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	Commenti a: Il mio motorino si chiamava Geronimo. Una lunga premessa personale e un nuovo libro sugli Indiani d’America	</title>
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		<title>
		Di: francesca matteoni		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 17:15:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a tutti voi per i commenti!

Andrea, grazie per la segnalazione!

Sono contenta di constatare quanto interesse ancora ci sia per i nativi americani e dovendo fare un rocambolesco parallelo con la nostra attualità, fa riflettere che poi invece con l&#039;altro, lo straniero, il clandestino, in Italia si vada verso un&#039;ottusità e un&#039;intolleranza senza pari ...
Stefano: sì Trudell è un monumento, mentre il film non lo conosco e me lo cerco. Scusate la toccata e fuga, ma sono in fase di trasloco, spero di ricommentare, magari con altre info, presto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti voi per i commenti!</p>
<p>Andrea, grazie per la segnalazione!</p>
<p>Sono contenta di constatare quanto interesse ancora ci sia per i nativi americani e dovendo fare un rocambolesco parallelo con la nostra attualità, fa riflettere che poi invece con l&#8217;altro, lo straniero, il clandestino, in Italia si vada verso un&#8217;ottusità e un&#8217;intolleranza senza pari &#8230;<br />
Stefano: sì Trudell è un monumento, mentre il film non lo conosco e me lo cerco. Scusate la toccata e fuga, ma sono in fase di trasloco, spero di ricommentare, magari con altre info, presto!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: marino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 08:45:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il libro di Laura Bettanin, di cui avevo letto il manoscritto, è molto bello,
fin dall&#039;inizio ti accorgi di avere davanti una scrittura speciale.
Grazie Francesca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro di Laura Bettanin, di cui avevo letto il manoscritto, è molto bello,<br />
fin dall&#8217;inizio ti accorgi di avere davanti una scrittura speciale.<br />
Grazie Francesca.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: azzurra		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[azzurra]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 22:55:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il pezzo è molto coinvolgente, mi è piaciuto e fa interessare al libro e alla questione, senza  sbilanciarsi in un delirante quanto inutile senso di colpa... cosa che accade, talvolta, a noi discendenti di stirpi volte alla dominazione. eppure, eppure...
grazie francesca!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il pezzo è molto coinvolgente, mi è piaciuto e fa interessare al libro e alla questione, senza  sbilanciarsi in un delirante quanto inutile senso di colpa&#8230; cosa che accade, talvolta, a noi discendenti di stirpi volte alla dominazione. eppure, eppure&#8230;<br />
grazie francesca!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: stefano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 19:55:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho apprezzato molto il tuo scritto,visto che condivido da sempre l&#039;interesse per quei popoli.vorrei consigliarti,in ambito musicale(ma probabilmente lo conosci già)l&#039;album &quot;grafitti man&quot;di john trudell.sulla attuale condizione di vita nelle riserve ho trovato significativo anche il film &quot;frozen river&quot;.un saluto da stefano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho apprezzato molto il tuo scritto,visto che condivido da sempre l&#8217;interesse per quei popoli.vorrei consigliarti,in ambito musicale(ma probabilmente lo conosci già)l&#8217;album &#8220;grafitti man&#8221;di john trudell.sulla attuale condizione di vita nelle riserve ho trovato significativo anche il film &#8220;frozen river&#8221;.un saluto da stefano</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 18:25:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Francesca,

grazie di questo pezzo. &quot;Seppellite il mio cuore a Wounded Knee è stato anche un mio libro per l&#039;infanzia. Credo me lo leggessi a nove e dieci anni. Estasiato dalla storia indiana e disgustato dalle nefandezze dei bianchi, che non avevano limite.

Segnalo un&#039;altra piccola pubblicazione italiana di Hance Lenson curata da un nostro amico editore:

http://www.ibs.it/code/9788876954030/henson-lance/missing-bead-perlina.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Francesca,</p>
<p>grazie di questo pezzo. &#8220;Seppellite il mio cuore a Wounded Knee è stato anche un mio libro per l&#8217;infanzia. Credo me lo leggessi a nove e dieci anni. Estasiato dalla storia indiana e disgustato dalle nefandezze dei bianchi, che non avevano limite.</p>
<p>Segnalo un&#8217;altra piccola pubblicazione italiana di Hance Lenson curata da un nostro amico editore:</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788876954030/henson-lance/missing-bead-perlina.html" rel="nofollow ugc">http://www.ibs.it/code/9788876954030/henson-lance/missing-bead-perlina.html</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: transit		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[transit]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 12:34:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io, nel vicolo, avevo due nomi: Guaglione e Ze Pochiello, ma dissi che mi dovevano chiamare, Penna di Falco. 

Quel pomeriggio bussarono alla porta. Era un uomo e il suo lavoro era il commesso di un ospedale.  Mamma, dalle parole oscure del commesso, aveva intuito che era successo qualcosa di grave. E, mi lasciò in piedi:nudo e bagnato. Intanto prima di andare via piangeva. E io, iniziai a imbarcarmi nella scia, cieca istintiva animale, a pelle, della solidarietà e dell&#039;empatia, di cui, ignoravo l&#039;esistenza. Anche se qualche volta mi tradivo. Quando con i cumpagnielli del vicolo giocavamo a pallone e loro tenevano la marenna con salcicce e friarielli, quando erano impegnati nel gioco, mi dicevano: Mantieneme sta marenna. Io comme nu mariuolo, di nascosto, la prendevo a morsi. Non avrei voluto, ma lo stomaco brontolavo feroce e diceva: Strunzo piglia &#039;a muorze stu bbene di Dio. La marenna era accussì bbona che mi sentivo di svenire, ma poi mi riprendevo subito con un altro morso. Questo fatto, più tardi, quando facevamo la guainella(guerra tra bande a colpi di pietre), mi portò a scegliere di far parte della tribù degli indiani, nonostante essi praticassero con ferocia il prelievo dello scalpo, che io rispettavo come tradizione della loro cultura, a chilli uommene &#039;e mmerda dei visi pallidi, che di certo a loro volta facevano altre atroci schifezze di guerra e distruzione. La nostra tribù si chiamava: I zozzosi dai Piedi Neri, pure perché era vero che tenevamo i piedi neri di scuorzo. Io ero il capo dei Piedi Neri. Nel vicolo mi chiamavo Penna di Falco. L’unica cosa che mi faceva incazzare, imbestialire e jastemmare il Pataterno e tutti i santi, della Tribù dei Piedi Neri di Scuorzo, ma anche di tutte le altre della Nazione Indiana, era: la Questione degli Allucchi. Sarebbe a dire, di quando organizzavamo in maniera perfetta agguati e attacchi tra i canyon alle carovane, civili e dei soldati, di quegli inchiavicati schifosi sfruttatori e guerrafondai dei visi pallidi. Una pratica e un vizio di fondo, comunque, che non riuscì ad estirpare. Insomma, io ero dell’idea che quando assaltavamo i visi pallidi, specialmente i soldati, ma comunque sempre, non dovevamo assolutamente, per nessuna ragione, alluccare e urlare come pazzi scalmanati. In modo da non dare alcuna possibilità e vantaggio di accorgersi, organizzarsi e rispondere con le loro armi micidiali di pistole, fucili e cannoni, ai nostri assalti all’arma bianca Eravamo bravi a camuffarci tra le rocce, gli arbusti e le grotte e fin qui tutto bene. Invece, con quelle uscite cretine e demenziali degli allucchi che svegliavano anche i morti, si metteva sempre in pericolo la buona riuscita del raid. Persino Manitù, seppi in un colloquio a tu per tu, la pensava come me.

Transit Scarpantibus]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io, nel vicolo, avevo due nomi: Guaglione e Ze Pochiello, ma dissi che mi dovevano chiamare, Penna di Falco. </p>
<p>Quel pomeriggio bussarono alla porta. Era un uomo e il suo lavoro era il commesso di un ospedale.  Mamma, dalle parole oscure del commesso, aveva intuito che era successo qualcosa di grave. E, mi lasciò in piedi:nudo e bagnato. Intanto prima di andare via piangeva. E io, iniziai a imbarcarmi nella scia, cieca istintiva animale, a pelle, della solidarietà e dell&#8217;empatia, di cui, ignoravo l&#8217;esistenza. Anche se qualche volta mi tradivo. Quando con i cumpagnielli del vicolo giocavamo a pallone e loro tenevano la marenna con salcicce e friarielli, quando erano impegnati nel gioco, mi dicevano: Mantieneme sta marenna. Io comme nu mariuolo, di nascosto, la prendevo a morsi. Non avrei voluto, ma lo stomaco brontolavo feroce e diceva: Strunzo piglia &#8216;a muorze stu bbene di Dio. La marenna era accussì bbona che mi sentivo di svenire, ma poi mi riprendevo subito con un altro morso. Questo fatto, più tardi, quando facevamo la guainella(guerra tra bande a colpi di pietre), mi portò a scegliere di far parte della tribù degli indiani, nonostante essi praticassero con ferocia il prelievo dello scalpo, che io rispettavo come tradizione della loro cultura, a chilli uommene &#8216;e mmerda dei visi pallidi, che di certo a loro volta facevano altre atroci schifezze di guerra e distruzione. La nostra tribù si chiamava: I zozzosi dai Piedi Neri, pure perché era vero che tenevamo i piedi neri di scuorzo. Io ero il capo dei Piedi Neri. Nel vicolo mi chiamavo Penna di Falco. L’unica cosa che mi faceva incazzare, imbestialire e jastemmare il Pataterno e tutti i santi, della Tribù dei Piedi Neri di Scuorzo, ma anche di tutte le altre della Nazione Indiana, era: la Questione degli Allucchi. Sarebbe a dire, di quando organizzavamo in maniera perfetta agguati e attacchi tra i canyon alle carovane, civili e dei soldati, di quegli inchiavicati schifosi sfruttatori e guerrafondai dei visi pallidi. Una pratica e un vizio di fondo, comunque, che non riuscì ad estirpare. Insomma, io ero dell’idea che quando assaltavamo i visi pallidi, specialmente i soldati, ma comunque sempre, non dovevamo assolutamente, per nessuna ragione, alluccare e urlare come pazzi scalmanati. In modo da non dare alcuna possibilità e vantaggio di accorgersi, organizzarsi e rispondere con le loro armi micidiali di pistole, fucili e cannoni, ai nostri assalti all’arma bianca Eravamo bravi a camuffarci tra le rocce, gli arbusti e le grotte e fin qui tutto bene. Invece, con quelle uscite cretine e demenziali degli allucchi che svegliavano anche i morti, si metteva sempre in pericolo la buona riuscita del raid. Persino Manitù, seppi in un colloquio a tu per tu, la pensava come me.</p>
<p>Transit Scarpantibus</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: chi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[chi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 11:50:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grande francesca! bellissimo pezzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grande francesca! bellissimo pezzo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: plessus		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 11:01:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il post è caldo di passione. Dei riferimenti bibliografici ho letto i primi due, e il secondo, Seppellite il mio cuore a Wounded knee, è il libro che mi ha smosso e commosso di più in età giovanile.
Riporto le parole di Alce Nero in ultima pagina:
&quot;Non sapevo in quel momento che era la fine di tante cose. Quando guardo indietro, adesso, da questo alto monte della mia vecchiaia, ancora vedo le donne e i bambini massacrati, ammucchiati e sparsi lungo quel burrone a zig-zag, chiaramente come li vidi coi miei occhi da giovane. E posso vedere che con loro morì un&#039;altra cosa, lassù, sulla neve insanguinata, e rimase sepolta sotto la tormenta. Lassù morì il sogno di un popolo. Era un bel sogno... il cerchio della nazione è rotto e i suoi frammenti sono sparsi. Il cerchio non ha più centro, e l&#039;albero sacro è morto.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il post è caldo di passione. Dei riferimenti bibliografici ho letto i primi due, e il secondo, Seppellite il mio cuore a Wounded knee, è il libro che mi ha smosso e commosso di più in età giovanile.<br />
Riporto le parole di Alce Nero in ultima pagina:<br />
&#8220;Non sapevo in quel momento che era la fine di tante cose. Quando guardo indietro, adesso, da questo alto monte della mia vecchiaia, ancora vedo le donne e i bambini massacrati, ammucchiati e sparsi lungo quel burrone a zig-zag, chiaramente come li vidi coi miei occhi da giovane. E posso vedere che con loro morì un&#8217;altra cosa, lassù, sulla neve insanguinata, e rimase sepolta sotto la tormenta. Lassù morì il sogno di un popolo. Era un bel sogno&#8230; il cerchio della nazione è rotto e i suoi frammenti sono sparsi. Il cerchio non ha più centro, e l&#8217;albero sacro è morto.&#8221;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/01/23/il-mio-motorino-si-chiamava-geronimo-una-lunga-premessa-personale-e-un-nuovo-libro-sugli-indiani-d%e2%80%99america/#comment-127777</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 20:12:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto bello!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/01/23/il-mio-motorino-si-chiamava-geronimo-una-lunga-premessa-personale-e-un-nuovo-libro-sugli-indiani-d%e2%80%99america/#comment-127761</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 14:51:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grande pezzo, Francesca, mi sento molto consonante con quel che dici, soprattutto nell&#039;ultima parte: comprerò a razzo il libro. Del mio incontro diretto con un nativo, per quanto breve, indimenticabile, ho già parlato &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2007/10/10/percorsi/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grande pezzo, Francesca, mi sento molto consonante con quel che dici, soprattutto nell&#8217;ultima parte: comprerò a razzo il libro. Del mio incontro diretto con un nativo, per quanto breve, indimenticabile, ho già parlato <a href="https://www.nazioneindiana.com/2007/10/10/percorsi/" rel="nofollow">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
		
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