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	Commenti a: La prosa del mondo	</title>
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		<title>
		Di: paolod		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/01/la-prosa-del-mondo/#comment-128739</link>

		<dc:creator><![CDATA[paolod]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 23:27:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un film senz&#039;altro spettacolare, ma solo questo. Biondillo ha ragione. Una scorpacciata di stereotipi visivi, narrativi, etici. Mi limito a segnalare l&#039;espressione feroce di alcune belve di Pandora: troppo feroci, appunto, la quintessenza di ciò che si pensa debba essere la &quot;ferocia&quot;. Nulla che che non sia prevedibile, che non parli di una sostanziale povertà di immaginazione. Solo artificio pirotecnico. E qualcuno citava Magritte...spero di aver letto o capito male.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un film senz&#8217;altro spettacolare, ma solo questo. Biondillo ha ragione. Una scorpacciata di stereotipi visivi, narrativi, etici. Mi limito a segnalare l&#8217;espressione feroce di alcune belve di Pandora: troppo feroci, appunto, la quintessenza di ciò che si pensa debba essere la &#8220;ferocia&#8221;. Nulla che che non sia prevedibile, che non parli di una sostanziale povertà di immaginazione. Solo artificio pirotecnico. E qualcuno citava Magritte&#8230;spero di aver letto o capito male.</p>
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		Di: Luigi B.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 21:00:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ritengo (parere modestissimo e personale) che Avatar sia artisticamente irrilevante, perché lontano dall&#039;inutile esercizio estetico della bellezza(come la maggior parte dei film usciti negli ultimi 20 anni), e socialmente poco edificante, in quanto è un&#039;apologia allo status quo in 3D (che ci hanno anche costretti a pagare per sorbirci).
L]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritengo (parere modestissimo e personale) che Avatar sia artisticamente irrilevante, perché lontano dall&#8217;inutile esercizio estetico della bellezza(come la maggior parte dei film usciti negli ultimi 20 anni), e socialmente poco edificante, in quanto è un&#8217;apologia allo status quo in 3D (che ci hanno anche costretti a pagare per sorbirci).<br />
L</p>
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		<title>
		Di: anonima spettatori		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/01/la-prosa-del-mondo/#comment-128626</link>

		<dc:creator><![CDATA[anonima spettatori]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 18:00:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[abbiamo trovato lo scritto molto interessante, e cosí la conversazione seguita - abbiamo condiviso con Lorenzo Esposito in particolare l´impressione di un film funereo, tombale, sulla quale abbiamo giocato - ci permettiamo di segnalare st´ illuddistica ludicità: 
http://www.attimpuri.it/?p=341
(uacciuariuariuà)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>abbiamo trovato lo scritto molto interessante, e cosí la conversazione seguita &#8211; abbiamo condiviso con Lorenzo Esposito in particolare l´impressione di un film funereo, tombale, sulla quale abbiamo giocato &#8211; ci permettiamo di segnalare st´ illuddistica ludicità:<br />
<a href="http://www.attimpuri.it/?p=341" rel="nofollow ugc">http://www.attimpuri.it/?p=341</a><br />
(uacciuariuariuà)</p>
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		<title>
		Di: Simona Carretta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/01/la-prosa-del-mondo/#comment-128544</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simona Carretta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 14:42:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ maria v :

non ravviso divergenza tra le nostre opinioni. Descrivendo il cinema e il teatro come spazi innanzitutto &quot;sociali&quot; non intendevo che non possano presentarsi come assolutamente invitanti a chi ci si reca solo, giusto per il piacere di gustarsi l&#039;opera. Alludendo alla necessità del confronto, mi riferivo a quella connessione, anche quasi impercettibie e involontaria, che sempre si finisce con lo stabilire ,nel corso della visione, con gli altri spettatori (anche sconosciuti) e che inevitabilmente influisce nella ricezione. 
Penso inoltre che la solitudine, quando palesata in pubblico, sia un abito capace di conferire una certa allure a chi lo indossa, e per questo da portare con eleganza.

Chiedo scusa a Lorenzo Esposito per il breve OT, aggiungendo che, per la cortesia e simpatia dimostrata nel ribattere a pareri anche discordi, anche lui a me é sembrato molto &quot;occhiuto&quot; e ben poco &quot;occhialuto&quot; -nonostante spettatore di Avatar! (scherzo,ovviamente..) - , fatto che ha reso certo più interessante tutto il corso della discussione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ maria v :</p>
<p>non ravviso divergenza tra le nostre opinioni. Descrivendo il cinema e il teatro come spazi innanzitutto &#8220;sociali&#8221; non intendevo che non possano presentarsi come assolutamente invitanti a chi ci si reca solo, giusto per il piacere di gustarsi l&#8217;opera. Alludendo alla necessità del confronto, mi riferivo a quella connessione, anche quasi impercettibie e involontaria, che sempre si finisce con lo stabilire ,nel corso della visione, con gli altri spettatori (anche sconosciuti) e che inevitabilmente influisce nella ricezione.<br />
Penso inoltre che la solitudine, quando palesata in pubblico, sia un abito capace di conferire una certa allure a chi lo indossa, e per questo da portare con eleganza.</p>
<p>Chiedo scusa a Lorenzo Esposito per il breve OT, aggiungendo che, per la cortesia e simpatia dimostrata nel ribattere a pareri anche discordi, anche lui a me é sembrato molto &#8220;occhiuto&#8221; e ben poco &#8220;occhialuto&#8221; -nonostante spettatore di Avatar! (scherzo,ovviamente..) &#8211; , fatto che ha reso certo più interessante tutto il corso della discussione.</p>
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		<title>
		Di: aparrag-aculnaig		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/01/la-prosa-del-mondo/#comment-128532</link>

		<dc:creator><![CDATA[aparrag-aculnaig]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 11:12:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tranquillo cassano, non sei l&#039;unico: siamo tutti sempliciotti in italia, tranne le persone colte che credono di essere troppo snob per non palesare la loro cultura di classe e che invece sono melodrammatici e comunque la mia era un&#039;ironia.... ah già... in italia l&#039;ironia è solo quella della sorte: siamo terribilmente seri anche su ciò che non ci riguarda, visto che il film non è nemmeno di un italiano, (ovviamente). 
comunque farò di tutto per andare a vedere questo benedetto avatar, dicono che emozioni, bah... le mie emozioni sono quando vado a prendere i referti e il test risulta negativo, per il resto, appunto, vedo solo avatar, ma proprio avatar, esseri virtuali gestiti da chissà chi ma è una cosa di massa e nemmeno io me ne vergogno.... non sono ancora emigrato all&#039;estero. più che altro ripenso sempre a CB.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tranquillo cassano, non sei l&#8217;unico: siamo tutti sempliciotti in italia, tranne le persone colte che credono di essere troppo snob per non palesare la loro cultura di classe e che invece sono melodrammatici e comunque la mia era un&#8217;ironia&#8230;. ah già&#8230; in italia l&#8217;ironia è solo quella della sorte: siamo terribilmente seri anche su ciò che non ci riguarda, visto che il film non è nemmeno di un italiano, (ovviamente).<br />
comunque farò di tutto per andare a vedere questo benedetto avatar, dicono che emozioni, bah&#8230; le mie emozioni sono quando vado a prendere i referti e il test risulta negativo, per il resto, appunto, vedo solo avatar, ma proprio avatar, esseri virtuali gestiti da chissà chi ma è una cosa di massa e nemmeno io me ne vergogno&#8230;. non sono ancora emigrato all&#8217;estero. più che altro ripenso sempre a CB.</p>
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		Di: Antonello Cassano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/01/la-prosa-del-mondo/#comment-128522</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonello Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:24:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[aparrag sono un sempliciotto. se una cosa che piace alla massa che frequenta i centri &quot;nazi-pop&quot; piace anche a me, io non me ne vergogno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>aparrag sono un sempliciotto. se una cosa che piace alla massa che frequenta i centri &#8220;nazi-pop&#8221; piace anche a me, io non me ne vergogno</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria (v)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/01/la-prosa-del-mondo/#comment-128518</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria (v)]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:06:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ simona carretta

al contrario di te, cine e teatro sono, per me, tra i pochissimi luoghi in cui &quot;soffrirmi&quot; la mia solitudine col minimo dell&#039;imbarazzo - altri spazi chiusi, tipo pub, pizzerie, la maggior parte dei bar... qui in Italia, a differenza che all&#039;estero, li trovo molto scomodi e non mi sento a mio agio. 

@ Lorenzo Esposito, nulla da eccepire alla sua analisi, ma io che rientro tra i freddissimi ho avvertito irritazione crescente in mezzo alla &quot;mia folla&quot;, nelle condizioni e spazi che condividevamo perché continuavo a domandarmi: ma cosa applaudono? cosa guardano? non si rendono conto di star seduti sul buco del culo del mondo? senza scomodare nessun pellirossa, il sito prescelto per la proiezione del film, cui siamo ormai obbligati a recarci per goderci questo tipo di spettacoli è di una desolazione, una mostruosità, uno scempio centomila volte superiore a quelle del cartoon colorato e a tutti gli effetti 3D propinati e tutti quei giovani coi musi assorti che applaudono tanto commossi NON lo vedono, perché i centri commerciali sono le mete del loro tempo libero predilette, è in questo scempio impacchettato che consumano la gratuità delle loro serate e weekend senza alternative. allora che la realtà sia a tal punto finita dentro la scatola con tanto di fascinazione da renderli immuni a quella appena un poco dietro o davanti o sotto il naso, è forse banalissima verità; che gli occhialetti permettano loro davvero di procedere bendati in mezzo allo sfascio in cui sono quotidianamente risucchiati è forse davvero possibile... più ci penso più quella che era iniziale freddezza, stupore, costernazione, incomprensione si trasforma in nausea, rabbia ecc ecc
(ovviamente sono condizionata nel mio giudizio da  categorie spazio-temporali personali)

@ tashtego

non lo so, forse hai ragione tu, può darsi che il film sia brutto, non m&#039;intendo di cinema, come non m&#039;intendo di cucina, poche, pochissime le cose che mi piacciono, spesso roba tutt&#039;altro che per palati raffinati, imprevedibile ciò che mi emoziona. quel film mi è sembrato onesto nelle intenzioni, gli eroi non sono attraenti, piuttosto soprattutto all&#039;inizio: spacconi, sbruffoni, superficialotti, schizzatelli, ma mi ricordava com&#039;eravamo noi a 18 anni, quando si aveva la nostra piccola banda di vandali, com&#039;eravamo idioti, arroganti, ignoranti e  sognatori e ancora capaci di fare qualcosa, o di crederci forse, prima che ci mancasse il fiato - parlo per me, il &quot;ci&quot; è riferito esclusivamente alla mia vecchia banda  di scorreggioni, quando anche noi ci martellavamo la testa con roba tipo: &lt;i&gt; se lancio un sasso, il fatto costituisce reato, se 100 sassi vengono lanciati, il fatto costituisce un&#039;azione politica. se brucio una macchina il fatto costituisce reato, se 100 auto vengono date alle fiamme, è un&#039;azione politica. &quot;protesta&quot; è quando dico che qualcosa non mi piace. opposizione è fare in modo che non succeda più&lt;/i&gt; roba così, in un film bello o brutto, ammetto che sia tra le poche cose che ancora mi emoziona. sì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ simona carretta</p>
<p>al contrario di te, cine e teatro sono, per me, tra i pochissimi luoghi in cui &#8220;soffrirmi&#8221; la mia solitudine col minimo dell&#8217;imbarazzo &#8211; altri spazi chiusi, tipo pub, pizzerie, la maggior parte dei bar&#8230; qui in Italia, a differenza che all&#8217;estero, li trovo molto scomodi e non mi sento a mio agio. </p>
<p>@ Lorenzo Esposito, nulla da eccepire alla sua analisi, ma io che rientro tra i freddissimi ho avvertito irritazione crescente in mezzo alla &#8220;mia folla&#8221;, nelle condizioni e spazi che condividevamo perché continuavo a domandarmi: ma cosa applaudono? cosa guardano? non si rendono conto di star seduti sul buco del culo del mondo? senza scomodare nessun pellirossa, il sito prescelto per la proiezione del film, cui siamo ormai obbligati a recarci per goderci questo tipo di spettacoli è di una desolazione, una mostruosità, uno scempio centomila volte superiore a quelle del cartoon colorato e a tutti gli effetti 3D propinati e tutti quei giovani coi musi assorti che applaudono tanto commossi NON lo vedono, perché i centri commerciali sono le mete del loro tempo libero predilette, è in questo scempio impacchettato che consumano la gratuità delle loro serate e weekend senza alternative. allora che la realtà sia a tal punto finita dentro la scatola con tanto di fascinazione da renderli immuni a quella appena un poco dietro o davanti o sotto il naso, è forse banalissima verità; che gli occhialetti permettano loro davvero di procedere bendati in mezzo allo sfascio in cui sono quotidianamente risucchiati è forse davvero possibile&#8230; più ci penso più quella che era iniziale freddezza, stupore, costernazione, incomprensione si trasforma in nausea, rabbia ecc ecc<br />
(ovviamente sono condizionata nel mio giudizio da  categorie spazio-temporali personali)</p>
<p>@ tashtego</p>
<p>non lo so, forse hai ragione tu, può darsi che il film sia brutto, non m&#8217;intendo di cinema, come non m&#8217;intendo di cucina, poche, pochissime le cose che mi piacciono, spesso roba tutt&#8217;altro che per palati raffinati, imprevedibile ciò che mi emoziona. quel film mi è sembrato onesto nelle intenzioni, gli eroi non sono attraenti, piuttosto soprattutto all&#8217;inizio: spacconi, sbruffoni, superficialotti, schizzatelli, ma mi ricordava com&#8217;eravamo noi a 18 anni, quando si aveva la nostra piccola banda di vandali, com&#8217;eravamo idioti, arroganti, ignoranti e  sognatori e ancora capaci di fare qualcosa, o di crederci forse, prima che ci mancasse il fiato &#8211; parlo per me, il &#8220;ci&#8221; è riferito esclusivamente alla mia vecchia banda  di scorreggioni, quando anche noi ci martellavamo la testa con roba tipo: <i> se lancio un sasso, il fatto costituisce reato, se 100 sassi vengono lanciati, il fatto costituisce un&#8217;azione politica. se brucio una macchina il fatto costituisce reato, se 100 auto vengono date alle fiamme, è un&#8217;azione politica. &#8220;protesta&#8221; è quando dico che qualcosa non mi piace. opposizione è fare in modo che non succeda più</i> roba così, in un film bello o brutto, ammetto che sia tra le poche cose che ancora mi emoziona. sì.</p>
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		<title>
		Di: Lorenzo Esposito		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/01/la-prosa-del-mondo/#comment-128497</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 22:03:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi premeva rispondere alla sollecitazione di Francesco Pecoraro - al solito, molto &#039;occhiuto&#039; (e non occhialuto) - sulla definizione di bello. La derivazione benjaminiana e warburghiana è fin troppo evidente. Ma non è questa la questione. Starei per dire, invece, che in quella parentesi dell&#039;incipit è per me racchiuso l&#039;oggetto (e il soggetto) autentico dell&#039;aver scritto su Avatar: anzi, dell&#039;aver scritto. Non in tutto ciò che si vede è possibile leggere qualcosa (come per anni sostenuto da certa semiologia). (Il Cameron foucaultiano che immaginavo, dovrebbe far suo il responso - uno dei - de &quot;Le parole e le cose&quot;: [...] vanamente si cercherà di dire ciò che si vede: ciò che si vede non sta mai in ciò che si dice&quot;). E, al tempo stesso, non ci si interroga mai abbastanza sulla franosità della precipitazione verticale parola/immagine (entrambi i precipizi, e orli, solcano Avatar). Non lo si fa perchè, lungo il piano di frattura, dovremmo elencare lacune e irregolarità, e scivolare fra le pieghe a rischiare e raschiare il vuoto (e non è detto che qualche foglia gigante attutisca la caduta). Così, si preferisce risolverla con i grandi contenitori: comunicazione, marketing, 3D... Insomma, è della finezza e insieme della dispersione delle fonti tecnologiche che si sta parlando, oppure, più a fondo, dell&#039;assoluta friabilità dello spettro sismico che è l&#039;immagine (e vieppiù l&#039;immagine &#039;parlata&#039;)? Personalmente, cerco sempre di interrogarmi sula seconda ipotesi. Interrogare non il campo tecnico, ma la tecnica frattale con cui le immagini ripetono e originano crolli derive frammenti trasparenze enigmi. Cioè, al limite (e all&#039;inizio), non avvicinare la questione del bello dal punto di vista del giudizio ( emotivissimo o freddissimo, sul film), ma la &#039;storia&#039; dell&#039;immagine, il processo per cui le cose, anche svuotate di significato, possono riemergere inattese e darsi come nuova sintesi e come nuova disgiunzione (ecco perchè ognuno ha la sua opinione, non solo sui film, ma su tutto): ossia, appunto, come &#039;immagini&#039;. Questo sussulto e risalita - il bello - Benjamin lo chiamava arresto (e il cinema a me sembra un &#039;arresto&#039; bellissimo) e Warburg ricordava che si tratta sempre di guardare cose in vista di cose assenti. Falsi movimenti necessari, come la vita e come la morte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi premeva rispondere alla sollecitazione di Francesco Pecoraro &#8211; al solito, molto &#8216;occhiuto&#8217; (e non occhialuto) &#8211; sulla definizione di bello. La derivazione benjaminiana e warburghiana è fin troppo evidente. Ma non è questa la questione. Starei per dire, invece, che in quella parentesi dell&#8217;incipit è per me racchiuso l&#8217;oggetto (e il soggetto) autentico dell&#8217;aver scritto su Avatar: anzi, dell&#8217;aver scritto. Non in tutto ciò che si vede è possibile leggere qualcosa (come per anni sostenuto da certa semiologia). (Il Cameron foucaultiano che immaginavo, dovrebbe far suo il responso &#8211; uno dei &#8211; de &#8220;Le parole e le cose&#8221;: [&#8230;] vanamente si cercherà di dire ciò che si vede: ciò che si vede non sta mai in ciò che si dice&#8221;). E, al tempo stesso, non ci si interroga mai abbastanza sulla franosità della precipitazione verticale parola/immagine (entrambi i precipizi, e orli, solcano Avatar). Non lo si fa perchè, lungo il piano di frattura, dovremmo elencare lacune e irregolarità, e scivolare fra le pieghe a rischiare e raschiare il vuoto (e non è detto che qualche foglia gigante attutisca la caduta). Così, si preferisce risolverla con i grandi contenitori: comunicazione, marketing, 3D&#8230; Insomma, è della finezza e insieme della dispersione delle fonti tecnologiche che si sta parlando, oppure, più a fondo, dell&#8217;assoluta friabilità dello spettro sismico che è l&#8217;immagine (e vieppiù l&#8217;immagine &#8216;parlata&#8217;)? Personalmente, cerco sempre di interrogarmi sula seconda ipotesi. Interrogare non il campo tecnico, ma la tecnica frattale con cui le immagini ripetono e originano crolli derive frammenti trasparenze enigmi. Cioè, al limite (e all&#8217;inizio), non avvicinare la questione del bello dal punto di vista del giudizio ( emotivissimo o freddissimo, sul film), ma la &#8216;storia&#8217; dell&#8217;immagine, il processo per cui le cose, anche svuotate di significato, possono riemergere inattese e darsi come nuova sintesi e come nuova disgiunzione (ecco perchè ognuno ha la sua opinione, non solo sui film, ma su tutto): ossia, appunto, come &#8216;immagini&#8217;. Questo sussulto e risalita &#8211; il bello &#8211; Benjamin lo chiamava arresto (e il cinema a me sembra un &#8216;arresto&#8217; bellissimo) e Warburg ricordava che si tratta sempre di guardare cose in vista di cose assenti. Falsi movimenti necessari, come la vita e come la morte.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Simona Carretta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/01/la-prosa-del-mondo/#comment-128491</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simona Carretta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 19:58:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=29625#comment-128491</guid>

					<description><![CDATA[Penso che il cinema (inteso ora come luogo), allo stesso modo del teatro, sia innanzitutto uno spazio sociale e che uno dei migliori piaceri che procuri derivi proprio dalla possibilità che offre di fruire della visione di un film insieme ad altri - insieme agli altri spettatori della sala.
Il confronto con gli altri spettatori - che sempre avviene nel corso di una proiezione -, la continua percezione dell&#039;ambiente circostante,molto più che ad una sorta di condivisione sentimentale delle eventuali emozioni suscitate dal film, mi sono sempre parsi necessari al mantenimento della giusta distanza critica da cui considerare l&#039;opera.
Per questo la visione di un film con gli occhiali 3d, che necessariamente isolano dal vicino di posto, trascinando lo spettatore direttamente nell&#039;irrealtà del film (e rendendolo così, più che spettatore, un suo ostaggio) non mi attira.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che il cinema (inteso ora come luogo), allo stesso modo del teatro, sia innanzitutto uno spazio sociale e che uno dei migliori piaceri che procuri derivi proprio dalla possibilità che offre di fruire della visione di un film insieme ad altri &#8211; insieme agli altri spettatori della sala.<br />
Il confronto con gli altri spettatori &#8211; che sempre avviene nel corso di una proiezione -, la continua percezione dell&#8217;ambiente circostante,molto più che ad una sorta di condivisione sentimentale delle eventuali emozioni suscitate dal film, mi sono sempre parsi necessari al mantenimento della giusta distanza critica da cui considerare l&#8217;opera.<br />
Per questo la visione di un film con gli occhiali 3d, che necessariamente isolano dal vicino di posto, trascinando lo spettatore direttamente nell&#8217;irrealtà del film (e rendendolo così, più che spettatore, un suo ostaggio) non mi attira.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: aparrag-aculnaig		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/01/la-prosa-del-mondo/#comment-128490</link>

		<dc:creator><![CDATA[aparrag-aculnaig]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 19:50:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[santo dio, me lo devo proprio vedere Avatar, sembra meglio dell&#039;LSD! :))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>santo dio, me lo devo proprio vedere Avatar, sembra meglio dell&#8217;LSD! :))</p>
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