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	Commenti a: OPPURE NIENTE. Appunti su Fuoco fatuo di Louis Malle	</title>
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		Di: Il cinema era la mia casa &#8211; Nazione Indiana		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Il cinema era la mia casa &#8211; Nazione Indiana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 13:07:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Di seguito il secondo testo della manifestazione Sguardi a perdita d&#8217;occhio.I poeti leggono il cinema, già pubblicato sul numero 13 della rivista A+L. Gli altri interventi si possono leggere qui e qui. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Di seguito il secondo testo della manifestazione Sguardi a perdita d&#8217;occhio.I poeti leggono il cinema, già pubblicato sul numero 13 della rivista A+L. Gli altri interventi si possono leggere qui e qui. [&#8230;]</p>
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		Di: sparz		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 09:28:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[appassionata recensione di un grande film, che amo da quel dì. Credo che ognuno di noi ami un film, o un romanzo, o altro, nella misura in cui vi scopre pezzi di sè, magari pezzi nascosti, o, tipicamente, possibili sbocchi mai avveratisi di alternative che gli si sono presentate nella vita. Così è per me &lt;i&gt;fuoco fatuo&lt;/i&gt;: in alcuni dei suoi movimenti intravvedo brandelli, o forse solo &lt;i&gt;cotés&lt;/i&gt;, di qualche anno della mia vita, ed è questo che rende emozionante questo snodarsi senza storia, senza evoluzione, della vicenda di Alain, che non fa che rotolare verso un esito annunciato. Senza una singola sbavatura, miracolo di Malle, e di Ronet.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>appassionata recensione di un grande film, che amo da quel dì. Credo che ognuno di noi ami un film, o un romanzo, o altro, nella misura in cui vi scopre pezzi di sè, magari pezzi nascosti, o, tipicamente, possibili sbocchi mai avveratisi di alternative che gli si sono presentate nella vita. Così è per me <i>fuoco fatuo</i>: in alcuni dei suoi movimenti intravvedo brandelli, o forse solo <i>cotés</i>, di qualche anno della mia vita, ed è questo che rende emozionante questo snodarsi senza storia, senza evoluzione, della vicenda di Alain, che non fa che rotolare verso un esito annunciato. Senza una singola sbavatura, miracolo di Malle, e di Ronet.</p>
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		Di: orsola puecher		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 08:48:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In realtà l&#039;impressione che la colonna sonora del film sia un solo pezzo di Satie è data dal simile contesto armonico dei due pezzi scelti da Malle,  che sono &lt;a href=&quot;http://www.claudiocolombo.net/Altremusiche/Satie/Gymnopedie3.mp3&quot; target=_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;strong&gt;Gymnopédies n.3&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://www.claudiocolombo.net/Altremusiche/Satie/Gnossienne1.mp3&quot; target=_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;&lt;strong&gt;Gnossiennes n.1&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; che hanno nelle indicazioni originali del compositore, come colore, rispettivamente &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Lent e grave&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; e i molto cinematografici &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Lent&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; poi &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Très luisant, Questionnez, Du bout de la pensèe, Postulez en vous-même, Pas à pas, Sur la langue&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, ma il lento grave del dolore di Satie non è mai melodrammatico ed è pari alla qualità del sentimento che sottende al film nel suo bianco e nero impietoso e contrastato e che potrebbe essere ben definito dall&#039;indicazione che Satie mette a un&#039;altra delle sue gnostiche gnossiennes, la numero 6, &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Avec convinction et avec une tristesse rigourese&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; e che esprime la qualità quasi chirurgica della descrizione di questa tristezza, oggettiva e inappellabile. Ugualmente l&#039;impressione eterea che i due pezzi comunicano ad un primo ascolto è pari allo scivolare dei personaggi da un fotogramma all&#039;altro: così apparentemente casuali, erratici ed erranti. 
La semplicità ritmica e compositiva si sviluppa senza orpelli in temi che paiono antico eco di qualcosa di noto e misterioso insieme, qualcosa di contemporaneamente angosciante e rasserenante.
Il Walzer lento e tranquillo della Gymnopédies N.3 è un Walzer che del ùn-due-tre del tempo canonico, a lui proprio, non suona il tre, lasciando una curiosa sensazione di incompiutezza, un sospeso piede in aria fermato di impotenza esistenziale, una specie di moto perpetuo senza risoluzione nei gruppetti di note della melodia lieve e accennata, eterno ed effimero, finito e infinito che si sfiorano lontani.
L&#039;arrendersi ad una fine annunciata è nel tempo basso continuo che in Gnossiennes N.1 snoda una musica che non ha una fine e un inizio riconoscibili, quasi orientale, che si appoggia con una tristezza di &lt;em&gt;violini tzigani&lt;/em&gt;, perdendosi.

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà l&#8217;impressione che la colonna sonora del film sia un solo pezzo di Satie è data dal simile contesto armonico dei due pezzi scelti da Malle,  che sono <a href="http://www.claudiocolombo.net/Altremusiche/Satie/Gymnopedie3.mp3" target=_blank" rel="nofollow"><strong>Gymnopédies n.3</strong></a> e <a href="http://www.claudiocolombo.net/Altremusiche/Satie/Gnossienne1.mp3" target=_blank" rel="nofollow"><strong>Gnossiennes n.1</strong></a> che hanno nelle indicazioni originali del compositore, come colore, rispettivamente <em><strong>Lent e grave</strong></em> e i molto cinematografici <em><strong>Lent</strong></em> poi <em><strong>Très luisant, Questionnez, Du bout de la pensèe, Postulez en vous-même, Pas à pas, Sur la langue</strong></em>, ma il lento grave del dolore di Satie non è mai melodrammatico ed è pari alla qualità del sentimento che sottende al film nel suo bianco e nero impietoso e contrastato e che potrebbe essere ben definito dall&#8217;indicazione che Satie mette a un&#8217;altra delle sue gnostiche gnossiennes, la numero 6, <em><strong>Avec convinction et avec une tristesse rigourese</strong></em> e che esprime la qualità quasi chirurgica della descrizione di questa tristezza, oggettiva e inappellabile. Ugualmente l&#8217;impressione eterea che i due pezzi comunicano ad un primo ascolto è pari allo scivolare dei personaggi da un fotogramma all&#8217;altro: così apparentemente casuali, erratici ed erranti.<br />
La semplicità ritmica e compositiva si sviluppa senza orpelli in temi che paiono antico eco di qualcosa di noto e misterioso insieme, qualcosa di contemporaneamente angosciante e rasserenante.<br />
Il Walzer lento e tranquillo della Gymnopédies N.3 è un Walzer che del ùn-due-tre del tempo canonico, a lui proprio, non suona il tre, lasciando una curiosa sensazione di incompiutezza, un sospeso piede in aria fermato di impotenza esistenziale, una specie di moto perpetuo senza risoluzione nei gruppetti di note della melodia lieve e accennata, eterno ed effimero, finito e infinito che si sfiorano lontani.<br />
L&#8217;arrendersi ad una fine annunciata è nel tempo basso continuo che in Gnossiennes N.1 snoda una musica che non ha una fine e un inizio riconoscibili, quasi orientale, che si appoggia con una tristezza di <em>violini tzigani</em>, perdendosi.</p>
<p>,\\&#8217;</p>
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		<title>
		Di: iltrenoavapore		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[iltrenoavapore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 00:11:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[opere, appassionanti e necessarie,

Per al passione si trova sempre un posto. In quanto alla necessità v&#039;è da discutere né più né meno che sull&#039;etica in politica, a dire cioè inutilmente.

&#039;notte
Mario Ardenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>opere, appassionanti e necessarie,</p>
<p>Per al passione si trova sempre un posto. In quanto alla necessità v&#8217;è da discutere né più né meno che sull&#8217;etica in politica, a dire cioè inutilmente.</p>
<p>&#8216;notte<br />
Mario Ardenti</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: fuoco fatuo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/04/oppure-niente-appunti-su-fuoco-fatuo-di-louis-malle/#comment-128632</link>

		<dc:creator><![CDATA[fuoco fatuo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 20:00:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Da ragazzo ho giurato a me stesso di rimanere fedele alla mia giovinezza: un giorno ho cercato di mantenere la parola.” Racconto segreto. P. Drieu La Rochelle]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Da ragazzo ho giurato a me stesso di rimanere fedele alla mia giovinezza: un giorno ho cercato di mantenere la parola.” Racconto segreto. P. Drieu La Rochelle</p>
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		Di: Helena Kotias		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/04/oppure-niente-appunti-su-fuoco-fatuo-di-louis-malle/#comment-128614</link>

		<dc:creator><![CDATA[Helena Kotias]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 16:21:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bellissimo pezzo!]]></description>
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		Di: Morganthal		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Morganthal]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 16:04:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per comprenderlo appieno bisogna comprendere una cosa taciuta, il rapporto tra il protagonista e l&#039;eroina, in orginale infatti il dadaista Rigaut è un eroinomane, come ritratto nell&#039;omonimo romanzo di Drieu la Rochelle. In questa cornice chimica il film diviene una sorta di trattato sull&#039;acedia dettata dal rapporto con una droga il cui scintillio e la cui malevola brillantezza appaiono superbamente ripresi nella fotografia del film, dove il protagonista si muove come un pesce in un acquario, in una Parigi bolla ovattata che non ha più nulla da offrire. Non a caso i movimenti sono sottolineati da una stessa composizione di Satie che attraverso la sua circolarità sottolinea non il precipitare ma l&#039;annullarsi in cerchi entropici. Un film sulla malattia, sull&#039;impotenza, sul ritrarsi, sull&#039;imposibilità, composto per gesti spezzati, le sequenze stesse sembrano creare prima un contatto, giochi di sguardi, incontri, e poi deludere ogni avanzamento, eseguendo i propositi della coscienza del personaggio. Si...è molto più di un bellissimo film.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per comprenderlo appieno bisogna comprendere una cosa taciuta, il rapporto tra il protagonista e l&#8217;eroina, in orginale infatti il dadaista Rigaut è un eroinomane, come ritratto nell&#8217;omonimo romanzo di Drieu la Rochelle. In questa cornice chimica il film diviene una sorta di trattato sull&#8217;acedia dettata dal rapporto con una droga il cui scintillio e la cui malevola brillantezza appaiono superbamente ripresi nella fotografia del film, dove il protagonista si muove come un pesce in un acquario, in una Parigi bolla ovattata che non ha più nulla da offrire. Non a caso i movimenti sono sottolineati da una stessa composizione di Satie che attraverso la sua circolarità sottolinea non il precipitare ma l&#8217;annullarsi in cerchi entropici. Un film sulla malattia, sull&#8217;impotenza, sul ritrarsi, sull&#8217;imposibilità, composto per gesti spezzati, le sequenze stesse sembrano creare prima un contatto, giochi di sguardi, incontri, e poi deludere ogni avanzamento, eseguendo i propositi della coscienza del personaggio. Si&#8230;è molto più di un bellissimo film.</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/04/oppure-niente-appunti-su-fuoco-fatuo-di-louis-malle/#comment-128608</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 15:53:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[magnifico pezzo, magnifico film, magnifica interpretazione - quanto è vero - di ronet, un attore straordinario, poco ricordato forse perchè morto presto, già con malle e la moreau nell&#039;esordio favoloso del regista (&quot;Ascensore per il patibolo&quot;, 1957.)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>magnifico pezzo, magnifico film, magnifica interpretazione &#8211; quanto è vero &#8211; di ronet, un attore straordinario, poco ricordato forse perchè morto presto, già con malle e la moreau nell&#8217;esordio favoloso del regista (&#8220;Ascensore per il patibolo&#8221;, 1957.)</p>
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		<title>
		Di: oppure niente &#171; vernice dell&#39;apnea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2010/02/04/oppure-niente-appunti-su-fuoco-fatuo-di-louis-malle/#comment-128596</link>

		<dc:creator><![CDATA[oppure niente &#171; vernice dell&#39;apnea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 14:21:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] oppure&#160;niente  Appunti su Fuoco fatuo di Louis Malle, di Milo De Angelis (tratti da qui) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] oppure&nbsp;niente  Appunti su Fuoco fatuo di Louis Malle, di Milo De Angelis (tratti da qui) [&#8230;]</p>
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