-isca/#comment-125436</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 14:08:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@sandro
l&#039;autore ha molti modi per indirizzare il destino sociale della propria opera.
primo tra tutti è, sotto sotto, massaggiare i destinatari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@sandro<br />
l&#8217;autore ha molti modi per indirizzare il destino sociale della propria opera.<br />
primo tra tutti è, sotto sotto, massaggiare i destinatari.</p>
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		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/08/loca-v-isca/#comment-125398</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 07:26:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Carlo che bei ricordi... la memoria è l&#039;antidoto al tempo che si porta via tutto.
Su Sik Sik c&#039;è solo questo documento sonoro infatti:

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Dell&#039;Orco, a me, contestualizzato, come rileva giustamente D&#039;Angelo, l&#039;articolo di Manganelli non stupisce poi tanto,  anche i grandi maestri possono scrivere testi, come dicevo in un commento precedente, con intento auto assolutorio, appoggiandosi prima a Shakespeare, imbrigliandolo superficialmente nell&#039;equazione difficile, colto, uguale rivoluzionario, alto e, invece, semplice, povero uguale a reazionario e basso perchè comprensibile ai poveretti, e poi, con un tipico finale retorico, alla &lt;em&gt;non mi capite e allora vi meritate De Filippo&lt;/em&gt; (o Alberto Sordi... o chiunque altro...), servirsi di qualcuno come capro espiatorio.

Da un punto di vista critico Manganelli non da indicazioni interessanti sul perché e su come il linguaggio di Eduardo sarebbe reazionario. Sui suoi meccanismi. Si limita ad un mero dualismo di valore. 

Penso poi che  il problema non sia che un testo sia frainteso o meno, il teatro vive della sua interpretazione scenica, della reazione del pubblico a caldo, ha meccanismi particolari. Un testo teatrale si muove su piani diversi, a strati, ad indizi progressivi, ci può essere un primo livello, che fa si che &lt;em&gt;Aspettando Godot&lt;/em&gt;, o &lt;em&gt;Sogno di una notte di mezza estate &lt;/em&gt; possa essere messo in scena sia dalla filodrammatica del dopolavoro che da Peter Brook, con esiti diversi, ma leciti.
Un attore, un regista, sceglie i piani, a volte anche volutamente in modo arbitrario, provocatorio, è nel gioco, e sa quanto diversi siano anche i vari pubblici dei teatri, delle città dove recita, quello della prima, quello delle repliche, lo spettatore che tossisce da quello che sta lì col fiato sospeso. 
Sceglie di mettere in scena un determinato testo in un preciso momento storico.
E&#039; nel conto essere capiti o non essere capiti.
Inseguire l&#039;attuale o l&#039;inattuale.
Tutto è immediato, in vivo.
Il giorno dopo della Prima in edicola trova tante critiche quanti sono i critici dei giornali, destra, sinistra, centro, incensature e stroncature che siano. 
Tutto sul filo, a curve pericolose.
Un capocomico senza l&#039;ombrello delle sovvenzioni statali, la pania di un teatro stabile, mette in gioco il suo denaro anche.

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Carlo che bei ricordi&#8230; la memoria è l&#8217;antidoto al tempo che si porta via tutto.<br />
Su Sik Sik c&#8217;è solo questo documento sonoro infatti:</p>
<p><object width="430" height="200"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vntd5Hb_Ntk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowscriptaccess" value="always"/><embed src="http://www.youtube.com/v/vntd5Hb_Ntk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="430" height="200"/></object></p>
<p>Dell&#8217;Orco, a me, contestualizzato, come rileva giustamente D&#8217;Angelo, l&#8217;articolo di Manganelli non stupisce poi tanto,  anche i grandi maestri possono scrivere testi, come dicevo in un commento precedente, con intento auto assolutorio, appoggiandosi prima a Shakespeare, imbrigliandolo superficialmente nell&#8217;equazione difficile, colto, uguale rivoluzionario, alto e, invece, semplice, povero uguale a reazionario e basso perchè comprensibile ai poveretti, e poi, con un tipico finale retorico, alla <em>non mi capite e allora vi meritate De Filippo</em> (o Alberto Sordi&#8230; o chiunque altro&#8230;), servirsi di qualcuno come capro espiatorio.</p>
<p>Da un punto di vista critico Manganelli non da indicazioni interessanti sul perché e su come il linguaggio di Eduardo sarebbe reazionario. Sui suoi meccanismi. Si limita ad un mero dualismo di valore. </p>
<p>Penso poi che  il problema non sia che un testo sia frainteso o meno, il teatro vive della sua interpretazione scenica, della reazione del pubblico a caldo, ha meccanismi particolari. Un testo teatrale si muove su piani diversi, a strati, ad indizi progressivi, ci può essere un primo livello, che fa si che <em>Aspettando Godot</em>, o <em>Sogno di una notte di mezza estate </em> possa essere messo in scena sia dalla filodrammatica del dopolavoro che da Peter Brook, con esiti diversi, ma leciti.<br />
Un attore, un regista, sceglie i piani, a volte anche volutamente in modo arbitrario, provocatorio, è nel gioco, e sa quanto diversi siano anche i vari pubblici dei teatri, delle città dove recita, quello della prima, quello delle repliche, lo spettatore che tossisce da quello che sta lì col fiato sospeso.<br />
Sceglie di mettere in scena un determinato testo in un preciso momento storico.<br />
E&#8217; nel conto essere capiti o non essere capiti.<br />
Inseguire l&#8217;attuale o l&#8217;inattuale.<br />
Tutto è immediato, in vivo.<br />
Il giorno dopo della Prima in edicola trova tante critiche quanti sono i critici dei giornali, destra, sinistra, centro, incensature e stroncature che siano.<br />
Tutto sul filo, a curve pericolose.<br />
Un capocomico senza l&#8217;ombrello delle sovvenzioni statali, la pania di un teatro stabile, mette in gioco il suo denaro anche.</p>
<p>,\\&#8217;</p>
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