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	Commenti a: Perché non ho smesso di scriverti versi	</title>
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		Di: daniele lucci		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[daniele lucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 08:29:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trovo queste poesie davvero musicali e felici. Ogni immagine si risolve in un suono, che ne è una specie di eco. Già alla prima lettura, alcuni versi rimangono impressi nella memoria. Spero di poterne leggere presto altre]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo queste poesie davvero musicali e felici. Ogni immagine si risolve in un suono, che ne è una specie di eco. Già alla prima lettura, alcuni versi rimangono impressi nella memoria. Spero di poterne leggere presto altre</p>
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		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 17:21:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a  Marco Rovelli per aver postato queste bellissime poesie di Simone Consorti, un vero grande talento. A giudicare da questi canti ironici si nota la grande capacità tecnica di piegare le cosiddette &quot;forme chiuse&quot;  alle più disparate esigenze dell&#039;espressione, così che l&#039;endecasillabo in quartine o in ottave e sestine alternate con distico finale si piegano perfettamente alle esigenze del ritmo e dell&#039;espressione senza minimamente appesantirne il respiro. Questo è possibile solo con una grande padronanza tecnica al servizio di una  forte e sentita ispirazione. Del resto Simone Consorti ha dato prova di essere molto versato anche nella poesia narrativa, d’invettiva, non gridata e non retorica, ma tutta nel testo dei “parlanti” che “si fanno” sulla carta, un po’ alla maniera dell’antologia di Spoon River di Lee Masters. Penso a Nome e soprannome, 2001 e soprattutto a Made in Italy , 2009 Editrice Atelier.Contrariamente che in Lee Masters, in Consorti  non c’è il senso nostalgico e desolato dei morti che “parlano” retoricamente al lettore-vivente. Qui la forza è tutta nell’antiretorica della rappresentazione a tutto tondo di personaggi- mostri, emblemi di ciò che pullula negli ambienti urbani , nelle periferie del postcapitalismo, “from under”. 
Nessun artificio retorico; ritmo e stile sono tutti nella rappresentazione, nello “sparire” della voce del poeta-narratore:pefetto esempio di mitopoiesi o di “mise en abime” senza nulla concedere al narcisismo o all’interferenza del poeta /autore : qui si vede cosa vuol dire “rappresentare e far parlare un personaggio, sparendo, non lasciando intravedere la “funzione di regia” del poeta/narratore: quando ciò riesce, allora il “testo” ha raggiunto lo scopo, ha un suo perfetto equilibrio, al di là della forma chiusa (rima, metro) o aperta (verso libero).
Sì, sono d&#039;accordo con Petrocchi circa la versatilità e il grande talento di Simone Conforti. Sarebbe un bel modo di ricordarlo, da parte di tutti coloro che amano la poesia,  comprando , regalando e facendo circolare i suoi testi. Ne vale davvero la pena.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a  Marco Rovelli per aver postato queste bellissime poesie di Simone Consorti, un vero grande talento. A giudicare da questi canti ironici si nota la grande capacità tecnica di piegare le cosiddette &#8220;forme chiuse&#8221;  alle più disparate esigenze dell&#8217;espressione, così che l&#8217;endecasillabo in quartine o in ottave e sestine alternate con distico finale si piegano perfettamente alle esigenze del ritmo e dell&#8217;espressione senza minimamente appesantirne il respiro. Questo è possibile solo con una grande padronanza tecnica al servizio di una  forte e sentita ispirazione. Del resto Simone Consorti ha dato prova di essere molto versato anche nella poesia narrativa, d’invettiva, non gridata e non retorica, ma tutta nel testo dei “parlanti” che “si fanno” sulla carta, un po’ alla maniera dell’antologia di Spoon River di Lee Masters. Penso a Nome e soprannome, 2001 e soprattutto a Made in Italy , 2009 Editrice Atelier.Contrariamente che in Lee Masters, in Consorti  non c’è il senso nostalgico e desolato dei morti che “parlano” retoricamente al lettore-vivente. Qui la forza è tutta nell’antiretorica della rappresentazione a tutto tondo di personaggi- mostri, emblemi di ciò che pullula negli ambienti urbani , nelle periferie del postcapitalismo, “from under”.<br />
Nessun artificio retorico; ritmo e stile sono tutti nella rappresentazione, nello “sparire” della voce del poeta-narratore:pefetto esempio di mitopoiesi o di “mise en abime” senza nulla concedere al narcisismo o all’interferenza del poeta /autore : qui si vede cosa vuol dire “rappresentare e far parlare un personaggio, sparendo, non lasciando intravedere la “funzione di regia” del poeta/narratore: quando ciò riesce, allora il “testo” ha raggiunto lo scopo, ha un suo perfetto equilibrio, al di là della forma chiusa (rima, metro) o aperta (verso libero).<br />
Sì, sono d&#8217;accordo con Petrocchi circa la versatilità e il grande talento di Simone Conforti. Sarebbe un bel modo di ricordarlo, da parte di tutti coloro che amano la poesia,  comprando , regalando e facendo circolare i suoi testi. Ne vale davvero la pena.</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2009/12/23/perche-non-ho-smesso-di-scriverti-versi/#comment-126244</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 16:19:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La rima e il ritmo fanno uno spazio alla vita, quando mi ha sembrato,
che l&#039;anima nel centro della poesia, scruttatore della vita, sente immobilità,
nocciolo della tristezza amorosa,
la musica salva il passaggio del desiderio
al sentimento di disgusto,
e fose dell&#039;illusione scrivere il vincolo
tra gli esseri.
Il corpo addolorito in la luna nera
del desiderio.

Belissima poesia che strappa qualcosa di noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La rima e il ritmo fanno uno spazio alla vita, quando mi ha sembrato,<br />
che l&#8217;anima nel centro della poesia, scruttatore della vita, sente immobilità,<br />
nocciolo della tristezza amorosa,<br />
la musica salva il passaggio del desiderio<br />
al sentimento di disgusto,<br />
e fose dell&#8217;illusione scrivere il vincolo<br />
tra gli esseri.<br />
Il corpo addolorito in la luna nera<br />
del desiderio.</p>
<p>Belissima poesia che strappa qualcosa di noi.</p>
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