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	Commenti a: Allontanare lo spettro di Auschwitz dalla Calabria, dall’Italia, dalle nostre coscienze	</title>
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		<title>
		Di: robugliani		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[robugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 00:30:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah, più leggo articoli o ascolto reportage su questa faccenda di Rosarno, più mi sembra che ci sia qualcosa, anzi molto, che non torna. Intanto si dice che c&#039;è sotto la &#039;ndrangheta. E questo mette d&#039;accordo destra e &quot;sinistra&quot;. Ma sotto a che cosa c&#039;è la &#039;ndrangheta? Se la &#039;ndrangheta organizza e taglieggia la forza-lavoro degli immigrati extracomunitari, può essere contro la propria organizzazione del lavoro? Oppure si dice che gli immigrati africani di Rosarno si sono ribellati alla &#039;ndrangheta. Ma in nessuna intervista fatta a loro è venuta fuori questa ribellione. Tutti hanno detto che vogliono solo lavorare, che sono scesi a Rosarno peché c&#039;era il lavoro di raccolta, e che hanno pagato regolarmente i 5 euri al giorno ai caporali che li portavano al lavoro. Eppoi perché si dovrebbero ribellare contro i loro &quot;datori di lavoro&quot;? Mi pare che i lavoratori extracomunitari vogliano lavorare per sopravvivere, non risolvere i problemi socio-politici e mafiosi degli italiani. Quello che resta da dire è che gli abitanti di Rosarno hanno oggettivamente rotto un equilibrio (al di là del &quot;razzismo&quot;), e adesso alla classe politica tocca prenderne atto, scoprire che in Calabria c&#039;è la &#039;ndrangheta (scoperta dell&#039;acqua calda, come quelle che qui seguono), che i caporali taglieggiano e pretendono il pizzo, che le condizioni di vita degli extracomunitari sono bestiali, che lavorano come schiavi, mentre prima, almeno stando alle cronache, tutto andava bene, c&#039;era insomma un equilibrio (tra mafia, Stato e imprenditoria), un modus vivendi. Be&#039;, di fonte a questo equilibrio rotto, mi pare naturale che i rosarnesi siano costretti a fare il capro espiatorio.
A meno che... a qualcuno desse noia la presenza di lavoratori extracomunitari africani a Rosarno, e li volesse sostituire con quelli comunitari (rumeni) o quasi (bulgari), come puntualmente è avvenuto, mantenendo il sistema di reclutamento, lavorativo e di sfruttamento uguale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah, più leggo articoli o ascolto reportage su questa faccenda di Rosarno, più mi sembra che ci sia qualcosa, anzi molto, che non torna. Intanto si dice che c&#8217;è sotto la &#8216;ndrangheta. E questo mette d&#8217;accordo destra e &#8220;sinistra&#8221;. Ma sotto a che cosa c&#8217;è la &#8216;ndrangheta? Se la &#8216;ndrangheta organizza e taglieggia la forza-lavoro degli immigrati extracomunitari, può essere contro la propria organizzazione del lavoro? Oppure si dice che gli immigrati africani di Rosarno si sono ribellati alla &#8216;ndrangheta. Ma in nessuna intervista fatta a loro è venuta fuori questa ribellione. Tutti hanno detto che vogliono solo lavorare, che sono scesi a Rosarno peché c&#8217;era il lavoro di raccolta, e che hanno pagato regolarmente i 5 euri al giorno ai caporali che li portavano al lavoro. Eppoi perché si dovrebbero ribellare contro i loro &#8220;datori di lavoro&#8221;? Mi pare che i lavoratori extracomunitari vogliano lavorare per sopravvivere, non risolvere i problemi socio-politici e mafiosi degli italiani. Quello che resta da dire è che gli abitanti di Rosarno hanno oggettivamente rotto un equilibrio (al di là del &#8220;razzismo&#8221;), e adesso alla classe politica tocca prenderne atto, scoprire che in Calabria c&#8217;è la &#8216;ndrangheta (scoperta dell&#8217;acqua calda, come quelle che qui seguono), che i caporali taglieggiano e pretendono il pizzo, che le condizioni di vita degli extracomunitari sono bestiali, che lavorano come schiavi, mentre prima, almeno stando alle cronache, tutto andava bene, c&#8217;era insomma un equilibrio (tra mafia, Stato e imprenditoria), un modus vivendi. Be&#8217;, di fonte a questo equilibrio rotto, mi pare naturale che i rosarnesi siano costretti a fare il capro espiatorio.<br />
A meno che&#8230; a qualcuno desse noia la presenza di lavoratori extracomunitari africani a Rosarno, e li volesse sostituire con quelli comunitari (rumeni) o quasi (bulgari), come puntualmente è avvenuto, mantenendo il sistema di reclutamento, lavorativo e di sfruttamento uguale.</p>
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		<title>
		Di: Salvatore Talia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Talia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 11:38:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Saverio

Anch&#039;io oggi abito nel nord Italia. Però provengo da una zona ad alta &quot;densità mafiosa&quot; e ricordo bene il ritornello: &quot;E&#039; tutta colpa dei giornalisti!&quot; Ora, è vero che i giornali spesso pubblicano sciocchezze e luoghi comuni sulla Calabria (non dimenticherò mai una serie di incredibili articoli di Alberto Arbasino su &quot;Repubblica&quot;, fine anni &#039;80 - inizio anni &#039;90, in cui il grande scrittore non solo aderiva alle tesi antimeridionaliste dell&#039;allora Lega Lombarda, ma giungeva sino a richiamare Lombroso e i sociologi positivisti dell&#039;800 circa la presunta inferiorità antropologica e razziale dei calabresi), tuttavia è chiaro che la &#039;ndrangheta esiste, e non se la sono inventata i giornalisti. 
Inoltre: è giusto denunciare l&#039;inaccettabile situazione di uno Stato che, anziché svolgere il suo compito di detentore del &quot;monopolio della violenza legittima&quot; (Weber), ha storicamente scelto di condividere il potere con la criminalità organizzata. Ed è anche vero che vivere in certe zone della Calabria non è molto diverso da vivere sotto una dittatura, che sfidare apertamente il potere della &#039;ndrangheta è pericoloso, ecc. Tuttavia c&#039;è differenza tra subire una dittatura, accettarla, darle il proprio consenso e collaborare con essa. Al limite anche emigrare può essere una scelta di non collaborazione, per chi come me non ha la tempra del lottatore. 
In ogni caso un conto è &quot;non schierarsi apertamente contro mafia e razzisti&quot;, un conto è schierarsi apertamente a favore. Mi lancio anch&#039;io in una comparazione storica azzardata e impropria: Primo Levi aveva qualcosa da rimproverare anche ai comuni cittadini tedeschi che aderivano entusiasticamente al nazismo quando avrebbero potuto tutto sommato farne a meno senza correre rischi esorbitanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Saverio</p>
<p>Anch&#8217;io oggi abito nel nord Italia. Però provengo da una zona ad alta &#8220;densità mafiosa&#8221; e ricordo bene il ritornello: &#8220;E&#8217; tutta colpa dei giornalisti!&#8221; Ora, è vero che i giornali spesso pubblicano sciocchezze e luoghi comuni sulla Calabria (non dimenticherò mai una serie di incredibili articoli di Alberto Arbasino su &#8220;Repubblica&#8221;, fine anni &#8217;80 &#8211; inizio anni &#8217;90, in cui il grande scrittore non solo aderiva alle tesi antimeridionaliste dell&#8217;allora Lega Lombarda, ma giungeva sino a richiamare Lombroso e i sociologi positivisti dell&#8217;800 circa la presunta inferiorità antropologica e razziale dei calabresi), tuttavia è chiaro che la &#8216;ndrangheta esiste, e non se la sono inventata i giornalisti.<br />
Inoltre: è giusto denunciare l&#8217;inaccettabile situazione di uno Stato che, anziché svolgere il suo compito di detentore del &#8220;monopolio della violenza legittima&#8221; (Weber), ha storicamente scelto di condividere il potere con la criminalità organizzata. Ed è anche vero che vivere in certe zone della Calabria non è molto diverso da vivere sotto una dittatura, che sfidare apertamente il potere della &#8216;ndrangheta è pericoloso, ecc. Tuttavia c&#8217;è differenza tra subire una dittatura, accettarla, darle il proprio consenso e collaborare con essa. Al limite anche emigrare può essere una scelta di non collaborazione, per chi come me non ha la tempra del lottatore.<br />
In ogni caso un conto è &#8220;non schierarsi apertamente contro mafia e razzisti&#8221;, un conto è schierarsi apertamente a favore. Mi lancio anch&#8217;io in una comparazione storica azzardata e impropria: Primo Levi aveva qualcosa da rimproverare anche ai comuni cittadini tedeschi che aderivano entusiasticamente al nazismo quando avrebbero potuto tutto sommato farne a meno senza correre rischi esorbitanti.</p>
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		<title>
		Di: saverio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[saverio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 11:08:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Matteo Rocca
Sono d’accordo su molte cose che scrivi, e in particolare sulla necessità di distinguere. Il mio voleva essere un paradosso, forse perché ho in odio le generalizzazioni. Perché è vero che i cittadini di Rosarno sono stati dipinti come xenofobi; anche l’intervista all’ex-sindaco di Rosarno lo adombra. Ma lo sono davvero? Uno degli striscioni esposto durante la manifestazione dei cittadini di Rosarno riportava la scritta “20 anni di convivenza non sono razzismo”. Io credo che ci sia della verità, in questa scritta. Tant’è che le realtà impegnate nella zona (Rete Migranti Reggina, Rete Antirazzista Cosentina, etc.) precisano sempre che la xenofobia riguarda “una parte” della popolazione rosarnese. 

Troverei utile anche distinguere tra chi si professa a parole anti-razzista, e magari sostiene scioperi dei lavoratori migranti, mentre poi, nei fatti, fa tutt’altro. Mi riferisco, in particolare, al centro-sinistra, che governa la Regione Calabria, ed ha tollerato questa situazione. È facile prendersela col razzismo legislativo del centro-destra; in fondo nessuno di noi ama Berlusconi. Una settimana fa, a Cosenza, c’è stato lo sgombro forzato di una comunità Rom; è stato eseguito sulla base di ordinanze emesse dal Governo Prodi. Sì, distinguiamo; ne possiamo guadagnare tutti …

Saverio

&lt;a href=&quot;http://ilmegafonoquotidiano.it/news/rosarno-la-pax-mafiosa-dopo-la-tempesta&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;em&gt;consiglio la lettura di questo articolo; inquadra molto bene i fatti di Rosarno&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Matteo Rocca<br />
Sono d’accordo su molte cose che scrivi, e in particolare sulla necessità di distinguere. Il mio voleva essere un paradosso, forse perché ho in odio le generalizzazioni. Perché è vero che i cittadini di Rosarno sono stati dipinti come xenofobi; anche l’intervista all’ex-sindaco di Rosarno lo adombra. Ma lo sono davvero? Uno degli striscioni esposto durante la manifestazione dei cittadini di Rosarno riportava la scritta “20 anni di convivenza non sono razzismo”. Io credo che ci sia della verità, in questa scritta. Tant’è che le realtà impegnate nella zona (Rete Migranti Reggina, Rete Antirazzista Cosentina, etc.) precisano sempre che la xenofobia riguarda “una parte” della popolazione rosarnese. </p>
<p>Troverei utile anche distinguere tra chi si professa a parole anti-razzista, e magari sostiene scioperi dei lavoratori migranti, mentre poi, nei fatti, fa tutt’altro. Mi riferisco, in particolare, al centro-sinistra, che governa la Regione Calabria, ed ha tollerato questa situazione. È facile prendersela col razzismo legislativo del centro-destra; in fondo nessuno di noi ama Berlusconi. Una settimana fa, a Cosenza, c’è stato lo sgombro forzato di una comunità Rom; è stato eseguito sulla base di ordinanze emesse dal Governo Prodi. Sì, distinguiamo; ne possiamo guadagnare tutti …</p>
<p>Saverio</p>
<p><a href="http://ilmegafonoquotidiano.it/news/rosarno-la-pax-mafiosa-dopo-la-tempesta" rel="nofollow"><em>consiglio la lettura di questo articolo; inquadra molto bene i fatti di Rosarno</em></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Matteo Rocca		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/01/12/allontanare-lo-spettro-di-auschwitz-dalla-calabria-dall%e2%80%99italia-dalle-nostre-coscienze/#comment-126988</link>

		<dc:creator><![CDATA[Matteo Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 07:36:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Saverio:

sì, indubbiamente &quot;evocare Auschwitz è tranquillizzare la coscienza di chi sta compiendo il gesto&quot;, perchè appunto il confronto diretto tra tali gesti appare improponibile, una vera bestemmia; tant&#039;è che, consegnata la Shoah alla Storia e resala paradigma di male assoluto, l&#039;immagine che ne abbiamo è quella di un &quot;unicum&quot; irripetibile, che non ammette confronti. D&#039;altronde credo che nemmeno gli stessi nazisti posti davanti allo specchio si sarebbero potuti vedere come li vediamo noi oggi, cioè come campioni dell&#039;assassinio di massa. Accostarli ha senso solo per chi decida di riflettere sulla radice comune di tali gesti. Ed evita di &quot;tranquillizzare&quot; la propria coscienza, dicendosi: tanto non è la stessa cosa. 

 &quot;Sei così certo che quelli che protestano per i pogrom subiti dagli immigrati non avvertono i cittadini di Rosarno come “animali”?, mi chiedi.
No, non ne sono certo, ma occorre assolutamente distinguere.
La questione che sollevi, quella dello sguardo rivolto agli autori di raid razzisti, è davvero interessante, e può essere che talvolta accada qualcosa di simile. Ma la repulsione per i comportamenti razzisti non può essere equiparata al razzismo stesso: da una parte c&#039;è il rifiuto di un comportamento che come dici tu è sempre politico, dall&#039;altra il rifiuto è per l&#039;essere umano misconosciuto come tale. 
Lo &quot;spettro di Stalin&quot; è gemello di quello nazista, naturalmente. Non c&#039;è differenza. Ma la volontà politica di bandire il razzismo e di non trovargli giustificazioni, quale può essere la mia e la tua, è ancora molto al di qua della riduzione del razzista o del neofascista a &quot;cosa spregevole&quot;, e anzi, ci si interroga politicamente sul da farsi, proprio perchè il razzismo si rivela come atteggiamento fin troppo umano. 
La discussione è interessantissima, temo di dilungarmi e divagare. Saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Saverio:</p>
<p>sì, indubbiamente &#8220;evocare Auschwitz è tranquillizzare la coscienza di chi sta compiendo il gesto&#8221;, perchè appunto il confronto diretto tra tali gesti appare improponibile, una vera bestemmia; tant&#8217;è che, consegnata la Shoah alla Storia e resala paradigma di male assoluto, l&#8217;immagine che ne abbiamo è quella di un &#8220;unicum&#8221; irripetibile, che non ammette confronti. D&#8217;altronde credo che nemmeno gli stessi nazisti posti davanti allo specchio si sarebbero potuti vedere come li vediamo noi oggi, cioè come campioni dell&#8217;assassinio di massa. Accostarli ha senso solo per chi decida di riflettere sulla radice comune di tali gesti. Ed evita di &#8220;tranquillizzare&#8221; la propria coscienza, dicendosi: tanto non è la stessa cosa. </p>
<p> &#8220;Sei così certo che quelli che protestano per i pogrom subiti dagli immigrati non avvertono i cittadini di Rosarno come “animali”?, mi chiedi.<br />
No, non ne sono certo, ma occorre assolutamente distinguere.<br />
La questione che sollevi, quella dello sguardo rivolto agli autori di raid razzisti, è davvero interessante, e può essere che talvolta accada qualcosa di simile. Ma la repulsione per i comportamenti razzisti non può essere equiparata al razzismo stesso: da una parte c&#8217;è il rifiuto di un comportamento che come dici tu è sempre politico, dall&#8217;altra il rifiuto è per l&#8217;essere umano misconosciuto come tale.<br />
Lo &#8220;spettro di Stalin&#8221; è gemello di quello nazista, naturalmente. Non c&#8217;è differenza. Ma la volontà politica di bandire il razzismo e di non trovargli giustificazioni, quale può essere la mia e la tua, è ancora molto al di qua della riduzione del razzista o del neofascista a &#8220;cosa spregevole&#8221;, e anzi, ci si interroga politicamente sul da farsi, proprio perchè il razzismo si rivela come atteggiamento fin troppo umano.<br />
La discussione è interessantissima, temo di dilungarmi e divagare. Saluti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/01/12/allontanare-lo-spettro-di-auschwitz-dalla-calabria-dall%e2%80%99italia-dalle-nostre-coscienze/#comment-126980</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 19:01:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[segnalo una vignetta geniale di ellekappa su repubblica di lunedì scorso, in cui uno dei suoi soliti personaggi leggeva un giornale e diceva: &quot;la rivolta degli immigrati contro la mafia&quot;, e l&#039;altro rispondeva: &quot;uno di quei lavori che gli italiani non vogliono più fare&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>segnalo una vignetta geniale di ellekappa su repubblica di lunedì scorso, in cui uno dei suoi soliti personaggi leggeva un giornale e diceva: &#8220;la rivolta degli immigrati contro la mafia&#8221;, e l&#8217;altro rispondeva: &#8220;uno di quei lavori che gli italiani non vogliono più fare&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: saverio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/01/12/allontanare-lo-spettro-di-auschwitz-dalla-calabria-dall%e2%80%99italia-dalle-nostre-coscienze/#comment-126977</link>

		<dc:creator><![CDATA[saverio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 17:38:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, certo, ci può stare anche l’auto-rappresentazione dei rosarnesi come vittime. Credo però che lo siano davvero, vittime. Non a caso si è parlato, in merito ai fatti di Rosarno, di guerra tra poveri. Ora, le parole dell’ex-sindaco sono condivisibili, direi persino scontate. Il problema vero è capire le motivazioni che spingono i cittadini di Rosarno a non schierarsi apertamente contro mafia e razzisti. Io abito al Nord, per me è facile fare il moralista. Ho un lavoro stabile, nella mia zona non esiste criminalità organizzata, partecipo attivamente alla politica … Sono un privilegiato. E mi indigno per il razzismo, per la sempre maggiore inconsistenza della coscienza civile, per il modo in cui sono trattati gli immigrati … Se fossi nato e cresciuto in quelle zone, però, il mio punto di vista sarebbe meno tranquillo; diciamo che avrei bisogno di un surplus di impegno e di coraggio. Lo hanno detto in tanti: a Rosarno (e non solo) si sentono abbandonati: dallo stato, in primis, che non agisce efficacemente contro la criminalità, e poi dalle istituzioni, partiti e sindacati compresi, incapaci di proporre alternative credibili, soprattutto in tema di lavoro. La criminalità fa tessuto sociale, crea occupazione, sostiene alcune famiglie; e sfrutta i lavoratori immigrati. Se a tutto questo si aggiunge la vergognosa campagna dei media contro i clandestini, allora la rabbia di quella popolazione si sfoga spontaneamente contro i più deboli, percepiti come la causa del loro sfascio. Per questo, più che di sentimenti morali, mi piacerebbe si discutesse di soluzioni politiche. Solo così smetteranno, i cittadini di Rosarno e gli immigrati, di essere vittime.

Saverio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, certo, ci può stare anche l’auto-rappresentazione dei rosarnesi come vittime. Credo però che lo siano davvero, vittime. Non a caso si è parlato, in merito ai fatti di Rosarno, di guerra tra poveri. Ora, le parole dell’ex-sindaco sono condivisibili, direi persino scontate. Il problema vero è capire le motivazioni che spingono i cittadini di Rosarno a non schierarsi apertamente contro mafia e razzisti. Io abito al Nord, per me è facile fare il moralista. Ho un lavoro stabile, nella mia zona non esiste criminalità organizzata, partecipo attivamente alla politica … Sono un privilegiato. E mi indigno per il razzismo, per la sempre maggiore inconsistenza della coscienza civile, per il modo in cui sono trattati gli immigrati … Se fossi nato e cresciuto in quelle zone, però, il mio punto di vista sarebbe meno tranquillo; diciamo che avrei bisogno di un surplus di impegno e di coraggio. Lo hanno detto in tanti: a Rosarno (e non solo) si sentono abbandonati: dallo stato, in primis, che non agisce efficacemente contro la criminalità, e poi dalle istituzioni, partiti e sindacati compresi, incapaci di proporre alternative credibili, soprattutto in tema di lavoro. La criminalità fa tessuto sociale, crea occupazione, sostiene alcune famiglie; e sfrutta i lavoratori immigrati. Se a tutto questo si aggiunge la vergognosa campagna dei media contro i clandestini, allora la rabbia di quella popolazione si sfoga spontaneamente contro i più deboli, percepiti come la causa del loro sfascio. Per questo, più che di sentimenti morali, mi piacerebbe si discutesse di soluzioni politiche. Solo così smetteranno, i cittadini di Rosarno e gli immigrati, di essere vittime.</p>
<p>Saverio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/01/12/allontanare-lo-spettro-di-auschwitz-dalla-calabria-dall%e2%80%99italia-dalle-nostre-coscienze/#comment-126975</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 16:37:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=28626#comment-126975</guid>

					<description><![CDATA[Grazie Talia, grazie Lavorato. Di tanto in tanto, qualcuno parla con lingua chiara (né biforcuta né offuscata). E qui parlare sta per &quot;sentire&quot; e per &quot;pensare&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Talia, grazie Lavorato. Di tanto in tanto, qualcuno parla con lingua chiara (né biforcuta né offuscata). E qui parlare sta per &#8220;sentire&#8221; e per &#8220;pensare&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Salvatore Talia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/01/12/allontanare-lo-spettro-di-auschwitz-dalla-calabria-dall%e2%80%99italia-dalle-nostre-coscienze/#comment-126970</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Talia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 16:26:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=28626#comment-126970</guid>

					<description><![CDATA[@ Saverio

Hai scritto: &quot;Sei così certo che quelli che protestano per i pogrom subiti dagli immigrati non avvertono i cittadini di Rosarno come animali?&quot; - E tu sei così certo che in molti di noi calabresi non ci sia una tendenza a rappresentarci sempre e solo come vittime, e che questo atteggiamento non funga spesso da comodo alibi per rifuggire da qualsiasi responsabilità morale e/o politica? A questo proposito mi permetto di ricopiare qui di seguito alcune battute dall&#039;intervista a Peppino Lavorato, ex sindaco comunista di Rosarno, pubblicata sul &quot;manifesto&quot; di ieri. Inutile aggiungere che concordo con quanto dice Lavorato.

&quot;D: Perché i rosarnesi hanno partecipato alla cacciata degli africani?
R: I rosarnesi purtroppo soffrono in silenzio perché la &#039;ndrangheta impone anche pensieri e comportamenti. Su questo però dobbiamo essere chiari: a cacciare gli immigrati sono stati pochi gruppi di criminali, non tutti i rosarnesi. Ma i rosarnesi non devono avere ambiguità.
D: A cosa si riferisce?
R: Alla manifestazione di lunedì.
D: L&#039;ha trovata ipocrita?
R: L&#039;ho trovata assurda. Se davvero Rosarno voleva togliersi l&#039;etichetta di paese razzista avrebbe dovuto fare una manifestazione con una sola parola d&#039;ordine ma chiara: no al razzismo e alla mafia. Invece se la sono presa con la stampa, hanno condannato genericamente la violenza, tutte chiacchiere. Dicessero chiaramente che sono contro la mafia e i razzisti, senza scuse.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Saverio</p>
<p>Hai scritto: &#8220;Sei così certo che quelli che protestano per i pogrom subiti dagli immigrati non avvertono i cittadini di Rosarno come animali?&#8221; &#8211; E tu sei così certo che in molti di noi calabresi non ci sia una tendenza a rappresentarci sempre e solo come vittime, e che questo atteggiamento non funga spesso da comodo alibi per rifuggire da qualsiasi responsabilità morale e/o politica? A questo proposito mi permetto di ricopiare qui di seguito alcune battute dall&#8217;intervista a Peppino Lavorato, ex sindaco comunista di Rosarno, pubblicata sul &#8220;manifesto&#8221; di ieri. Inutile aggiungere che concordo con quanto dice Lavorato.</p>
<p>&#8220;D: Perché i rosarnesi hanno partecipato alla cacciata degli africani?<br />
R: I rosarnesi purtroppo soffrono in silenzio perché la &#8216;ndrangheta impone anche pensieri e comportamenti. Su questo però dobbiamo essere chiari: a cacciare gli immigrati sono stati pochi gruppi di criminali, non tutti i rosarnesi. Ma i rosarnesi non devono avere ambiguità.<br />
D: A cosa si riferisce?<br />
R: Alla manifestazione di lunedì.<br />
D: L&#8217;ha trovata ipocrita?<br />
R: L&#8217;ho trovata assurda. Se davvero Rosarno voleva togliersi l&#8217;etichetta di paese razzista avrebbe dovuto fare una manifestazione con una sola parola d&#8217;ordine ma chiara: no al razzismo e alla mafia. Invece se la sono presa con la stampa, hanno condannato genericamente la violenza, tutte chiacchiere. Dicessero chiaramente che sono contro la mafia e i razzisti, senza scuse.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/01/12/allontanare-lo-spettro-di-auschwitz-dalla-calabria-dall%e2%80%99italia-dalle-nostre-coscienze/#comment-126965</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 13:06:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bene, appunto, sono i comportamenti che contano, in questo momento sopratutto. E tutti, da quelli verbali quotidiani a quelli più esplicitamente politici dell&#039;andare in piazza, dal pagare o meno in nero i lavori dell&#039;artigiano immigrato, e via dicendo. Che poi una lo veda o meno lo spettro di Auschwitz non è la questione fondamentale: mi basta che veda il razzismo in atto, sia dal basso sia dall&#039;alto, dalla strada come dalla paolitica, e di quello violento, che ammazza. E che non ci si bendi gli occhi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bene, appunto, sono i comportamenti che contano, in questo momento sopratutto. E tutti, da quelli verbali quotidiani a quelli più esplicitamente politici dell&#8217;andare in piazza, dal pagare o meno in nero i lavori dell&#8217;artigiano immigrato, e via dicendo. Che poi una lo veda o meno lo spettro di Auschwitz non è la questione fondamentale: mi basta che veda il razzismo in atto, sia dal basso sia dall&#8217;alto, dalla strada come dalla paolitica, e di quello violento, che ammazza. E che non ci si bendi gli occhi.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: saverio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/01/12/allontanare-lo-spettro-di-auschwitz-dalla-calabria-dall%e2%80%99italia-dalle-nostre-coscienze/#comment-126964</link>

		<dc:creator><![CDATA[saverio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 12:58:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[no, Andrea; dico solo che la dimensione morale si traduce in comportamenti (sempre!) e che i comportamenti sono politica ..

s.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>no, Andrea; dico solo che la dimensione morale si traduce in comportamenti (sempre!) e che i comportamenti sono politica ..</p>
<p>s.</p>
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