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	Commenti a: Ad alcuni poeti &#038; affini nell’Italia dei malori	</title>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 11:15:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per non essere tacciata di frammentismo ad minchiam (parola molto di moda)  e soprattutto per evitare di ferirmi visto l&#039;effetto che fa sugli scrivani la vista del sangue .... riporto TUTTO il pezzo di Pasolini (segnalato da giorgio) che si trova in Scritti corsari e che era una nota per l&#039;Espresso.

&lt;b&gt;Per l&#039;editore Rusconi&lt;/b&gt;*

Non intendo condannare nessun autore che accetti di lavorare con Rusconi. Non solo perché penso, per esempio, che lavorare per la Televisione sia molto peggio, ma perché, per partito preso, non intendo condannare nessuno per ragioni formali. Lo facciano i giovani, il cui oltranzismo è semplicistico e biologicamente crudele.
Quanto all&#039;operazione Rusconi io penso che essa sia molto avanzata (dal punto di vista dell&#039;evoluzione capitalistica), e già tutta dentro il più totale cinismo noetico (presupponente una filosofia neo-edonistica, che sostituisca TUTTO: Chiesa, nazione, famiglia, morale); e che tuttavia combatta ancora come la situazione oggettiva vuole (per l&#039;Italia e per il Cile) delle battaglie ritardate (che presuppongono forme di fascismo tradizionale). Stando così le cose, nella lotta contro Rusconi, Monti e la Cia - alleati nella fondazione di una grande Destra culturale - sfoderare l&#039;antifascismo classico, mi sembra anacronistico, misero e anche un po&#039; ridicolo. E&#039; giunto il momento piuttosto che le Sinistre tradizionali italiane e la classe operaia si pongano con urgenza il problema di riuscire là dove il gauchismo è fallito: e combattano il nemico là dove si trova e non nelle posizioni che esso ha abbandonato avanzando per la sua strada.

*&lt;i&gt;Avevo dato questa noterella a Giuseppe Catalano, per un&#039;inchiesta sull&#039;«Espresso» (23 settembre 1973). Ne è uscito, molto lealmente, soltanto un insensato «excerptum». Inevitabili dunque gli equivoci che ne sono seguiti&lt;/i&gt;
in P. P. PASOLINI, Scritti corsari, Garzanti, 1977, p. 188-89]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per non essere tacciata di frammentismo ad minchiam (parola molto di moda)  e soprattutto per evitare di ferirmi visto l&#8217;effetto che fa sugli scrivani la vista del sangue &#8230;. riporto TUTTO il pezzo di Pasolini (segnalato da giorgio) che si trova in Scritti corsari e che era una nota per l&#8217;Espresso.</p>
<p><b>Per l&#8217;editore Rusconi</b>*</p>
<p>Non intendo condannare nessun autore che accetti di lavorare con Rusconi. Non solo perché penso, per esempio, che lavorare per la Televisione sia molto peggio, ma perché, per partito preso, non intendo condannare nessuno per ragioni formali. Lo facciano i giovani, il cui oltranzismo è semplicistico e biologicamente crudele.<br />
Quanto all&#8217;operazione Rusconi io penso che essa sia molto avanzata (dal punto di vista dell&#8217;evoluzione capitalistica), e già tutta dentro il più totale cinismo noetico (presupponente una filosofia neo-edonistica, che sostituisca TUTTO: Chiesa, nazione, famiglia, morale); e che tuttavia combatta ancora come la situazione oggettiva vuole (per l&#8217;Italia e per il Cile) delle battaglie ritardate (che presuppongono forme di fascismo tradizionale). Stando così le cose, nella lotta contro Rusconi, Monti e la Cia &#8211; alleati nella fondazione di una grande Destra culturale &#8211; sfoderare l&#8217;antifascismo classico, mi sembra anacronistico, misero e anche un po&#8217; ridicolo. E&#8217; giunto il momento piuttosto che le Sinistre tradizionali italiane e la classe operaia si pongano con urgenza il problema di riuscire là dove il gauchismo è fallito: e combattano il nemico là dove si trova e non nelle posizioni che esso ha abbandonato avanzando per la sua strada.</p>
<p>*<i>Avevo dato questa noterella a Giuseppe Catalano, per un&#8217;inchiesta sull&#8217;«Espresso» (23 settembre 1973). Ne è uscito, molto lealmente, soltanto un insensato «excerptum». Inevitabili dunque gli equivoci che ne sono seguiti</i><br />
in P. P. PASOLINI, Scritti corsari, Garzanti, 1977, p. 188-89</p>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 10:04:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, Alcor, stavo per fare la tua stessa operazione. 
Ultimamente ho la sensazione che si usino le citazioni come una roulette russa. Per dirla tecnicamente, &quot;ad minchiam&quot;. Solo che ogni tanto qualcuno si ferisce davvero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Alcor, stavo per fare la tua stessa operazione.<br />
Ultimamente ho la sensazione che si usino le citazioni come una roulette russa. Per dirla tecnicamente, &#8220;ad minchiam&#8221;. Solo che ogni tanto qualcuno si ferisce davvero.</p>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 09:55:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie bellissimo pezzo :-) e ora speriamo arrivi qualcuno che per tema di fare frammentismo ci copi l&#039;intero meridiano così risparmiamo 35 euro dell&#039;attuale offerta :-)

ALCOR
&lt;i&gt;Come si vede uno sfondo ben diverso – e una complessità ben diversa&lt;/i&gt;

Non direi tanto diversa, anzi direi che pasolini avesse capito tutto quello che stava succedendo ... credo che stare a discutere oggi se sia più assolutorio pubblicare una recensione sulla stampa o su libero sia, intellettualmente parlando (politicamente è altra cosa), un vero e proprio falso problema ..., ma forse sbaglio io ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie bellissimo pezzo :-) e ora speriamo arrivi qualcuno che per tema di fare frammentismo ci copi l&#8217;intero meridiano così risparmiamo 35 euro dell&#8217;attuale offerta :-)</p>
<p>ALCOR<br />
<i>Come si vede uno sfondo ben diverso – e una complessità ben diversa</i></p>
<p>Non direi tanto diversa, anzi direi che pasolini avesse capito tutto quello che stava succedendo &#8230; credo che stare a discutere oggi se sia più assolutorio pubblicare una recensione sulla stampa o su libero sia, intellettualmente parlando (politicamente è altra cosa), un vero e proprio falso problema &#8230;, ma forse sbaglio io &#8230;</p>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 09:35:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Solo perchè ho ancora a cuore il bene comune, copierò, a mano, la seconda parte - quella che parla più distesamente di Rusconi, e chi vuole può andare a leggerselo tutto nel secondo volume dei Saggi sulla letteratura e sull&#039;arte pubblicato nei Meridiani - il brano tratto da Descrizioni di descrizioni e intitolato Ananda K. Coomaraswamy, Induismo e buddismo. E scritto nel 1973.
Faccio del frammentismo anch&#039;io, inevitabilmente, ma un po&#039; meno frammentario e forse utile per suggerire prudenza in quest&#039;uso disinvolto delle citazioni:

&quot; [...] Ho scritto queste note en anarchiste, ma non senza progettazione. Il libretto sull&#039;induismo e il buddismo è pubblicato infatti da Rusconi. Questo editore ha pochi anni di vita (circa due, credo) ma già i suoi elenchi di libri pubblicati sono molti, sotto i cartelli segnaletici di varie collane. Nella collana di narrativa  e di poesia, Rusconi è abbastanza eclettico, non si formalizza troppo: e nel suo piano generale consistente nel fornire i testi di una nuova, grossa “letteratura di destra&quot;, cerca di corrompere anche autori non di destra, secondo la tattica tradizionale delle “aperture&quot; verso i due corni estremi. Molto più coerente, se non fazioso, Rusconi appare nelle varie collane di saggistica, e specialmente in questa, “Problemi attuali&quot;, in cui è uscito il libretto di Ananda Coomaraswamy (da Bernanos a Lévi-Strauss, da Jean Daniélou a Giuseppe Prezzolini, fino all&#039;abominevole Armando Plebe – il povero Noventa sta a fare da paravento, pagando così lo scotto alla sua ambiguità un po&#039; troppo conclamata).
Adesso Rusconi ha aggiunto alla sua attività di editore una nuova attività di produttore cinematografico, nel momento stesso in cui si sta impadronendo delle testate di alcuni giornali già di destra. Alle sue spalle, si dice, ci sono il petroliere Monti e la Cia. Si tratta dunque della più grande operazione culturale di destra che si sia mai avuta in Italia. Da qui lo scandalo. E la necessità di una nuova lotta per gli intellettuali di sinistra, reduci dalle glorie degli anni Cinquanta, dagli idilli degli anni Sessanta, e dai disastri degli anni Settanta. Non c&#039;è dubbio che Monti sia fascista, nel senso anche tradizionale della parola. Si può dire lo stesso della Cia e di Rusconi con lo staff dei collaboratori? Non credo, magari anche malgrado loro. Il fascismo classico è per sua natura conservatore: ha la retorica dei buoni sentimenti e del passato, ha la mania del cosiddetto ordine ecc. La cultura che Rusconi propone attraverso la sua grandiosa operazione non è conservatrice, se non in falsetto: essa finge di esserlo. In effetti essa non può nascondere il suo totale cinismo, il suo aristocratico disprezzo per i sentimenti di un arcaico perbenismo e per un passato meschinamente nazionale (essa è internazionale, ormai, sia per formazione che per finalità). Quanto all&#039;ordine, questa nuova cultura, che è in realtà quella dell&#039;edonismo della cultura di massa, si accinge a fare piazza pulita dell&#039;intero universo dell&#039;ordine difeso dal fascismo. Non si fa scrupoli; qualunque cosa essa debba sacrificare a questa distruzione la sacrifica. Prima di tutto a farne le spese, non con le parole ma con i fatti, è la Chiesa e la religione (la cultura di Rusconi non ha alcun reale interesse per operette religiose come quella di Ananda Coomaraswamy!). Presentandosi sotto spoglie tradizionali, tale nuova cultura di destra, ci costringe a inscenare una lotta antifascista così miserabilmente vecchia da sembrare un malinconico balbettio da burattini. Marx e Engels hanno scritto le loro opere nel cuore dell&#039;Ottocento, Lenin a cavallo tra i due secoli: è morto cinquant&#039;anni fa. E&#039; un intellettuale come me a essere ormai, oggettivamente, un conservatore! Io infatti, come i miei colleghi, sono ancora legato alle idee nate ed espresse più di un secolo fa. La cultura organizzata e imposta dall&#039;operazione Rusconi è invece tutta lanciata verso il futuro, in un totale agnosticismo rispetto ad ogni valore e in un totale cinismo reale verso l&#039;intera storia passata. Ridurre l&#039;opposizione a Rusconi ai termini di una lotta antifascista significa perdere aprioristicamente, e per di più in modo ridicolo. Il fascismo di Rusconi è una maschera la cui estrema e irrilevante corrispondenza con alcuni elementi sopravvissuti di realtà (il teppismo e la volgarità fascista, coperti dal perbenismo e dall&#039;aristocraticità culturale) non deve costringere gli intellettuali democratici (comunisti, gauchisti, ed anarchici) a combattere una battaglia ritardata.&quot;

Come si vede uno sfondo ben diverso - e una complessità ben diversa - nel quale la televisione è una cosa ancora più diversa, e che può spingere tuttavia a fare tuttavia riflessioni analoghe (il povero Noventa).

E avendo tanto dato, se non altro del mio tempo, vi auguro buona giornata. E mi scuso per i corsivi saltati, ma non li so fare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo perchè ho ancora a cuore il bene comune, copierò, a mano, la seconda parte &#8211; quella che parla più distesamente di Rusconi, e chi vuole può andare a leggerselo tutto nel secondo volume dei Saggi sulla letteratura e sull&#8217;arte pubblicato nei Meridiani &#8211; il brano tratto da Descrizioni di descrizioni e intitolato Ananda K. Coomaraswamy, Induismo e buddismo. E scritto nel 1973.<br />
Faccio del frammentismo anch&#8217;io, inevitabilmente, ma un po&#8217; meno frammentario e forse utile per suggerire prudenza in quest&#8217;uso disinvolto delle citazioni:</p>
<p>&#8221; [&#8230;] Ho scritto queste note en anarchiste, ma non senza progettazione. Il libretto sull&#8217;induismo e il buddismo è pubblicato infatti da Rusconi. Questo editore ha pochi anni di vita (circa due, credo) ma già i suoi elenchi di libri pubblicati sono molti, sotto i cartelli segnaletici di varie collane. Nella collana di narrativa  e di poesia, Rusconi è abbastanza eclettico, non si formalizza troppo: e nel suo piano generale consistente nel fornire i testi di una nuova, grossa “letteratura di destra&#8221;, cerca di corrompere anche autori non di destra, secondo la tattica tradizionale delle “aperture&#8221; verso i due corni estremi. Molto più coerente, se non fazioso, Rusconi appare nelle varie collane di saggistica, e specialmente in questa, “Problemi attuali&#8221;, in cui è uscito il libretto di Ananda Coomaraswamy (da Bernanos a Lévi-Strauss, da Jean Daniélou a Giuseppe Prezzolini, fino all&#8217;abominevole Armando Plebe – il povero Noventa sta a fare da paravento, pagando così lo scotto alla sua ambiguità un po&#8217; troppo conclamata).<br />
Adesso Rusconi ha aggiunto alla sua attività di editore una nuova attività di produttore cinematografico, nel momento stesso in cui si sta impadronendo delle testate di alcuni giornali già di destra. Alle sue spalle, si dice, ci sono il petroliere Monti e la Cia. Si tratta dunque della più grande operazione culturale di destra che si sia mai avuta in Italia. Da qui lo scandalo. E la necessità di una nuova lotta per gli intellettuali di sinistra, reduci dalle glorie degli anni Cinquanta, dagli idilli degli anni Sessanta, e dai disastri degli anni Settanta. Non c&#8217;è dubbio che Monti sia fascista, nel senso anche tradizionale della parola. Si può dire lo stesso della Cia e di Rusconi con lo staff dei collaboratori? Non credo, magari anche malgrado loro. Il fascismo classico è per sua natura conservatore: ha la retorica dei buoni sentimenti e del passato, ha la mania del cosiddetto ordine ecc. La cultura che Rusconi propone attraverso la sua grandiosa operazione non è conservatrice, se non in falsetto: essa finge di esserlo. In effetti essa non può nascondere il suo totale cinismo, il suo aristocratico disprezzo per i sentimenti di un arcaico perbenismo e per un passato meschinamente nazionale (essa è internazionale, ormai, sia per formazione che per finalità). Quanto all&#8217;ordine, questa nuova cultura, che è in realtà quella dell&#8217;edonismo della cultura di massa, si accinge a fare piazza pulita dell&#8217;intero universo dell&#8217;ordine difeso dal fascismo. Non si fa scrupoli; qualunque cosa essa debba sacrificare a questa distruzione la sacrifica. Prima di tutto a farne le spese, non con le parole ma con i fatti, è la Chiesa e la religione (la cultura di Rusconi non ha alcun reale interesse per operette religiose come quella di Ananda Coomaraswamy!). Presentandosi sotto spoglie tradizionali, tale nuova cultura di destra, ci costringe a inscenare una lotta antifascista così miserabilmente vecchia da sembrare un malinconico balbettio da burattini. Marx e Engels hanno scritto le loro opere nel cuore dell&#8217;Ottocento, Lenin a cavallo tra i due secoli: è morto cinquant&#8217;anni fa. E&#8217; un intellettuale come me a essere ormai, oggettivamente, un conservatore! Io infatti, come i miei colleghi, sono ancora legato alle idee nate ed espresse più di un secolo fa. La cultura organizzata e imposta dall&#8217;operazione Rusconi è invece tutta lanciata verso il futuro, in un totale agnosticismo rispetto ad ogni valore e in un totale cinismo reale verso l&#8217;intera storia passata. Ridurre l&#8217;opposizione a Rusconi ai termini di una lotta antifascista significa perdere aprioristicamente, e per di più in modo ridicolo. Il fascismo di Rusconi è una maschera la cui estrema e irrilevante corrispondenza con alcuni elementi sopravvissuti di realtà (il teppismo e la volgarità fascista, coperti dal perbenismo e dall&#8217;aristocraticità culturale) non deve costringere gli intellettuali democratici (comunisti, gauchisti, ed anarchici) a combattere una battaglia ritardata.&#8221;</p>
<p>Come si vede uno sfondo ben diverso &#8211; e una complessità ben diversa &#8211; nel quale la televisione è una cosa ancora più diversa, e che può spingere tuttavia a fare tuttavia riflessioni analoghe (il povero Noventa).</p>
<p>E avendo tanto dato, se non altro del mio tempo, vi auguro buona giornata. E mi scuso per i corsivi saltati, ma non li so fare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/11/ad-alcuni-poeti-affini-nell%e2%80%99italia-dei-malori/#comment-125763</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 09:10:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[io non scrivo quindi non ho problemi dove situarmi :-), per me è screditato solo chi scrive un testo stupido o inutile ... 
penso che nessun giornale oggi abbia più la forza di screditare o di proteggere alcunchè :-) ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io non scrivo quindi non ho problemi dove situarmi :-), per me è screditato solo chi scrive un testo stupido o inutile &#8230;<br />
penso che nessun giornale oggi abbia più la forza di screditare o di proteggere alcunchè :-) &#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: ng		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/11/ad-alcuni-poeti-affini-nell%e2%80%99italia-dei-malori/#comment-125761</link>

		<dc:creator><![CDATA[ng]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 09:02:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ops! Siete più veloci di Tex Willer!
Rispondevo al commento di Georgia delle 8:42 ...

ng]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ops! Siete più veloci di Tex Willer!<br />
Rispondevo al commento di Georgia delle 8:42 &#8230;</p>
<p>ng</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ng		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ng]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 09:00:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Andrea
Rondoni è un nome che hai fatto tu, qualche commento più indietro. Scrivo “i” Rondoni per sintetizzare coloro ai quali ti riferisci. E comunque non ho scritto che non ha senso discuterne; piuttosto che bisogna mostrarne la contiguità con l’ideologia totalitaria dominante. Come farlo se non discutendo?

@ Georgia
Io sono “biologicamente crudele”, e spesso mi rammarico di non esserlo appieno. “Semplicistico” lo sono a volte, “oltranzista” sempre. Però non mi pare che nessuno, qui, abbia condannato chi scrive su Libero. Un conto è condannate, arrogandosi il ruolo di giudice, un altro è prendere le distanze; che è prendere le distanze, prima di tutto, dalla “cornice”: alcuni, e me tra questi, ritengono che sia screditante collaborare con Libero, punto. Dopodiché, se tu o Scarpa o chiunque lo voglia fare, liberissimi di farlo. Per me la “sconfitta” è già da tempo malattia. Anzi, siamo già in cancrena; non ci resta che aspettare il vento e vederci, finalmente!, definitivamente dispersi. Solo allora potremmo ricominciare a re-inventarci. 

Anch’io aspetto con ansia (e con una gioia repressa troppo a lungo) le fiamme dell’edificio. Ho solo il timore che possano, stante la nostra inadeguatezza, ri-costruirlo uguale al precedente. Ma alla gioia di vederlo bruciare, ecco, non ci rinuncerei per nulla al mondo.

ng 

PS: è possibile dire apertamente che Pasolini ha scritto tutta una serie di cazzate?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Andrea<br />
Rondoni è un nome che hai fatto tu, qualche commento più indietro. Scrivo “i” Rondoni per sintetizzare coloro ai quali ti riferisci. E comunque non ho scritto che non ha senso discuterne; piuttosto che bisogna mostrarne la contiguità con l’ideologia totalitaria dominante. Come farlo se non discutendo?</p>
<p>@ Georgia<br />
Io sono “biologicamente crudele”, e spesso mi rammarico di non esserlo appieno. “Semplicistico” lo sono a volte, “oltranzista” sempre. Però non mi pare che nessuno, qui, abbia condannato chi scrive su Libero. Un conto è condannate, arrogandosi il ruolo di giudice, un altro è prendere le distanze; che è prendere le distanze, prima di tutto, dalla “cornice”: alcuni, e me tra questi, ritengono che sia screditante collaborare con Libero, punto. Dopodiché, se tu o Scarpa o chiunque lo voglia fare, liberissimi di farlo. Per me la “sconfitta” è già da tempo malattia. Anzi, siamo già in cancrena; non ci resta che aspettare il vento e vederci, finalmente!, definitivamente dispersi. Solo allora potremmo ricominciare a re-inventarci. </p>
<p>Anch’io aspetto con ansia (e con una gioia repressa troppo a lungo) le fiamme dell’edificio. Ho solo il timore che possano, stante la nostra inadeguatezza, ri-costruirlo uguale al precedente. Ma alla gioia di vederlo bruciare, ecco, non ci rinuncerei per nulla al mondo.</p>
<p>ng </p>
<p>PS: è possibile dire apertamente che Pasolini ha scritto tutta una serie di cazzate?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/11/ad-alcuni-poeti-affini-nell%e2%80%99italia-dei-malori/#comment-125759</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 08:50:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=27412#comment-125759</guid>

					<description><![CDATA[&lt;i&gt;scambiare ragioni formali con ragioni sostanziali&lt;/i&gt;

Forse ho preso lucciole per lanterne, chissà ;-) ...mi capita spesso ... a mio giudizio la sostanza semmai sarebbe stata il contenuto dei pezzi usciti su libero. Nessuno ad esempio ha detto che la recensione ad ammaniti di Nori (per altro ottimo scrittore) era meno che mediocre e che il testo di scarpa alla fin fine non meritava tutti &#039;sti commenti in cui, peraltro, mai è stato nominato detto testo :-).
Pasolini l&#039;ho postato solo perchè dice (cosa che condivido) che allora era peggio lavorare per la televisione che per rusconi, come oggi, al limite (visto che qui nel giudicare per partito preso si è raggiunto il limite),  è peggio apparire anche solo pochi minuti alla tv, che posteggiare un proprio testo sulla pagina culturale di un giornale, per quanto orrido tale giornale possa essere. 
Ripeto per me potete andare tutti in tv a presentare un vostro libro (come siete liberi di pubblicare dove volete e vi gudicherò solo sul testo) ... ma in base alle regole ferree qui da voi elencate  ... non dovrebbe più farlo nessuno :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>scambiare ragioni formali con ragioni sostanziali</i></p>
<p>Forse ho preso lucciole per lanterne, chissà ;-) &#8230;mi capita spesso &#8230; a mio giudizio la sostanza semmai sarebbe stata il contenuto dei pezzi usciti su libero. Nessuno ad esempio ha detto che la recensione ad ammaniti di Nori (per altro ottimo scrittore) era meno che mediocre e che il testo di scarpa alla fin fine non meritava tutti &#8216;sti commenti in cui, peraltro, mai è stato nominato detto testo :-).<br />
Pasolini l&#8217;ho postato solo perchè dice (cosa che condivido) che allora era peggio lavorare per la televisione che per rusconi, come oggi, al limite (visto che qui nel giudicare per partito preso si è raggiunto il limite),  è peggio apparire anche solo pochi minuti alla tv, che posteggiare un proprio testo sulla pagina culturale di un giornale, per quanto orrido tale giornale possa essere.<br />
Ripeto per me potete andare tutti in tv a presentare un vostro libro (come siete liberi di pubblicare dove volete e vi gudicherò solo sul testo) &#8230; ma in base alle regole ferree qui da voi elencate  &#8230; non dovrebbe più farlo nessuno :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/11/ad-alcuni-poeti-affini-nell%e2%80%99italia-dei-malori/#comment-125753</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 08:22:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; un segno della fragilità e frammentarietà culturale di questi tempi, quest&#039;uso di Pasolini così sconsiderato, preso a pezzi e bocconi e utilizzato per metter pezze ai ragionamenti che non stanno in piedi, e che viene utilizzato per dimostrare tutto e il contrario di tutto, ieri a sostegno del movimento studentesco scambiato per il Movimento Studentesco, qui per confondere Oggi con Libero e scambiare &quot;ragioni formali&quot; con ragioni sostanziali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un segno della fragilità e frammentarietà culturale di questi tempi, quest&#8217;uso di Pasolini così sconsiderato, preso a pezzi e bocconi e utilizzato per metter pezze ai ragionamenti che non stanno in piedi, e che viene utilizzato per dimostrare tutto e il contrario di tutto, ieri a sostegno del movimento studentesco scambiato per il Movimento Studentesco, qui per confondere Oggi con Libero e scambiare &#8220;ragioni formali&#8221; con ragioni sostanziali.</p>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 07:42:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[andrea io ho volevo fare un discorso un po&#039; più complesso di quello che riassumi tu... 
però voglio riportarvi alcune righe di pasolini che giorgo di costanzo ha messo ieri nel mio blog:

&lt;i&gt;Non intendo condannare nessun autore che accetti di lavorare con Rusconi. Non solo perché penso, per esempio, che lavorare per la Televisione sia molto peggio, ma perché, per partito preso, non intendo condannare nessuno per ragioni formali. Lo facciano i giovani, il cui oltranzismo è semplicistico e biologicamente crudele.&lt;/i&gt;

non conoscevo o non ricordavo questo pezzo di pasolini, ma sono daccordo con lui :-), anch&#039;io NON intendo, per partito preso, condannare nessuno per ragioni formali, se si parla di scrittura e letteratura (e naturalmente per forma non si intende la forma del testo che quella è fondamentale).
L&#039;oltranzismo semplicistico e biologicamente crudele oggi non è solo dei giovani è diventato ormai endemico e generalizzato, è trasversale a tutte le generazioni, e la rete gli fa allegramente da cassa di risonanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>andrea io ho volevo fare un discorso un po&#8217; più complesso di quello che riassumi tu&#8230;<br />
però voglio riportarvi alcune righe di pasolini che giorgo di costanzo ha messo ieri nel mio blog:</p>
<p><i>Non intendo condannare nessun autore che accetti di lavorare con Rusconi. Non solo perché penso, per esempio, che lavorare per la Televisione sia molto peggio, ma perché, per partito preso, non intendo condannare nessuno per ragioni formali. Lo facciano i giovani, il cui oltranzismo è semplicistico e biologicamente crudele.</i></p>
<p>non conoscevo o non ricordavo questo pezzo di pasolini, ma sono daccordo con lui :-), anch&#8217;io NON intendo, per partito preso, condannare nessuno per ragioni formali, se si parla di scrittura e letteratura (e naturalmente per forma non si intende la forma del testo che quella è fondamentale).<br />
L&#8217;oltranzismo semplicistico e biologicamente crudele oggi non è solo dei giovani è diventato ormai endemico e generalizzato, è trasversale a tutte le generazioni, e la rete gli fa allegramente da cassa di risonanza.</p>
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